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Musumeci “Il talento dei giovani il miglior capitale su cui investire”

CATANIA (ITALPRESS) – Catania polo di creatività, arte e sviluppo giovanile. Il tour del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci nel territorio etneo fa sosta all’Accademia delle Belle Arti di Catania, nella sede di via Franchetti.
All’interno dell’aula magna intitolata al fondatore “Nunzio Sciavarrello”, centinaia di giovani studenti hanno partecipato ad un incontro con il governatore, accolto dal direttore Gianni Latino e dalla presidente dell’istituzione catanese, Lina Scalisi: “La presenza di Musumeci e la sua attenzione data a questa realtà ci riempie di orgoglio – ha esordito la presidente – abbiamo scelto la strada della correttezza e della crescita in comunione con l’amministrazione regionale. Lo dico con orgoglio, la nostra è una proposta pioneristica”.
“Non ci siamo mai fermati, promuovere la cultura resta il nostro obiettivo – ha dichiarato il direttore Latino – siamo la quarta Accademia d’Italia, un polo che concentra quanto di meglio il talento dei nostri giovani può offrire”.
Il talento posto al centro dello sviluppo. A dimostrazione di questo, l’intervento di due studenti dell’Accademia, hanno anticipato l’intervento del governatore. Dagli allievi, è stato richiesto un sostegno forte per iniziative a sfondo socioculturale promosse dall’istituzione, molte di queste anche sul tema delicato dell’accoglienza di profughi ucraini.
Proposta accolta da Musumeci: “Riconfermiamo l’impegno del Governo siciliano, un impegno di vicinanza alla comunità ucraina, in questo momento non possiamo fare altro se non amare la pace e ritenerlo un valore prioritario. La diplomazia prevalga sulla follia di qualcuno. Quanto sarà di nostra competenza è stato fatto e sarà fatto in merito all’accoglienza dei cittadini di nazionalità ucraina. Il flusso dei profughi non è ancora sostenuto, ma abbiamo la certezza che migliaia di famiglie siano pronte ad accogliere e dare il loro sostegno”.
Un modo per crescere come artisti e progettisti. Nello Musumeci ha salutato con entusiasmo la crescita dell’Accademia delle Belle Arti di Catania, tra le più riconosciute in Italia: “Siamo fortemente convinti che l’amministrazione pubblica debba muoversi in Sicilia partendo dalla valorizzazione dell’esistente – ha sottolineato -. L’Accademia è un esempio di ciò. C’è già una convenzione firmata con l’Università di Catania. Una parte dell’ex ospedale Vittorio Emanuele andrà all’Accademia delle Belle Arti. Laboratori razionali, ben disegnati, in un contesto culturale straordinario, in prossimità del Monastero dei Benedettini. Abbiamo bisogno delle proposte dei giovani, siamo un Governo che sa ascoltarli e la manifestazione di oggi ne è la prova”.
“In questa terra di Sicilia – ha aggiunto – ci vuole coraggio a rinnovare e in tal senso, garantire un rinnovamento all’Accademia di Catania è una mossa utile, necessaria e tanto desiderata dal Governo regionale. Recuperiamo il bello. Le istituzioni devono riconoscere il grido d’allarme lanciato dal territorio. Sono orgoglioso che le nostre Accademie delle belle Arti siano tanto accreditate in campo nazionale e pronte ad assecondare le aspirazioni dei giovani talenti. Ai giovani dico, siate consapevoli delle vostre capacità. La Regione Siciliana è al vostro fianco, voi siete il miglior capitale sul quale vale la pena di investire”.
“In Sicilia – ha spiegato Musumeci – il vento sta cambiando, ho vissuto e continuo a vivere le preoccupazioni dei giovani. E so quanto sia difficile per noi genitori (non solo istituzioni) investire sui nostri figli. I giovani devono essere la garanzia su cui deve fondare la nostra futura società. Stiamo partendo da questo presupposto. Il capitale c’è, possiamo puntare su un turismo culturale importante. Abbiamo la necessità di partire dall’esistente. Stiamo lavorando in ogni città affinchè gli edifici dell’Ottocento di valenza storica possano essere riqualificati e non abbattuti, per non occupare nuovo suolo”.
