CATANIA (ITALPRESS) – Avevano preso di mira tre diversi condomini per rubare, quasi in simultanea, all’interno dei garage, ma l’immediato intervento degli agenti della Polizia di Stato ha mandato in fumo il piano criminale di tre pregiudicati.
I poliziotti avevano raccolto una segnalazione giunta alla Sala operativa della Questura relativa ad un furto in corso in alcuni garage di via Monfalcone, a Catania. Gli scassinatori, secondo una ricostruzione degli investigatori, avrebbero tentato di forzare il cancello d’ingresso dello stabile per introdursi nell’area garage, ma, probabilmente, rendendosi conto di essere stati scoperti e, poco prima dell’arrivo dei agenti, hanno pensato bene di fuggire a bordo di un’auto di colore grigio che è stata vista sfrecciare a tutta velocità per far perdere le tracce. I poliziotti hanno constatato effettivamente l’apertura di alcuni garage e, appena pochi minuti dopo, mentre ancora stavano svolgendo tutti gli opportuni accertamenti, sono stati informati di un’altra segnalazione di furto in corso nei garage delle palazzine tra via Fiume e via De Caro, sempre nel quartiere Picanello. Immediatamente, dalla Questura sono stati inviati altri agenti delle Volanti che, non appena giunti sul posto, hanno individuato l’auto grigia avvistata, poco prima, in via Monfalcone e risultata rubata. A bordo dell’auto è stata trovata una donna, di 35 anni, originaria di Mantova e, poco più distante, proprio nei pressi dei garage, è stata bloccata un’altra donna, di 36 anni di Bronte. Entrambe sono state fermate. Durante l’intervento, i poliziotti hanno notato nascosto in un garage della palazzina il complice, un catanese di 30 anni, pregiudicato per reati contro il patrimonio. L’uomo è stato trovato in possesso di strumenti utilizzati per scassinare, un giravite ed una torcia, sottoposti a sequestro. Per questo motivo, è stato denunciato per possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso. Tutti e tre gli indagati sono stati arrestati per tentato furto aggravato, denunciati per ricettazione dell’auto rubata e condotti negli uffici di Polizia per gli adempimenti di rito. Nei loro confronti è stata disposta la misura degli arresti domiciliari.
– foto ufficio stampa Polizia di Stato –
(ITALPRESS).
Banda di ladri tra i garage in diversi condomini di Catania, 3 arresti
Venti anni dalla scomparsa di Denise, Piera Maggio “Una sofferenza continua”
MAZARA DEL VALLO (TRAPANI) (ITALPRESS) – Sono trascorsi 20 anni dalla misteriosa scomparsa di Denise Pipitone, avvenuta a Mazara del Vallo il primo settembre 2004. Aveva solamente quattro anni.
Stava giocando, intorno a mezzogiorno, davanti casa, in via Domenico La Bruna, angolo Via Castagnola. Si trovava con la nonna, quando è uscita dal garage-cucina per rincorre un cuginetto. Ha svoltato l’angolo della strada e poi di lei non si è saputo più nulla. L’ultimo avvistamento è di una zia che ha raccontato di averla vista l’ultima volta intorno alle 11.45 dirigersi verso casa, dove però non tornerà mai più. Da quel momento, in quei pochi minuti, si sono completamente perse le tracce della bambina.
“Sicuramente ricordo di quel giorno il cambiamento totale della mia vita, di male in peggio – dichiara Piera Maggio all’Italpress – vivevo una quotidianità che comunque, per la parte personale era montata in un’apparenza di vita vissuta. Era un montaggio di apparenze in cui mantenevamo un nucleo quasi normale, ma di normale non c’era niente tra noi come coppia però si andava avanti. Dall’1 settembre in poi è emerso tutto quello che si è evidenziato in tutti questi anni, anche la mia vita personale è stata sviscerata”.
