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Nel covo di Messina Denaro trovata una pistola pronta a sparare

CAMPOBELLO DI MAZARA (TRAPANI) (ITALPRESS) – Perquisizioni e controlli a tappeto a Campobello di Mazara, dove è stato catturato il boss Matteo Messina Denaro. A setaccio le abitazioni dove l’ex primula avrebbe trascorso la latitanza.
I Carabinieri, durante una perquisizione nella casa di via CB 31 in uso a Matteo Messina Denaro, hanno ritrovato una pistola revolver “Smith & Wesson” calibro 38 special, completa di 5 cartucce, e pronta a sparare. Nella stessa circostanza i militari hanno rinvenuto un involucro con ulteriori 20 cartucce dello stesso calibro.
Sempre nell’ambito dell’inchiesta per far luce sui
fiancheggiatori dell’ex superlatitante Matteo Messina Denaro, una nuova perquisizione è stata condotta a Campobello di Mazara.
I Carabinieri del Ros hanno setacciato l’abitazione degli ex
suoceri di Andrea Bonafede, in via San Giovanni. L’abitazione
risulta disabitata da tempo perchè i coniugi sono morti diversi
anni fa e si trova a pochi metri dalla casa di Giovanni Luppino e
nei pressi del covo in cui avrebbe vissuto il boss fino a giugno
scorso.
foto ufficio stampa Carabinieri
(ITALPRESS).

In Sicilia in calo nuovi casi di Covid e ospedalizzazioni

PALERMO (ITALPRESS) – Nella settimana dal 16 al 22 gennaio si è registrato in Sicilia un netto calo delle nuove infezioni da Covid-19, in linea con la tendenza nel territorio nazionale.
I nuovi positivi sono stati 4.054 (-46,55% rispetto alla settimana precedente), con un’incidenza di 84 casi ogni 100 mila abitanti. I tassi più elevati, rispetto alla media regionale, sono stati osservati nelle province di Agrigento (104/100.000), Siracusa (101/100.000) e Ragusa (93/100.000). Le fasce d’età maggiormente a rischio risultano quelle tra gli 80 e gli 89 anni (127/100.000), tra i 70 e i 79 (108/100.000) e tra i 60 e i 69 anni (106/100.000). I dati sono contenuti nell’ultimo bollettino settimanale a cura del Dipartimento per le Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico dell’assessorato della Salute della Regione Siciliana.
In base a quanto riportato nel documento, le nuove ospedalizzazioni sono in lieve diminuzione, sebbene la diffusione dei contagi pregressi si rifletta ancora su una prevalenza di soggetti ospedalizzati con positività concomitante da Covid-19.
Nella stessa settimana, più della metà dei pazienti positivi in ospedale è risultata non vaccinata. L’epidemia rimane in una fase delicata con un livello ancora significativo di diffusione virale ma con una ricaduta sulle nuove ospedalizzazioni più contenuta rispetto ai periodi precedenti.
Per quanto riguarda la campagna vaccinale in Sicilia, i dati sono aggiornati al 24 gennaio. Nel target 5-11 anni, i vaccinati con almeno una dose si attestano al 23,89% del target regionale. Sono 63.295 i bambini, pari al 20,12%, che risultano con ciclo primario completato. Nel target over 12, i vaccinati con almeno una dose si attestano al 90,95% del target regionale, mentre l’89,58% ha completato il ciclo primario. Sono ancora 1.057.725 i cittadini che, pur avendone diritto, non hanno effettuato la terza dose. I vaccinati con dose aggiuntiva/booster sono 2.772.898 pari al 72,39% degli aventi diritto. Complessivamente in Sicilia sono state effettuate 236.313 somministrazioni di quarta dose di cui 208.284 a soggetti over 60. Le quinte dosi sono state 8.267.
immagine ufficio stampa Regione siciliana
(ITALPRESS).

