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Università Palermo, Pasqualino Monti nuovo componente esterno del Cda

PALERMO (ITALPRESS) – Pasqualino Monti, Presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, è il nuovo componente esterno del Consiglio di Amministrazione dell’Università di Palermo per il triennio 2023-2026.
“Quella di Monti è una figura di altissimo profilo che unisce ad un’ampia esperienza capacità trasversali e di coinvolgimento degli stakeholders – commenta il rettore dell’Università di Palermo, Massimo Midiri – Con la sua competenza ed esperienza potrà sicuramente dare un significativo contributo alle attività del Consiglio di Amministrazione che viene così arricchito in piena coerenza con l’apertura dell’Ateneo al territorio”.
“Con la passione che metto sempre nelle mie esperienze professionali e con il necessario spirito di collaborazione e condivisione sono pronto a dare il mio contributo”, dichiara Pasqualino Monti.
foto ufficio stampa Università degli Studi di Palermo
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Congresso Cgil Sicilia, Fracassi “Riportare il tema Mezzogiorno nell’agenda politica”

ISOLA DELLE FEMMINE (PALERMO) (ITALPRESS) – Sul Mezzogiorno “occorre fare ripartire un’iniziativa straordinaria, affinchè il tema rientri nell’agenda politica del Paese, dalla quale è scomparso. Il divario è cresciuto e rischia di aumentare ancora con un provvedimento come l’autonomia differenziata contro il quale ci mobiliteremo”. Lo ha detto la vice segretaria della Cgil nazionale, Gianna Fracassi, nell’intervento che ha concluso il dibattito del XVII congresso della Cgil siciliana, a Isola delle Femmine, in provincia di Palermo. Fracassi ha anche ipotizzato una “strategia macroregionale mediterranea a livello europeo che punti a valorizzare le regioni del Sud tenendo conto anche delle relazioni con i Paesi dell’altra sponda del Mediterraneo”. Disagio sociale, povertà, disoccupazione, ma anche le debolezze dello stato sociale sono i “gravi problemi del Mezzogiorno – ha rilevato Fracassi – ma per quanto riguarda la sanità il problema è di carattere nazionale e come tale va affrontato, con adeguati investimenti, visto che mancano all’appello almeno 40 miliardi, e adeguate politiche”. Le condizioni della scuola, ha aggiunto la vicesegretaria della Cgil sono “il frutto di 20 anni di politiche legate alla meritocrazia, che hanno ampliato le disuguaglianze e impoverito la scuola. Il problema è che si sono date e continuano a darsi risposte sbagliate sui diritti di cittadinanza”.
Su stato sociale, salari, precarietà, previdenza e politiche di sviluppo a partire da quelle per il Mezzogiorno “la mobilitazione avviata a dicembre – ha detto Fracassi – deve proseguire subito. La questione salariale è pesante. Istat ci ha ricordato ieri che il gap tra retribuzioni contrattuali e ipca è quasi dell’8% e di questo, oltre al necessario intervento sul cuneo fiscale, occorre tenere conto nella prossima stagione contrattuale”. Fracassi ha sottolineato che “il contesto difficile sul piano nazionale e internazionale che viviamo rende necessarie risposte straordinarie e un cambiamento profondo anche della Cgil”. Una Cgil che, ha annunciato, “continuerà a mettere in campo già dalle prossime settimane iniziative per la pace”. Ma anche la mobilitazione contro l’Autonomia differenziata. “Siamo contrari alla proposta Calderoli – ha affermato – che non serve al Paese e al suo sviluppo. Faremo tutto ciò che è in nostro potere per difendere la Costituzione, anche per quanto riguarda il presidenzialismo”. Anche in tema di riforma fiscale si annuncia il prosieguo della mobilitazione sindacale. “Sono annunciati provvedimenti – ha sostenuto Fracassi – che non si muovono nell’ottica della progressività e non rispondono alle necessità di redistribuzione e di equità. Sia chiaro che su questa partita, sulla quale abbiamo già promosso scioperi, non arretreremo”. Seguirà l’elezione degli organismi dirigenti della Cgil Sicilia.