Infine, una piccata risposta a Oliviero Toscani e le sue provocazioni sulla Sicilia quale terra di mafia: “Oliviero Toscani parla di Sicilia terra di mafia, è un’idiozia. Nessuno può dire questo di una terra che ha bisogno di ricostruirsi e guardare avanti. Non lo consento, il perbenismo che continuiamo a pagare e fa dimenticare il sacrificio di uomini come Borsellino, Falcone, carabinieri, poliziotti, giornalisti e imprenditori, non è tollerabile”.
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Blitz antimafia nel Palermitano, 9 arresti

PALERMO (ITALPRESS) – Disarticolata l’intera famiglia mafiosa di Belmonte Mezzagno, nel Palermitano. Sono 9 le misure cautelari in carcere eseguite dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Palermo in varie località in provincia per associazione di tipo mafioso, porto e detenzione di armi clandestine e ricettazione, questi ultimi reati aggravati dal metodo e dalle modalità mafiose. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip di Palermo su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia.
L’indagine, denominata “Limes” e seguita da un pool di magistrati coordinati dal Procuratore aggiunto Paolo Guido, ha permesso di provare “la perdurante operatività” della famiglia mafiosa di Belmonte Mezzagno, “organicamente inserita nel mandamento mafioso di Misilmeri-Belmonte Mezzagno”, negli ultimi 15 anni obiettivo di operazioni tra cui, “Perseo” (2008), “Sisma” (2009 e 2011), “Jafar” e “Jafar 2” (2015) e “Cupola 2.0” (2018/2019).
L’indagine, iniziata dai carabinieri nel gennaio 2020, ha permesso di far emergere “gravi indizi per affermare la piena operatività dell’organizzazione criminale “Cosa Nostra” a Belmonte Mezzagno, che nell’ultimo triennio è stato teatro dei più eclatanti fatti di sangue dell’intera provincia di Palermo, immortalando un contesto territoriale caratterizzato da uno spietato ricorso alla violenza ed all’uso delle armi”. L’attività fa seguito a tre omicidi e un tentato omicidio a Belmonte tra gennaio 2019 e febbraio 2020.
Secondo l’ordinanza cautelare, sussistono gravi indizi “per affermare l’operatività e lo stretto controllo sul territorio esercitato della decina, ritenuta la più potente e pericolosa della famiglia di Belmonte Mezzagno, dalla quale emergerebbe la figura di Agostino Giocondo” che “avrebbe coordinato l’attività nei settori tipici di controllo di Cosa Nostra, curando il mantenimento dell’ordine pubblico sul territorio e adoperandosi – in modo paritetico ad altri sodali oggi arrestati – per la risoluzione di svariate controversie tra privati, in alternativa allo Stato”.
In particolare, risulterebbe essersi attivato “per il sostentamento dei detenuti della famiglia di Belmonte Mezzagno e per la restituzione della refurtiva asportata ad un commerciante, organico alla famiglia mafiosa e anch’egli arrestato, con il quale, sfruttando la forza di intimidazione promanante dalla loro appartenenza a Cosa Nostra, avrebbe influenzato la libertà di iniziativa economica locale, limitando la possibilità di esercizio ad aziende concorrenti”. Dalle indagini è inoltre emersa “la piena ed attuale disponibilità di armi da parte della famiglia di Belmonte Mezzagno, delle quali solo due sono state rinvenute: un fucile da caccia marca Winchester cal. 12 con matricola parzialmente punzonata e un revolver cal. 38 special Smith & Wesson con matricola abrasa”. Sempre secondo gli inquirenti sarebbe proprio Giocondo il “custode” dell’arsenale della famiglia di Belmonte.
