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Strage Capaci, all’albero Falcone l’abbraccio di Palermo nel ricordo delle vittime

PALERMO (ITALPRESS) – Sono le 17:58. I nomi delle vittime delle stragi di Capaci e via d’Amelio letti ad alta voce da Piero Grasso, con Maria Falcone accanto, gli applausi, il suono della tromba, il silenzio: è l’abbraccio di Palermo a Giovanni Falcone e all’albero che ne porta il nome. Intorno una folla oceanica, che nel trentunesimo anniversario della strage di Capaci rende omaggio alle vittime. Un omaggio che ha toccato anche le vittime delle stragi del 1993 a Firenze, Roma e Milano, in occasione del trentesimo anniversario. Ci sono studenti, rappresentanti politici, forze dell’ordine: un’immensa platea che ha voluto dare l’ennesimo segno di legalità e di coesione contro la criminalità organizzata.
Contrariamente a quanto avvenuto gli anni scorsi, stavolta nell’attesa dell’orario della commemorazione non si è esibita nessuna figura del mondo dello spettacolo: la decisione è da ricondurre al rispetto per la drammatica situazione in cui versa l’Emilia-Romagna a causa del maltempo.
“Mi associo al dolore di chi in questi giorni ha perso tutto – afferma Maria Falcone – so cosa significhi vedere una persona cara che viene uccisa”. Non nasconde una certa emozione quando le ricordano una frase pronunciata l’anno scorso in occasione del trentennale della strage di Capaci, in cui aveva invitato i presenti a recarsi all’albero qualora Matteo Messina Denaro fosse stato catturato: il 16 gennaio l’albero Falcone è stato effettivamente circondato da persone desiderose di assecondare tale richiesta.
La lettura dei nomi è partita dalle vittime delle stragi del 1993, proseguendo con gli agenti della scorta e chiudendosi con Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e Giovanni Falcone: poi è silenzio e dolore, di chi ricorda e non dimentica. Dalla folla si alza anche il grido “fuori la mafia dallo Stato”, come un monito a ricordare che nonostante la cattura di Messina Denaro il lavoro non è ancora finito.
foto xd8 Italpress
(ITALPRESS).

Piantedosi “La mafia non è stata sconfitta ma lo sarà, lo Stato c’è”

PALERMO (ITALPRESS) – “Una celebrazione importante. Sono grato di essere qui da ministro dell’Interno, in un anno importante per la lotta alla mafia. Anche oggi c’è stata un’importante operazione che segna e insegna che, anche se la mafia ancora non è stata sconfitta, lo Stato c’è e farà tutti i percorsi che gli sono possibili”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, a margine della cerimonia di commemorazione in occasione del 31esimo anniversario dalla strage di Capaci che è in corso di svolgimento all’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo.
Il Ministro dapprima si è recato stamani alla stele che ricorda la strage di Capaci, sull’autostrada A29, e ha deposto una corona di fiori in ricordo delle vittime: i giudici Giovanni Falcone e Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. Alla cerimonia erano presenti anche, tra gli altri, il capo della polizia Vittorio Pisani e il prefetto di Palermo Maria Teresa Cucinotta. Poi, ha partecipato alle commemorazioni fra Palazzo Jung e l’area allestita all’esterno dell’aula bunker dell’Ucciardone, a Palermo. Infine, ha deposto una corona di fiori alla caserma Lungaro di Palermo, in onore delle vittime del reparto scorte. Con lui il capo della Polizia Vittorio Pisani, il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla ed il questore di Palermo Leopoldo Laricchia.
Dopo il silenzio con Tina e Giovanni Montinaro – moglie e figlio del capo scorta di Falcone, Antonio Montinaro – il ministro, i vertici della Polizia e le autorità hanno visitato il giardino attiguo al reparto scorte dove è stata posizionata la teca che contiene i resti della Quarto Savona 15, la Fiat Croma blindata che precedeva l’auto del giudice e che fu sbalzata a decine di metri di distanza dal cratere dell’esplosione e all’interno della quale viaggiavano i poliziotti rimasti uccisi. Presenti anche il prefetto Maria Teresa Cucinotta e i familiari delle vittime delle stragi mafiose del 1992, l’ex procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, il presidente della Corte di appello di Palermo, Matteo Frasca, il procuratore della Repubblica Maurizio de Lucia, il presidente del Tribunale Piergiorgio Morosini.
“Con la cattura di Matteo Messina Denaro si è messo fine alla mafia stragista, ma la trasformazione dell’organizzazione non va sottovalutata”, ha sottolineato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che ha aggiunto: “Siamo molto attenti alle infiltrazioni o ai legami internazionali. Prima le mafie erano in competizione, mentre ora si spartiscono gli affari”. “Abbiamo al ministero dell’Interno una sorta di elenco dei latitanti più pericolosi. Adesso elementi pericolosi ce ne sono altri. Noi come governo siamo consapevoli che la lotta alla mafia vada sempre fatta con provvedimenti concreti, come stiamo facendo con il rafforzamento delle strutture di polizia”, ha proseguito il Ministro, in riferimento ai prossimi obiettivi per contrastare il fenomeno mafioso.
foto xd6 Italpress
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Schifani “Contrasto alla mafia nel segno dell’unità politica”

