PALERMO (ITALPRESS) – Sono 710 i nuovi positivi al Coronavirus in Sicilia, su un totale di 6.010 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore sull’Isola. E’ quanto emerge dal quotidiano bollettino diffuso dal Ministero della Salute sull’emergenza Covid. Sono 16 le vittime, con il totale delle persone morte da inizio pandemia che tocca quota 11.817. A livello di ricoveri ospedalieri, quelli nei reparti ordinari sono 816 (34 in meno di ieri), mentre quelli in terapia intensiva sono 43 (4 in mano di ieri).
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In Sicilia 710 nuovi casi di Covid e 16 vittime
Elezioni, De Luca “Ho rifiutato accordo con Renzi. In Sicilia vinco io”
MESSINA (ITALPRESS) – Matteo Renzi? “L’ho visto qualche giorno fa a Roma, quasi due ore di piacevole colloquio: è uno sveglissimo. Mi ha proposto un accordo nazionale: secondo i suoi dati, solo dalla Sicilia poteva avere l’equivalente dell’1,5% nazionale dal nostro movimento, decisivo per il quorum. Avremmo avuto pure noi il diritto di tribuna: un paio di seggi sicuri. Avevo l’acquolina in bocca, ma ho detto no. Noi restiamo anti-sistema, andiamo avanti. Non rinnego ciò che abbiamo costruito”. Lo dice, in un’intervista al quotidiano La Sicilia, Cateno De Luca, ex sindaco di Messina e candidato presidente alle Regionali in Sicilia. “Io sarò – aggiunge – il prossimo presidente della Regione. Non solo perchè percepisco nelle piazze, ogni giorno, un consenso che si moltiplica a ritmo vertiginoso. Ma anche perchè tutti gli avversari sono i miei migliori alleati. Vengo e mi spiego. Se il centrodestra conferma Musumeci è una pacchia: stravinco. Ma qualsiasi altro candidato, lanciato sotto ferragosto e tutto da costruire, è perdente in una campagna elettorale lampo di un mese. Sono in cul-de.sac. Come il centrosinistra: il M5S romperà l’alleanza col Pd, appena mollato pure da Calenda. E la Chinnici, che mi fa pure tenerezza, mischinedda, avrà l’alibi per ritirarsi. E anche lì, dove li trovano i candidati sotto l’ombrellone? Praticamente ho già vinto…”.
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Regionali Sicilia, La Russa “Con Musumeci vittoria sarebbe certa”
PALERMO (ITALPRESS) – “Noi il nome del candidato ce lo abbiamo già e si chiama Nello Musumeci, dobbiamo verificare nella prima riunione con gli alleati se ci sono nomi degli altri partiti da mettere a confronto. Se c’è un altro nome che va bene a tutti e quindi anche a noi, e che consente di avere ampie certezze di vittoria, in quel caso Musumeci ha detto che farà un passo laterale. Se non c’e un nome che piace anche a noi e che dà ampie garanzie, noi restiamo su Nello Musumeci, non ci sono altri nomi”. Ignazio La Russa, intervistato dall’Italpress, non ha dubbi e punta ancora su Nello Musumeci. In seguito alle dimissioni del governatore siciliano, si accende il dibattito interno al centrodestra sul candidato unitario da presentare per le elezioni del 25 settembre, data che dista ormai appena un mese e mezzo.
In programma lunedì un vertice a Palermo dal quale potrebbe emergere il nome, ma servirà mettere d’accordo tutti gli alleati. Nell’intervista, il senatore e fondatore di Fratelli d’Italia ha ribadito l’appoggio nei confronti del presidente uscente, pronto a fare un passo di lato solo qualora venisse individuato un nome che sia gradito a tutte le forze della coalizione: “Il nome che fa FdI, e dunque lo attribuiamo a Giorgia Meloni, è solo l’uscente in quanto uscente. Dove c’è la possibilità di proporre il governatore uscente noi non proponiamo altri nomi – ha sottolineato La Russa – Aspettiamo che gli altri facciano i loro nomi, che abbiano o non abbiano il nostro ok. Se arrivano al vertice e dicono che Musumeci va bene lunedì si chiude, se dicono altri nomi vediamo quali sono, non posso anticipare le reazioni”. Sul piatto al momento svetta il profilo proposto da Forza Italia, quello di Stefania Prestigiacomo, ma La Russa la ritiene una strada impercorribile: “La candidatura di Stefania Prestigiscomo? Va chiesto alla Lega se la vicenda Sea Watch può essere dimenticata, è un pò difficile. E’ un profilo da scartare – ha spiegato – Il motivo non va attribuito a me, ma la distanza sui temi come l’immigrazione, manifestata con il viaggio sulla Sea Watch, credo sia per la Lega, ancor prima che per noi, insuperabile”.
