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Il 19 giugno in Senato convegno per 70 anni Uspi e 127 Il Vomere Marsala

ROMA (ITALPRESS) – “Viaggio nella cultura della bellezza, nell’informazione, nell’arte e nei rapporti tra gli esseri umani per realizzare il bene”. Questo il tema del Convegno “Il Bello e il Bene” che si terrà lunedì 19 giugno, dalle ore 10:00 presso la Sala Zuccari del Senato della Repubblica. L’evento sarà l’occasione per festeggiare i 70 anni dell’Unione Stampa Periodica Italiana (USPI) e i 127 anni del Vomere. L’apertura dei lavori vedrà come primo momento quello della lettura del messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Il programma vedrà poi l’intervento di numerosi esponenti della politica, delle istituzioni e sarà presente anche un rappresentante di Google.

Foto>: locandina Uspi

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Luzi “Arresto Messina Denaro è stato un risultato di squadra”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ stato un risultato di straordinaria importanza perchè è l’affermazione della legalità, dell’autorità dello Stato rispetto al male e credo questo sia la chiave di lettura principale di questa operazione: consegnare alla giustizia l’ultimo grande latitante di cosa nostra, artefice di un attacco al cuore dello stato, un attacco eversivo. Chiaramente ha un significato particolare, perchè è anche un risultato che gli italiani si aspettavamo da tanto tempo”. Lo afferma il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale di corpo d’armata Teo Luzi, al Tg1 parlando della cattura del boss mafioso Matteo Messina Denaro lo scorso 16 gennaio a Palermo. “Non è stato frutto di un’occasionalità, ma di un’attività intensa portata avanti per anni con un metodo puro, trasparente, fuori dagli schemi di dietrologie. Un metodo che noi facciamo risalire al generale Dalla Chiesa ed è stato un risultato di squadra e questo ci tengo a dirlo” ha aggiunto il generale Luzi.
“Ovviamente in questa squadra ha avuto un ruolo determinante la Procura della Repubblica di Palermo, che ha diretto le indagini. Ma ha partecipato anche la Polizia di Stato, soprattutto nelle settimane, nei mesi e negli anni precedenti, facendo terra bruciata insieme ai Carabinieri, arrestando i fiancheggiatori e sequestrando decine di milioni di euro al latitante” conclude il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri.

foto: agenziafotogramma.it

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Una targa a New York per ricordare Arturo Di Modica e il suo toro di Wall Street

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Una targa per ricordare Arturo Di Modica, lo scultore originario di Vittoria, nel Ragusano, famoso in tutto il mondo per il Toro di Wall Street. E’ stata consegnata nelle mani del sindaco di New York, Eric Adams, da Antonino Laspina, direttore dell’Italian Trade Agency. Il traguardo di un lungo percorso iniziato tempo fa e voluto da Luciano Moresco, Fabrizio Bartolizzi, Dionisio Cimarelli e Nicola Fiasconaro, che insieme a Laspina hanno creato un’associazione per mantenere viva la memoria del maestro siciliano venuto a mancare il 19 febbraio 2021. E’ quanto riporta la Voce di New York, in un reportage.
La targa che certifica la paternità del Charging Bull, il famoso toro di Wall Street, recita: “La statua è una creazione dello scultore siciliano Arturo Di Modica. Nato a Vittoria nel 1941, arrivato a New York per vivere e lavorare nel 1971. Quest’opera è un regalo di Arturo per la città di New York, portata a Bowling Green il 20 ottobre 1989 come simbolo della forza dell’America e dei suoi valori”. Ed è stata consegnata in occasione della ricorrenza del 2 giugno, Festa della Repubblica italiana. Alle spalle della borsa di Wall Street è risuonato l’inno italiano, mentre la bandiera tricolore veniva issata a sormontare il distretto finanziario.
“Questo luogo – ha detto il Console Generale Fabrizio Di Michele – simboleggia perfettamente il profondo e antico legame tra New York e l’Italia. Gli italiani nel secolo scorso hanno fisicamente costruito questa città e contribuito alla sua grandiosità. Ancora oggi, nuove generazioni di italiani del mondo degli affari, dell’accademia, della medicina, della ricerca, della scienza e dell’arte contribuiscono alla vitalità straordinaria di New York e di tutta l’area del Tristate. Siamo grati al Sindaco Adams per aver voluto partecipare all’alzabandiera italiana, testimoniando così l’amore della città per l’Italia e gli italiani”.
Non era mai successo, infatti, che il primo cittadino prendesse parte alle celebrazioni per la Festa della Repubblica. Occhiali a goccia, cappellino “Nyc Mayor” e bandiera italiana in mano, il sindaco ha speso parole generose nei confronti della comunità italoamericana. “Siete importanti per molte ragioni – ha detto Eric Adams – non solo quelle storiche menzionate dal Console Generale. Siete protagonisti della ristorazione, della musica, della politica. Guardate anche al ruolo che svolgete nel nostro settore legale: molti dei nostri avvocati e giudici sono italiani o italoamericani. E’ una comunità, la vostra, che sostiene i tre fondamenti primari della città: la famiglia, gli affari e la sicurezza pubblica”. “Il Charging Bull è uno dei simboli della città – ha sottolineato Adams – e grazie a questa iniziativa tutti sapranno che a portarlo qui è stato un italiano”.
“Grazie per il prestigioso riconoscimento – ha concluso Moresco – questa è l’opportunità perfetta per dare finalmente ad Arturo Di Modica il riconoscimento che gli spetta. Grazie al direttore di ITA Antonino Laspina e al fondamentale incoraggiamento del Console Fabrizio di Michele abbiamo creato l’associazione ‘Amici di Arturo di Modicà per ricordare il suo nome e il suo lavoro. Era doloroso per noi sapere che il toro fosse senza nome. D’ora in poi, il mondo saprà di chi sono le mani e la mente dietro al simbolo della finanza newyorkese”.
foto ufficio stampa Fiasconaro
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Re Carlo conferisce l’Ordine dell’Impero Britannico a Salvatore Bordonali

