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Denunciati 32 furbetti del Reddito di cittadinanza nel Catanese, anche mafiosi

CATANIA (ITALPRESS) – La Guardia di Finanza di Catania ha denunciato 32 furbetti del Reddito di Cittadinanza. Accertato un danno alle casse dello Stato per oltre 398 mila euro.
In particolare, i militari della Compagnia di Riposto, grazie alla stretta sinergia e lo scambio informativo con l’Inps, sono riusciti a individuare una platea di persone che presentavano notevoli criticità sul possesso dei requisiti necessari per avere
riconosciuto il Reddito di Cittadinanza.
Infatti, le indagini hanno permesso di accertare che 2 indagati non avevano i requisiti per ottenere il beneficio in quanto condannati in via definitiva per associazione mafiosa; altri 10 avrebbero omesso di comunicare di avere nel proprio nucleo dei familiari che sono stati condannati in via definitiva per mafia;
3 indagati non avevano i requisiti per ottenere il beneficio in quanto sottoposti a misura cautelare personale; e altri 17 avrebbero omesso di comunicare di avere nel proprio nucleo dei familiari sottoposti a misura cautelare personale. I trasgressori sono stati segnalati all’Inps per la sospensione del beneficio ed il recupero delle somme erogate.

Foto archivio Guardia di finanza
(ITALPRESS).

In Sicilia 1.227 nuovi casi di Covid e 8 decessi

PALERMO (ITALPRESS) – Sono 1.227 i nuovi positivi in Sicilia. E’ quanto emerge dal quotidiano bollettino sulla pandemia da Coronavirus, reso noto dal Ministero della Salute. I tamponi effettuati nelle ultime 24 ore sono stati 10.777. Il tasso di positività scende al 11,4% rispetto al 13,5% di ieri. Gli attuali positivi sono 113.803. Le vittime sono 8 e portano il totale dei decessi a 10.705. Sono 763, nove in più rispetto al giorno precedente, le persone ricoverate in ospedale, mentre quelle in terapia intensiva sono 36, quattro in meno rispetto a ieri.

Photo credit: agenziafotogramma.it
(ITALPRESS).