Piera Maggio quel giorno era ad un corso di informatica che stava frequentando, riceve una chiamata in cui le viene comunicato che Denise era scomparsa e che tutti la stavano cercando. Via Domenico La Bruna si è subito riempita di forze dell’ordine e curiosi: iniziano le ricerche. Piera ripete agli inquirenti che la sua bambina non si sarebbe mai allontanata da sola perchè era timida e non si fidava degli sconosciuti. “Magari nella mente di chi osserva dall’esterno tutto sembra qualcosa di veloce ma in realtà dietro ci sono 20 anni di sofferenza continua da parte nostra – aggiunge Piera Maggio -. Io come mamma di Denise, ma anche il papà naturale di Denise abbiamo una sofferenza e continua, anche se non è sempre in prima linea ma è colui che mi ha sostenuto in tutti questi anni. Sono vent’anni di sofferenza, di dispiaceri, anche a livello giudiziario perchè voglio ricordare a tutti, anche se spesso si dimentica, Denise è un caso a sè. Non ce ne sono tanti di casi come Denise. Il nostro è stato il primo caso in cui c’è stato un processo, fino al terzo grado, di cui c’è stata un’imputata, assolta fino in terzo grado per insufficienza di prove. Questa è una cosa che si dimentica – prosegue – non solo si vive il calvario doloroso della perdita di una figlia, ma noi abbiamo dovuto attraversare anche anni di processi dove c’era tutta la sofferenza possibile anche nel seguirli dentro le aule giudiziarie. Voglio ricordare che non ce ne siamo persi neppure una, sia io che Pietro. Quindi, di conseguenza, nel soffrire per quello che succedeva dentro le aule giudiziarie. Noi eravamo lì, per certi versi anche scioccati per quello che accadeva lì dentro.
Qualcosa di inimmaginabile. Lì si mettono da parte i sentimenti e quindi i casi diventano solo pratiche. A volte trattati come dei numeri. Noi abbiamo le idee sempre chiare di quello che è successo l’1 settembre, abbiamo sempre palesato le nostre opinioni e sentimenti dettati anche da fatti concreti che si sono avvicendati anche prima del sequestro di Denise. La parte processuale non sempre è corrispondente alla parte reale”.
“Appelli ne ho fatti abbastanza – ricorda Piera Maggio -. Il mio non è più un appello, non lo voglio chiamare appello e appelli non ne voglio fare più. Quello che mi sento di dire è che la verità c’è, i bambini non scompaiono nel nulla, Denise è stata sequestrata davanti casa contro la sua volontà, quindi di sequestro si tratta. La nostra caparbietà, quella mia e di Pietro è di portare avanti tutto quello che riguarda la giustizia e la verità su questo caso. Noi ci speriamo sempre di potere riabbracciare mia figlia, fino a prova contraria. Lo abbiamo sempre detto e lo ribadiamo all’infinito perchè altrimenti scriveremo un’altra storia. I bambini scomparsi vanno cercati, non vanno archiviati. Mi sento di dire che siamo convintissimi che la verità sta lì dentro, in quei fascicoli. Ci vuole veramente la buona volontà di un magistrato che se ne prenda carico di tutto quello che c’è lì dentro. Quello che è recuperabile perchè, purtroppo, ci sono degli errori a cui non si può tornare indietro.
Errori di chi si è avvicendato nel tempo. Nessuno è venuto a Mazara del Vallo a prendere in una periferia Denise Pipitone. Di conseguenza, chi ha preso Denise sapeva chi era”.
“Dopo vent’anni dal sequestro di nostra figlia, non abbiamo nulla da aggiungere più di quanto non abbiamo già detto in tutti questi anni”, scrive su facebook Piera Maggio, che aggiunge: “Nel giorno della triste ricorrenza si rinnova più forte il nostro dolore misto alla rabbia per l’insuccesso nel ritrovamento di Denise e per la mancata giustizia – continua – questo caso è una delle vergogne italiane: il fallimento assoluto dei poveri d’animo e di senso umano. Non smetteremo mai di chiedere giustizia e verità. Come non dimenticheremo le cattiverie subite: non tutti hanno una coscienza. Al contrario, sentiamo di dover ringraziare i nostri legali, tutti i professionisti che si sono avvicendati negli anni, tutti coloro che ci sono ancora oggi vicini e sperano insieme a noi di sapere dov’è la nostra Denise, diventata figlia di tutta Italia – conclude – siamo convinti che prima o poi i colpevoli pagheranno per il male procurato, sia una pena terrena che divina. Denise, ovunque tu sia, mamma e papà non smetteranno mai di cercarti e di sperare nel tuo ritorno fino a prova contraria. I minori scomparsi vanno cercati, non dimenticati!”.
