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In Sicilia nel 2022 ricorsi al Tar in calo, -8,5%

PALERMO (ITALPRESS) – Nel corso dell’anno 2022 sono stati depositati 2.146 nuovi ricorsi, in decremento (201 ricorsi, pari a circa -8,5%) rispetto al totale dei depositi dell’anno precedente. Sensibilmente maggiore il decremento dei ricorsi per motivi aggiunti discesi dai 324 dell’anno 2021 ai 185 dell’anno 2022 (pari a circa il 43%). Questo quanto si evince dalla relazione del presidente del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Salvatore Veneziano, pubblicata in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2023. Tra i dati più significativi anche la flessione dei ricorsi in materia di edilizia (-164), di autorizzazioni e concessioni (-35), di armi (-33) e di informative antimafia (-12) solo parzialmente bilanciata dall’incremento dei ricorsi in materia di sanità pubblica (+89), professioni e mestieri (+42) ed espropriazioni (+14). Per quanto riguarda i riti processuali si evidenzia un decremento dei ricorsi trattati con il rito accelerato per appalti (-44), con il rito dell’ottemperanza (-184) e con il rito dell’accesso (-18) ed un aumento dei ricorsi trattati con il rito del silenzio (+32) e con il rito elettorale (+21).
“La percezione dello stato dell’amministrazione siciliana e della sua presumibile capacità di rispondere alle sollecitazioni derivanti dall’attuazione nella Regione dei programmi di investimento oggetto, tra l’altro, del PNRR, è tutt’altro che positiva”. Così il presidente del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, Salvatore Veneziano, nella sua relazione pubblicata in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2023. “Tale giudizio discende non solo dal generico rilievo – già svolto l’anno scorso, ma ribadito anche quest’anno – di una perdurante, oggettiva, criticità nei rapporti tra cittadini ed amministrazioni denotanti un elevato grado di inefficienza della pubblica amministrazione, incapace di onorare oltre che le proprie obbligazioni (ottemperanze), anche gli elementari doveri procedimentali (silenzi e accessi), ma soprattutto dal rilevato calo dei contenziosi in materie che possono denotare lo svolgimento di attività amministrative qualificate, quali le autorizzazioni e concessioni, così come gli appalti”.
“Particolarmente preoccupante appare il decremento (-44) di ricorsi trattati con il rito accelerato per appalti, significativo delle difficoltà di ordine amministrativo di concretizzare le misure di semplificazione e rilancio del settore già adottate proprio allo scopo di contrastare gli effetti economici depressivi della pandemia e finanziate dalle prime risorse accreditate dalla Unione Europea nell’ambito del PNRR; il rilievo negativo del superiore dato appare per altro, come già indicato, amplificato dalla circostanza che un numero non irrilevante di ricorsi proposti nel 2022 riguarda in realtà esiti di vecchie procedure di gara – risalenti anche a tre/cinque anni addietro, prevalentemente nel settore dei grandi appalti sanitari e talvolta gestiti dalla centrale unica regionale – che non hanno trovato adeguata e stabile definizione neppure dopo l’esaurimento del “doppio grado” di una prima fase contenziosa”.
A tale fenomeno si aggiunge “quello – piuttosto ricorrente nel settore della sanità, ma non solo – del ritiro in autotutela dei bandi di gara adottati da Aziende sanitarie o ospedaliere ma anche dalla CUC regionale, anche per importi elevati, a seguito della proposizione di ricorso da parte di operatori del settore che censurano clausole o vizi ritenuti addirittura ostativi alla partecipazione e/o alla utile formulazione in gara di offerte; circostanza che l’amministrazione rinunzi a difendere i propri atti – pur utile ad evitare il contenzioso ed a risparmiare i relativi tempi – denota approssimazione nello svolgimento delle proprie attività nel nevralgico settore della provvista di beni e servizi”.
Veneziano parlando della legislazione siciliana ha spiegato che, a suo avviso, risulta essere di “modesta qualità” e sembra aver “rinunziato a riforme di ampio respiro che possano provocare un qualche benefico shock sulla realtà siciliana per preferire interventi spot frequentemente derogativi della legislazione nazionale e non sempre coerenti con i nuovi, e più stringenti, limiti che la Corte Costituzionale ha progressivamente disegnato intorno alla statutaria competenza legislativa esclusiva”. L’auspicio del numero uno del TAR siciliano è che “il recente insediamento del nuovo Presidente della Regione (Renato Schifani, ndr) – proveniente da una esperienza politica nazionale di altissimo profilo, sino a ricoprire la seconda carica istituzionale della Repubblica – possa contribuire ad imprimere un diverso e ben più ampio orizzonte all’azione legislativa ed amministrativa regionale e da questa – a cascata, in considerazione del peculiare assetto statutario regionale – a tutta l’azione amministrativa della pubbliche amministrazioni siciliane”.

