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La Sicilia prima in Italia per sequestri e confische

LALERMO (ITALPRESS) – La Sicilia, ad oggi, è la prima regione italiana per numero di aziende e beni immobili sottoposti a misure di prevenzione patrimoniale di tipo ablativo, quali il sequestro e la confisca. In particolare, secondo i dati dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, ad oggi sono 1.487 le aziende siciliane confiscate, pari al 30% del totale italiano (4.915). Percentuale che sale al 39,5% quando si parla di beni immobili (16.947 sui 42.875 di tutta Italia). Il primato siciliano si conferma, ahimè, anche sul fronte dei procedimenti giudiziari in gestione (1.395 sul totale nazionale di 4.734, pari al 29,5%). Chiudono il podio, con meno della metà dei procedimenti, la Campania (674) e la Lombardia (609). Sono questi i numeri emersi oggi in occasione dell’incontro “Prevenire per non reprimere: misure di contrasto a infiltrazioni criminali e corruzione” organizzato da Sicindustria e Federmanager Sicilia Occidentale e che si è svolto presso la Sala convegni di Sicindustria.
“E’ evidente – ha detto in apertura dei lavori il presidente di Sicindustria Palermo, Giuseppe Russello – che la sfida è quella di diffondere la cultura della prevenzione e della gestione dei rischi adottando una logica che non sia improntata all’adempimento cartaceo, ma al reale supporto del business: dalla selezione di fornitori e partner affidabili sotto il profilo economico, produttivo e reputazionale, alla scelta di collaboratori con adeguate professionalità necessarie a gestire la complessità delle attività aziendali quotidiane. Non a caso Sicindustria, qualche mese fa per mano del nostro compianto Gregory Bongiorno, ha siglato un protocollo di intesa con il Dems dell’Università di Palermo proprio per inserire nel circuito aziendale laureandi e laureati specializzati nella gestione della compliance e dei modelli di organizzazione 231 per la prevenzione dei rischi e delle contestazioni di reato”.
“Alla luce dei numeri che caratterizzano la nostra regione – hanno aggiunto Ferdinando Pedone e Luca Ebreo, rispettivamente presidente e componente del consiglio direttivo di Federmanager Sicilia Occidentale – è assolutamente urgente adottare strumenti di prevenzione che riducano il rischio di infiltrazione criminale e corruzione con un approccio integrale, sistemico e interdisciplinare. In quest’ottica, è necessario formare e servirsi in azienda di responsabili della conformità, in grado di organizzare l’insieme dei principi, delle regole e delle procedure che riguardano la gestione e il governo di un’impresa con un approccio di ecologia integrale, ossia di miglioramento continuo della prestazione economica, innovativa, ambientale, etica e sociale”.
E sull’estrema importanza delle misure di prevenzione patrimoniale si è soffermato il presidente della Sezione I Penale e misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, Raffaele Malizia: “Sono una componente essenziale nel contrasto alla criminalità organizzata e, in genere, a tutte le forme di illecito arricchimento. Lo sono da 40 anni e rappresentano uno strumento irrinunciabile ancor di più in un momento come quello attuale in cui vi sarà un afflusso di risorse senza precedenti. Gli allarmi provenienti da più parti sulla necessità di mantenere alta l’attenzione e la vigilanza su queste situazioni è estremamente attuale”.
All’incontro, moderato dal giornalista del Corriere della Sera, Felice Cavallaro, hanno preso parte anche Michele Vitali, componente Advisory Board di Transparency Italia; Padre Giuseppe Buffon, decano della Pontificia Università Antonianum e Paola Pastorino, presidente Associazione Manager WhiteList. Importanti le testimonianze di Silvia Bongiorno, presidente e responsabile area compliance di Agesp spa, una delle prime aziende ad essersi dotata in Sicilia del modello 231; di Giuseppe Todaro, amministratore OSP e presidente Rap; Alessandro Virgara, amministratore giudiziario e Rosa Laplena, esperta di governance dei beni sequestrati e confiscati.

