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Sicilia, Schifani “Manovra di sviluppo per lavoro, comuni e imprese”

MILANO (ITALPRESS) – Saranno la stabilizzazione dei precari, le richieste dei comuni e gli aiuti alle imprese, i capisaldi della giunta Schifani per i prossimi anni. A fissarli è lo stesso presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, in un’intervista rilasciata al Giornale di Sicilia in edicola oggi. “Dopo tanti anni la Sicilia ha un bilancio e una Finanziaria approvati in tempi brevi – dice il governatore -. E’ una manovra che da serenità e sviluppo. Ci sono misure strutturali e misure che vanno incontro alla quotidianità di chi vive in provincia”. “Col fondo di progettazione assicuriamo 200 milioni ai Comuni per assicurare, nei tempi imposti dai vari programmi di spesa extraregionali, il pieno utilizzo di tutte le risorse destinate agli investimenti – dice ancora l’esponeste di Forza Italia -. Tuteliamo i precari, garantiamo aumenti ai forestali. C’è un tesoretto di 300 milioni per dare incentivi veri a chi assumerà a tempo indeterminato. Con un nuovo fondo da 10 milioni agevoliamo l’attività di chi si occupa di poveri”. E ora, come conferma Schifani al Giornale di Sicilia, spazio ai grandi progetti: “Basta parcellizzazione della spesa, puntiamo su grandi interventi. Soprattutto in tema di lotta al dissesto e di ripristino di strade. A cominciare dalla Palermo-Catania. E’ in corso un confronto con Anas. E se non arriveranno le risposte che mi attendo, porterò il caso all’esame della premier. Qualcuno deve capire che questo governo farà in modo che la Sicilia sia trattata al pari di altre Regioni del Nord”. A livello istituzionale, Schifani conferma il suo impegno nel tornare all’elezione diretta dei presidenti di Provincia, mentre per quanto riguarda la posizione polemica del compagno di partito Gianfranco Miccichè, che lo accusa di parlare di più con i vertici di Fdi che con Forza Italia, Schifani risponde: “Mi sento spesso con i vertici del mio partito, che fa parte della mia vita. Faccio lo stesso con i vertici degli altri partiti dell’alleanza che mi hanno fortemente voluto”. Sempre riguardo a Miccichè, che lo aveva definito come Bruto nei confronti di Giulio Cesare, Schifani aggiunge “Sono lieto che tutti i deputati siano tornati sotto lo stesso tetto… Non rispondo a provocazioni. La mia storia parla da sola”.(ITALPRESS).

Photo Credits: www.agenziafotogramma.it

Matteo Salvini in visita allo stand della Sicilia alla Bit

ROMA (ITALPRESS) – Il Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha visitato a Milano la Borsa Internazionale del Turismo. La BIT, la più grande manifestazione italiana nel settore, espone le migliori offerte del mercato turistico italiano ed internazionale.
Il turismo è una risorsa fondamentale per il nostro Paese che porta investimenti, lavoro e crescita. Un volano anche per la Sicilia, regione per la quale il Ministro Salvini assicura massimo impegno.
“Proprio per questo, è e sarà fondamentale dotare la regione delle migliori infrastrutture stradali, autostradali, ferroviarie, navali e aeroportuali per chiamare il maggior numero di turisti e per far splendere questo meraviglioso Paese anche attraverso la Sicilia in tutto il mondo. Il mio impegno è e rimarrà totale. Lunga vita alla cultura e alle bellezze siciliane, da tutelare e valorizzare sempre” ha dichiarato Matteo Salvini.

– foto: ufficio stampa Mit

(ITALPRESS).

