PALERMO (ITALPRESS) – Lunedì prossimo, con inizio alle ore 20, al Real Teatro “Santa Cecilia” di Palermo, andrà in scena lo spettacolo “Rombo di passione” ideato per festeggiare i 40 anni della rivista Sicilia Motori. Scritto da Francesco Terracina e Domenico Bravo, che ne è anche il regista, “Rombo di passione” sarà interpretato da Eletta Del Castello e Rosario Terranova e con le coreografia di Fabiola Arculeo.
“Rombo di passione – spiega il regista Domenico Bravo – ripercorre i 40 anni di Sicilia Motori fra ricordi e avvenimenti proprio dell’automobilismo e dei motori in generale, ma anche attraverso fatti e vicende politiche, sociali, storiche e di costume che hanno attraversato i quattro decenni. In un caleidoscopio di teatro, danza e musica, passando per interviste e testimonianze, si dipanerà la cronaca di una passione inarrestabile, il racconto di una solida pervicacia che porterà a spegnere la quarantesima candela sulla torta di Sicilia Motori”.
Sicilia Motori, il cui primo numero venne pubblicato nel marzo del 1982 è stato fondato dai giornalisti Roberto Barbato e Dario Pennica (che n’è tutt’ora il Direttore Responsabile). Nel tempo, si legge in una nota, si è affiancato il sito internet (www.siciliamotori.it) che soprattutto nei fine settimane pubblica in tempo reale i risultati delle corse che si svolgono sull’Isola e le notizie sui piloti ed i team isolani impegnati “oltrestretto”. Sicilia Motori, sottolinea la nota, è stata la prima e la più longeva fra le riviste regionali di corse motoristiche ed è oggi la terza rivista per anzianità (dopo Quattroruote e Autosprint) fra tutte le testate italiane di automotive distribuite in edicola.
foto ufficio stampa Sicilia Motori
(ITALPRESS).
Rombo di Passione, Sicilia Motori porta in scena i suoi 40 anni
Caro voli Sicilia, Associazione CID presenta ricorso all’Antitrust
PALERMO (ITALPRESS) – E’ stato presentato all’Antitrust e per conoscenza al Ministero dei Trasporti, all’Enac, a Gesap ed al Presidente della Regione il ricorso relativo al caro voli da e per la Sicilia. L’iniziativa è partita dall’Associazione CID, che da anni opera nel settore della tutela dei consumatori e del mercato, che si è fatta portavoce di una richiesta collettiva, ed il documento è firmato da Alessandro Palmigiano, Managing Partner di Palmigiano e Associati.
La vicenda è quella che infiamma la cronaca in queste settimane, “una situazione assolutamente inaccettabile per tutti i siciliani che studiano e lavorano in altre parti d’Italia e che vorrebbero spostarsi. Tariffe elevatissime da Verona, Milano, Torino ed addirittura da Roma”, si legge in una nota.
“Caso emblematico quello della capitale: la tratta Roma /Palermo che, ormai, viene operata unicamente da due compagnie, Ita Airways e Ryanair, che – a volte – ha costi paragonabili ad un volo Roma/New York o addirittura cinque volte più alti di un Palermo/Londra”, prosegue la nota, secondo cui “questa situazione, purtroppo, non è una novità per i Siciliani che, negli anni, hanno sempre vissuto una situazione di svantaggio nella mobilità internazionale e nazionale (pochi collegamenti, orari limitati e costo esorbitanti) ma rendere le tratte nazionali più rilevanti inaccessibili, costituisce una limitazione dei diritti costituzionali dei Siciliani, ai quali non vengono date le medesime opportunità dei cittadini delle altre Regioni italiane (pensiamo alle tariffe per la continuità territoriale della Sardegna)”.
“Abbiamo chiesto di verificare se sussiste un abuso di posizione dominante o comunque una intesa restrittiva della concorrenza che ha alterato i costi a danno dei consumatori – ha dichiarato Alessandro Palmigiano -; contestualmente abbiamo domandato un controllo della sussistenza di inadempimenti di tipo organizzativo. E’ evidente, che, anche quando non sussistano violazioni di legge, gli enti preposti al governo e alla organizzazione del traffico aereo, potrebbero non aver operato correttamente, consentendo una grave e inaccettabile distorsione del mercato visto che l’offerta non corrisponde alla domanda”.
foto Studio legale Palmigiano e Associati
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Covid, in Sicilia lieve incremento dei contagi
PALERMO (ITALPRESS) – Nella settimana dal 5 all’11 dicembre si assiste a un lieve incremento delle nuove infezioni con un’incidenza pari a 11.361 (1.13%) e un valore cumulativo di 237/100.000 abitanti. Il tasso di nuovi positivi più elevato rispetto alla media regionale si è registrato nelle province di Enna (322/100.000), Palermo (273/100.000) e Ragusa (250/100.000). Le fasce d’età più a rischio sono quelle tra i 70 e i 79 anni (341/100.000), tra i 60 e i 69 anni (334/100.000) e gli over 90 (312/100.000). In lieve aumento le nuove ospedalizzazioni, più della metà dei pazienti in ospedale risultano non vaccinati. E’ quanto emerge dal bollettino settimanale Dasoe inviato dalla
Regione Siciliana in merito all’epidemia Covid sul territorio
regionale.
