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In Sicilia 1.070 nuovi casi di Covid e nessuna vittima

MILANO (ITALPRESS) – In Sicilia sono 1.070 i nuovi positivi al Coronavirus nelle ultime 24 ore, su un totale di 11.948 tamponi effettuati sull’Isola. E’ quanto emerge dal quotidiano bollettino sull’emergenza pandemica emesso dal Ministero della Salute. Per il secondo giorno consecutivo, non si registrano vittime, con il numero totale delle persone che hanno perso la vita da inizio pandemia fermo a quota 12.126. A livello di ospedalizzazioni, sono 292 i ricoverati con sintomi in Sicilia, dei quali 25 in terapia intensiva.
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Sondaggio elezioni regionali in Sicilia, Schifani in testa

PALERMO (ITALPRESS) – Oggi Porta a Porta pubblica un sondaggio
realizzato dall’Istituto Demoscopico Noto Sondaggi sulle intenzioni di voto dei siciliani. Per il campione di Noto,
Renato Schifani del Centrodestra sarebbe avanti con il 42% dei consensi. Seguirebbero Caterina Chinnici del Centrosinistra con il 25%, Nuccio di Paola del M5S con il 15%, Cateno De Luca di “Sud chiama Nord” con il 12%, e Gaetano Armao del Terzo Polo con il 4%.
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Regionali Sicilia, appello del Rettore di Palermo “Più attenzione al Policlinico, pronti a protestare”