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PALERMO (ITALPRESS) – Re Carlo III ha conferito al professor Salvatore Bordonali l’onorificenza di Ufficiale (OBE) nella divisione civile dell’Eccellentissimo Ordine dell’Impero Britannico (The Most Excellent Order of the British Empire) per i servigi resi alla Chiesa d’Inghilterra in Italia nel collaborare alla stipula dell’Intesa tra il Governo Italiano e l’Associazione Chiesa d’Inghilterra.
Le onorificenze britanniche vengono assegnate in base al merito, per risultati o servizi eccezionali su consiglio del governo, di fatti il titolo concesso a Bordonali – unico e primo italiano nominato dal Monarca dopo l’incoronazione – è stato pubblicato il 19 maggio scorso sul bollettino ufficiale britannico a seguito del decreto firmato dal Re del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e degli altri quattordici reami del Commonwealth.
Bordonali, giurista, è nato nel 1943, già Professore di Diritto Canonico ed Ecclesiastico presso l’Università di Bari e di Palermo; autore di innumerevoli pubblicazioni scientifiche e saggi storici sulle relazioni tra lo Stato e le confessioni religiose in Italia tra cui si ergono: “La legge sui Culti ammessi, le intese e l’esigenza di una legge-base sul fatto religioso”, “Riflessi diplomatici e politici della crisi del potere temporale negli anni formativi dell’unità italiana (1859-1861)”, “L’edificio di culto come mezzo di comunicazione politica”, “Il progetto politico dei Normanni nella testimonianza delle cattedrali di Cefalù, Palermo e Monreale”, nonché vicepresidente della Società siciliana di storia patria, consulente giuridico della Chiesa d’Inghilterra in Italia, apprezzato storico (ha svolto ricerche negli archivi inglesi e francesi) e cultore di storia dell’arte; ha pubblicato molte monografie e di recente (Palermo, University Press) un importante saggio sull’architettura normanna nel Mezzogiorno.
“Il processo di approvazione dell’Intesa tra la Repubblica italiana e l’Associazione Chiesa d’Inghilterra é stato complesso ed articolato – afferma Bordonali -: le intese sono portatrici anzitutto di istanze particolari che quando costituiscono valori comuni condivisi però diventano un riferimento di carattere generale per il fatto stesso di essere contenute in un’Intesa. Ciò posto appare riduttivo considerare le intese circoscritte a regolare solo aspetti confessionali specifici, come del resto sarebbe smentito da un sia rapido excursus sulle intese stipulate sin qui. Nella realtà, come ho avuto modo di sottolineare già qualche tempo fa, “Le istanze religiose di fronte ai meccanismi di produzione giuridica”, occorre tenere presente il ruolo della Repubblica quale sistema di riferimento organizzante, che permette nell’iter formativo della legge che vi siano inglobate, a determinate condizioni“le mete religiose proprie degli attori sociali intervenienti”, consentendo la coesistenza di culture differenti e aprendo la strada al cosiddetto “pluralismo da negoziazione”; purché l’intervento da parte dei fruitori possa svolgersi all’interno di un maturo sistema di garanzie di libertà”.
Re Giorgio V fondò l’ordine per onorare le molte centinaia di persone che avevano svolto un servizio di tipo non militare durante la prima guerra mondiale, senza rientrare tuttavia nei criteri di attribuzione dell’Ordine al Merito o dell’Ordine della Giarrettiera. Nel 1918, non molto tempo dopo la sua fondazione, fu formalmente organizzato in una classe civile e una militare.
I membri di questo ordine sono preceduti solo da quelli degli ordini più antichi, come l’Ordine del Bagno o l’Ordine di San Michele e San Giorgio) ma, in particolar modo sotto il regno di
Elisabetta II (dalla metà degli anni cinquanta), l’ordine ha acquisito una nuova notorietà, ottenendo la funzione di premiare coloro che abbiano dato prestigio al Regno Unito e al Commonwealth in ambito artistico, culturale, sportivo, economico, scientifico ed educativo, e molti personaggi famosi ne sono stati insigniti.
Il monarca britannico è il Sovrano dell’Ordine e nomina tutti gli altri membri dell’ordine stesso (per convenzione, su consiglio del governo). Il secondo membro di maggior rilievo è il Gran Maestro, carica che dalla fondazione dell’Ordine è stata ricoperta consequenzialmente da tre personaggi: Edoardo, principe di Galles (1917-1936); la regina Mary (1936-1953) e il principe Filippo, duca di Edimburgo (1953-2021).
L’Ordine è limitato a 300 cavalieri e dame di gran croce, 845 cavalieri e dame di commenda e 8960 commendatori. Non vi sono limiti di assegnazione per la quarta e la quinta classe, ma ogni anno non possono essere nominati più di 858 ufficiali e 1.464 membri.