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Comunali, il centrodestra si ricompatta e a Messina lancia Croce

PALERMO (ITALPRESS) – Trasuda ottimismo dal centrodestra dopo il vertice romano con i leader della coalizione per decidere la strategia (e i candidati) da schierare a Palermo, Messina e, in prospettiva, anche alla Regione siciliana. Si parte da un mantra che è quello dell’unità di coalizione da parte di tutti i partiti. Un solo nome per Messina (il candidato sarà Maurizio Croce), ancora nulla per il capoluogo. E mentre a Palermo i candidati del centrosinistra presentano già le liste (Fabrizio Ferrandelli) e sono pronti ad aprire la campagna (Franco Miceli) nello schieramento avverso ancora non c’è un nome. O meglio, ce ne sono cinque. E sono ancora troppi. E rimane deluso chi, al termine della giornata di oggi, si aspettava “il” nome per Palermo, quel Francesco Cascio che a furia di scaldare i motori rischia di rimanere senza benzina prima della partenza…
Dalle note, però emerge ottimismo. E viene indicata la strada che è quella dell’unità di coalizione. “Sono molto soddisfatto della riunione di oggi in cui è emersa l’assoluta voglia di stare uniti, per non gettare alle ortiche la possibilità palese di vincere le elezioni sia a Palermo che a Messina”, sottolinea il coordinatore regionale di Forza Italia, Gianfranco Miccichè, al termine della riunione a Roma. E proprio a Messina il centrodestra “ha trovato la sintesi sul candidato a sindaco”.
Stessa linea anche per il centrista Saverio Romano. “Noi con l’Italia ha sempre sostenuto le ragioni di un centrodestra che alle elezioni amministrative, da Palermo a Messina e in tutti i Comuni in cui si vota, proceda in modo unitario, nella consapevolezza dell’importanza dei valori politici che ci accomunano e della condivisione di programmi e azioni di sviluppo del territorio. La giornata politica di oggi segna un punto importante in questa direzione. Lavoriamo per candidature che siano espressione di tutti i partiti che compongono la coalizione, incluso Fratelli d’Italià”, spiega il vicepresidente nazionale di Noi con l’Italia e leader del partito in Sicilia.
“In Sicilia decideranno i siciliani: siamo impegnati per costruire una coalizione la più ampia possibile e confermare un centrodestra unito e vincente. Speriamo che nessuno si chiami fuori”, si apprende da fonti della Lega. A Messina, dove da settimane la tela di Penelope del centrodestra è stata tessuta e poi disfatta dai due contendenti, il dirigente regionale Maurizio Croce e il parlamentare della Lega Nino Germanà, il candidato sarà Croce.
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Covid, in Sicilia meno contagi e ospedalizzazioni

PALERMO (ITALPRESS) – Nella settimana dal 28 marzo al 3 aprile continua a registrarsi un lieve decremento dei nuovi contagi. L’incidenza – informa il bollettino della Regione Siciliana a cura del dipartimento Asoe – è pari a 40.331 (-8.49%), con un valore cumulativo di 834.37/100mila abitanti: il tasso di nuovi positivi più elevato rispetto alla media regionale si è registrato nelle province di Messina (1.238), Trapani (935), Agrigento (909) e Caltanissetta (904). Le fasce d’età maggiormente a rischio risultano quelle tra gli 11 e i 13 anni (1.325/100mila abitanti), i 6 e i 10 anni (1.321) e tra i 14 e i 18 anni (1.213). Le nuove ospedalizzazioni tornano nuovamente a diminuire e i tre quarti dei pazienti ricoverati nella settimana risultano non vaccinati o con ciclo vaccinale non completato.
Per quanto riguarda la campagna vaccinale i dati fanno riferimento alla settimana 30 marzo 5 aprile. Nella fascia 5-11 anni, i vaccinati con almeno una dose si attestano al 28,01% del target regionale. Nella stessa fascia d’età, 75.320 bambini (pari al 23,92%) risultano con ciclo primario completato. Gli over 12 anni vaccinati con almeno una dose si attestano all’89,94%. Ha completato il ciclo primario l’88,64% del target regionale, mentre il 10,06% resta ancora da vaccinare. Al momento sono 850.231 i cittadini che possono effettuare la somministrazione aggiuntiva, ma non l’hanno ancora fatta. Complessivamente i vaccinati con dose aggiuntiva/booster sono 2.677.722 pari al 75,90% degli aventi diritto.
