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A Der Merhba Bik e Gruppo Carità Santa Caterina parte proventi Noma 2023

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS) – Sport, cultura, moda e musica, ma soprattutto beneficenza in Noma 2023, evento organizzato dal Comitato Italiani all’Esterno (Com.It.es) di Malta in collaborazione con la Chamber of Fashion Malta Foundation e la Camera di Commercio Italiana a Malta. Nella serata, patrocinata dall’Ambasciata d’Italia a Malta e andata in scena nella sala gremita alla Spinola Suite dell’Hilton Baia Portomaso, i primi a salire sul palco sono stati per il Gruppo di Carità della Parrocchia di Santa Caterina, Don Gino Gauci, parroco da 40 anni della comunità italiana, e Penny Apap Brown per Dar Merhba Bik, associazione di sostegno a donne vittime di violenze domestiche. Ai rappresentati delle 2 associazioni sono andati parte dei proventi ricavati da una serata il cui filo conduttore è stata, oltre alla beneficenza, il forte legame che unisce Malta e l’Italia così come hanno più volte sottolineato, il presidente del Comitato Italiani all’estero di Malta, Vincenzo Catalano e Andrea Varischetti, primo segretario d’Ambasciata e Console d’Italia a Malta.
Nella “narrazione” di un evento fatto dai conduttori, il vicedirettore della TGR nazionale della Rai, Roberto Gueli, e da Moira Chetcuti, direttore eventi Chamber of Fashion Malta Foundation, c’è stato spazio per gli Inni nazionali con Rosabelle Bianchi e per il repertorio classico della musica interpretato dal tenore Luca Minnelli, ma anche per la moda con le sfilate dell’atelier Carla Grima, gli accessori dell’architetto italiano Selena Nei e i gioielli di SuèS Jewels. In primo piano pure lo spettacolo con un premio assegnato a Emma Muscat e allo sport, con riconoscimenti a Sue Abela, campionessa europea di Bowling, al nuotatore Neil Agius e ai giornalisti Gianfranco Coppola, presidente dell’Unione Stampa Sportiva italiana e Charles Camenzuli, presidente europeo dei giornalisti sportivi. Non è mancato il riferimento all’attualità ovvero a uno degli eventi sportivi dell’anno la 38th MC Adventure Malta Marathon, in programma domani con 2.300 atleti al via. Lo storico organizzatore della corsa, Joe Micallef, insieme al responsabile eventi, Nando Sorbello, hanno consegnato i pettorali ai Top Runners con il numero 1 affidato al marocchino Redouan Nouini che, insieme al connazionale Hicham Boufars, sono i favoriti per il successo finale. La nazione straniera maggiormente rappresentata al via della MC Adventure Malta Marathon, sarà l’Italia con 246 atleti. L’Ambasciata italiana di Malta assegnerà un premio al primo azzurro classificato (uomini e donne) sia nella Maratona che nella Mezza Maratona.

foto: ufficio stampa Noma

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Tar Catania, Savasta “Ricorsi in calo. Sarà istituita una nuova sezione”