“Stories”, 40 maxisculture sostenibili in mostra fino al 10/7 a Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – Chiocciole, conigli, gatti, rondini, elefanti, tartarughe e pinguini. Sono oltre 40 le maxisculture dalle dimensioni più svariate pronte a invadere due spazi iconici della città di Palermo: dal 10 maggio fino al 10 luglio, arriva nel capoluogo siciliano Cracking Art, uno dei fenomeni d’arte contemporanea più conosciuti al mondo, con la mostra Stories.
La natura nella Natura; una nuova vita e una nuova atmosfera si impossessano del verde palermitano attraverso l’apparizione di creature sorprendenti in plastica rigenerata, con una mostra “diffusa” che prende dimora proprio nei lussureggianti e storici giardini di Villa Malfitano e Villa Trabia.
Un’invasione di sculture “sostenibili”, creature in dialogo con lo spazio urbano, prendono possesso del luogo con lo spirito leggero e favolistico di un gioco meraviglioso.
Grandissimi animali dalle tinte sgargianti rendono il cuore di Palermo una galleria d’arte a cielo aperto, uno speciale museo senza barriere dove protagonisti sono sempre la natura e il rispetto per essa.
Sono tante le storie che si possono quotidianamente raccontare attraverso l’utilizzo degli smartphone e delle applicazioni ad essi connesse. Narrazioni che vengono condivise in brevi spezzoni – ormai note come “stories”, appunto – e che vengono spesso arricchite dall’uso di filtri, stickers, musiche che aggiungono elementi di fantasia a ciò che si vede, creando delle vere e proprie interpretazioni personalizzate della realtà circostante.
Le opere Cracking Art sono anche questo: inserimenti inaspettati di elementi di fantasia che popolano il mondo reale per reinterpretarlo e dare significati diversi.
Ogni opera si inserisce nel contesto per dare un messaggio, per interpretare il luogo o per dare una visione inaspettata di un luogo conosciuto.
Le “stories” che si incontrano nelle installazioni a Villa Malfitano e Villa Trabia traggono la loro origine dalla storia del luogo per reinterpretarla sotto forma di favola contemporanea.
La mostra, con il patrocinio del Comune di Palermo e dell’assessorato alle CulturE, promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro-Internazionale per volontà del suo presidente Emmanuele F. M. Emanuele, realizzata dalla Fondazione Cultura e Arte con il supporto organizzativo di Comediarting e Arthemisia, in collaborazione con la Fondazione G. Whitaker, è curata dal collettivo Cracking Art ed è pensata e voluta gratuita e all’aperto, affinchè possa essere alla portata di tutti, non solo in termini di accessibilità ma anche perchè possa essere interiorizzata stimolando le reazioni e l’attenzione del singolo e – allo stesso tempo – della collettività verso importanti tematiche di interesse sociale.
La plastica, infatti, si trasforma e si rende mezzo di comunicazione: da semplice materiale di uso comune e sostanza potenzialmente dannosa per l’ambiente, si modella divenendo elemento decorativo e fonte di ispirazione.
Le installazioni Cracking Art – movimento noto nel mondo per la sua attenzione all’ambiente, per il suo forte impegno ecologista e per la pratica della rigenerazione che ha reso iconiche le sue creazioni – si inseriscono e si confrontano con la storia e l’architettura dei luoghi che le ospitano e si animano con le interazioni empatiche che vengono stabilite con il pubblico. Ogni opera, col soggetto rappresentato, è portatrice di un messaggio che ogni visitatore è chiamato a interpretare e diffondere.
“Desidero, in particolare, soffermarmi sulla valenza artistica del movimento Cracking Art, nato nei primi anni Novanta, che in principio si richiama alle esperienze della Land Art, mettendo in relazione natura e umanità, ed in seguito attinge agli stilemi della Pop Art e del graffitismo, dai quali mutua il gusto per l’esagerazione, la voglia di stupire, lo stretto legame con le vicende della società, uniti ad una prioritaria attenzione alla questione ambientale – afferma il professor Emanuele -. Dagli inizi del nuovo secolo, gli interventi e le performances del movimento si susseguono a ritmo serrato, ricordando in questo le manifestazioni del Dadaismo – che postulava la negazione dell’arte in quanto portatrice dei valori e delle convenzioni borghesi, colpevoli di frenare la libertà espressiva – e trovando un illustre precursore nel Nouveau Rèalisme, i cui artisti furono fra i primi a porsi il problema del riciclo negli anni Sessanta”. “La nuova mostra dal titolo “Cracking Art. Stories”, che approda questa primavera in Sicilia, a Palermo, la mia città natale, si declina in particolare sul concetto della reinterpretazione di luoghi conosciuti, che assumono in tal modo identità e significati diversi da quelli usuali – continua -: nel nostro caso, che ha come scenario la sontuosa Villa Malfitano, sede della Fondazione G. Whitaker di cui mi pregio essere il presidente onorario, le opere si inseriscono nel contesto prescelto – con il quale instaurano un’interazione meditata, del tutto particolare – per fornirci una visione inaspettata del luogo o per veicolare un messaggio specifico, sempre legato al rispetto della natura, alla valorizzazione del territorio, alla sostenibilità ambientale”.
“Amore per la natura e impegno eco-sostenibile. Credo – dice il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando – si possa riassumere così questa mostra en plein air che racchiude il senso di due valori fondamentali per la città di Palermo: la riscoperta del verde e il rispetto della natura. Questa mostra ci insegna ad avere cura degli spazi urbani e ci ricorda soprattutto che costituiscono un bene collettivo da salvaguardare e da promuovere. Esprimo, dunque, un sentito ringraziamento alla Fondazione Terzo Pilastro-Internazionale, in particolar modo al presidente Emmanuele F. M. Emanuele, e ad Arthemisia perchè con questa installazione contribuiscono, inoltre, ad esaltare la bellezza di Villa Trabia e Villa Malfitano”.
“Il progetto artistico Cracking Art viene condiviso con l’Assessorato Verde e Giardini. Le sculture che vedono gli animali protagonisti, intendono dialogare armonicamente con gli spazi urbani e i giardini storici con un linguaggio artistico innovativo che non mancherà di attivare processi di riflessione sui temi legati alla sostenibilità e alla difesa dell’ambiente – sottolinea Mario Zito, assessore alle CulturE del Comune di Palermo -. Palermo ancora una volta si rivela protagonista nelle sue molteplici espressioni e potenzialità artistiche”.

