Home Sicilia Pagina 429

Sicilia

Regionali,Miccichè a Fdi “Decidiamo in fretta, serve gioco di squadra”

PALERMO (ITALPRESS) – Il centrodestra decida subito il nome del suo candidato alla presidenza della Regione Siciliana. Lo si scelga a Palermo e non a Roma, e soprattutto si abbandoni l’idea di un Musumeci Bis, perchè il governatore uscente, come un Maradona che non passando la palla ai compagni perde le partite, negli ultimi giorni non è mai riuscito a fare squadra con la sua maggioranza. A dichiararlo, in una lunga intervista all’Agenzia di Stampa Italpress, è il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, nonchè numero uno di Forza Italia sull’Isola, Gianfranco Miccichè, tornato a parlare dopo che “negli ultimi giorni sono stato zitto perchè mi sono reso conto che ogni mia parola poteva essere strumentalizzata e poteva mettere in difficoltà o creare problemi anche ad altri, come ad esempio i nostri leali alleati della Lega”. Miccichè ha innanzitutto sottolineato l’urgenza di trovare una soluzione con Fdi, visto che le scadenze elettorali (domenica scadono i termini per presentare le liste) bussano alla porta. “Questo atteggiamento di Fratelli d’Italia, che si oppone a prescindere ai nomi che stiamo proponendo per la guida della Regione, quasi come ripicca al fatto che ci siamo opposti ad una conferma di Musumeci, non va bene. E’ necessario sedersi ad un tavolo, discutere serenamente senza nessun aut aut, ma occorre farlo subito, anche oggi pomeriggio” ha detto. Il maggiorente Azzurro in Sicilia fa un appello anche a Giorgia Meloni affichè la decisione sulla presidenza siciliana, siamo prese a Palermo e non a Roma. “Faccio un appello a Giorgia Meloni, che non conosco personalmente, ma di cui ho grande stima, a non farsi coinvolgere in sterili polemiche montate da altri, affinchè si arrivi ad una soluzione senza veti di ogni tipo. Se la posizione di Fratelli d’Italia è quella di rifiutare ogni nome proposto da Forza Italia per poi tornare a quello di Musumeci, ce lo dicano apertamente. Ma io sono convinto che alla fine prevarrà buonsenso e amicizia”. “La questione della presidenza della Regione deve essere definita in Sicilia, non a Roma. Non intendo alzare i toni, non ne abbiamo il tempo e poi anche perchè con gli esponenti siciliani di Fratelli d’Italia andiamo daccordissimo e ci sono rapporti leali. Basta pensare a quanto è successo nella composizione della giunta di Palermo città, quando ci siamo accordati serenamente” aggiunge Miccichè. “In Sicilia il centrodestra ha una grandissima possibilità, credo che riusciremo a trovare una soluzione, ma se alla fine Fratelli d’Italia dovesse scegliere la rottura e decidere di correre da sola, la mia sensazione è che Forza Italia e la Lega possano giocarsela con loro e il Pd. Nessuno vuole andare alle urne diviso, ma se dovesse accadere, noi siamo pronti” chiosa Miccichè. “Fratelli d’Italia ha detto di no alla Prestigiacomo chiedendoci di fare altri nomi. Ma sono convinto che a loro non andrebbe bene nemmeno quello di Miccichè o di qualsiasi altro esponente di Forza Italia, perchè l’obiettivo è quello di tornare a Musumeci – aggiunge -.  Fermiamoci, smettiamola di parlare attraverso i giornali e i comunicati stampa e ragioniamo quattr’occhi se no non si va da nessuna parte”. Sui motivi del secco “no” ad un Musumeci Bis, Miccichè spiega: “Se Ignazio La Russa mi ha detto, a proposito del presidente Musumeci, ‘vedrai che cambierà’, significa ammettere che qualcosa non è andato per il verso giusto in questi cinque anni di giunta. Io non me la sento di fare altre cinque anni di legislatura regionale con lui. Lo dico nella consapevolezza che dovrò perdere la poltrona su cui siedo”. “In questi cinque anni non sono riuscito ad avere un rapporto con Musumeci – ha aggiunto -. Non tanto dal punto di vista personale, quanto da quello politico e istituzionale: fin dal primo giorno ha sempre rifiutato un confronto con le forze di maggioranza. Non c’è mai stato un confronto, un atteggiamento di condivisione con i partiti”. E per spiegare la scarsa attitudine a collaborare con gli alleati di Musumeci, Miccichè utilizza una metafora calcistica: “Uno può anche avere un fuoriclasse in squadra, un Maradona, ma se poi questo non passa mai la palla, la squadra perde. E noi non ce lo possiamo permettere”. (ITALPRESS).