I dati relativi alla campagna vaccinale prendono in esame la settimana dal 7 al 13 dicembre. Nella fascia d’età 5-11 anni i vaccinati con almeno una dose sono il 24, 52%, ha completato il ciclo primario il 21,17% del target regionale. Gli over 12 vaccinati con almeno una dose sono il 90,89 per cento, ha completato invece il ciclo primario l’89,54 per cento del target. La terza dose è stata ricevuta da 2.770.894 persone, pari al 72,38% degli aventi diritto.
Dal 7 settembre il ministero della Salute ha autorizzato l’utilizzo dei vaccini bivalenti per la somministrazione della terza dose e dal 23 settembre l’autorizzazione è stata estesa, su richiesta anche per la quarta dose, a tutti gli over 12 che abbiano ricevuto la terza dose da almeno 120 giorni. Dal primo marzo le quarte dosi somministrate sono state 204.718, delle quali 181.933 a soggetti over 60.
Dal 23 settembre è consentito l’utilizzo dei vaccini bivalenti anche per la quinta dose alle persone con marcata compromissione della risposta immunitaria. Infine, dal 17 ottobre il Ministero ha autorizzato la somministrazione della quinta dose con vaccino bivalente anche agli over 80, agli ospiti in RSA e agli over 60 con fragilità. Le quinte dosi finora somministrate sono 4.861.
foto ufficio stampa Regione siciliana
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Mafia, Generale Luzi “Ci sono imprese che la usano per vantaggi di mercato”
PALERMO (ITALPRESS) – “L’incisiva azione condotta dalla Magistratura e dalle Forze di polizia e l’indubbia maturazione dell’impegno civile contro la cultura mafiosa, di cui io stesso sono stato testimone a Palermo negli anni del mio comando provinciale, hanno certamente depotenziato le organizzazioni criminali e cosa nostra in particolare”. Così, il generale Teo Luzi, Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, nel corso di una intervista sul blog del giornalista Giovanni Pepi.
“L’attenzione resta elevata – sottolinea -. I sodalizi hanno la capacità di adattarsi rapidamente ai nuovi scenari e di cogliere ogni opportunità per massimizzare i propri profitti, espandendosi sul territorio nazionale e all’estero”. “In Lombardia e nel Lazio, tra il 2020 e il 2022 – ricorda il generale Teo Luzi – i Carabinieri hanno sequestrato beni a cosa nostra per un valore superiore a 55 milioni di euro”.
“Le mafie hanno cambiato pelle – aggiunge -. Non hanno rinunciato alla forza di intimidazione del vincolo associativo, ma la logica degli affari ha superato la logica della violenza”. “I gruppi mafiosi – spiega – continuano a qualificarsi per la capacità di radicarsi in un territorio, di disporre di notevoli risorse economiche derivanti soprattutto dal traffico di stupefacenti, di influenzare la vita sociale ricorrendo all’uso della violenza, ma anche ricercando un certo grado di consenso”.
“Noi osserviamo i fatti – dice -. Oggi ciò che conta non è più solo a quale ‘famiglià il mafioso appartiene… Valgono molto le relazioni intessute con imprenditori, rappresentanti della pubblica amministrazione e professionisti. Queste relazioni tossiche abilitano le mafie a orientarsi nella complessità del tessuto economico, conquistando nuovi spazi d’impresa. Ovunque ci sia un’opportunità: nel Nord del Paese come all’estero”.
“Io dico – evidenzia il Comandante Generale dei Carabinieri – che la consapevolezza sociale dell’esistenza e della pericolosità della mafia è molto diffusa nel nostro Paese. Ne sono testimonianza le manifestazioni svolte, quest’anno, in diverse città italiane per ricordare i giudici Falcone e Borsellino nel trentennale delle stragi di Capaci e via D’Amelio. Ma anche la grande partecipazione che abbiamo registrato in occasione della commemorazione, sull’intero territorio nazionale, del quarantesimo anniversario dell’assassinio del Generale Dalla Chiesa”. “Il punto è – aggiunge – che se è vero che le mafie mirano a fare impresa, è purtroppo molto battuto anche il percorso contrario: imprese che cercano il contatto con il mondo delle mafie per acquisire condizioni di vantaggio sul mercato. Un opportunismo perverso che ci fa comprendere come, ancora oggi, il disvalore della mafia non sia, in concreto, unanimemente accettato”.