– foto ufficio stampa Fondazione Terzo Pilastro –
(ITALPRESS).

Covid, in Sicilia sensibile diminuzione di contagi e decessi

PALERMO (ITALPRESS) – Nella settimana appena conclusa si è registrata una nuova sensibile diminuzione del numero dei nuovi positivi e un ulteriore miglioramento della situazione ospedaliera: sono diminuiti i ricoverati nei reparti ordinari e nei reparti di terapia intensiva, mentre sono rimasti stabili i nuovi ingressi in terapia intensiva. E’ diminuito anche il numero delle persone decedute. Lo rende noto l’ufficio Statistica del Comune di Palermo, evidenziando in una nota i dati relativi all’andamento della pandemia da Covid in Sicilia e diffusi ieri dal Dipartimento della Protezione Civile.
In dettaglio, nella settimana appena conclusa i nuovi positivi in Sicilia sono 22.883, il 16,7% in meno rispetto alla settimana precedente. E’ diminuito anche il rapporto fra tamponi positivi e tamponi effettuati, passato dal 17,4% al 16,5%. Il numero degli attuali positivi è diminuito del 2,7%, passando da 116.344 a 113.164, 3.180 in meno rispetto alla settimana precedente.
Le persone in isolamento domiciliare sono 112.410, 3.086 in meno rispetto alla settimana precedente. I ricoverati sono 754, di cui 40 in terapia intensiva. Rispetto alla settimana precedente sono diminuiti di 94 unità (i ricoverati in terapia intensiva sono diminuiti di 6 unità). Nella settimana appena conclusa si sono registrati 17 nuovi ingressi in terapia intensiva (come la settimana precedente).
Il numero dei guariti (1.014.796) è cresciuto di 26.074 unità rispetto alla settimana precedente. La percentuale dei guariti sul totale positivi è pari all’89,1% (88,6% domenica scorsa).
Il numero di persone decedute segnalato nella settimana è pari a 98 (15 in meno rispetto alla settimana precedente).
Complessivamente le persone decedute sono 10.697, e il tasso di letalità (deceduti/totale positivi) è pari allo 0,9% (1,0% la settimana scorsa).
I ricoverati complessivamente rappresentano lo 0,7% degli attuali positivi (i ricoverati in terapia intensiva meno dello 0,1%).
Rispetto alla corrispondente settimana di un anno fa, i nuovi positivi sono passati da 5.568 a 22.883 (+311,0%), i ricoverati da 1.110 a 754 (-32,1%), i ricoverati in terapia intensiva da 136 a 40 (-70,6%), i nuovi ingressi in terapia intensiva da 29 a 17 (-41,4%), i decessi da 137 a 98 (-28,5%).
Photo credit: agenziafotogramma.it
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Nuova tratta elettrodotto tra Sicilia e Sardegna, Terna chiede autorizzazione