PALERMO (ITALPRESS) – «L’apertura di un museo della memoria delle vittime e del contrasto alla mafia è una bella iniziativa, frutto della buona volontà della professoressa Falcone e del sindaco, e su questo la Regione ha assunto un impegno: fare in modo che il museo possa essere vivo e funzionare, così da consentire un’attività di visita e di riflessione tutto l’anno e non soltanto nelle date in cui ci riuniamo per commemorare gli eccidi dei giudici Falcone e Borsellino». Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, partecipando alle commemorazioni per il 31esimo anniversario della strage di Capaci svoltesi oggi fra Palazzo Jung e l’area allestita all’esterno dell’aula bunker dell’Ucciardone, a Palermo.
«La mafia – ha aggiunto il governatore – si combatte nel segno dell’unità, che è coesione delle forze politiche e sociali, del volontariato e dei giovani, molto presenti oggi, che hanno impresso un cambiamento generazionale nella consapevolezza che la mafia è male e va contrastata con la crescita delle coscienze. Quella del museo – ha proseguito intervenendo dal palco – è una iniziativa importante e ho deciso di sottoporla al Parlamento siciliano. Non è solo una scelta del governo della Regione, perchè sul contrasto alla mafia non ci si deve dividere. Il passaggio del progetto del museo in Assemblea regionale consentirà a tutti i partiti di dire la propria, di condividere, di sentirsi ugualmente responsabili e protagonisti. L’ho sempre detto, sia quando ero all’opposizione sia in maggioranza: mai fare regali alla mafia, la politica deve essere unita nel contrastarla, senza se e senza ma. Il governo regionale farà la sua parte, sono convinto che tutte le formazioni politiche aderiranno al mio appello».
foto ufficio stampa Regione siciliana
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In memoria di Don Pino Puglisi arriva a Palermo “Ho Sognato”