“L’Arma è una macchina molecolare – prosegue -. Stazioni, Tenenze e Compagnie, diffuse ovunque sul territorio nazionale, dalle grandi città ai piccoli centri, formano un sistema integrato di presidio, conoscenza e attività”. “Oggi – aggiunge -, con le altre Forze di polizia, rivolgiamo la nostra attenzione agli interventi del PNRR. Dobbiamo difendere il debito buono degli italiani dalle aggressioni delle mafie e dalle insidie della corruzione. Per questo, agiamo anche sul piano preventivo”. “Abbiamo avviato una proficua attività di collaborazione con la Corte dei Conti, nell’ambito dei controlli concomitanti, previsti dal decreto-legge Semplificazioni – prosegue -. In pratica, la Corte, con l’aiuto dei Carabinieri, monitora le gestioni pubbliche statali in fase di svolgimento e comunica al Ministro competente eventuali irregolarità gestionali o deviazioni da obiettivi, procedure o tempi di attuazione”. “In Italia abbiamo un impianto normativo tra i più avanzati nel mondo. Bisogna piuttosto agire sul piano internazionale – e lo stiamo facendo – per diffondere la nostra normativa ed evitare effetti mongolfiera: Parlo dei capitali illeciti che si fermano dove l’aria è più respirabile perchè la maglia dei controlli è meno efficace”.
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Aeroporti, Riggio “Privatizzare farà decollare gli scali siciliani”
PALERMO (ITALPRESS) – “E’ meglio privatizzare”. Nella querelle sulla gestione degli aeroporti siciliani si inserisce Vito Riggio, numero uno per 15 anni dell’Enac, sostenendo di fatto la stessa tesi del presidente della Regione, Renato Schifani, e del sindaco di Palermo, Roberto Lagalla. Una posizione la sua, spiega in un’intervista al Giornale di Sicilia, basata “su elementi concreti, confermati dal trend dell’ultimo trimeste, che hanno visto il settore aeroportuale privato italiano realizzare performances nettamente superiori a quelle dei competitor in Spagna, Francia e Germania”. Il settore pubblico “è rimasto indietro – sottolinea Riggio -. Un sistema che in Italia resiste solo in Sicilia, Calabria, Puglia e Sardegna, mentre negli altri scali, durante gli ultimi vent’anni, le società di gestione sono passate da Comuni, Province e Camere di Commercio a banche, grandi fondi di investimento e, soprattutto, a società specializzate nel settore, che hanno spinto al massimo i profitti. Oggi, il 90% degli aeroporti è amministrato o totalmente da privati, come Venezia e Roma, o da società miste con forte rappresentanza privata, come Milano”.
Per quanto riguarda i due maggiori aeroporti siciliani, Palermo e Catania, “è vero, le prestazioni ci sono state, ma i privati hanno fatto di più”. Secondo Riggio “Palermo e Catania hanno vinto facile, perchè la loro crescita è legata, giocoforza, alla posizione geografica e al fatto che l’unico modo per arrivare velocemente nell’isola è prendere un aereo. Ricordo anche che per fare investimenti, obbligatori negli aeroporti pena la revoca della concessione, a differenza dei privati, che hanno un rapido accesso ai fidi bancari, le società a carattere pubblico fanno più difficoltà a trovare fondi, e quando accendono una linea di credito con le banche rischiano più facilmente di restare debitori a lungo. Detto ciò, alla domanda se le scelte di gestione aeroportuale debbano essere affidate ai partiti o alla ricerca del profitto, il buon senso dovrebbe spingere per quest’ultima soluzione, ma evidentemente in Italia c’è ancora chi identifica il settore pubblico con l’idea di ‘giustò profitto e quello privato con ‘ingiustò profitto”.
Sul rischio infiltrazioni da parte della mafia, Riggio è categorico: “Mafia e corruzione si possono contrastare, non devono rappresentare un alibi per non cambiare le cose”. “Quanto ai posti di lavoro, la storia dimostra che le privatizzazioni hanno portato, a cascata, investimenti, sviluppo e occupazione”, conclude.
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Nove misure cautelari per traffico di droga nel Nisseno, fatta luce su tentato omicidio
CALTANISSETTA (ITALPRESS) – I carabinieri del Nucleo investigativo di Caltanissetta e gli agenti della polizia di Stato hanno eseguito nove misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati a vario titolo per reati diversi. Si va dallo spaccio di sostanze stupefacenti in concorso al tentato omicidio fino alla detenzione e porto d’arma comune da sparo. Per due degli indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per sei gli arresti domiciliari, mentre uno è stato sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale di Caltanissetta, su richiesta della locale Procura.