Castelvetrano e Campobello di Mazara in piazza per dire “No alla mafia”

CAMPOBELLO DI MAZARA (TRAPANI) (ITALPRESS) – Due cortei per dire no alla mafia, promossi dalle amministrazione comunali di Castelvetrano e Campobello di Mazara. Due realtà ad alta densità mafiosa: la prima luogo di nascita dell’ex latitante Matteo Messina Denaro catturato a Palermo il 16 gennaio scorso; l’altra dove il boss ha vissuto stabilmente negli ultimi quattro anni. Si sono mossi da due punti diversi, con in testa i sindaci dei due comuni, Giuseppe Castiglione e Enzo Alfano. Presenti anche i primi cittadini del comprensorio, tutti con la fascia tricolore, e soprattutto molti studenti che scandiscono slogan contro cosa nostra ed espongono striscioni: “Campobello libera”, “No alla mafia”, “Castelvetrano 16 gennaio la nostra liberazione”.
I cittadini di Campobello si sono riuniti davanti la chiesa “Madonna di Fatima” ed hanno sfilato in corteo sino a congiungersi con quelli di Castelvetrano, che sono arrivati dalla parte opposta del paese, al confine di Castelvetrano, per gridare tutti insieme un forte “NO alla mafia”.
Appuntamento finale al vicolo San Vito, dove si trova il primo covo del boss e dove il sindaco di Campobello, ha tenuto un breve discorso. Poi, tutti in coro hanno scandito ripetutamente “la Sicilia è nostra e non di cosa nostra”.
Presenti alla manifestazione, tra gli altri, il vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Angelo Giurdanella, e l’emerito monsignor Domenico Mogavero.
foto xa3 Italpress
(ITALPRESS).

L’Università di Palermo si apre sempre di più al digitale e all’impresa

PALERMO (ITALPRESS) – I numeri in crescita danno un segnale chiaro: la fiducia degli studenti verso l’Università di Palermo è aumentata. Merito della nuova offerta formativa e di una serie di investimenti, che il rettore Massimo Midiri ha presentato a Palazzo Steri e che vedono l’Ateneo aprirsi sempre di più al digitale, al mondo d’impresa e alla digitalizzazione.
Uno dei temi più caldi riguarda l’edilizia: a Palermo sono stati destinati 17 milioni di euro sul ripristino della Martorana, già sede della facoltà di Architettura, mentre per i poli decentrati la ricostruzione riguarderà più Trapani di Agrigento e Caltanissetta. Per il rinnovamento del Policlinico si attende il finanziamento della Regione, sul quale comunque il presidente Renato Schifani ha dato il suo benestare: l’obiettivo è far partire i lavori entro 60 giorni, in modo da creare una struttura in grado di collegare cittadella universitaria e cittadella della salute. Il vecchio Policlinico, in questo modo, andrebbe ad assumere la veste di campus.
Per l’anno accademico in corso si registrano 10.853 nuove immatricolazioni, 9.102 delle quali per le lauree triennali e 1.751 per le magistrali: numeri che fanno di Palermo l’unico ateneo del sud Italia con numeri in crescita rispetto al 2021/22 e che vedono, in particolare per le magistrali, un’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti (la crescita stimata sfiora il 10%).
Significativa anche la differenza con il 2019, ultimo anno pre pandemia, rispetto al quale si registra un aumento del 5,5% degli iscritti.