PALERMO (ITALPRESS) – In occasione del 10^ anniversario della Beatificazione di Padre Pino Puglisi e a 30 anni dal suo martirio, la Segreteria Provinciale dell’Unione Sindacale Italiana Poliziotti di Palermo, insieme all’Associazione Culturale della Polizia Municipale di Palermo, ha organizzato un evento speciale per ricordare l’esemplare parroco. L’iniziativa, intitolata “Ho Sognato”, si svolgerà il 25 maggio presso la Caserma Pietro Lungaro – aula Domenico Corona, nel capoluogo siciliano.
“Padre Pino Puglisi dedicò la sua vita al recupero dei giovani coinvolti nella malavita organizzata del quartiere Brancaccio, lottando per le sue idee e cercando di offrire loro un futuro migliore – si legge in una nota -. Questo evento mira a mantenere viva la memoria di questo coraggioso sacerdote e a diffondere il suo messaggio di speranza e impegno sociale”.
La manifestazione avrà inizio alle ore 8.30 con l’accoglienza degli ospiti e degli studenti delle diverse istituzioni scolastiche partecipanti. Tra questi l’Istituto Comprensivo Statale Padre Pino Puglisi, l’Istituto Linguistico Statale Ninni Cassara, l’Istituto Statale Vincenzo Ragusa e Otama Kiyoara – Filippo Parlatore, l’Istituto Comprensivo Statale Vittorio Emanuele III, l’Educandato Maria Adelaide e la Scuola Secondaria Statale Di Primo Grado Publio Virgilio Marone. “Coinvolgere gli studenti in un dibattito tematico offre loro l’opportunità di riflettere sulle sfide che affrontano nella società e sul ruolo che possono svolgere nel portare avanti l’eredità di Padre Puglisi”, spiegano gli organizzatori.
Alle 9.30 verrà proiettato il docufilm intitolato “L’Ultimo Sorriso”, scritto e diretto da Rosalinda Ferrante e Sergio Quartana. Uno sguardo intimo sulla vita e l’eredità di Padre Puglisi, approfondendo il suo impegno contro la criminalità e la sua dedizione alla comunità. Il lungometraggio permette al pubblico di immergersi nella vita di Padre Pino Puglisi, di conoscere le sue battaglie e di apprezzare il suo impegno nel contrasto alla criminalità. Un film documentario che è un tributo al suo lavoro e un modo per mantenere viva la sua memoria, affinchè possa continuare a ispirare le generazioni future.
Alle 10.30 avrà luogo un Tematic Talk, un dibattito sul tema del film, che coinvolgerà anche gli studenti partecipanti. Al dialogo interattivo prenderanno parte il Questore di Palermo, Leopoldo Laricchia, monsignor Filippo Sarullo, Parroco della Cattedrale di Palermo, Giovanni Assenzio, responsabile USIP Palermo, Paride Benassai, attore protagonista del docufilm “L’Ultimo Sorriso”, Giuseppe Raimondi, segretario Regionale UIL Sicilia, e Paola Geraci, rappresentante del Movimento Presenza del Vangelo. L’evento sarà moderato da Francesco Panasci, giornalista e direttore artistico dell’iniziativa.
Alle 12 avrà luogo la performance poetica di Martina Calandra, intitolata “Ho Sognato”, che aggiunge un elemento artistico all’evento. Attraverso le parole e le emozioni espresse nella poesia, il pubblico viene invitato a riflettere sul potere dei sogni nel plasmare il futuro e nel superare gli ostacoli che si presentano lungo il cammino.
Infine, alle 12.30, le “Fiamme Oro Taekwondo” chiuderanno l’evento con una spettacolare esibizione. “Questo momento di energia e maestria atletica vuole rappresentare la forza e la determinazione necessarie per superare le sfide e realizzare i propri obiettivi, come ha fatto Padre Puglisi nel corso della sua vita”, sottolineano gli organizzatori, che aggiungono: “L’evento ‘Ho Sognatò rappresenta un’occasione unica per onorare la memoria di Padre Pino Puglisi e per riflettere sulle sfide ancora presenti nella società. La sua eredità continua a ispirare molte persone a lavorare per un futuro migliore, combattendo l’ingiustizia e promuovendo la solidarietà e la giustizia sociale. L’iniziativa organizzata dalla Segreteria Provinciale dell’Unione Sindacale Italiana Poliziotti di Palermo e dall’Associazione Culturale della Polizia Municipale di Palermo dimostra l’importanza di un impegno collettivo nella costruzione di una società più equa e sicura”.
“L’evento si svolge in un luogo simbolico, la Caserma Pietro Lungaro, che rappresenta il cuore dell’attività delle forze dell’ordine impegnate a garantire la sicurezza della comunità. Questa scelta di location sottolinea l’importanza della collaborazione tra la polizia e la comunità per contrastare la criminalità e promuovere la pace sociale”, concludono gli organizzatori.
credit photo agenziafotogramma.it
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Modelli per malattie infettive in area Mediterraneo, Sicilia come hub