L’inchiesta è stata portata avanti tra gennaio e maggio 2021. Sono oltre 50 i capi d’imputazione relativi ad altrettanti episodi di cessione di sostanza stupefacente (per lo più cocaina, ma anche crack, hashish e marijuana), che gli indagati avrebbero acquistato a Catania, Enna e Palermo per poi rivenderla a Caltanissetta.
Nell’ambito dell’indagine antidroga dei carabinieri, la Squadra mobile ha indagato sul ferimento di una persona avvenuto l’8 giugno del 2021. La vittima sarebbe stata colpita da uno degli indagati con alcuni colpi d’arma da fuoco che non hanno avuto esito letale solo perchè il ferito è riuscito a fuggire.
Non tutti i provvedimenti sono stati eseguiti a Caltanissetta. La polizia di Stato, con la collaborazione della Squadra mobile di Bolzano, ha operato in Trentino per la cattura dell’indagato per il reato di tentativo di omicidio. In Belgio è stato eseguito un mandato di arresto europeo, emesso dall’autorità giudiziaria di Caltanissetta, nei confronti di uno degli indagati che si era trasferito lì.
foto ufficio stampa Carabinieri e Polizia Caltanissetta
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Corecom Sicilia “Nuovo garante infanzia a Palermo punto di riferimento”
PALERMO (ITALPRESS) – Il sindaco Roberto Lagalla ha nominato
Giovanna Perricone “Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza” del
Comune di Palermo.
“L’indubbia caratura accademica e la rilevante esperienza professionale maturata nel campo delle scienze psicologiche e pedagogiche – che si rispecchia anche in un rilevante numero di monografie, articoli e saggi – fanno della professoressa Perricone un sicuro punto di riferimento per chiunque operi a difesa dell’interesse dell’infanzia e dell’adolescenza” si legge nella nota del Corecom Sicilia che manifesta apprezzamento per la nomina.
“Il Corecom Sicilia, che da qualche mese sono stato chiamato a guidare, ha tra le proprie più pregnanti funzioni quella di monitorare con scrupolo e attenzione il rapporto tra televisione e minori – ha osservato il presidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Siciliana Andrea Peria Giaconia -. In quest’alveo auspico che possa incanalarsi e crescere sempre di più un rapporto di stretta e leale collaborazione, pur nella diversità di ruoli e funzioni, tra l’Organismo che rappresento e l’Ufficio del Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza del Comune di Palermo nella convinzione che un adeguato ‘lavoro di squadrà possa rafforzare ogni utile azione e sforzo nell’interesse di bambini e ragazzi. Alla professoressa Giovanna Perricone gli auguri per un proficuo lavoro”.
– foto: agenziafotogramma.it
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Conte a Palermo “Il Governo recupera soldi togliendoli ai poveri”
PALERMO (ITALPRESS) – Bagno di folla per Conte a Palermo. Il leader del M5s al mercato del quartiere Zen ha incontrato alcuni percettori del reddito di cittadinanza. Nel pomeriggio tappa nel quartiere Danisinni.
“Sempre peggio, le notizie che arrivano sono sempre negative – commenta conversando con i giornalisti -. Il Governo sta valutando di recuperare ulteriori risorse, togliendole alle fasce più fragili della popolazione, ai poveri. Vogliono addirittura ridurre e anticipare quei tagli, rendendoli più pesanti. Secondo me il Governo non si rende conto che il Reddito di cittadinanza serve ed è essenziale anche per la coesione sociale, per garantire un sistema di protezione che rende più forte la Nazione. Il Governo non si rende conto che sono soldi che non vengono dispersi perchè vengono immediatamente consumati soprattutto in generi alimentari. Quindi i soldi vengono investiti e vanno ad aumentare i consumi”. “La propensione dei percettori di reddito per la spesa è al 100%, togliere questa cintura di protezione sociale in una situazione di emergenza economica è un disegno irragionevole, lo stiamo dicendo da tanto tempo – sottolinea Conte -. Siamo qui per ascoltare altre storie, io non ho mai trovato un percettore di reddito che non voglia lavorare”.
“Il governo ha una visione del Paese completamente distorta – aggiunge -. E’ un governo che introduce norme di favore e sconti per gli speculatori. Quella norma sugli extra profitti che è programmata per ricavare 2 miliardi e mezzo significa una goccia in un mare di speculazione. Così come fa sconti a evasori e corrotti e si accanisce con la povera gente. E’ qualcosa di irragionevole”.
“A Palermo tanti percettori? Laddove non c’è prospettiva lavorativa, c’è una fascia di povertà più diffusa. Lo Svimez per l’anno prossimo sta già prevedendo ulteriori 700 mila nuovi poveri, quindi il Governo cosa fa? Addirittura, anzichè rafforzare e preventivare un intervento di protezione ancora più ampio e migliorare le politiche attive del lavoro, pensa di smantellare questo sistema”, dichiara il presidente del M5S, Giuseppe Conte.
(ITALPRESS).