foto ufficio stampa Cgil Sicilia
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Amenta nuovo presidente dell’Anci Sicilia “Tutti insieme per valorizzare i territori”

PALERMO (ITALPRESS) – Cambio di timoniere all’Associazione dei comuni siciliani. E’ Paolo Amenta il nuovo presidente dell’Anci Sicilia, eletto all’unanimità durante la XII Assemblea dell’associazione, che si è svolta al San Paolo Palace, a Palermo. Sindaco di Canicattini Bagni, in provincia di Siracusa, Amenta è stato il candidato unitario. Succede a Leoluca Orlando, in carica dal 2014.
Una standing ovation della platea ha salutato il neo presidente, che ha snocciolato subito quali saranno le priorità: “La mamma delle battaglie sarà l’approfondimento di tutta la materia del federalismo fiscale, dell’armonizzazione dei bilanci, ma anche quella dei fabbisogni standard e dei livelli essenziali delle prestazioni – ha detto in apertura del suo intervento -. Vogliamo capire come far crescere i territori e migliorare la qualità dei servizi per i siciliani. Situazione complicata ma ce la metteremo tutta per far capire che vogliamo cambiare passo”.
Cosa conserverà della presidenza Orlando? “L’idea di un’Anci unita e compatta davanti ai problemi dei Comuni – nè di destra, nè di sinistra – rifiuti, caro bollette, politiche sociali: su questi temi sfideremo le istituzioni sopra di noi”. Quanto alla legge di Stabilità, in cantiere all’Ars, Amenta ha tuonato: “Non siamo contenti per l’assalto alla diligenza fatto in commissione Bilancio. Si tratta di fondi chiesti dai vari deputati, che non hanno come obiettivo quello di migliorare la qualità dei comuni. Da non dimenticare, poi, il fatto che da anni compartecipiamo al disavanzo pubblico e regionale con il fondo delle autonomie, ridotto in dieci anni da 900 a 200 milioni. Mi aspetto che il governo cambi passo sulla Finanziaria. Al momento non arrivano notizie incoraggianti”. A conclusione dell’intervento il presidente Amenta ha sottolineato ancora una volta la “necessità di lavorare tutti insieme per valorizzare i territori e per assicurare un futuro più sereno ai siciliani”.
Presenti all’Assemblea il presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, l’assessore regionale alle Autonomie locali Andrea Mesina, l’assessore regionale al Territorio Elena Pagana, il prefetto Maria Teresa Cucinotta, il presidente del Consiglio nazionale di Anci Enzo Bianco. Prima dell’elezione del neo presidente, l’Assemblea, che ha eletto anche il Consiglio regionale, è stata scandita da vari interventi. Al centro, la questione del mancato adeguamento delle indennità degli amministratori locali a quelle del resto d’Italia: “Facciamo un incredibile fatica a comprendere come mai in Sicilia, a distanza di un anno, gli stipendi dei sindaci non siano ancora state adeguati a quelli dei Comuni del resto d’Italia”, ha detto Mario Alvano, segretario generale dell’Anci, rivolgendosi all’assessore regionale alle Autonomie locali Andrea Messina e ai deputati regionali presenti all’assise. Sullo sfondo c’è una norma nazionale che, a fine di dicembre del 2021, ha stabilito che i sindaci di (quasi) tutta Italia debbano guadagnare di più. In Sicilia, regione a statuto speciale, deve essere il Parlamento a stabilirlo. Cosa che finora non ha fatto. “Non è una rivendicazione di casta o corporazione ma un fatto dovuto per mettere l’Isola al pari del resto d’Italia”, ha aggiunto Alvano.