Photo credits: ufficio stampa Micciché

Regionali Sicilia, Calderone “Io candidato? Parlate con Miccichè”

MESSINA (ITALPRESS) – Con la candidatura della forzista Stefania Prestigiacomo in stand by (piace alla Lega, ma ha il veto di Fratelli d’Italia) e con la rinuncia del presidente uscente e dimissionario Nello Musumeci – continuano a rincorrersi i nomi dei papabili candidati del centrodestra alla presidenza della Regione Siciliana, alle elezioni del 25 settembre. Tra i nomi circola anche quello del deputato regionale messinese azzurro Tommaso Calderone. Interpellato dall’Italpress, Calderone non conferma, nè smentisce. “Dovete parlare con il presidente Miccichè – dice al telefono – io sono un soldato. Sto pensando alla mia modesta campagna elettorale come deputato regionale. Parlate con lui…”.
(ITALPRESS).

– credit photo agenziafotogramma.it –

Vertice del Campo Progressista in Sicilia, Chinnici “Mio ruolo di cucitura tra forze politiche”

PALERMO (ITALPRESS) – La richiesta a Caterina Chinnici di essere garante dell’intera colazione e non solo “donna di parte” (del Pd, ndr), l’avvio della campagna elettorale entrando nel merito del programma (con i prossimi giorni decisivi per l’elenco di questioni da affrontare), il “ridimensionamento” del Pd e una maggiore autorevolezza della candidata. Di questo – da quanto apprende l’Italpress – si è discusso a Palermo, durante il vertice a porte chiuse convocato proprio dalla candidata presidente della Regione Siciliana per il campo progressista Caterina Chinnici, per il programma di governo in vista delle elezioni Regionali del prossimo 25 settembre. All’incontro, oltre a Chinnici, hanno partecipato il segretario del Pd in Sicilia, Anthony Barbagallo, il portavoce regionale del M5S, Nuccio Di Paola, e Claudio Fava (Cento Passi), collegato da remoto. “In qualità di candidata alla Presidenza della Regione Siciliana – dice Chinnici – ho la responsabilità di rappresentare l’intera coalizione e lavorerò affinché le proposte avanzate dai partiti possano, prima possibile, essere ricondotte a sintesi in un programma di governo sul quale affrontare la campagna elettorale. Durante l’incontro – aggiunge – il Movimento 5Stelle ha manifestato intransigenza su una propria lista di nove punti programmatici. In virtù del mio ruolo, cercherò di svolgere un lavoro di cucitura tra le forze politiche in questa fase difficile. L’interlocuzione proseguirà nei prossimi giorni. Ho inoltre chiesto – conclude – che durante la composizione delle liste si ponga massima accuratezza nel verificare che i candidati non abbiano alcuna pendenza con la giustizia, un prerequisito sul quale ho trovato sintonia e ho auspicato che le liste abbiano una consistente presenza di candidati espressi dal mondo giovanile, che rappresenta tanto il presente quanto il futuro della Sicilia”.

-credit photo agenziafotogramma.it –
(ITALPRESS).

In Sicilia 2.446 nuovi casi di Covid e 7 decessi

PALERMO (ITALPRESS) – Sono 2.446 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia, su un totale di 14.815 tamponi effettuati sull’Isola. E’ quanto emerge dal quotidiano bollettino sull’emergenza pandemica, emesso dal Ministero della Salute. Sono 7 i morti nelle ultime 24 ore, per un totale di 11.864 vittime da inizio pandemia. A livello di ospedalizzazioni, sono 764 i positivi ricoverati negli ospedali dell’Isola (20 in meno di ieri), dei quali 38 sono in terapia intensiva (6 in più di ieri). (ITALPRESS).