– foto: ufficio stampa Sicindustria

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A Palermo rinasce Villa Lampedusa, la dimora del Gattopardo

PALERMO (ITALPRESS) – Da oggi Palermo ha un ulteriore tesoro da annoverare nel proprio patrimonio storico-artistico, un tesoro che vanta nobili origini ed una fama internazionale: Villa Lampedusa, la dimora di famiglia dei Principi Tomasi, torna in tutta la sua settecentesca magnificenza e riapre le porte al pubblico internazionale con un evento inaugurale privato alla presenza di autorità e pubbliche istituzioni.
La Villa, riqualificata privatamente grazie alla volontà ed agli investimenti di Tommaso Dragotto, attuale proprietario del bene, ha subito un minuzioso lavoro di restauro sotto la cura della Soprintendenza ai Beni Culturali durato oltre due anni.
Oggi la residenza riapre con il nome di Villa del Gattopardo come location d’eccellenza dedicata ad una esclusiva e raffinata ospitalità per una clientela internazionale: 10 ampie suites, arredate con eleganti mobili d’epoca per accogliere il visitatore in un’atmosfera sospesa nel tempo dove ogni oggetto racconta la sontuosità della nobiltà siciliana e la raffinatezza del loro modo di vivere.
La dimora si trova in un punto strategico del capoluogo siciliano, immersa nel verde della Piana dei Colli di Palermo, a pochi chilometri dalla zona balneare di Mondello e dal centro città, gode di un ampio parco lussureggiante anch’esso recuperato nel rispetto della flora locale. Un agrumeto ed il giardino degli odori conferiscono tutto il fascino delle antiche residenze estive tipiche dell’aristocrazia siciliana.
L’ampia corte d’ingresso è caratterizzata da uno scalone a doppio braccio che conduce al piano nobile con i classici saloni a enfilade: la pavimentazione originale, gli affreschi del Fumagalli e gli stucchi arricchiscono fastosamente ogni sala il cui arredamento, rigorosamente autentico, è stato accuratamente scelto in base al gusto ed alle mode del tempo.
In questa casa Giuseppe Tomasi, ultimo discendente diretto dei Principi di Lampedusa, immaginò le vicende di Don Fabrizio Salina, protagonista del celebre romanzo “Il Gattopardo”, evocando le memorie della sua infanzia, il profumo della zagara e la calura estiva delle estati siciliane.
La proprietà gode inoltre di una intima Spa a disposizione degli ospiti e, su prenotazione, aperta anche per la clientela esterna, con spettacolari volte a crociera.
Il parco di Villa del Gattopardo è stato pensato come un luogo di quiete e di bellezza, uno spazio aperto dove godere dei colori e dei profumi stagionali. Qui si trova la vera attrazione della Villa, unica nel suo genere in Europa: una grande fontana “animata” dal suono della musica: giochi d’acqua che si muovono sinuosamente al ritmo di sinfonie ottocentesche, rischiarati da effetti luminosi e colorati e da speciali proiezioni e fiamme di fuoco.
“Quando decisi di restaurare Villa del Gattopardo non immaginavo la mole di lavori e di impegno che avrebbe richiesto – dichiara Tommaso Dragotto – ma il risultato attuale e l’immensa soddisfazione di aver potuto ridonare alla città una delle sue ville più importanti mi hanno ripagato di ogni fatica. Sono felice di aver arricchito il patrimonio architettonico e artistico della città che da oggi ha un nuovo tesoro grazie al recupero di un luogo simbolo dell’identità e della cultura siciliana”.