– foto: xd6/Italpress

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Mattarella e Von Der Leyen inaugurano l’anno accademico dell’Università di Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – Una cerimonia carica di aspettative, preparativi ed emozione, che si è sciolta quando il presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen, nell’aula magna del dipartimento di Ingegneria dell’Università di Palermo, per l’inaugurazione dell’anno accademico, ha messo di lato, per un attimo, l’aplomb istituzionale, lasciandosi andare ad una citazione dialettale: “Siete voi a renderla Sicilia bedda. Siete l’energia nascosta di quest’isola e la sua bellezza più profonda”, ha detto, rivolgendosi a dottorandi e ai giovani tutti e suscitando un forte applauso della platea.
Si chiude così l’intervento, molto atteso, del capo dell’esecutivo dell’Unione europea, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e del ministro dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini, del sindaco Roberto Lagalla, del governatore Renato Schifani, del presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno e delle autorità civili e religiose.
“Presidente – ha sottolineato von der Leyen – c’è una frase di suo fratello che mi ha colpita profondamente. Piersanti Mattarella era convinto che l’Italia e l’Europa avessero la responsabilità di aiutare il Mezzogiorno a trasformarsi, ma ha anche detto che ‘Nessun progresso può attecchire e durare manovrato dall’alto, senza mettere in moto le energie nascoste e senza il loro entusiasmò”.
Un’occasione, quella di stamattina, che cade a un anno dall’inizio della guerra in Ucraina. “Visto dalla Sicilia, potrebbe sembrare un conflitto lontano. Ma non lo è – ha sottolineato la presidente della commissione Ue -. I giovani ucraini condividono con voi gli stessi desideri, che sono quelli di tutti i giovani europei. Vogliono essere indipendenti e padroni del proprio futuro. Vogliono vivere liberamente in un paese democratico”
Un intervento rivolto alle potenzialità dell’Isola. “La Sicilia è al centro dell’Europa – ha ribadito con forza Ursula von der Leyen -. E’ in Sicilia che si trova la chiave di tutto, per citare Goethe. Questa bella isola è cruciale per affrontare alcune delle tematiche più importanti del nostro tempo: la transizione verso l’energia pulita, la migrazione e la creazione di un’economia al servizio della prossima generazione europea”.
“La Sicilia può diventare una potenza dell’energia pulita per l’Europa. Non solo per il sole e il vento ma perchè all’inizio di questo mese, proprio qui in Sicilia è iniziata la costruzione della più grande gigafactory solare europea, che produrrà una nuova generazione di pannelli solari – ha spiegato -. Il nostro piano europeo per la ripresa, NextGenerationEU, contribuisce a finanziarla. Perchè sappiamo che l’energia pulita è il futuro. E questo futuro si realizza qui, in Sicilia”.
Per quanto riguarda il tema degli immigrati, von der Leyen è stata chiara: “La migrazione si può gestire. Dobbiamo creare percorsi sicuri affinchè chi ha diritto alla protezione possa raggiungere l’Europa. Dobbiamo combattere passatori e trafficanti. Dobbiamo dialogare con i paesi partner, collaborare al rimpatrio di chi non ha diritto di restare e mettere fine a questa tragica perdita di vite umane. E dobbiamo cooperare a livello europeo. Ora che abbiamo un piano, lo dobbiamo attuare insieme. Una soluzione europea è possibile e mi impegnerò al massimo per raggiungere l’obiettivo: un sistema europeo che serva al meglio la Sicilia e tutta l’Europa”.
A fare il padrone di casa è stato il rettore Massimo Midiri, in apertura della cerimonia ha detto: “Questa giornata è dedicata al tema dello sviluppo sostenibile. In Sicilia, questo tema si arricchisce di sfumature e significati particolari e profondi. Per noi, mega Ateneo con più di 40.000 studenti, questo tema richiama ad una straordinaria responsabilità, per la crescita lo sviluppo del nostro contesto sociale, difficile e complesso, pieno di contraddizioni ma ricco di opportunità. Abbiamo una particolare responsabilità nei confronti della popolazione studentesca, che, in un territorio con i più bassi livelli di istruzione in Europa, è costituita da ragazzi che in tanti casi saranno i primi laureati della loro famiglia”.
Il rettore ha ammesso che “i nostri studenti affrontano disagi e difficoltà maggiori di altri, con una rete di trasporti, di servizi, di residenze universitarie le cui carenze rendono più irto e accidentato il loro percorso quotidiano. Sappiamo – ha aggiunto il rettore – che a quegli studenti offriamo strutture non sempre idonee perchè, nonostante i nostri sforzi di adeguamento, anni di sotto-finanziamento del sistema dell’istruzione in Italia – e soprattutto nel Mezzogiorno – hanno reso le nostre aule meno accoglienti di quanto i nostri giovani meriterebbero”.
E ringraziando la presidente von der Leyen, Midiri si è augurato che “il Sud Italia sappia utilizzare i poderosi investimenti del Next Generation EU” per “colmare i divari storici, sulla base di nuovi modelli economici sostenibili e proiettati verso il futuro”.
Fiducia nel futuro anche nelle parole del ministro dell’Università, Anna Maria Bernini: “Presidente Von der Leyen, nei momenti più difficili del suo mandato ha fatto una scelta dirompente: programmare e investire sui giovani. Nel 2022, proclamando l’Anno europeo dei giovani. Nel 2023 dedicando l’anno alle competenze”.
E rivolgendosi agli studenti, ha aggiunto: “Finchè avrete curiosità e dubbi, finchè vi emozionerete davanti alla bellezza sarete uomini liberi. Liberi di fare scelte. Liberi di essere coraggiosi”. E citando “un eroe siciliano, Peppino Impastato, che credeva nella cultura sopra ogni cosa”, ha concluso: “Bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perchè in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”.
foto ufficio stampa Regione siciliana
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Von der Leyen “Sicilia al centro dell’Europa, ora capisco Goethe”

