Home Sicilia Pagina 490

Sicilia

La Banca Sant’Angelo torna a incontrare i clienti e i soci e ribadisce il ruolo di banca di territorio

PALERMO (ITALPRESS) – La Banca Sant’Angelo torna ad incontrare i suoi soci ed i suoi clienti in presenza dopo la pandemia. Lo ha fatto con un doppio appuntamento a Palermo, all’Hotel delle Palme, e a Licata, nella sede di Palazzo Frangipane. Due occasioni per ricordare il ruolo di Banca del territorio della Banca Sant’Angelo, per consegnare 35 borse di studio ai figli dei soci (in collaborazione con la Fondazione Curella) ma anche per condividere insieme al partner storico Arca Fondi Sgr, un’analisi di contesto ed alcune riflessioni su mercati e risparmio in linea col messaggio di “vicinanza della Banca”.
Le borse serviranno ad accompagnare gli studenti di ogni ordine scolastico: dalle elementari fino ai percorsi di specializzazione post laurea. Uno strumento di valorizzazione dell’impegno delle nuove generazioni, secondo la Banca, per concorrere nella formazione, segnatamente economica e bancaria, degli studenti.
Oltre alla consegna delle Borse è stato effettuato un sorteggio di alcuni premi: due weekend per due coppie presso l’Hotel Le Calette di Cefalù, venti corsi di cucina, divisi tra la food blogger Alessandra Messina per Palermo e la “Professional Pasta Maker” Alessandra Lauria per Licata; una dozzina di tessere gratuite di “Italia Nostra”, insieme alla possibilità di effettuare una visita guidata in alcuni palazzi nobiliari di Palermo, per i soci del capoluogo e su Agrigento altrettante tessere annuali gratuite del FAI, che daranno facoltà di accesso a tutti i siti siciliani gestiti dal Fondo Ambiente Italiano, con l’esclusiva di biglietti per la visita del Giardino della Kolymbethra, oltre tre degustazioni presso le Cantine Bonsignore.
“Tra i principi statutari della Fondazione Curella leggo Cultura, formazione e ambiente – dice l’arch. Adriana Chirco – trovando piena sintonia con i temi cari ad Italia Nostra”.
“Questa partnership è molto importante anche perchè stiamo lanciando l’idea di Agrigento capitale italiana della cultura e speriamo che sia la Fondazione che la Banca vogliano partecipare”, ha sottolineato Giuseppe Taibi, Capo Delegazione FAI per la provincia di Agrigento -. “Queste sono quelle idee che cambiano il volto al territorio e la Banca da sempre si occupa del territorio”.
“Avevamo questa tradizione di incontrare i soci in occasione della consegna delle borse di studio – spiega Antonio Coppola, presidente della Banca – la pandemia ci ha costretto a non potere proseguire ma adesso ripartiamo”.
“La banca di territorio ha un ruolo fondamentale che è quello di superare il confine tra intermediario finanziario ed educatore finanziario – aggiunge Ines Curella, AD della Banca – oggi, in questi momenti difficili, credo sia una nostra responsabilità quella di accompagnare i clienti in un percorso di crescita culturale mirato alla valorizzazione e tutela del Risparmio, principio sancito dalla Costituzione”.