Appello poi raccolto dal presidente dell’Ars, Gaetano Galvagno, durante il suo intervento: “L’adeguamento degli stipendi non è un privilegio. La reticenza è stata dovuta al fatto che nel passato si guadagnava troppo. Ma oggi è una richiesta giusta – ha sottolineato – Non si tratta di centinaia di migliaia di euro, ma di 11 milioni. E’ necessaria la volontà politica per farlo”.
Sul tema degli stipendi, è intervenuto anche il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla: “E’ ridicolo questo dibattito sull’indennità degli amministratori. In Sicilia c’è la vocazione al francescanesimo. E’ umiliante, come se fossimo i bambini che stanno rubando la marmellata. Io sono tornato a guadagnare quanto percepivo da giovane assistente universitario”. Sentito ed emozionato l’intervento del presidente uscente, Leoluca Orlando. “L’Autonomia differenziata è inaccettabile. Non si può immaginare di avere un Paese di serie A e B con la violazione dei principi di eguaglianza che riguardano la salute, il lavoro, la scuola, l’assistenza sociale”. E durante l’intervento di Orlando non sono mancati applausi ai magistrati e alle forze dell’ordine per la cattura di Matteo Messina Denaro. “Non vinceremo contro la mafia fintanto non saranno colpite le collusioni con pezzi di istituzioni e società”. Il prefetto di Palermo, Maria Teresa Cucinotta, ha posto l’accento sul fatto che “sono pochi i sindaci in Sicilia che hanno risposto a un questionario del ministero dell’Interno sul tema delle intimidazioni agli amministratori locali. Dispiace dovere registrare questa poca collaborazione. E’ un momento storico cruciale, ci vuole un cambio di mentalità. Vorrei invitarvi a una maggiore collaborazione. Noi siamo a fianco dei Comuni, ma i Comuni devono essere a fianco della Prefettura”.
Sul tema dei fondi agli Enti locali, l’assessore Andrea Messina, si è detto preoccupato, perchè “c’è un tentativo all’Ars di aggressione al fondo per le autonomia da 327 milioni per le spese correnti che il governo ha previsto nella manovra finanziaria. Con queste riserve si cerca di finanziarie altre piccole attività o ancora peggio piccoli investimenti. Ho massimo rispetto per le dinamiche parlamentari, ma non ha senso che noi prevediamo un budget di 327 milioni ma poi si spostano risorse su altre finalità facendo ridurre il fondo a 280-260 milioni di euro. Noi difenderemo le nostre scelte”.
foto xl7 Italpress
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All’ospedale Giglio di Cefalù un centro per l’osteoporosi

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CEFALU’ (PALERMO) (ITALPRESS) – La Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù ha attivato un nuovo ambulatorio multidisciplinare per la prevenzione, diagnosi e cura delle patologie osteometaboliche e fratture da fragilità.
“Vogliamo offrire ai nostri pazienti con fragilità ossea – ha detto il presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano – un percorso uniforme che li accompagni della diagnosi alla terapia”.
Il Giglio da tempo si è dotato di una Moc per misurare la densità minerale ossea e, oggi, “a questa tecnologia – ha rilevato Albano – aggiungiamo il supporto di un professionista che è il dottor Fabio di Salvo a cui è stato affidato il coordinamento di questa attività”.
Di Salvo è specialista in ortopedia e traumatologia, componente del Consiglio nazionale della Siommms (società italiana osteoporosi e del metabolismo osseo minerale e malattie dello scheletro), socio della G.I.B.I.S e di altre società che curano il metabolismo osseo.
Il nuovo ambulatorio è accessibile sia in convenzione con il Servizio sanitario nazionale che in solvenza.
“La presa in carico precoce del paziente – ha sottolineato Fabio Di Salvo – evita conseguenze legate alle alterazioni metaboliche dell’osso che si traducono in fratture da fragilità in particolare nei distretti vertebrali (dorso lombare), femorale e del polso. Un trattamento tempestivo può evitare il rischio di frattura e migliorare la qualità della vita”.