PALERMO (ITALPRESS) – “Voglio lanciare a tutti i candidati alla presidenza della Regione l’appello di prendere a cuore la questione del Policlinico universitario, che ancora oggi purtroppo vedo considerato come un ospedale di provincia: la mancanza di attenzione in questi anni e le mancate azioni di governo hanno danneggiato la struttura. Se non riceveremo le dovute risposte nei prossimi mesi inizieremo un’azione di protesta quotidiana”. E’ una richiesta di aiuto cui fa seguito una promessa decisa quella del rettore dell’Università di Palermo, Massimo Midiri, che lamenta da un lato una gestione poco oculata nel corso di questi anni e dall’altro la sparizione del Policlinico dai temi della campagna elettorale nella corsa a Palazzo d’Orleans.
Il rischio, secondo il numero uno dell’Ateneo palermitano, è che a pagare il prezzo più alto siano gli studenti, nei confronti dei quali la mancanza di investimenti rischia di danneggiare il processo formativo: “La revisione dei posti letto e la riprogrammazione degli ospedali legata al Covid ha rimodulato in maniera netta l’attività degli specializzandi – spiega Midiri all’Italpress -. Non ci possiamo permettere che la loro esperienza in Medicina si concluda con la minima carenza: oggi stiamo combattendo il Covid, domani potremmo avere sfide altrettanto importanti. Allo stesso modo ci sono altri soggetti cui il Policlinico deve garantire una formazione adeguata, come tecnici e operatori sanitari, che si sono trovati a lavorare in situazioni disastrose”.
Per sbrogliare la situazione il Rettore evidenzia come servano “particolare impegno e significativi investimenti, in quanto gli elevati livelli di assistenza e di organizzazione richiesta non sono soltanto funzionali all’efficienza del Servizio sanitario nazionale, ma rappresentano un’indispensabile proiezione sul futuro. Purtroppo negli ultimi anni tale specificità non è stata adeguatamente colta dalla Regione in riferimento al Policlinico”.
Midiri si sofferma anche sulla presenza quasi ininterrotta negli ultimi quindici anni di un commissario straordinario nel ruolo di reggente: “Nulla da dire all’operato dell’ingegnere Caltagirone, che ha fatto un ottimo lavoro, ma è grave che uno dei due ospedali di secondo livello della provincia di Palermo (l’altro è il Civico, ndr) sia gestito a tempo definito perchè chi se ne occupa è responsabile al contempo dell’Asp di Caltanissetta”. In più, aggiunge Midiri, “l’azienda è da mesi priva di un direttore amministrativo, di un provveditore, in ritardo sulla consegna di strutture sanitarie fondamentali quali l’area di emergenza, sale operatorie, ambulatori e sull’attuazione della programmazione triennale delle assunzioni, in difficoltà nell’attuazione di tanti percorsi sanitari che vengono perseguiti e raggiunti con grande sacrificio dal personale docente, sanitario, amministrativo. Alla politica chiedo una figura che stia attenta h24 e per cinque giorni a settimana alla situazione del Policlinico: aspetteremo alcuni mesi perchè il nuovo governo regionale e nazionale possa consolidarsi, ma se non riscontreremo risposte adeguate avvieremo una serie di manifestazioni per far capire che la situazione non è più accettabile”.
Un’altra questione su cui focalizza l’attenzione Midiri è l’ammodernamento del complesso, in modo da renderlo più sicuro e più adeguato alle esigenze degli studenti: “Ho riscontrato una certa asimmetria tra i lavori svolti in Sicilia orientale e quelli in Sicilia occidentale: qui ancora molte strutture non sono state completate, penso soprattutto al padiglione di chirurgia o al pronto soccorso. La nostra idea è di rifunzionalizzare il vecchio Policlinico sotto una logica di campus universitario e creare una struttura ospedaliera attaccata all’area universitaria, ma senza le risposte adeguate siamo ancora ben lontani”. Ad aggravare la situazione è secondo il rettore la mancata redistribuzione dei fondi congelati dalla Regione per il progetto, poi tramontato, del Policivico: “Stiamo parlando di 300 milioni fermi da oltre dieci anni e in attesa di essere divisi tra Policlinico e Civico: io vorrei arrivare alla fine del mandato avendo fatto qualcosa per studenti e pazienti, ma le pastoie burocratiche in cui continuiamo a impantanarci rischiano di spingere le persone a curarsi fuori dalla Sicilia”.
Per il preside della scuola di Medicina, Marcello Ciaccio, il rischio maggiore, senza investimenti, è che si allarghi il gap con le altre università: “Se non garantiamo un’innovazione tecnologica di livello al Policlinico rischiamo di rimanere indietro e di non formare medici di qualità. In quanto a formazione e ricerca non siamo secondi a nessuno, ma serve un supporto adeguato delle forze politiche e in questi anni è mancato”. Ciaccio evidenzia poi i danni provocati dal Covid alle attività degli specializzandi: “I posti letto nei reparti erano ridimensionati, le 38 ore settimanali non erano garantite, in alcuni settori ai ragazzi non è stato concesso svolgere attività assistenziale: lo so che è successo anche negli altri ospedali italiani, ma i primi a rimetterci sono i futuri medici”.
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Comune Palermo-Anas, entro fine mese i primi lavori al Ponte Corleone