CATANIA (ITALPRESS) – Le malattie infettive non conoscono frontiere. Questo l’argomento affrontato a Catania, presso l’Auditorium dell’ex Monastero dei Benedettini, al convegno MedCom Forum in Sanità dal titolo “Quali modelli organizzativi per le malattie infettive nell’area Mediterranea: la Sicilia come Hub”, organizzato da CerpMed (Centro Studi e Ricerche sulle Relazioni Pubbliche nel Mediterraneo) con il patrocinio di Ministero della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Regione Siciliana, Università degli Studi di Catania, Federsanità, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali, SITA, Società Italiana di Microbiologia, Medici Senza Frontiere, CEFPAS, NCDC Lybia, ARNAS Garibaldi, Comunicazione Pubblica; e con il contributo incondizionato di Gilead Sciences, Menarini e Eht.
Il Convegno, che ha visto la partecipazione di personalità nazionali e internazionali, della Sanità e della Politica, ha puntato i riflettori sulla gestione delle malattie infettive nell’area del mediterraneo, analizzando con attenzione gli approcci dei singoli stati e proponendo l’introduzione di nuovi percorsi condivisi.
L’apertura dei lavori è stata preceduta dai saluti dal Presidente della Regione siciliana Renato Schifani, il quale ha ricordato l’importanza strategica del confronto e del dibattito nella lotta alle malattie infettive.
“L’emergenza Covid, che ha colpito l’intera comunità internazionale, – ha detto il Governatore – ci ha portato a riflettere molto sulla pericolosità delle malattie infettive per l’uomo. Ben venga, quindi, questo prestigioso Forum capace di attivare uno scambio proficuo di idee e proposte per giungere a modelli organizzativi idonei ad affrontare con efficacia le emergenze nell’area del mediterraneo”.
A dare il saluto ai numerosi ospiti intervenuti è stata Amanda Jane Succi, Presidente di Cerpmed, accompagnata dal Presidente del Comitato scientifico MedCom in Sanità, Francesco Santocono, ai quali si sono succeduti quelli di Kheit Abdelhafid, presidente delle comunità islamiche di Sicilia, di Girolamo Guarnieri, Responsabile Servizio Dasoe della Regione Siciliana.
Per l’area mediterranea sono intervenuti: Mohamad Fawzy El Nahif del Ministero della Salute Egiziano; Haider Muftah Salem El Saeh, Direttore Generale NCDC, Libia; Mira Al-Amer, Direttore Sanitario Malattie Infettive della Giordania; Abdulmenem Alkmashe, Direttore Ufficio Cooperazione Tecnica NCDC, Libia; Madonna Mattar, Presidente della Società Malattie Infettive del Ministero della Salute del Libano; Mohammad Al-Màayteh, Direttore Dipartimento Laboratori JCDC Jordan Center for Disease Control, Giordania; Orlando Armignacco, Direttore Sanitario Ospedale “Nostra Signora del Buon Consiglio” di Tirana, Albania; Leila Bouabid del Ministero della Salute della Tunisia; Najy Alsayed, Global Therapeutic Area Head Menarini Group; Ahmed Alaruusi del Dipartimento Emergenza Salute Pubblica NCDC, Libia.
“La presenza di molti relatori internazionali – ha detto la dottoressa Succi – dimostra il grande interesse che ruota attorno agli argomenti trattati in questo convegno. Ovviamente, adesso occorre lavorare insieme per costruire un programma di condivisione che possa durare nel tempo”.
Di altissimo valore i contenuti dei numerosi contributi proposti dai relatori, i quali continueranno a lavorare per gli obiettivi condivisi.
Tra questi quelli di Ranieri Guerra, Direttore Relazioni Internazionali Accademia Nazionale di Medicina; Tiziana Frittelli, Presidente Federsanità Anci; Anna Teresa Palamara, Direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Istituto Superiore Sanità; Walter Ricciardi, Ordinario di Igiene presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore (Roma); Claudio Pulvirenti, Direttore USMAF SASN Sicilia Ministero della Salute; Claudio Mastroianni, Presidente della Società Italiana Malattie Infettive; Chiara Montaldo, Head of Medical Unit Medici Senza Frontiere MSF Italia; Stefania Stefani, Presidente Società Italiana di Microbiologia (SIM); Marco Magheri, Segretario Generale Comunicazione Pubblica; Bruno Cacopardo, Direttore Malattie Infettive ARNAS Garibaldi di Catania, Fabrizio De Nicola, Commissario Straordinario Arnas Garibaldi; Salvatore Giuffrida, Commissario Straordinario Ospedale Cannizzaro di Catania; Carmelo Iacobello, Direttore UOC di Malattie Infettive Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania; Arturo Montineri, Direttore UOC Malattie Infettive San Marco Catania, Giuseppe Nunnari, Presidente Regionale SIMIT Sicilia; Fabrizio Pulvirenti, Direttore UOC di Malattie infettive Ospedale di Gela; Matteo Bassetti, Presidente Sita Società Italiana di Terapia Antinfettiva Antibatterica Antivirale Antifungina; Antonio Cascio Direttore UOC Malattie Infettive, AOU Policlinico “P. Giaccone” di Palermo; Antonio Craxì, Professore Ordinario di Gastroenterologia e già Direttore Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “Paolo Giaccone” Palermo; Roberto Sanfilippo, Direttore Generale CEFPAS Regione Siciliana; Eleonora Indorato, Dirigente Scuola di Medicina generale CEFPAS; Frederico Da Silva, General Manager Gilead Sciences, Giovanni Distefano, Pubbliche relazioni Eht; Anna Maria Marino, Direttore Aria Catania dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia; Giuseppe Laccoto, Presidente della Commissione Sanità dell’Ars; Giovanni Burtone, componente della Commissione sanità della regione siciliana.
A concludere i lavori, dopo l’intervento istituzionale del Rettore dell’Università di Catania, Francesco Priolo, è intervenuto il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, il quale ha voluto sottolineare l’importanza della collaborazione e dell’universalità della copertura sanitaria.
“La maggior parte dei problemi relativi alla salute – ha concluso il Ministro – è di natura globale e richiede una soluzione globale. Al recente G7 in Giappone abbiamo condiviso un documento che va in questa direzione. Occorre tenere alta l’attenzione con un approccio sistematico, soprattutto rispetto alle malattie infettive, per le quali serve sostenere la ricerca con finanziamenti adeguati”.
foto ufficio stampa Arnas Garibaldi Catania
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Mattarella “L’insegnamento di Falcone è che la mafia si può battere”