Armao “Il governo Musumeci consegna ai siciliani una Sicilia meno indebitata”

0

PALERMO (ITALPRESS) – “Il governo Musumeci consegna ai siciliani una Sicilia meno indebitata, con più liquidità e con più credibilità finanziaria”. Lo ha detto all’Italpress Gaetano Armao, vicepresidente e assessore all’Economia della Regione Siciliana, commentando i dati sulla gestione dell’assessorato.
Tra il 2017 e il 2022, il debito regionale della Sicilia è passato da 8 a 6,6 miliardi di euro. “Un miliardo e 400 milioni di minor debito”, ha sottolineato Armao, che si è soffermato sui risultati ottenuti dall’assessorato negli ultimi anni. “La spesa europea è al pieno impiego sia col Fondo centrale di garanzia che con l’Agenda digitale”, ha affermato. “Stiamo utilizzando – ha aggiunto – pienamente le risorse. Quando siamo arrivati, la Regione aveva una situazione finanziaria molto precaria. Oggi – ha continuato – abbiamo fatto una variazione di bilancio da quasi un miliardo di euro. Abbiamo rinegoziato accordi di finanza pubblica portando in Sicilia circa 3 miliardi di euro”. Si è trattato di “un lavoro – ha spiegato – che ha puntato a ridurre i costi finanziari, a razionalizzare e fluidificare la spesa e a intervenire sulla digitalizzazione, che è un elemento essenziale per la competitività della Sicilia”.
Poi Armao ha fatto il punto su alcuni interventi e risultati ottenuti in questi anni, come “gli interventi sugli immobili, che si aggiungono a quelli già ordinari dei comuni che ammontano a circa 850 milioni di euro annui. Abbiamo 90 milioni per i piccoli e medi comuni – ha continuato – per interventi infrastrutturali di cui è già pronta la graduatoria e 50 milioni di euro di interventi infrastrutturali per i beni della Regione”. Poi ci sono “le Zone economiche speciali con vantaggi fiscali ulteriori” e “la razionalizzazione della riscossione regionale che ha consentito di ottenere 300 milioni e razionalizzare una partecipata importante”. “Sono tutti interventi – ha evidenziato – che hanno visto l’assessorato del governo Musumeci puntare sul sostegno all’economia”. C’è anche “la riconversione di circa 1,2 miliardi di euro di risorse extraregionali orientate al sostegno alle imprese” e “da ultimo – ha aggiunto – abbiamo varato 20 milioni di euro per i confidi e 3 milioni per le edicole e i distributori di giornali”.
Tra i risultati anche il risparmio sugli acquisti di farmaci con CUC per oltre 170 milioni e il riconoscimento della condizione di insularità che porta alla regione 100 milioni di euro annui e con cui si ritiene sia stata “vinta una battaglia”. “Non solo con la riforma in Costituzione: è una condizione di insularità – ha precisato Armao -, che diventa oggettivamente un elemento di recupero per la Sicilia. Per ora sono 100 milioni ma chiaramente vanno incrementati ulteriormente. E dopo un negoziato serratissimo con gli uffici del Mef – ha proseguito -, abbiamo ottenuto anche il riconoscimento dei 600 milioni di euro di retrocessione delle accise per compensare il Fondo sanitario regionale. È una battaglia che si fa dal 2006, aspetta solo l’intesa tra ministro e presidente della Regione ma la spettanza è già riconosciuta”.
Secondo i dati della Cgia, la Sicilia è la quarta regione per crescita economica nel 2022 (+3%) e terza per investimenti. Inoltre, in tema di digitalizzazione, in base ai dati Infratel, è la prima regione italiana per comuni digitalizzati. Per Armao si tratta di “un fatto significativo”. Ma non c’è solo questo, perché “siamo anche primi per esportazioni”, ha evidenziato il vicepresidente siciliano, anche se si registra “un’influenza assai rilevante dei derivati petroliferi”. “È un dato importante che subisce un’alterazione dalla crescita di questi prodotti però – ha spiegato – dentro questa crescita abnorme del valore delle esportazioni dei derivati petroliferi c’è anche una fortissima crescita di esportazioni di produzione siciliana, come agroalimentare, industriale e computer”.
Photo credit: agenziafotogramma.it
(ITALPRESS).