CATANIA (ITALPRESS) – Sono in calo i ricorsi al Tar di Catania: nel 2022 solo 1977 contro i 2110 dell’anno precedente e sul fronte delicato degli appalti appena 146 a fronte dei 194 del 2021, circa il 25% in meno. A comunicare i dati il presidente Pancrazio Savasta che nel suo intervento di apertura della Cerimonia dell’anno giudiziario nella aula udienze “Piersanti Mattarella” della sede catanese del Tribunale Amministrativo Regionale, ha tracciato un consuntivo dell’attività svolta ed espresso alcune riflessioni sul ruolo che oggi devono ricoprire i giudici amministrativi: “Siamo sempre di più giudici dell’economia – ha detto – legalità e sviluppo alla luce della pandemia, della crisi e della guerra devono essere garantite dalla nostra Istituzione che deve lavorare con maggiore celerità oltrechè con indipendenza, imparzialità e professionalità. La giustizia amministrativa deve essere una risorsa e non un freno per l’economia”. Alla cerimonia hanno preso parte il segretario generale della Giustizia Amministrativa Michele Corradino, il rappresentante del CPGA Vincenzo Salamone, il presidente del Consiglio di Giustizia Amministrativa Ermanno De Francisco, il presidente Tar Palermo Salvatore Veneziano e il rappresentante dell’ANMA (associazione nazionale magistrati amministrativi) Claudio Vallorani.
Cifre in diminuzione si sono registrate anche al Tar di Palermo, che da 2.320 ricorsi depositati è passato a 2.127: “I dati siciliani sono preoccupanti – ha spiegato Savasta – perchè il contenzioso, specie nelle aree più sensibili dell’economia, vale a dire quelle degli appalti pubblici, è indice del determinato dalla mano pubblica che appalta opere e servizi pubblici, dunque potrebbe derivare sia da un minor numero di appalti banditi nella nostra Regione, sia dai costi rilevanti del processo. Infatti in un momento difficile come quello attuale potrebbero essere avvantaggiate le realtà imprenditoriali medio-alte a discapito delle più piccole, che finiscono con il “subire” la possibile illegittimità della procedura di aggiudicazione”.
Savasta ha poi parlato degli obiettivi raggiunti nel 2022: “Abbiamo ridotto del 10% le pendenze come prescritto dal Consiglio di Presidenza della Giustizia Amministrativa; nell’anno scorso da 7.449 ricorsi pendenti all’1 gennaio, si è passati a 5.722 al 31 dicembre, con una differenza pari a 1.722, vale a dire il 23,18% in meno rispetto all’anno precedente, con la definizione di 3.873 ricorsi”. Il Tar di Catania ha emesso 4.650 provvedimenti, 476 ordinanze cautelari, 727 ordinanze collegiali e 336 presidenziali, 1.019 decreti decisori e 533 avvisi di perenzione ultraquinquennali. Numeri importanti anche sui tempi di risposta in ambito appalti: 29 giorni per la fase cautelare e 120 per quella definitiva di merito. Il presidente ha infine annunciato un’importante novità: “Nel giugno 2023 sarà attivata una Quinta Sezione del Tar, accompagnata dal ripianamento almeno parziale dell’organico del Tribunale con lo scopo del definitivo azzeramento dell’arretrato. I magistrati sono 14 ma destinati a diventare 13. In ordine al personale amministrativo, allo stato attuale, su una dotazione organica di 34, mancano otto unità di personale amministrativo, senza tenere conto della istituenda sezione”.

foto: ufficio stampa xd9

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Tar annulla interdizione nei confronti azienda agricola di Totò Cuffaro

