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Treni storici in Sicilia, Schifani “Puntiamo sulla destagionalizzazione”

PALERMO (ITALPRESS) – Trentatrè tragitti ferroviari tra il 14 settembre e l’8 dicembre per collegare le grandi città a mete siciliane meno conosciute e difficili da raggiungere, così da valorizzarne le peculiarità turistiche anche fuori dal picco di afflussi dettato dall’estate: a presentare l’iniziativa, intitolata Treni storici Sicilia 2024 e promossa in nome della destagionalizzazione, è la Regione in collaborazione con la Fondazione Ferrovie dello Stato, attraverso un finanziamento da 500 mila euro dai fondi Poc 2014-20. L’evento, organizzato a Palazzo d’Orleans, a Palermo, ha visto la partecipazione del presidente della Regione Renato Schifani, dell’assessore regionale al Turismo Elvira Amata e del direttore generale della Fondazione Fs Luigi Cantamessa.
Una simile proposta punta a tenere viva l’attenzione su tutto il territorio siciliano (in particolare per quanto riguarda borghi, parchi archeologici e luoghi d’arte) anche nella stagione invernale, in cui i flussi turistici tendono a diminuire soprattutto lungo le coste: quello della destagionalizzazione, spiega Schifani, “è un aspetto su cui puntiamo molto, perchè in Sicilia il calo dei flussi avviene con una percentuale più incisiva rispetto ad altre regioni: in questi anni non siamo riusciti a offrire un prodotto che incentivasse i visitatori a essere accompagnati fin dall’inizio nel panorama culturale, architettonico o enogastronomico, ma a breve proporremo un pacchetto di offerte sulla destagionalizzazione alla Bit di Milano su settori mirati e innovativi. Tutti insieme dobbiamo fare di più in termini turistici, con pochi proclami e tanti fatti”.
Amata sottolinea come “dopo il Covid i viaggiatori hanno cambiato il loro modo di spostarsi: guardano a un turismo sempre più lento che contempla soprattutto le ferrovie ed è questo che vogliamo offrirgli con questa iniziativa. Tra settembre e dicembre 2023 abbiamo riscontrato un’adesione agli spostamenti via treno molto più significativa rispetto al 2022 nello stesso periodo: se guardiamo al numero di stranieri presenti il dato è ancora più significativo e questo ci fa capire che non amano viaggiare durante l’alta stagione, ma in altri periodi”.
Cantamessa evidenzia come un’iniziativa del genere può essere un volano fondamentale per il turismo ferroviario in Sicilia: “In questa regione ci sono tantissime cose belle, che però non vengono viste perchè non è agevole arrivarci: è fondamentale viaggiare più velocemente, ma anche aumentare la ramificazione della rete ferroviaria nel territorio. Accanto a tutto ciò, nel 2026 avvieremo una ferrovia tra Noto e Pachino e attiveremo una nuova stazione presso le gole dell’Alcantara”.
– foto xd8 Italpress –
(ITALPRESS).

Raccolta differenziata a Palermo, intensificati i controlli contro i “furbetti”