ROMA (ITALPRESS) – Terna ha presentato al Ministero della Transizione Ecologica la richiesta di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio della tratta Ovest del Tyrrhenian Link, quella che collegherà Sicilia e Sardegna. Si tratta, si legge in una nota della società, di un ulteriore passo importante, dopo l’avvio nel novembre 2021 del procedimento autorizzativo del tratto tra Sicilia e Campania (ramo est), verso la realizzazione dell’opera.
A seguito dell’istanza inviata al MITE, nelle prossime settimane si terranno le conferenze dei servizi, preliminare e decisoria, durante le quali saranno rispettivamente valutati gli esiti della consultazione pubblica e i pareri di conformità espressi dagli enti preposti.
Il decreto autorizzativo definitivo del Ministero, in seguito al quale Terna potrà avviare la realizzazione dell’opera, è atteso entro la metà del 2023.
La società guidata da Stefano Donnarumma, si legge nella nota, ha avviato la fase di consultazione pubblica per la tratta Ovest del Tyrrhenian Link a settembre 2021. Sulla base delle evidenze emerse durante i sei “Terna Incontra” organizzati con le Istituzioni e le comunità locali di Termini Imerese (in provincia di Palermo) e di Maracalagonis, Quartucciu, Quartu Sant’Elena, Selargius, Settimo San Pietro e Sinnai (in provincia di Cagliari), sono state individuate le soluzioni localizzative delle future stazioni di conversione e del tracciato dei cavi interrati che dall’approdo terrestre del cavo sottomarino raggiungeranno le stesse stazioni.
Per quanto riguarda la Sardegna, dall’approdo del cavo sottomarino di Terra Mala i cavi interrati percorreranno prevalentemente strade già esistenti per circa 30 chilometri, lasciando inalterati ambiente e paesaggio, fino ad arrivare a Selargius, dove sarà realizzata la stazione di conversione in aree adiacenti alla già esistente stazione elettrica.
In Sicilia, invece, i cavi sottomarini approderanno a Fiumetorto. Da qui i cavi interrati percorreranno un tracciato di 7 chilometri fino a Termini Imerese, in Contrada Caracoli, dove sorgerà la stazione di conversione in prossimità dell’attuale stazione elettrica.
Il processo di progettazione partecipata adottato ormai da anni da Terna, evidenzia la nota della società, consente di coinvolgere attivamente e pubblicamente tutti i soggetti interessati – Amministrazioni comunali e regionali, associazioni di categoria ed enti locali, cittadini e imprese – sin dalle fasi iniziali di definizione e pianificazione degli interventi di sviluppo della rete elettrica nazionale. Nonostante le difficoltà organizzative dovute alla pandemia, l’azienda ha continuato il percorso di dialogo e ascolto dei territori coinvolti attraverso incontri organizzati su piattaforme digitali.
Tramite gli incontri organizzati da settembre 2021 e attraverso le pagine del sito dedicate al progetto (www.terna.it/it/progetti-territorio/progetti-incontri-territorio/Tyrrhenian-link), sottolinea la nota della società, sono state raggiunte oltre 10.000 persone, con picchi in corrispondenza delle giornate degli incontri e dell’uscita dei comunicati stampa.
Il Tyrrhenian Link, intervento strategico per il sistema elettrico italiano per il quale Terna investirà circa 3,7 miliardi di euro, coinvolgerà circa 250 imprese. La nuova infrastruttura consentirà una maggiore capacità di scambio tra le zone di mercato e un più efficace utilizzo dei flussi di energia proveniente da fonti rinnovabili. Inoltre, avrà un ruolo decisivo nel miglioramento dell’affidabilità della rete contribuendo alla sicurezza e all’adeguatezza del sistema elettrico a fronte dell’atteso decommissioning degli impianti a carbone e degli impianti a olio più obsoleti e a maggior impatto ambientale.
La nuova interconnessione è un progetto all’avanguardia che prevede la realizzazione di due linee elettriche sottomarine da 1000 MW ciascuna in corrente continua (una dalla Campania alla Sicilia e una dalla Sicilia alla Sardegna) per una lunghezza totale di 950 chilometri. L’opera sarà a regime nella sua interezza nel 2028, ma il primo cavo – quello relativo al Ramo Est – sarà operativo già a partire dalla fine del 2025.

foto Terna
(ITALPRESS).

