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Banca Popolare Sant’Angelo, 1 mln per ridurre l’impatto ambientale

PALERMO (ITALPRESS) – La Banca Popolare Sant’Angelo in prima linea per la riduzione dell’impatto ambientale dell’attività delle sue filiali e della sede della direzione. Quasi un milione di euro è stato investito dal gruppo dirigente in questa direzione e nuovi progetti sono all’orizzonte.
La Banca d’Italia, in linea con le iniziative adottate dalla BCE e da altre autorità di vigilanza nazionali, ha presentato un documento che contiene un insieme di indicazioni di carattere generale e non vincolanti, in merito all’integrazione dei rischi climatici e ambientali nelle strategie aziendali, nei sistemi di governo, gestione e controllo e modalità di acquisizione e organizzazione delle informazioni da diffondere al mercato da parte degli intermediari bancari e finanziari vigilati.
In quest’ottica la Banca ha già realizzato alcuni interventi. Tra questi la riduzione del parco stampanti, l’eliminazione di tutti gli apparati fax, la sostituzione di tutti gli impianti di illuminazione con led a basso consumo e il miglioramento dell’efficienza degli impianti di condizionamento ma anche, per ridurre l’uso della carta, l’adozione di sistemi di firma digitale con il sistema che ha permesso la riduzione delle stampe contrattuali con inoltro della documentazione tramite email. “E’ importante specificare che mediamente un contratto prevede circa 40 pagine. L’implementazione descritta ha ridotto di almeno il 70% la produzione di carta per la stampa contrattuale in quanto la documentazione non viene più stampata in duplice copia (copia banca e copia cliente) ma il documento viene inoltrato tramite email non producendo alcuna stampa. Se richiesto dal cliente viene prodotta una unica stampa di copia”, spiega Pietro Venturella responsabile del nucleo funzionamento della Banca.
Dopo la pandemia, inoltre, in base all’accordo previsto nel contratto integrativo aziendale si è fatto ricorso allo Smart Working: attualmente circa il 10% del personale in forza alla Banca ha sottoscritto l’accordo. In totale le giornate mensili in cui le risorse svolgono attività lavorativa da remoto sono 54 circa e, in fase di rinnovo degli accordi, la Banca cercherà di estendere, compatibilmente con le esigenze produttive aziendali, il numero delle giornate per risorsa. Il 50% della formazione erogata nel primo semestre dell’anno, inoltre, è stata svolta da remoto.
Tra gli interventi previsti la migrazione in cloud dell’intranet aziendale, della posta interna, il data center di Palermo mentre è già stato trasferito il data center ospitato a Licata. Una scelta che ha comportato alcuni vantaggi per la Banca: l’eliminazione dello spazio fisico dedicato alla struttura, la riduzione dei costi energetici necessari al funzionamento e alla gestione delle macchine.
“Essere una banca attenta al territorio vuole dire avere anche attenzione a non aumentare anzi, a ridurre, la nostra impronta ambientale. La Popolare Sant’Angelo con gli investimenti fatti in questa ottica si mostra ancora una volta un Istituto vicino alle esigenze della Sicilia”, ha detto Ines Curella, amministratore delegato della Banca.

– foto ufficio stampa Banca Popolare Sant’Angelo –
(ITALPRESS).

