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Una siciliana ai vertici della Fimmg, Noemi Lopes “La professione medica evolve”

PALERMO (ITALPRESS) – Concluse le elezioni per il rinnovo dell’esecutivo nazionale della Fimmg – Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, in occasione del 79esimo congresso che si è svolto a Villasimius in Sardegna. Il direttivo dell’Ordine dei medici di Palermo plaude alla conferma di Giacomo Caudo come presidente del sindacato dei Medici di medicina generale e di Silvestro Scotti come segretario generale, congratulandosi anche con la nuova squadra che li supporterà per i prossimi 4 anni: Pier Luigi Bartoletti, Nicola Calabrese, Fiorenzo Corti, Domenico Crisarà, Alessandro Dabbene e Noemi Lopes. Ma è alla giovane palermitana Noemi Lopes, neo eletta vice segretario della Federazione che vanno le congratulazioni speciali dell’Omceo. La sua elezione per il direttivo: “E’ motivo di orgoglio per l’Ordine e tutta la Sicilia perchè per la prima volta questa carica viene assegnata ad un siciliano. Un doppio orgoglio perchè si tratta di una giovane donna che ha conquistato un ruolo prestigioso per la sua competenza medica e abilità gestionale”.
La Fimmg ha calcolato di perdere 35 mila medici entro i prossimi cinque anni perchè andranno in pensione e che non potranno essere rimpiazzati. Mancano investimenti adeguati e la professione è sempre meno attrattiva per i più giovani e le donne nonostante il medico di famiglia resti il punto di riferimento principale delle famiglie e il sistema sanità più diffuso perchè vicino ai cittadini. Il neo vice segretario Noemi Lopes ricostruisce i nodi della medicina generale.

– La Fimmg volta pagina: Una donna e cambio generazionale ai vertici del sindacato. E’ un primo segnale alle nuove generazioni di medici generalisti?
“E’ un passo importante che risponde alla rapida evoluzione della professione. Abbiamo tanti giovani medici che accedono ormai alla convenzione già durante il corso di formazione specifica e la maggioranza parte sono donne. Con la mia elezione nell’esecutivo, da under 40, la Fimmg risponde da una parte a una norma statutaria, dall’altra ad un futuro della professione che possa portare all’attenzione temi e criticità che riguardano la tutela della maternità, la gravidanza e l’accesso alla professione”.

– In uno scenario assistenziale radicalmente cambiato, il futuro del sistema salute sul territorio è nelle mani dei medici di famiglia, ma da qui al 2027 ne andranno in pensione circa 35 mila che non potranno essere sostituiti. La via d’uscita?
“Innanzitutto investire nelle borse di studio. E’ un’arma fondamentale, soprattutto alla luce del decreto semplificazioni che consente di accedere alla convenzione già durante il corso di formazione. Questo fa la differenza rispetto al passato perchè oggi possiamo considerare i medici in formazione come risorse a lungo termine e professionisti già attivi. Una svolta sarà rappresentata anche dalla riorganizzazione degli ambulatori dove il medico lavora in solitudine. Inoltre, una struttura predisposta con personale formato e basata sull’associazionismo potrebbe anche consentire un aumento dei massimali come già previsto dall’Accordo collettivo nazionale (Acn). Ma ciò che è più importante è rendere sempre più attrattiva la professione”.

– Cosa fare per attrarre i giovani?
“Innanzitutto, è necessario eliminare carichi burocratici inutili, che allontanano il medico dalla clinica, investendo sul personale di studio per permettere al medico di occuparsi anche di diagnostica dedicandosi ai pazienti e alla ricostruzione del rapporto fiduciario. Altrettanto urgente è incrementare le tutele in caso di malattia, maternità e gravidanza, che spesso allontanano le donne dalla professione nel momento più critico, quando raggiungono il massimale dei pazienti. Difficile per loro conciliare la gestione di uno studio con quella della famiglia”.