Il centro seguirà il paziente sin dal primo accesso per la visita specialistica quindi i successivi esami strumentali (rx, moc, tac, rm, scintigrafia ossea), gli esami ematochimici di primo, secondo e terzo livello e quindi l’intero percorso terapeutico, fanno sapere dal Giglio.
foto Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù, da sinistra Giovanni Albano e Fabio Di Salvo
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Al via congresso Cgil Sicilia, Mannino “Una grande alleanza per la riscossa dell’isola”

ISOLA DELLE FEMMINE (PALERMO) (ITALPRESS) – In un “Paese che ha dimenticato il Mezzogiorno”, che “rischia di uscire ancora più lacerato con progetti come l’autonomia differenziata e le più recenti idee di stipendi diversi nella scuola a seconda dell’area geografica”, ci prova la Cgil a lanciare un piano di ripresa della Sicilia all’insegna del lavoro, della giustizia sociale e del superamento delle disuguaglianze. Un progetto, sul quale chiede “alle associazioni e alle forze sane e democratiche di costruire una grande alleanza per la riscossa della Sicilia”. Sono i temi fulcro della relazione con cui il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, ha aperto il XVII congresso del sindacato, a Isola delle Femmine, nel Palermitano. In platea due sedie vuote: una con un casco giallo sopra per ricordare le vittime degli incidenti sul lavoro, l’altra con davanti un paio di scarpe rosse, dedicata alle donne vittime di violenza.
“Dal governo nazionale – ha detto Mannino – stanno arrivando segnali preoccupanti su molti fronti. La vertenza contro scelte come quella dell’autonomia differenziata che affosserebbero definitivamente il Sud diventa per la Cgil prioritaria. Chiediamo al governo regionale – ha sottolineato Mannino – una presa di posizione netta contro provvedimenti di questo tipo, cosa che ancora non abbiamo visto”.
Altrettanto prioritaria per la Cgil, ha aggiunto Mannino, “si conferma la lotta alla mafia e alla corruzione, soprattutto in questo momento che sono in arrivo ingenti risorse del Pnrr, che costituiscono per la Sicilia una occasione irripetibile”. “Il controllo sociale e percorsi condivisi da parti sociali e istituzioni – ha proseguito – sono fondamentali. Noi abbiamo già proposto un protocollo di intesa su legalità e appalti che punta a superare le insufficienze nell’applicazione delle misure esistenti, producendo anche accelerazione delle procedure. E’ stato apprezzato da più fronti, si tratta ora di dargli seguito”.
Per Mannino “oggi emerge con forza una questione morale nella nostra regione. Dagli assessorati alle partecipate sono i tanti i fatti emersi grazie anche ai nostri delegati. Questo è un fronte su quale non arretreremo e altrettanto chiediamo di fare alla politica”.
Preoccupazione da Mannino riguardo alle dichiarazioni del ministro guardasigilli sulle intercettazioni. “Sono uno strumento di indagine fondamentale – ha detto il segretario della Cgil – per evitare che l’intreccio perverso tra cattiva politica – impresa corrotta – mafia continui a fare danni alla Sicilia. La si smetta di dare questi segnali a un Paese che vuole verità, giustizia, legalità”.
“In Sicilia la crisi è profonda, basti guardare – ha rilevato Mannino – il dato dell’occupazione giovanile, che nel 2021 arrivava appena al 17% nella fascia 15-24 anni e al 41% in quella 15-34 anni e quello sull’occupazione femminile al 37% (Italia 49,5%). Sono 20 mila i giovani che ogni anno abbandonano l’Isola. La precarietà è cresciuta, con una ripresa dell’occupazione post pandemia che per il 90% è con contratti a termine. Il lavoro, inoltre, quando c’è è lavoro povero. Tant’è che per il 2021 l’Istat stima che siano a rischio di povertà o esclusione sociale il 43,5% delle persone e il 9,6% in stato di grave deprivazione. Questa crisi merita dalla politica regionale una risposta altra e più alta. Invece assistiamo a un dibattito asfittico da parte di un ceto politico che non ha lo sguardo sui problemi di questa terra. Certo è presto per giudicare l’azione di un governo come quello regionale che si è fondato da appena due mesi. Ma non ci convince affatto, anzi ci preoccupa la più volte dichiarata continuità da parte dell’attuale presidente della regione con il precedente governo, la cui azione è stata inadeguata. Oggi – ha proseguito Mannino – è necessaria una profonda discontinuità. Se non ci saranno risposte metteremo in campo la mobilitazione del mondo del lavoro”.