In Sicilia il 43,7% dei maggiorenni ha un mutuo o prestito in corso

BOLOGNA (ITALPRESS) – In un contesto che ancora non sembra aver risentito dei molteplici fattori di incertezza derivanti dal conflitto in Ucraina, dall’evoluzione della pandemia, dal rialzo dei tassi e dei costi dell’energia, gli italiani non hanno smesso di rivolgersi agli istituti di credito per sostenere i propri consumi e l’acquisto di un’abitazione.
Per fotografare la dinamica in atto, Mister Credit – l’area di CRIF che si occupa dello sviluppo di soluzioni e strumenti educational per i consumatori – ha presentato l’aggiornamento relativo al I semestre 2022 della Mappa del Credito, lo studio sull’utilizzo del credito rateale da parte degli italiani.
Dall’analisi dei dati disponibili in EURISC, il sistema di informazioni creditizie gestito da CRIF, a livello nazionale emerge un costante allargamento della platea di consumatori che risultano avere almeno un contratto di finanziamento attivo, pari al 46,0% della popolazione maggiorenne (+7,6% rispetto a un anno fa). La dinamica in atto riflette la ripresa dei consumi e degli acquisti sostenuti da un finanziamento e, soprattutto, dello sviluppo dei prestiti small ticket stimolati da condizioni di offerta favorevoli.
Al contempo resta elevata la sostenibilità del debito, con il tasso di default a 90 giorni per il credito al dettaglio che nell’ultima rilevazione di CRIF si è attestato all’1,1%, sui livelli più contenuti degli ultimi anni. Nello specifico, per i mutui immobiliari il tasso di default risulta pari allo 0,7% contro lo 0,8% dei prestiti personali e l’1,8% dei prestiti finalizzati.
L’elevata capacità di far fronte agli impegni è favorita anche dal costante calo dell’importo delle rate rimborsate ogni mese, che nel primo semestre dell’anno a livello nazionale è sceso a 305 euro (-4,5% rispetto al 2011 e ben lontana dai 356 Euro del 2017), e dalla contemporanea contrazione dell’esposizione residua – intesa come somma degli importi pro-capite ancora da rimborsare in futuro per estinguere i contratti in essere – che a fine giugno risultava pari a 31.893 euro malgrado un’incidenza dei mutui immobiliari ancora superiore al 20%.
“In questa prima parte dell’anno sia l’importo della rata mensile sia l’esposizione residua risultano in ulteriore contrazione non solo per la tendenza a privilegiare piani di rimborso più lunghi rispetto al passato, ma anche per la minore incidenza dei contratti di mutuo all’interno del portafoglio delle famiglie a vantaggio dei prestiti di piccolo importo – commenta Beatrice Rubini, Direttore della linea Mister Credit di CRIF -. Nel complesso sono i prestiti finalizzati all’acquisto di auto, moto, elettrodomestici, articoli di arredamento, ma anche di beni e servizi di valore contenuto come la telefonia o i prodotti di elettronica, a risultare la forma di finanziamento più diffusa”.
Entrando nel dettaglio della Siclia, dall’ultimo aggiornamento della Mappa del Credito di CRIF-MisterCredit emerge che nel I semestre 2022 il 43,7% dei cittadini maggiorenni risulta avere almeno un contratto di credito rateale attivo.
L’importo medio delle rate rimborsate ogni mese dai siciliani è pari a 270 euro (in flessione rispetto ai 282 euro di un anno fa), mentre l’esposizione residua per estinguere i finanziamenti attivi risulta pari a 22.948 euro (anch’essa in calo rispetto ai 23.595 euro del giugno 2021).
La tipologia di finanziamenti più diffusi in regione resta quella dei prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi, con il 53,3% del totale, contro il 32,5% dei prestiti personali e il restante 14,2% dei mutui, che hanno un peso ben al sotto della media nazionale.
A livello provinciale, Siracusa si conferma in vetta alla graduatoria regionale relativamente alla quota di popolazione maggiorenne con almeno un finanziamento attivo, con il 49,7% del totale (22^ posizione nella graduatoria nazionale), in crescita rispetto al 45,0% di un anno fa. Seguono Palermo, con il 48,6%, e Catania, con il 47,2%.
Nello specifico, Agrigento ed Enna sono in assoluto tra le province italiane con la quota minore di consumatori con un mutuo o un prestito in corso, rispettivamente in 100^ e 101^ posizione.
Relativamente all’importo delle rate rimborsate ogni mese, invece, con 284 euro di media Messina scala la graduatoria regionale malgrado una lieve flessione rispetto al corrispondente periodo del 2021, quando il valore registrato era risultato pari a 296 euro.
Seguono nell’ordine Ragusa, con 280 euro di media e Catania, con 277 Euro. Se a Palermo il valore delle rate rimborsate ogni mese si è attestato a 267 euro, fanalini di coda nel ranking regionale sono Agrigento e Trapani, rispettivamente con 262 e 252 Euro.
Con 26.824 euro di media è Palermo a far segnare l’esposizione residua più elevata (seppur in calo rispetto ai 28.030 Euro di un anno fa). Seguono Catania, con 26.028 euro (contro i 27.164 euro di un anno fa), Messina, con 25.074 euro, Siracusa, con 24.277 euro, e Ragusa, con 23.174 Euro. Con soli 19.472 euro, invece, Agrigento è tra le province italiane con l’indebitamento più contenuto, preceduta solo da Reggio Calabria.
Valori più bassi della media nazionale relativamente a rata mensile ed esposizione residua dipendono anche dalla minore incidenza dei mutui nel portafoglio delle famiglie siciliane, con la provincia di Caltanissetta a guidare la classifica regionale con una quota del 16,0% sul totale dei contratti attivi.
“L’ultimo aggiornamento della Mappa del Credito conferma il progressivo ma costante ampliamento del numero di consumatori che hanno scelto di ricorrere al credito bancario per finanziare l’investimento sulla casa o per sostenere i propri progetti di spesa ed esigenze familiari – conclude Beatrice Rubini -. In questa delicata fase, il calo della rata mensile e dell’esposizione residua contribuisce a mantenere elevata la sostenibilità degli impegni finanziari in carico alle famiglie ma bisognerà valutare nei prossimi mesi l’impatto delle tensioni geo-politiche e del rialzo dell’inflazione e dei tassi sul bilancio delle famiglie”.