PALERMO (ITALPRESS) – E’ stata firmata dal sindaco di Palermo Roberto Lagalla, dal responsabile Struttura territoriale Anas Sicilia Raffaele Celia e dal commissario straordinario Matteo Castiglioni la convenzione tra Comune e Anas per l’espletamento delle attività di programmazione, progettazione, approvazione dei progetti, affidamento ed esecuzione dei lavori di costruzione, per il raddoppio della circonvallazione di Palermo sul Ponte Corleone.
L’accordo regola i rapporti tra il commissario straordinario, il Comune ed Anas per la “Riqualificazione della circonvallazione” del Piano Sviluppo e Coesione relative ai seguenti interventi:
1) Risanamento della struttura in cemento armato e interventi da realizzare sul Ponte Corleone. Questo primo stralcio di lavori inizierà entro la fine di settembre e non avrà ripercussioni sulla circolazione, dato che le opere saranno realizzate sulle basi del cavalcavia.
2)Progetto relativo ai lavori di costruzione dei ponti laterali sul fiume Oreto;
3)Progetto relativo ai lavori di costruzione dello svincolo Perpignano.
L’importo della convenzione è fissato in 11.453.933,93 euro, pari ai complessivi finanziamenti ad oggi nella disponibilità del Comune per i tre interventi citati. Con la firma della convenzione Anas, struttura della quale il commissario si avvale per l’espletamento del proprio incarico, si impegna a:
-provvedere alle procedure di gara d’appalto e alla successiva direzione per l’esecuzione dei servizi di progettazione delle opere sulla base dei finanziamenti nella disponibilità del Comune.
Provvedere all’ottenimento/rilascio degli eventuali atti autorizzativi propedeutici e funzionali alla realizzazione dell’intervento mettendoli a disposizione degli altri soggetti coinvolti; assumere il ruolo di stazione appaltante per gli interventi oggetto della convenzione;
-provvedere alla nomina del Responsabile del Procedimento;
-provvedere alle procedure di gara d’appalto e alla successiva direzione per l’esecuzione dei lavori per l’esecuzione delle opere, sulla base dei finanziamenti nella disponibilità del Comune;
-nominare la Commissione di Collaudo per ciascuno degli interventi previsti dalla convenzione.
“La firma della convenzione con Anas è un atto formale che questa amministrazione porta a termine dopo un lungo percorso. Il provvedimento mira a velocizzare le procedure di affidamento ed esecuzione dei lavori sul Ponte Corleone, collegamento fondamentale e strategico per la città. L’obiettivo sarà quello di mettere in cantiere opere pubbliche necessarie per la sicurezza e lo sviluppo della città, ma di farlo rispettando i tempi, in modo da limitare i disagi ai cittadini”, afferma il sindaco Roberto Lagalla.
“Con questo accordo mettiamo nelle mani del commissario straordinario le risorse per procedere con i lavori sul Ponte Corleone. In questo modo, i processi saranno più rapidi, attraverso l’affidamento ad Anas. I lavori per la messa in sicurezza del ponte saranno i primi a partire con 6 milioni e 900 mila euro già disponibili. Contestualmente Stiamo lavorando al reperimento delle risorse necessarie per realizzazione il raddoppio del ponte”, spiega l’assessore alle Opere pubbliche Salvatore Orlando.

– foto: ufficio stampa Lagalla

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Palermo, Lagalla “Al lavoro sulle emergenze, sì al termovalorizzatore”