“La Fondazione ha ripreso le proprie attività istituzionali a partire dal 2021 e questa è stata la prima vera occasione di confronto – spiega Carmelo Piscopo, alla guida della Fondazione Curella – un’occasione importante perchè ci ha permesso di informare i soci della banca su tutte le attività svolte e su quelle in programma”.
Tra queste il contributo della stessa all’opera di restauro della “Pianta della Palermo Antica” del cartografo Domenico Campolo, custodita presso l’Archivio Storico comunale di Palermo, segnalataci dall’Arch. Adriana Chirco, Presidente della Sezione di Palermo di “Italia Nostra”.
Dopo la consegna degli attestati e i sorteggi, a Palermo si è tenuta una tavola rotonda sull’ “Analisi dell’attuale contesto di mercato: impatti e riflessioni per i risparmiatori”, alla quale hanno partecipato Simone Bini Smaghi, Vice Direttore Generale e Responsabile Direzione Commerciale di Arca Fondi Sgr, e Giuseppe Brandaleone, Responsabile Pianificazione Commerciale e Sviluppo Rete Arca Fondi sgr.
“Come la crisi sanitaria pandemica ci ha insegnato che bisogna affidarsi alla scienza, alla medicina, – dice Alessandro Siragusa, Responsabile U.B Marketing della Banca – le crisi finanziarie, che oggi si succedono con una frequenza sempre maggiore, e peraltro, quest’ultima con risvolti umanitari devastanti, ci insegnano che bisogna affidarsi a dei professionisti del Risparmio come Arca Sgr e come i nostri consulenti Sant’Angelo che oltretutto hanno il vantaggio competitivo di conoscere i progetti di vita dei loro clienti perchè condividono lo stesso territorio”.
Nell’ambito dell’incontro le aziende del territorio agrigentino Quignones, Bonsignore, TerraDelicata, Di Stefano e Mulinello – accompagnate dai musicisti Pietro Vitellaro e Nicola Sannasardo – hanno organizzato dei piccoli stand degustativi per gli ospiti, che sono stati serviti e supportati dai giovani dell’istituto Istruzione Superiore Filippo Re Capriata.
(ITALPRESS).

Ferrandelli ci riprova “A Palermo serve una scossa, giovani decisivi”

PALERMO (ITALPRESS) – “Il mio obiettivo è quello di offrire a Palermo un nuovo gruppo dirigente, sono tutti professionisti, persone competenti e concrete, ma soprattutto il fiore all’occhiello sono gli under 25. Sono sicuro che i giovani, che sono il presente di questa città, daranno una scossa. Questa città ha bisogno che si rompa il sistema e che si crei un’alternativa reale rispetto agli schieramenti per poterla ricostruire insieme”. Queste le basi sulle quali poggia la candidatura a sindaco di Palermo di Fabrizio Ferrandelli, che prova per la terza volta la scalata. L’attuale consigliere comunale è già supportato dalle liste Azione e +Europa, E tu risplendi Palermo e Rompi il sistema. Intervistato dall’Italpress, Ferrandelli ha poi parlato delle possibilità che offre il Pnrr: “Stiamo mettendo a posto lo staff di professionisti che dovrà affiancare il Comune per formare dirigenti e funzionari che in questi anni sono stati abbandonati senza formazione, senza incentivi e senza motivazioni, perchè pensiamo che poter avere il supporto di chi è abituato a programmare sarà importante”.