– foto: agenziafotogramma.it

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Covid, in Sicilia 820 nuovi contagi e tre vittime

ROMA (ITALPRESS) – Sono 820 i nuovi casi di Covid oggi in Sicilia a fronte di 8.495 tamponi processati. Ieri erano stati 1.194. Il tasso di positività si attesta al 9,6%, in calo rispetto al 12,4% di ieri. Nelle ultime 24 ore si registrano tre decessi che portano il totale dei decessi a 12.125. Gli attuali positivi sono 68.291. I guariti sono 1.592 e i pazienti ricoverati sono 403. In terapia intensiva sono 24, due in più rispetto a ieri. A livello provinciale i casi sono così distribuiti: Palermo 182, Catania 135, Messina 183, Siracusa 72, Trapani 78, Ragusa 49, Caltanissetta 35, Agrigento 72, Enna 14. La Sicilia è la sesta regione in Italia per contagi.
(ITALPRESS).

– credit photo agenziafotogramma.it –

Schifani “Gli assessori? Non saranno tuttologi ma non pongo veti”

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“No agli assessori tuttologi, sì agli assessori politici che abbiano una competenza nel ramo. Ed eventualmente un sì subordinato a tecnici che abbiamo comunque un’esperienza politica”. Lo ha detto Renato Schifani, candidato del Centrodestra alla presidenza della Regione Siciliana, a Catania, a margine di un incontro con i rappresentanti di Confindustria e Ance.
“Cito un caso per tutti – ha aggiunto Schifani – Letizia Moratti, non vive in Sicilia ma è un esempio emblematico. Nessun veto, nessuna dichiarazione contro qualcuno. E se qualcuno pensa di farci apparire divisi, si sbaglia perché io sono per la logica dell’unità e della condivisione”. (ITALPRESS).

foto Italpress

 