PALERMO (ITALPRESS) – “La Sicilia è sempre stata il crocevia del Mediterraneo. Un luogo in cui culture diverse si incontrano e si mescolano. E’ la terra di grandiosi templi greci e scintillanti mosaici bizantini. E’ una terra plasmata dai Normanni e dagli Arabi. E’ la patria di menti brillanti, da Luigi Pirandello a Luca Parmitano. Questo patrimonio unico di cui è ricca la Sicilia ha reso Palermo una capitale europea – della cultura, dell’arte e della scienza. Oggi finalmente capisco le parole del mio compatriota Goethe, che ha scritto: ‘Chi ha visto una volta il cielo di Palermo non potrà mai più dimenticarlò. Cosi il presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen, durante il suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Palermo.
“Ma so che talvolta, nella vostra vita quotidiana, vi sentite lontani dal cuore dell’Europa. Oggi sono qui per dirvi che la Sicilia è al centro dell’Europa. La Sicilia è al centro del progetto europeo. Più che mai. Per citare nuovamente Goethe: ‘è in Sicilia che si trova la chiave di tuttò. Queste parole sono vere ancor oggi. Perchè questa bella isola è assolutamente cruciale per affrontare alcune delle tematiche più importanti del nostro tempo. Prima di tutto la transizione verso l’energia pulita. In secondo luogo, la migrazione. In terzo luogo, la creazione di un’economia al servizio della prossima generazione europea. Cominciamo dalla transizione verso l’energia pulita”.

– foto. xd6/Italpress

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Ue, Schifani “Forte raccordo tra la Sicilia e la Commissione europea”

PALERMO (ITALPRESS) – “Oggi è un momento di forte raccordo istituzionale tra la nostra terra e la Commissione europea. L’Europa è fatta anche di questo, di presenza ma anche di coesione. Noi abbiamo sempre creduto nel progetto europeo: siamo in Europa, ci crediamo e ci confronteremo con la Commissione, per quanto riguarda il mio governo, sui grandi temi”. Così il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, parlando con i giornalisti margine della cerimonia di Inaugurazione dell’Anno Accademico 2022-2023 nel dipartimento di Ingegneria dell’ateneo palermitano, a cui partecipano anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il ministro dell’Università e della ricerca, Anna Maria Bernini. “Ho già detto nei giorni pregressi che mi occuperò personalmente dell’utilizzo dei fondi europei per i grandi progetti, ed evitare la parcellizzazione della spesa di queste risorse: punterò su quattro-cinque grossi argomenti per cercare di cambiare e migliorare la Sicilia”.

