PALERMO (ITALPRESS) – La cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro trova grande spazio anche nella relazione del presidente della Corte d’Appello di Palermo, Matteo Frasca, sull’amministrazione della Giustizia stilata in occasione della cerimonia dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, nel capoluogo siciliano. Presente, tra gli altri, il vicepresidente del Csm, Fabio Pinelli, fresco di nomina.
“Le Forze di Polizia, sono modello di efficienza e alle quali rinnovo ancora una volta, in questa solenne occasione, la mia gratitudine per l’impegno che profondono quotidianamente in tutti i compiti istituzionali – sottolinea Frasca -. Un impegno che appena pochi giorni fa è stato coronato dalla cattura di Matteo Messina Denaro alla quale è stata destinata una paziente, lunga e defatigante opera di investigazione gestita con un’azione corale sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Palermo e portata a termine nell’assoluto rispetto delle regole di uno Stato di diritto dai Carabinieri ai quali rivolgo un elogio particolare”. Il presidente della Corte d’Appello di Palermo, però, avverte che occorre “avere piena consapevolezza della necessità di non arretrare minimamente nell’azione di contrasto alla criminalità mafiosa, che, per quanto duramente colpita nella sua struttura dalle continue brillanti operazioni di polizia e dall’esito dei processi, non può certamente ancora ritenersi sconfitta, conservando un radicamento rilevante nel territorio e nel tessuto economico e sociale, la cui erosione è lenta e difficile”. L’arresto di Matteo Messina Denaro, per Frasca, acquisisce un duplice valore “completa la lunga e difficile operazione di smantellamento della componente stragista dell’organizzazione” e “apre prospettive investigative potenzialmente straordinarie che l’azione corale delle Istituzioni potrà valorizzare in direzione di ambiti diversi da quelli strettamente connessi con il latitante”. Proprio sulla rete dei fiancheggiatori, il presidente della Corte d’Appello si sofferma in maniera puntuale: “La inquietante rete di protezione a diversi livelli di cui ha beneficiato il latitante, senza la quale non avrebbe potuto sottrarsi per così lungo tempo alla cattura, pone seri interrogativi e apre scenari per certi versi inesplorati sul grado di penetrazione di Cosa Nostra nel tessuto sociale e istituzionale”. Sulla importante reazione da parte della popolazione per l’arresto del boss: “Scaldano il cuore – sottolinea Frasca – le manifestazioni di giubilo di quei cittadini che hanno espresso soddisfazione e apprezzamento per l’operato dei Carabinieri, così come fanno ben sperare le iniziative, soprattutto di giovani e di bambini, che, esternando pubblicamente e gioiosamente la netta presa di distanza da Cosa Nostra, ripongono consapevole speranza che anche queste operazioni contribuiscano ad arrivare alla verità sui misteri ancora non risolti di questo Paese: raggiungere la verità è un diritto dei familiari delle vittime e della comunità ed è un dovere delle Istituzioni. Peraltro, è triste constatare che, accanto a queste manifestazioni che richiamano il ‘fresco profumo di libertà’ di cui parlava Paolo Borsellino, persistano ancora sacche più o meno ampie di indifferenza e disinteresse, se non quando di dissenso, che impongono di non indulgere a facili e pericolosi trionfalismi”.