“Il Piano per il lavoro e lo sviluppo che propone la Cgil – ha detto Mannino – ha al centro il rilancio dei settori produttivi in un’ottica di sostenibilità ambientale e guardando alla transizione ecologica. Si può pensare a un Centro per l’innovazione tecnologica e a istituire un’Agenzia regionale per lo sviluppo. Le politiche industriali richiedono una netta discontinuità col passato. Servono strumenti meno orientati a mantenere in vita ciò che non regge più alla prova della competitività e più focalizzati sulla capacità di attrarre e attivare nuove energie in settori innovativi più coerenti con le vocazioni della Sicilia. Questi devono essere accompagnati da strumenti di tutela sociale, riqualificazione e formazione dei lavoratori. Noi chiediamo l’istituzione di un fondo nazionale che accompagni e sostenga le transizioni e riconversioni industriali. Se in Sicilia vengono istallati pannelli fotovoltaici e pali eolici, la Sicilia deve essere anche terra in cui questi elementi vengono costruiti e istallati. Le esperienze Gela, Milazzo e Siracusa ci spingono a continuare a rivendicare investimenti per nuovi impianti e prodotti alternativi alla raffinazione tradizionale e per la reindustrializzazione delle aree dismesse”.
Per Mannino, la vicenda Isab Lukoil è una cartina di tornasole. Non accetteremo che quel sito sia al centro di speculazioni finanziare e qualunque percorso deve mettere insieme la continuità produttiva con la tutela dell’ambiente e dell’ occupazione”. Il piano del lavoro proposto dalla Cgil punta sulle riforme, sulle riorganizzazioni necessarie per rilanciare il welfare, la sanità e la scuola, sul contrasto al dissesto idrogeologico, sul rilancio e la destagionalizzazione del turismo, sulla cultura, sull’agricoltura “al secondo posto oggi per produzione in Italia ma solo al sesto per trasformazione e commercializzazione, rivelando così la debolezza della filiera, su cui occorre investire”.
Quanto alla sanità “è indispensabile rafforzare il sistema pubblico con un investimento in tutte le sue articolazioni – ha detto Mannino- a partire dal personale. Occorre rafforzare gli organici ampliando la platea delle 17.704 unità previste dai piani triennali. Invertire la tendenza allo smantellamento della rete dei servizi pubblici socio-sanitari, investire sulla medicina del territorio e di prossimità, per garantire il diritto alla salute innanzitutto ai soggetti più fragili”.
Mannino ha anche affrontato il tema della pubblica amministrazione che, “nella nostra regione sconta un vuoto di organico di 30 mila unità, cosa che rende urgente un piano straordinario di assunzioni, con l’innesto di nuove competenze”. E quello dei trasporti e della continuità territoriale, proponendo un solo ente gestore per i sei scali aeroportuali e di perseguire l’abbattimento delle tariffe aeree facendo valere il principio costituzionale del risarcimento dei costi dell’insularità.