– Il 79esimo congresso della Fimmg ha sottolineato la necessità di definire, nel rispetto delle specificità regionali, modelli organizzativi diversi ma uniformi sul territorio nazionale. Mi spieghi meglio.
“Attualmente abbiamo un Servizio sanitario nazionale unico, nei fatti 20 sistemi regionali diversi. Questo è dovuto sicuramente alle peculiarità dei territori, alle autonomie regionali e provinciali in sanità. Gli accordi regionali si muovono sulla base di un Acn unico, quindi l’ossatura deve essere comune, unica e ben chiara su tutto il territorio nazionale perchè l’assistenza offerta in Veneto ai cittadini non può essere diversa da quella offerta in Sicilia. Ma è chiaro che si tratta di territori differenti, per cui ci dovrà essere un riadattamento sulla base delle specificità regionali”.

– In Sicilia serve una spinta diversa?
“La Sicilia sta già seguendo la giusta strada, con una programmazione del fabbisogno di medici che è sempre stata fatta in maniera ponderata. La medicina generale oggi non risente di gravi carenze nonostante l’accesso alla professione sia diventato più rapido che in passato. Come avviene nelle altre regioni, la professione dovrà riadattarsi a ciò che verrà disegnato nell’Accordo collettivo”.

– C’è una “questione medica” irrisolta su più fronti.
“Carenza del personale con sovraccarico del lavoro sui singoli professionisti rimasti, aumento dei carichi burocratici, aumento delle aggressioni contro medici e sanitari da parte di cittadini sempre più esausti dalle liste di attesa infinite, carenza di tutele per malattia e maternità. E sono solo alcuni dei problemi che affliggono la professione. Bisognerebbe capire che la sanità è un valore irrinunciabile su cui bisogna investire e non dimenticare tutte le fragilità che la pandemia ha messo in luce”.

– La medicina generale è certamente il ‘modellò di salute più capillare e meno centralizzato, le cui criticità probabilmente dipendono da una responsabilità allargata, in capo alla politica come alle rappresentanze sindacali.
“La professione è vittima di un investimento pubblico mancato nel corso degli anni che ha portato ad una gravissima carenza di medici, minando capillarità e modernizzazione, probabilmente perchè la si è sempre ritenuta una professione di serie B. Ciò che è gratuito sembra sempre di poco valore, ma in questo caso è esattamente l’opposto: la medicina generale ha un doppio valore per la sua universalità ed equità ed è per questo che lo Stato dovrebbe difenderla con più interesse”.

– Sul fronte della formazione sembra ci sono aspetti ancora da chiarire.
“Il corso di formazione specifica in medicina generale è in fase di continua evoluzione perchè cerca di riadattarsi costantemente ad una professione che negli ultimi anni è cambiata rapidamente. Oggi si parla molto di formazione-lavoro ed uno degli obiettivi è quello di incrementare le competenze in diagnostica e gestione manageriale, fondamentali in tempi di digitalizzazione e innovazioni tecnologiche”.

– Quale dovrebbe essere il nuovo modello organizzativo alla luce di un Pnrr che prevede grandi interventi strutturali e digitali senza investire sui professionisti.
“E’ chiaro che non si possano prevedere modelli funzionanti in cui l’investimento sia solo sui contenitori e non sui contenuti. Si discuterà nelle sedi specifiche il progetto definitivo, ma ciò che sicuramente rimarrà come punto fermo sarà la difesa della convenzione come tipologia contrattuale e la salvaguardia del rapporto fiduciario medico-paziente e non paziente-struttura, come potrebbe accadere con le Case di Comunità”.
foto ufficio stampa Omceo Palermo
(ITALPRESS).