PALERMO (ITALPRESS) – “Come è noto, l’ex Presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro – oltre che di politica – da alcuni anni si occupa di coltivazioni pregiate nella sua tenuta di San Michele di Ganzaria, zona fertile e ricca del catanese. Tuttavia, la Prefettura di Catania aveva emesso nei confronti della società agricola dell’ex Presidente della Regione un’informativa interiettiva antimafia. Per effetto di tale informativa, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura – AGEA – ha adottato un provvedimento di decadenza di tutti i contributi (connessi alle coltivazioni biologiche) erogati all’Azienda e intimato la restituzione delle somme già percepite. Pertanto, l’Azienda Agricola – con il patrocinio degli avvocati Girolamo Rubino, Lucia Alfieri Giuseppe Impiduglia e Calogero Marino – ha proposto un ricorso innanzi al TAR Catania volto all’annullamento dei suddetti provvedimenti. Con il ricorso è stato sostenuto che l’informativa interdittiva, a carico della ditta ricorrente, fosse illegittima in quanto fondata, sostanzialmente, solo sulla ben nota vicenda giudiziaria relativa a Totò Cuffaro e definita processualmente nel 2010 (per la quale è, peraltro, pendente un giudizio innanzi alla CEDU)”. Lo si legge in una nota dei suoi avvocati
“In esito all’udienza cautelare, il TAR Catania ha accolto la domanda cautelare, sospendendo i provvedimenti con i quali era stata disposta la restituzione dei contributi erogati e onerando l’Amministrazione di riesaminare la vicenda. A seguito di tale ordinanza, la Prefettura di Catania ha, tuttavia, confermato l’informativa, sostenendo nuovamente che la sentenza di condanna emessa dalla Cassazione fosse idonea a giustificare l’adozione dell’informativa interdittiva. Avverso tale nuovo provvedimento gli avvocati Rubino, Alfieri, Impiduglia e Marino hanno proposto motivi aggiunti di ricorso, rilevando come la pena inflitta dalla Cassazione fosse già scontata a far data dal 2015 e per di più con una condotta esemplare da parte del Cuffaro, che durante il periodo di detenzione ha, anche, conseguito la laurea in giurisprudenza, scrivendo diversi libri e spendendosi in più occasioni in iniziative sociali” prosegue la nota.
“Ed ancora, con i motivi aggiunti di ricorso è stato rilevato come l’ex presidente della Regione siciliana è attivista dell’Associazione ‘Nessuno tocchi cainò, nonchè fondatore, promotore e Presidente dell’ Organizzazione Onlus ‘Aiutiamo il Burundì, che raccoglie fondi per il funzionamento dell’Ospedale di Rusengo a Ruyigi. IL TAR Catania, condividendo le tesi degli avvocati Rubino, Alfieri, Impiduglia e Marino ha accolto il ricorso e i motivi aggiunti, annullando i provvedimenti impugnati. In particolare, con la sentenza, il TAR Catania ha rilevato l’assenza di qualsivoglia attuale e concreto elemento pregiudizievole a carico di Totò Cuffaro. Per effetto, di tale sentenza vengono meno le limitazioni connesse alla suddetta informativa interdittiva e all’azienda agricola dell’ex Presidente della Regione Cuffaro dovranno essere erogati tutti i contributi e le sovvenzioni spettanti” conclude la nota degli avvocati di Totò Cuffaro.

foto: agenziafotogramma.it

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Sanità, Cot di Messina rinnova accreditamento di qualità e sicurezza JCI

MESSINA (ITALPRESS) – Al termine di una approfondita survey durata cinque giorni, il team della Joint Commission International, composto da esperti internazionali di governo clinico e sicurezza dei pazienti, ha certificato che nella struttura dell’Istituto Clinico Polispecialistico (COT) di Messina, sono tuttora correttamente e completamente applicati i requisiti definiti nei 281 standard e negli oltre 1.000 elementi misurabili, che garantiscono la massima sicurezza e qualità del servizio offerto, riconfermando la prestigiosa certificazione JCI. “Per Cot è il 4° accreditamento – afferma il Professore Domenico Fugazzotto, Risk Manager di COT- personalmente ho avuto l’opportunità seguire tutto il percorso dal 2014 e ho visto crescere la struttura e migliorare radicalmente la qualità delle cure per i pazienti e la sicurezza per gli operatori. L’azienda ed il suo personale – aggiunge – hanno affrontato uno sforzo enorme, ma siamo stati ripagati dal risultato brillante dell’ultima survey che ha dimostrato che la metodologia utilizzata all’interno della struttura è in linea con gli standard della JCI”.
“Da Responsabile Infermieristico e Membro Attivo dei Comitati di lavoro interni per l’implementazione della Qualità e Sicurezza del Paziente, reputo gli Standard e l’applicazione della metodologia JCI come un’immensa opportunità per i Professionisti Sanitari e in particolare per gli Infermieri” sottolinea Fabio Criaco, responsabile del servizio infermieristico. In Italia sono solamente 17 le realtà accreditate, di cui 6 Università e 11 Ospedali, in particolare da Roma in giù, sono solamente tre e tutte in territorio siciliano. Sono passati esattamente 50 anni da quando COT ha iniziato la propria attività in Messina, con l’ambizione di costituire un importante punto di riferimento nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale, proponendosi come struttura di eccellenza tra gli Ospedali della Sicilia, per qualità delle cure e per sicurezza di pazienti ed sanitari.
Questa è una riconferma importante che non è un punto di arrivo ma in continuità con la mission della proprietà di continuare ad offrire un servizio di eccellenza, innovazione, responsabilità e passione.