“Sicuramente – ha evidenziato – il nostro esempio non è quello della Regione di Nello Musumeci che su 30 progetti se ne fa bocciare 30, ma riteniamo che questi miliardi che la comunità europea mette a disposizione per la città possano essere un grande obiettivo da raggiungere”.
Idee chiare, grande forza di volontà e voglia di puntare sui più giovani: “Io sono convinto che Palermo cambia nella misura in cui i giovani cambiano Palermo. I gruppi dirigenti attuali hanno portato la città al dissesto e allo sfascio e sono sempre gli stessi che da 30 anni, in maniera alternata, governano la città. Forse continuare a fare le stesse cose per la città non è salutare, forse la città ha bisogno di nuovi sbagli, di nuovi errori ma sicuramente con nuove energie e nuova linfa. Quello che io posso garantire è una conoscenza a menadito della città, da 15 anni sto nei problemi e conosco le soluzioni, ma abbiamo anche l’energia e la voglia di cambiare le cose”.
Il quadro politico attuale è parecchio ingarbugliato. Il centrodestra è spaccato e non ha ancora trovato la sintesi unitaria, dall’altra parte il centrosinistra non riesce a far decollare il ‘campo largo’: “Sono due fotografie di uno sfascio della città, entrambe le forze politiche non hanno a cuore le sorti della città di Palermo, non si stanno interrogando sul risanamento, tant’è che nessuno ha un programma, cosa che noi abbiamo – ha sottolineato Ferrandelli -. La mia candidatura nasce da anni di attività e impegno, gli altri stanno litigando per equilibri successivi. Il centrodestra vuole decidere chi sarà il prossimo presidente della Regione sulla pelle dei palermitani, qualsiasi accordo troveranno è finto, magari li metterà insieme, ma non ha una prospettiva. Dall’altra parte il centrosinistra mette insieme accozzaglie e cose differenti con un candidato sindaco che va in continuità. A me ha stupito e sorpreso che Miceli sia andato tre ore da Orlando per prendere lezioni, per capire come andare avanti e risolvere i problemi della città. Miceli è erede e continuatore di Orlando tant’è che ne è stato anche assessore. Davanti a tutto credo che i cittadini palermitani non avranno dubbi su quale percorso sostenere”.
Ferrandelli preferisce non schierarsi e proseguire con la sua linea, senza dover scendere obbligatoriamente ad accordi e compromessi: “Il mio percorso è autonomo, io ritengo che chi dovrà governare la città, una città in ginocchio che dovrà essere risanata nei conti e riassicurare l’ordinario, avrà bisogno di farlo in grande libertà senza che nessuno, a destra o a sinistra, gli possa tirare la giacca, questo l’ho imparato in 15 anni sulla mia pelle”. Chiunque riuscirà poi effettivamente a diventare nuovo sindaco di Palermo sarà chiamato agli straordinari per riuscire a far quadrare anche i conti: “Il prossimo sindaco raccoglierà un’eredità molto più pesante di quella che i palermitani immaginano – ha aggiunto l’esponente di Azione e +Europa -. Io sono convinto che la situazione finanziaria non sia così come è rappresentata, ritengo sia anche peggiore. Allo stesso tempo sono, però, convinto che si può rimettere in piedi una città in ginocchio, ma per farlo ci vuole pazienza, zero promesse, voglia di lavorare e molta energia”.
(ITALPRESS).