PALERMO (ITALPRESS) – Il primo atto era stato in via Malta il 20 marzo, per porre un freno a una cattiva abitudine che mette in seria difficoltà il sistema di raccolta dei rifiuti: ora un nuovo intervento deciso, tra via Amari e via Roma, in accordo con la Polizia municipale di Palermo. Questa la via tracciata da Rap per contrastare l’abbandono indiscriminato di rifiuti da parte di cittadini e attività commerciali. Proprio queste ultime sono le prime destinatarie dei controlli dell’azienda, accompagnata dalle forze dell’Ordine: attraverso le verifiche porta a porta sui singoli sacchi di immondizia è possibile infatti risalire alla provenienza di quei rifiuti gettati in giorni diversi da quelli predisposti dal Comune di Palermo.
All’attività di controllo ha preso parte, esattamente come avvenuto in via Malta, il presidente di Rap Giuseppe Todaro: “Lavoriamo da mesi per migliorare la qualità del servizio, ma serve anche l’aiuto dei cittadini. Purtroppo ci sono ancora tante anomalie e siamo stanchi di sentire lamentele sul fatto che la raccolta dei rifiuti non è fatta bene: la raccolta non è puntuale solo quando è indifferenziata, mentre quella differenziata lo è. In quel caso si vanifica tutto il lavoro fatto, perchè l’indifferenziata va a finire tristemente in discarica”.
Obiettivo del presidio in via Amari, aggiunge Todaro, è segnalare “con determinati adesivi due tipi di anomalie, ovvero l’abbandono abusivo totale e la raccolta che non rispetta i giorni prestabiliti! il vetro pulito vale 50 euro a tonnellata, quello sporco ne vale 1 e la plastica se supera il 10% di sporcizia non vale più niente e non viene accettata dalle piattaforme. In più il 27 settembre partiremo a Mondello e Partanna con la raccolta differenziata, ma anche lì se la qualità delle frazioni non è buona si vanificano lavori e investimenti”.
Quello del presidente Rap è un vero e proprio “urlo di aiuto: tutti vogliamo una città pulita, ma se dobbiamo usare il 30% delle energie per sopperire alla mancanza di civiltà non potremo mai arrivare a uno scenario decente. Sto comunque notando che i cittadini si iniziano a indignare: se ieri la colpa era sempre all’amministrazione comunale oggi qualcuno inizia a capire che il cittadino non aiuta per niente. Da soli non possiamo farcela e c’è bisogno che ognuno faccia il proprio dovere, stando attento che lo facciano anche gli altri”.
Situazione a parte per quanto riguarda l’abbandono di rifiuti allo Zen: lì, spiega Todaro, “la situazione va oltre il servizio di raccolta, credo che ci sia un’azione criminale che coinvolge rifiuti che indubbiamente arrivano da altre parti: non riusciremo mai a operare in quella zona senza un’azione repressiva e di controllo, siamo in contatto costante con Polizia municipale e forze dell’Ordine per incrementare la nostra presenza”.
Infine il presidente Rap descrive la situazione della settima vasca di Bellolampo: “Una quindicina di giorni fa ci hanno consegnato la seconda tranche, che ci darà tranquillità per 6-7 mesi: con la Regione stiamo lavorando settimanalmente sulla consegna complessiva della vasca”.
– foto xd8 Italpress, presidente Rap Giuseppe Todaro –
(ITALPRESS).

Autocisterna si ribalta su statale nel catanese, paura per il carico di carburante

CATANIA (ITALPRESS) – Sono durate per tutta la notte le operazioni di travaso del carburante da un’autocisterna che ieri si è ribaltata mentre percorreva la strada statale 192, nei pressi di Belpasso, nel Catanese. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del Comando provinciale.
L’autocisterna trasportava 10 mila litri di gasolio e 10 mila litri di benzina. Nonostante il ribaltamento non si sono verificare perdite di prodotto, fanno sapere i Vigili del Fuoco intervenuti, che hanno messo in sicurezza la zona e assistito alle operazioni di travaso effettuate su altre due cisterne. Il conducente del mezzo pesante è stato affidato alle cure del personale sanitario del Servizio 118.
La statale 192 è stata chiusa al traffico per consentire le operazioni di travaso e di messa in sicurezza.
Sul posto è intervenuto anche il Nucleo specialistico NBCR (Nucleare Biologico Chimico Radiologico) del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco. Presenti anche Carabinieri e agenti della Polizia Locale.
Le operazioni di travaso del carburante dall’autocisterna incidentata sono terminate poco dopo le 3, rendono noto i Vigili del Fuoco, sottolineando che è stata costantemente monitorata e tenuta sotto controllo la temperatura della cisterna con una telecamera termica e raffreddata con getti d’acqua, quando necessario.
– foto ufficio stampa Vigili del Fuoco –
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Palermo ricorda Dalla Chiesa a 42 anni dalla strage, presente Piantedosi

PALERMO (ITALPRESS) – Rappresentanti politici, forze dell’ordine e cittadinanza, tutti insieme per celebrare il ricordo del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa nel luogo in cui, 42 anni fa, Cosa nostra lo uccise insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’autista Domenico Russo, in via Isidoro Carini, a Palermo.
Per onorarlo sono state deposte diverse corone di fiori attorno alla targa che lo commemora: presenti il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il presidente della Regione Renato Schifani, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, il prefetto di Palermo Massimo Mariani, il presidente della Corte d’Appello di Palermo Matteo Frasca, il procuratore capo di Palermo Maurizio De Lucia, il procuratore generale della Corte d’Appello Lia Sava e il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Teo Luzi. Presenti anche Nando Dalla Chiesa, figlio del generale, e i rappresentanti delle Forze dell’Ordine.