A Palermo il ricordo del generale Dalla Chiesa a 40 anni dall’omicidio

PALERMO (ITALPRESS) – Società civile, Comune, Regione e Stato: il connubio tra cittadinanza e istituzioni ha celebrato il ricordo del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa nel luogo in cui, quarant’anni fa, Cosa nostra lo uccise insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’autista Domenico Russo. Per onorarne la memoria sono state deposte diverse corone di fiori: presenti la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese;  il prefetto di Palermo Guseppe Forlani; il sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Teo Luzi; il governatore regionale della Sicilia Nello Musumeci, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e il figlio della vittima Nando Dalla Chiesa. Nelle ‘retroviè, insieme agli esponenti delle forze dell’ordine, altre figure istituzionali (il presidente Ars Gianfranco Miccichè, il procuratore generale della Corte d’appello di Palermo Lia Sava) e un centinaio di cittadini, che nonostante il caldo e l’avvio del fine settimana non hanno rinunciato a rinnovare il loro omaggio a un uomo che, pur rimanendo in carica appena 127 giorni, si spese fino all’ultimo giorno nel contrastare Cosa nostra.
“La uccisione, quaranta anni or sono, del Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa e della moglie Emanuela Setti Carraro, il ferimento mortale dell’agente Domenico Russo, deceduto alcuni giorni dopo, gettarono Palermo, la Sicilia, il Paese intero nello sgomento. Ancora una volta la ferocia della violenza criminale mafiosa, in un crescendo di arroganza, non risparmiava un servitore della Repubblica nè le persone che avevano l’unica colpa di essergli vicine”. Così nel suo messaggio il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dei 40anni dal delitto.
“Quell’estremo gesto di sfida contro un eroe del nostro tempo, un Carabiniere protagonista della difesa della democrazia contro il terrorismo, si ritorse contro chi lo aveva voluto. La comunità nazionale, profondamente colpita da quegli avvenimenti, seppe reagire dando prova di compattezza e di unità d’intenti contro i nemici della legalità, delle istituzioni, della convivenza civile”.

“Il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa è un modello di fedeltà allo Stato e ai suoi valori fondamentali. È stato partigiano, ha sconfitto il terrorismo e combattuto Cosa Nostra. Le sue intuizioni, la sua onestà e il suo spirito di sacrificio hanno segnato la nostra storia. È grazie ad esempi come il suo che i nostri giovani crescono in un mondo in cui il sentimento dell’antimafia è più forte e radicato. A 40 anni dalla strage mafiosa di Via Carini, in cui persero la vita anche la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di Polizia Domenico Russo, tutti abbiamo il dovere di ricordarlo e onorarlo”, ha dichiarato il Presidente del Senato Elisabetta Casellati.
Per il Presidente della Camera Roberto Fico: “”La figura del Generale Dalla Chiesa rappresenta ancora oggi un simbolo importante per il nostro Paese: un modello di rigore, competenza e determinazione nella difesa della democrazia contro i nemici del terrorismo stragista e della criminalità organizzata. Un servitore dello Stato che ha pagato con la vita il proprio impegno professionale e la passione civile nella costruzione di un’Italia più sicura, democratica e onesta”.

“La morte di Carlo Alberto Dalla Chiesa quarant’anni fa colpì al cuore tutti gli italiani: un agguato che dimostrò ancora una volta la ferocia e la violenza della mafia. Ma l’azione promossa da Dalla Chiesa ha rappresentato un segno di speranza in un clima generale di paura dettata dal terrorismo: il suo esempio di etica del servizio deve essere di ispirazione per tutti gli esponenti delle istituzioni, i dipendenti pubblici, i comuni cittadini”, ha detto il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Teo Luzi durante la commemorazione dell’ex prefetto alla Cattedrale di Palermo. Luzi racconta anche un aneddoto che spiega il rapporto di Dalla Chiesa con l’Arma: “Per lui è stata come una seconda famiglia. Ricordo che il 5 maggio 1982, quand’ero ancora un giovane sottotenente, lui nonostante i molti impegni trovò il tempo di mandare un messaggio a noi ragazzi. Di lui mi rimasero impressi la libertà di pensiero e il coraggio delle azioni”. Il comandante generale dell’Arma sottolinea poi come “non basta l’azione della magistratura per contrastare Cosa nostra, ma serve l’impegno costante di scuole e associazioni. Dobbiamo lasciare ai nostri figli un’Italia migliore di quella contrassegnata da mafia e terrorismo”. Al termine della funzione, Luzi si è recato dinanzi al cippo dedicato al generale dinanzi alla caserma di corso Vittorio Emanuele per un omaggio floreale: ad accompagnarlo una delegazione composta da una ventina di bambini, provenienti da quartieri ‘a rischio’ della città.