Se PD e M5S, nonostante i disaccordi romani, in Sicilia sembrano poter mantenere l’unità intorno a Caterina Chinnici, e Cateno De Luca ha lanciato ormai da mesi la propria candidatura, il rischio per il centrodestra è quello di trovare la quadratura del cerchio troppo tardi rispetto agli avversari.
Per l’esponente di Fratelli d’Italia, però, il problema non si pone: “Non siamo in ritardo perchè Musumeci si è dimesso ieri, il candidato c’è e si chiama Musumeci. Siamo in ritardo se il suo profilo è in discussione, siamo in anticipo di cinque anni in caso contrario. Se il candidato non è Musumeci non siamo in anticipo, ma in verità neanche in ritardo perchè Musumeci si è dimesso proprio ieri – ha sottolineato -. Noi valutiamo solo l’uscente, altri nomi ce li facciano ma devono avere il nostro placet, se no restiamo su Musumeci anche a oltranza. Se invece ci fanno nomi che ci convincono e Nello Musumeci conferma il passo di lato ne prenderemo atto – ha aggiunto La Russa, non nascondendo le sue perplessità circa le riserve degli alleati sulla ricandidatura di Musumeci – Lo faremmo con dispiacere, perchè siamo convinti che con Nello Musumeci la vittoria sia sicura al 100%, non capiamo perchè ci sia questa discussione, ma visto che c’è non vogliamo raddrizzare le gambe ai cani – ha concluso – Un paragone che ha il suo significato”.
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Musumeci “Mio passo indietro? Indichino candidato, se unitario…”
PALERMO (ITALPRESS) – “La politica è la grande assente in questa vicenda. L’obiettivo è fare l’election day, non tre mesi prima ma 40 giorni prima della scadenza naturale. Le dimissioni sono dettate dal buon senso, sia per evitare che i siciliani nello spazio di un mese vadano due volte a votare sia per risparmiare 20 milioni di euro di denaro pubblico, per evitare la crescita dei contagi e non chiudere le scuole due volte”. Lo dice, in un’intervista al Corriere della Sera, Nello Musumeci, presidente dimissionario della Regione Siciliana. “Sto governando la Regione anche con FI e Lega – prosegue – dal primo giorno. Se non fosse stato per l’election day, avrei continuato fino alla scadenza del 6 novembre in piena autonomia con un governo che ha gli stessi assessori e gli stessi partiti di 5 anni fa”. Miccichè? “Gli attacchi sono frutto di ossessione, visto che quel partito ha lasciato i suoi a ben governare con me fino ad oggi. Come la Lega. In cinque anni abbiamo sostituito appena 4 assessori e non 56 come era accaduto con il governo a guida Pd”. I suoi non la vogliono, presidente. Questo dichiarano. “I miei chi? Da giugno dico che sono disponibile a guidare il Centrodestra di nuovo alla vittoria. Ma pronto, se risultassi divisivo, a fare un passo di lato”. Che non fa. “E dovrei farlo a favore di chi? Indichino un candidato, se unitario lavoreremo per lui. Lo cercano da mesi…”. “Sono stato io a chiedere alla Meloni di non insistere con gli alleati nella difesa della mia ricandidatura. Ringrazio Giorgia per la tenacia, la determinazione con cui ha sostenuto il mio diritto a un secondo mandato”. Salvini spera per un suo uomo. Come Miccichè per Stefania Prestigiacomo. “Ne ha proposti tanti FI. Anche Schifani, Patrizia Monterosso, altri. Il nome più interessante è certo quello dello stesso Miccichè, del quale non si è più parlato. Naufragato. E non si capisce perchè, nonostante l’avallo dell’ala filogovernativa di FI, di quanti sono in giunta con me”.