Malattie croniche dell’intestino, telemedicina al servizio dei pazienti

PALERMO (ITALPRESS) – Seguire a distanza i pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche dell’intestino (MICI o IBD, dall’acronimo inglese di Inflammatory Bowel Disease) e personalizzare il follow up, per migliorare la loro qualità di vita e ottimizzare le risorse del Servizio sanitario nazionale (Ssn). Sono stati presentati oggi a Palermo, presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “Paolo Giaccone”, i risultati del progetto di telemedicina messo a punto dall’ospedale siciliano, con il patrocinio di A.M.I.C.I ITALIA – Associazione Nazionale per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino e sviluppato con la piattaforma
MyHospitalHub PRO, realizzata da AdiLife e ceduta a titolo gratuito da Takeda Italia.
I pazienti con colite ulcerosa e malattia di Crohn sono in costante aumento e si tratta di patologie che hanno evoluzioni imprevedibili: ci sono casi in cui i controlli in presenza non sono necessari, mentre è importante intervenire tempestivamente quando si presenta una riacutizzazione.
Questa è una delle motivazioni che ha spinto Maria Cappello, Responsabile dell’Ambulatorio IBD, e Calogero Camma, Direttore della UOC di Gastroenterologia ed Epatologia – Policlinico di Palermo, ad adottare la piattaforma di telemedicina MyHospitalHub PRO.
“La telemedicina non può sostituire le prime visite, necessarie anche per instaurare un rapporto di fiducia con il clinico e con la struttura, ma può avere un impatto estremamente positivo sulla qualità della vita dei pazienti durante il followup, sia per chi ha la malattia sotto controllo sia, di riflesso, per i casi più severi, a cui noi medici potremmo dedicare più tempo – spiega Cappello – I primi dati, ottenuti da uno studio che ha coinvolto circa 80 pazienti nell’utilizzo della piattaforma, sono molto incoraggianti e, una volta validata, la piattaforma potrà essere esportata anche in altre strutture che si occupano di IBD: la scalabilità è un ulteriore valore del nostro progetto pilota. E però fondamentale che questi sistemi e il lavoro svolto da remoto dai clinici venaano riconosciuti anche dal Sistema sanitario nazionale per gli aspetti che attengono ai rimborsi”.
“In un periodo di insufficienti risorse per la sanità, l’efficienza dei processi sanitari è un imperativo per tutto il sistema – aggiunge Salvatore lacolino, Commissario straordinario Policlinico di Palermo -. Tra gli aspetti di maggiore attenzione c’è sicuramente la gestione delle patologie croniche che, se non opportunamente gestite, corrono il rischio di diventare ulteriori oneri per il sistema sanitario. La sfida per il futuro è senz’altro quella di gestire le patologie croniche con gli strumenti che la tecnologia è in grado di fornire. Il progetto che oggi presentiamo è un esempio importante di orientamento verso modelli organizzativi che hanno un impatto positivo non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto sulla qualità di vita dei pazienti, e anche un esempio virtuoso di collaborazione pubblico-privato finalizzato a rendere più efficiente il sistema. Oltre alla tecnologia, è comunque determinante il ruolo dei professionisti che, come in questo caso, creano le condizioni per migliorare la qualità delle prestazioni sanitarie. Ringrazio pertanto la dottoressa
Cappello e i partner privati di questa iniziativa”.
Attraverso un’App, i pazienti possono compilare quotidianamente questionari sul proprio stato di salute (ePRO – Patient Reported Outcome elettronici) e prenotare visite. Contemporaneamente, i medici possono consultare lo stato del paziente e intervenire, in caso di necessità, attivando una televisita. Viene cosi alleggerito per tutti il carico di gestione della malattia con risparmio di tempo e risorse, attraverso una maggiore circolazione dei dati che permette di dare riscontri clinici quando il consulto in presenza non è realmente necessario, a vantaggio della sostenibilità e dell’impatto ambientale con la riduzione degli spostamenti per raggiungere la struttura sanitaria.
“La tecnologia è un importante strumento di innovazione – sottolinea Andrea Pecci, Data, Digital & Technology Head Takeda Italia – La nostra intenzione è quella di essere un’azienda biofarmaceutico altamente tecnologica: siamo infatti la prima tra le principali farmaceutiche nel mondo ad avere un Chief Technology Officer all’interno del Board globale. Progetti come quello presentato oggi hanno per noi un alto valore, perchè creano un circolo virtuoso d’innovazione continua, che vede pubblico e privato lavorare in partnership con il fine ultimo di portare benefici ai pazienti. I centri come quello di Palermo sono esempi di eccellenza: si mettono in gioco e affrontano sfide complesse per cambiare il sistema e portare nuove conoscenze di cui potranno beneficiare tutti”.
A confermare l’alto valore di questo progetto è stato Salvatore Leone, direttore generale di A.M.I.C.l. ITALIA, secondo cui “questa iniziativa è un esempio di come la tecnologia, se sviluppata tenendo conto dei bisogni reali dei pazienti, può fare davvero la differenza per la loro qualità di vita e contribuire al progresso scientifico. Il monitoraggio remoto dei pazienti cronici può anche contribuire a ridurre i costi diretti e indiretti per il sistema sanitario. Il monitoraggio continuo e regolare della salute dei pazienti permette di identificare precocemente eventuali problemi e di intervenire tempestivamente, prevenendo complicazioni e ricoveri ospedalieri non necessari. Ciò può ridurre i costi diretti per le cure mediche e aumentare l’efficienza del sistema sanitario”.
Inoltre, il monitoraggio remoto consente ai pazienti di gestire la loro condizione in modo più autonomo, evitando visite mediche frequenti e viaggi verso il centro medico, riducendo così i costi indiretti. In sintesi, il monitoraggio remoto dei pazienti cronici è una soluzione importante per migliorare la qualità di vita dei pazienti e ridurre i costi per il sistema sanitario.
C’è un altro aspetto importante del progetto: i dati, raccolti in modo anonimo, potranno essere analizzati attraverso algoritmi d’Intelligenza Artificiale, e incrociati con dati diagnostici e di terapia. Questo sistema, oltre a consentire al medico di identificare parametri alterati, permette di condurre studi clinici su ampie casistiche, utili a tracciare l’evoluzione generale delle due malattie e le risposte alle terapie.
“Siamo orgogliosi della partnership con Takeda Italia nata nel 2019, quando la telemedicina, da sempre considerata un’opportunità, è diventata una necessità, abilitata anche da una tecnologia ormai pervasiva e sofisticata – dichiara Martino Politi, presidente di ADiLife – In questi anni abbiamo sviluppato collaborazioni ‘a trè: noi, Takeda Italia e i partner della sanità, adattando di volta in volta la piattaforma di telemedicina alle diverse esigenze. Siamo particolarmente fieri del progetto con l’Ambulatorio IBD del Policlinico di Palermo, perchè consentirà di generare grandi quantità di dati che difficilmente oggi vengono raccolti e utilizzati per la ricerca”.

