PALERMO (ITALPRESS) – “Valuteremo nelle prossime ore se è ancora possibile in Sicilia, diversamente da quanto accadrà a livello nazionale, mantenere un’alleanza col Partito Democratico. A Caterina Chinnici avevamo presentato dei punti chiave per il Movimento 5 Stelle, ieri ci ha fatto una sintesi nell’incontro a Caltanissetta. Il suo è un nome di alto profilo, il problema risiede nell’affidabilità o meno del Partito Democratico”. Lo ha detto all’Italpress il portavoce all’Assemblea Regionale Siciliana del Movimento 5 Stelle, Nuccio Di Paola, commentando gli ultimi febbrili giorni di dibattito interno legato al mantenimento o alla rottura dell’allenza con il Partito Democratico per le elezioni regionali in Sicilia del 25 settembre: “Quando due si mettono insieme, bisogna essere disposti a delle rinunce. Noi abbiamo dimostrato di poter fare diverse rinunce, il PD fin qui non mi pare. Non mi riferisco solo al fatto di aver lasciato il nome di Chinnici nel simbolo, ma per esempio penso ai vari dipartimenti da assegnare: quali assessorati andrebbero al Pd, quali al M5S, quali a Centopassi e così via? – si è chiesto il deputato regionale del M5S – Per esempio noi sulla sanità stiamo da tempo portando avanti diversi discorsi, sono situazioni che hanno un peso nelle valutazioni che faremo”. Di Paola ha inoltre ribadito che le decisioni a livello regionale sono costantemente attenzionate dal capo politico Giuseppe Conte: “Tutte le nostre decisioni, che ovviamente saranno assunte entro giorno 25, saranno oggetto di confronti con Giuseppe Conte, che è costantemente informato”, ha concluso.
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Regionali Sicilia, Di Paola “Il Pd non vuole fare rinunce, dubbi sull’affidabilità”
Incendi in Sicilia, sotto controllo gli ultimi focolai
PALERMO (ITALPRESS) – La situazione è sotto controllo anche se brucia ancora la Sicilia, nonostante le temperature si siano abbassate dopo l’ondata di calore di ieri che ha portato il termometro oltre i 41 gradi. Restano ancora alcuni focolai a Palermo, attorno ai monti del capoluogo, nella zona di Giacalone, frazione di Monreale, ed in provincia di Messina, mentre è tornato a soffiare un leggere vento di maestrale che dovrebbe scoraggiare l’azione dei piromani. Sarebbero, infatti, in buona parte di origine dolosa, gli incendi che hanno devastato buona parte dell’isola. In fiamme ettari di macchia mediterranea dal Trapanese alla provincia di Agrigento, dal Siracusano al Catanese.
La Procura di Marsala ha aperto un’inchiesta per fare luce sull’incendio scoppiato a Pantelleria. Un fascicolo è stato aperto a carico di ignoti per incendio colposo, ma i sospetti che si tratti di un’azione dolosa sono fondati, visti i due punti di innesco delle fiamme riscontrati e la distanza tra essi. Gli inquirenti hanno acquisito le immagini dei rilievi fotogrammetrici e le analizzeranno per capire come il fuoco si sia innestato e si sia propagato, se in modo accidentale o seguendo dei binari voluti dalla mano dei piromani. A ogni modo, “un incendio colposo, causato dall’incuria umana non sarebbe da considerare meno grave di uno doloso”, ha commentato il procuratore di Marsala, Roberto Piscitello.
Diciassette, stando all’ultimo aggiornamento, le diverse richieste d’intervento aereo pervenute alla Protezione Civile regionale, che coordina gli equipaggi dei Canadair e degli elicotteri di soccorso: per tutto il pomeriggio sono stati cinque i mezzi aerei contemporaneamente in volo, in particolare per spegnere le fiamme nelle campagne dei comuni di Carini, Torretta, Partinico e San Giuseppe Jato.