Mannino ha anche posto un altro obiettivo come “strategico”: il rilancio della Sicilia nell’ambito del Mediterraneo, partendo dalla creazione di “un porto hub che renderebbe più economiche non solo le rotte Asia-Europa, ma anche quelle per il Nord-Africa e le Americhe. Una nuova politica euro Mediterranea deve avere come obiettivi la pace, la stabilità, una prosperità condivisa, la realizzazione di una zona di libero scambio e l’impegno a rafforzare la democrazia e il rispetto dei diritti umani”.
foto xd6 Italpress
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Il comune di Palermo firma “Patto con lo Stato”, Lagalla “Evitato dissesto”

PALERMO (ITALPRESS) – Sottoscritto “Patto con lo Stato” tra il Comune di Palermo e la Presidenza del Consiglio. Lo rende noto il sindaco Roberto Lagalla: “Si volta pagina e inizia un nuovo capitolo di rinascita – commenta -. Siamo contenti di avere salvato l’Amministrazione dal dissesto e ora ci sono tutte le carte in regola per mettere in atto il Piano di riequilibrio che restituirà al Comune correntezza economica. Abbiamo già ottenuto un incremento finanziario di 40 milioni per il 2024 e, dopo avere evitato l’aumento dell’Irpef per 100 milioni per gli anni 2022 e 2023, proprio col Piano di riequilibrio contiamo di erodere ancora il gettito Irpef anche per i prossimi anni, evitando di gravare sulle economie dei palermitani. Ringrazio il governo Meloni anche per la possibilità di rimodulare il Patto con cadenza annuale, dando al Comune l’opportunità di rivedere l’erogazione delle risorse finanziarie statali in base alle esigenze della città”.
“L’accordo con lo Stato – aggiunge il vicesindaco e assessore al Bilancio Carolina Varchi – è un traguardo fondamentale per il futuro di Palermo che è frutto del grande sforzo di questa amministrazione che ha approvato bilanci che non avevano il via libera da più di due anni. La collaborazione tra il Comune di Palermo e il Governo nazionale è stretta ed è dimostrata dal fatto che, rispetto al Patto elaborato dalla precedente amministrazione, che non ebbe il placet nè degli uffici nè del Consiglio comunale, questo è un accordo che può essere rimodulato di anno in anno, tenendo conto delle specificità e dei bisogni della città, ma soprattutto delle sensibilità di una nuova maggioranza consiliare. Il Consiglio comunale, e con esso i cittadini, sarà protagonista delle modifiche che annualmente saranno apportate. Parallelamente continuiamo a coltivare le interlocuzioni che ci consentiranno di portare maggiori risorse nelle casse del Comune, così come accaduto già durante la finanziaria”.
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Immigrazione clandestina, arresti legati ad attentato a Berlino del 2016

ROMA (ITALPRESS) – E’ in corso una vasta operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Ancona, con arresti e perquisizioni, in tutta Italia, nei confronti di esponenti di una organizzazione criminale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina con proiezione transnazionale. Tre le misure cautelari eseguite. Per due tunisini è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre per il terzo indagato, anche lui originario del paese nord africano, sono stati disposti gli arresti domiciliari. Più di 40 le perquisizioni in corso a carico di altrettante persone. Agli indagati viene contestata l’associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina con l’aggravante della transnazionalità. L’operazione, denominata “Wet shoes”, è scaturita dalle indagini connesse all’attentato terroristico perpetrato il 19 dicembre 2016 a Berlino dal tunisino Anis Amri. Accertamenti in corso anche sul versante finanziario.
Gli indagati, grazie a una fitta rete di complicità intessuta sul territorio maceratese (in cui figurano titolari di aziende e pubblici ufficiali, con estensioni in diverse zone del territorio nazionale ed estero), avevano costituito un sodalizio criminale in grado di gestire l’approdo clandestino sulle coste siciliane di stranieri, in prevalenza nord africani, il supporto logistico e le coperture occorrenti per ottenere la documentazione necessaria a favorire il loro trasferimento su tutta l’area Schengen.
Attraverso mirate attività tecniche disposte dall’autorità inquirente, supportate dai servizi espletati sul territorio, è stato riscontrato come tra gli stranieri intenzionati a raggiungere lo spazio europeo, attraverso i canali messi a disposizione dalla rete criminale, vi fossero anche soggetti contigui a circuiti di combattenti impegnati in teatri di jihad.