Sequestro per 1,5 milioni ad azienda vitivinicola nel palermitano

PALERMO (ITALPRESS) – La Guardia di Finanza di Palermo ha eseguito un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale del capoluogo, su richiesta della Procura della Repubblica, per un valore complessivo di oltre 1,5 milioni di euro, corrispondente al profitto di reati tributari. Le indagini dei finanzieri della Compagnia di Partinico sono scaturite dalle risultanze di una verifica fiscale eseguita nei confronti di una nota società operante nel settore vitivinicolo e di commercializzazione vini, che negli anni 2017 e 2018 si sarebbe resa reesponsabile di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti e
dichiarazione infedele.
La finalità dell’ipotizzato meccanismo fraudolento era quella di abbattere illecitamente il reddito imponibile della società, attraverso la contabilizzazione da parte di quest’ultima di costi fittizi e la conseguente indebita detrazione dell’IVA.
In considerazione dell’ingente evasione ricostruita dai militari della Compagnia di Partinico, al termine della
verifica fiscale sono stati segnalati alla Autorità Giudiziaria di Palermo i due amministratori pro-tempore delle società per il reato di dichiarazione fraudolenta mediantutilizzo di fatture per operazioni inesistenti e dichiarazione infedele. Inoltre, in concorso con i due amministratori pro-tempore di una seconda
società creata verosimilmente con lo scopo principale di attrarre a se i beni immobili della prima società, cosi da ostacolare le operazioni di riscossione da parte dell’amministrazione finanziaria, sono stati segnalati all’autorità giudiziaria anche per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.
Il G.I.P. ha emesso quindi un provvedimento cautelare grazie al quale sono state sottoposte a sequestro disponibilità finanziarie fino alla concorrenza delle imposte evase (I.RE.S. e I.V.A.) pari ad euro 1.538.047,65.

– Photo credit: agenziafotogramma.it
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Miccichè tra dichiarazioni e smentite fa infuriare il centrodestra