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Sicilia nella morsa del fuoco, a Palermo brucia la discarica di Bellolampo
PALERMO (ITALPRESS) – Temperature torride in Sicilia, dove sono stati superati per diverse ore i 40 gradi, e così l’isola si ritrova ancora una volta nella morsa degli incendi, la maggior parte dei quali di probabile o certa origine dolosa. Chiuso il fronte che ha gettato nel terrore Pantelleria, i roghi sono scoppiati in modo diffuso nel corso del giorno in particolar modo in provincia di Palermo, dove Vigili del Fuoco e Corpo Forestale sono stati costretti agli straordinari per operazioni di spegnimento diffuse su tutto il territorio. In particolare, proprio nel capoluogo siciliano nel pomeriggio un incendio è divampato vicino alle abitazioni del quartiere Borgo Nuovo. Le fiamme hanno lambito le case e diversi residenti sono fuggiti in fretta e furia. Anche le suore minori di San Francesco hanno abbandonato la sede di via Bronte e sono scese in strada.
Una volta domate le fiamme, sul posto anche il sindaco Roberto Lagalla insieme al vice Carolina Varchi e all’assessore Maurizio Carta per un sopralluogo, chiedendo ai cittadini massima allerta. Nemmeno il tempo di tirare un sospiro di sollievo, che a Palermo in serata si è aperto un nuovo fronte che desta preoccupazione. Il fuoco, infatti, si è sviluppato anche nella discarica di Bellolampo, sul posto i pompieri per delle complesse operazioni di spegnimento per le quali servirebbe anche l’invio dei mezzi aerei. Le fiamme sono state circoscritte. Ma è dalla provincia che sono arrivate una serie infinita di segnalazioni. Canadair in azione nella zona tra Giacalone e Altofonte, dove una serie di roghi hanno seminato il terrore nelle campagne piene di gente, mentre è allarme a Termini Imerese per due diversi incendi, uno, il più esteso, nell’area tra Rocca Rossa e l’ospedale civico, l’altro nella parte bassa della cittadina.
La gente è scesa in strada e la Protezione Civile con dei volontari sta cercando in tutti i modi di arrestare l’avanzata delle fiamme, che hanno lambito anche la linea ferroviaria Palermo-Messina, fino alle abitazioni limitrofe. A causa degli incendi anche pesanti disagi alla circolazione dei veicoli, visto che nel pomeriggio è stata chiusa in entrambi i sensi di marcia l’autostrada A19 Palermo-Catania per via di diversi roghi all’altezza di via Giafar e Villabate. Riaperta intorno alle 19, l’arteria è stata nuovamente chiusa per un nuovo incendio, stavolta all’altezza di Trabia, prima della definitiva riapertura in serata. A causa delle alte temperature, a Misilmeri ha preso fuoco un serbatoio Gpl, per fortuna senza conseguenze. Ulteriori interventi dei Vigili del Fuoco, sempre nel palermitano, nei comuni di Bolognetta, Montemaggiore Belsito e Piana degli Albanesi, mentre un incendio boschivo si è sviluppato su monte San Calogero a Caccamo, dove sono andati in fumo ettari di vegetazione, fronti aperti nel pomeriggio anche a Belmonte Mezzagno e nel limitrofo comune di Montelepre.
Una serie di incendi sono stati registrati anche a bordo strada sulla statale 624 Palermo-Sciacca, che per più di un’ora è rimasta chiusa al traffico all’altezza di Monreale. In provincia di Trapani, la statale 113 Settentrionale Sicula è stata chiusa al traffico veicolare per via di un incendio che lambiva la carreggiata all’altezza di Alcamo, roghi domati anche a Valderice e Calatafimi Segesta, mentre nel messinese, in mattinata avevano preso fuoco sterpaglie tra Gioiosa Marea e Sant’Angelo di Brolo. Diciassette, stando all’ultimo aggiornamento fornito alle 18.30, le diverse richieste d’intervento aereo pervenute alla Protezione Civile regionale, che coordina gli equipaggi dei Canadair e degli elicotteri di soccorso: per tutto il pomeriggio sono stati cinque i mezzi aerei contemporaneamente in volo, in particolare per spegnere le fiamme nelle campagne dei comuni di Carini, Torretta, Partinico e San Giuseppe Jato. Le temperature scenderanno di alcuni gradi nei prossimi giorni, ma resteranno superiori ai 35 gradi e, in particolare nel palermitano, l’allerta incendi è massima anche per le prossime 48 ore.