ROMA (ITALPRESS) – “Il 23 maggio di trentuno anni fa lo stragismo mafioso sferrò contro lo Stato democratico un nuovo attacco feroce e sanguinario. Con Giovanni Falcone persero la vita sua moglie Francesca Morvillo, magistrata di valore, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, che lo tutelavano con impegno. Una strage, quella di Capaci, che proseguì, poche settimane dopo, con un altro devastante attentato, in via D’Amelio a Palermo, nel quale morì Paolo Borsellino, con Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina. A questi testimoni della legalità della Repubblica, allo strazio delle loro famiglie, al dolore di chi allora perse un amico, un maestro, un punto di riferimento, sono rivolti i primi pensieri nel giorno della memoria”. Lo afferma in una nota il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
“Quegli eventi sono iscritti per sempre nella storia della Repubblica – aggiunge il capo dello Stato -. Si accompagna il senso di vicinanza e riconoscenza verso quanti hanno combattuto la mafia infliggendole sconfitte irrevocabili, dimostrando che liberarsi dal ricatto è possibile, promuovendo una reazione civile che ha consentito alla comunità di ritrovare fiducia. I criminali mafiosi pensavano di piegare le istituzioni, di rendere il popolo suddito di un infame potere. La Repubblica seppe reagire con rigore e giustizia”.
“Magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino hanno demolito la presunzione mafiosa di un ordine parallelo, svelando ciò che la mafia è nella realtà: un cancro per la comunità civile, una organizzazione di criminali per nulla invincibile, priva di qualunque onore e dignità. La mafia li ha uccisi, ma è sorta una mobilitazione delle coscienze, che ha attivato un forte senso di cittadinanza – conclude Mattarella -. Nelle istituzioni, nelle scuole, nella società civile, la lotta alle mafie e alla criminalità è divenuta condizione di civiltà, parte irrinunciabile di un’etica condivisa. L’azione di contrasto alle mafie va continuata con impegno e sempre maggiore determinazione.
Un insegnamento di Giovanni Falcone resta sempre con noi: la mafia può essere battuta ed è destinata a finire”.