Villa del Gattopardo è sede della Fondazione Tommaso Dragotto, istituzione nata nel 2016 che ha come scopo iniziative di promozione artistico-culturali e di utilità sociale, divulgando l’etica d’impresa propria dei valori perseguiti dal suo fondatore. Sono quindi previste iniziative artistiche come esposizioni e mostre, nonchè attività sociali per promuovere e diffondere la cultura come valore inalienabile di civiltà e sviluppo.
foto ufficio stampa
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Camere di commercio, via libera del governo Schifani al riassetto organizzativo

PALERMO (ITALPRESS) – Via libera del governo Schifani al riassetto organizzativo delle Camere di commercio della Sicilia. La giunta regionale ha approvato, infatti, il sistema definito dall’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo che mantiene le Camere di Palermo-Enna, di Messina e del Sud-Est (Catania, Ragusa e Siracusa) e conferma l’istituzione prevista della Camera di Agrigento-Caltanissetta-Trapani.
«Con questo provvedimento – dice il presidente della Regione Renato Schifani – mettiamo ordine una volta per tutte nel sistema delle Camere di commercio della Sicilia. Ringrazio l’assessore Tamajo che ha lavorato in modo completo e in tempi contenuti per definire la perimetrazione territoriale. La Regione, finora, non aveva esercitato la propria funzione e i propri poteri, oggi invece svolgiamo il nostro ruolo e valorizziamo la nostra autonomia – sottolinea il governatore – nel rispetto delle istituzioni e in sintonia con il governo nazionale».
La riorganizzazione degli enti della Regione Siciliana che si occupano di commercio, industria, artigianato e agricoltura arriva dopo un lungo e approfondito percorso amministrativo, conseguente anche ad alcuni pronunciamenti dei tribunali amministrativi regionali.
La decisione del governo Schifani di procedere in questa direzione, anche a seguito della riforma statale del 2017, si legge in una nota, “è stata preventivamente condivisa da Unionacamere Sicilia e dalla gran parte delle organizzazioni di categoria e sindacali, sentite nel corso di consultazioni che sono avvenute negli scorsi giorni presso la sede dell’assessorato”.
«La rideterminazione del sistema camerale da parte della Regione – afferma l’assessore Tamajo – è stata improntata ai principi di economicità ed efficienza, salvaguardando assetti che negli ultimi cinque anni hanno consolidato posizioni economico-finanziarie ed organizzative in capo alle Camere di commercio».
Il governo Schifani, inoltre, si è impegnato a convocare a breve un tavolo tecnico presso la presidenza della Regione affrontare la vertenza che riguarda il sistema pensionistico del personale camerale.
credit photo agenziafotogramma.it
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Dieci anni fa la Beatificazione di Don Puglisi, vittima della mafia e martire

PALERMO (ITALPRESS) – Oggi ricorre il X anniversario della Beatificazione di don Pino Puglisi, il parroco di Brancaccio, a Palermo, ucciso dalla mafia il 15 settembre 1993, nel giorno del suo compleanno. “Il riconoscimento del suo martirio è dono per la Chiesa tutta e in particolare per quella di Palermo che lo ha avuto fratello nella rinascita battesimale e membro del suo presbiterio – sottolinea in un messaggio l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice -. Ma il dono è sempre foriero di ‘co-rresponsabilità’. La sua è una testimonianza di un Vangelo che si incarna nella concreta vicenda umana condivisa in un territorio ben preciso. Un Vangelo che intercetta la vita concreta. Tutta la vita. Che genera un senso comunitario della vita. Un Vangelo che partecipa del desiderio umano di riscatto dal male. Un Vangelo che assume la sofferenza e apre alla beatitudine. Un Vangelo che contribuisce a rendere autenticamente liberi da ogni forma di potere. Compreso il potere mafioso che attanaglia la nostra terra e riscuote ancora connivenze sull’humus dell’omertà personale e strutturata. Il riconoscimento del martirio di don Puglisi sulla motivazione dell’odium fidei dei mafiosi che ne hanno decretato la morte ha un’ulteriore puntuale valenza che ci responsabilizza ulteriormente. La mafia è una ricerca ostinata, invasiva e violenta di potere. Un potere che può essere sconfitto solo con la “debolezza” della coerenza indefettibile della vita sradicata dal virus dell’individualismo”.