“Quarantadue anni fa – sottolinea il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – l’aggressione mafiosa interrompeva tragicamente il percorso umano e professionale di Carlo Alberto Dalla Chiesa. Con lui perdevano la vita la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente Domenico Russo, deceduto alcuni giorni dopo per le ferite mortali riportate. Quel barbaro agguato contro un esemplare servitore della Repubblica rappresentò una delle pagine più funeste dell’attacco della criminalità organizzata alla convivenza civile. Il vile attentato non riuscì, tuttavia, ad attenuare l’impegno per quei valori di legalità e giustizia propri alla nostra democrazia, per la cui affermazione, nei diversi ruoli ricoperti nell’Arma dei Carabinieri e da ultimo come Prefetto di Palermo, il Generale Dalla Chiesa aveva combattuto. A distanza di anni, la memoria di quanti, come lui, si sono opposti al terrorismo e alla prepotenza mafiosa, continua a interpellare coloro che rivestono pubbliche responsabilità, la società civile, le giovani generazioni, ciascun cittadino. La sua figura, il suo lascito ideale vivono oggi nell’operato di chi si impegna in prima persona contro la mafia e il terrorismo e indica all’intera comunità nazionale la via del coraggio e della responsabilità”. “Ogni giorno – aggiunge il Capo dello Stato -, nei diversi contesti, donne e uomini della Magistratura, delle Forze dell’ordine, della Pubblica amministrazione, del mondo dell’impresa e del lavoro, contribuiscono, con il loro apporto, a tenere alta la guardia, a contrastare e denunciare prevaricazione e violenza, a riconoscere e sventare modalità nuove e insidiose di infiltrazione criminale. Il coinvolgimento della scuola, degli altri ambiti educativi, dei mezzi di comunicazione, è essenziale affinché sempre più si affermi una cultura diffusa della legalità, che rigetti ogni forma di compromesso con la mentalità mafiosa, rafforzando democrazia, sviluppo, coesione sociale. Con questi sentimenti, rivolgo un commosso pensiero alle famiglie Dalla Chiesa, Setti Carraro e Russo, esprimendo i sentimenti di solidarietà e di vicinanza della Repubblica”.

“Nell’anniversario della strage di Via Carini – scrive sui social il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni -, ricordiamo con commozione il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, sua moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente Domenico Russo. Il loro sacrificio ci ricorda l’importanza di non abbassare mai la guardia nella lotta contro la criminalità organizzata e di difendere con fermezza i valori di legalità e giustizia. Il coraggio e la dedizione del Generale dalla Chiesa, che ha combattuto senza sosta contro il terrorismo e la mafia, sono per noi un esempio e una guida. È nostro dovere onorare la sua memoria continuando con determinazione il suo impegno. L’Italia non dimentica”.

“Ricorre oggi il 42^ anniversario dell’assassinio del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente di polizia Domenico Russo, tre autentici simboli di coraggio, abnegazione, amore per la Patria e la giustizia”, scrive sui social il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che aggiunge: “Il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa ha dedicato tutta la vita a contrastare, con rigore e dedizione ogni forma di criminalità. Fu tra i principali e più efficaci protagonisti del contrasto alle Brigate Rosse e al terrorismo degli anni settanta e, con lo stesso spirito, si era messo al servizio dello Stato contro la mafia, come Prefetto di Palermo. Emanuela Setti Carraro era una donna forte e risoluta, che non ebbe paura di restare al fianco del marito e di sostenerlo nei momenti di maggiore difficoltà. Domenico Russo un agente di polizia che stava adempiendo con coraggio e spirito di sacrificio al proprio incarico. Il loro tragico destino colpì l’intera Nazione e oggi rendiamo onore alla devozione di chi ha anteposto il bene della Patria alla propria vita. Ai loro familiari desidero esprimere la vicinanza, mia personale e del Senato della Repubblica”.