Il sindaco di Palermo Roberto Lagalla ha deposto una corona di fiori in via Isidoro Carini, luogo dell’attentato mafioso. «Nel giorno del quarantesimo anniversario dell’uccisione del generale dei carabinieri e prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, esempio di fedeltà ai valori dello Stato e della legalità. Oggi Palermo si stringe nel commosso ricordo del prefetto Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente Domenico Russo, vittime della strage del 3 settembre 1982. Dopo il contrasto alle Brigate rosse, Dalla Chiesa non ha esitato nell’accettare il gravoso incarico a Palermo, una città martoriata e già insanguinata dagli attacchi della mafia allo Stato. Restano ancora oggi il dolore e il rammarico per non aver visto un uomo di grande intelligenza e lungimiranza come Dalla Chiesa accompagnato nel modo giusto e con adeguati strumenti dallo Stato nella lotta a Cosa nostra. Dalla Chiesa ha lasciato comunque un’eredità preziosa che auspico possa sempre ispirare il lavoro quotidiano di ogni uomo dello Stato e in particolare dei carabinieri che ringrazio per i loro quotidiani sforzi contro ogni forma di criminalità», afferma il sindaco.

“A nome dell’intera comunità siciliana, ho reso omaggio stamane a Palermo alla memoria del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Sono trascorsi quarant’anni dalla tragica uccisione sua, della moglie Emanuela e dell’agente di polizia Domenico Russo, per mano mafiosa. Il clima sociale, culturale e politico oggi è molto cambiato, ma persistono nella nostra Isola zone grigie, opacità e quel “puzzo del compromesso”, di cui parlava Borsellino. C’è ancora tanto da fare, a tutti i livelli, e ad ogni costo!”, scrive su Facebook il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.

– foto: xd8/Italpress –

(ITALPRESS).

 

Regionali in Sicilia, Fava “Schifani opaco, M5s vile”

