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Elezioni comunali a Palermo, Carolina Varchi ritira la candidatura. Fdi sosterrà Roberto Lagalla

Era nell’aria e adesso è arrivata l’ufficialità: Carolina Varchi ha ritirato la sua candidatura a sindaco di Palermo. L’esponente di Fratelli d’Italia ha deciso di fare un passo indietro “per il bene del centrodestra”, che sta vivendo un momento di particolare fermento. Fdi vira adesso su Roberto Lagalla, supportando così la candidatura dell’ex assessore regionale all’Istruzione, sostenuto da una coalizione di centro e da Italia Viva.

“Apprezzo il senso di responsabilità di Carolina Varchi e ringrazio Fratelli d’Italia per  l’importante supporto che ci viene offerto in un quadro di ricomposizione che, auspico, possa riguardare tutte le forze della coalizione per la tornata elettorale delle prossime Amministrative del 12 giugno”, commenta Lagalla

E fa appello “a tutte le forze della coalizione, affinché si trovi una definitiva unità, in grado di assicurare il miglior governo alla Città di Palermo”, aggiunge.

Per Francesco Cascio, candidato sindaco di Forza Italia e Lega, la decisione di Fratelli d’Italia spacca però il centrodestra: “Mi dispiace che Fratelli di Italia si sia assunta la responsabilità di spaccare il centrodestra – ha aggiunto Cascio – non ascoltando neanche la sensibilità di diversi esponenti del suo stesso partito e utilizzando la città di Palermo come merce di scambio per la presidenza della Regione”.

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Corruzione all’Asp di Ragusa, 7 indagati tra cui un dirigente medico ortopedico

RAGUSA (ITALPRESS) – Beni per 42 mila euro sono stati sequestrati dai carabinieri del Nas di Ragusa nell’ambito di un’indagine che ha riguardato sette professionisti del settore sanitario e due società. I militari hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misura cautelare personale nei confronti di un dirigente medico specialista ortopedico in servizio presso le Asp di Ragusa, Catania ed Enna e di tre imprenditori, nonchè di una dipendente di un’azienda fornitrice di ausili ortopedici, con sedi legali ed operative in Ragusa ed Enna. Il provvedimento, emesso dal gip presso il Tribunale di Ragusa, ha previsto per il dirigente medico l’applicazione della misura della sospensione dal pubblico ufficio o servizio, inibendo all’indagato, per sei mesi, tutte le attività inerenti la sua qualifica, svolte presso le Asp e l’Inail, mentre per gli altri il divieto per quattro mesi di esercitare attività imprenditoriali, l’esercizio degli uffici direttivi ed ogni altra attività inerente l’esercizio delle società e lavorativa, tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, di corruzione, truffa, falso ed altro.
Contestualmente è stata eseguita, a carico dei 5 indagati e delle due società coinvolte nell’indagine, anche una misura cautelare reale con il sequestro preventivo per equivalente della somma di circa 42 mila euro, quale profitto dei delitti commessi.
Coinvolti nell’indagine anche un infermiere dell’Asp Ragusa, e una dipendente di una delle due società, entrambi ritenuti responsabili, a vario titolo, di falso ed altro.
L’inchiesta trae origine da altre attività investigative, coordinate sempre dalla Procura di Ragusa e svolte dal Nas sulla “corruzione dei pubblici dipendenti nel comparto sanitario”, che hanno già visto coinvolti in precedenti operazioni diversi dirigenti medici del centro Ibleo.
Le attività odierne riguardano false attestazioni sanitarie rilasciate dal dirigente medico, dipendente dalle strutture pubbliche, in cambio di ingiusti profitti corruttivi elargiti dai titolari di un’officina ortopedica, per l’erogazione di ausili ortopedici e dalla ditta di distribuzione di prodotti cosmetici, per la fornitura di creme ed integratori alimentari.
Dalle indagini, sviluppate anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche, ambientali/video, servizi di osservazione, pedinamenti e dall’acquisizione ed analisi di centinaia di documenti, sono emersi numerosi atti corruttivi e raccolti gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati.
L’ortopedico, secondo quanto emerso nel corso delle indagini, abusando della propria funzione, nell’ambito delle visite eseguite presso il poliambulatorio dell’Asp di Ragusa, avrebbe prescritto ai pazienti, in modo continuativo e sistematico, prodotti (presidi ed ausili ortopedici, creme ed integratori alimentari) distribuiti dalle ditte corruttrici, indirizzandoli presso le sedi delle aziende dislocate a Enna, Ragusa e Catania, con la finalità di procurare intenzionalmente a queste ultime un ingiusto vantaggio patrimoniale, illecito, accertato pari a 42 mila euro, ricevendo in cambio, previo concerto, utilità di vario genere dagli amministratori. I particolare, dall’officina ortopedica lavori di ristrutturazione di un suo immobile sito a Catania, l’acquisto degli arredi, attrezzature e macchinari di lavoro da collocare presso i locali; l’ingaggio della moglie alle dipendenze della ditta; la corresponsione di altre utilità quali ad esempio il saldo del conto per l’acquisto di bottiglie di vino presso una enoteca; l’acquisto di una scrivania ed una libreria. Dalla ditta di commercializzazione di integratori e creme il pagamento di una crociera; l’acquisto di mobili per arredare la dimora estiva.