Vinitaly, Musumeci e Zaia siglano “Patto delle due P”

VERONA (ITALPRESS) – Il Patto delle due P: passito e prosecco. Lo hanno annunciato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, e il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, stamane al Vinitaly di Verona. «Due terre italiane diverse, ma capaci di scambiare buone pratiche», hanno detto i governatori davanti ai giornalisti.
(ITALPRESS).

A Palermo la Real Casina Cinese si rifà il look, 2 milioni dalla Regione

PALERMO (ITALPRESS) – Due finanziamenti da un milione di euro ciascuno sono stati destinati dall’assessorato regionale dei Beni culturali, su volontà dell’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà, al finanziamento di due importanti progetti di restauro e riqualificazione di uno dei più suggestivi e originali complessi monumentali della Sicilia: la Reale Casina Cinese di Palermo, nota a tutti come Palazzina Cinese. I progetti hanno come obiettivo un importante lavoro di risistemazione dell’edificio e dell’area circostante.
La progettazione, condotta con metodi di modellazione BIM (Building Information Modeling), sarà realizzata dal personale tecnico della Soprintendenza dei Beni culturali di Palermo, guidata da Selima Giorgia Giuliano.
“Si tratta di due interventi particolarmente significativi – sottolinea l’assessore dei Beni culturali, Alberto Samonà – che restituiscono decoro e prestigio museale a uno dei luoghi-simbolo di Palermo, ingiustamente tenuto ai margini della proposta turistico-culturale della città. La Palazzina cinese e il giardino circostante rappresentano, infatti, un unicum su cui puntare per valorizzare anche l’attiguo museo etnoantropologico ‘Pitrè’, luogo fortemente rappresentativo dell’identità culturale della Sicilia”.
Dei due progetti finanziati, uno riguarda il restauro della Casina Cinese e prevede il recupero delle decorazioni pittoriche dei prospetti, la sistemazione degli infissi, sia esterni che interni, alcuni dei quali presentano raffinati meccanismi di apertura, il recupero della “Sala dei venti”, che attualmente è esclusa dal percorso di visita, il restauro della cancellata esterna, caratterizzata dalla presenza di numerosi campanelli metallici, da cui deriva la storica denominazione “Villa delle campanelle”; a questo va aggiunto il restauro degli apparati decorativi interni (tessili e pittorici) e di alcuni elementi di arredo, nonchè l’eliminazione delle infiltrazioni d’acqua meteorica dalle terrazze.
Un secondo progetto riguarda la riqualificazione dei Padiglioni dei Cacciatori della Real Casina Cinese da adibire a servizi collettivi e di biglietteria. “Questo secondo intervento – evidenzia la Soprintendente Selima Giorgia Giuliano – è particolarmente significativo perchè risolverà l’annosa problematica determinata dall’attuale assenza di una struttura dedicata alla biglietteria, consentendo di raggiungere un adeguato standard di fruizione museale”.
Previsto, inoltre, il ripristino del cancello dell’ingresso monumentale, con particolare attenzione alla riqualificazione del viale, alla sua illuminazione e alla sistemazione dei giardini lungo il percorso.
Lo straordinario edificio, immerso nel Parco della Favorita, venne scelto nel 1799 dai sovrani borbonici, Ferdinando IV e Maria Carolina d’Austria, in fuga da Napoli, come una delle loro residenze preferite in Sicilia. Costruito a partire dal 1790 per il barone Benedetto Lombardo e Lucchese, su progetto dell’architetto Giuseppe Venanzio Marvuglia, l’edificio assunse con i Borbone, sempre sotto la guida del Marvuglia, la veste emblematica del passaggio dalla cultura estetica tardo- barocca alle linee sobrie del neoclassicismo, coniugando in un’elegante sintesi, il meraviglioso e l’esotico.
(ITALPRESS).

Beni per 1 milione sequestrati a esponente del “Clan dei Barcellonesi”

MESSINA (ITALPRESS) – La Guardia di finanza di Messina ha sequestrato beni per oltre un milione di euro, riconducibili a un noto esponente del “clan dei barcellonesi”, diretta propaggine di “Cosa nostra” siciliana. L’indagato, ex appartenente alla polizia penitenziaria ed ex gestore di note discoteche situate nel territorio di Milazzo, nel luglio scorso, nell’ambito dell’operazione “Dinastia”, è stato riconosciuto responsabile dei reati di associazione di stampo mafioso e di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico, ed è stato condannato con il rito abbreviato a 20 anni di carcere.
L’operazione “Dinastia” rappresenta uno sviluppo della incessante manovra di contrasto coordinata dalla Procura Distrettuale di Messina nei confronti della famiglia mafiosa barcellonese, la cui esistenza e operatività è stata negli anni accertata con varie sentenze all’esito di numerosi procedimenti penali (Mare Nostrum, Icaro, Eris, Vivaio, Pozzo, Gotha) che l’hanno decimata con l’arresto e la condanna di capi storici e gregari.
In particolare, le indagini hanno dimostrato che i più autorevoli rappresentanti della consorteria ancora in libertà decisero di mettere le mani sul controllo del traffico delle sostanze stupefacenti, allo scopo di integrare gli introiti dell’attività estorsiva, che in quel periodo si era rivelata particolarmente rischiosa e poco remunerativa.
Il provvedimento di sequestro ha riguardato due compendi aziendali, comprensivi dei relativi beni patrimoniali, attivi nel settore del “noleggio autoveicoli ed attrezzature per lavori edili”, che sono stati affidati ad un amministratore giudiziario, nonchè 3 immobili, nel Comune di Milazzo, 14 autoveicoli e 4 rapporti finanziari, per un valore complessivo pari a oltre un milione di euro.
(ITALPRESS).