PALERMO (ITALPRESS) – “I nostri candidati di Centopassi non sono dentro per caso, ma perchè in questi anni giorno per giorno hanno fatto delle cose. E fare cose in Sicilia è importante e lascia il segno. Impegno istituzionale e civile, in questo le nostre liste raccontano una Sicilia che c’è, che non ci inventiamo. Una bella Sicilia, fatta di passione, storia, esperienza e impegno. In un tempo in cui le liste sono state considerate agenzie di collocamento, aver trovato 62 nomi che stanno dentro a questo progetto è una grande soddisfazione”. Esordisce così Claudio Fava, leader di Centopassi, in una conferenza stampa a Palermo nella quale ha presentato i punti chiave del programma e i candidati delle liste provinciali che sosterranno la coalizione di centrosinistra con il Partito Democratico per le imminenti elezioni regionali in Sicilia del 25 settembre. Dopo l’impegno in commissione antimafia, unico eletto di Centopassi all’Ars nel 2017, Fava è pronto a ripresentarsi dopo cinque anni, questa volta non da candidato governatore, ma a sostegno di Caterina Chinnici, vincitrice delle primarie del campo progressista.
“Siamo più consapevoli di cinque anni fa, abbiamo capito un pò meglio la Sicilia. Non siamo in lista solo per l’impegno con il PD, ma ci siamo perchè questa coalizione vuole essere di più, un campo politico inclusivo, trasversale – ha spiegato – Ci siamo perchè pensiamo che sia importante che i Centopassi siano in Ars, e che ce ne siano tanti. Ci siamo accorti da opposizione che si possono lasciare segnale, di contrapporsi alle piccole menzogne del regime, mettendo in difficoltà un governo che per cinque anni ha continuato a scappare. Vorremmo stare in Ars non solo per un patto di lealtà, ma pensiamo che la nostra presenza possa essere utile a tutti i siciliani”.
Un impegno, quello di Centopassi, che passa attraverso una strenua opposizione all’operato del centrodestra negli ultimi cinque anni di governo Musumeci, e che prosegue in campagna elettorale con delle critiche mosse ai competitor da Fava, che si è soffermato in particolare su Renato Schifani, candidato del centrodestra, implicato nella vicenda Montante: “Da Schifani ci aspettavamo parole di chiarezza sulla vicenda Montante che lo riguarda. Il centrodestra ha scelto il candidato più opaco che avesse a disposizione – ha spiegato – Il sistema Montante è ancora vivo in Sicilia, va sconfitto intanto restituendo limpidezza e verità. La scelta di Schifani si muove in direzione opposta, è soggetto a giudizio, fa parte del turibolo di personaggi che hanno accompagnato l’ascesa di questo signore, ci saremmo aspettati parole di chiarezza e non sono arrivate – ha aggiunto – Di Montante ne troveranno uno al giorno, li costruiranno di legno e ferro se gli originali non ci sono più. A ogni modo, serve verità su quanto accaduto attorno alla vicenda Montante”.
E non mancano attacchi anche nei confronti del Movimento 5 Stelle, che pochi giorni fa ha rotto l’allenza col fronte progressista correndo da solo alle regionali, con Nuccio di Paola candidato: “Sarebbe stato molto più onesto da parte sua dire che sono andati da soli perchè sperano di avere mezzo punto in più. Avrei avuto piu rispetto, ma che adesso questo giovanotto incoronato candidato venga a dirci che vanno da soli perchè sono loro l’unica alternativa alla destra, si può definire in un solo modo: cazzate – ha incalzato Fava – Dispiace per una scelta di viltà da parte di Conte e del Movimento 5 Stelle, una viltà elettorale, un piccolo conteggio da ragioniere della politica, quell’idea di poter sfruttare qualche decimale di punto andando da solo e scegliendo di tirarsi fuori da un progetto che avevano contribuito a costruire – ha aggiunto – Conte si è arrampicato su specchio insaponato, è una pagina misera che non ha nulla a che vedere con la politica, una rottura basata solo su un’idea che qualche sondaggista gli aveva suggerito per raccattare qualche voto in più”.
Durante la conferenza stampa, sono stati presentati i candidati delle liste provinciali: tra questi, Mario Aiello, a lungo referente del WWF e fondatore di un’associazione a difesa del mare, Peppino Albanese, insegnante che si è speso per l’alfabetizzazione dei migranti, Roberta Bellia, giovanissima vicepresidente del consiglio comunale di Carini, Mariangela Di Gangi, attuale consigliere comunale di Palermo, Nadia Spallitta, già candidata a sindaco di Palermo nel 2017. E tra i temi forti del programma di Centopassi, quello della lotta alla mafia, di cui Fava ritiene si parli poco perchè sconveniente ai fini elettorali: “Non si parla di mafia e antimafia in questa campagna elettorale, questo perchè non porta voti parlare del rischio di interferenze. Invece bisogna parlarne, c’è una stagione di spese alle porte che tanti immaginano di intercettare. Temo che noi siamo gli unici a poterne parlare”. A questo è connesso il tema della gestione dei rifiuti: “Nessuno parla più delle discariche private, delle tre famiglie che detengono il 70% dei siti. Non si fanno nomi perchè si immagina che da costoro possa arrivare qualche aiuto – ha concluso – come accaduto per Musumeci, Crocetta e chi c’è stato prima”.