Dal primo marzo sono state effettuate 1.467 somministrazioni di quarta dose (ad over 12 con marcata compromissione della risposta immunitaria e che hanno già completato il ciclo vaccinale primario con tre dosi da almeno 120 giorni). Sempre dal primo marzo, sono state 1.912 le somministrazioni di vaccino Nuvaxovid (Novavax).
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UniPa, lettera Midiri a studenti “Aumenti indennità ma anche ingenti investimenti”

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PALERMO (ITALPRESS) – “Care colleghe studentesse, cari colleghi studenti, vi scrivo per dare chiarimenti circa l’aumento delle indennità delle cariche di vertice dell’Università di Palermo.
Alcuni studenti manifestanti la loro protesta questa mattina nella sede del Rettorato sono stati prontamente accolti da me e dal Prorettore Vicario, Enrico Napoli, per un confronto costruttivo che si è svolto nel segno del dialogo, dell’apertura e del rispetto reciproco. Ritengo opportuno condividere quanto discusso stamani con tutta la popolazione studentesca così da esplicitare quanto avvenuto”.
Lettera aperta del Rettore dell’Università di Palermo, Massimo Midiri alle studentesse e agli studenti dell’Ateneo.
“Il Consiglio di Amministrazione, nella seduta del 10 marzo scorso, ha approvato un aumento delle indennità che vengono corrisposte, in aggiunta al normale stipendio, ai Direttori di Dipartimento, al Prorettore Vicario, ai Prorettori, ai Consiglieri di Amministrazione, al Rettore. Sono indennità che compensano l’aumentato carico di lavoro, le pesanti responsabilità connesse alle cariche ricoperte, l’impossibilità di svolgere altri incarichi retribuiti. La notizia ha suscitato diversi commenti e, come sempre accade quando si entra in questi ambiti, anche diverse polemiche. Era il momento giusto? Sono stati individuati gli importi giusti? Si potevano trovare utilizzi migliori per quel denaro?”.
“Ovviamente, queste domande non hanno risposte univoche – continua Midiri – L’unico riferimento che si può prendere, per valutare gli importi fissati, sono gli altri Atenei italiani: il più immediato dato di confronto è quello dell’indennità del Rettore che, ad UniPa, dopo l’aumento, rimane ben al di sotto della media degli altri mega atenei, al terzultimo posto tra i dieci atenei con più di 40 mila studenti.
Rimane, certamente, la consapevolezza, mia e Vostra, che ben altri sono gli aspetti importanti su cui l’Ateneo deve intervenire. L’aspetto che mi preme, quindi, comunicarVi con questa lettera è che l’Amministrazione dell’Ateneo da me guidata ha perfettamente chiare le priorità della propria azione. Siamo, dopo un decennio e più di tagli finanziari che hanno devastato il sistema universitario, in una fase economicamente florida: le risorse economiche sono in crescita, gli investimenti nazionali sulla formazione, sul diritto allo studio, sulla ricerca molto maggiori e stabili che negli anni passati”.
“In coerenza con quanto previsto durante la campagna elettorale – prosegue Midiri – ho quindi proposto al Consiglio di Amministrazione un bilancio per il 2022 fortemente espansivo, predisponendo le risorse per ingenti investimenti sulle aule e sulle strutture dei campus dell’Ateneo, sull’aumento del personale docente e di quello tecnico-amministrativo chiamato a supportare le attività didattiche e i servizi offerti, sugli interventi di ausilio per le situazioni di difficoltà economiche degli studenti, sul sostegno per i tirocini da svolgere presso aziende italiane per favorire il placement dopo la laurea. E su tanti altri interventi che non posso richiamare tutti in questa breve nota. Ovviamente non avete ancora visto nessun effetto positivo di questi importanti investimenti, che hanno bisogno di tempo per manifestarsi, ma sono certo che in breve ne potrete apprezzare i frutti e riconoscere un Ateneo nuovo, accogliente, efficiente, con una Segreteria che risponde e che funziona”.
