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Protocollo Antimafia-Cesi, in Sicilia nasce l’Osservatorio per la legalità

PALERMO (ITALPRESS) – Un protocollo d’intesa è stato firmato da Antonello Cracolici, presidente della Commissione regionale d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia e della corruzione in Sicilia e dal presidente della Cesi – Conferenza episcopale siciliana, monsignor Antonino Raspanti. Prevede la creazione di un “Osservatorio permanente sulla diffusione della legalità” (O.PE.DI.L), composto inizialmente da 10 esperti: 5 nominati dalla Cesi e 5 nominati dalla Commissione regionale Antimafia.
Si tratta di un accordo pensato per creare gli anticorpi necessari alla società civile per opporsi alla cultura della violenza e della sopraffazione, 30 anni dopo quel discorso epocale di papa Wojtyla fatto il 9 maggio del 1993 alla Valle dei Templi di Agrigento contro i mafiosi e la loro cultura della morte. “Una Caritas della legalità – ha detto il presidente Cracolici – che servirà a rendere sistemico l’impegno per antimafia e a organizzare meglio il sistema di contrasto all’indifferenza, che è il primo esercito della cultura mafiosa. Dobbiamo realizzare delle reti di partecipazione e conoscenza per creare una cultura della solidarietà operativa in tutta la Sicilia e in grado di marginalizzare la reputazione dei mafiosi, devono sentirsi degli estranei nelle nostre comunità”.
“Sconfiggere un fenomeno radicato come la mafia esige che le forze in campo collaborino tra loro e facciano rete per creare fermento culturale – ha detto monsignor Raspanti – è un problema di mentalità che richiede una ferma presa di posizione da parte di tutti, per questo abbiamo lavorato per una collaborazione che sia sistemica e non episodica con la commissione regionale Antimafia”.
“La composizione dell’Opedil – si legge nel protocollo – potrà essere integrata con rappresentanti delle Forze dell’Ordine o esponenti di altre realtà socio-economiche che hanno tra i propri scopi sociali la diffusione della legalità, con il compito di creare concrete occasioni di riflessione. L’Osservatorio resterà in funzione per tutta la durata della XVIII legislatura dell’Assemblea regionale siciliana, sciogliendosi al termine della stessa, salva la possibilità di essere rinnovato con analogo protocollo di intesa nel corso della successiva legislatura. La partecipazione all’Osservatorio è a titolo gratuito e non dà luogo ad alcuna forma di rimborso spese. L’Osservatorio avrà sede nei locali della Conferenza episcopale siciliana, a Palermo”.
Le funzioni dell’Osservatorio, si legge ancora, sono: “implementare e mantenere reciproci momenti di sintesi, riflessione e confronto sui temi legati alla mafia e alla criminalità organizzata in Sicilia, sulla diffusione della cultura della legalità, ponendo in essere iniziative condivise e sistemiche; promuovere in Sicilia iniziative di sensibilizzazione, nonchè momenti formativi e di conoscenza del fenomeno mafioso e delle sue evoluzioni; contribuire all’individuazione e alla diffusione di linee guida e buone pratiche per la promozione ddella cultura della legalità; creare reti di collaborazione tra le realtà territoriali impegnate nell’antimafia sociale ovvero nella lotta alla mafia e alla criminalità organizzata, nonchè al supporto delle fasce fragili, in particolare negli ambienti a rischio di emarginazione sociale; favorire la realizzazione di progetti, dedicati in special modo ai minori e alle famiglie, volti a prevenire e distogliere gli individui dalla cultura mafiosa e dalle maglie della criminalità organizzata, che abbiano la capacità di contribuire allo sviluppo e al rafforzamento dell’affettività e della coscienza civica, fattori necessari ad un sano sviluppo della personalità, alla costruzione di relazioni salubri e al divenire membri attenti e attivi della comunità”.
La Cesi inaugurerà due nuovi centri di aggregazione per ogni Diocesi, ai fini della diffusione della cultura della legalità e della solidarietà.
foto xl7 Italpress
(ITALPRESS).