– foto Agenziafotogramma.it –

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Strage Capaci, Meloni “La nazione ha saputo reagire”

ROMA (ITALPRESS) – Nel 31° anniversario della strage di Capaci, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha deposto questa mattina una corona d’alloro nel Parco intitolato ai Giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, nel quartiere Montagnola a Roma.
Alla cerimonia erano presenti il ministro della Giustizia Nordio, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Mantovano, il sottosegretario all’Interno Prisco, il presidente della Regione Lazio Rocca, il prefetto di Roma Giannini e il vicesindaco di Roma Scozzese.
“A 31 anni dalla strage di Capaci, che coincide con la Giornata per la legalità e il contrasto alla criminalità mafiosa, desidero ricordare tutti quegli eroi, Servitori dello Stato, che non si sono piegati davanti ad alcuna minaccia o intimidazione, dedicando la loro vita alla lotta contro la mafia, per la libertà dell’Italia e degli italiani”, scrive Meloni su Facebook.
“Fiera di una Nazione che negli ultimi sette mesi, grazie soprattutto al preziosissimo lavoro di indagine delle nostre forze di Polizia, ha arrestato pericolosi superlatitanti. Che il coraggio e l’esempio di chi ha sacrificato la propria vita per contrastare il crimine organizzato guidino sempre le nostre azioni, a difesa della legalità e della giustizia.
Non dimentichiamo”, prosegue.
Il premier ha anche mandato un messaggio alla cerimonia che si è svolta a Palermo per l’anniversario della strage. “Ci sono date che rimangono scolpite nella memoria di tutti. E’ dovere degli italiani ritrovarsi uniti qui a rinnovare il ricordo dei martiri della mafia – sottolinea il premier -. Il dolore provocato da quegli omicidi è indelebile, ma questa Nazione pur con tutte le sue difficoltà e contraddizioni, ha saputo reagire e assicurare alla giustizia i criminali responsabili. Trentuno anni fa ero una quindicenne sconvolta dall’efferatezza di quella stagione delle stragi e scelsi di impegnarmi in politica perchè pensai che fosse lo strumento più utile per non rimanere con le mani in mano. Oggi posso dire di essere contenta di averlo fatto. Il cammino davanti a noi è ancora lungo e difficile, ma non abbiamo paura, siamo ancora più forti”.