Palermo ricorda Paolo Giaccone, il medico ucciso dalla mafia 40 anni fa

PALERMO (ITALPRESS) – Ucciso semplicemente per avere fatto il proprio dovere di medico, respingendo le pressanti richieste di Cosa nostra di alterare una perizia ed evitare l’incriminazione di un boss: Paolo Giaccone se ne andava quarant’anni fa, freddato da cinque proiettili tra i viali del Policlinico di Palermo che oggi porta il suo nome. Lo hanno ricordato con una cerimonia sul luogo dell’eccidio la figlia Milly, gli ex colleghi e gli attuali dirigenti del dipartimento di Medicina legale, il sindaco Roberto Lagalla (ex allievo di Giaccone), il rettore Massimo Midiri e il procuratore generale della Corte d’Appello di Palermo Lia Sava.
Oltre che come docente ordinario di Medicina legale, Giaccone esercitava la professione svolgendo consulenze per il Tribunale, in un periodo profondamente segnato dalla pervasività di Cosa nostra nel tessuto sociale ed economico della città. Nel 1981, dopo una sparatoria a Bagheria in cui persero la vita quattro persone, gli fu assegnato l’incarico di esaminare un’impronta digitale lasciata da uno dei killer: questi venne poi identificato in Giuseppe Marchese, esponente di spicco della cosca di corso dei Mille. Diverse furono le intimidazioni nei confronti di Giaccone affinchè modificasse la perizia e scagionasse Marchese, ma il medico fu irremovibile e il killer venne condannato all’ergastolo. L’11 agosto 1982 il drammatico epilogo, in una Palermo ancora scossa dall’omicidio di Pio La Torre e che tre settimane dopo sarebbe rimasta impietrita dalla strage di via Carini.
Lagalla ricorda Giaccone come “un eroe silenzioso, che ha inviato alle giovani generazioni una testimonianza di rettitudine, onestà intellettuale, ma soprattutto svolgimento costante e silenzioso del proprio dovere. Una figura di grande rilievo, divenuta eroica nel momento in cui l’affermazione di questi valori è inciampata drammaticamente nelle pretese di chi fa della prevaricazione e del sopruso un metodo di vita”.
Con l’ex docente di Medicina legale il primo cittadino sottolinea di aver sostenuto l’ultimo esame prima della laurea: “Ma non avevo studiato particolarmente bene e mi mise 27 -, spiega, – Al di là di questo provavo sincera stima e rispetto per Paolo Giaccone e ogni anno venivo alla sua commemorazione anche se non ricoprivo ruoli istituzionali”.
Lagalla rilancia poi la necessità che l’Università sia “il più alto riferimento nella trasmissione dei valori agli allievi, fornendo un esempio non solo a parole ma anche nei comportamenti. E la lotta alla mafia è tra i più importanti di questi valori: è ingiustificabile che la paura abbia generato ritardi nella posa della lapide per Giaccone, come è ingiustificabile che in quella per il procuratore Gaetano Costa non ci sia nessun riferimento alla morte per mano mafiosa. Prima della prossima ricorrenza mi impegnerò a far sostituire questa lapide, perchè resti come monito l’origine dell’eroismo di Costa”.
La maggiore peculiarità di Giaccione è, secondo Midiri, “l’essere stato fino all’ultimo privo di condizionamento, deciso a non piegare la testa dinanzi ai mafiosi. Ai nostri ragazzi dobbiamo insegnare che la libertà di scelta è sempre possibile”. Il rettore, anch’egli formatosi come medico, traccia poi un dettaglio di quel maledetto 11 agosto di quarant’anni fa: “Accorremmo tutti non appena la notizia della morte si sparse: non posso non ricordare il viso vitreo di Giovanni Falcone quando arrivò sul luogo del delitto. E’ innegabile però che dopo la morte di Giaccone si è sviluppato un modo nuovo di affrontare la mafia”.
Milly Giaccone racconta un aneddoto legato al luogo della morte del padre: “Quando venivo al Policlinico con lui, cosa che avrei dovuto fare anche il giorno in cui è morto, lasciavamo la macchina sempre vicino al punto in cui oggi c’è la lapide: ‘Scendi nella tua aiuolà, mi diceva sempre”.
foto xd8
(ITALPRESS)