– foto: ufficio stampa Regione Siciliana

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Banca Mediolanum firma convenzione con Fondazione Antiusura Dusmet di Catania

CATANIA (ITALPRESS) – Firmata una convenzione tra Banca Mediolanum, Fondazione Mediolanum e la Fondazione Antiusura Beato Cardinale Dusmet di Catania per facilitare l’erogazione di finanziamenti a favore di persone con difficoltà di accesso al credito e in condizioni di sovraindebitamento, residenti in tutta la regione Sicilia, e che il ritorno dell’inflazione e il rialzo dei tassi di interesse stanno mettendo ulteriormente in difficoltà.
Quella di oggi, si legge in una nota, “è la seconda convenzione che la banca firma in Sicilia, dopo aver intrapreso un percorso virtuoso nel 2019 con la Fondazione Antiusura SS Mamiliano e Rosalia di Palermo che ha permesso di aiutare già 45 famiglie”.
“E’ necessario che le banche ascoltino il territorio – dichiara Giovanni Pirovano, Presidente di Banca Mediolanum e Membro del Comitato di Presidenza ABI con deleghe a Innovazione e Sostenibilità- e che tornino a svolgere il loro ruolo sociale nel contrastare il ricorso all’usura e facilitare l’inclusione finanziaria di famiglie perbene, ma definite non bancabili. Con questa responsabilità la Banca ha deciso di raddoppiare l’impegno in Sicilia firmando la recente convenzione e riconoscendo l’importanza di farsi carico delle necessità della comunità. Definiamo il ‘prestito di soccorsò un processo di indebitamento responsabile che può aiutare il soggetto a rientrare a pieno titolo nel circolo virtuoso della vita, restituendogli la dignità civica e sociale”.
“L’attività anti-usura della Fondazione Dusmet è uno strumento missionario di grande utilità sociale – dichiara monsignor Luigi Renna, arcivescovo metropolita di Catania – un vero e proprio strumento della Provvidenza. Spero che la Fondazione possa essere sempre più conosciuta nei quartieri meno fortunati di Catania, là dove il bisogno è più diffuso e dolente e dove i rischi per le famiglie sono più profondi”.
“In questo momento storico di profondo declino di Catania – sostiene Gregorio Squadrito, presidente della Fondazione ‘Beato Cardinale Dusmet’ – la Fondazione si è data l’obiettivo preciso di contrastare il fenomeno della micro usura, che è un rischio tanto più reale quanto più il contesto generale di una città va degradandosi. Micro usura che colpisce individui e famiglie fra le più fragili e oggi basta non volgere lo sguardo dall’altra parte camminando in strada per rendersi conto di come siano diffusi fragilità e bisogni anche minimi”.
“Ringrazio di cuore Banca Mediolanum e il suo presidente – conclude Don Orazio Bonaccorsi, consigliere e responsabile del punto d’ascolto della Fondazione ‘Beato Cardinale Dusmet’ – per la grande sensibilità sociale mostrata, soprattutto in un frangente così caotico come quello che viviamo tutti. Purtroppo sono pochi gli istituti di credito che partecipano alla nostra missione, ma spero vivamente che la scelta di Mediolanum possa essere da sprone ad altre realtà bancarie”.
“Nell’attuale contesto economico in cui sono sempre più vaste le aree di vulnerabilità e con l’obiettivo di prevenire il ricorso all’usura e facilitare l’inclusione finanziaria, Banca Mediolanum e Fondazione Mediolanum – sottolinea la nota – confermano l’impegno sottoscritto a fianco di Fondazioni e Associazioni antiusura attive sul territorio nazionale con progetti sociali orientati al sostegno finanziario delle fasce più deboli della popolazione. Grazie al lavoro dei centri di ascolto parrocchiali e delle fondazioni sul territorio vengono individuate le famiglie e vengono segnalati i relativi casi sui quali la banca interviene con il ‘prestito di soccorsò”.
“Dal 2009 la Banca ha permesso a 436 persone, prevalentemente donne con la responsabilità del nucleo famigliare, di superare il momento contingente di difficoltà economica, non solo per la possibilità di accedere al credito, ma insieme alle fondazioni locali, aiutando le famiglie a gestire in modo consapevole il proprio bilancio familiare”, prosegue la nota, evidenziando che “con la recente convenzione, Banca Mediolanum per tre anni metterà a disposizione della Fondazione Beato Cardinale Dusmet una linea di credito rotativa con plafond di 100.000 euro che verrà utilizzata per accordare prestiti con rimborso rateale a soggetti in difficoltà, individuati grazie all’attento lavoro della Fondazione in stretta collaborazione soprattutto con i Centri di ascolto della Sicilia orientale”.
“Con la sottoscrizione della convenzione tra Banca Mediolanum, Fondazione Mediolanum e Fondazione Beato Cardinale Dusmet, la Banca si impegna ad erogare prestiti rateali a soggetti considerati non bancabili con durata massima di 5 anni (60 mesi) – nei limiti del plafond rotativo sopra indicato – per un importo massimo per ogni singolo finanziamento di euro 20.000. Salgono così a 13 le Fondazioni associate alla Consulta Nazionale Antiusura ‘Giovanni Paolo II’ con cui la Banca ha stretto accordi garantendo l’impegno nelle seguenti regioni: Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria, Sardegna, Emilia Romagna, Lazio, Sicilia, Campania, Calabria, Puglia e Abruzzo per un plafond rotativo complessivo di 3.650.000 di euro”, conclude la nota.
foto ufficio stampa Banca Mediolanum
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Covid, in Sicilia contagi in calo e ospedalizzazioni in lieve aumento