– foto ufficio stampa Carabinieri

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Allattamento materno, la Sicilia investe sulla promozione

PALERMO (ITALPRESS) – I primi mille giorni di vita rappresentano un crocevia strategico per la prevenzione dello sviluppo delle principali malattie croniche non trasmissibili e la promozione di adeguate competenze cognitivo comportamentali, relazionali e sociali. A questo cruciale periodo evolutivo è dedicata la seconda conferenza regionale “Promozione dell’Allattamento in Sicilia – La prevenzione nutrizionale nei primi mille giorni” che si è tenuta a Villa Malfitano, a Palermo. L’incontro, promosso dall’assessorato regionale alla Salute, ha posto al centro dell’attenzione l’importanza dell’allattamento materno e le azioni che ha in programma la Regione nel­l’am­bi­to del Pia­no di Pre­ven­zio­ne 2020-2025. “Quella dell’allattamento al seno è stata una delle prime campagne di comunicazione promosse dal governo regionale – ha detto l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza -. Una scelta felice che ha fatto della Sicilia una delle regioni italiane che più hanno investito, non soltanto in comunicazione, ma anche in organizzazione con la Banca della donazione del latte, l’ultima inaugurata nei mesi scorsi all’ospedale Garibaldi di Catania, ma con una presenza storica anche a Palermo e a Messina. Abbiamo voluto sensibilizzare sul tema e devo dare molto merito all’Ufficio Speciale per la Comunicazione, molto puntuale nel portare avanti questa tematica, trasformando la Sicilia un punto di riferimento in Italia”.
“Parliamo della salute non soltanto del bambino ma anche della mamma, della coppia, di tutta la famiglia – ha spiegato Daniela Segreto, dirigente Ufficio Speciale Comunicazione per la Salute -. A differenza della prima conferenza regionale sull’allattamento, questa seconda conferenza segna il tentativo di raggiungimento di tutta una serie di obiettivi strategici del nuovo piano. Non parliamo più di promozione dell’allattamento, aspetto importantissimo, ma di tutte quelle attività che servono a garantire il benessere della coppia e la qualità di vita del bambino nei primi giorni: manovre di disostruzione pediatrica, prevenzione della morte in culla, donazione del sangue cordonale”.
I dati, per quanto concerne l’allattamento, in Sicilia, non sono dei migliori: “Secondo gli ultimi dati disponibili a livello ministeriale, nel 2019 in Sicilia il 64% delle mamme allatta esclusivamente alla dimissione dall’ospedale, percentuale che si abbassa al 16% al sesto mese di vita del bimbo: dati più bassi della media del Paese – ha affermato Segreto -. Purtroppo il dato delle mamme che allattano è troppo basso. E’ una situazione abbastanza paradossale se consideriamo che fino a quando c’era l’allattamento esclusivo tutte le mamme in Sicilia allattavano e c’era la grande tradizione della balia. Dopo l’avvento negli anni Sessanta-Settanta del latte artificiale la Sicilia si è adeguata e adesso paghiamo questo prezzo”.
Tra le motivazioni legate alla bassa percentuale di donne che allattano vi sono il pensiero “di non avere latte” e il “dolore”: “Stiamo ragionando proprio su queste due cose – sottolinea Paola Pileri, ginecologa, responsabile Breastfeeding Unit ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano e formatrice UNICEF OMS -. Per quanto concerne la prima problematica si tratta di un pensiero che la mamma fa perchè si attende nel giro di 12/24h di avere tantissimo latte immediatamente. Bisogna quindi diffondere la cultura fin dal periodo prenatale e un avvicinamento tra bambino e mamma fin dal primo momento dopo il parto. Il dolore è invece una cosa molto complessa perchè bisogna aiutare la mamma al corretto ‘attaccò, cosa che evita il dolore successivo che porta la donna a sospendere l’allattamento”.
L’obiettivo dell’incontro, quindi, è quello di valorizzare l’allattamento al seno, cercando di far conoscere alle mamme – attraverso ogni mezzo – i benefici di questa pratica. “La presentazione di oggi annuncia l’avvio delle attività previste nel programma del Piano della prevenzione 2020/2025 che abbiamo approvato a fine dell’anno scorso – afferma Mario La Rocca, dirigente generale del Dasoe -. L’allattamento al seno fa parte di quelle attività di prevenzione che partono prima e durante il periodo gestatorio, incluse le attività di prevenzione della morte in culla e della disostruzione pediatrica, e tutto quello che serve per iniziare in maniera opportuna il percorso di vita del bambino”.
“L’allattamento al seno rappresenta un momento fondamentale per le mamme, occorre promuoverlo e serve per dare ai propri bambini anticorpi, forza e robustezza”, ha aggiunto Margherita La Rocca Ruvolo, presidente della Commissione Salute dell’Assemblea regionale siciliana.
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Tg2 da Palermo il 23 maggio per la Strage di Capaci, Sangiuliano “La memoria è doverosa”