“Abbiamo appena avviato anche una riflessione sul sistema di tassazione e individuato una prima lista di interventi, su cui ci confronteremo con le associazioni studentesche e con i Vostri rappresentanti negli organi di governo, che per la prima volta porteranno ad una complessiva rimodulazione, ovviamente in riduzione, delle fasce di contribuzione per tutti gli studenti e alla riduzione della tassazione per i fuori corso e per gli studenti meritevoli, anche indipendentemente dalle fasce ISEE. Stiamo anche predisponendo, per la prima volta, l’introduzione di un sistema di rateizzazione del contributo onnicomprensivo previsto per l’iscrizione, per superare così l’attuale modello con due sole rate, troppo onerose per le famiglie e poco adatto alle esigenze di un territorio in gravi difficoltà economiche. Questo nuovo sistema di versamento dei contributi permetterà anche di eliminare, quasi del tutto, l’applicazione delle more per ritardato pagamento, un odioso sistema che appesantisce ancora di più le difficoltà delle famiglie e dal quale l’Ateneo non deve continuare a trarre significative risorse, come avvenuto invece negli ultimi anni” spiega Midiri.
“Spero si colga, quindi, che l’aumento delle indennità stabilito dal Consiglio di Amministrazione costituisce solo un segno di attenzione verso i colleghi dell’Ateneo, incluso chi Vi scrive adesso, impegnati a tempo pieno e senza riserve per migliorare la Vostra esperienza in UniPa e migliorare le Vostre chance di futuro a Palermo, in Sicilia o dove vorrete. Questo segno, però, Vi assicuro non è in nulla contrastante con i ben maggiori investimenti che lo stesso Consiglio ha già previsto, di cui vi renderemo conto molto presto, e su cui continua a lavorare, perché l’Università degli Studi di Palermo sia sempre di più all’altezza delle Vostre più grandi aspettative.
Chiediamo la Vostra collaborazione, invitandoVi a segnalarci opinioni, proposte, esigenze e necessità all’indirizzo mail [email protected]” conclude il Rettore.
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Battiato (Cna Sicilia) “Il superbonus va prorogato”

PALERMO (ITALPRESS) – “Siamo la prima organizzazione che si è occupata di Superbonus in Sicilia e in Italia. Per noi è uno strumento importante, abbiamo aperto nell’Isola più di 500 cantieri, molti dei quali sono stati già ultimati, è stata una opportunità importante per la regione ma anche per tutta Italia”.
Lo ha detto Nello Battiato, presidente regionale della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa (CNA) in Sicilia, in un’intervista all’Italpress.
“Questa misura dovrebbe essere prolungata nel tempo perchè con un lasso di tempo più lungo si favorisce un percorso sia in fase progettuale che di esecuzione, oltre a far avere ai proprietari di immobili un risparmio energetico significativo, soprattutto in questo momento in cui sviluppare l’efficientamento energetico è importante”, ha aggiunto.
A proposito del caro energia, per Battiato “la cosa più importante da fare è calmierare i prezzi. Le materie prime sono schizzate alle stelle e gli utili si sono ridotti al lumicino, spesso diventa antieconomico lavorare”. Un’occasione importante può essere rappresentata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. “Noi proponiamo di ultimare le opere incompiute e poi migliorare tutto quello che riguarda l’ambiente. Rendendo più efficienti l’infrastruttura riusciremo ad essere competitivi a livello nazionale”, ha sottolineato il presidente della Cna Sicilia.
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I Grandi dell’arte contemporanea al Palazzo Reale di Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – E’ una mostra sulla realtà. Sì, la realtà. Intesa come “realtà reale”. Nell’epoca in cui si sovrappongono le dimensioni dell’immagine e della realtà, reale e virtuale. Il titolo della mostra evoca da subito il senso del progetto. Ossia l’esigenza e lo slancio vitale a rielaborare e riorganizzare le proprie azioni dopo eventi stravolgenti e annichilenti come la pandemia, la regressione democratica e la guerra.