– foto ufficio stampa Prima l’Italia – Lega Sicilia –
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Incendio a Pantelleria, la Procura di Marsala apre un’inchiesta
PANTELLERIA (TRAPANI) (ITALPRESS) – E’ stato domato in mattinata il grosso incendio che nella serata di ieri è scoppiato a Pantelleria, nelle contrade Favarotta, Khamma e in località Gadir. Le fiamme, che si sono sviluppate in fretta e in un’area boschiva, ma non all’interno del parco naturale, hanno mandato in fumo quasi sessanta ettari di vegetazione. La prima segnalazione, arrivata dopo le ore 20 di mercoledì, non ha consentito l’intervento dei Canadair, che per l’autorizzazione ad alzarsi in volo hanno dovuto aspettare le prime luci dell’alba. Nel frattempo, sono bastati pochi minuti per gettare nel panico turisti e residenti, che una volta viste le fiamme sempre più minacciose nei confronti delle abitazioni e dei dammusi, hanno deciso di fuggire verso il mare. Per fortuna, non si segnalano danni a persone, coinvolti invece alcuni pergolati e strutture di legno che non hanno retto alla forza distruttrice delle fiamme.
Un rogo che, una volta circoscritto e sotto controllo da parte dei Vigili del Fuoco, è adesso al vaglio della Procura di Marsala, che ha aperto un’inchiesta a carico di ignoti per incendio colposo, ma i sospetti che si tratti di un’azione dolosa sono fondati, visti i due punti di innesco delle fiamme riscontrati e la distanza tra essi. Gli inquirenti hanno acquisito le immagini dei rilievi fotogrammetrici e le analizzeranno per capire come il fuoco si sia innestato e si sia propagato, se in modo accidentale o seguendo dei binari voluti dalla mano dei piromani. A ogni modo, “un incendio colposo, causato dall’incuria umana non sarebbe da considerare meno grave di uno doloso”, ha commentato il procuratore di Marsala, Roberto Piscitello.
Già fin dalla serata di ieri, turisti e residenti sono stati fatti evacuare dalla zona interessata dall’incendio. Tra di loro, personaggi noti che trascorrono abitualmente le proprie vacanze sull’isola, a cominciare da Giorgio Armani. Il noto stilista è stato costretto ad abbandonare in fretta e furia la sua tenuta che sorge proprio nell’epicentro del rogo.
Stessa sorte toccata all’ex campione del mondo 1982 Marco Tardelli, a Pantelleria insieme alla compagna, la giornalista Myrta Merlino, e all’attore Claudio Santamaria. I vip si sono rifugiati nelle loro barche insieme ai loro ospiti, mentre trenta turisti in fuga dalle fiamme sono stati fatti evacuare via mare dalle motovedette della Guardia Costiera.
Passato lo spavento, ma senza abbassare la guardia perchè le temperature sono ancora roventi e continua a soffiare il vento di scirocco, ora è il tempo della conta dei danni e delle indagini: “I punti di innesco dell’incendio sono certamente due, distanti l’uno dall’altro e attivati in due momenti diversi in modo da rendere incontrollabile il fuoco. Questo rende ancora più probabile la matrice dolosa”, ha sottolineato Giovanni Misseri, responsabile del coordinamento attività antincendio per il Corpo forestale della Regione.
“Rimane alta l’attenzione su Pantelleria e su tutta l’Isola. Da ieri sera ad ora sono andati in fumo 50 ettari di macchia mediterranea” – è il primo bilancio fornito all’Italpress del dirigente regionale della Protezione Civile, Salvatore Cocina – Fino ad ora possiamo dire che non ci sono stati grandi danni a persone e cose. Sono state danneggiati dalle fiamme solo pergolati di legno – ha aggiunto – Ieri in serata sono state evacuate trenta persone e diciotto hanno trascorso la notte in albergo, ma già sono rientrate nelle loro abitazioni”.
Puntuali le reazioni di sdegno per questa ennesima ferita per il polmone verde della Sicilia da parte del mondo della politica e delle istituzioni: “Impossibile immaginare che possa essersi trattato di un incidente, non posso che condannare questa ulteriore vergogna e questo delitto nei confronti della natura e delle persone coinvolte – ha dichiarato l’assessore regionale al territorio e all’ambiente, Toto Cordaro – Mi auguro che gli autori di questo scempio vengano scoperti al più presto e condannati al massimo della pena prevista”.