“Il sequestro di Denise Pipitone raggiunge i 4 lustri che non danno lustro alla giustizia ma soprattutto alla verità reale di ciò che è accaduto. Tutti gli attori di questa tragica storia dovrebbero seriamente interrogarsi e riflettere su cosa non è andato”, dichiara all’Italpress l’avvocato Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio. “Dovremmo sederci attorno a un tavolo di lavoro per riprendere nel confronto le fila di questa vicenda. Purtroppo non credo che accadrà, buon senso e diritto spesso sono distanti e invece il buon senso dovrebbe governare la giustizia”, aggiunge.
“Il primo settembre è una data che ricorda e rinnova il grande dolore che da 20 anni Piera Maggio, Piero Pulizzi ed i loro familiari vivono costantemente per la scomparsa di Denise Pipitone”, scrive in una nota Salvatore Quinci, sindaco di Mazara del Vallo, nella ricorrenza del 20esimo anniversario della scomparsa di Denise Pipitone, rapita il 1 settembre 2004. “Da quel drammatico primo settembre la scomparsa di Denise è avvolta nel mistero e purtroppo ad oggi non sono ancora noti nè gli autori del sequestro nè purtroppo si hanno notizie della sorte di Denise -aggiunge il primo cittadino – un dolore atroce che solo la famiglia può comprendere appieno ma al quale la comunità di Mazara del Vallo si unisce – continua – Denise è figlia di Piera e Piero ma è figlia di tutta la Città che nonostante tutto spererebbe in un ‘miracolò per poterla riabbracciare”. Il Sindaco conclude il suo messaggio dicendo: “”‘Chi sa parlì è la frase che abbiamo invocato quasi come una preghiera . E sicuramente ci sarà qualcuno che sa e tace. Ma la maggior parte dei mazaresi, la quasi totalità al netto delle ‘mele marcè che sono ovunque è vicina a mamma Piera ed alla sua famiglia. Ciao Denise ovunque tu sia ti giunga il nostro abbraccio!”.
– foto Agenzia Fotogramma –
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Schifani”Decadenza manager sanità se direttori non raggiungono obiettivi”
PALERMO (ITALPRESS) – “Se le Asp, gli ospedali e i Policlinici siciliani non raggiungeranno gli obiettivi assegnati dal mio governo, soprattutto per quanto riguarda l’abbattimento delle liste d’attesa, insieme ai manager delle Aziende decadranno automaticamente anche i direttori amministrativi e sanitari, le cui nomine si stanno completando in queste ore”. E’ la rigida indicazione che il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha dato stamattina all’assessore alla Salute, Giovanna Volo, da trasferire a tutti i direttori generali che nei prossimi giorni contrattualizzeranno i vertici delle direzioni strategiche. I manager dovranno inserire, così come già fatto nei loro contratti, obiettivi specifici e concreti specialmente sulla riduzione delle liste d’attesa, con un monitoraggio trimestrale e una rigorosissima verifica annuale del raggiungimento degli stessi, a pena di decadenza automatica, anche solo dopo il primo anno dall’insediamento.
“L’abbattimento delle liste di attesa – dice Schifani – è uno dei principali impegni assunti dal mio governo sin dall’insediamento. Insieme con l’assessore Volo e con i dirigenti dell’assessorato stiamo lavorando concretamente in questa direzione. Ritengo doveroso che i vertici delle Aziende sanitarie, nel loro complesso, si assumano pienamente la responsabilità di garantire ai pazienti un accesso tempestivo alle cure e per questo devono essere sottoposti alle necessarie e rigorose verifiche dei loro obiettivi. Se non li raggiungeranno, andranno tutti a casa, ancor prima della scadenza del loro mandato. Ai cittadini dobbiamo dare risposte qualificate e rapide ai loro bisogni di salute”.
foto: ufficio stampa Regione Siciliana
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“Il Volo” nella Valle dei Templi, sold out le due serate
PALERMO (ITALPRESS) – Sono stati tutti venduti i 770 biglietti per i due concerti del “Volo” del 31 agosto e dell’1 settembre nella Valle dei Templi per promuovere Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025. Il ricavato andrà a progetti di promozione sociale in Sicilia. I due eventi sono stati finanziati con 900 mila euro dalla Regione Siciliana, attraverso l’assessorato del Turismo, e con 300 mila euro dal ministero del Turismo e dall’Enit.