PALERMO (ITALPRESS) – E’ Gianfranco Miccichè numero uno di Forza Italia in Sicilia e presidente dell’Ars il protagonista del dibattito politico di oggi nel Centrodestra: le sue dichiarazioni – ‘Musumeci è un fascista, a Palermo non lo vogliamo più’ – rilasciate in una lunga intervista al quotidiano La Stampa (e da lui stesso, di buon mattino, smentite all’Italpress, ndr) hanno fatto infuriare gli alleati. E lo hanno fatto soprattutto alla vigilia del voto per la Finanziaria regionale previsto per domani in Aula, a Palazzo dei Normanni. Dalle colonne del quotidiano torinese Miccichè dice: ‘Musumeci? Mai più. Guardi…’. ‘Cinque anni fa subimmo un’imposizione. Ma a condizione che non si ricandidassè. ‘Cinque anni a rompere la m****. Ha trasformato i nostri assessori in ascari. A me ne ha tolti tre su quattro…’.
E poi, ‘Musumeci odia partiti, parlamento, stampa. ‘Di lei si occuperanno ben altri palazzì, ha detto a un deputato dell’opposizione. D’altronde è coerente: lui è pur sempre un fascista catanesè. ‘Palermo – aggiunge – è troppo nobile e intellettuale per il fascismò.
Musumeci, secondo il presidente del Parlamento Siciliano, non lo vogliono neanche i centristi: ‘Cuffaro e Lombardo sono pronti ad andare con il Pd, se c’è Musumecì. E… non lo vogliono ‘nemmeno quelli di Fratelli d’Italia! Siamo tutti matti?’. Meloni però lo difende. ‘Da fascista qual è, si è accodata a La Russa, fascista siciliano come Musumecì. L’accordo sul Comune (di Palermo, ndr) è il viatico per la Regione? ‘Macchè. Berlusconi mi ha detto: fai la mossa del cavallo e chiudi sul Comune sul loro candidato. Fatto, fregandocene della signora Meloni che ci vuole distruggere tutti. Ma Musumeci non passerà. Mai…’. Poi la precisazione telefonica all’Italpress di toni e dei contenuti dell’intervista. ‘Ho già stamattina inviato un messaggio al presidente Nello Musumeci – sottolinea Miccichè – e alle altre personalità citate in questa intervista garantendo loro di non avere mai usato questi toni nei loro confronti, nè fatto queste affermazioni. Il fatto che io non consideri Musumeci il miglior candidato (alla Presidenza della Regione, ndr) è un conto, ma questi toni non mi appartengono e non mi sarei mai permesso di utilizzarlì.
Stizzita la reazione del vicepresidente della Regione Siciliana Gaetano Armao che su Facebook, parla di toni ‘incontinentì e di ‘punto di non ritornò. ‘I toni incontinenti usati dal Presidente dell’Assemblea regionale – commenta Armao – nei confronti del Presidente della Regione, come già in passato nei confronti miei e di assessori, sono scomposti ed inadeguati, oltre che totalmente falsi. Ieri ne ho parlato nuovamente al Giornale di Sicilia. Forza Italia, proprio perchè interpreta i valori popolari e liberali, è un partito con grande rispetto delle istituzioni ed è parte centrale di questo governo; con equilibrio e responsabilità istituzionale, ben diverse da quelle con la quali sono state condotti i contraddittori confronti per l’indicazione del candidato sindaco a Palermo, contribuirà alla proposta di governo della Sicilia del prossimi cinque annì.
Per Armao: ‘E’ costituzionalmente inaccettabile che egli si esprima con queste volgarità dal ruolo che ricopre ed è incredibile che le forze politiche di opposizione, per bieca convenienza, non dicano una parola su questa grave frattura statutaria. Lo Statuto regionale, che ho sempre difeso da siciliano e da giurista, prima che da componente del governo, è stato tradito, calpestato con il silenzio di troppi, ma ciò non avverrà col mio. E poi su quel deputato presunta vittima di Musumeci, che ha cambiato più partiti che costumi da bagno, e che non ho mai sentito in questi anni occuparsi da parlamentare di una questione di interesse generale (e mi limito a questo), sodale di Miccichè indipendente dal partito di turno, sarebbe stato meglio tacere. Nel suo interesse. L’autorevolezza del giornalista chiamato in causa, adesso precipitosamente contestato dal bislacco intervistato che si rimangia all’Italpress le parole dal ‘sen fuggitè, rende inverosimile anche la smentita. Il Presidente dell’Assemblea è incompatibile con ruolo che svolge, l’ho detto e continuerò a dirlo in ogni sede, ma quel che accade oggi determina un punto di non ritornò.
Di ‘gravi e inaccettabili affermazionì parla Francesco Scoma, deputato della ‘Lega-Prima l’Italià e componente dell’Ufficio di presidenza della Camera. “Bene la smentita di Miccichè – dichiara -, anche se dubito che un quotidiano serio e attendibile come ‘La Stampà, possa riportare dichiarazioni distorte o non veritiere. E’ evidente che, da parte del coordinatore regionale di Forza Italia, ci sia la volontà di spaccare il centrodestra, partendo dalla Sicilia. Con dispiacere assisto ad una divisione netta all’interno di un partito in cui ho tanti amici e che considero un alleato fondamentale per le posizioni moderate che ci accomunano. Definire Matteo Salvini debole, gli esponenti di Fratelli d’Italia come fascisti, Renzi come uno scienziato ubriaco, dimostrano la poca lucidità che continua ad avere Miccichè, giorno dopo giorno sono sempre più gravi e inaccettabili le sue affermazioni”.
“Il Parlamento siciliano – prosegue Scoma – non può continuare a subire una tale mortificazione ed essere rappresentato da una figura così divisiva. Mi auguro che, per il bene della nostra coalizione e delle istituzioni regionali, si possano evitare tali dichiarazioni volgari, inappropriate e prive di senso.
Non possiamo mettere a repentaglio l’unità regionale e soprattutto nazionale del centrodestra per dei comportamenti autodistruttivi di singoli esponenti. I fatti che avvengono in Sicilia hanno ripercussioni nazionali e non possiamo ne dobbiamo ignorare la gravità di queste affermazioni”, conclude.
Per i progressisti palermitani, è il candidato sindaco di Palermo Franco Miceli ad ‘approfittarnè per sferrare l’attacco frontale agli avversari. ‘Il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè – aggiunge Miceli – in una schietta intervista pubblicata oggi da La Stampa, importante quotidiano che purtroppo non arriva in Sicilia, definisce Nello Musumeci ‘un fascista catanesè che tratta i suoi assessori come degli ‘ascarì. Condivido il giudizio di Miccichè. Osservo soltanto – prosegue Franco Miceli – che il leader siciliano di Forza Italia sta sostenendo la candidatura a sindaco di uno degli assessori di Musumeci. E’ palese che non lo sta facendo volentieri, ma alla fine dei conti Miccichè non ha saputo tenere il punto e ha finito per sostenere il candidato imposto da chi lui stesso giudica fascistì.
A commentare le parole di Miccichè è anche Ignazio La Russa, senatore siciliano di Fratelli d’Italia: ‘Accolgo di buon grado la completa smentita di Gianfranco Miccichè che mi ha telefonato per scusarsi di dichiarazioni che il quotidiano La Stampa gli attribuisce, in cui come disperata arma finale, attacca Musumeci, me e addirittura Giorgia Meloni con la vetusta accusa di fascismo tanto cara alla estrema sinistra orfana del comunismo. Sono certo che Gianfranco è stato travisato, infatti nessun esponente politico cosciente e non disturbato potrebbe sottoscrivere quel testo contrario ad ogni logica umana e politica. Ho detto a Miccichè, che ringrazio per la telefonata, che se la smentita può risolvere il problema dei rapporti personali, l’articolo impone però un pronto chiarimento politico, reso necessario anche dall’improvvido coinvolgimento nell’articolo di Silvio Berlusconi, descritto arbitrariamente come consapevole e coinvolto in una strategia che non gli appartiene utile a danneggiare gli alleati. Al contrario, Berlusconi a cui pure mi appello perchè si distingua da affermazioni così gravi da minare irreparabilmente il centrodestra da lui fondato e consenta di ricompattare in Sicilia una coalizione che gli avversari vorrebbero scardinare proprio perchè destinata a vincere con Lagalla a Palermo e con Musumeci in Regione. Non è più possibile rimanere in posizioni equivoche che servono solo a danneggiare il Centrodestrà.