PALERMO (ITALPRESS) – “Nei passaggi le eredità sono sempre presenti, fanno parte della normalità. E’ chiaro che i problemi per Palermo ci sono, hanno una datazione antica, per certi versi sono rimasti irrisolti e incompiuti nelle loro soluzioni. C’è la necessita di recuperare dinamicità e capacità di lavoro della macchina comunale, c’è da mettere in salvataggio il bilancio, dato fondamentale”. Così il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, in un’intervista all’Italpress. “Intanto abbiamo cominciato a lavorare alle prime emergenze, mentre ci apprestiamo a una pianificazione di lungo periodo che dovrà riguardare gli interventi infrastrutturali più corposi e qualificati, che dovrà riguardare la manutenzione straordinaria delle strade e delle infrastrutture e – ha aggiunto – inevitabilmente dovrà riguardare un ripensamento delle modalità di svolgimento dei servizi essenziali dei cittadini, quali rifiuti e illuminazione pubblica”.
Il primo cittadino di Palermo ha sottolineato che l’amministrazione non ha ancora raggiunto i primi 100 giorni, ma “alcuni risultati sono già stati conseguiti. Il primo è l’attenzione dedicata al bilancio, il gruppo di lavoro interministeriale con il Mef e ministero dell’Interno ha prodotto già un primo risultato, ovvero vedere caducato il piano di riequilibrio proposto dalla precedente amministrazione e la possibilità di avvalersi di un nuovo piano di riequilibrio da predisporre entro il 28 febbraio 2023, questo credo sia un risultato importante per l’amministrazione. Speriamo di portare il bilancio 2022-24 all’approvazione dell’aula tra fine settembre e prima della metà di ottobre, in modo da riportare in comune in correntezza gestionale a partire da aprile 2023. A quel punto contiamo di poter approvare il bilancio preventivo 2023-25 entro il 30 aprile 2023”.
Sulla questione fisco Lagalla ha spiegato che “il miglioramento della riscossione è uno dei temi fondamentali unito a quello della non maggiorazione delle tasse. L’azione da mettere in campo che abbiamo già avviato in una interlocuzione serrata con l’Agenzia delle Entrate è per un maggiore livello di assistenza e collaborazione sia nella fase di accertamento che nella fase di riscossione. Per evitare l’appesantimento sempre sui soliti noti – ha ribadito – abbiamo ritenuto di fare ogni sforzo per limitare ogni possibile incremento delle tasse. Non possiamo chiedere incrementi di tassazione ai cittadini fino a quando non saremo in grado di dimostrare di essere capaci nel migliorare i servizi in questa città”.
Sul tema rifiuti e termovalorizzatori il sindaco ha spiegato che il servizio di raccolta “va meglio organizzato e finalizzato con più puntualità, va ripetuto in più punti della città. Il modello organizzativo deve cambiare. Noi entro il 20 settembre presenteremo un piano da 60 milioni di euro per l’acquisto di mezzi e per il potenziamento della raccolta differenziata. Credo che immaginare i due termovalorizzatori in luoghi della Sicilia distanti dai luoghi generatori della più larga parte dei rifiuti possa essere un errore. Il candidato alla presidenza della Regione siciliana Schifani ha sollevato opportunamente il tema di una possibile azione di termovalorizzazione per il comprensorio della Sicilia occidentale a Palermo – ha spiegato -. Io credo che questo possa costituire un anello importante della catena, lo verificheremo nelle prossime settimane”.
Quindi l’annosa questione dei cimiteri e delle bare insepolte “è indirizzata verso un progetto e un programma che già tocchiamo con mano e che già è sul tavolo. L’emergenza sarà finita quando avremo spostato tutte le salme e avremo un cuscinetto di sicurezza, ma su questo abbiamo già le linee di intervento chiare in modo da garantire e superare una condizione vergognosa”, ha avvertito.
Un bilancio finora positivo quello del sindaco di Palermo che conclude: “Non ho percezione di un allentamento di attività di impegno da parte degli assessori, tutti partecipano attivamente alle iniziative della giunta, tutti sono in campo per lavorare sui tantissimi problemi della città. E’ chiaro che in questo corso di autunno definiremo gli obiettivi di tutti da qui al 31 dicembre 2023 e su quelli misureremo la capacità di dare risposte a una città che le attende, ma – conclude Lagalla – non vedo problemi all’interno della giunta o problemi in Consiglio comunale”.

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Chinnici “Una P.A. più efficiente in Sicilia per Pnrr e fondi europei”

