Home Sicilia Pagina 495

Sicilia

Sequestrate 4 zanne d’avorio di elefante in un albergo nel Palermitano

PALERMO (ITALPRESS) – Sono quattro le zanne di Avorio grezzo, non lavorato, sequestrate dai Carabinieri Forestali del Centro Anticrimine Natura di Palermo presso una struttura ricettiva di pregio nel palermitano. Le zanne, insieme ad altri manufatti sempre ricavati da parti di elefante, erano esposte al pubblico all’interno dei locali della struttura destinata ad ospitare eventi privati e costituivano una delle attrazioni, tanto da venire spesso immortalate dai clienti e postate sui social.
Attraverso l’attento e costante monitoraggio della rete, i militari specializzati del Nucleo Cites hanno effettuato un controllo di natura amministrativa per verificare la legale detenzione degli esemplari e l’esistenza dei certificati; tuttavia dalle risultanze fino ad oggi emerse, è stata constatata l’assenza della documentazione necessaria per la detenzione e l’esposizione al pubblico, desumendo pertanto che siano state illecitamente prelevate in natura. Tale circostanza, se confermata, integrerebbe gli estremi di un reato per il quale è prevista la pena dell’arresto da 6 mesi a 2 anni e un’ammenda da 15.000 a 150.000 euro.
L’avorio, infatti, è sottoposto alle tutele previste dalla Convenzione di Washington che disciplina il commercio internazionale di specie di fauna e flora selvatiche minacciate di estinzione, il cui sfruttamento commerciale (ma anche la sola detenzione) senza gli appositi certificati rilasciati dai 28 Nuclei Cites italiani (o dagli equipollenti uffici ubicati negli oltre 170 Paesi che hanno aderito alla Convenzione) configura un’ipotesi di reato.
Il rinvenimento è di particolare rilevanza sia per le dimensioni delle zanne, alte ciascuna più di due metri e di circa 20 chili di peso, sia per la circostanza che si tratta di zanne non lavorate, la cui disciplina è ancora più restrittiva di quella relativa all’avorio lavorato.
L’avorio grezzo – se di origine non certificata – potrebbe costituire infatti materia prima per realizzare nuovi manufatti, incrementando così il mercato illegale che, sia la normativa internazionale sia la normativa comunitaria, stanno sempre più restringendo. Da ultimo, infatti, solo nel dicembre 2021, l’UE ha ulteriormente inasprito la disciplina relativa al commercio di oggetti di avorio lavorato, prevedendo, anche per gli oggetti antecedenti il 1947, l’obbligo dell’apposito certificato Cites che, precedentemente alla modifica, poteva essere commercializzato se accompagnato da una perizia o comunque da documentazione che ne attestasse la realizzazione prima del 1947.
(ITALPRESS).

Amministrative Palermo, Lentini inaugura il comitato elettorale

PALERMO (ITALPRESS) – A poche ore dalla riunione tra Lega e Forza Italia che punta a sbrogliare la matassa Palermo, nelle file del centrodestra c’è chi decide di continuare per la sua strada. Totò Lentini, candidato con gli autonomisti di Alleanza per Palermo e Palermo città europea, sfrutta l’inaugurazione del comitato elettorale a piazza Sturzo per ribadire che un passo indietro non rientra nei piani e delinea i primi obiettivi per rilanciare la città. All’evento hanno partecipato oltre un centinaio di persone. L’apertura della campagna elettorale e la presentazione dei candidati sono invece previste giovedì 14 aprile al cinema Multisala Politeama.
“Nel centrodestra hanno fatto di tutto per convincermi a fare un passo indietro: non ci sono riusciti -, spiega Lentini, – “So di trovarmi di fronte a una sfida difficile, ma non mi sottrarrò per alcun motivo. Andremo avanti giorno e notte fino alla chiusura dei seggi”.
Al momento, oltre al candidato autonomista, altri quattro sono in campo per il centrodestra: Fratelli d’Italia punta su Carolina Varchi, la Lega su Francesco Scoma (candidato con la lista Prima l’Italia), Udc su Roberto Lagalla e Forza Italia su Francesco Cascio (al netto delle frizioni interne). Uno scenario su cui Lentini manifesta il proprio disappunto: “A un mese e mezzo dalle elezioni i partiti sono ancora a Roma a discutere di un nome e un progetto politico per Palermo. Noi abbiamo avviato un programma già da due mesi e non intendiamo tornare indietro: ciononostante, saremo pronti a confrontarci con chiunque abbia a cuore il futuro di questa città”, sottolinea.
La candidatura di Lentini arriva dopo le esperienze in Consiglio comunale e all’Assemblea regionale, in seguito alle quali ha scelto di fare un passo avanti e metterci la faccia. L’obiettivo è presentarsi non come “uno dei soliti candidati di palazzo, ma un candidato che rappresenta il popolo e che punta a essere il sindaco di tutti”. A differenza di quelli che definisce come ‘professori della politicà, la strada su cui insiste Lentini è quella della comunicazione diretta con i cittadini, utilizzando il comitato come luogo in cui raccogliere proposte. “Il nostro è un progetto a lungo termine, fatto non di promesse irrealizzabili ma di impegni per i prossimi cinque anni e oltre -, afferma il candidato autonomista, – I cittadini si ricordano sempre di chi ha lavorato bene. Voglio dimostrare loro che i politici non sono tutti uguali: l’astensionismo degli ultimi anni in Italia è preoccupante, il mio obiettivo è convincere gli scettici di Palermo che di fronte a loro c’è un gruppo di persone pronto a cambiare la città”.
Al centro dell’agenda politica di Lentini il rilancio dei servizi essenziali: viabilità, spazi aperti, gestione dei cimiteri. “Su questi aspetti negli ultimi anni Palermo ha incontrato mille difficoltà -, sottolinea, – Oggi i ragazzi non hanno uno spazio dove fare sport all’aperto, viale Regione siciliana e i cimiteri sono in condizioni disastrose: sono pronto a metterci la faccia per portare a compimento un serio progetto di rilancio”. (ITALPRESS)