.RE esprime l’urgenza di uscire dalla coazione a ripetere per riaccendere la comprensione e la riscrittura della realtà, che non può prescindere dalla necessità di “rinascita” (REbirth), “ricostruzione” (REconstruction), “riavviamento” (REboot), come recupero di un’esistenza non omologata.
La mostra .RE aprirà il 22 aprile a Palazzo Reale (Sale Duca di Montalto, fino al 31 ottobre) e aspira a porre Palermo come capitale dell’arte contemporanea, proprio nel periodo chiave di una rinascita collettiva. Il percorso di costante crescita della Fondazione Federico II degli ultimi quattro anni ha consentito di confrontarsi con alcuni tra i maggiori esponenti dell’arte contemporanea a livello mondiale. Sedici grandi artisti contemporanei simboleggiano sedici cammini per schiudere la riflessione sulla realtà: Alberto Burri, Saint Clair Cemin, Tony Cragg, Zhang Hong Mei, Anselm Kiefer, Jeff Koons, Sol LeWitt, Emil Lukas, Mimmo Paladino, Claudio Parmiggiani, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Tania Pistone, Andres Serrano, Ai Wewei e Gilberto Zorio.
Sedici sensibilità artistiche sferzanti che hanno scelto di sviluppare espressioni artistiche non nella direzione della disumanizzazione o del post – umano. Sedici artisti, puntando il dito nella piaga di un ridente conformismo che spesso ha lacerato la creatività, immergono il fruitore in una dimensione riflessiva e di funzione sociale dell’opera d’arte.
L’overdose di immagini del mondo contemporaneo e del mondo virtuale fa sì che il vero assente sia il reale corpo del mondo, che la nostra coscienza (per semplificare) opacizza fino a renderlo assente. Il rischio contro cui opporre RESISTENZA, è una civiltà della semplificazione in cui l’arte finisce per essere concepita come rappresentazione effimera della realtà.
Artisti che hanno riacceso l’orizzonte dell’arte, riscoperto l’essenzialità del linguaggio e, in taluni casi, una spiritualità non ipocrita. Una prospettiva semantica che non riduce la realtà ad immagine stereotipata.
“La domanda che la Fondazione si è posta nel periodo acuto della pandemia di chiusure e di riaperture singhiozzanti, – sottolinea Gianfranco Miccichè, Presidente della Fondazione Federico II – è come ripensare al nostro progetto di mostra. Un evento culturale-allestitivo che ponesse il dito sulla piaga di una grande domanda cosa resterà della storia recente? Ci troviamo davanti ad un bivio: procedere come se nulla fosse accaduto o, scelta che abbiamo preso, provare ad impegnarci per una proposta culturale con l’obiettivo di una Umanità rigenerata”.
“Misurarsi con uno squilibrio improvviso generato da una crisi pandemica e dalle guerre – dice Patrizia Monterosso, Direttore Generale Fondazione Federico II – ha risvegliato coscienze, come sottolineato da sociologi e analisti, e ha rivelato le profonde carenze della nostra maniera di pensare e di concepire noi stessi nel mondo, nel rapporto con gli altri, con la natura. In arte ciò si è tradotto nella capacità di ritrattare i temi della spiritualità, della socialità, dei diritti umani, della democrazia, della natura contro le vecchie e nuove barbarie semplificatrici. Espressioni e linguaggi dell’arte contemporanea che hanno saputo opporre resistenza all’approccio dei fondamentalismi evitando le scorciatoie che non consentono la lettura dei cambiamenti, della ricchezza delle differenze – contro una lettura monotono che ammette un singolo linguaggio, una singola voce, una singola storia”.
.RE è un evento culturale pensato come invito implicito a trasformare la battuta di arresto forzata che l’Umanità ha subito in direzione di un recupero di dimensioni autentiche e responsabili che, invero, anche prima della pandemia si presentavano scarsamente umanizzanti e aliene.