– foto screenshot da video Presidenza del Consiglio –

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Traffico di droga a Palermo, operazione della Polizia con 17 indagati

PALERMO (ITALPRESS) – La Polizia di Stato, su delega della Direzione Distrettuale di Palermo, ha eseguito un’Ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Palermo, a carico di 17 indagati. Sono ritenuti responsabili di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, nonchè di vendita e cessione di sostanza stupefacente.
L’operazione, denominata Bag, scaturisce da una indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo -Direzione Distrettuale Antimafia ed avviata tra il 2018 ed il 2020, su un contesto criminale dedito al traffico di sostanze stupefacenti e particolarmente attivo nell’area mandamentale di Brancaccio – storica enclave di cosa nostra.
Infatti, il percorso investigativo avviato dalla narcotici ha seguito il solco della precedente indagine antimafia, culminata nel maggio dello scorso anno con l’arresto di 31 persone indagate di appartenenza alla famiglia mafiosa del mandamento di Brancaccio, nonchè di traffico di sostanze stupefacenti (cd. Operazioni Tentacoli).
Nell’articolato contesto investigativo, realizzato mediante attività d’intercettazione e tradizionali servizi di osservazione, si delineava l’operatività di un’associazione che operava trasversalmente sul territorio cittadino ed in provincia, impegnata quotidianamente nella ricerca e gestione di più fonti di approvvigionamento di hashish e cocaina, anche con canali di acquisto calabresi, oltre che una costante attività di cessione di stupefacenti.
Nella programmazione dei ruoli e degli incarichi è emerso che alcuni dei componenti erano attivi sul fronte dell’approvvigionamento, mentre altri, con funzioni più prettamente esecutive ed anche separatamente tra loro si prodigavano nello smercio al dettaglio.
In effetti come ha illustrato il Giudice per le Indagini Preliminari nel corpo del provvedimento restrittivo il vincolo che legava alcuni associati era analogo a quello di una società consortile con un programma criminale condiviso e temporalmente indeterminato con forniture reiterate e stabili, anche in via di esclusività e con prezzi di favore.
Le indagini hanno anche svelato il carattere violento di alcuni componenti del gruppo criminale, infatti nel corso delle attività si ricostruiva un violento episodio avvenuto a Carini, in cui un sodale, pressato nel riscuotere somme di denaro che erano urgentemente destinate ai fornitori calabresi, incontrava per strada un suo acquirente di stupefacente nonchè suo debitore e, per tale motivo, armato di una “cazzottiera”, lo picchiava violentemente anche alla presenza di un bambino e di altri 2 sodali che assistevano all’aggressione.
Nel corso delle indagini sono stati eseguiti diversi sequestri di sostanza stupefacente a titolo di riscontro, per un quantitativo complessivo di diversi chili di hashish importati dalla Campania e dalla Calabria, con arresti in flagranza dei corrieri incaricati al trasporto dello stupefacente.
Un indagato, destinatario del provvedimento restrittivo in carcere, risulta al momento irreperibile ma è attivamente ricercato. L’odierna operazione è stata eseguita con la collaborazioni di equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine di Palermo e delle Unità cinofile della Polizia di Stato.
“L’operazione Bag, ultima costola dell’attività investigativa condotta sul mandamento mafioso di Brancaccio con le operazioni Tentacoli 1 e 2, consente di disarticolare un’associazione a delinquere dedita al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti che riforniva sistematicamente diverse zone della città e della provincia di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti”. Lo afferma il Questore di Palermo Leopoldo Laricchia. “Le 17 persone colpite dalla misura cautelare operavano in modo trasversale tra i mandamenti ed alcuni di loro si definivano ‘combinatì con famiglie di Borgo Vecchio e Porta Nuova. Le partite di droga provenivano dalla Campania e dalla Calabria. Ulteriore dimostrazione della collaborazione tra le famiglie nel core-business della droga, nonchè dei rapporti di collaborazione con altre organizzazioni criminali. La conclusione dell’Operazione Bag nel giorno del 31° anniversario della strage di Capaci, assume per la Questura di Palermo un particolare significato”.

– foto: ufficio stampa Polizia

(ITALPRESS).