Ricostruzione mammaria dopo il tumore, esperti a confronto a villa Magnisi a Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – Un percorso che registra notevoli passi avanti, sia nella ricerca che nell’adeguamento delle strutture sanitarie territoriali: tuttavia i dati sul cancro al seno, il più diffuso tra le donne con stime di 55.500 casi ogni anno, inducono a insistere sui percorsi di prevenzione. Va in questa direzione l’incontro promosso dalle unità operative della Breast Unit dell’Azienda ospedaliera ospedali riuniti Villa Sofia – Cervello, intitolato “Be a woman knowingly after breast cancer” e organizzato, a Palermo, in occasione della Giornata internazionale della Consapevolezza sulla ricostruzione mammaria.
Il congresso, tenutosi a villa Magnisi nella sede dell’Ordine dei Medici e che ha visto la partecipazione tra gli altri del sindaco del capoluogo siciliano Roberto Lagalla, ha come interlocutori privilegiati molteplici soggetti: da una parte personale sanitario e professionisti del territorio, dall’altra il pubblico femminile al fine di sensibilizzare ai programmi di screening e alla conoscenza del percorso clinico assistenziale previsto.
L’incontro è stato suddiviso in due sessioni, in ciascuna delle quali hanno preso la parola diversi esperti: la prima parte si è concentrata sui percorsi di prevenzione e diagnostica clinica, la seconda su intervento chirurgico e terapia medica del carcinoma alla mammella. “La Sicilia ha raggiunto livelli di organizzazione che trent’anni fa non c’erano, tanto che per curare i tumori al seno bisognava andare negli ospedali del nord – spiega Maria Silvana Muscarella, segretario dell’Ordine dei Medici di Palermo, – Il nostro compito è diffondere la cultura della prevenzione: è fondamentale che ogni donna segua i percorsi di screening in quanto una diagnosi precoce può salvare la vita. D’altro canto non bisogna mai smettere di sentirsi donne nemmeno dopo il riscontro del tumore”.
Sui miglioramenti del sistema sanitario territoriale pone l’accento anche Lagalla, medico ed ex rettore dell’Università degli studi di Palermo, evidenziando come “è stata fatta molta strada sia sugli screening oncologici che sui percorsi di prevenzione e cura, benchè durante la pandemia l’assistenza ordinaria sia stata fortemente compressa. Tuttavia, facendo il paragone con quindici anni fa emerge come le nostre realtà sanitarie assicurano risposte tempestive e di alta qualità: la radiologia ha fatto passi da gigante e le Breast Unit garantiscono tanto competenze scientifiche quanto tecnologie adeguate, ma serve comunque che le professioni sanitarie stiano al passo. In particolare, è importante che all’interno delle facoltà mediche e delle scuole di specializzazione i modelli di insegnamento vengano ripensati, con il passaggio da un approccio disciplinare a uno trasversale”.
Il primo cittadino focalizza poi l’attenzione sul pericolo che una diagnosi tardiva può rappresentare, in quanto “un eventuale temporeggiamento può incidere sulla prognosi della malattia: per questo serve incidere criticamente sulla popolazione, al fine di non perdere le tracce degli sforzi compiuti. I servizi sanitari sul territorio non sono del tutto sufficienti e abbiamo la necessità di potenziarli: va migliorata in particolare la ricettività ospedaliera, con interventi più urgenti da concentrare nell’area orientale della città che fa riferimento a Policlinico e Civico”.
Degli obiettivi raggiunti e da raggiungere in campo sanitario parla anche Francesco Gioia, direttore dell’Unità operativa centrale di Radiodiagnostica, secondo cui “le nostre tecnologie sono attrezzate a sufficienza e grazie ai fondi Psn avremo a disposizione ulteriori strumenti e figure professionali”. Va nella stessa direzione Antonello Mirabella, responsabile della Breast Unit presso l’ospedale Cervello: “Abbiamo tutti i requisiti per dare le giuste risposte alla crescente domanda sul territorio. Grazie all’applicazione delle nostre innovazioni abbiamo la possibilità di intervenire con decisione e di ribadire un concetto fondamentale, ovvero che nessuna diagnosi ha carattere definitivo”.
foto xd8 Italpress
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Schifani “Ricostruzioni su nuova Giunta regionale sono frutto di pura fantasia”

PALERMO (ITALPRESS) – Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, “in questa fase, è impegnato nella gestione delle attuali emergenze della Sicilia e, per questo motivo, non ha ancora aperto il dossier che riguarda la formazione della giunta regionale di governo”. E’ quanto si legge in una nota in riferimento all’articolo pubblicato oggi su La Sicilia, che riporta nomi e fotografie di ipotetici assessori, dal titolo “Assessori, la prima lista di Schifani: Lombardo vuole i Rifiuti per Russo”.
“A tempo opportuno, soltanto dopo la proclamazione degli eletti prenderà in esame il fascicolo in questione – sottolinea la nota -. Pertanto, le ricostruzioni riportate sono frutto di pura fantasia e tendono strumentalmente a destabilizzare una fase delicata come quella che prelude alla costituzione di una giunta di alto livello, che sarà presto al lavoro nell’esclusivo interesse della Sicilia e dei siciliani. L’auspicio è che giornalisti e giornali abbiano sempre il buon fine di informare attraverso notizie fondate e serie”.