PALERMO (ITALPRESS) – “Nel mio approccio c’è quello di affrontare con una visione generale tutte le problematiche che il nuovo governo dovrà affrontare, però c’è un tema a cui tengo particolarmente: il funzionamento della Pubblica amministrazione regionale”. Lo ha detto Caterina Chinnici, candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione Siciliana, in un’intervista all’Italpress, rispondendo a una domanda sulle sue priorità in caso di vittoria alle elezioni. “Qualunque riforma legislativa, qualunque misura si dovrà adottare dovrà poi necessariamente passare attraverso una macchina amministrativa funzionale ed efficiente – ha aggiunto l’eurodeputata del Pd -. Questo sarà sicuramente uno dei temi fondamentali anche perchè dovremo mettere in funzione immediatamente l’utilizzo dei fondi del Pnrr e dei fondi strutturali che ci arrivano dall’Unione Europea”. La Chinnici punta soprattutto sulla “semplificazione amministrativa, con procedure ben definite e tempi certi”. Poi “si dovrà valutare la possibilità di fare dei concorsi per integrare gli organici, valutando la possibilità delle risorse economiche che ci sono. Sono stati fatti tre concorsi, uno sta andando avanti, altri invece sono bloccati, questo sarà un tema da affrontare immediatamente”, ha aggiunto.
La candidata del centrosinistra intende poi “costituire un ufficio che lavori specificamente ed esclusivamente sui fondi europei, che lavori accompagnando gli enti locali nella presentazione dei progetti”. Sempre in tema Pnrr, nel commentare l’allarme sul rischio infiltrazioni mafiose lanciato dal segretario dem Enrico Letta ha spiegato: “C’è effettivamente un rischio che la criminalità organizzata, attraverso la corruzione, possa tentare di ingerirsi nell’ambito della Pubblica amministrazione e quindi accedere a quei finanziamenti. Se dovessi essere io il presidente della Regione l’attenzione sarà massima, riprenderò la legge 5 del 2011 che è una legge di forma della Pa che avevo fatto da assessore e ha una parte dedicata alle norme anti-corruzione. Dotare la pubblica amministrazione regionale di quegli strumenti per prevenire e contrastare il rischio infiltrazione – ha spiegato – è un punto fondamentale del programma di governo”.
Energia, rifiuti e sanità tra i temi centrali toccati dalla candidata del centrosinistra. Il piano nazionale per i rigassificatori “trae origine dalle direttive Ue che prevede nella fase di transizione delle energie rinnovabili l’utilizzo del gas”. In quest’ottica il rigassificatore a Porto Empedocle, nell’Agrigentino, “va preso in considerazione ma attraverso un confronto con le comunità locali, i sindaci e una attenta valutazione dell’impatto ambientale e paesaggistico, questi sono elementi fondamentali sui quali poi si potrà prendere la decisione”.
L’emergenza rifiuti in Sicilia “va affrontata con un piano nuovo che guardi alla possibilità di riuso e riutilizzo dei rifiuti, dove possono essere riciclati, bisogna partire quindi dalla raccolta differenziata – ha spiegato Chinnici -. Per il resto più che al termovarizzatore penso a strumenti e sistemi nuovi. I termovalorizzatori sono l’ultima risorsa, credo siano superati dal punto di vista scientifico”.
Per quanto riguarda la sanità Chinnici ha spiegato la necessità di affrontare il tema con un piano più ampio, “va rivista la distribuzione sul territorio degli ospedali perchè il diritto alla salute deve essere un diritto a cui tutti devono avere la possibilità di accedere. Allo stesso modo va rivista l’organizzazione, integrate le professionalità mediche, l’utilizzo della telemedicina. Un altro punto importante è avviare una riduzione fino all’eliminazione dei ticket, sia per la diagnostica che per i farmaci, per le famiglie con redditi bassi. Può essere un punto importante. Serve una revisione un pò a tutto campo del settore”.
Sul fronte politico, Chinnici non polemizza con Claudio Fava, anzi lo ringrazia perchè “fin dall’inizio delle primarie ha sostenuto nel campo progressista” la sua candidatura. “Mi auguro davvero che questo piccolo momento si possa superare perchè è un percorso che abbiamo iniziato insieme. Io sono e rimango la candidata del campo progressista, quindi mi auguro davvero che possa continuare insieme questo percorso, sono fiduciosa”. Mentre sulla possibilità di una ricomposizione del campo largo in Sicilia con il M5S ha concluso: “Credo che sarà da valutare con grande attenzione, personalmente credo nella condivisione nell’impegno, nel mettersi insieme per lavorare con un obiettivo comune. Si valuterà dopo le elezioni se ci saranno le condizioni per poter riprendere quel percorso che era iniziato insieme e che invece è stato interrotto”.