Grande attenzione da parte di Frasca anche sul tema delle riforme e soprattutto delle intercettazioni: “L’attuale dibattito politico è divenuto infuocato con riferimento all’intenzione di riformare la vigente disciplina in materia di intercettazioni con interventi limitativi la cui portata allo stato è mutata diverse volte nelle dichiarazioni di intenti. Attualmente – sottolinea Frasca – come è noto, la materia è disciplinata dal decreto legislativo 216/2017, la cui efficienza, peraltro, non è stata neppure adeguatamente sperimentata in quanto per effetto delle ripetute proroghe è entrato in vigore poco più di due anni fa e per di più quando l’attenzione collettiva era rivolta al drammatico problema della pandemia. Eppure, leggendo con attenzione il testo normativo è agevole rilevare che si tratta di una disciplina particolarmente rigorosa quanto ai presupposti, ai limiti di ammissibilità e di utilizzazione, ai controlli: un articolato sistema che sembra del tutto tranquillizzante e garantista sotto ogni profilo. Sembra evidente, quindi, che gli ipotizzati abusi dipendano non dalla normativa ma dalla concreta applicazione della stessa, se non quando dalla sua violazione, che espongono a pregiudizio diritti e interessi tutelati dalle norme di garanzia contenute nella legge”. Ne deriva che “l’ipotesi di limitare l’impiego – spiega Frasca – delle intercettazioni non solo non risolverebbe il problema ma finirebbe per depotenziare un mezzo di ricerca della prova che si è rivelato indispensabile e insostituibile. Sotto altro profilo preoccupa molto l’idea che il Ministero della Giustizia ha ripetutamente rappresentato di intervenire in forma limitativa sui reati diversi da quelli di mafia e terrorismo, ai quali ultimi, con successive dichiarazioni, ha aggiunto quelli cd. satellite. Infatti, la diversità di regime, in mancanza di una indicazione positiva netta e chiara, poggia su una scivolosa distinzione tra reati di mafia e reati diversi. Ma soprattutto non sembra tener conto della rilevanza, anche nell’ambito delle attività delle organizzazioni mafiose, dell’utilità che ricavano dai delitti contro la P.A. e, in particolare, dalla corruzione, male endemico del nostro Paese che pone a serio rischio l’economia degli Stati e lo stato sociale”. Poi, rispondendo al Ministro della Giustizia che ha affermato che ‘i mafiosi non parlano al telefonò: “Questo può essere vero solo con riferimento alle tradizionali forme di comunicazione telefonica, e peraltro neanche in modo assoluto come dimostrato da alcune vicende processuali. Ma i criminali ricorrono a modalità sempre più sofisticate di comunicazione per intercettare le quali è indispensabile fare ricorso alla tecnologia, la cui inevitabile invasività è bilanciata dai rigorosi limiti di ammissibilità di ricorso alle intercettazioni e dalle cautele imposte in diversi momenti dalla normativa vigente che probabilmente costituisce il punto di equilibrio più avanzato tra efficienza e garanzia”, evidenzia Frasca.
Nella relazione, in cui vengono evidenziati tutti i settori della giustizia, emerge che il funzionamento dell’amministrazione della giustizia nel distretto giudiziario della Corte d’appello di Palermo, ha presentato un andamento diversificato tra i due settori della giurisdizione. Nel settore civile si registra un’inversione di tendenza rispetto all’anno precedente: infatti, dopo un anno caratterizzato da un incremento significativo sia delle sopravvenienze (6,2%) sia delle definizioni (16,6%) con conseguente riduzione della pendenza finale (-6,5%), nell’anno giudiziario 2021-22 si osserva una flessione generalizzata non solo delle sopravvenienze (-6,4%) ma anche delle definizioni (-6,5%), il che ha prodotto una flessione del numero dei procedimenti pendenti pari al 6,2%. Questo quanto emerge dalla relazione del presidente della Corte d’appello di Palermo, Matteo Frasca, che verrà presentata domani all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Tendenza analoga si osserva anche nel settore minorile, infatti, nell’anno giudiziario in esame si rileva un decremento sia delle sopravvenienze, pari al 16,1% sia delle definizioni (6%), con conseguente aumento della pendenza nella misura dello 0,4%. Per quanto