Gli fa eco in un intervento all’Italpress il presidente della fondazione Univerde ed ex ministro dell’ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, che chiede pene severissime nei confronti degli eventuali piromani, così come previste dal decreto legge che porta il suo nome e che introdusse il reato di incendio boschivo con le aggravanti fino a quindici anni di reclusione: “Pantelleria è un’isola meravigliosa e merita un sostegno del Governo nazionale per la tutela e la valorizzazione, ma anche per scovare e arrestare i criminali incendiari di questo incendio ma anche di quello del 2016 che sono ancora ignoti. Vanno usati i migliori strumenti investigativi di cui l’Italia dispone. In questi anni sono stati arrestati tanti incendiari ma purtroppo servono processi veloci e condanne esemplari”.
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In Sicilia 2.082 nuovi casi di Covid e 20 decessi
PALERMO (ITALPRESS) – Sono 2.082 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia, su un totale di 12.885 tamponi effettuati. E’ quanto emerge dal quotidiano bollettino sull’emergenza pandemica, emesso dal Ministero della Salute, secondo cui l’indice di positività è del 16,2%. La Sicilia così risulta al quinto posto per contagi. Sono 20 i decessi nelle ultime 24 ore, per un totale di 11.946 vittime da inizio pandemia. I guariti sono 8.986. Mentre i ricoverati sono 636, dei quali 30 in terapia intensiva.
credit photo agenziafotogramma.it
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Incendio a Pantelleria, Pecoraro Scanio “15 anni di carcere per i piromani”
ROMA (ITALPRESS) – “Pantelleria è un’isola meravigliosa e merita un sostegno del Governo nazionale per la tutela e la valorizzazione ma anche per scovare e arrestate i criminali incendiari di questo incendio ma anche di quello del 2016 che sono ancora ignoti. Vanno usati i migliori strumenti investigativi di cui l’Italia dispone. Ma voglio anche ringraziare la protezione civile e tutti gli operatori e i volontari che subito hanno agito per circoscrivere il fuoco e limitare il danno”. Così all’Italpress il presidente della
fondazione Univerde ed ex ministro dell’ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, in merito all’incendio che ieri sera ha investito l’isola.
Il decreto legge “Pecoraro Scanio” del 4 agosto 2000 introdusse il reato di incendio boschivo con l’aggravante del danno ambientale grave nelle aree protette. In pratica una pena aumentata con minimo 6 anni e un massimo di 15 anni. Ma sembra che non basti a dissuadere gli autori di questi roghi quasi sempre dolosi. “Era l’estate del 2000 con numerosi incendi e da ministro dell’agricoltura e delle foreste – spiega Alfonso Pecoraro Scanio – presi l’iniziativa e in una seduta molto dura del consiglio dei ministri mi assunsi la responsabilità di proporre io l’introduzione del 423 bis nel codice penale”.
“La natura – sottolinea – era considerata non meritevole di una tutela adeguata contro questi criminali. Introdussi invece proprio un’aggravante per il danno ambientale grave e le aree protette”. “Ora con le norme – aggiunge – le forze di polizia e la magistratura hanno gli strumenti e proprio dopo il decreto legge istituii anche i nuclei investigativi del corpo forestale e quello antincendi e mi avvalsi di validi ufficiali come gli attuali generali Giuseppe Vadalà, oggi commissario di governo per le bonifiche o Sergio Costa divenuto poi ministro. In questi anni sono stati arrestati tanti incendiari ma purtroppo servono processi veloci e condanne esemplari”, conclude Pecoraro Scanio che volle da ministro dell’ambiente il parco nazionale di Pantelleria nella finanziaria 2007 e solo dopo il grave incendio del 2016 si sbloccò l’iter di istituzione del parco.
credit photo Fondazione UniVerde
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Covid, in Sicilia in calo i contagi e le nuove ospedalizzazioni
PALERMO (ITALPRESS) – Nella settimana dall’8 al 14 agosto si registra un decremento delle nuove infezioni, con un’incidenza di nuovi positivi pari a 14809 (-27%), ed un valore cumulativo di 308/100.000 abitanti. Il tasso di nuovi casi più elevato rispetto alla media regionale si è registrato nelle province di Messina (437/100.000 abitanti), Trapani (358/100.000) e Agrigento (336/100.000). E’ quanto emerge dal bollettino settimanale Dasoe inviato dalla Regione Siciliana in merito all’epidemia Covid sul territorio regionale.