PALERMO (ITALPRESS) – Trent’anni fa, le stragi di Capaci e via D’Amelio, una profonda lacerazione della coscienza civica e morale del Paese. In occasione di questo importante anniversario, si legge in una nota, il 23 maggio il Tg2 trasmetterà da Palermo le intere edizioni principali del telegiornale, trasferendo per un giorno la sua produzione nel capoluogo siciliano nel solco della tradizione che vede da sempre il Tg2 in prima linea nella lotta alla mafia. La redazione del Tg2 dedica questa iniziativa a tutte le vittime delle mafie, sottolinea la nota.
«Per un giorno trasmetteremo il nostro telegiornale da Palermo. La memoria di questi fatti è doverosa e fondamentale», chiarisce il direttore Gennaro Sangiuliano, «per trasferire, soprattutto alle giovani generazioni, una consapevolezza civica del male della mafia».

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In Sicilia in lieve aumento i positivi al Covid, crescono le prime dosi del vaccino

PALERMO (ITALPRESS) – Torna leggermente a crescere il numero di nuovi positivi in Sicilia nella settimana dal 18 al 24 aprile. L’incidenza è pari a 33632 (+11.98%), con un valore cumulativo di 695.78/100.000 abitanti. Il tasso più elevato rispetto alla media regionale si è registrato nelle province di Messina (987/100.000 abitanti) e Siracusa (790/100.000). E’ quanto emerge dal bollettino settimanale Dasoe inviato dalla Regione Siciliana in merito all’epidemia Covid sul territorio regionale.
Le fasce d’età più a rischio sono quelle tra gli 11 e i 13 anni (817/100.000 abitanti) e tra i 6 e i 10 anni (821/100.000). Prosegue il trend di decrescita delle nuove ospedalizzazioni, che riguardano in circa tre quarti dei casi pazienti non vaccinati o con ciclo vaccinale incompleto.
Sul fronte della campagna di vaccinazione i segnali sono positivi: nella settimana 20-26 aprile si è registrato un incremento dell’8,91% delle prime dosi rispetto alla settimana precedente. Il 27,72% della fascia d’età 5-11 anni è vaccinato con almeno una dose, mentre il 23,78%, pari a 74.882 bambini, ha completato il ciclo primario. I ragazzi d’età superiore a 12 anni vaccinati con almeno una dose si attestano al 90,02%, mentre ha completato il ciclo primario l’88,73% del target regionale.
Complessivamente i vaccinati con dose aggiuntiva/booster sono 2.708.265, pari al 75,82% degli aventi diritto, mentre sono 863.566 i cittadini che possono effettuare la somministrazione booster ma non l’hanno ancora fatta.
Dal 12 aprile, inoltre, è stata estesa la somministrazione della seconda dose booster (quarta dose) ai cittadini over 80, ospiti dei presidi residenziali per anziani e ai soggetti tra 60 e 80 anni affetti da condizioni di particolare fragilità come indicato dal ministero della Salute. Ha diritto alla quarta dose chi ha ricevuto la prima dose booster da oltre 120 giorni senza intercorsa infezione da Covid-19. Dall’1 marzo sono state effettuate 6.016 somministrazioni di quarta dose, delle quali 3.494 a over 80.
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In Sicilia 6.550 nuovi casi di Covid e 25 decessi