attiene al dato sulle controversie ultrabiennali in Corte di Appello, come meglio esposto in prosieguo, dopo l’incremento osservato nell’anno giudiziario 2020-21 (1,1%), rispetto all’anno precedente, si rileva un decremento sia in termini percentuali (-3,4%) sia in valore assoluto (da 5.330 dell’anno giudiziario 2020-21 a 4.721). Per ciò che attiene agli uffici di primo grado, invece, si conferma il trend in aumento osservato lo scorso anno, infatti anche nell’anno giudiziario 2021-22 la percentuale di procedimenti ultratriennali è aumentata nella misura del 2%, contro il 2,7% dell’anno giudiziario precedente. Nel settore penale giudicante la pendenza in Corte di Appello è aumentata del 3,89% (da 8.262 a 8.583) mentre nei Tribunali è diminuita del 9,96% (da 51.919 a 46.748) e nel Tribunale per i minorenni del 1,18% (da 1.191 a 1.205). Negli uffici del giudice di pace si è registrato un decremento dell’8,59% (da 1.909 a 1.745 procedimenti). Nel corso dell’ultimo anno giudiziario il numero dei procedimenti costituenti l’arretrato patologico ha subito una flessione significativa sia in primo grado sia in appello. Negli Uffici di primo grado si osserva una riduzione dei procedimenti ultratriennali in valore assoluto (da 7.851 a 6.950, con una flessione dell’11,5%) mentre è rimasta sostanzialmente stabile l’incidenza percentuale (da 22,5% al 21,3%). In Corte di Appello la flessione del numero di procedimenti ultrabiennali è sia in valore assoluto (da 657 a 419, con una diminuzione del 36,2%), sia in termini di incidenza sul totale pendenti (dall’8,51% al 5,18%); va aggiunto che 262 di tali procedimenti sono già stati definiti a metà ottobre. Nel settore requirente si registra una sopravvenienza di procedimenti a carico di ‘noti” pari a 46.354 affari nelle Procure della Repubblica del distretto, ordinarie e per i minorenni, a fronte dei 46.813 del periodo precedente, con un lieve decremento pari allo 0,98%, mentre ne sono stati definiti 46.389, contro i 45.623 del periodo precedente, con un aumento dell’1,68%. La pendenza finale, pari a 37.864 procedimenti, risulta diminuita del 3,29% rispetto al 30 giugno 2021 che era di 39.153, con un tasso di ricambio pari a 100,08 (46.389 fascicoli definiti a fronte di 46.354 sopravvenuti).
I dati riguardano l’attività giudiziaria del distretto di Palermo, che comprende le Procure di Agrigento, Sciacca, Marsala, Trapani, Palermo e Termini Imerese ed è per dimensioni il quinto dei 26 distretti italiani.
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Inaugurazione anno giudiziario a Palermo, Frasca “La mafia non è ancora sconfitta”
Inaugurazione anno giudiziario a Catania “Priorità è riduzione dei tempi processuali”
CATANIA (ITALPRESS) – Servono maggiori risorse economiche, che arriveranno in parte dal Pnrr, e più personale nel comparto giustizia: “L’obiettivo è ridurre del 25% la durata media del processo, perchè è una priorità assoluta”. Sono le parole del presidente della Corte d’Appello di Catania, Filippo Pennisi, che ha aperto la cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario nell’Aula delle Adunanze del Palazzo di Giustizia etneo.
“Abbiamo già ridotto del 14% l’arretrato civile, mentre per quanto riguarda il processo d’appello bisogna arrivare ad una media inferiore ai 2 anni, cioè sotto la fatidica soglia europea, mentre adesso ci attestiamo dai 3 ai 4 anni”, sottolinea.
Tutto questo dipende da vari fattori, a cominciare dalla stabilizzazione dei precari: “Sia per aiutare e sostenere questo personale che per supportare gli uffici; ma solo risorse sicure e durature possono garantire la piena soddisfazione degli organici – aggiunge Pennisi -. La giustizia è al collasso ma attendiamo il potenziamento dell’ufficio del processo grazie a circa il 70% dei 3 miliardi previsti dal Pnrr per il nostro settore”.
Pennisi parla anche di inadeguatezza delle strutture giudiziarie cittadine, di episodi di degrado, del recente crollo di un soffitto all’ultimo piano del Tribunale (senza feriti, per fortuna) e ha ricordato l’affidamento urgente per l’impermeabilizzazione del tetto: “In questi anni abbiamo impiegato energie che potevano essere sfruttate per le esigenze giudiziarie e non per queste problematiche”.