“A maggior ragione – aggiunge l’Arcivescovo – quando la vita è motivati da una ‘fede-relazionè con il Cristo che ha liberato con l’unica forza di un amore più grande, con la debolezza della croce. E in questo il Vangelo vissuto alla maniera di Pino Puglisi e delle comunità e dei giovani da lui ‘animatì può essere ancora significativo nella costruzione della città umana riscattata dal male, dell’ingiustizia, dalla violenza, dagli idolatri del potere, dalla mafia. A maggior ragione se la Chiesa segue il suo Signore nell’umiltà, nella povertà e nella persecuzione”. “Il martirio di Pino Puglisi – prosegue – è dunque un dono e una responsabilità fatti non solo alla Chiesa ma anche a quanti e quante abitiamo la casa comune che sono le nostre città. E in particolare alle città che lo hanno visto impegnato come umile ed audace servitore della Bella Notizia, dell’Evangelo di Cristo, il Verbo di Dio amico degli uomini e delle donne chiamati a partecipare della libertà filiale. Viviamo l’anniversario del riconoscimento del martirio del Beato Giuseppe Puglisi con spirito di fiduciosa corresponsabilità perchè possiamo proseguire con creativa audacia il suo tracciato”.
Il 25 maggio del 2013 don Pino Puglisi veniva proclamato Beato. Il 28 giugno del 2012 papa Benedetto XVI aveva promulgato il Decreto riguardante il martirio del sacerdote, ucciso “in odio alla fede” il 15 settembre 1993 (giorno del suo 56esimo compleanno) davanti alla sua abitazione, poco distante dalla sua parrocchia di San Gaetano, nel quartiere Brancaccio, a Palermo.
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Covid, quasi dimezzati i nuovi casi in Sicilia nell’ultima settimana

PALERMO (ITALPRESS) – Nella settimana tra il 15 e il 21 maggio, in Sicilia, sono stati 273 i casi di contagio da Covid-19, con un sensibile calo, rispetto ai sette giorni precedenti, pari a -42,28%, e un’incidenza di meno di 6 nuovi positivi ogni 100.000 abitanti. I dati sono contenuti nel bollettino settimanale redatto dal Dasoe, il dipartimento Attività sanitarie e osservatorio epidemiologico dell’assessorato regionale della Salute.
Il tasso di nuovi positivi più elevato rispetto alla media regionale si è registrato nelle province di Trapani (11/100.000 abitanti), Palermo (7/100.000), Enna e Catania (6/100.000). Le fasce d’età maggiormente a rischio risultano quelle degli over 90 (25/100.000), tra gli 80 e gli 89 anni (18/100.000), e tra i 70 e i 79 anni (12/100.000).
Per quanto riguarda le vaccinazioni, secondo i dati aggiornati al 23 maggio, tra i bambini di età compresa tra 5-11 anni i vaccinati con almeno una dose si attestano al 22,55% del target regionale, mentre sono 58.852, pari al 19,38%, quelli che hanno completato il ciclo vaccinale primario. Nel target over 12 anni, i vaccinati con almeno una dose si attestano al 90,88%, mentre quelli che hanno completato il ciclo primario si attestano all’89,50%. I vaccinati con dose aggiuntiva/booster sono 2.774.258 pari al 71,22% degli aventi diritto, incluso il target 5-11 anni. Sono, invece, ancora 1.120.899 i cittadini siciliani che non hanno effettuato la terza dose.