“Tutti i giornali in questa fase che prelude alla formazione di un governo, da quello nazionale sino a una giunta regionale, fanno borsini aggiornati di continuo, secondo le regole della politica politicante. Infatti nel ‘conclave’ delle trattative si può entrare papa e uscire cardinale. Che si smentisca soltanto ‘La Sicilia’ un po’ ci inorgoglisce e un po’ ci offende laddove si pensa a noi come strumento di destabilizzazione, peraltro consapevole”, replica la Direzione del quotidiano La Sicilia, che aggiunge: “Al di là della nota inviata dalla comunicazione del Governatore, più informalmente ci è stato detto che a oggi non ‘esiste una lista di Schifani’. È vero: quanto da noi pubblicato sull’edizione di oggi è un puntuale puzzle che incrocia schemi aritmetici e desiderata politici di oggi, non è un documento firmato dal presidente Schifani. Questo documento non esiste. In realtà oggi alla Regione, a parte il governatore, non esiste nulla”.

foto Italpress
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Beni per 4 milioni confiscati ad un noto commercialista di Gela

GELA (CALTANISSETTA) (ITALPRESS) – La Direzione Investigativa Antimafia ha confiscato beni per un valore di oltre 4 milioni di euro riconducibili ad un noto commercialista e consulente fiscale di Gela, nel Nisseno, risultato gravato da precedenti penali per gravi illeciti fiscali commessi nel nord Italia nell’ambito della sua professione. Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Caltanissetta su proposta della Procura di Gela.
In particolare il professionista, nel settembre del 2010, è stato destinatario di un provvedimento cautelare, emesso dal gip di Brescia, in ordine ai reati di associazione per delinquere, falsità materiale e truffa ai danni dello Stato mediante indebite compensazioni tributarie, reati per i quali è stato condannato alla pena di due anni e un mese di reclusione.
“Un’ulteriore serie di condotte oggetto di altri procedimenti penali con riferimento a fattispecie di tipo economico-fiscale, nonchè l’assidua frequentazione di soggetti gravati da pregiudizi penali della stessa natura – fanno sapere gli inquirenti -, hanno consentito di sostanziare a suo carico la figura di ‘soggetto socialmente pericolosò”.
“Gli accertamenti delegati dalla Procura gelese alla DIA e sfociati nell’odierno provvedimento di confisca definitiva – sottolineano gli inquirenti – rappresentano, peraltro, anche la ripresa e la prosecuzione di articolate attività investigative, risalenti al 2009 e condotte dalla Direzione Investigativa Antimafia, che avevano consentito non soltanto di accertare nei confronti dell’indagato la sproporzione tra il suo elevato tenore di vita unito al consistente patrimonio immobiliare posseduto rispetto agli esigui redditi fiscalmente dichiarati, ma di ritenere che gli ingenti compensi introitati, frutto delle attività illecite poste in essere, siano stati da lui reinvestiti in lucrose attività imprenditoriali nel settore turistico-alberghiero”.
La confisca, il cui valore complessivo supera i 4 milioni euro, ha interessato una lussuosa struttura Agro-venatoria sita nel Comune di Piazza Armerina, costituita da una riserva di caccia di 30 ettari, da un salone ristorante e da 7 residence costituiti da caseggiati prestigiosamente ristrutturati risalenti all’800, nonchè 74 beni immobili (fabbricati e terreni), quote societarie in due società di Gela, autoveicoli e rapporti bancari.
foto ufficio stampa Dia
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Rifiuti, Cateno De Luca “Subito risposte da Schifani o a novembre il Munnizza day”