Policlinico Palermo, un Piano per la prevenzione degli atti di violenza

PALERMO (ITALPRESS) – Un rinvio a giudizio per i danni causati due anni fa al pronto soccorso del Policlinico di Palermo. Il prossimo 10 ottobre un 38enne dovrà comparire davanti al Tribunale di Palermo in composizione monocratica per rispondere del reato di danneggiamento.
Due anni fa, pretendendo una visita immediata al padre perchè aveva la pressione alta, all’invito del personale ad attendere il proprio turno, danneggiò la porta d’ingresso barellati e il cabinato posto in sala d’attesa minacciando il personale. L’uomo fu fermato dal personale preposto alla vigilanza e successivamente denunciato ai carabinieri che intervennero.
“Le aggressioni negli ospedali sono un’emergenza di sanità pubblica che richiede grande fermezza – commenta Salvatore Iacolino, Commissario dell’Azienda ospedaliera universitaria e designato dalla Giunta regionale Dirigente generale della Pianificazione strategica dell’Assessorato regionale della salute -. Ritengo fondamentale sensibilizzare i cittadini e invitarli a riflettere sull’importanza del lavoro dei medici e del personale sanitario e, al contempo, responsabilizzare ulteriormente i nostri operatori sull’importanza di una buona comunicazione con i pazienti”.
Per la prevenzione degli atti di violenza contro gli operatori sanitari è necessario che l’Azienda identifichi i fattori di rischio e adotti le strategie più opportune. A tal fine, al Policlinico è operativo il Gruppo aziendale per la prevenzione degli atti di violenza. II Gruppo, composto da diverse figure professionali, ha elaborato un programma che prevede tre linee di intervento: diffondere una politica di non tolleranza verso atti di violenza, sia fisica che verbale; incoraggiare il personale a segnalare prontamente gli episodi subiti e a suggerire le misure per ridurre o eliminare i rischi; facilitare il coordinamento con le forze di polizia o altri soggetti che possano fornire un valido supporto per identificare strategie atte ad eliminare o attenuare la violenza in ospedale.
“Si è rilevato – continua Iacolino – che il problema maggiore per gli utenti non riguarda la gestione clinica, bensì il vissuto dei tempi di attesa e la sensazione di ‘sentirsi abbandonatì. Con queste iniziative intendiamo dimostrare al paziente l’impegno dei nostri operatori al loro totale accudimento, nella consapevolezza che le persone che si presentano al PS per malore sono fragili. Ma al contempo esporremo chiaramente a pazienti e loro accompagnatori che gli atti di violenza non sono permessi o tollerati”.
Il gruppo di lavoro del Policlinico ha elaborato delle strategie comportamentali da adottare se il paziente è agitato e in caso di aggressione fisica, e una scheda di segnalazione delle aggressioni. Prevista anche la formazione del personale, con contenuti diversificati in base alla tipologia di operatore. Il programma di prevenzione prevede anche il sostegno agli operatori vittima di violenza o che possono essere rimasti traumatizzati per aver assistito a un episodio di violenza. Elaborata anche una locandina che verrà affissa in tutte le strutture dell’Azienda.
Nell’ambito del percorso di umanizzazione nei diversi momenti di presa in carico e assistenza del malato, nelle scorse settimane al pronto Soccorso sono stati immessi in servizio i medici di continuità assistenziale assegnati dall’ASP di Palermo per gestire i codici bianchi e verdi consentendo così ai medici dell’Area di emergenza, inaugurata lo scorso febbraio, di lavorare con più tranquillità sulle urgenze. Allestiti pure due punti informativi con operatori pronti a rispondere alle domande degli utenti e supportarli nell’accesso ai vari ambulatori e reparti ospedalieri.
foto xd6 Italpress
(ITALPRESS).

Cracking Cancer a Palermo, Amato “Insieme per una sanità di qualità”