PALERMO (ITALPRESS) – Sono 6.550 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia (ieri 1.803) a fronte di 34.358 tamponi effettuati, su un totale di 12.509.745 da inizio emergenza. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 25 decessi (ieri 11) che portano il totale delle vittime, sull’isola, a 10.529. E’ quanto si legge nel bollettino di oggi del Ministero della Salute e della Protezione Civile. Il numero degli attualmente positivi in Sicilia è di 124.278 (+2.314), mentre le persone ricoverate con sintomi sono 862, di cui 49 in Terapia intensiva. In isolamento domiciliare ci sono 123.367 pazienti. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza ad oggi sono 964.728 (+4.704).
Questi i nuovi casi suddivisi per provincia: Palermo 1791, Catania 1324, Messina 813, Siracusa 783, Ragusa 468, Trapani 631, Agrigento 719, Caltanissetta 391 e Enna 123.
La Regione Sicilia comunica che sul numero complessivo dei casi confermati comunicati in data odierna, 493 sono relativi a giorni precedenti al 26 aprile (di cui 375 del 25 aprile, 15 del 24 aprile, 46 del 23 aprile, 38 del 22 aprile) e che sul numero dei decessi comunicati in data odierna, tre fanno riferimento al 26 aprile – sei al 25 aprile – cinque al 24 aprile – due al 23 aprile – uno al 22 aprile – uno al 17 aprile – uno al 27 marzo – uno al 25 marzo – uno al 18 marzo – due al 9 marzo – due all’8 marzo.
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Il palermitano Ciaccio rieletto presidente della SIBioC-Medicina di Laboratorio

PALERMO (ITALPRESS) – Il professore Marcello Ciaccio, presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Palermo, è stato eletto presidente della SIBioC-Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolare Clinica – Medicina di Laboratorio per il biennio 2024-2025.
Ciaccio, che aveva presieduto la Società nel biennio 2016-2017, è stato rieletto all’unanimità a riconoscimento del lavoro svolto nei suoi anni di presidenza.
La SIBioC rappresenta una delle più prestigiose Società di Medicina di Laboratorio a livello nazionale ed internazionale, con un numero di soci superiore a tremila.

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Mafia e scommesse, confisca da 300 mila euro a imprenditore

TRAPANI (ITALPRESS) – La Direzione Investigativa Antimafia ha eseguito un Decreto di confisca nei confronti di un imprenditore operante nel settore del gioco e delle scommesse di Castelvetrano del valore di circa 300 mila euro.
Le indagini sono scaturite all’esito dell’operazione “Anno Zero” del 2018 nell’ambito della quale all’uomo è stata inflitta una condanna a 16 anni di reclusione e suffragate da dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia che avrebbero confermato l’espansione nella Sicilia occidentale di agenzie di scommesse affiliate a siti di gioco on line a lui riconducibili, il quale avrebbe elargito periodiche somme di denaro, utilizzate sia per il sostentamento dei familiari del latitante capo clan di Castelvetrano, sia per quello dell’organizzazione mafiosa.
Si dice nel provvedimento di confisca che aveva organizzato parallelamente a quello legale, “un proprio sito di gioco illegale lucrando ingenti guadagni” con movimentazione di denaro contante e con il sistema “Skrill” che eludeva la normativa antiriciclaggio sul tracciamento delle ingenti operazioni. La ricostruzione eseguita, dice il giudice, evidenzia le modalità attraverso le quali l’imprenditore “pur non essendo inserito organicamente nel sodalizio mafioso – contribuiva in modo significativo al sostentamento economico dell’associazione”, entrava in affari con appartenenti all’organizzazione mafiosa castelvetranese, i quali richiedevano allo stesso “un pensiero” (somme di denaro) per familiari di mafiosi in difficoltà.
Il provvedimento di confisca ha riguardato l’intero compendio aziendale di due società di capitali e una ditta individuale (con sedi a Palermo e a Castelvetrano) operanti nel settore della ristorazione e nei servizi informatici di gestione di sale giochi e scommesse, un appartamento, un appezzamento a Castelvetrano, diverse auto e moto, 4 conti correnti bancari, una polizza assicurativa, depositi e rapporti con istituti di credito, beni già sottoposti a sequestro nel 2019 a seguito di un provvedimento cautelare anticipato emesso dallo stesso Tribunale di Trapani su proposta congiunta del Procuratore della Repubblica e del Direttore della Direzione Investigativa Antimafia.
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