Alla cerimonia sono intervenuti anche il procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Catania Carlo Caponcello, i presidenti di sezione della Corte d’Appello di Catania Giovanni Di Pietro e Giuseppe Ferreri, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Catania Rosario Pizzino e il segretario del Consiglio giudiziario presso la Corte d’Appello di Catania Alessandro Sorrentino.
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Decollo e poi marcia indietro, brividi in volo per il Palermo
PALERMO (ITALPRESS) – Alla fine è arrivato solo il rinvio della gara con l’Ascoli, ma il Palermo ha vissuto una quart’ora da brividi all’interno del charter che avrebbe dovuto portare la squadra di Corini a Pescara, per poi proseguire in pullman fino nella Marche. I rosanero, dopo aver completato il loro consueto programma pre-gara, si erano recati all’aeroporto Falcone-Borsellino per intraprendere il viaggio ma appena decollato, il pilota dell’aeromobile ha dovuto effettuare una manovra di emergenza in seguito alla rottura del cristallo anteriore. La paura è stata tanta, anche se i passeggeri non si sono immediatamente accorti dell’accaduto e della ‘marcia indietro’ in direzione nuovamente di Palermo. Tra i più preoccupati – oltre alcuni membri dello staff – anche il neo acquisto Tutino. Una situazione che ha costretto la società di viale del Fante ad attivarsi per provare a spostare la gara con l’Ascoli, visto che sarebbe partita alle 3:40 per arrivare a Pescara alle 4.50. Immediato l’ok da parte di tutti i soggetti coinvolti per la disputa della gara. “In particolare – ha scritto il Palermo in un comunicato pubblicato la scorsa notte – si ringrazia per la straordinaria collaborazione e prontezza la Questura di Ascoli e tutte le forze dell’ordine interessate, la Lega BKT con il suo presidente Mauro Balata e il suo staff, e segnatamente il club bianconero con il suo patron Massimo Pulcinelli, il presidente Carlo Neri e il suo staff, oltre agli arbitri e ai broadcaster televisivi: un evidente esempio di come lo spirito di squadra nel calcio viva anche fuori dal campo di gioco”. “Si è rischiata una tragedia, c’è stata piena solidarietà e collaborazione di tutti – è intervenuto all’Italpress Balata – L’episodio di ieri avrebbe potuto avere risvolti drammatici. Il comunicato del club rosanero mi ha fatto piacere, tutti sono stati sportivi, ma anche colpiti da quello che è successo. C’è stato un fair play assoluto e una grande solidarietà tra le squadre, come dovrebbe essere sempre nel calcio che è anche il modo in cui intendo io questo sport. C’è stato un comportamento esemplare da parte di tutti. Il rinvio a domenica? È stata fatta la cosa più giusta – ha aggiunto Balata – le condizioni psicologiche dei giocatori e di tutto lo staff non credo fossero le migliori. Dispiace per i tifosi ma era impossibile fare diversamente”. La disavventura della squadra rosanero, infatti, ha coinvolto di riflesso i tifosi che erano partiti al seguito della squadra. Per esattezza 222 i ticket venduti, magari non tutti provenienti dalla Sicilia ma per la maggior parte sì. “Per questo – si legge in una nota del club rosanero – il Palermo FC ha deciso di omaggiare una maglia gara ai 222 tifosi rosanero che avevano acquistato il biglietto del settore ospiti per la partita di Ascoli entro il termine delle ore 19 di venerdì 27 gennaio. Nel mese di marzo la maglia, simbolo di fede e appartenenza, potrà essere ritirata allo store del Palermo presentando il titolo d’ingresso al match, oppure (per chi abita fuori Palermo) spedita a seguito di apposita richiesta via mail. Un gesto simbolico che, pur non potendo riparare ai disagi subiti, intende gratificare lo sforzo di chi è sempre al fianco della squadra”. Solidarietà ai supporter del Palermo anche dall’Ascoli che lancia “un messaggio di sportività, ospitalità e cordialità”, decidendo di omaggiare i tifosi palermitani occupanti il settore ospiti con un cartoccio di olive ascolane, simbolo culinario del territorio piceno e dell’ascolanità. “I valori sportivi – conclude il comunicato della società marchigiana – per l’Ascoli Calcio non possono prescindere da quelli morali ed etici, per questo gli omaggi ad entrambe le tifoserie (i supporter ascolani avranno il 30% di sconto nello store ufficiale) vogliono essere una ideale stretta di mano a chi si sacrifica costantemente per sostenere la squadra del cuore”.