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Prestigiacomo “Centrodestra sarà unito, pronta a candidarmi per la mia regione”
ROMA (ITALPRESS) – “Il presidente Berlusconi in questi anni mi ha affidato importanti ruoli di responsabilità istituzionale. Ora Forza Italia mi chiede di impegnarmi per la mia Regione. Di questo ne sono onorata e orgogliosa, lo ringrazio per la rinnovata fiducia. Ho accettato la proposta, evidenziando che la soluzione vincente sia quella dell’unità. Il tratto distintivo del centrodestra è sempre stato la compattezza. Mi rimetto, pertanto, alle scelte che per la Sicilia si faranno a livello nazionale”. Lo dice, in un’intervista al quotidiano Il Giornale, la parlamentare azzurra siciliana Stefania Prestigiacomo. “Rifiuti, acqua, energia e sblocco delle autorizzazioni giacenti – continua Prestigiacomo – per i progetti di sviluppo sono priorità assolute, sia in termini di soluzione di problemi storici, che di prospettive di crescita. C’è anche il nodo delle infrastrutture che ci vede penalizzati anche se bisogna dare atto che nell’ultimo quinquennio si è ripartiti”. E poi il Ponte sullo Stretto. “E’ l’aspirazione dei siciliani da generazioni. Prima era un sogno oggi è una possibilità concreta. Sarebbe uno straordinario monumento alla modernità. Darebbe concretezza alla centralità della Sicilia nel mediterraneo. Una storica svolta per il commercio, l’industria e il turismo. Non una cattedrale nel deserto, come dice la Sinistra, ma il volano della crescita dell’Isola”. Nello Musumeci insiste sulla sua (ri)candidatura. “Sono convinta che il Centrodestra eviterà una nuova Verona, spaccandosi e rischiando di regalare la vittoria alla Sinistra che in Sicilia riproporrebbe una sorta di tristissima restaurazione crocettiana. Assicuro che, al di là della dialettica di questi anni con Musumeci, Miccichè e Forza Italia lavorano per l’unità del Centrodestra che è l’unica soluzione vincente”.
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Regione, Chinnici “Destra è battibile con l’M5s e gli altri alleati”
PALERMO (ITALPRESS) – “Pd e Movimento 5Stelle hanno portato avanti in questi anni all’Ars un impegno comune su molti temi cruciali: per esempio la tutela dell’ambiente, la lotta alle diseguaglianze, il salario minimo, e c’è stata poi la condivisione dell’esperienza delle primarie. Penso sia un patrimonio da nondisperdere e considero il Movimento una forza trainante di questo percorso fatto in Sicilia e un alleato fondamentale per vincere questa sfida. Conto sul sostegno del M5S e ho molto apprezzato i segnali dati in questi giorni da alcuni dei suoi principali esponenti”. Lo dice, in un’intervista al quotidiano Repubblica, Caterina Chinnici, candidata alla Presidenza della Regione Siciliana per il Centrosinistra. Barbara Floridia e Claudio Fava? “Con loro durante le primarie abbiamo svolto dialoghi tematici stimolanti e sempre in un clima di grande serenità. Stabiliremo insieme in che modo collaborare durante la campagna elettorale”. La porta della coalizione è aperta ad Azione e +Europa? “Dal mio punto di vista sì, certamente”. Se fosse presidente della Regione cosa farebbe nei primi cento giorni del suo governo? “Forse, per dare l’idea del mio approccio, dovrei rispondere che non c’è qualcosa che rimanderei oltre i primi cento giorni, ma so che tutto ha i suoi tempi. Penso alla necessità di dare forte impulso alla spesa dei fondi europei, per esempio, ma penso anche alla necessità di fare sentire subito forte la presenza della Regione al fianco dei più deboli e bisognosi, di chi vive nel disagio…”.
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Musumeci “Il candidato sono io fino a quando la coalizione dirà no”
CATANIA (ITALPRESS) – “Il candidato della coalizione è il presidente della Regione uscente. Fino a quando la coalizione non dirà no, Musumeci non può essere, ce ne è un altro…”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, oggi a Catania, a margine della posa della prima pietra della Cittadella Giudiziaria di viale Africa. “Siamo con lo stesso governo dall’inizio – ha aggiunto – con gli stessi assessori, abbiamo fatto Giunta e un’altra ce ne sarà lunedì, abbiamo lavorato tranquillamente con l’impegno di sempre”. “La coalizione deve, eventualmente, trovare un che non sia catanese – perchè una delle accuse che mi muovono è di essere catanese – che non sia antipatico – perchè pare che io sia antipatico – che non sia alto un metro e 85 – quindi qualcuno con una statura un pò più bassa, che non sia mai stato coerente idealmente, cioè che abbia fatto il saltimbanchi. Che abbia avuto problemi giudiziari, perchè chi non li ha avuti non può fare il presidente della Regione. E’ facile o non è facile, trovare un candidato così…”.(ITALPRESS).