Covid, in Sicilia diminuiscono contagi e decessi

PALERMO (ITALPRESS) – Nella settimana appena conclusa i nuovi positivi in Sicilia sono 33.176, il 15,6% in meno rispetto alla settimana precedente. E’ diminuito anche il rapporto fra tamponi positivi e tamponi effettuati, passato dal 17,6% al 17,1%. Il numero degli attuali positivi è diminuito del 19,6%, passando da 187.062 a 150.366, 36.696 in meno rispetto alla settimana precedente. Lo rende noto l’ufficio Statistica del Comune di Palermo, evidenziando in una nota i dati relativi all’andamento della pandemia da Covid in Sicilia e diffusi ieri dal Dipartimento della Protezione Civile.
“Nella settimana appena conclusa – scrivono in una nota dall’Ufficio Statistica del Comune – si è registrata una nuova sensibile diminuzione del numero dei nuovi positivi. La situazione ospedaliera è invece stazionaria: sono leggermente aumentati i ricoveri ordinari, mentre sono lievemente diminuiti i ricoverati e i nuovi ingressi in terapia intensiva. E’ diminuito anche il numero delle persone decedute”.
Le persone in isolamento domiciliare sono 149.317, 36.703 in meno rispetto alla settimana precedente. I ricoverati sono 1049, di cui 62 in terapia intensiva. Rispetto alla settimana precedente sono aumentati di 7 unità (i ricoverati in terapia intensiva sono invece diminuiti di 3 unità). Nella settimana appena conclusa si sono registrati 27 nuovi ingressi in terapia intensiva (il 27,0% in meno rispetto ai 37 della settimana precedente).
Il numero dei guariti (863.826) è cresciuto di 69.860 unità rispetto alla settimana precedente. La percentuale dei guariti sul totale positivi è pari all’84,3% (80,1% domenica scorsa).
Il numero di persone decedute segnalato nella settimana è pari a 121 (29 in meno rispetto alla settimana precedente). Complessivamente le persone decedute sono 10.258, e il tasso di letalità (deceduti/totale positivi) è pari all’1,0% (come la settimana scorsa).
I ricoverati complessivamente rappresentano lo 0,7% degli attuali positivi (i ricoverati in terapia intensiva meno dello 0,1%).
Rispetto alla corrispondente settimana di un anno fa, i nuovi positivi sono passati da 7.831 a 33.176 (+323,6%), i ricoverati da 1.319 a 1.049 (-20,5%), i ricoverati in terapia intensiva da 171 a 62 (-63,7%), i nuovi ingressi in terapia intensiva da 77 a 27 (-64,9%), i decessi da 341 a 121 (-64,5%).
(ITALPRESS).

Varchi “Palermo sembra rassegnata, mi candido perchè volti pagina”