PALERMO (ITALPRESS) – Nella settimana dal 13 al 19 febbraio 2023, si è assistito ad un netto decremento delle nuove infezioni, in linea con la tendenza nel territorio nazionale. L’incidenza di nuovi soggetti positivi riportati ai sistemi di rilevazione dei test antigenici o molecolari, e diagnosticati nel periodo, è stata pari a 1563 (-14.03%), con un valore cumulativo di 33/100000 abitanti. I dati sono riportati nell’ultimo bollettino settimanale a cura del Dasoe, il dipartimento per le Attività sanitarie e osservatorio epidemiologico dell’assessorato della Salute della Regione Siciliana.
Secondo il bollettino il tasso di nuovi positivi riportati più elevato, rispetto alla media regionale, si è registrato nelle province di Messina (44/100.000 abitanti), Palermo (41/100.000) e Trapani (33/100.000). Le fasce d’età maggiormente a rischio risultano quelle degli over 90 (64/100.000), tra gli 80 e gli 89 anni (58/100.000), e tra i 70 e i 79 anni (47/100.000).
Le nuove ospedalizzazioni sono in lieve aumento: più della metà dei pazienti in ospedale nella settimana di riferimento risultano al sistema non vaccinati. Si conferma pertanto una situazione epidemica acuta nella settimana di monitoraggio trascorsa, con una incidenza ancora elevata, ma una ospedalizzazione in proporzione più contenuta rispetto ai periodi precedenti, in parte spiegata anche dal riscontro occasionale di positività concomitante al ricovero.
Per quanto riguarda i vaccini, nel target 5-11 anni, i vaccinati con almeno una dose si attestano al 23,59% del target regionale: 62.241 bambini, pari al 20,19%, risultano con ciclo primario completato. Nel target over 12 anni, i vaccinati con almeno una dose si attestano al 90,98% del target regionale. I soggetti che hanno completato il ciclo primario si attestano al 89,61%. Per lo stesso target, il 9,02% del target rimane ancora da vaccinare. Sono ancora, 1.120.699 i cittadini che, maturato il diritto di ricevere la terza dose, non hanno effettuato la stessa. Nello specifico, i vaccinati con dose aggiuntiva/booster sono 2.773.890 pari al 71,22% degli aventi diritto incluso il target 5-11 anni. Dal 13 luglio 2022 sono state effettuate complessivamente per i residenti in Sicilia, 242.085 somministrazioni di quarta dose di cui 212.962 a soggetti over 60. Le quinte dosi somministrate risultano complessivamente 9.397. Dal 14 febbraio, infine, è disponibile per la somministrazione delle dosi booster il vaccino VidPrevtyn Beta – Sanofi.