La crescita di iscritti alle magistrali va ricondotta a un maggiore avvicinamento dei percorsi formativi promossi dall’ateneo alle esigenze del mercato del lavoro: “Il tirocinio è lo strumento che ci collega al mondo d’impresa e che consente allo studente pre laurea di farsi conoscere dall’azienda, con l’obiettivo di essere tenuto dopo aver completato il percorso di studi – sottolinea Midiri, – Per il 2023 abbiamo raddoppiato gli investimenti sui tirocini, arrivando a un milione di euro”. Il rettore ricorda poi Gregory Bongiorno, “figura che condivideva con noi un approccio che potesse collegare il mondo studentesco a quello d’impresa”.
Un’ulteriore novità è costituita dall’ampliamento dell’offerta formativa, con l’attivazione di 18 nuovi corsi di studio (12 per le lauree triennali e 6 per le magistrali) e 42 master (14 di primo livello e 28 di secondo), che coinvolgeranno tanto Palermo quanto i poli decentrati. L’obiettivo, spiega Midiri, è “creare percorsi che diano agli studenti gli strumenti per interpretare i cambiamenti sociali in corso”.
Nel capoluogo saranno disponibili, a partire dall’anno accademico 2023/24, i corsi triennali di Ingegneria robotica, Intelligenza artificiale, Scienze gastronomiche, Farmaceutica e Nutraceutica animale, Tecnologie digitali per l’architettura, Tecniche per le costruzioni e il territorio e i magistrali in Scienze e tecnologie per la difesa e la conservazione del suolo, Agricoltura di precisione, Comunicazione per l’enogastronomia, Scienze delle prevenzioni sanitarie, Digital Humanities per la cultura e l’industria; a Caltanissetta partirà il corso di Scienze e tecnologie biologiche e a Trapani Biodiversità e innovazione tecnologica, Sistemi agricoli mediterranei, Scienze delle attività motorie e sportive, Tecniche di laboratorio biomedico, Tecniche di radiologia, Scienze della formazione primaria; ad Agrigento si punta invece a consolidare le iniziative accademiche avviate nel biennio precedente.
L’università destinerà inoltre un investimento di 10 milioni su sport, adeguamenti strutturali e sicurezza e uno di 8 milioni sulla trasformazione digitale. Altro settore di interesse è l’internazionalizzazione: preso atto del raggiungimento di 500 studenti stranieri, l’ateneo è pronto ad attivare due nuove lauree magistrali in inglese (Spatial Planning ed Economics), portando il totale dei corsi di lingua straniera a sedici. In più sono previsti 50 corsi di laurea a doppio titolo e 25 Percorsi di studio integrato (Pis), con il quale gli studenti potranno conseguire dieci crediti formativi nelle università partner.
La novità più importante, per quanto riguarda l’offerta didattica internazionale, è costituita dal progetto Forthem, promosso dall’Unione europea con un finanziamento di 14 milioni, che vedrà per i prossimi sei anni una partnership tra Palermo e otto università straniere: Borgogna, Magonza, Valencia, Opole, Jyvaskula, Agder, Sibiu e Riga. Il progetto verrà presentato dal 20 al 24 febbraio e ha l’obiettivo, secondo Midiri, di “far assomigliare Palermo a capitali europee dell’internazionalizzazione, come Barcellona o Valencia. Perchè ciò avvenga naturalmente è indispensabile che i numeri del turismo tornino a registrare un boom”.
foto xd8 Italpress
(ITALPRESS).