– foto agenziafotogramma.it –
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Minardo “Proteggere l’economia siciliana dalle infiltrazioni criminali”

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PALERMO (ITALPRESS) – “Il sequestro di due aziende di produzione di packaging per prodotti ortofrutticoli a Vittoria dimostra come le attività produttive siciliane facciano gola alla Mafia. Abbiamo il dovere di tenere alta la guardia e proteggere l’economia della Sicilia dalle infiltrazioni criminali”: lo afferma Nino Minardo, presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati.

“Il prezioso lavoro degli inquirenti e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Ragusa – continua Minardo – ha permesso di strappare due aziende del valore di circa 2 milioni di euro ad una gestione illecita e probabilmente a interessi mafiosi. Ai magistrati del Tribunale di Catania e della Procura distrettuale e ai Carabinieri del Comando di Ragusa la mia gratitudine per il costante lavoro e impegno nella battaglia contro Cosa Nostra su questo nuovo e delicato fronte economico”, conclude.

– foto ufficio stampa Nino Minardo –

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Al magistrato palermitano Ilarda titolo Commendatore della Repubblica

PALERMO (ITALPRESS) – Il magistrato palermitano Giovanni Ilarda è stato insignito dal presidente Mattarella del titolo di Commendatore al merito della Repubblica, onorificenza consegnata dal prefetto di Palermo, Maria Teresa Cucinotta, in occasione della Festa della Repubblica. Nato a Ciminna il 3 luglio 1952, Ilarda, sposato, padre di una figlia e appassionato cinofilo, ha iniziato la sua attività di magistrato ad Agrigento, per poi proseguirla a Palermo come pubblico ministero, prima in Procura, negli anni di piombo e delle stragi, poi in Procura generale.
Esperto di informatica e organizzazione giudiziaria, Ilarda ha insegnato diritto civile e dell’Unione Europea all’Università di Palermo ed è autore di numerosi scritti giuridici. Consulente della Commissione parlamentare antimafia dal 1997 al 2001, ha partecipato per l’Italia all’organizzazione della Conferenza delle Nazioni unite sul crimine organizzato e ha diretto la Conferenza del Consiglio d’Europa sulla criminalità informatica.
Nel 2008 è entrato a far parte del governo regionale come tecnico, ricoprendo l’incarico di assessore alla Presidenza e di presidente della commissione Affari istituzionali della Conferenza delle Regioni. Rientrato in magistratura nel 2009 è stato chiamato a Roma a ricoprire l’incarico di ispettore generale capo del ministero della Giustizia e nel 2016 è stato nominato al vertice degli uffici di Procura del Trentino Alto Adige come procuratore generale della Repubblica, carica che ha ricoperto sino al suo pensionamento a luglio dell’anno scorso.
All’inizio di quest’anno il presidente della Regione Schifani ha affidato a Ilarda l’incarico di commissario per le aree di sviluppo industriale della Sicilia orientale.
(ITALPRESS).
-foto ufficio stampa-

Fitto incontra Schifani “La Sicilia potenziale motore di sviluppo del Sud”