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Insularità, Armao “La Sicilia regione guida in Italia e in Europa”

PALERMO (ITALPRESS) – Oggi nel corso di un incontro istituzionale svoltosi a Palazzo D’Orleans tra Gaetano Armao e l’ambasciatrice greca in Italia Tasia Athanasiou si è parlato dei temi dell’insularità. “Impegno – ha detto Armao – che ci ha portati a svolgere un ruolo guida riconosciuto a livello nazionale ed europeo” Nel corso dell’incontro si sono affrontati i temi della cooperazione possibile tra Sicilia e Grecia nello specifico tra le isole più piccole, definire “isole sorelle” nei campi dell’attività energetica, delle ristrutturazioni, degli interventi ambientali a partire dai processi di decarbonizzazione in cui le isole greche sono avanti. “L’avvio di questo percorso di raccordo – ha sottolineato Armao consentirà al sistema insulare di essere più coeso, di essere quella cerniera di cui parlava Gesualdo Bufalino. Piuttosto che essere una frontiera con il problema dell’immigrazione. Dobbiamo guardare oltre ad una Europa che sa dialogare, ma che soprattutto sa preparare il futuro verso il continente del futuro che è l’Africa”.

Foto: ufficio stampa Armao

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Al via test di Medicina a Palermo, rettore Midiri “Il numero chiuso è da rivedere”

PALERMO (ITALPRESS) – Pronti già alle 8 del mattino, piazzati davanti all’ingresso dell’edificio di riferimento. Qualcuno da solo, qualcun altro con amici, altri ancora con i genitori: tutti ad aspettare di poter entrare e, nello spazio di poche ore, misurarsi con il test per accedere alla facoltà di Medicina. A Palermo i posti disponibili sono 480, mentre i candidati sono 2.843: un dato sostanzialmente in linea con lo scorso anno, quando a provare furono in 2.820.
La settimana precedente il test è stata accesa dalla discussione sul mantenimento del numero chiuso a Medicina, con la proposta di abolizione lanciata in campagna elettorale dal leader della Lega Matteo Salvini e ripresa, pur con le dovute cautele, tanto dalle istituzioni quanto dalle associazioni universitarie.
Sono 37 le aule messe a disposizione dall’Ateneo palermitano tra viale delle Scienze e via Parlavecchio (nei pressi del Policlinico) con la disposizione ministeriale, valida solo per Medicina, di suddividere i candidati in base non all’ordine alfabetico ma alla data di nascita; obbligatorio inoltre l’utilizzo della mascherina Ffp2 per accedere alle aule. L’avvio del test è previsto alle 13 e avrà una durata complessiva di un’ora e quaranta minuti.
“Il mio messaggio ai ragazzi è di affrontare il test con il massimo della serenità anche perchè, trattandosi di una prova altamente selettiva, so quanta preparazione ci sarà stata dietro – ha sottolineato all’Italpress il rettore dell’Università di Palermo, Massimo Midiri -. Le nostre aule sono tutte capienti e comode e i colleghi che hanno dato disponibilità per monitorare il buon andamento del test sono oltre 200”.
Midiri ha poi espresso una riflessione sull’eventuale abolizione del numero chiuso: “La pandemia ha messo in luce come l’aumento del numero dei medici sia diventato un tema imprescindibile: certamente è una questione che andrà rivista, e che già si sta rivedendo in Parlamento, perchè abbiamo già constatato come ci siano sanitari che mancano. Il problema è in primo luogo strutturale: bisogna aumentare la capienza delle aule e investire maggiormente sul numero dei docenti”.
Sul tema è stato organizzato un presidio di protesta fuori dall’edificio 19, con tre striscioni sulla scalinata esterna e firmati dal Laboratorio studentesco autonomo (Lsa) e dall’Unione degli universitari (Udu). “Riteniamo che il sistema basato sul numero chiuso sia iniquo e che manchi la volontà di investire nel campo della medicina e in generale nell’istruzione universitaria – ha sottolineato Valerio Quagliano, coordinatore Udu -. Sull’aumento del numero dei medici c’è stata un’apertura, ma nulla di più. Serve una riforma strutturale del test di Medicina: l’ultima messa in campo dal governo non è adatta”.
I prossimi mesi, con un nuovo esecutivo all’opera, daranno un maggiore riscontro su come verrà affrontata la questione.
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