foto: ufficio stampa COT

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Marcia antimafia Bagheria-Casteldaccia, Arcivescovo Palermo “Per un futuro senza mafie e guerre”

BAGHERIA (PALERMO) (ITALPRESS) – Da via di fuga dei killer di mafia a strada del riscatto: 40 anni dopo quel 26 febbraio 1983, data della prima marcia popolare antimafia Bagheria – Casteldaccia, il centro studi Pio La Torre, tra i promotori della manifestazione, è tornato a mobilitare la società civile, portando in corteo studenti, associazioni, sindacati, Arcidiocesi, Comuni, e per la prima volta, anche la Commissione siciliana antimafia, guidata dal deputato regionale Antonello Cracolici: tutti insieme per dire no alla mafia lungo la cosiddetta “Strada del Vallone”, l’arteria utilizzata come via di fuga dei killer e dai latitanti mafiosi. Un lungo serpentone, che ha visto la partecipazione di tanti giovani, ha preso il via dall’istituto comprensivo “Carducci-Gramsci” di Bagheria e si è snodato fino in piazza Matrice a Casteldaccia. Poi, gli interventi dal palco e le conclusioni degli studenti, in un passaggio di testimone della lotta alla criminalità organizzata.
“La marcia del 1983 ha visto una mobilitazione trasversale grazie al ‘comitato popolare di lotta contro la mafia a Casteldaccià – spiega il presidente emerito del centro studi Pio La Torre, Vito Lo Monaco – oggi come 40 anni fa partecipiamo per ricordare come le nuove mafie impediscono la crescita del Paese, sottraendo ricchezza, futuro e democrazia. L’arresto del latitante Messina Denaro mostra, ancora una volta, l’importanza di colpire le protezioni politiche e le complicità istituzionali. Ma è anche una marcia per la pace, a un anno dall’invasione russa dell’Ucraina”.
In testa al corteo, tra gli altri, l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice: “Ringrazio tutti voi giovani per essere qui insieme a tanti adulti che credono nella sfida dell’educazione alla legalità e alla nonviolenza; le nostre città sono fatte per essere liberate da ogni forma di strapotere mafioso e per essere un segno di quell’alto valore della pace che dobbiamo riscoprire in questo anniversario della guerra nefasta che si sta consumando alle porte della nostra Europa. Dobbiamo dire no a ogni forma di violenza, no alla mafia e dobbiamo essere attenti a un altro tema, mi rivolgo proprio ai giovani qui presenti: oggi ci convincono che sia razionale solo la guerra: se questo è vero, noi vogliamo essere irrazionali”. Così l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, che sprona i giovani studenti ad essere interpreti dei bisogni del territorio e costruttori di un futuro libero dal condizionamento della criminalità organizzata: un messaggio che contiene una visione profetica quello offerto alla partenza della Marcia Antimafia Bagheria-Casteldaccia, promossa dal Centro Pio La Torre, nel quarantesimo anniversario della prima.