Photo credit: agenziafotogramma.it
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In Sicilia 2.288 nuovi casi di Covid e 9 decessi

PALERMO (ITALPRESS) – Sono 2.288 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia (ieri 2.771) a fronte di 16.929 tamponi effettuati, su un totale di 12.747.419 da inizio emergenza. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 9 decessi (ieri 14) che portano il numero delle vittime complessive, sull’isola, a 10.697. E’ quanto si legge nel bollettino di oggi del Ministero della Salute e della Protezione Civile. Il numero degli attualmente positivi in Sicilia è di 113.164 (+404), mentre le persone ricoverate con sintomi sono 714, di cui 40 in Terapia intensiva. In isolamento domiciliare ci sono 112.410 pazienti. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza ad oggi sono 1.014.796 (+2299). Questi i nuovi casi suddivisi per provincia: Palermo 573, Catania 537, Messina 528, Siracusa 240, Ragusa 213, Trapani 229, Agrigento 216, Caltanissetta 146 e Enna 30.
La regione Sicilia comunica che sul numero complessivo dei casi confermati comunicati in data odierna, 424 sono relativi a giorni precedenti al 7 maggio, di cui 354 del 6 maggio, e che i decessi riportati in data odierna si riferiscono ai seguenti giorni: uno il 7 maggio e otto il 6 maggio.

Foto Istituto Zooprofilattico Sicilia
(ITALPRESS).