“Quel vile attentato ha lasciato un segno indelebile nella coscienza collettiva del nostro Paese, che ancora oggi lo ricorda con immutata emozione. Nell’onorare la memoria delle tre vittime, il mio commosso pensiero va al Prefetto di Palermo, Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’Agente Scelto della Polizia di Stato Domenico Russo”, scrive, in occasione della commemorazione del 42esimo anniversario del barbaro eccidio mafioso di via Carini, il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, nel messaggio inviato al Prefetto di Palermo, Massimo Mariani. “Desidero, inoltre, esprimere la vicinanza mia personale e della Camera dei deputati alle loro famiglie così duramente colpite nei loro affetti più cari – aggiunge -. Il Generale Dalla Chiesa, autentico servitore dello Stato, cui ha dedicato e immolato la propria vita, dopo aver dato un contributo fondamentale nella lotta al terrorismo, aveva intrapreso con fermezza e rigore una serrata e coraggiosa attività di contrasto alla criminalità organizzata mafiosa, nella piena consapevolezza dei rischi connessi al suo ruolo. Ma non si lasciò mai intimidire, portando avanti la sua azione volta a riaffermare la presenza delle Istituzioni a tutela della sicurezza di tutti i cittadini. Questa dolorosa ricorrenza rappresenta, dunque, un’occasione preziosa per ribadire, nel solco del valoroso esempio offerto da Carlo Alberto Dalla Chiesa, l’importanza di una solida cultura della legalità e della sensibilità civica. È indispensabile mantenere sempre alto l’impegno contro la mafia, difendendo quei valori di libertà e giustizia per proteggere i quali il Generale sacrificò generosamente la sua stessa vita”.

“Il ricordo della strage di via Carini continua a interpellare le coscienze di ciascuno: c’è qualcosa nell’esempio di Dalla Chiesa che suscita ancora un’ammirazione profonda e incondizionata. I suoi ultimi mesi da prefetto di Palermo sono solo parte di una vita a servizio del bene comune, ovunque sia andato”, dichiara il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi durante la messa in memoria di Carlo Alberto Dalla Chiesa alla Cattedrale di Palermo. “Negli anni più duri del contrasto a terrorismo e mafia ha saputo parlare ai cittadini, senza mai nascondere le difficoltà e i sacrifici imposti dal suo servizio – aggiunge Piantedosi -. La mafia è molto più di azioni violente, intimidazioni e prevaricazioni: è negazione dei diritti di cittadinanza e libertà e potere eversivo che si oppone ai diritti sanciti dalla Costituzione“. “L’operato di Dalla Chiesa suscita stima e volontà di dare un apporto costante e concreto alla comunità cittadina: ha colto l’importanza di parlare ai giovani e coinvolgerli nell’impegno sociale quotidiano, in più percepì la necessità di stimolare una reazione nelle comunità oppresse dalle mafie”, sottolinea il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che aggiunge: “La sua intuizione fu guardare al contrasto a Cosa nostra con un approccio globale e complessivo, attraverso strumenti investigativi innovativi. La mafia lo temeva perché aveva compreso le nuove dinamiche in cui operava e gli intrecci con la cosiddetta zona grigia. La strage di via Carini ha segnato un avanzamento degli attacchi delle cosche allo Stato: per onorare lui, Emanuela Setti Carraro e Domenico Russo dobbiamo proseguire senza sosta nel contrasto alla criminalità organizzata”.

“Oggi, nel 42^ anniversario della barbara uccisione del prefetto Carlo Alberto dalla Chiesa, ho voluto rendere omaggio a un uomo che ha rappresentato con coraggio e determinazione lo Stato nella sua lotta contro la mafia. Il generale Dalla Chiesa, con la sua integrità e il suo impegno incrollabile, ha pagato con la vita il prezzo del suo senso del dovere e della sua fedeltà alle istituzioni”, dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che questa mattina ha deposto una corona d’alloro sul luogo della strage, in via Isidoro Carini, a Palermo. “In questo giorno – prosegue Schifani – il mio pensiero va anche a sua moglie, Emanuela Setti Carraro, e all’agente Domenico Russo, vittime innocenti della mano mafiosa. Il loro sacrificio non può essere mai dimenticato. È nostro dovere continuare a ricordare e a tramandare la memoria di questi eroi, affinché il loro esempio sia guida per le future generazioni”.