ROMA (ITALPRESS) – Nella prosecuzione del lavoro di coordinamento istituzionale per la programmazione e l’impiego dei fondi nazionali ed europei, incontro nel pomeriggio tra il Ministro agli Affari Europei, le Politiche di Coesione, il Sud e il Pnrr Raffaele Fitto e il presidente della Regione siciliana Renato Schifani. Oggetto della riunione, si legge in una nota, il tema dell’attuazione delle risorse delle politiche di coesione europea 2014 2020 che, come è noto, devono essere rendicontate entro il 31 12 2023. Durante l’incontro è stato condiviso di concentrarsi sulla programmazione e attuazione di infrastrutture, con particolare riferimento a quelle riguardanti il settore idrico e i rifiuti, per migliorare la qualità dei servizi pubblici locali nella regione. “Importante confrontarsi con la Sicilia per la dimensione del programma e la rilevanza risorse assegnate, che candidano la Sicilia a diventare un motore determinante per lo sviluppo del Sud Italia”, ha dichiarato il Ministro al termine dell’incontro.

“Al più tardi entro il mese di settembre concluderemo un accordo con il governo nazionale per mettere a sistema tutte le risorse per la coesione disponibili per il territorio siciliano. L’intesa con il ministro Fitto punta a mettere in sicurezza la chiusura del ciclo 14/20, assicurare il completamento di tutti gli investimenti meritevoli che concorrono allo sviluppo della Sicilia e già avviati sul territorio regionale”, ha sottolineato il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.
“Il ministro – ha aggiunto Schifani – ha anche assicurato la possibilità di impiego delle risorse Fsc 21-27 per il cofinanziamento regionale dei programmi comunitari. Ciò consentirà di liberare somme importanti sul bilancio triennale della Regione. Fitto ha anche presentato la squadra che lavorerà con la Regione alla preparazione dell’intesa nella quale saranno individuati gli interventi significativi sui quali indirizzare le risorse 2021-2027 del Fondo per lo sviluppo e la coesione, con una chiara destinazione strategica”.

Foto ufficio stampa Ministero
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Il neosindaco di Catania ricevuto dal Presidente del Senato

ROMA (ITALPRESS) – Il neosindaco di Catania, Enrico Trantino, è stato ricevuto a Palazzo Madama dal presidente del Senato, Ignazio La Russa. “Sono orgoglioso di ospitare il sindaco di Catania appena eletto con un numero di voti veramente impressionante e una percentuale di voti ancora più alta. Lo ringrazio per la visita e spero di poter ricambiare presto al comune di Catania”, ha detto La Russa che è di origini catanesi.
Il primo cittadino, che alle ultime amministrative ha ottenuto il 66,7% delle preferenze con il sostegno di tutto il centrodestra, ha ringraziato per l’ospitalità. “Sono io a ringraziare il Presidente del Senato per l’ospitalità, certo di una proficua collaborazione e conoscendo il senso delle istituzioni che accomuna il presidente La Russa con chi sta parlando, in nome dell’intera comunità catanese”, ha dichiarato Enrico Trantino, esponente di Fratelli d’Italia.
foto ufficio stampa Presidenza del Senato
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