Dal 13 luglio del 2022, sono state complessivamente somministrate 243.863 quarte dosi, di cui 214.302 a soggetti over 60. Le quinte dosi somministrate risultano complessivamente 10.622.
immagine ufficio stampa Regione siciliana
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Le nuove sfide dell’Infettivologia, specialisti a confronto a Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – Politica sanitaria e ricerca clinica, presente e futuro dell’infettivologia nazionale, tra antimicrobico-resistenza disciplinata nel PNCAR, lotta alle epatiti, i nuovi scenari del Covid-19, iniziative contro l’HIV. Questi alcuni dei temi trattati dagli oltre 200 specialisti al Meeting sui nuovi modelli di Governance clinico-gestionali in Sanità, che è in corso di svolgimento nella località di Mondello, a Palermo.
“Il convegno di oggi è una finestra molto ampia su quelle che sono le nuove sfide dell’infettivologia per i prossimi anni, sono sfide che conosciamo, che seguiamo già da anni, la lotta all’HIV, la lotta all’epatite virale C, a tutte le malattie sessualmente trasmesse, e poi la lotta ai microorganismi resistenti – ha detto Salvatore Requirez, direttore dipartimento regionale sanità -. Ci sono delle sezioni all’interno di questo convegno che sono molto specificatamente mirate e permetteranno di raggiungere degli obiettivi formativi, come l’omogeneità di preparazione al fine di far crescere le competenze oltre le conoscenze non solo dei medici infettivologi, ma di tutti i medici che operano nell’area medica”.
“Siamo alla vigilia di una stagione di transizione – ha sottolineato Requirez – ci saranno le nuove direzioni generali in Sicilia, ci saranno i nuovi atti aziendali. C’è la necessità di intervenire in maniera omogenea nei modelli, perchè l’indirizzo clinico deve trovare una rispondenza di tipo organizzativo che sia non solo omogenea ma facilmente applicabile. Per fare questo, il dipartimento che io dirigo, interverrà sia a livello della formazione, sia a livello di programmazione per dare l’indirizzo di organizzazione panificata rispetto alla distribuzione ed alla dimensione delle strutture di infettivologia che dovranno diventare operative nella nostra regione a partire dal conferimento dei nuovi incarichi. Bisogna pensare a modelli organizzativi completamente diversi rispetto a quelli che ci hanno visto affrontare l’infezione da coronavirus nei primi mesi del 2020 e cioè la possibilità di organizzare modelli multifunzionali che facciano riferimento a dipartimenti inter-aziendali. Fare finalmente decollare un sistema di collaborazione fra le varie aziende che vede la modularità di alcune discipline dell’area medica che si possano flettere a seconda dell’emergenza per garantire la disponibilità, almeno sufficiente, dei posti letto necessari alla più completa e tempestiva assistenza”.
Il convegno si propone come punto di partenza per una nuova sinergia della rete infettivologica nazionale. Tra i temi affrontati vi saranno infatti anche antibiotico-resistenza, epatiti, nuovi scenari del Covid-19, vaccinazioni nel paziente fragile. Presidenti del Congresso sono Chiara Iaria, Direttore della Unità Malattie Infettive e Tropicali-ARNAS Civico Di Cristina Benfratelli, Palermo, e Antonina Franco, Direttore della Unità Malattie Infettive, dell’ospedale Umberto I di Siracusa. Il Congresso è patrocinato dall’Istituto Superiore di Sanità, dall’Assessorato alla Salute Regione Sicilia, dal Comune di Palermo, dall’Ospedale Civico Di Cristina Benfratelli, dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali. Previsti nei saluti in apertura, tra gli altri, gli interventi anche delle istituzioni locali. Il Meeting Nazionale si propone come punto di partenza per una nuova sinergia della rete infettivologica nazionale, ma non manca interesse per i temi di attualità.