– foto: xd7/Italpress

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Palermo ricorda Dalla Chiesa, in Prefettura una targa in memoria del Generale

PALERMO (ITALPRESS) – 127 giorni di fervente attività per contrastare Cosa nostra e dare un segnale di maggiore presenza dello Stato, 127 giorni interrotti da Cosa nostra con la massima ferocia. Era la sera del 3 settembre 1982 quando il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, prefetto di Palermo, veniva ucciso insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di scorta Domenico Russo in un agguato in via Isidoro Carini: per rendergli omaggio, alla vigilia del quarantennale della strage, una targa è stata svelata nel cortile interno di Villa Whitaker, dove Dalla Chiesa aveva prestato servizio.
Alla cerimonia hanno partecipato, oltre al prefetto in carica Giuseppe Forlani, il figlio del generale, Nando Dalla Chiesa, il sindaco Roberto Lagalla, il presidente del Tribunale, Antonio Balsamo, l’assessore regionale Gaetano Armao, il deputato di Forza Italia Giorgio Mulè, l’ex presidente del Senato Pietro Grasso, l’ex primo cittadino Leoluca Orlando e i massimi esponenti delle forze dell’ordine.
Sulla targa, il cui svelamento è stato allietato da accompagnamenti musicali di vario genere e dalla proposizione di fotografie ritraenti le tre vittime, sono riportate la motivazione della medaglia d’oro al valore civile che Dalla Chiesa ricevette e un passaggio dell’intervista rilasciata a Giorgio Bocca il 10 agosto 1982.
“Con questa targa abbiamo voluto rendere la prefettura un luogo di memoria per chiunque la frequenti, istituzioni o cittadinanza – ha sottolineato Forlani -. Tutti devono sentirsi parte di questa grande battaglia di legalità, giustizia e diritto: la società civile deve essere coinvolta nella lotta alla mafia non solo nei momenti di solidarietà alle vittime, ma anche per l’affermazione di quei valori che rendono i diritti un bene da esigere”. Il prefetto ha evidenziato poi come “le intuizioni sulle attività illecite sono il più grande lascito di Carlo Alberto Dalla Chiesa e oggi diventano ancora più importanti, data la necessità di proteggere i fondi del Pnrr”.
foto xa7 Italpress
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Al via seconda edizione della Coppa Floriopoli, rivive il mito della Targa Florio