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Le novità fiscali della Legge di bilancio, esperti a confronto a Palermo
PALERMO (ITALPRESS) – Coinvolgere un numero più ampio possibile di contribuenti e imprese negli interventi fiscali agevolativi da una parte, semplificare il sistema normativo e realizzare riforme finalizzate a una tregua fiscale dall’altra: questi gli obiettivi delineati dalla Camera degli Avvocati tributaristi e presentati in un’iniziativa alla Camera di commercio Palermo ed Enna. Un insieme di misure che, specialmente per il capoluogo, diventano indispensabili per ripianare una situazione fiscale fortemente danneggiata dalle difficoltà in tema di riscossione dei tributi.
Alla discussione hanno partecipato anche il sindaco Roberto Lagalla, il segretario generale della Camera di commercio Guido Barcellona, il presidente di Assoimpresa Mario Attinasi, il presidente dell’Ordine degli avvocati di Palermo Dario Greco, il presidente dell’Ordine dei consulenti di Palermo Antonio Alessi, il capo dell’Ufficio contenzioso e riscossione alla direzione generale dell’Agenzia delle entrate Marcello Chiorazzo e il rappresentante del Comando regionale della Guardia di finanza. Ad introdurre i lavori il professore Angelo Cuva, presidente della Camera degli Avvocati Tributaristi di Palermo e vicepresidente Uncat.
Al centro della kermesse le novità fiscali presentate dal Governo in legge di bilancio, contenenti una serie di norme di carattere agevolativo in fase sia di accertamento, sia di riscossione che di gestione dei contenziosi. Un insieme di provvedimenti che, secondo il presidente della Camera dei tributaristi Angelo Cuva, “devono essere accolti con favore, soprattutto perchè ci troviamo in un contesto di gravi difficoltà economiche causate della pandemia prima e della guerra in Ucraina poi. Tuttavia, il nostro auspicio è che in futuro il profluvio normativo si arresti a vantaggio di una semplificazione e di un insieme di provvedimenti chiari e in numero esiguo”. Le priorità indicate da Cuva sono due, “contrasto deciso all’evasione fiscale e realizzazione di riforme tributarie legate all’attuazione del Pnrr”.
Il presidente della Camera dei tributaristi evidenzia poi le responsabilità degli Enti locali, Comuni in primis, nel compiere le dovute scelte in materia fiscale: “L’adesione alle misure agevolative non è automatica, ma discrezionale – spiega -. Sarà fondamentale anche il controllo da parte degli operatori a presidio della legalità fiscale, ovvero Agenzia delle entrate e Guardia di finanza, e il contributo che istituzioni professionali come avvocati e commercialisti possono dare a contribuenti e imprese, specialmente in un momento in cui il complesso di norme è ancora un enorme groviglio”.
Ma a Palermo l’attuazione di misure agevolative si scontra con le difficoltà del Comune in tema di riscossione: un problema che, per Lagalla, è legato a “un’insufficienza cronica negli ultimi anni del processo di recupero dei tributi, alla quale il Comune deve necessariamente guardare, riferendosi anche alle novità introdotte dalla legislazione vigente e senza avere paura di assumere decisioni impopolari o comunque rischiose”.