– foto xd6/Italpress –
(ITALPRESS).

Vodafone e Università di Palermo realizzano il primo Campus in 5G in Italia

PALERMO (ITALPRESS) – Vodafone Italia e Università degli Studi di Palermo annunciano l’avvio del progetto “5G 4 A Smart Sicilian Academic Campus”, che porterà per la prima volta in Italia alla realizzazione di una rete privata 5G ibrida (Mobile Private Network, MPN) su un polo universitario.
Il progetto, si legge in una nota, è aggiudicatario del Connecting Europe Facility dell’Unione Europea, lo strumento di finanziamento per promuovere la crescita, l’occupazione e la competitività dei Paesi a livello europeo attraverso investimenti infrastrutturali mirati; l’importo totale del finanziamento è pari a 4 milioni di euro.
Sostenuto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e dalla Regione Siciliana, il progetto “5G 4 A Smart Sicilian Academic Campus” prevede la realizzazione entro i prossimi tre anni di una copertura 5G dedicata sull’area dell’Università degli Studi di Palermo inclusa la sua sede distaccata a Trapani, e sul Policlinico Universitario Paolo Giaccone, ospedale universitario e sede della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Palermo.
L’obiettivo del progetto, sottolinea la nota, è sostenere la diffusione del 5G, permettendo al personale universitario delle sedi di Palermo e Trapani e del Policlinico Universitario di sfruttare appieno il potenziale della tecnologia applicata agli ambiti sanitario e della formazione, con vantaggi come una velocità di trasmissione dati fino a 100 volte più veloce di quella attuale, un consumo energetico limitato e una latenza da 30 a 50 volte inferiore rispetto a quella disponibile oggi per i servizi.
L’iniziativa prevede lo sviluppo di progetti in cui la tecnologia 5G abiliti nuove funzionalità e approcci all’istruzione e alla formazione nelle università e negli ospedali, nonchè la creazione di un sistema di assistenza continua. La realizzazione di una piattaforma di apprendimento di Extended Reality (XR) – tecnologia che include gli ambienti reali e virtuali e le interazioni uomo-macchina generate dalla tecnologia informatica e dai dispositivi indossabili (i cosiddetti wearable) – abiliterà nuove esperienze di apprendimento immersive, collaborative e fluide sia in presenza sia da remoto, grazie alla banda larga e alla bassa latenza della tecnologia 5G.
L’infrastruttura di rete privata di cui saranno dotati il Polo Universitario e le sue sedi sarà completamente integrata nella rete mobile pubblica di Vodafone (per questo si tratta di una MPN ibrida), che fornirà copertura veloce 5G sia alla popolazione locale attraverso la rete pubblica sia all’interno dell’Università degli Studi di Palermo con la garanzia dei più elevati standard di sicurezza nella trasmissione e segregazione dei dati, oltre che una ridotta latenza end-to-end grazie alla connessione diretta fra la piattaforma di rete (Local Core Edge) e quella applicativa (Multi Access Edge Computing – MEC) all’interno dell’Università. Il progetto è di importanza strategica sia per l’università che per il territorio: lo sviluppo di un’infrastruttura di questo tipo nella regione Siciliana consentirà di abilitare servizi di interesse generale nei settori della smart education e dell’assistenza sanitaria, accelerando la trasformazione digitale di questi settori.
“Il 5G è una tecnologia esponenziale che sta cambiando il modo di fare impresa, servizi, education in tutte le nostre società – dichiara Aldo Bisio, CEO di Vodafone Italia -. Con la realizzazione della prima rete privata 5G ibrida su un polo universitario stiamo scrivendo un nuovo capitolo della formazione universitaria. Il digitale e l’innovazione consentono di creare nuovi modelli di apprendimento in cui è centrale l’esperienza concreta del singolo, abilitata dalla connettività e dalla tecnologia”.