“Carlo Alberto Dalla Chiesa è stato uno degli esempi più alti di uomo dello Stato, fedele alle istituzioni. A 42 anni dall’attentato nel quale hanno perso la vita anche la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente Domenico Russo, deceduto alcuni giorni dopo, è doveroso ricordare il Generale dei Carabinieri che ha combattuto il terrorismo e che, poi, da Prefetto di Palermo, non ha esitato a dare il suo contributo nel contrasto alla mafia. Una sfida che si è poi rivelata tragica, ma il suo metodo di lavoro resta ancora oggi un faro per la magistratura e le forze dell’ordine che conducono le indagini e il suo esempio, anche sotto il profilo umano, rappresenta un’ideale eredità di comportamento per la società civile, le giovani generazioni e le istituzioni”, dichiara il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, in occasione della cerimonia di commemorazione del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente della scorta Domenico Russo, uccisi 42 anni fa a Palermo dalla mafia.
(ITALPRESS).

– foto xd8 Italpress –
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Spettacolare incidente stradale a Palermo, ferito motociclista

PALERMO (ITALPRESS) – Incidente stradale in via Dante, angolo via Civiletti, a Palermo. Ferito un motociclista, finito in ospedale. Era in sella ad una moto Honda che si è scontrata con una Citroen C3. Il centauro è stato sbalzato dalla moto, facendo un volo di alcuni metri e finendo sull’asfalto. Sul posto personale del 118 e agenti della Polizia di Stato. Indagini sono in corso per ricostruire la dinamica del sinistro. La circolazione nella zona è andata in tilt.
– foto gb Italpress –
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Piantedosi “Dalla Chiesa ha pagato un prezzo altissimo per la legalità”

PALERMO (ITALPRESS) – “Dalla Chiesa ha pagato un prezzo altissimo dando un contributo notevole all’affermazione della cultura della legalità nel nostro Paese: grandi esempi come il suo vengono ricordati anche per essere tramandati alle generazioni future e creare un legame intergenerazionale attraverso queste testimonianze”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a margine della commemorazione di Carlo Alberto Dalla Chiesa alla Cattedrale di Palermo. “La lotta alla mafia deve ancora essere portata avanti in chiave moderna – continua Piantedosi -. Cosa nostra uccide meno, ma non è meno insidiosa in quanto inquina l’economia legale e le istituzioni e impoverisce i territori: molto è stato fatto sia come interventi normativi sia come competenze sviluppate, ma l’esperienza insegna che la vocazione al cambiamento impone di seguire sempre il contrasto alla mafia”.
“Il 3 settembre 1982 ero un giovane studente e ricordo le notizie che arrivarono in serata dalle televisioni: ero con mia madre, che era una grande estimatrice di una figura austera e importante come Dalla Chiesa. Fu un evento che mi colpì molto”, sottolinea il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
– foto xd8 Italpress –
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Mattarella ricorda Dalla Chiesa “Esemplare servitore della Repubblica”