PALERMO (ITALPRESS) – Si è aperta a Palermo l’edizione 2023 del Cracking Cancer Forum, appuntamento di confronto e dialogo sui temi dell’oncologia con il coinvolgimento del mondo clinico e dell’organizzazione sanitaria, ma ponendoli in relazione con i mondi della scuola e della ricerca, della comunicazione e della politica, della riabilitazione e della psicologia, dei cittadini e delle istituzioni. Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato l’assessore alla salute della Regione Sicilia, Giovanna Volo, e il presidente dell’Ordine dei medici di Palermo, Toti Amato. Quest’ultimo ha rivolto un plauso all’iniziativa, “che mette in relazione tutti i soggetti coinvolti nella lotta al cancro cercando di fare sistema tra loro. Oggi è possibile pensare di sviluppare una sanità rispondente ai bisogni, efficace e di qualità, solo lavorando tutti insieme. E proprio ‘insieme’ deve essere la parola chiave dei professionisti della salute, perchè solo con un ampio coinvolgimento sociale riusciremo ad affrontare sfide sempre nuove in termini di cura, ricerca, presa in carico e assistenza sul territorio”.
In particolare, il presidente Amato ha poi sottolineato l’importanza innovativa del coinvolgimento delle scuole (che nel Cracking Cancer sono state chiamate a progettare delle campagne comunicative di prevenzione oncologica): “Perchè parlare ai giovanissimi ed agli studenti è il primo obiettivo da perseguire: ogni azione educativa che riusciamo a sviluppare insieme è il tassello della costruzione di una nuova società consapevole di fronte alle sfide della salute”.
“Cracking cancer è un evento originale e innovativo nel panorama oncologico e questa sua particolarità si coglie a partire dal nome”, ha sottolineato introducendo l’evento Gianni Amunni, coordinatore scientifico Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica-ISPRO, Regione Toscana ed ideatore del Forum, “dove Cracking – termine dai molteplici significati – indica la capacità di sgretolare le neoplasie, che è la fase che stiamo vivendo nella lotta al cancro. Ebbene: il Craking Cancer coniuga fin dalla nascita nel suo programma scienza e ontologia, ricerca e comunicazione, vissuto dei pazienti e organizzazione, attenzione all’innovazione e coinvolgimento del mondo economico e sociale, assumendo così la caratteristica di un evento multidisciplinare di fortissimo impatto sociale. L’obiettivo, come sempre, è uno solo: unire le molteplici forze dei partecipanti e delle Reti oncologiche per ottenere risultati che da soli nessuno potrebbe raggiungere in termini di attenzione ai bisogni, livelli di salute diffusa sul territorio, percorsi terapeutici, qualità di vita”.
Vincenzo Adamo, professore di Oncologia Medica dell’Università di Messina e Coordinatore della ReOS – Rete Oncologica Siciliana, coordinatore scientifico del Forum, ha precisato che “i lavori dell’appuntamento palermitano toccano tanti vasti ambiti di riflessione, ma svilupperanno una particolare attenzione al ruolo delle reti oncologiche e della Rete Oncologica Siciliana ReOS, che in questi ultimi 3 anni ha sviluppato un intenso lavoro sul territorio contribuendo alla definizione di centri specialistici/Hub e centri erogatori/spoke per i PDTA delle più importanti neoplasie”.
Nel corso dei lavori del Forum di Palermo verranno anche proposti i dati di un Questionario lanciato tra pazienti ed associazioni per “fotografare” il vissuto di chi sta sperimentando la malattia oncologica. Inoltre saranno premiati dal Cracking Cancer nella mattinata di venerdì 5 maggio persone e organizzazioni che si sono distinte in diversi ambiti della lotta al cancro in Italia. In particolare riceveranno un premio le scuole secondarie siciliane che hanno partecipato – proponendo una propria “campagna di comunicazione sulla prevenzione oncologica” – a “Facciamoci Furbi”, un contest rivolto agli studenti per introdurre il tema della prevenzione dei tumori e lanciare una sfida su come comunicare scelte e comportamenti responsabili.
foto ufficio stampa Omceo Palermo
(ITALPRESS).

Traffico di droga e furti d’auto, 68 arresti della Dda di Catania

CATANIA (ITALPRESS) – In tutta la provincia di Catania, ma anche a Siracusa, Agrigento, Pavia e Vibo Valentia, oltre 400 Carabinieri del Comando Provinciale di Catania stanno conducendo l’operazione denominata “Carback”, in collaborazione con il XXII Reggimento “Sicilia”, lo Squadrone Eliportato Cacciatori, ed il Nucleo Elicotteri ed il Nucleo Cinofili.
Sono in tutto 68 le persone arrestate dai militari che, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania,
hanno individuato due associazioni criminali, aventi epicentro nel quartiere catanese San Giorgio: la prima dedita alla commissione di un numero impressionante di furti di auto, la maggior parte delle quali era destinata ad essere oggetto di “estorsione con il metodo del cavallo di ritorno”, la seconda dedita al traffico di cocaina.
Tra gli arrestati figurano appartenenti ai clan mafiosi “Cappello” e “Cursoti Milanesi”. Sono 113 i capi di imputazione che vengono contestati agli indagati, tra i quali figurano, in aggiunta alle 68 persone raggiunte dai provvedimenti restrittivi, anche 20 indagati “a piede libero”.
Le indagini hanno documentato come, meticolosamente organizzati in 3 “batterie” ciascuna con una competenza territoriale ben precisa, gli indagati avessero affinato a tal punto le tecniche criminali da essere in grado di rubare un’auto parcheggiata in strada in appena 20 secondi. Altri indagati svolgevano
invece il ruolo di mediatore con i proprietari dei mezzi rubati, per concordare la restituzione del mezzo dietro
versamento di un “riscatto”, di importo variabile tra i 500 e 1500 euro.
Nel filone di indagine relativo agli stupefacenti, invece, è stato accertato un ingente traffico di cocaina sia
all’ingrosso che al dettaglio, con partite di droga, acquistate al prezzo di 42 mila euro al chilo, che rifornivano
fiorenti “piazze di spaccio” nei quartieri catanesi di Librino e San Giorgio, ma anche a Nicolosi, a Siracusa, Trapani e a Palermo.
foto ufficio stampa Carabinieri
(ITALPRESS).