“Questo progetto si inserisce nel solco di molteplici attività volte non solo ad innovare la nostra università, dotandola delle tecnologie più avanzate con le quali potere svolgere attività didattiche e di ricerca, ma anche a stabilire solidi rapporti con il territorio e con imprese del calibro di Vodafone – aggiunge il Rettore dell’Università di Palermo, Massimo Midiri – Con questa iniziativa UniPa intende, in particolare, dare nuovo impulso alla innovazione degli strumenti e delle metodologie didattiche, con il preciso obiettivo di potere anticipare i tempi sperimentando soluzioni, approcci e strategie che possano rendere l’Ateneo ed il territorio sempre più competitivi ed attrattivi anche per investimenti pubblici e privati. Prevediamo inoltre che potranno essere molto rilevanti le ricadute dell’utilizzo delle tecnologie 5G anche in ambito sanitario, grazie ad una sperimentazione di soluzioni innovative che, partendo dal contesto del Policlinico universitario, possano estendersi alla sanità territoriale”.
“L’innovazione tecnologica rappresenta un asset strategico per il progresso della Sicilia – afferma il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani – sia sotto l’aspetto dello sviluppo industriale sia per le ricadute occupazionali e sociali. Come governo regionale siamo onorati di avere contribuito ad avviare un progetto fortemente innovativo, primo in Italia in un campus universitario, i cui vantaggi permetteranno alla città di Palermo di elevare i propri standard nel campo del digitale, al pari di altre realtà europee. La competitività dell’alta formazione e del sistema sanitario passa anche da servizi all’avanguardia, che siano in grado di velocizzare i tempi e accorciare le distanze”.
Saranno realizzati due use case grazie anche all’apporto dei partner di Vodafone FifthIngenium – azienda vincitrice della terza edizione di “Action for 5G”, il bando di Vodafone Italia dedicato a startup, piccole e medie imprese e imprese sociali che vogliano contribuire con le loro idee e progetti allo sviluppo del 5G in Italia – e Webgenesys, system integrator attivo sul mercato nazionale nei settori ICT, digital innovation e cloud transformation: “XR Learning Solution” e “The eHealth LMS”.
Il primo prevede la creazione di dieci “classi aumentate” all’interno dell’università, ciascuna con dieci dispositivi XR e sistema di mirroring (per proiettare l’esperienza a schermo, facendola fruire a chi non indossa un visore o è connesso da remoto): saranno ambienti di apprendimento dinamico in cui il coinvolgimento e l’interesse degli studenti – sia in presenza che da remoto – risulteranno maggiori, con benefici sulla comprensione dei contenuti e sulla capacità di memorizzazione, grazie all’approccio learning by doing. “The eHealth LMS” sarà dedicato invece alla formazione medica basata in prevalenza su sistemi di simulazione (Simulation-Based Medical Education, SBME), con l’obiettivo di creare scenari clinici interattivi per studenti e ricercatori per diagnosi e gestione terapeutica in tempi ridotti o addirittura in tempo reale. Il progetto si propone di creare un ambiente di apprendimento moderno, con l’opportunità di effettuare diagnosi da remoto facilitando la pratica medica senza esporre ad alcun rischio i pazienti.
foto ufficio stampa Vodafone Italia e Università degli Studi di Palermo
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Cattura Messina Denaro, Mattarella “Supremazia della legge sulla mafia”