PALERMO (ITALPRESS) – “Sulla Sicilia abbiamo semplicemente detto che le scadenze elettorali impongono di ragionare unanimemente su Palermo, Messina la Regione siciliana. Se gli altri vorranno farlo, noi siamo pronti a ragionare insieme. Diversamente, se qualcuno pensa di andare avanti con veti o diktat nei nostri confronti, oggi che siamo nel sentimento popolare il primo partito della coalizione mi permetto di dire che forse il problema è più loro che nostro”. Questo il pensiero di Carolina Varchi, candidata sindaco di Palermo, commentando la situazione del centrodestra. Intervistata dall’Italpress, l’esponente di Fratelli d’Italia si è soffermata sulla decisione di candidarsi per le comunali: “I sentimenti che mi hanno spinta a scendere in campo sono due: da un lato la rabbia nel vedere la mia città ridotta queste in condizioni e dall’altro la volontà e il dovere, in base alla mia posizione, di dare la mia ampia disponibilità per provare a cambiare le sorti della mia città, nella quale ahimè prevale uno spirito di rassegnazione. Non voglio che Palermo perda la speranza”.
Una candidatura, quella di Carolina Varchi, che ha un pò mischiato le carte in tavola: “Il centrodestra vive una condizione di anomalia, considerato che abbiamo delle forze di centrodestra che a Roma hanno deciso di governare con la sinistra, cosa che per Fratelli d’Italia non è concepibile e dunque non l’abbiamo fatto. Io non mi sto occupando delle trattative ma solo di ascoltare le categorie, ascoltare cittadini, girare la mia città e definire un programma che già pronto e che sarà presentato tra poco”. Idee chiare e voglia di dare il proprio contributo, per la candidata sindaco di Fratelli d’Italia “Palermo ha bisogno di normalità”.
“A Palermo c’è una sorta di assuefazione alle cose che non vanno, i palermitani sembrano essersi ormai rassegnati al fatto che in questa città non debba funzionare nulla, questo per me è inconcepibile – ha sottolineato Carolina Varchi -. Noi abbiamo una città che è oggettivamente in una condizione di dissesto, il sindaco e la sua giunta hanno provato a camuffare questo dissesto con un piano di riequilibrio totalmente strampalato che poggia su pilastri che in realtà sono granelli sabbia”.
“Ad ogni modo – ha aggiunto – prenderemo atto di quello che lascerà la sinistra palermitana e su questo noi procederemo secondo alcune linee: sovvertire il paradigma culturale secondo cui il privato è portatore di malaffare e secondo cui i cittadini sbagliano sempre. A mio avviso, l’amministrazione deve assumersi le proprie responsabilità, deve iniziare a fornire i servizi indispensabili e li deve fornire a tappeto su tutta la città, deve aiutare e sostenere le attività produttive e migliorare i servizi per la famiglia: questi sono i pilastri del mio programma”. Cinque candidati nel centrodestra e nessuno che al momento sembra intenzionato a fare un passo indietro: “Se sono pronta ad arretrare in nome dell’unità? Io ho grande fiducia nella capacità di leggere lo stato delle cose da parte di Giorgia Meloni. E’ lei che mi ha chiesto la disponibilità alla candidatura e a lei ho fornito ampia disponibilità, fermo restando che il mio partito è chiamato a svolgere delle valutazioni – ha ammesso la Varchi -. A mio modesto parere noi siamo fortemente collocati all’interno del centrodestra e in questo perimetro intendiamo rimanere”.
“Le posizioni personali per noi contano fino a un certo punto, perchè per noi – ha sottolineato ancora – viene prima poter dare ai cittadini una coalizione ampia, stabile, che possa governare Palermo, Messina e la Regione siciliana e da marzo prossimoanche la nazione con Giorgia Meloni con un ruolo di primo piano. A lei io ho dato la mia disponibilità e gode di tutta la mia fiducia, in questo momento mi sta occupando di ascoltare i miei concittadini e lavorare alla campagna elettorale, non abbiamo affrontato il tema del ritiro”.
(ITALPRESS).

Comunali Palermo, Scoma “Il centrodestra sia unito, palla ai leader”