“Abbiamo capito che in questa fase sul Covid-19 non dobbiamo fare allarmismo ma dobbiamo fare attenzione – ha detto Massimo Andreoni, Direttore Scientifico SIMIT, sulla nuova variante Xbb del Covid-19 riscontrata in Cina -. I dati che provengono dalla Cina ci dicono che questa nuova avariante Xbb sta iniziando a circolare ed è diventata nettamente prevalente. Oggi siamo quasi al 90%, si stimano 67 milioni di casi in Cina; il virus ha perso virulenza, ma è l’immunità della popolazione che fa la differenza, quindi dobbiamo tenere alto questo concetto per vaccinare le persone fragili. In questo momento c’è rilassatezza nei confronti della vaccinazione, ci stiamo allontanando dai 4-6 mesi dall’immunizzazione in cui dobbiamo fare il richiamo soprattutto nelle persone più fragili, questo va detto con grande fermezza. Poi bisogna mantenere alta attenzione su quale virus circola: anche il Ministero lo ha ripetuto, il controllo delle varianti deve essere mantenuto per vedere se le varianti acquisiscono nuovamente virulenza, se rispondono alle vaccinazioni, come rispondo ai farmaci sia anticorpi monoclonali sia antivirali che abbiamo oggi nel nostro armamentario terapeutico. Dobbiamo seguire queste cose per non farci cogliere impreparati ed essere pronti a rispondere a eventuali ripresa dell’epidemia”.
“Certamente – ha aggiunto – si possono abbassare le misure di contenimento, ma la pandemia ci ha insegnato che queste misure devono essere tenute a prescindere dal Covid, per proteggersi da diverse malattie infettive. Avere attenzione, usare la mascherina quando siamo con i soggetti più fragili o quando noi stessi abbiamo qualche infezione respiratoria che noi stessi possiamo trasmettere agli altri, lavarsi le mani sono tutte precauzioni che andrebbero mantenute e dovrebbero far parte del nostro bagaglio culturale. Speriamo in futuro di dimenticarci del Covid ma non di queste precauzioni che dovrebbero essere mantenute”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Antonio Cascio, ordinario di malattie infettive dell’Università degli Studi di Palermo: “Il covid ci ha insegnato tante cose la più importante è che bisogna fare rete, che è importante implementare il rapporto fra ospedale e territorio. Si parla di nuove malattie che potrebbero arrivare in futuro, per questo bisogna essere pronti ad affrontarle facendo rete ed essere pronti con i laboratori adeguatamente attrezzati, con le strutture ospedaliere adeguatamente attrezzate”.
Per quanto concerne il nuovo Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale per la presa in carico del paziente con HIV/AIDS in Regione Sicilia è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale proprio lo scorso 19 maggio. “Questo PDTA costituisce una risposta ai bisogni del paziente – ha evidenziato Chiara Iaria -. Oltre a un’analisi dei dati locali, si formalizzano e uniformano i servizi che devono essere erogati dalle aziende ospedaliere, particolarmente importanti in tema di HIV/AIDS perchè si prevedono percorsi differenti per sottopopolazioni di pazienti con caratteristiche specifiche, definendo counselling, diagnosi, presa in carico del paziente, terapia e follow up, sempre in base alle linee guida internazionali”. Il PDTA è frutto del lavoro del Progetto APRI 2.0 – AIDS Plan Regional Implementation, realizzato dalla SDA Università Bocconi in collaborazione con la sezione SIMIT Regione Sicilia, dapprima con il Presidente Antonio Davì, quindi con il Prof. Giuseppe Nunnari, Presidente in carica, che terrà una sessione sul tema in sede congressuale.