Schifani incontra il generale Lorusso della Guardia di Finanza

PALERMO (ITALPRESS) – Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha ricevuto oggi, in visita ufficiale a Palazzo d’Orlèans, il comandante interregionale dell’Italia Sud-Occidentale della Guardia di Finanza, il generale di corpo d’armata Rosario Lorusso. Al termine del colloquio, il governatore ha offerto in dono al generale un crest con i simboli della Regione Siciliana.
«E’ stato un incontro cordiale, nel corso del quale – ha detto il presidente – abbiamo affrontato vari temi e ribadito la reciproca disponibilità a una collaborazione istituzionale tra governo regionale e Guardia di Finanza. Ho manifestato il grande apprezzamento del governo per l’impegno profuso quotidianamente dalle Fiamme gialle al servizio della comunità e per la legalità».
foto ufficio stampa Regione siciliana
(ITALPRESS).

Fincantieri, a Palermo varata l’unità anfibia per il Qatar

PALERMO (ITALPRESS) – E’ stata varata nello stabilimento di Palermo l’Al Fulk, l’unità anfibia Landing Platform Dock) commissionata a Fincantieri dal Ministero della Difesa del Qatar nell’ambito di un programma più ampio di acquisizione navale nazionale. La nave ha una lunghezza di circa 143 metri, una larghezza di 21,5 e potrà ospitare a bordo circa 550 persone. E’ dotata di due rampe carrabili e di un bacino interno allagabile in grado di ospitare un mezzo da sbarco Lcm (Landing Craft Mechanized) pronto all’uso che può anche essere disposto sul ponte del garage e può essere dispiegato utilizzando un sistema di gru. Il ponte di volo è inoltre dimensionato per ospitare l’elicottero NH90. La cerimonia di varo si è svolta alla presenza del Vice Primo Ministro e Ministro della Difesa del Qatar, H.E. Khalid bin Mohamed Al Attiyah, e del Ministro della Difesa, Guido Crosetto.
“E’ un momento importante perchè dal 2009 una nave completa non usciva da quello che è oggi il più grande stabilimento che ci sia in Italia per la costruzione delle navi- ha sottolineato il ministro Crosetto – Un momento importante per Palermo, quindi, per Fincantieri. Ci auguriamo sia la prima di una lunga serie di navi, e non di pezzi di navi, che escano da questo cantiere, che è quello che ha più possibilità logistiche in Italia ed è probabilmente il cantiere che ha la migliore manodopera e la più grande quantità di specializzati nella lavorazione dell’acciaio in Italia. Questa è l’ultima di questa serie ma ci saranno navi in futuro che possono essere costruite a Palermo. Qua c’è una vocazione fortissima sui traghetti. Per cui le prospettive per questo cantiere possono essere ottime in futuro”.
Erano presenti, tra gli altri, Staff Major General (Sea) Abdullah Hassan Al-Sulaiti, Commander of the Qatar Emiri Naval Forces, Ammiraglio di squadra Enrico Credendino, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Gen. di Corpo d’Armata Luciano Portolano, Segretario Generale Difesa e Direzione Nazionale Armamenti, Khalid bin Yousef Al-Sada, Ambasciatore del Qatar a Roma, Paolo Toschi, Ambasciatore d’Italia a Doha, Renato Schifani, Presidente della Regione Sicilia, Roberto Lagalla, Sindaco di Palermo, accolti da Pierroberto Folgiero, Amministratore delegato di Fincantieri.
“Il programma del Qatar – ha spiegato l’ad di Fincantieri – è vasto e prevede altre unità navali che devono essere consegnata, ma la sfida più importante del programma Qatar è che poi insieme a tutto il sistema Italiano metteremo poi in Qatar in esercizio e assisteremo tutta la fase di manutenzione del ciclo della nave. Non bisogna le navi solo costruirle ma accompagnarle, creare una collaborazione continua. La parte più bella è il dopo costruzione che durerà per alcuni anni e che sarà un altro momento di collaborazione forte col Qatar”. L’unità Lpd, costruita interamente dai cantieri italiani, è progettata in accordo al regolamento Rinamil (regolamento per la classificazione delle navi militari) per garantire collegamenti terra-aria-marini estremamente efficienti. Sarà altamente flessibile e in grado di svolgere diversi tipi di compiti, dagli interventi umanitari al supporto delle forze armate e alle operazioni di terra.
“Oggi festeggiamo il lavoro del nostro cantiere navale, un cantiere di eccellenza straordinaria, degli uomini e delle donne che lavorano in maniera professionale – ha commentato il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani -. Sono qui perchè noi crediamo nell’industria e nello sviluppo di questa nostra terra. Anche la Regione darà lavoro ai cantieri con importanti commesse. Oggi celebriamo questo, ma noi continuiamo a lavorare nell’interesse della Sicilia. Sono veramente orgoglioso di essere qui a testimoniare la presenza della Regione e l’orgoglio dei siciliani”.

– foto: xd6/Italpress

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Al via i lavori di restauro del casolare Impastato a Cinisi

PALERMO (ITALPRESS) – Partono ufficialmente oggi i lavori di restauro del casolare di Cinisi, nel Palermitano, in cui il 9 maggio 1978 fu ucciso dalla mafia il giornalista Peppino Impastato. Il cantiere, finanziato dalla Regione Siciliana con risorse del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020, per un importo complessivo di circa 126 mila euro, è stato aperto nel pomeriggio con la consegna ufficiale dei lavori.
«Preservare i luoghi della nostra storia e valorizzare la memoria collettiva – dice il governatore Renato Schifani – è un dovere imprescindibile per la crescita sana della nostra terra. Il sacrificio di persone coraggiose come Peppino Impastato, che sono state pronte a rinnegare anche la propria famiglia per liberare la Sicilia dalla mafia, deve essere d’esempio per ognuno di noi e soprattutto per chi rappresenta le istituzioni».
Il progetto di restauro del fabbricato e del terreno circostante, espropriati ed entrati in possesso del patrimonio della Regione nel 2020, è stato redatto dalla Soprintendenza dei Beni culturali e ambientali di Palermo, diretta da Selima Giuliano, oggi presente alla consegna dei lavori.
La fine delle opere di ristrutturazione, che saranno realizzate tutelando la struttura esistente ma con l’obiettivo di migliorarne la fruizione pubblica, è prevista per il mese di luglio.
«Il nostro obiettivo – commenta l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – è quello di restituire al più presto questo luogo, dalla forte valenza simbolica di testimonianza di civiltà e di lotta alla criminalità organizzata, al ‘percorso della memorià in ricordo delle vittime di mafia. E’ un bene di tutti che abbiamo preso l’impegno di tutelare e valorizzare».