PALERMO (ITALPRESS) – “Io sono stato uno dei primi a dire che se si riesce a trovare una candidatura unitaria è giusto e normale che ciascuno dei candidati, che è andato più o meno in ordine sparso, possa realmente concentrarsi su un percorso comune, sulla scelta di un solo nome”. Francesco Scoma, candidato sindaco di Palermo con Prima l’Italia invoca l’unità del centrodestra. Intervistato dall’Italpress, Scoma aggiunge che “la Lega, oggi Prima l’Italia, avendo modificato il proprio brand, il proprio simbolo per aprirsi di più alla società civile, oggi è molto impegnata nelle sue attività comunali, nell’amministrazione comunale, con uomini validissimi che saranno candidati alle elezioni. E’ un percorso non facile, ma siamo il terzo partito in Italia, penso sia normale che una buona collocazione siciliana sia chiedere la quinta città d’Italia”.
Già vicesindaco di Palermo, deputato e assessore regionale, deputato nazionale e anche senatore, Scoma racconta il percorso che lo ha portato alla decisione di scendere in campo: “Chi vive e lavora, o ha avuto possibilità di lavorare in questa città, dal punto di vista amministrativo, capisce quanto amore ci possa essere per una città che appare totalmente abbandonata. Molti anni fa, intorno agli anni 2009-2010, ho avuto anche la possibilità, mentre ero parlamentare, di fare il vicesindaco di Palermo e già allora mi ero reso conto della difficoltà di gestione di questa città, legata a una serie di problemi strutturali mai risolti. Gli ultimi anni dell’amministrazione Orlando sono stati veramente deficitari, quasi una tragedia comica purtroppo. Le cose che reputo normali, non quelle da extraterrestri, ma quella di una normale vivibilità di una città non esistono più”.
Il centrodestra ha messo fin qui in campo ben cinque candidati sindaco, una situazione di impasse che può essere sbloccata solo attraverso un tavolo, un dialogo, con i campo i vertici nazionali dei partiti in un discorso più ampio inserito anche in ottica delle elezioni regionali: “Le elezioni comunali della quinta città d’Italia non sono mai da considerare separatamente rispetto a un percorso politico successivo – ha spiegato Scoma – sono elezioni importanti dove si definiscono le alleanze e si misurano le carature dei partiti”.
Il mancato raggiungimento di un accordo tra i big siciliani del centrodestra potrebbe spingere i leader dei partiti a giungere a una sorta di ‘clausola di salvaguardià, Scoma sindaco di Palermo e Musumeci confermato alla Regione: “E’ la soluzione che farebbe più comodo a tutti (ride, ndr). Noi abbiamo iniziato un ragionamento che stanno facendo ovviamente i leader di partito, perchè la partita non è più palermitana o regionale, ma nazionale. Nei prossimi giorni ci sarà un tavolo nazionale che vorrebbe riportare la serenità tra i partiti, soprattutto con i partiti di maggioranza del centrodestra che sono Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, e poi un ragionamento con tutti gli altri partiti più piccoli che sono utili al ragionamento. Il mio è un invito anche agli altri candidati che sono partiti prima a fare sintesi, credo che tutte le forze che hanno voglia e volontà di fare politica – mi riferisco anche a Saverio Romano a Cuffaro, all’MPA, ai movimenti che fanno riferimento a Lombardo – sono indispensabili per poter raggiungere un risultato”.
Tutti in campo, una situazione che sicuramente non giova a nessuno. Difficile immaginare chi sia a fare un passo indietro: “E’ chiaro che qualcuno dovrà fare un passo indietro: devono essere i partiti. Dipenderà da quello che i leader di partito sapranno dire e vorranno dire. Mi dispiacerebbe se qualcuno dovesse essere fuori dal coro e dovesse dire ‘io non mi ritirò perchè lì comunque il risultato sarebbe un risultato personale, ma non consentirebbe a chi andrà da solo nè di vincere nè di – probabilmente – potere dare una spinta negativa o positiva, perchè sarebbe veramente marginale”. Infine, Scoma ha fatto il punto sulla riunione che vi sarà nei prossimi giorni per provare finalmente a stabilire il nome dei candidato unitario, o comunque tracciare una linea più o meno definitiva: “Eravamo partiti con l’idea e la voglia di trovare entro dicembre un’intesa comune per dare un’immagine di compattezza e soprattutto scendere nel particolare di quello che realmente serve a questa città. Purtroppo nessuno parla di programmi, si parla soltanto di simboli, di partiti, di fughe in avanti ma nessuno mette il dito nella piaga di questa città che oggi è affamata di pulizia, di smaltimento rifiuti e viabilità”.
“Oltre al fatto che nessuno pensa a quello che sta accadendo in questi giorni: all’abbandono totale servizi sociali, dei servizi obbligatori per chi non è nelle condizioni di potersi autogestire, le periferie, tutto quello che ruota attorno alla macchina del turismo e alla riorganizzazione della macchina comunale, che – conclude – sono i punti nevralgici di un programma elettorale”.
(ITALPRESS).