“Noi crediamo all’irrazionalità della pace, a quella irrazionalità che ci porta ad essere come tanti testimoni e costruttori di pace, come don Pino Puglisi, come a Gandhi, a Martin Luther King e a tutti coloro che si sono donati al messaggio della nonviolenza – sottolinea -. A noi più adulti e a voi giovani dico con forza di credere ancora di più all’irrazionalità della pace, soprattutto se vogliono convincerci che la guerra è una scelta razionale; noi vogliamo essere, da questo punto di vista, irrazionali. Voi giovani chiedete a noi adulti di essere più coraggiosi. Ieri a Palermo sono stati ospiti alcuni rappresentanti dell’Unione Europea che non hanno mai pronunziato la parola ‘pacè, la Presidente Ursula Von der Leyen non è riuscita a pronunciare il termine ‘pacè, dobbiamo dirlo; a chi ha responsabilità politiche chiediamo di essere ricondotti a un’Europa che ha nella ricerca della pace il suo obiettivo, una pace da costruire con il dialogo e gli strumenti che possediamo, non fornendo armi”.
Quasi 80 le adesioni pervenute da scuole di ogni ordine e grado alla marcia, amministrazioni locali, associazioni e movimenti. “Tante adesioni sono la dimostrazione di una memoria condivisa e di una diffusa consapevolezza che le nuove mafie indebolite dal contrasto dello Stato e dalla coscienza civica del paese – dicono i rappresentanti del Centro Pio La Torre – saranno sconfitte come la mafia stragista di quarant’anni fa”.
Tra i partecipanti una folta delegazione del Partito Democratico, con in testa la senatrice Annamaria Furlan, il presidente del M5S Giuseppe Conte, una delegazione di Azione Sicilia guidata da Fabrizio Ferrandelli, membro della Segreteria nazionale e Maria Saeli, della direzione nazionale, Marianna Caronia, capogruppo della Lega all’Assemblea regionale siciliana.
La marcia ha ripercorso la strada dei Valloni che nei primi anni ’80 era la via di fuga dei killer di centinaia di assassinii nel “triangolo della morte”, una strada adesso intitolata “Via della marcia antimafia 26 febbraio 1983”. “Oggi le nuove mafie sparano di meno ma corrompono di più – spiega Vito Lo Monaco del Centro Pio La Torre – si infiltrano, anche a livello transnazionale, con maggiore elasticità e professionalità nel tessuto produttivo riciclando i proventi dei loro traffici illeciti, vecchi e nuovi, e nelle parti consenzienti delle istituzioni, della politica e dell’economia. La presenza delle nuove mafie ritarda, come hanno fatto quelle antiche, la crescita del paese sottraendogli ricchezza e democrazia”.
“Quarant’anni fa, alla prima edizione di questa marcia, io c’ero. In quel momento la mafia sembrava invincibile ed inarrestabile, lo Stato pareva non avere la forza di contrastare i boss. Quarant’anni dopo molti boss sono in galera e possiamo finalmente dire che la mafia si può sconfiggere. Oggi sono orgoglioso di essere siciliano”, dichiara Antonello Cracolici, presidente della commissione regionale Antimafia, partecipando alla marcia antimafia Bagheria-Casteldaccia organizzata dal centro Pio La Torre alla quale hanno aderito migliaia di partecipanti, 40 anni dopo la prima storica manifestazione.
“Per la prima volta la commissione regionale Antimafia è qui, in quello che prima era il ‘triangolo della morte’. Con la nostra presenza vogliamo sostenere chi reagisce e si mobilita per liberare la nostra terra. La Sicilia è questa – ha aggiunto Cracolici – non è più una terra nella quale ci veniva rubato il futuro. Però adesso è il momento di compiere un altro passo determinante, bisogna spazzare ogni legame di connivenza per individuare e colpire quella borghesia mafiosa che per troppo tempo ci ha fatto vergognare di essere siciliani”.
foto ufficio stampa Comune di Palermo
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Nuova Pet a Messina, Cittadini “Testimonia impegno della Sanità privata per qualità e efficienza”