PALERMO (ITALPRESS) – Un “Munnizza day” organizzato dalla lista De Luca – Sindaco di Sicilia per metà novembre per portare a Palermo le testimonianze dei primi cittadini alle prese con la crisi dei rifiuti e l’aumento di costi di smaltimento. Lo ha annunciato a Palazzo dei Normanni, l’ex sindaco di Messina e deputato all’Ars, Cateno De Luca al termine di una conferenza stampa. “Sui rifiuti il governo Musumeci non ha le carte in regola, su questo non ci sono dubbi – ha detto De Luca -, da venerdì c’è un monarca e ci rivolgiamo al monarca: cosa intende fare Schifani? Al momento la responsabilità è sua”. “I cittadini hanno subito l’aumento dell’energia e adesso subiranno l’aumento almeno del 40% della Tari, pretendiamo un’immediata risposta”, ha sottolineato. E se non dovesse arrivare? “Non siamo intenzionati ad aspettare le dinamiche dei palazzi dorati. viviamo la quotidianità. Diamo trenta giorni di tempo e desideriamo sapere quali sono le soluzioni che vuole prendere. Tra trenta giorni organizziamo il Munnizza Day: sarà qualcosa di molto eclatante, un campione delle testimonianze comune per comune vedremo di portarle e le studieremo con i colleghi sindaci”, ha spiegato De Luca, che ha chiesto: “Dove sono finiti i 45 milioni promessi ai comuni dalla Giunta Musumeci con una delibera dello scorso marzo e se il presidente Schifani ha già previsto un nuovo stanziamento per il 2023”. “I comuni devono chiudere i bilanci del 2022 e del 2023 ma non possono farlo per mancanza di certezza sui fondi”, ha detto De Luca.
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In Sicilia 535 nuovi casi di Covid e 2 vittime

MILANO (ITALPRESS) – Sono 535 i nuovi positivi al Coronavirus in Sicilia, a fronte di 4.988 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore sull’Isola. E’ quanto risulta dal quotidiano bollettino diffuso dal Ministero della Salute, a proposito dell’emergenza pandemica. Sono due le vittime, che portano il totale delle persone decedute da inizio pandemia a quota 12.216. A livello di ospedalizzazioni, sono 262 i ricoverati con sintomi (28 in più di ieri), dei quali 20 in terapia intensiva (4 in più di ieri).
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Trapianti, Quirinale a Crt Sicilia “Vicino alle famiglie dei donatori”

PALERMO (ITALPRESS) – Il Quirinale ha inviato al CRT – Centro Regionale Trapianti Sicilia, attraverso il Coordinatore regionale Giorgio Battaglia, un messaggio da estendere a tutte le famiglie dei donatori italiani e a tutti i professionisti e operatori della Rete Nazionale Trapianti.
“La Presidenza della Repubblica – si legge nella nota – esprime un messaggio di vicinanza a tutte le famiglie dei donatori di organi per la loro grande generosità e lo spirito di solidarietà sociale mostrate in un momento di profondo dolore. A tutti gli operatori della Rete trapianti la Presidenza della Repubblica manifesta sentimenti di apprezzamento per la professionalità e l’umanità dimostrate quotidianamente in questo particolare settore della nostra sanità”.
Intanto, in Sicilia si registra un nuovo assetto sul territorio per contrastare la perdurante opposizione alla donazione di organi e mettere in campo gli strumenti necessari per potenziare la rete trapiantologica siciliana. E’ questo lo scopo del processo di cambiamento organizzativo avviato un anno e mezzo fa dall’Assessorato alla Salute con l’istituzione dei coordinamenti locali per i trapianti e l’individuazione del Policlinico di Palermo come capofila regionale per le procedure finalizzate ad assegnare alle aziende del servizio sanitario regionale varie figure professionali del CRT, giornalisti, psicologi, ingegneri informatici, biologi.
“La scelta dell’Assessorato di delocalizzare presso le aziende regionali il personale già in servizio al CRT è finalizzato – spiega Giorgio Battaglia, coordinatore regionale del CRT Sicilia – a incrementare le possibilità delle donazioni, che in atto costituiscono un punto di debolezza del nostro SSR. Su questa tema quotidianamente ci scontriamo con un problema di culturale ma anche organizzativo che riguarda i reparti di rianimazione. Il recente messaggio del Quirinale sottolinea come la donazione di organi vada interpretata come un prolungamento della vita e ritengo che lo sviluppo capillare delle attività in capo al CRT sia uno dei punti essenziali del piano di ristrutturazione predisposto dalla precedente amministrazione regionale”.
I dati sulle donazioni dal gennaio 2022 alla data di oggi mostrano che i potenziali donatori segnalati dalle rianimazioni sono stati complessivamente 95, i donatori effettivi 45 mentre le opposizioni alla donazione sono state 39. Le aziende con maggior numero di donazioni sono l’ARNAS Civico, il Policlinico di Catania (con i tre presidi ospedalieri), il Garibaldi di Catania ( con i presidi Nesima e Centro) e il Policlinico di Messina. I dati di quest’anno sono in diminuzione rispetto al 2021: nello stesso periodo dello scorso anno, infatti, i potenziali donatori sono stati 111, gli effettivi 52, le opposizioni 44.
Il commissario del Policlinico “Paolo Giaccone”, Alessandro Caltagirone, aggiunge: “Il decentramento delle attività, che continueranno a essere coordinate dal CRT, servirà a focalizzare le difficoltà sul territorio e superare il limite culturale e organizzativo. Il Policlinico e l’intera Università di Palermo possono svolgere un ruolo importante nello sviluppo della consapevolezza dell’importanza della donazione attraverso iniziative rivolte agli studenti e non solo. Il Policlinico e i professionisti del CRT sono, infatti, al lavoro per la creazione di un progetto che prevede diverse aree di intervento da realizzare in collaborazione con il Rettore dell’Università per sensibilizzare gli studenti dell’Ateneo palermitano, e con il Sindaco di Palermo per sviluppare la consapevolezza dei cittadini al momento del rinnovo o rilascio della carta d’identità”.
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“Contro il tumore al seno cambia musica”, la Regione Siciliana punta sulla prevenzione