Le fasce d’età maggiormente a rischio risultano quelle tra i 70 ed i 79 anni (403/100.000 abitanti), tra i 60 e i 69 anni (401/100.000) e tra gli 80 e gli 89 anni (357/100.000). Anche le nuove ospedalizzazioni sono in lieve diminuzione e più di metà dei pazienti in ospedale nella settimana di riferimento risultano non vaccinati.
Per quanto riguarda la campagna vaccinale i dati fanno riferimento alla settimana dal 10 al 16 agosto. Nella fascia d’età 5-11 anni i vaccinati con almeno una dose si attestano al 26,56% del target regionale. Hanno completato il ciclo primario di vaccinazione 70.424 bambini, pari al 22,85%.
Nel target over 12 anni, i vaccinati con almeno una dose si attestano al 90,70%, mentre l’89,38% ha completato il ciclo primario. Sono 1.058.583 i cittadini che, maturato il diritto di ricevere la terza dose, non l’hanno ancora effettuata. Nello specifico, i vaccinati con dose aggiuntiva/booster sono 2.758.653 pari al 72,27% degli aventi diritto.
Dall’1 marzo è iniziata la somministrazione della quarta dose agli over 12 con marcata compromissione della risposta immunitaria e che hanno già completato il ciclo vaccinale primario con tre dosi da almeno 120 giorni. Dal 13 luglio la quarta dose è stata estesa a tutte le persone di età uguale o maggiore di 60 anni e alle persone ad elevata fragilità over 12 anni, purchè sia trascorso un intervallo minimo di almeno 120 giorni dalla prima dose di richiamo o dall’ultima infezione successiva al richiamo (data del test diagnostico positivo). Dal 1 marzo sono state effettuate complessivamente 95.682 somministrazioni di quarta dose di cui 45.156 a soggetti over 80.
(ITALPRESS).
Pnrr, in Sicilia 227 milioni per asili nido e scuole dell’infanzia
ROMA (ITALPRESS) – Sono state pubblicate le graduatorie degli avvisi pubblici relativi ad asili nido e scuole dell’infanzia con i progetti di investimento che verranno finanziati con le risorse europee Next Generation EU, stanziate nell’ambito delle azioni per il potenziamento dei servizi d’istruzione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
In Sicilia sono destinati complessivamente 227.562.126,30 euro per un totale di 175 interventi per scuole dell’infanzia e per asili nido e poli dell’infanzia per l’intera fascia di età 0-6 anni.
La pubblicazione delle graduatorie conclude la prima fase dell’azione del PNRR per gli asili nido e le scuole e i servizi educativi per l’infanzia.
In particolare, alle regioni del Mezzogiorno andrà il 54,98% delle risorse per gli asili nido e il 40,85% di quelle per le scuole dell’infanzia. Contestualmente, è stato disposto anche lo scorrimento delle graduatorie dell’avviso pubblico del 2021, da 700 milioni, su asili nido e centri polifunzionali per la famiglia che prevede l’autorizzazione di 234 nuovi interventi per un importo di 381 milioni. Questo avviso pubblico contribuisce al raggiungimento dei target del PNRR relativi all’attivazione di nuovi posti per servizi educativi nella fascia 0-6 anni e rientra tra i c.d. “progetti in essere” del PNRR.
“Si tratta del più grande Piano mai realizzato sul tema dell’istruzione per la fascia 0-6 anni, con un investimento complessivo di 4,6 miliardi di euro – dichiara il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi – Il governo ha lavorato in questi mesi e sta ancora lavorando affinchè il Piano sia attuato, rispettando tutte le scadenze previste. Siamo particolarmente orgogliosi del risultato raggiunto sugli asili nido: siamo riusciti ad allocare tutte le risorse disponibili, con una quota ingente di finanziamenti destinata al Sud. Assicurare il diritto all’istruzione per i più piccoli, su tutto il territorio nazionale, è un elemento fondamentale per colmare il divario tra nord e sud, per rimuovere gli ostacoli al lavoro femminile e sostenere le famiglie con azioni concrete”.
foto Italpress
(ITALPRESS).