Una di queste potrebbe essere, qualora si decida di proseguire in tal senso, l’affidamento della riscossione dei tributi a un ente esterno, come avvenuto a Napoli: “Siamo maglia nera tra le 14 città metropolitane d’Italia in tema di riscossione – evidenzia il primo cittadino -. La mia amministrazione rischia di pagare per responsabilità non sue: se non arriva la scure dell’accertamento è inevitabile che il cittadino infranga la legge”.
I numeri di Palermo, delineati dal sindaco, sono impietosi e vedono il recupero dei tributi fermo al 42-43%, al di sotto della media nazionale di circa venti punti percentuali. Un dato che si abbassa notevolmente se si tengono in considerazione le sole multe, la cui riscossione negli scorsi anni si aggirava intorno al 2%. “L’insufficienza di personale e l’hackeraggio frequente dei sistemi operativi non possono costituire un alibi per un monitoraggio così incostante”, conclude Lagalla.
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Cerimonia in Prefettura a Palermo per la Shoah, Cucinotta “Rinnovare la memoria”
PALERMO (ITALPRESS) – In Prefettura a Palermo, nella sala Dalla Chiesa, si è svolta la cerimonia commemorativa del “Giorno della Memoria”. Presenti le istituzioni cittadine, il vice presidente vicario dell’Assemblea Regionale Siciliana, Nunzio Di Paola, il Sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, insieme ai vertici della magistratura ordinaria e contabile e delle forze di polizia territoriali e al Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia.
Dopo l’esecuzione del canto degli italiani, il prefetto Maria Teresa Cucinotta, ha rivolto un saluto e un ringraziamento alle autorità e ai giovani studenti presenti, evidenziando che “tutti siamo chiamati a ricordare, a rinnovare la memoria, nella convinzione che non si tratti di un esercizio sterile o ripetitivo, ma che il ricordo possa tradursi in passione civile, in condivisione sentita di ideali di uguaglianza, di pace, di fratellanza e rispetto tra i popoli. Il significato della giornata della memoria è innanzitutto quello di commemorare le vittime. Ma anche e soprattutto il dovere di conoscere uno dei capitoli più bui della nostra storia e della storia dell’umanità, affinchè non si ripeta. Occorre dunque conoscere per non dimenticare e ‘non dimenticarè gli orrori delle guerre, delle persecuzioni, dell’odio razziale per preservare quelle preziose conquiste di libertà e democrazia operate dai nostri padri con coraggio e coerenza”.
Luciana Pepi, presidente dell’Istituto Siciliano di Studi Ebraici, nel corso del suo intervento ha reso omaggio alla memoria delle vittime della Shoa, al sacrificio e alla rinascita del popolo ebraico.
Nel corso della cerimonia, gli studenti degli Istituti di Istruzione Superiore di Palermo Liceo Classico “Giuseppe Garibaldi”, Liceo Linguistico “Ninni Cassarà” e dell’Istituto Superiore “Francesco Paolo Cascino”, accompagnati dai dirigenti scolastici e dai docenti, hanno condiviso le proprie riflessioni sul tema della Shoah, illustrando il significato profondo, evocativo e propositivo degli elaborati realizzati in versi, immagini e filmati, per tenere vivo il ricordo di quel tragico e oscuro periodo della storia del nostro Paese e dell’Europa, con lo sguardo rivolto alla speranza di un futuro in cui sia scongiurato il ripetersi di quelle barbarie.
In particolare gli studenti del liceo classico “Garibaldi” hanno dato lettura dei brani, accompagnati da toccanti immagini, tratti dalla raccolta “Storia di Bianca e Jacopo” – Testimonianza di Fratellanza e di arte dal Ghetto di Terezin, scritta dagli stessi allievi; il Liceo Linguistico “Ninni Cassarà” ha proposto una riflessione sul tema della inviolabilità della vita umana, con il video “La Sacralità della Vita”; gli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Francesco Paolo Cascino” hanno realizzato il video “Storie di Ebrei a Palermo”, frutto della raccolta di fonti e testimonianze della presenza ebraica nel territorio palermitano.
I lavori degli studenti sono consultabili sul sito istituzionale della Prefettura di Palermo.