La posizione dei tre indagati è al vaglio anche in ordine ad eventuali movimentazioni finanziarie sospette che potrebbero essere connesse a fenomeni terroristici.

foto ufficio stampa Polizia di Stato
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Da Terna “computer circolari” per due laboratori a Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – Grazie alla donazione di 40 computer da parte di Terna nell’ambito del progetto “Terna-Reuse: Computer circolari di comunità”, in collaborazione con la Cooperativa Reware e Legambiente Sicilia, sono stati inaugurati presso l’Associazione San Giovanni Apostolo all’ex Centro Edilizia Popolare (CEP) di Palermo due laboratori, uno informatico e uno linguistico. Alla cerimonia hanno partecipato amministratori locali, Maria Antonietta Sidoni, Responsabile Distretto Trasmissione Sicilia di Terna, insieme a rappresentanti della Cooperativa Reware, Giuseppe Alfieri e Vanessa Rosano, rispettivamente presidente e direttrice di Legambiente Sicilia, l’Associazione Libera, il Comando Carabinieri locale e alcune scuole e associazioni beneficiarie della donazione. In particolare, i due laboratori sorgeranno rispettivamente all’interno di un Centro aggregativo gestito dall’Associazione San Giovanni Apostolo, che da 20 anni opera per l’integrazione dei vari componenti dei tessuti sociali e il recupero delle marginalità attraverso l’istruzione, e all’interno dell’Istituto Comprensivo Statale “Giuliana Saladino”.
Proseguono, dunque, a Palermo le iniziative legate a “Terna – Reuse”, un progetto ideato e sviluppato dall’azienda insieme a Reware, cooperativa e impresa sociale che eroga servizi volti all’allungamento del ciclo di vita delle apparecchiature elettroniche ed informatiche, e Legambiente Sicilia: “un esempio virtuoso di economia circolare che punta a limitare la produzione di rifiuti informatici e rafforza l’impegno in ambito di sostenibilità e per la tutela dell’ambiente”, si legge in una nota.
Complessivamente, all’interno del territorio comunale sono stati donati 100 computer: oltre all’Associazione San Giovanni Apostolo e all’Istituto Comprensivo Saladino, beneficiari dell’iniziativa sono stati l’Associazione Zen Insieme, la Scuola Primaria Tomasi di Lampedusa e il Punto Luce Save the Children del quartiere Zisa.
Palermo è la seconda città italiana, dopo Roma, coinvolta nel progetto: nel 2020, infatti, Terna e Reware avevano devoluto 160 computer rigenerati a istituti scolastici e altre realtà no profit della Capitale.
Per Maria Antonietta Sidoni, Responsabile del Distretto Trasmissione Sicilia di Terna, “il progetto Reuse è esemplificativo dell’approccio sostenibile che la società ha sul territorio”. La scelta di Palermo “è tutt’altro che un caso – ha aggiunto -. Terna è presente in Sicilia con 230 persone e una rete di 5 mila chilometri di linee elettriche, e la presenza sarà sempre più importante nel tempo in virtù degli investimenti previsti a supporto della transizione ecologica del Paese”.
Nel corso dell’evento di inaugurazione i volontari di Legambiente Sicilia hanno organizzato attività di educazione ambientale sull’economia circolare coinvolgendo i ragazzi del centro.
“Nell’ottica di un’economia circolare è importante avere apparecchiature rigenerate invece che acquistate nuovamente”, ha spiegato Vanessa Rosano, direttrice Legambiente Sicilia. “Abbiamo spiegato il ciclo di vita di un’apparecchiatura elettronica e quindi tutte le risorse ambientali e sociali risparmiate non acquistando i computer ma rigenerandoli”, ha aggiunto.

– nella foto da sinistra Antonietta Fazio, presidente del centro San Giovanni Apostolo, e Maria Antonietta Sidoni, responsabile Distretto Trasmissione Sicilia di Terna, credit ufficio stampa Terna –

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