“1768 giorni”, documentario on the road su Cuffaro

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PALERMO (Italpress) – Si intitola “1768 giorni” il documentario su Salvatore (Totò) Cuffaro proiettato questo pomeriggio in anteprima al cinema Politeama di Palermo. Diretto da Marco Gallo e prodotto dalla South Movie Comunicazione, si tratta di una pellicola on the road, che racconta il passato e il presente dell’Ex Presidente della Regione, tra potere, carcere, riabilitazione, i giorni in Africa, la lotta contro il Covid, e il ritorno alla politica. “Non è stato semplice, ma raccontare la storia di Totò Cuffaro è stato per me un privilegio. Cuffaro ha fatto goal nella vita e la difficoltà più grande per me è stato entrare nella sua vita; è stato uno degli uomini più importanti nella storia della Sicilia”, spiega il regista Gallo. Il suo dcumentario è frutto di sette anni di lavoro, un lavoro che ha abbracciato la vita dell’attuale leader della Democrazia Cristiana, ma anche quella di un uomo, per anni condannato dall’opinione pubblica, perché quello che non fa la detenzione, lo fa il post detenzione, ossia il pregiudizio.
“La paura più forte è stata quella di non farcela. Il carcere ti spezza il respiro, ti ruba la vita, ma non è riuscito a togliermi l’amore per il mio paese. Da re si passa a vivere da mendicante. Ci sono carceri dove in un’unica cella stavano anche 7-8 persone. La pena deve essere rieducativa, non vessatoria. Un padre al quale viene negato di parlare con il figlio non è rieducativo. Nei miei anni di detenzione ho assistito a cinque suicidi. Un paese che permette questo non si può definire civile. In cella ho conosciuto anche la solidarietà, ricevuto migliaia di lettere, mi ha arricchito tanto. Ho rispetto per le istituzioni, per la sentenza. Ho espiato la mia pena, percorso 10 chilometri di campo al giorno per 1768 giorni. Tutti quei chilometri mi facevano sentire più vicino alla mia Sicilia. Uscire è stata una luce fortissima”, racconta lo stesso Cuffaro, accusato di aver favorito Cosa Nostra, recluso a Rebibbia dal gennaio 2011 fino al dicembre 2015. Una volta tornato in libertà decide di rimettersi in gioco, guardare nuovi orizzonti, zaino in spalla e via per il Burundi, una delle nazioni più povere del pianeta, e dove con Stefano Cirillo fonda nel 2016 una Onlus.
“La parte in Burundi è stata la più difficile, sei in una terra completamente diversa dalla nostra.
Avevamo difficoltà soprattutto tecniche logistiche, vuoi per la scarsa elettricità, le condizioni igienico sanitarie, la guerra civile. Per giorni non avevamo contatti con i nostri familiari perché non avevamo linea. Ma è un’esperienza che rifarei, è stata una lezione di vita”, sottolinea Marco Gallo. Alle sue parole fanno eco quelle Cuffaro: “Tornare alla normalità non è stato semplicissimo. Nella vita c’è un tempo per ogni cosa, e il mio tempo da candidato per la politica è finito per sempre. Nel Burundi ero convinto di portare la speranza. Non avevo capito nulla. Sono loro che danno forza e speranza a me, sono straordinari. E ogni volta torno sempre più carico. Questa vita va vissuta, perché la ricompensa che la vita ti da è vivere. Dietro l’angolo adesso c’è la voglia di godermi la famiglia, il mio nipotino, gli amici di sempre”. E a proposito di amici, in una sala gremita di spettatori ad applaudire anche il Presidente Renato Schifani: “Con Totò mi lega un rapporto di grande amicizia, che va al di là della politica. Cuffaro non aveva bisogno di essere rieducato. I rapporti umani sono sacramentali e il rapporto che mi lega a lui è un rapporto con la R maiuscola”.
La proiezione, che per la prima ha registrato il sold out, è stata un’occasione di dialogo, e al contempo di beneficenza. Il ricavato del film sarà interamente devoluto all’Associazione Aiutiamoilburundi Onlus, a sostegno dei piccoli orfani del Burundi. Fuori dalla multisala non sono mancati poster satirici affissi in piazza Castelnuovo e in altre vie della città, dedicati proprio all’ex governatore (e ispirati a 1984 di G. Orwell).
– foto xm3-
(ITALPRESS).