Il maestro Giovanni Mattaliano, compositore e docente di clarinetto jazz al Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo, in duo con il chitarrista Nicolò Buffa, ha contribuito con la mini performance dal titolo “Danze dal mondo”, musiche spirituali e festose della tradizione Klezmer, genere musicale strumentale, tradizionalmente intonato nelle comunità ebraiche per accompagnare matrimoni o gioiose feste religiose.
Nel corso della commemorazione, il prefetto Maria Teresa Cucinotta e il Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, generale di Divisione Rosario Castello, hanno consegnato la medaglia d’onore, conferita con decreto del Presidente della Repubblica alla memoria di Salvatore Rosario Terrana, alla figlia Agnese Maria, accompagnata dal nipote Marco Cerasa.
Arruolatosi nel 1928 nei Reparti Carabinieri Reali (CCRR), Rosario Terrana, dopo avere prestato servizio in Sicilia per alcuni anni, l’8 dicembre del 1940 fu inviato in Albania e da lì attraverso il porto di Bari raggiunse la città di Durazzo, partecipando alle operazioni di guerra nei Balcani e facendo parte del 7^ Battaglione mobilitato dei Carabinieri Reali. Il 16 maggio del 1943, tornato in Sicilia, dopo essersi sposato, venne richiamato alle armi, ed il 9 settembre dello stesso anno fu fatto prigioniero nella città di Patrasso dalle truppe tedesche e deportato in Germania presso lo Stalag XVII 398 di Pupping in Austria.
In alcune lettere inviate alla famiglia, raccontava che durante il viaggio verso il luogo di prigionia, stipato all’interno dei vagoni bestiame insieme ai suoi compagni, sentiva nominare i luoghi delle località attraversate dal treno sognando di rifare lo stesso percorso con i suoi familiari da uomo libero.
Arrivati nella città di Linz, fu tradotto in un campo di concentramento come IMI, Internato Militare Italiano e venne utilizzato come forza di lavoro in varie imprese, impiegato anche come barbiere e calzolaio. Sopravvisse miracolosamente agli stenti per fame, freddo e maltrattamenti e nei suoi racconti riferiva che per tenere su il morale, i prigionieri organizzavano rappresentazioni teatrali. Liberato dagli Americani l’11 luglio 1945, rientrò in Italia con mezzi di fortuna ed in Sicilia con l’aiuto di un camionista diretto a Grotte, in provincia di Agrigento. Nel settembre del 1945 venne assegnato alla Stazione Carabinieri di Santa Flavia, dove rimase fino al dicembre del 1956, anno del collocamento in quiescenza con il grado di Vice Brigadiere. Terrana ha ricoperto negli anni, presso la Stazione Carabinieri di Santa Flavia, la carica di presidente dell’associazione reduci di guerra, è stato decorato con la croce al merito di guerra relativa al periodo bellico 1940-1943 e di quella relativa al periodo dell’internamento.
foto ufficio stampa Prefettura Palermo
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Unioncamere, in Sicilia 2.399 aziende in più nel 2022
PALERMO (ITALPRESS) – Nel 2022 in Sicilia si è registrata una lieve crescita del tessuto imprenditoriale. Le iscrizioni presso i registri delle Camere di Commercio Siciliane sono state 20.200 mentre le cessazioni 17.801 determinando un saldo positivo che si attesta quindi a +2.399 imprese nell’arco dell’anno.
Complessivamente le imprese esistenti in Sicilia al 31 dicembre del 2022 sono 479.058, confermando un tasso di crescita positivo di 0,50%, rispetto al 2021 quando erano 478.967 (al 31 dicembre 2021). E’ quanto emerge dall’andamento delle imprese siciliane registrate presso le Camere di Commercio, come rende noto Unioncamere Sicilia.