.RE testimonia sin dal suo segno grafico questa oscillazione, tra la decisione di riavvolgere la condizione umana e culturale nella dimensione esclusiva di registri già tracciati e la decisione di espandere la nostra nuova creazione di significati in direzione di nuove possibilità. Oltre il punto grafico del titolo della mostra, vi è rigenerazione dell’evoluzione sociale e umana in cui è fondamentale valorizzare la diversità dei linguaggi e delle esperienze creative. La E di .RE non volge le spalle alla nostra storia, ma la ridefinisce correlandola ai molteplici punti di vista che legano il singolo a prospettive culturali aperte e mai definitorie.
La pandemia e la guerra hanno collocato la solidità (apparente) delle nostre conoscenze in una dimensione di incertezza. I nostri parametri della conoscenza resi assoluti dall’abitudine, dalla routine (nella migliore delle ipotesi) e dall’arroganza degli assolutismi culturali emergenti si è infranta nella incapacità di decifrare la realtà vissuta. La mostra è ideata e organizzata da Fondazione Federico II e Ars, in collaborazione con la Fondazione Burri, la Collection Lambert, Galleria Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea, la Fondazione Pistoletto e collezioni private.
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Elezioni Palermo, Ferrandelli: “La Lega ha sputato sulla nostra storia”

PALERMO (ITALPRESS) – “Questa è la seconda lista a supporto della mia candidatura, segno di una grande partecipazione dei cittadini alla campagna elettorale. Tante palermitane e palermitani hanno capito il senso di questa candidatura autonoma degli schieramenti che vuole offrire una guida sicura, una candidatura nata da quindici anni di impegno nella nostra città, dalla conoscenza della macchina amministrativa e, soprattutto, una candidatura che offre ai cittadini risoluzioni reali ai problemi”. A dirlo è il candidato sindaco di Palermo con Azione e +Europa, Fabrizio Ferrandelli, che questa mattina ha presentato la lista ‘E tu splendi Palermò.
“Sentiamo parlare gli schieramenti di scelta dei candidati, noi abbiamo un programma, un progetto, una storia che parla per noi e tanti cittadini che vogliono dare il proprio contributo mettendosi in gioco – aggiunge Ferrandelli -. Tu splendi è una citazione importante, una citazione di Pasolini ‘Ti diranno di non splendere e tu splendi invecè, sembra la metafora adatta per Palermo, una città nella quale in tanti dicono di non splendere e che sarà sempre così, la rassegnazione che c’è sempre stata, le forze politiche che hanno sputato sulla nostra storia e sulla nostra identità. Mi riferisco alla Lega, perchè non basterà cambiare il nome diventando civici camuffandosi per far dimenticare gli anni in cui volevano che il Sud sparisse e che la nostra identità venisse cancellata. Siamo stanchi di vedere Palermo ultima su tutte le classifiche, i cittadini hanno dato traccia, al futuro sindaco, dei problemi di cui occuparsi partendo dalla spazzatura, i cimiteri, la mobilità, in servizi e la vivibilità. Rispetto a questo l’amministrazione uscente è sempre stata bocciata. Palermo può splendere. Questa lista è formata da cittadini, da professionisti che hanno botteghe ed esercizi commerciali. Tu splendi sarà una lista civica a supporto della mia candidatura e sarà a sostegno di molti cittadini che non si rassegnano”.
Ferrandelli si è anche soffermato sulle lotte interne nei partiti e sui numerosi candidati a primo cittadino del capoluogo siciliano: “Che idea mi sono fatto? Che nessuno vuole bene a Palermo, le forze politiche stanno facendo una prova muscolare al loro interno. Io sono candidato a governare Palermo e dare risposte ai cittadini. Ho le idee e le proposte per farlo”. Infine, sull’apertura di Franco Miceli nei suoi confronti, Ferrandelli commenta: “Al ballottaggio Miceli potrà fare la scelta seria di sostenere il mio progetto politico che abbiamo presentato per la città, perchè è un progetto che viene da lontano, non siamo catapultati, noi per Palermo ci siamo sempre stati e, soprattutto, siamo una discontinuità”.
(ITALPRESS).