MESSINA (ITALPRESS) – “Con l’attivazione della nuova Pet/Ct Biograph Vision 450 a Villa Salus, a Messina, la componente di diritto privato del Servizio sanitario nazionale continua ad aumentare e migliorare la propria offerta, in termini di qualità ed efficenza, di prestazioni e servizi sanitari. Scelta che testimonia l’impegno per garantire risposte concrete alla popolazione e la lungimiranza degli investimenti degli imprenditori, come il dottore Barresi, che operano, quotidianamente e con grande senso di responsabilità nel settore”. Così Barbara Cittadini, Presidente Nazionale di Aiop, che prosegue: “Si tratta di una Pet di ultima generazione, che permetterà di fare delle diagnosi accurate in ambito oncologico. Un grande opportunità per tutti coloro che vivono in Sicilia e che, sovente, si vedono costretti a spostarsi in altre città e Regioni per curarsi. La sanità siciliana ha enormi potenzialità inespresse – conclude Cittadini – e se venissero valorizzate e incentivate, come dimostra questa iniziativa, potrebbero contribuire a realizzare un welfare efficace ed efficiente, attento alle innovazioni tecnologiche ed ai bisogni di salute della popolazione”.
foto ufficio stampa Aiop
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Banca Mediolanum si rafforza in Sicilia, Family Banker Office a Messina

MESSINA (ITALPRESS) – Banca Mediolanum ha inaugurato a Messina in via Garibaldi 201 un nuovo Family Banker Office, ufficio dei consulenti finanziari del gruppo. L’obiettivo è valorizzare il risparmio e il patrimonio delle famiglie.
“Rafforziamo la nostra presenza in Sicilia, in particolare nella città dello Stretto – ha detto il presidente di Banca Mediolanum Giovanni Pirovano, presente all’inaugurazione -. Questa nuova sede si inserisce nella volontà da parte del nostro istituto di incrementare nell’Isola una presenza concreta che possa essere di riferimento per chi desidera risparmiare. L’obiettivo è offrire loro una consulenza finanziaria mirata a valorizzare sia il risparmio che il patrimonio delle famiglie, con l’attenzione che da sempre la banca rivolge alle persone e ai loro progetti di vita. Oggi sono soprattutto le famiglie a vivere la crisi oltre alle imprese che hanno sofferto maggiormente durante il periodo pandemico”.
Al momento inaugurale hanno preso parte, oltre a Pirovano, il regional manager Valter Schneck e i manager territoriali Salvatore Baggiano e Fausto Visalli che guideranno la nuova sede.
“Sarà rivolta una grande attenzione anche alle eccellenze imprenditoriali – ha aggiunto Schneck – non solo messinesi ma siciliane alle quali la banca offre un approccio integrato di servizio, funzionale al loro sviluppo”. Mediolanum è già presente nella provincia peloritana con 5 uffici e 26 consulenti finanziari, di cui 14 in città, mentre in Sicilia conta 54 uffici e 425 consulenti finanziari.
Il taglio del nastro è stato arricchito dall’inaugurazione dela mostra d’arte “The depht in blu” a cura dell’artista Mariagrazia Toto: una temporary gallery aperta al pubblico fino al 6 marzo.
Intanto il 23 febbraio è stata firmata anche la convenzione tra Banca Mediolanum, Fondazione Mediolanum e la Fondazione Antiusura Beato Cardinale Dusmet di Catania per facilitare l’erogazione di finanziamenti a favore di persone con difficoltà di accesso al credito e in condizioni di sovraindebitamento, residenti in tutta la regione Sicilia, e che il ritorno dell’inflazione e il rialzo dei tassi di interesse stanno mettendo ulteriormente in difficoltà. “Quella di oggi è la seconda convenzione che la banca firma in Sicilia – ha sottolineato Pirovano – dopo aver intrapreso un percorso virtuoso nel 2019 con la Fondazione Antiusura SS Mamiliano e Rosalia di Palermo che ha permesso di aiutare già 45 famiglie”.