– foto: ufficio stampa Regione Siciliana

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Mafia, smantellato clan palermitano di Pagliarelli, sette arresti

PALERMO (ITALPRESS) – Alle prime ore dell’alba, nelle città di Palermo, Riesi (CL) e Rimini, i militari del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a 7 provvedimenti cautelari (5 in carcere e 2 degli arresti domiciliari, ndr), emessi dal Gip presso il Tribunale di Palermo su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, per i reati di associazione di tipo mafioso ed estorsioni, consumate e tentate, con l’aggravante di aver commesso il fatto al fine di agevolare l’attività mafiosa e di essersi avvalsi della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva. L’attività odierna, in particolare, costituisce l’esito di un articolato impegno in direzione del mandamento mafioso palermitano di Pagliarelli, che ha consentito di acquisire un grave quadro indiziario in ordine all’appartenenza a cosa nostra dei membri della famiglia mafiosa di Rocca Mezzomonreale, alcuni dei quali, posti in posizione di vertice, già condannati in passato in via definitiva per il reato associativo mentre altri, considerati uomini d’onore riservati, rimasti ad oggi immuni da attenzioni investigative a causa delle cautele adottate nei loro confronti dal sodalizio. Grazie all’importante dispositivo di contrasto di cui si è dotato il Comando Provinciale Carabinieri di Palermo, nonchè al ricorso sistematico alle più sofisticate tecnologie di captazione, è stato possibile superare le continue accortezze poste in essere dagli indagati al fine di sottrarsi alle investigazioni, arrivando ad ottenere acquisizioni di elevatissimo pregio ed assoluta genuinità che hanno confermato, ancora una volta, la piena operatività dell’associazione nel suo complesso, nonchè il costante richiamo della stessa alle più arcaiche regole mafiose. L’operazione ha consentito di smantellare la famiglia mafiosa di Rocca Mezzomonreale, inquadrata nel mandamento palermitano di Pagliarelli, nonchè di confermarne, ancora una volta, le storiche figure di vertice, già in passato protagoniste di episodi rilevantissimi per la vita dell’associazione mafiosa, quali, ad esempio, la gestione operativa della trasferta in Francia del capomafia deceduto Bernardo Provenzano per sottoporsi a cure mediche o la tenuta dei contatti con l’allora capomafia trapanese latitante Matteo Messina Denaro. Svelata l’esistenza, in seno alla predetta famiglia mafiosa, di uomini d’onore riservati rimasti ad oggi del tutto estranei alle cronache giudiziarie, i quali, pur dimostrando una piena adesione al codice mafioso universalmente riconosciuto da cosa nostra, godrebbero di una speciale tutela e verrebbero chiamati in causa soltanto in momenti di particolare criticità dell’associazione. Fondamentale l’intercettazione di una riunione della famiglia mafiosa di Palermo – Rocca Mezzomonreale al completo, tenutasi per estrema prudenza in una casa nelle campagne della provincia di Caltanissetta; in quel contesto si è registrato il costante richiamo degli indagati al rispetto di regole e dei principi mafiosi più arcaici che – compendiati in un vero e proprio “statuto” scritto dai “padri costituenti” – sono considerati, ancora oggi, il baluardo dell’esistenza stessa di cosa nostra. Nell’ambito della conversazione captata, definita dallo stesso G.I.P. “di estrema rarità nell’esperienza giudiziaria”, si è più volte fatto esplicito richiamo all’esistenza di citato “codice mafioso scritto”, custodito gelosamente da decenni e che regola, ancora oggi, la vita di cosa nostra palermitana. Scongiurata l’attuazione di un proposito omicidiario, una vera e propria sentenza di morte, emessa nel contesto della predetta riunione di mafia quale suggello della ritrovata armonia tra i membri della famiglia mafiosa e, in seguito, riattualizzata nel corso delle successive captazioni tecniche, nei confronti di un architetto ritenuto responsabile di una serie di mancanze nello svolgimento della propria opera professionale. L’operazione ha permesso di ricostruire il compimento di diversi episodi estorsivi – posti in essere al fine di alimentare le casse dell’associazione mediante la richiesta del pizzo o l’imposizione di ditte riconducibili al sodalizio mafioso – uno dei quali caratterizzato dal ricorso ad una metodologia particolarmente inquietante quale l’apposizione, sul cancello di una privata abitazione, di una bambola recante un proiettile conficcato nella fronte.

foto: screenshot da video ufficio stampa Carabinieri

(ITALPRESS).