Sabato 31 agosto Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble registreranno lo spettacolo musicale di Natale che andrà in onda, in prima serata su Canale 5, il 24 dicembre, con un repertorio interamente dedicato alle più belle arie e canzoni natalizie.
Il giorno successivo, domenica primo settembre, gli artisti saranno impegnati, invece, nella registrazione del concerto televisivo che sarà trasmesso sull’emittente pubblica televisiva PBS (Public Broadcasting Service) negli Stati Uniti a partire da fine novembre e per tutto il 2025. Quest’ultimo, inoltre, grazie a un accordo con un’agenzia di distribuzione internazionale potrà essere diffuso sulle reti televisive di molti altri Paesi del mondo. Per l’occasione, verrà allestito un palco a terrazze di fronte al maestoso Tempio della Concordia che si trasformerà in un elemento scenografico centrale, esaltato da un raffinato gioco di luci.
Sul palco, oltre ai tre cantanti si esibiranno anche un coro e un’orchestra, creando un’esperienza immersiva che darà nuova vita e visibilità a uno dei luoghi più iconici della Sicilia. (ITALPRESS).
Ricordati i cinque operai morti nell’89 allo stadio di Palermo
PALERMO (ITALPRESS) – Ricordati allo stadio “Renzo Barbera” di Palermo i 5 operai morti sul lavoro il 30 agosto del 1989. Una corona di fiori è stata deposta sotto la lapide che ricorda la strage di 35 anni fa, in cui persero la vita Giovanni Carollo, Antonino Cusimano, Gaetano Palmeri, Domenico Rosone e Serafino Tusa, durante i lavori di ampliamento dell’impianto sportivo in vista dei mondiali di calcio di Italia 90.
Sono intervenuti rappresentanti della Fillea Cgil Palermo, della Cgil Palermo, l’assessore comunale allo Sport Alessandro Anello e Giovanni Gardini, direttore generale e amministratore delegato del Palermo FC. Erano presenti alcuni familiari e i rappresentanti del comitato delle vittime sul lavoro.
– foto ufficio stampa Cgil Palermo –
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Agrigento Capitale Cultura, Gesap e Distretto Valle dei Templi lanciano promozione turistica
AGRIGENTO (ITALPRESS) – La promozione del territorio siciliano per attrarre turisti. E’ questo l’obiettivo della collaborazione tra l’aeroporto di Palermo e il Distretto Turistico Valle dei Templi per la valorizzazione di Agrigento, Capitale Italiana della Cultura 2025. Il progetto, si legge in una nota, prevede la diffusione di immagini video promozionali, attraverso i canali social dell’aeroporto e nei ledwall all’interno delle sale del terminal passeggeri dello scalo aereo palermitano. Inoltre, saranno installati totem informativi, con la possibilità, attraverso un QRcode, di visitare una pagina del sito del Distretto Turistico Valle dei Templi e scaricare una serie di contenuti video, per rendere ancora più visibili agli occhi di viaggiatori e turisti le bellezze naturali di Agrigento e i tesori monumentali che racchiude la città promossa Capitale Italiana della Cultura.
“L’iniziativa è un volano turistico per Agrigento e per tutta la Sicilia – dice Salvatore Burrafato, presidente di Gesap, società di gestione dello scalo siciliano -. La designazione di Capitale Italiana della Cultura ci permette di mettere in luce il nostro patrimonio culturale e naturale, e l’aeroporto di Palermo è il punto di partenza ideale per raggiungere questi obiettivi. Il protocollo siglato con il Distretto Turistico Valle dei Templi – conclude Burrafato – è il primo passo verso una promozione più ampia delle bellezze siciliane che riguarderanno anche tutti i territori dell’Isola”.
I video, realizzati da uno@uno, partner tecnico del Distretto, presenteranno la Costa del Mito, il centro Sicilia, i castelli storici e le colorate festività siciliane.