“Il nostro ambulatorio segue circa 700 pazienti con infezione da HIV – ha sottolineato Chiara Iaria -. Tra i nostri servizi rientrano attività di counselling; la prescrizione e la somministrazione di terapie antiretrovirali e di farmaci long-acting; indagini di laboratorio e strumentali di inquadramento diagnostico e di follow-up; vaccinazioni; gestione e trattamento delle coinfezioni (HBV-HDV e HCV) e delle infezioni opportunistiche e delle comorbidità; screening completo delle altre malattie sessualmente trasmissibili e gestione terapeutica delle stesse; abbiamo anche un ambulatorio dedicato ai detenuti. Inoltre, la recente decisione di AIFA che ha reso rimborsabile la PrEP ha offerto una soluzione in più: aderiamo con entusiasmo alla possibilità di uso di questo strumento di prevenzione per le persone HIV-negative con comportamenti sessuali a rischio elevato, organizzando un ambulatorio PrEP dedicato. I servizi che offriamo ai nostri pazienti si sono notevolmente arricchiti negli ultimi anni e, con l’arrivo imminente di ulteriori nuovi long-acting e di farmaci per soggetti con limitate opzioni terapeutiche, continueranno ad accrescersi così da garantire sempre il miglior livello assistenziale per le persone HIV-positive”.
Le iniziative sul territorio hanno conosciuto una svolta lo scorso 1 dicembre, quando a Palermo è stato inaugurato il primo Checkpoint HIV, dando seguito all’adesione di Palermo al progetto ‘Fast Track City’, ossia una città impegnata ad azzerare i nuovi casi di infezione da HIV entro il 2030, un passo compiuto nel 2019 ma bloccato dalla pandemia. Il check-point è attivo presso la Casa dei Diritti in via Libertà 45, ogni mercoledì dalle 16 alle 18; qui è possibile fare test e acquisire informazioni. Inoltre, è stato attivato un sito (https://palermo.fastrackcity.it/) per informarsi e per per entrare in contatto con i medici infettivologi del check-point tramite un form. L’attività viene svolta grazie all’ausilio dei medici specializzandi di Malattie Infettive del Policlinico di Palermo, coordinati dal professore Antonio Cascio, Direttore della Unità di Malattie Infettive del Policlinico, e da Marcello Trizzino, dirigente medico infettivologo. Il check-point è un luogo sicuro, non ospedaliero, privo di discriminazioni, dove i cittadini possono parlare con gli infettivologi, avere informazioni sulla salute sessuale, ma anche fare un test rapido per HIV, HCV e sifilide, intraprendere un percorso di prevenzione (PrEP). Ad oggi sono stati effettuati circa 100 test rapidi per HIV, ed è stato possibile diagnosticare due nuovi casi di infezione da HIV.
All’Ospedale Umberto I di Siracusa è partito il progetto “Spazio Donna”: un’iniziativa volta a restituire importanza alle donne con HIV e a sostenere i progetti di gravidanza. In virtù dello U=U, infatti, anche la trasmissione verticale madre-feto può essere azzerata e una donna HIV positiva può condurre una gravidanza senza trasmettere il virus al nascituro.
“Dedicare spazio alla donna significa metterla a proprio agio e offrirle uno spazio in ambulatorio – ha spiegato Antonina Franco, promotrice dell’iniziativa, per la quale è stata anche recentemente premiata dal Comune – Questo spazio segue la donna dall’età fertile alla menopausa, con particolare attenzione soprattutto alla gravidanza. La presenza di HIV, l’uso della terapia o della PrEP, infatti, non hanno conseguenze sulla fertilità. Accogliamo e seguiamo sia partner concordanti (entrambi HIV positivi) che discordanti. Se uno solo dei due partner ha l’infezione, offriamo la possibilità di usufruire della PrEP nel soggetto negativo per prevenire il contagio. La donna in età fertile in terapia che vuole pianificare una gravidanza è seguita dalla pianificazione al parto, con attenzione anche al bambino grazie anche alla collaborazione dei ginecologi. Nelle coppie concordanti si esegue la terapia fin dalla pianificazione di una gravidanza: questa progettualità è molto efficace con le coppie italiane, mentre le donne straniere spesso arrivano già in gravidanza o addirittura prossime al parto, rendendo pertanto necessario effettuare la profilassi sia per la gravida che per il nascituro. Con i neonatologi valutiamo se il bimbo sia a rischio di contrarre l’infezione e si valuta l’uso della terapia. La nostra attenzione è rivolta non solo alle donne in età fertile, ma anche alle donne in menopausa, su cui prestiamo attenzione a co-infezioni, a screening di Infezioni Sessualmente Trasmesse ed epatiti. Inoltre, abbiamo collaborato con l’arcivescovado nell’apertura di una casa-alloggio che accoglie pazienti con AIDS che non hanno un supporto familiare: dieci posti letto, tutti al momento occupati, in cui si offrono vitto, alloggio, terapie”.