PALERMO (ITALPRESS) – “Contro il tumore al seno cambia musica”, questo il titolo dell’incontro organizzato dall’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana al Teatro dell’Istituto Salesiano Don Bosco, a Palermo. Il tema di cui si è discusso è quello della prevenzione, strumento fondamentale per anticipare i tempi e intervenire tempestivamente per curare il tumore più diffuso tra le donne, il tumore al seno, è stato sottolineato. Circa trecento gli studenti presenti che hanno ascoltato in maniera attenta il dibattito, accompagnato anche dalla Ketty Lopes & Band.
“Ottobre è il mese della prevenzione del tumore al seno – ha affermato Daniela Segreto, dirigente Ufficio Speciale Comunicazione per la Salute -. Prevenzione significa promozione della salute. La prevenzione dei tumori si fa attraverso la promozione dei corretti stili di vita, come evidenziato dalla ricerche scientifiche. Sono attività che vanno promosse ai giovani, agli studenti delle scuole superiori, non solo del Don Bosco ma anche di altri istituti. Abbiamo cercato di sottolineare l’importanza dello screening oncologico, non solo mammario ma di tutti i tipi di patologie. E’ importante che i ragazzi capiscano da subito perchè è importante fare screening precoce, in maniera tale che il messaggio arrivi anche ai suoi genitori”.
E’ possibile sottoporsi ad uno screening organizzato per determinate fasce d’età in tutte le aziende sanitarie, con i giovani che sono più interessati per il papilloma virus, per cui è anche prevista una vaccinazione a partire dai dodici anni: “Abbiamo parlato anche di questo – ha aggiunto Segreto -, e invitato tutti a rivolgersi all’Asp di appartenenza. Vogliamo portare avanti il concetto di one health, perchè l’individuo su di sè può fare tanto, ma deve essere anche la collettività ad inquinare di meno e farci vivere in un mondo migliore. Uomo, ambiente e salute sono il trinomio vincente”.
“La prevenzione inizia dai giovani – ha sottolineato Vita Blanco, ginecologa della clinica La Maddalena -. Non possiamo parlare di prevenzione soltanto alle 40enni o alle 50enni, ma bisogna iniziare già in età scolare”. Dello stesso avviso anche Salvatore D’Arpa, responsabile della chirurgia plastica della clinica La Maddalena: “La prevenzione è la cosa più furba che possiamo fare, abbiamo oggi i mezzi per giocare d’anticipo e scoprire il tumore che cominci a fare dei danni. Dal tumore si guarisce”. “La prevenzione è la base di qualsiasi intervento sanitario – ha chiosato Luca Bianciardi, direttore sanitario della clinica La Maddalena -. Questa è una giornata importante in cui sono stati coinvolti i giovani in un’iniziativa che è sicuramente la più produttiva per la popolazione”.
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