ROMA (ITALPRESS) – “Quarantadue anni fa l’aggressione mafiosa interrompeva tragicamente il percorso umano e professionale di Carlo Alberto Dalla Chiesa. Con lui perdevano la vita la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente Domenico Russo, deceduto alcuni giorni dopo per le ferite mortali riportate. Quel barbaro agguato contro un esemplare servitore della Repubblica rappresentò una delle pagine più funeste dell’attacco della criminalità organizzata alla convivenza civile”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che aggiunge: “Il vile attentato non riuscì, tuttavia, ad attenuare l’impegno per quei valori di legalità e giustizia propri alla nostra democrazia, per la cui affermazione, nei diversi ruoli ricoperti nell’Arma dei Carabinieri e da ultimo come Prefetto di Palermo, il Generale Dalla Chiesa aveva combattuto. A distanza di anni, la memoria di quanti, come lui, si sono opposti al terrorismo e alla prepotenza mafiosa, continua a interpellare coloro che rivestono pubbliche responsabilità, la società civile, le giovani generazioni, ciascun cittadino. La sua figura, il suo lascito ideale vivono oggi nell’operato di chi si impegna in prima persona contro la mafia e il terrorismo e indica all’intera comunità nazionale la via del coraggio e della responsabilità”.
“Ogni giorno – sottolinea il Capo dello Stato -, nei diversi contesti, donne e uomini della Magistratura, delle Forze dell’ordine, della Pubblica amministrazione, del mondo dell’impresa e del lavoro, contribuiscono, con il loro apporto, a tenere alta la guardia, a contrastare e denunciare prevaricazione e violenza, a riconoscere e sventare modalità nuove e insidiose di infiltrazione criminale. Il coinvolgimento della scuola, degli altri ambiti educativi, dei mezzi di comunicazione, è essenziale affinchè sempre più si affermi una cultura diffusa della legalità, che rigetti ogni forma di compromesso con la mentalità mafiosa, rafforzando democrazia, sviluppo, coesione sociale. Con questi sentimenti, rivolgo un commosso pensiero alle famiglie Dalla Chiesa, Setti Carraro e Russo, esprimendo i sentimenti di solidarietà e di vicinanza della Repubblica”.
– foto Agenzia Fotogramma –
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Palermo è pronta per “Acchianata delle Rosalie”, omaggio alla Santuzza

PALERMO (ITALPRESS) – Un omaggio a Santa Rosalia nel giorno del suo onomastico, continuando nel solco delle celebrazioni per il 400esimo anniversario: monte Pellegrino, a Palermo, è pronto a tingersi a festa con un appuntamento culturale che, mercoledì sera, coinvolgerà oltre cento artisti tra ballerini, musicisti, comici e attori. Il programma integrale, inserito nella cornice della seconda edizione della kermesse “L’acchianata delle Rosalie”, è stato presentato stamattina a Palazzo Ziino alla presenza, tra gli altri, del sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, e dell’assessore comunale alla Cultura, Giampiero Cannella.
Gli artisti si esibiranno lungo il percorso che collega la base del monte (largo Sellerio) al Santuario. Quattro le postazioni adibite alle performances: la stazione del Giglio alle falde, quella delle Ginestre alla panoramica, quella delle Rose al Santuario e quella delle Stelle al belvedere. Nell’occasione sarà disponibile un servizio navetta che porterà gli avventori da un punto all’altro della kermesse, in modo da rendere fruibili a tutti gli spettacoli in programma.
“Abbiamo voluto mantenere vive le iniziative dopo il Festino come ponte per l’anniversario numero 401 – sottolinea Lagalla -. Vogliamo dare a Palermo un profilo di internazionalità come quello messo in atto alla vigilia del Festino: l’immagine della città deve essere esportata e rappresentata secondo clichè che ne confermino l’attrattività. Abbiamo chiamato a raccolta il panorama culturale palermitano e ogni artista offrirà un cameo a Santa Rosalia nel giorno della sua ricorrenza onomastica: ispirazione religiosa e laica si uniranno esattamente com’era accaduto per il Festino”.
Le differenze rispetto alla prima edizione, spiega Cannella, sono evidenti nella misura in cui “quest’anno ci sono più di cento artisti coinvolti, mentre nel 2023 erano meno della metà: più in generale abbiamo voluto ampliare la nostra offerta in occasione del 400esimo anniversario della Santuzza, proponendo qualcosa che si avvicinasse il più possibile ai fedeli ma anche a chi non si è mai cimentato in queste esperienze e le guarda con una certa curiosità. Il bilancio del Festino è senz’altro positivo, in particolare per l’afflusso di pubblico: i brand Palermo e Santa Rosalia sono stati esportati in tutto il mondo. Mi fa inoltre piacere che dopo tantissimi anni venga riproposta una performance sul belvedere di Monte Pellegrino”.
– foto xd8 Italpress –
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