La Russa “In Sicilia la candidata per il centrodestra non può essere Prestigiacomo”

ROMA (ITALPRESS) – “E’ successo che Nello Musumeci si è rotto le balle e ha detto con grande signorilità che si toglie d’impaccio, ringraziando Giorgia e Ignazio e dicendo trovatevene uno migliore. Ma sicuramente uno migliore non esiste”. Così il senatore Ignazio La Russa di Fratelli d’Italia ad Affaritaliani.it.
“La candidata – aggiunge – non può certo essere Stefania Prestigiacomo, non per motivi personali ma per le sue scelte politiche. Oltre ad essere stata sulla Sea Watch, ha votato a favore di leggi in Parlamento contro le quali votava l’intero Centrodestra. Fratelli d’Italia non avanzerà alcuna proposta, ne facciamo un’altra gli alleati”. In merito alla proposta del magistrato Massimo Russo, commenta: “Devono farla gli alleati la proposta, e non i giornali o le agenzie di stampa. Aspettiamo una proposta ufficiale, faremo le nostre valutazioni e diremo la nostra come abbiamo fatto su Prestigiacomo. Ma si sbrighino, non c’è più molto tempo”. Infine La Russa spiega che la questione Sicilia “non è assolutamente legata alle altre elezioni regionali. Nel Lazio, se saremo il primo partito, il candidato è già deciso che spetterà a Fratelli d’Italia e la scelta siciliana non ha nulla a che fare con Lazio, Lombardia e Friuli Venezia Giulia”.
foto agenziafotogramma.it
(ITALPRESS).

Minardo “Non sono disponibile ma la Lega ha una propria proposta di candidatura per la Sicilia”

PALERMO (ITALPRESS) – “L’ho già detto e lo ripeto, ho già deciso di tornare a correre per il Parlamento nazionale ma siamo ovviamente prontissimi ad offrire alla coalizione la nostra proposta di candidatura”. Così all’Italpress, il segretario della Lega in Sicilia, Nino Minardo, ribadendo che non c’è più la sua disponibilità ad essere candidato alla Presidenza della Regione siciliana.
“La Lega Sicilia-Prima l’Italia è pronta ed è l’unico partito che ha dimostrato di volere chiudere in fretta favorendo responsabilmente la sintesi”, sottolinea Minardo, dopo che FdI ha stoppato la candidatura di Stefania Prestigiacomo alla Presidenza della Regione siciliana. La Lega, prima dell’intesa con Forza Italia su Prestigiacomo, al tavolo regionale di coalizione aveva avanzato i nomi di Nino Minardo o di Alessandro Pagano.
“Ma andiamo alle cose serie e lasciamo ad altri il dibattito sui nomi che non mi ha mai appassionato. La Lega Sicilia-Prima l’Italia – aggiunge Minardo – ha le liste pronte e stiamo riscontrando in queste ore numerose nuove adesioni di importanti pezzi di classe dirigente, militanti, professionisti, imprenditori”. “Noi – prosegue Minardo – siamo pronti e lavoriamo affinchè anche nel programma nazionale del centrodestra vengano inserite delle priorità per la nostra regione, prime fra tutti il Ponte sullo Stretto e i termovalorizzatori per risolvere l’annoso problema dei rifiuti che potranno finalmente diventare risorsa e non più costo. Di questo e tanto altro vorremmo parlare ai siciliani e spero che i nostri alleati facciano presto chiarezza e favoriscano la sintesi attorno ad una proposta unitaria per la Presidenza della Regione”, conclude Minardo.
foto ufficio stampa Lega
(ITALPRESS).