Hospice pediatrico del Garibaldi Nesima di Catania, Avulss “Polo d’eccellenza”

CATANIA (ITALPRESS) – Una delle questioni più dibattute recentemente nel mondo sanitario riguarda gli Hospice pediatrici, luoghi in cui si persegue con ogni sforzo l’obiettivo di garantire la migliore qualità di vita possibile al bambino inguaribile e alla sua famiglia. Si tratta di strutture alternative ad elevata complessità assistenziale, con personale altamente qualificato, le cui linee guida sono state approntate nell’Accordo Stato-Regioni del marzo 2021. Oggi sono otto gli Hospice Pediatrici su tutto il territorio italiano, aspetto che pone la Sicilia in una posizione di rilievo, se si considera che due di questi sono stanziati e operano proprio nella nostra isola. In particolare, ormai da qualche anno, la struttura dell’Arnas Garibaldi, si legge in una nota, “riesce a coprire una densità di popolazione assai elevata, essendo esclusivo punto di riferimento dell’intera fascia orientale della regione. Nonostante qualche difficoltà dovuta all’emergenza Covid, che ne ha ristretto per un periodo le attività, l’Hospice pediatrico per le malattie rare e inguaribili di Nesima ha ospitato decine di bambini e di famiglie, fornendo il supporto necessario per affrontare le terribili contingenze”, prosegue la nota, sottolineando che “istituita come unità operativa dipartimentale, la struttura conta oggi di un personale in linea con la dotazione organica prevista, con due medici e un direttore di unità operativa, nove infermieri, un coordinatore infermieristico e cinque OSS in condivisione con l’Hospice adulti. Peraltro, in linea con le previsioni del decreto assessoriale, operano anche altre figure come un musicoterapeuta e un fisioterapista dedicato”.
“Già da tempo la nostra associazione è presente all’interno dell’Hospice pediatrico, a supporto delle famiglie dei piccoli pazienti ricoverati – dice Giuseppe Toscano, Presidente dell’AVULSS ODV di Catania -. Abbiamo sempre apprezzato il servizio offerto dal personale dedicato all’assistenza che, con grande abnegazione e spirito di servizio segue i pazienti e le famiglie, creando un ambiente accogliente in cui vengono garantite le necessarie cure e le giuste attenzioni. La tematica sollevata di recente dal sindacato Nursind, che solleva in particolare la carenza di personale, è strettamente legata a fattori contingenti, quali le assenze temporanee di taluni operatori, ma che di fatto non ha mai inciso sul buon andamento delle attività, peraltro sempre sotto l’osservazione costante della direzione sanitaria, la quale ha puntualmente supportato la struttura con provvedimenti immediati ed efficaci per garantire la continuità assistenziale. Ciononostante, la direzione strategica dell’ospedale tiene sempre alta l’attenzione sulle esigenze di questa delicata struttura e sulla necessità dei piccoli pazienti, puntando sull’inserimento di ulteriori figure professionali. Già da tempo sono state infatti avviate alcune procedure per reclutare altro personale specialista medico, anestesisti e pediatri e operatori del comparto, selezioni che sono tutte prossime alla conclusione. Lo sforzo dell’Arnas Garibaldi rispetto alle tematiche inerenti i bambini e le loro patologie è peraltro evidente nella stessa mission aziendale, che accoglie al suo interno uno tra i più importanti dipartimenti materno-infantile del Paese, con riconoscimenti e attestati di professionalità di carattere nazionale e internazionale”.
foto ufficio stampa Arnas Garibaldi
(ITALPRESS).