– nella foto (fonte ufficio stampa Banca Mediolanum): da sinistra Fausto Visalli, Manager territoriale di Banca Mediolanum, Valter Schneck, Regional Manager della Banca, Federico Basile, Sindaco di Messina, Giovanni Pirovano, Presidente di Banca Mediolanum, Salvatore Baggiano, Manager territoriale di Banca Mediolanum, Padre Giuseppe Montenegro, Chiesa di Santa Maria di Gesù di Messina –

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Tumori, a Messina una Pet di ultima generazione per le diagnosi

MESSINA (ITALPRESS) – Per le diagnosi e terapie di tumori e metastasi arriva a Messina una Pet digitale di ultima generazione, l’unica di questo tipo in Sicilia e tra le poche nel Meridione, che sarà in funzione a Villa Salus, clinica cittadina convenzionata con il Sistema sanitario nazionale.
L’iniziativa è stata presentata nei locali della casa di cura in una conferenza stampa, alla presenza di Gustavo Barresi, amministratore di Villa Salus, dei direttori generale e sanitario dell’ASP di Messina Bernardo Alagna e Domenico Sindoni, del presidente dell’Ordine dei medici di Messina, Giacomo Caudo, del vicepresidente dell’Associazione nazionale di Medicina Nucleare Massimo Ippolito, e del presidente di Aiop Sicilia, Carmelo Tropea.
“L’attivazione della nuova Pet/Ct Biograph Vision 450, prodotta da Siemens – ha spiegato Barresi – ha rappresentato un investimento di grande impatto per la struttura, sia sul piano finanziario sia sotto il profilo strettamente sanitario e organizzativo nell’ambito di un percorso per offrire ai pazienti prestazioni di qualità e al passo con il progresso tecnologico in medicina”.
L’apparecchiatura ha elevate capacità diagnostiche in ambito oncologico e sarà al servizio di una larga fetta di abitanti delle regioni del Sud consentendo anche vantaggi in termini di riduzione della cosiddetta mobilità sanitaria.
“Un investimento che sicuramente arricchisce l’offerta sanitaria in Sicilia e nel Mezzogiorno a beneficio della domanda di salute dei cittadini – ha aggiunto Caudo – e che contribuirà a diminuire il trend di migrazioni verso il Nord da parte di pazienti talvolta insoddisfatti delle apparecchiature tecnologiche presenti nella nostra isola”.
Per il presidente dell’Aiop Sicilia Tropea “le imprese della nostra regione vivono un piano di rientro perenne dunque il valore degli investimenti che le aziende riescono a fare va apprezzato ancora di più”.
La PET/CT è una metodica diagnostica
che prevede la somministrazione per via endovenosa di un radiofarmaco (cosiddetto racciante), in grado di fornire informazioni significative sulla malattia, se presente. Le immagini PET/CT vengono analizzate e refertate dal medico nucleare, che mette a disposizione dell’oncologo informazioni imprescindibili per la definizione del più adeguato approccio terapeutico.
“In un ambiente in cui si doveva mantenere l’operatività della struttura – ha sottolineato l’architetto Daniela Siracusano che ha curato la direzione e coordinamento del progetto – abbiamo lavorato senza sosta e collaborato con 20 tecnici, 15 imprese e 60 operai nell’arco di cinque mesi con l’obiettivo di rispettare i tempi di consegna. Un impegno ambizioso di cui andiamo orgogliosi”. La Pet consente una visione più ampia, massimizzando la capacità diagnostica e permettendo una più precoce ed approfondita valutazione della malattia. Con cristalli da 3,2 mm, la nuova macchina offre un’elevata risoluzione per ridurre l’impatto dell’effetto di volume parziale (PVE) e un tempo di volo più rapido, per consentire l’identificazione precoce di lesioni di piccole o piccolissime dimensioni.
“L’acquisto di questa macchina proietta Villa Salus in una dimensione ancora più importante per il nostro territorio e non solo – ha aggiunto Alagna -. E’ una giornata importante per Messina e per la sua offerta rivolta ai pazienti oncologici che da oggi potranno usufruire una tecnologia ancora più avanzata”.

– foto xd9/Italpress –

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