– foto: agenziafotogramma.it

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All’Abatellis di Palermo l’arte “cura” i pazienti con demenza

PALERMO (ITALPRESS) – L’immersione tra i tesori artistici per migliorare la qualità di vita delle persone più fragili: è il progetto “Arte come come cura. La bellezza che ci appartiene”, rivolto ai pazienti affetti da demenza e alle loro famiglie per il recupero della memoria autobiografica. I risultati sono stati illustrati a Palazzo Abatellis, a Palermo, nella Sala del Trionfo della Morte, alla presenza degli assessori regionali ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, e alla Salute, Giovanna Volo, del commissario straordinario del Policlinico, Salvatore Iacolino, e del dirigente generale del dipartimento dei Beni culturali, Mario La Rocca.
L’iniziativa è stata realizzata grazie alla convenzione sottoscritta dalla Galleria regionale della Sicilia “Palazzo Abatellis”, per conto dell’assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, e dal Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo, dipartimento di Medicina integrata, diretto dal professore Mario Barbagallo.
“Ben vengano iniziative come questa in cui l’arte si mette al servizio dei più fragili – dichiara l’assessore Scarpinato – favorendone processi cognitivi ed evocativi. L’auspicio è che progetti come questo possano svilupparsi anche in altri siti, in cui accanto alla normale fruizione si possa pensare ad una più ampia funzione sociologica. L’arte, in tutte le sue forme, si conferma un potente strumento di comunicazione”.
“La cura di ogni malato passa dal miglioramento della qualità di vita – afferma l’assessore Volo – Quindi non possiamo che rivolgere il nostro apprezzamento a tutte quelle iniziative messe in campo da istituzioni pubbliche e private, che puntano alla presa in carico globale del paziente, sia dal punto di vista fisico sia da quello psichico”.
“L’arteterapia è uno strumento da valorizzare. La sanità non è solo farmaci e cure, ma anche sostegno al recupero psicofisico attraverso l’arte – sottolinea il commissario straordinario Iacolino – Gli studi sull’umanizzazione delle cure hanno evidenziato come l’attenzione alle condizioni di benessere psicofisico del malato e dei suoi familiari migliori il processo di guarigione. L’Azienda ospedaliera universitaria ha fatto proprio questo concetto e, dunque, supporta i progetti come quello portato avanti dalla dottoressa Flora Inzerillo e dal Centro per le demenze e il declino cognitivo del Policlinico che, attraverso l’arte offre al paziente, e a chi si prende cura di lui, un modo per trasformare la propria esperienza mitigando le condizioni di stress causate dall’ospedale”.
Sei in tutto gli incontri tematici che si sono svolti, durante lo scorso autunno, nelle sale espositive e nell’aula didattica di Palazzo Abatellis, nel corso della attività museale ordinaria, curati e condotti dalla dottoressa Flora Inzerillo, responsabile dell’ambulatorio di Psicologia clinica dell’Unità operativa complessa di Geriatria, in collaborazione con il personale tecnico della Galleria, composto sia dagli addetti alla formazione permanente che dagli addetti ai laboratori di restauro. I sei percorsi, svolti dallo staff di terapeuti, sono stati articolati ciascuno in due fasi. La prima volta a stimolare i pazienti e i caregiver alla visione partecipata delle opere d’arte selezionate per ogni percorso, la successiva a carattere laboratoriale, in cui il gruppo ha esercitato attività specifiche come la scrittura, la manipolazione, il disegno, in coerenza con i sei temi individuati, ossia paesaggio interiore, ritratti familiari, autoritratto, corpo, vita quotidiana, oggetti e immagini, spazio urbano.
I risultati più significativi riguardano sia i caregiver sia i pazienti con demenza lieve, ma con compromissione del tono dell’umore (Mild Cognitive Impairment). In coloro che si prendono cura dei malati, il progetto ha permesso di ridurre significativamente lo stato di depressione, ma anche lo stress assistenziale. Nei pazienti, invece, l’intervento ha ridotto la preoccupazione per l’immagine sociale e ha migliorato la qualità di vita e il tono dell’umore, ma ha permesso anche di aumentare la capacità di orientamento spaziale e temporale, di registrare le parole, di esercitare il linguaggio e tenere vivi l’attenzione e il ricordo.
Alla presentazione dei risultati raggiunti sono intervenuti Evelina De Castro, direttrice della Galleria regionale della Sicilia Palazzo Abatellis; Mario Barbagallo, direttore del dipartimento di Medicina integrata dell’Unità operativa complessa di Geriatria del Policlinico; Marco Betta, sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo; Laura Vernuccio, responsabile del Centro per i disturbi Cognitivi e le demenze del Policlinico; Flora Inzerillo, responsabile ambulatorio di Psicologia clinica della Unità operativa complessa. di Geriatria del Policinico.
Al termine dell’incontro è stato proiettato il video”La bellezza che ci appartiene”.
foto ufficio stampa Regione siciliana
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Castelbuono candidata al circuito delle Città Creative Unesco