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Musumeci si dimette da presidente, Berlusconi candida Prestigiacomo
di Francesca Aglieri
PALERMO (ITALPRESS) – L’annuncio, con un video-messaggio su Facebook, arriva dieci minuti dopo le 19: Nello Musumeci si dimette da presidente della Regione. Per la Sicilia, quindi, il 25 settembre, sarà election day: si volterà oltre che per le elezioni Politiche anche per le Regionali. “Una decisione sottolinea Musumeci – che ho adottato dopo averci pensato alcuni giorni. Non c’è alcun motivo politico alla fonte di questa decisione, soltanto e quasi tutte ragioni di ordine tecnico, di ordine procedurale, dettate dal buonsenso”. Musumeci spiega quali motivazioni lo hanno spinto alle dimissioni. “Sono almeno quattro i motivi – dice il governatore dimissionario – perchè si debba votare il 25 settembre in Sicilia. Il primo, la chiusura delle scuole. Una cosa è farlo solo il 25 settembre, altra cosa chiuderle anche il 6 di novembre, quando scade naturalmente la legislatura della Regione e dell’Ars. Non ci possiamo permettere il lusso di tenere le scuole chiuse per due giornate. Secondo motivo, crescono i casi di contagio da Covid. Lo abbiamo visto in queste settimane, d’estate. Immaginate cosa potrebbe accadere con l’arrivo dell’autunno alla luce dell’esperienza che abbiamo maturato nei due anni precedenti. Terzo motivo, tre mesi e più di campagna elettorale. Significa che i partiti, mentre sta per concludersi la campagna elettorale per le nazionali, devono raccogliere le firme, preparare le liste, cercare i candidati, definire i simboli per le Regionali. Assurdo, impossibile. Il quarto motivo, il più significativo, i costi che deve affrontare la Regione, che deve affrontare l’istituzione pubblica per garantire il diritto al voto. Nel frattempo – aggiunge Musumeci – continueremo a lavorare. Nell’ultima seduta di Giunta ho adottato decine e decine di delibere e impegnato centinaia di milioni di euro, soprattutto in investimenti. Fino all’ultimo giorno, quindi fino al 25 di settembre, lavorerò con lo stesso impegno e con lo stesso entusiasmo del primo giorno…”. Poi un passsaggio, inevitabile, sulla sua ricandidatura alla Presidenza: “In molti mi scrivono, mi hanno chiesto e mi chiedono della mia ricandidatura. Bella domanda! Io sono fermo a quello che ho detto lo scorso 23 giugno. Sono pronto a guidare la coalizione di Centrodestra per la vittoria, per garantire per la seconda volta continuativa che la nostra coalizione possa guidare le sorti della Regione Siciliana. Qualcuno all’interno della coalizione dice che io abbia un brutto carattere, che io sia molto rigoroso, che io sia antipatico. E che quindi sono divisivo. Siccome per me l’unità della coalizione di Centrodestra è più importante di qualunque, pur legittima, aspirazione a continuare il lavoro che abbiamo iniziato cinque anni fa e ad avviare anche nuove iniziative, ho detto se sono realmente divisivo e non è un capriccio di qualcuno io posso fare un passo di lato. Cercate un nuovo candidato, fatecelo conoscere e andremo avanti. Voglio ringraziare Giorgia Meloni – ha concluso Musumeci – perchè per questa scelta mi ha lasciato assoluta libertà. La ringrazio per la sensibilità che ha dimostrato e che continua a dimostrare nei miei confronti…”. Intanto a Roma, secondo indiscrezioni parlamentari di Forza Italia, il presidente Silvio Berlusconi ha chiamato Stefania Prestigiacomo per chiederle la disponibilità alla candidatura a Presidente della Regione Siciliana. E lei ha accettato.
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