Una piazza e sette strade di Marsala intitolate a giudice Morvillo ed agenti scorta

MARSALA (TRAPANI) (ITALPRESS) – Intitolata a Marsala, nel quartiere popolare di Sappusi, una piazza e sette strade al giudice Francesca Morvillo e ai poliziotti Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Agostino Catalano, Eddie Walter Cosina, Vincenzo Li Causi e Claudio Traina che hanno perso la vita nella strage di Capaci e Via d’Amelio.
“Possiamo dire che abbiamo avviato un percorso che non è stato soltanto di sensibilizzazione, ma di emancipazione di tutta questa comunità marsalese”, dichiara il Sindaco di Marsala, Massimo Grillo dal palco, aggiungendo: “Fino agli anni ’70-’80 in queste strade ci si sparava uno con l’altro per il controllo del territorio. Devo dire che in questi anni è cresciuto il senso delle istituzioni e della legalità. Il nostro impegno è quello di voler ridare dignità ai luoghi per riconoscere e far riconoscere la dignità delle persone che vi abitano”.
“Non è mai retorico fare memoria – sottolinea il Prefetto di Trapani, Filippina Cocuzza – mi fa piacere che si intitolino queste strade ai poliziotti i cui nomi sicuramente sono meno noti. La memoria è fondamentale, ma non mera rievocazione storia degli eventi o dei fatti ma traduzione quotidiana di quello che non deve farsi”.
“Il fatto di essere oggi qui a Marsala, città in cui è stato Procuratore della Repubblica Paolo Borsellino e soprattutto in provincia di Trapani, storica roccaforte di cosa nostra e patria dell’ormai ex latitante Matteo Messina Denaro, condannato anche per le stragi di Capaci e Via D’Amelio, impone a tutti noi di fare di più, ognuno per la propria parte – aggiunge Salvatore La Rosa, Questore di Trapani -. Oggi lasciamo un segno tangibile con l’intitolazione di strade, di piazze ma non possiamo limitarci a ciò. Abbiamo soprattutto il dovere morale di fare tutti la nostra parte attraverso l’impegno”.
foto xa3 Italpress
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Covid, in Sicilia -5,6% di nuovi casi nell’ultima settimana

PALERMO (ITALPRESS) – Nella settimana dal 24 al 30 aprile, in Sicilia si è registrato una ulteriore, lieve, diminuzione delle nuove infezioni da Covid-19 rispetto ai sette giorni precedenti, in linea con la tendenza nel territorio nazionale. Secondo il bollettino settimanale redatto dal Dasoe, il dipartimento Attività sanitarie e osservatorio epidemiologico dell’assessorato regionale della Sanità, i nuovi soggetti positivi sono stati 802, con un calo del 5,65% e un’incidenza di 17 casi ogni 100 mila abitanti.
Il tasso più elevato di nuovi positivi si è registrato nelle province di Trapani, Palermo (in entrambe 22/100.000) e Messina (17/100.000). Le fasce d’età maggiormente a rischio risultano quelle tra gli 80 e gli 89 anni (30/100.000), tra i 70 e i 79 anni (29/100.000), e in quella degli over 90 (27/100.000).
Per quanto riguarda le vaccinazioni, dall’inizio della campagna al 2 maggio risultavano complessivamente somministrate in Sicilia 10.735.350 dosi. Nel target 5-11 anni, i vaccinati con almeno una dose si attestano al 22,83% del target regionale. Sono 59.574, pari al 19,62%, i bambini che hanno completato il ciclo vaccinale primario; nella fascia over 12, i vaccinati con almeno una dose si attestano al 90,86% e dunque il 9,14% del target rimane ancora da vaccinare. I soggetti con ciclo primario completato si attestano all’89,48%.
Sono ancora 1.120.868 i cittadini che non hanno effettuato la terza somministrazione. In particolare, i vaccinati con dose aggiuntiva/booster sono 2.774.212 pari al 71,22% degli aventi diritto incluso il target 5-11 anni. Per quanto riguarda le quarte dosi, ne sono state effettuate complessivamente per i residenti in Sicilia 243.794, di cui 214.252 a soggetti over 60. Le quinte dosi risultano 10.525.
immagine ufficio stampa Regione siciliana
(ITALPRESS).