PALERMO (ITALPRESS) – Oggi con l’omaggio ai vecchi protagonisti della Targa Florio, organizzato dal Club Piloti Targa Florio, e con la cerimonia di consegna al Museo di Cerda dei cimeli storici del pilota catanese Vincenzo Arena, ex pilota ufficiale di Cobra Ford, Abarth e Porsche, con la quale si classificò al terzo posto nel 1966 in coppia col barone Antonio Pucci, si è aperto il week end della Coppa Floriopoli, concorso dinamico di conservazione e restauro per vetture d’epoca e da competizione, in programma domani e domenica su una parte del vecchio tracciato della Targa Florio.
Grande attesa da parte degli appassionati per ammirare le 50 protagoniste che daranno vita alle tre “manche” previste, due sabato e la conclusiva la domenica mattina. Un elenco che comprende vecchie protagoniste della gara ideata da Vincenzo Florio nel lontano 1906 e che dal 1955 al 1973 è stata valida per il Campionato Mondiale Marche ed anche prestigiosi esemplari di vetture da competizione provenienti dalle collezioni di tutta Europa.
Tutta da vedere ed “ascoltare” sarà la procedura di partenza della Oreca Gibson LMP2 di Francesco Dracone, oggi protagonista della Serie erede di quel Campionato del Mondo Marche, di cui la Targa Florio fu prova regina insieme alla 24 Ore di Le Mans, la 1000 Km del Nurburgring e la 1000 Km di Monza. Le “sport” di un tempo saranno rappresentate dalle Abarth di Angelo e Roberta Miniggio, la 1000 Biposto SE 018 che partecipò alla Targa Florio del 1971 piazzandosi al 14° posto con l’equipaggio Barone-Campanini e la Abarth Simca 1300 che corse nel 1963 con la coppia Arena-Ada Pace. Saranno poi di scena la Lotus 23 di Giorgio Schon, non solo vincitore nell’86 della prima Targa Florio Storica in coppia con “Apache”, ma anche protagonista delle edizioni “mondiali” a partire dal 1971, con un 10° posto nel carniere ed un 3° nell’ultima edizione “tricolore” del ’77, la Porsche 910 del 1969 di Bernd Becker, la Ferrari Testarossa del 1957 del ragusano Carmelo Baieli, la Ferrari 488 Challenge di Marazzi, la Jaguard D Type di Gamberini, l’Abarth 700 Record Monza di Giuseppe Di Vincenzo, la Pantera De Tomaso Gruppo 4 di Pietro Silva, vincitore della seconda Targa Florio Storica, e vettura che corse la Targa Florio del 1974 e ’76, la Porsche 911 in livrea Martini del tedesco Buending, l’Osella PA9 di Veninata, la TI.GA. di Miccichè e l’Alfa Romeo GTA di Crescenti.
Porsche 911 per Mario De Luca, presidente del Club Piloti Targa Florio, e Gianfranco Mauriello e 356 per Sergio Montalto e poi la pattuglia delle Lancia guidata dalla Stratos di Barbera, la Fulvia Zagato di Roberto Chiaramonte Bordonaro e Beppe Barresi, le Fulvia HF di Onori, Cucciolla ed Alfisi, e le Abarth della famiglia Musumeci, una delle quali ha corso la Targa del 1976. Il legame con il presente della Targa sarà assicurato dalla Peugeot 206 S1600 di Capraro, vettura ex ufficiale che ha corso la Targa Rally nel 2006 con Rossetti.
“La Coppa Floriopoli è una manifestazione che fa rivivere il mito della Targa Florio. In questo fine settimana gli appassionati potranno ammirare le auto d’epoca che hanno scritto la storia della corsa più antica del mondo. E tutto questo all’interno della cornice delle strade della Targa Florio ed è anche per questo motivo che siamo fieri di sostenere come Città Metropolitana la Coppa Floriopoli”, afferma il sindaco di Palermo e della Città Metropolitana, Roberto Lagalla.
Ospite della manifestazione e Presidente della Giuria che assegnerà a fine gara i riconoscimenti previsti sarà Daniele Audetto, ex Direttore Sportivo della Ferrari in F.1 e responsabile sportivo dell’attività Fiat-Abarth, che vinse il Campionato Mondiale Rally con la Fiat 131 Abarth.
Paddock aperto al pubblico fin da oggi pomeriggio, che da sabato a domenica ospiterà la mostra del fotografo ed editore Roberto Barbato con i suoi bellissimi scatti provenienti da uno dei più ricchi archivi sulla corsa madonita.
Domani si inizierà alle ore 9 con la registrazione dei partecipanti, mentre alle ore 11.30 si terrà il briefing con i piloti ed alle 12,30 la partenza della prima manche della Coppa Floriopoli, al seguito della vettura apriprista, che quest’anno sarà la KIA EV6, eletta Auto dell’Anno 2022, che suggellerà il legame tra la storia dell’auto ed il suo futuro a propulsione elettrica e che sarà condotta da due note influencer: Isa Iaquinta e Jane Alexander. Gli spettatori avranno la possibilità di svolgere un test drive con la vettura Coreana.
La prima giornata si chiuderà con la seconda manche, prevista per le ore 15,00 e la cena di gala a Villa Bordonaro ai Colli. Domenica 4 settembre il clou della manifestazione con l’ultima manche sullo stesso percorso con inizio alle ore 10.
La “Coppa Floriopoli” 2022 anche quest’anno sarà organizzata con il patrocinio della Città Metropolitana di Palermo, proprietaria delle strutture di Floriopoli, della Città di Termini Imerese e del Comune di Cerda ed in collaborazione con Casa Florio.
credit photo agenziafotogramma.it
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