foto xd6 Italpress
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Formazione, Schifani “Sblocco dei pagamenti a giugno, poi la riforma”

PALERMO (ITALPRESS) – Un primo momento di confronto e discussione, questa mattina a Palazzo d’Orleans, a Palermo, tra il governo della Regione Siciliana e le associazioni degli Enti e dei lavoratori della Formazione professionale. L’incontro, alla presenza del presidente della Regione Renato Schifani e dell’assessore alla Formazione professionale Mimmo Turano, è servito per affrontare i problemi segnalati dagli operatori del comparto, ma anche per prospettare le tappe di un percorso che dovrà portare alla riforma dell’intero settore.
«Faremo il massimo per sbloccare questa situazione di crisi che sta vivendo il settore della formazione», ha detto il presidente della Regione Renato Schifani.
Tra le soluzioni proposte dal governo, lo sblocco dei pagamenti delle spettanze agli enti, entro la seconda decade di giugno dopo il riaccertamento di bilancio, per consentire l’erogazione degli stipendi ai lavoratori. Saranno inoltre potenziati gli organici degli uffici del dipartimento della Formazione per velocizzare i tempi della rendicontazione. Tra gli impegni assunti dal governo anche lo scorrimento delle graduatorie dell’Avviso 8 per l’utilizzo dei relativi fondi.
Il governo “guardando oltre il momento di crisi, punta a un’organica riforma del settore: per questo intende istituire un tavolo interassessoriale e interdipartimentale per avviare un percorso che coinvolga enti e sindacati. In questo senso, l’obiettivo fondamentale è quello di strutturare una formazione professionale tarata sulle reali esigenze del mercato del lavoro per consentire effettivi sbocchi occupazionali per gli allievi”, è stato sottolineato nel corso dell’incontro.
«Serve una riforma – ha aggiunto il governatore – che contempli le esigenze del mondo del lavoro. Abbiamo l’esigenza di formare giovani con professionalità spendibili: le future figure devono essere adeguate alle richieste del tessuto produttivo siciliano. La formazione dei giovani non deve essere un ammortizzatore sociale, attraverso l’indennità prevista, e non deve essere stipendificio».
foto ufficio stampa Regione siciliana
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Difesa, Minardo in visita al Muos di Niscemi

CALTANISSETTA (ITALPRESS) – Il Presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, Nino Minardo, ha visitato questa mattina la stazione per le trasmissioni radio navali della Marina Usa, a Niscemi, nel Nisseno.
Minardo è stato accompagnato nella visita dalla Console Generale degli Stati Uniti a Napoli Tracy Roberts-Pounds ed è stato accolto dal capitano Aaron Shoemaker, Comandante della Naval Air Station di Sigonella.
“Conosciamo tutti l’importanza del sistema Muos per gli Usa e per l’intera Alleanza Atlantica – sottolinea Minardo – e il nostro impegno è mirato a valorizzare la presenza della stazione ed i suoi rapporti con il territorio. Ecco perchè sono convinto che sia necessario mantenere rapporti e coordinamento costanti tra la Difesa italiana, presenza americana, Regione Siciliana ed enti locali. Mi farò promotore di questo percorso dandogli un carattere permanente considerato che non si tratta di una presenza occasionale bensì strategica”.
Alla visita hanno partecipato anche il deputato regionale nisseno Michele Mancuso e il sindaco di Niscemi Massimiliano Valentino Conti.
foto ufficio stampa Minardo
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