ROMA (ITALPRESS) – Castelbuono pronta a portare le eccellenze siciliane e italiane nel mondo. Il borgo, in provincia di Palermo, ha presentato ufficialmente la candidatura al circuito delle Città Creative UNESCO per il settore gastronomia. In Italia attualmente fanno parte della Rete 13 città, tra queste Fabriano, Roma e Milano. In attesa dell’uscita del bando prevista per marzo 2023, il sindaco Mario Cicero, in una conferenza stampa al Senato, ha raccontato come Castelbuono abbia identificato nella creatività, l’elemento strategico per il proprio sviluppo urbano sostenibile e come da questa premessa sia scaturita l’idea della candidatura: “Tanti anni fa abbiamo fatto una scelta coraggiosa valorizzando i nostri prodotti anche perchè così possiamo competere con il mondo. Abbiamo puntato molto sull’agricoltura di eccellenza. Siamo l’unica città candidata da Roma in giù, pensiamo di potere rappresentare al meglio il Mezzogiorno e l’Italia. Ci candidiamo a chiusura di un percorso di valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale, artigianale, turistico del nostro territorio, abbiamo lavorato per valorizzare al massimo tutto quello che abbiamo di qualità”.
Ignazio La Russa, da presidente del Senato e siciliano ha sottolineato: “Quando una zona si afferma per le sue qualità ha il diritto di essere supportato dalle istituzioni ma prima di tutto ci vuole la qualità, la tradizione, ci vuole il lavoro. Castelbuono ha tutto questo per cui è facile per le istituzioni stare vicino a Castelbuono, ai suoi prodotti alla sua eccellenza”.
Il senatore del PD, Alessandro Alfieri, ha ricordato che “Portando avanti la vostra esperienza fate onore al nostro paese, fate onore alla Sicilia. Quando un territorio si organizza per promuovere al meglio le sue eccellenze non deve essere solo, da oggi avete al vostro fianco anche l’istituzione del Senato, siete stati capaci di valorizzare i vostri prodotti locali”.
Tra i prodotti locali di Castelbuono c’è la manna delle Madonie, il porcino, il basilico, il miele biologico derivante dall’ape nera sicula, l’olio “Crastu”.
La rete delle città creative Unesco è stata creata nel 2004 per promuovere la cooperazione tra le città che hanno identificato la creatività come elemento strategico per lo sviluppo urbano sostenibile ed è divisa in sette aree corrispondenti ad altrettanti settori culturali (musica, letteratura, artigianato e arte popolare, design, media arts, gastronomia, cinema). Le 295 città, nei paesi di tutto il mondo, che attualmente fanno parte della rete collaborano per un obiettivo comune: fare della creatività e dell’industria culturale il centro dei loro piani di sviluppo a livello locale e collaborare attivamente a livello internazionale. Tutte le Città Creative sono impegnate nello sviluppo e nello scambio di buone pratiche innovative per rafforzare la partecipazione alla vita culturale e per integrare la cultura nelle politiche di sviluppo urbano sostenibile. Inoltre, la Rete sostiene gli scambi artistici e il partenariato della ricerca sia con le città della rete che con il settore pubblico e il settore privato. In quanto tali le città creative contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. In Italia attualmente fanno parte della Rete: Alba, Bergamo, Biella, Bologna, Carrara, Como, Fabriano, Milano, Modena, Parma, Pesaro, Roma, Torino.
foto xc3 Italpress
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