“L’intesa con l’Aeroporto di Palermo rappresenta un’opportunità unica non solo per Agrigento, ma per l’intera area distrettuale turistica, per la Costa del Mito e per l’area occidentale della Sicilia – dice Francesco Miccichè, sindaco di Agrigento e presidente del Distretto turistico -. Il progetto di promozione ci consentirà di valorizzare il nostro straordinario patrimonio culturale e naturale, oltrechè le eccellenze enogastronomiche, ma soprattutto di stimolare curiosità e interesse sull’imperdibile appuntamento del 2025 con Agrigento Capitale Italiana della Cultura. Siamo grati all’Aeroporto di Palermo, e in particolare a Gesap e al presidente Salvatore Burrafato, per aver condiviso ancora una volta le linee programmatiche del Distretto e il valore di una progettualità sul territorio che ha ricadute sull’intera Sicilia. Siamo pronti ad affrontare insieme questa scommessa e a raggiungere nuovi traguardi”.
– foto ufficio stampa Gesap e Distretto Turistico Valle dei Templi, da sinistra Fabrizio La Gaipa, amministratore delegato Distretto Turistico Valle dei Templi, Giuseppe Cannavò project manager di uno@uno, Giacomo Minio presidente Fondazione Agrigento 2025, Salvatore Burrafato presidente Gesap, Francesco Miccichè sindaco di Agrigento e presidente del Distretto Turistico Valle dei Templi, Costantino Ciulla assessore al Turismo e ai Grandi eventi –
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Inseguimento in auto e sparatoria dopo lite a Palermo, due arresti
PALERMO (ITALPRESS) – I carabinieri della Compagnia di Palermo – San Lorenzo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due palermitani, di 32 e 36 anni, accusati a vario titolo di concorso aggravato in tentato omicidio e detenzione e porto abusivo di armi comuni da sparo. Il provvedimento è stato emesso dal gip del Tribunale di Palermo.
Con l’indagine, coordinata dalla Procura e condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia San Lorenzo, coadiuvato dai militari della Stazione di Borgo Nuovo, è stato acquisito un “grave quadro indiziario” in merito ai fatti accaduti la sera dello scorso 22 maggio tra due auto in corsa, nei pressi dei campi sportivi Green Prater, in Viale Michelangelo.
L’indagine, sviluppata tra giugno e luglio, ha permesso di delineare l’identità dei presunti responsabili, entrambi originari del quartiere Borgo Nuovo, i quali, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, a seguito di una violenta lite, si sarebbero dati all’inseguimento di un 41enne e di un 21enne, precisamente padre e figlio e, raggiunta a folle velocità la vettura di quest’ultimi, l’avrebbero costretta a rallentare la marcia per poi esplodere nei confronti delle vittime cinque colpi di arma da fuoco ad altezza uomo, ferendo ad una gamba il 41enne.
Il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere per i due indagati, già agli arresti domiciliari per altri reati.
– foto ufficio stampa Carabinieri –
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Naufragio del Bayesian, il comandante Cutfield ha lasciato l’Italia
PALERMO (ITALPRESS) – Con un jet privato diretto in Spagna, dove vive con la moglie, ha lasciato la Sicilia il capitano James Cutfield, comandante del superyacht Bayesian, affondato al largo di Porticello, nel Palermitano, lunedì 19 agosto. Pur essendo stato iscritto nel registro degli indagati, non aveva l’obbligo di rimanere in Italia.
Intanto, proseguono le indagini. Dopo il comandante James Cutfield, la Procura di Termini Imerese ha emesso avvisi di garanzia nei confronti dell’ufficiale di macchina Tim Parker Eaton e del marinaio Matthew Griffiths. Le ipotesi di reato per tutti sono di naufragio colposo e omicidio plurimo colposo.
Sono tante le domande che al momento devono trovare risposta, dalla possibile apertura dei portelloni al lancio tardivo del razzo di segnalazione fino alla decisione di lasciare il Bayesian in rada nonostante il meteo avverso. Un altro nodo da sciogliere riguarda i tempi di recupero del relitto, che non si preannunciano brevi per una serie di motivi organizzativi e burocratici. La preoccupazione maggiore deriva dal serbatoio, che pur essendo rimasto intatto dopo il naufragio contiene circa 18 mila litri di carburante: l’eventuale fuoriuscita rappresenterebbe un disastro per il mare di Porticello, dunque prima del recupero vero e proprio si dovrà procedere con la messa in sicurezza del serbatoio.
– foto Agenzia Fotogramma, il capitano del Bayesian James Cutfield esce dal centro conferenze del Domina Zagarella con i sui avvocati Giovanni Rizzuti e Aldo Mordiglia e una donna –
(ITALPRESS).