“Segnali seppur di poco ma positivi – commenta il Presidente di Unioncamere Sicilia, Giuseppe Pace – anche nel corso del 2022 la Sicilia continua a mantenere vivo il variegato tessuto imprenditoriale, composto principalmente da piccole e medie imprese. Tutte le province hanno fatto registrare un andamento positivo in termini sia di saldo sia in riferimento al tasso di crescita, con in primis la provincia di Palermo +0,81%, seguita da Messina +0,64%, Catania +0,61%, Siracusa +0,53%, ed infine Trapani e Agrigento rispettivamente +0,26% e +0,22%, significato che continua ad esserci voglia di fare impresa. La forma giuridica maggiormente preferita dagli imprenditori nel 2022 è stata quella delle Società di Capitali che sono cresciute del 3,07%, in calo invece Società di persone e imprese individuali”.
“Dopo periodi difficili – spiega il Presidente Pace -, sia di natura sanitaria che per il caro energia, non potevamo che aspettare questi segnali positivi, anche un pò confortanti, relativamente al numero di imprese presenti in Sicilia (479.058)”.
“Il sistema delle Camere di Commercio – aggiunge Santa Vaccaro, Segretario Generale di Unioncamere Sicilia – è in prima fila nel supportare l’imprenditoria del territorio Siciliano e nel favorire la nascita di nuove imprese, offrendo servizi sempre più innovativi, nonchè un ventaglio di attività promozionali di sostegno all’Export, Turismo, Transizione energetica, Infrastrutture e Orientamento al lavoro. Il dato, comunque, va letto in riferimento alla condizione generale delle imprese nel nostro Paese: il tasso di crescita nazionale, infatti, è stato stimato dello 0,79%, nella classifica nazionale la Sicilia si è collocata al quarto posto, preceduta solamente da Lombardia, Campania e Lazio. A livello nazionale, il dato dell’area geografica Sud e Isole gioca il ruolo più significativo con un saldo positivo fra iscrizioni e cessazioni di 17.428 imprese, ed un tasso di crescita di +1,79% per l’anno 2022. Le regioni che proseguono la scia positiva sono Lombardia con un saldo di 11.415 ed un tasso di crescita di +1,20%, Lazio con un +1,55%, Campania (+0,94%) e la Sardegna (+1,38%), mentre in controtendenza Marche e Molise, hanno chiuso l’anno con un valore negativo”.
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A Palermo cerimonia per la Shoah, Lagalla “La memoria rimanga viva”
PALERMO (ITALPRESS) – “Il senso di questa giornata è quello di ripercorrere gli orrori del passato affinchè la memoria di quei terribili anni rimanga viva e guidi l’azione di ciascuno di noi affinchè nulla di simile possa mai ripetersi. E’ compito delle istituzioni vigilare sull insinuarsi di sentimenti razziali nelle nostre comunità, soprattutto nelle giovani generazioni più vulnerabili ed esposte alle trappole culturali del web e fare in modo che ciò che i principi di uguaglianza stabiliti dalla Costituzione siano valorizzati nel percorso educativo e formativo dei nostri ragazzi”. Lo ha dichiarato il sindaco di Palermo Roberto Lagalla in occasione delle manifestazioni per la Giornata della Memoria.
– foto: ufficio stampa Comune di Palermo
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Azienda Siciliana Trasporti, si dimette il presidente del collegio sindacale
PALERMO (ITALPRESS) – Maria Antonia Battaglia, presidente del Collegio sindacale di Ast Spa, ha rassegnato le dimissioni. Si appesantisce pertanto la situazione in seno all’Azienda Siciliana Trasporti che sta attraversando una grave crisi economica. In una lettera al presidente della Regione Renato Schifani e all’assessorato all’Economia, Battaglia ha comunicato la sua decisione motivata “dai contrasti con l’Organo amministrativo della società” che a suo parere “arrecano nocumento al normale svolgimento dell’attività del collegio e alla gestione dell’azienda che in questo momento si trova in una situazione di grave crisi”. Sulla vicenda il governatore Schifani aveva già assunto una posizione molto rigorosa riguardo al controllo dei conti. Il buco ammonterebbe dai 50 ai 70 milioni di euro e non mancano le perplessità sulla ricapitalizzazione dell’azienda.
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