ROMA (ITALPRESS) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto il 13 febbraio, al Quirinale, il generale di Corpo d’Armata, Teo Luzi, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, e il generale di Divisione, Pasquale Angelosanto, Comandante del Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, insieme a una folta rappresentanza di ufficiali, marescialli, brigadieri, appuntati e carabinieri del ROS, del Gruppo Intervento Speciale e dei Comandi territoriali di Palermo e Trapani dell’Arma, che hanno partecipato alle operazioni di ricerca e cattura di Matteo Messina Denaro che, come ha rilevato il Comandante Generale, era l’ultimo capomafia stragista latitante. E’ quanto si legge in una nota del Quirinale.
Il Presidente, prosegue la nota, ha espresso loro “la riconoscenza della Repubblica”, sottolineando come questo successo dell’azione della Magistratura e di tutte le Forze di Polizia, che vi si sono impegnate con tenacia e dedizione, abbia manifestato “la supremazia della legge sul crimine” e abbia “rafforzato la fiducia dei cittadini in una società libera dalla presenza della mafia”.
Il Presidente ha inoltre espresso le sue congratulazioni per “l’alta capacità professionale che ha consentito di ottenere questo importante risultato”, manifestando “grande apprezzamento per l’opera svolta sui tanti fronti di impegno”, conclude la nota.

– foto ufficio stampa Quirinale –

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Prostituzione e riti woodoo, arrestata “madame” nigeriana

CATANIA (ITALPRESS) – Tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sfruttamento della prostituzione e autoriciclaggio dei proventi. Sono le ipotesi di reato contestate ad una donna nigeriana, dimorante in provincia di Foggia, raggiunta da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip presso il Tribunale di Catania, nell’ambito di un’indagine condotta dagli agenti della Squadra Mobile di Siracusa, in collaborazione con i colleghi pugliesi. Reati aggravati dall’avere agito anche in danno di minori, dall’avere esposto le persone ad un grave pericolo per la vita e l’integrità fisica (precisamente facendo loro attraversare il continente di origine sotto il controllo di criminali che le sottoponevano a privazioni di ogni genere e a diverse forme di violenza, ed, infine, le facevano giungere in Italia via mare a bordo di imbarcazioni occupate da moltissimi migranti esponendole ad un altissimo rischio di naufragio), dall’avere contribuito alla commissione del reato un gruppo criminale organizzato impegnato in attività delittuose in più di uno Stato.
Le complesse e articolate attività investigative hanno permesso agli investigatori di individuare un flusso di giovani donne reclutate in Nigeria ed introdotte in Italia per poi essere avviate all’attività della prostituzione, mediante costrizione perpetrata, nella quasi totalità dei casi, tramite l’inganno e la pratica dei riti Woodoo, forieri di minaccia di morte per le vittime e per i loro cari. Grazie al forte potere di intimidazione derivante dalla sottoposizione al cosiddetto rito “Ju-Ju”, l’indagata sarebbe riuscita a convincere le vittime a scappare dai centri di accoglienza, in cui erano state sistemate dopo l’arrivo in Italia.
L’indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania e svolta dagli investigatori della Squadra Mobile di Siracusa, trae origine dalle dichiarazioni di una giovane donna Nigeriana che, al momento dello sbarco presso il porto di Augusta nel luglio 2016, riferiva di avere intrapreso un lungo viaggio in autobus dalla Nigeria fino in Libia e da lì verso l’Italia, attraversando il mare, contraendo un debito di trentamila euro quale corrispettivo per “le spese di viaggio”.
La vittima, ignara circa le sorti che l’attendevano in Italia, soltanto durante il periodo di “prigionia” in Libia avrebbe appreso della sua futura destinazione al mercato della prostituzione comprendendo di essere stata ingannata con false promesse subendo, tra l’altro, violenze fisiche e psichiche ad opera dei “sorveglianti” durante il soggiorno libico. Pertanto, giunta in Italia, ha deciso di chiedere aiuto e, dopo un primo contatto con personale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, è stata sentita dagli agenti della Polizia di Stato.
L’attività così avviata ha permesso di identificare la madame nell’odierna indagata, dimorante nel foggiano e di ritenere l’indagata ampiamente coinvolta in numerose vicende di tratta di esseri umani, alcune riguardanti vittime da essa commissionate, altre riguardanti vittime “attese” da altre madame che le si sarebbero rivolte per l’organizzazione del viaggio delle vittime o per la loro concreta gestione su strada una volta arrivate. L’indagata sarebbe risultata in grado di avvalersi di correi che in Nigeria e in Libia l’avrebbero aiutata nei vari segmenti della catena della tratta di esseri umani: un native doctor in Nigeria (addetto al reclutamento e alla sottoposizione a juju delle vittime) ed un cittadino nigeriano (addetto alla cura dei viaggi dalla Nigeria all’Italia, il quale si sarebbe occupato di ricevere le somme necessarie dalla indagata per poi provvedere alla corresponsione dei pagamenti agli smugglers per le prestazioni da essi erogate, all’acquisto del cibo per le migranti in transito, alla gestione dei rapporti con gli smugglers e alla scelta del soggetto in grado di soddisfare meglio e più in fretta le richieste di imbarco).
In questo modo l’indagata sarebbe risultata in grado di “gestire” nell’arco di pochi mesi il viaggio dalla Nigeria di almeno 8 ragazze (tre delle quali effettivamente giunte in Italia nello stesso periodo) nonchè la prostituzione di due ragazze, controllando anche diverse postazioni lavorative di prostitute su strada.
L’attività d’indagine ha consentito agli inquirenti, tra l’altro, di rilevare numerose transazioni economiche di denaro dall’Italia verso la Nigeria che sarebbero state effettuate dall’indagata, utilizzando denaro proveniente dallo sfruttamento sessuale delle vittime giunte in Italia. La donna, apparentemente priva di fonti di reddito, sarebbe riuscita a inviare continuamente somme avvalendosi dei servizi di altri connazionali che, al di fuori di ipotesi di concorso nel reato, avrebbero provveduto alle rimesse trattenendo una provvigione per l’attività svolta. Le rimesse sarebbero state reinvestite in pagamenti ai complici (al native doctor addetto al reclutamento e alla sottoposizione a juju delle vittime, ad un complice che si occupava dell’organizzazione e della gestione del viaggio dalla Nigeria all’Italia). Nel corso delle indagini sarebbero emersi anche alcuni investimenti immobiliari realizzati in Nigeria.
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Alla stazione di Catania gli agenti della Polizia ferroviaria salvano un barbagianni ferito

CATANIA (ITALPRESS) – La Polizia ferroviaria di Catania, nel corso dei servizi di controllo in ambito ferroviario, ha salvato un uccello, della specie barbagianni, che si muoveva con difficoltà tra i binari. Gli agenti hanno notato il rapace in mezzo alla linea ferrata del secondo binario della locale stazione centrale, così, dopo aver posto in essere tutte le dovute precauzioni per inoltrarsi sulla linea ferroviaria, hanno raggiunto il volatile, riponendolo in una scatola.
L’animale ferito è stato successivamente affidato al Distaccamento Corpo Forestale di Catania per le cure veterinarie del caso e l’eventuale reinserimento nell’habitat naturale.
foto ufficio stampa Polizia di Stato
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Turismo, Schifani “2022 entusiasmante, Sicilia punta sulla cultura”

MILANO (ITALPRESS) – “Accentuare il turismo culturale”. E’ la linea del governo regionale siciliano, come ha spiegato all’Italpress il governatore Renato Schifani, a margine della Borsa Internazionale del Turismo, a Milano.
“Abbiamo la Valle dei Templi, abbiamo tante bellissime zone, tanti borghi, abbiamo vinto spesso il concorso del Borgo più bello d’Italia. Questo tipo di turismo che non è d’elite, ma che è per pochi, vogliamo fare in modo che sia di molti. La Sicilia ospita un terzo dei beni monumentali nazionali”, ha sottolineato Schifani, che traccia un bilancio positivo sull’anno scorso: “I dati sono fortemente entusiasmanti, nel 2022 vi è stato un aumento del 60 per cento di presenze turistiche, in particolar modo degli stranieri. Il 2022 ha rappresentato un’esplosione di ricerca del turismo in Sicilia. Questo ci incoraggia ad aprire le porte e a fare sempre meglio”, ha concluso il presidente della Regione Siciliana.

– foto Agenziafotogramma.it –

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