Covid, in Sicilia 5.769 nuovi casi e 43 decessi

ROMA (ITALPRESS) – Sono 5769 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia (ieri 1993), a fronte di 33.690 tamponi effettuati, su un totale di 11.956.200 da inizio emergenza. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 43 decessi (ieri 5) che portano il totale delle vittime, sull’isola, a 10.185. E’ quanto si legge nel bollettino di oggi del Ministero della Salute e della Protezione Civile. Il numero degli attualmente positivi in Sicilia è di 186.617 (-331) mentre le persone ricoverate con sintomi sono 1.009, di cui 49 in Terapia intensiva. In isolamento domiciliare ci sono 185.559 pazienti. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza ad oggi sono 803.569 (+6802).
Questi i nuovi casi suddivisi per provincia: Palermo 1590, Catania 1084, Messina 1230, Siracusa 532, Ragusa 448, Trapani 489, Agrigento 670, Caltanissetta 325 e Enna 146.
La Regione Sicilia comunica che 745 casi confermati comunicati oggi sono relativi a giorni precedenti al 04 aprile (di cui 461 del 3, settantatre del 2 e centodiciassette dell’1).
(ITALPRESS).

Scoma “Non intendo ritirare la mia candidatura a sindaco di Palermo”

PALERMO (ITALPRESS) – “Non ho nessuna intenzione di ritirarmi da candidato a sindaco di Palermo”. Il deputato della Lega, Francesco Scoma, smentisce all’agenzia Italpress le voci che lo danno pronto a mollare la corsa al Comune di Palermo. “La mia campagna elettorale – dice il parlamentare indicato dal Carroccio come papabile alla carica di sindaco nel capoluogo siciliano alle prossime amministrative – è già abbastanza avanti. Non temo di confrontarmi nè con Cascio, nè con Lagalla”.
“La mia candidatura – continua Scoma – potrà essere messa in discussione solo dal mio segretario regionale, Nino Minardo, o dal segretario nazionale del mio partito, Matteo Salvini. Se reputerà questa scelta ottimale per il nuovo simbolo Prima L’Italia. Non temo di confrontarmi con nessuno. Considero le ricostruzioni che circolano del tutto avveniristiche… e anche scorrette! Sarei pronto, ribadisco, a riconsiderare la mia candidatura soltanto se a chiedermelo saranno Minardo o Salvini, se ne riterranno realmente una utilità per un nuovo simbolo!”.
(ITALPRESS).

Donazione e trapianto di organi, in Sicilia ciclo di incontri nelle scuole

CATANIA (ITALPRESS) – “Bianca era una bambina straordinaria e generosissima. Quando è stata dichiarata la sua morte cerebrale per me e mia moglie è stato spontaneo firmare il consenso alla donazione dei suoi organi. Nel nostro immenso dolore ci conforta sapere che grazie a Bianca stanno vivendo altri bambini”. La disperazione di due genitori che si trasforma in speranza e ottimismo per altre famiglie. E’ questo il messaggio trasmesso da Fulvio e Carmen, papà e mamma di Bianca, la dodicenne catanese morta lo scorso gennaio, per un arresto cardiaco, mentre era a scuola, l’istituto comprensivo statale “Cavour”. Annichiliti dal dolore, i genitori hanno scelto di donare gli organi della figlia per aiutare altri bimbi in attesa di un trapianto. Gli organi di Bianca hanno così ridato la vita a quattro piccoli malati. Nel mese della Giornata nazionale della donazione di organi e tessuti che sarà celebrata il prossimo 24 aprile, il CRT Sicilia – Centro Regionale Trapianti, rivolgendo un ringraziamento ai genitori di Bianca e a tutte le famiglie che con il loro consenso alla donazione degli organi dei propri figli hanno salvato altre giovani vite, inaugura un ciclo di incontri nelle scuole per sensibilizzare gli studenti.
“Con questo ciclo di incontri – spiega Giorgio Battaglia, Coordinatore regionale del CRT Sicilia – intendiamo invitare gli studenti a riflettere sul profondo significato umano e civile del consenso alla donazione. Cercheremo di dissipare dubbi o pregiudizi per far sì che un giorno possano operare una scelta consapevole ed informata sulla donazione degli organi”.
Alla scuola “Cavour” Fulvio e Carmen hanno portato la loro testimonianza raccontando di Bianca e della loro scelta di donare. “Lo straordinario gesto di questi genitori – sottolinea Battaglia – ci dimostra come la breve vita di Bianca non sia stata inutile. Il grande atto d’amore di questa famiglia testimonia che importante non è il numero degli anni, ma gli anni veri vissuti”.
All’incontro hanno partecipato anche Bruna Piazza, responsabile del CRT Operativo, Ilenia Bonanno, responsabile procurement donazione organi e tessuti dell’Arnas Garibaldi di Catania, Andrea Leuzzi anestesista rianimatore del Garibaldi, le psicologhe Alessandra Pace e Angela Intelisano, la presidente dell’Aido Sicilia Paola Pisciotta, e per la scuola Cavour la referente alla Salute Irene Stancanelli e la dirigente scolastica Maria Gabriella Capodicasa. Altri due incontri di sensibilizzazione si sono svolti a Palermo, presso il liceo classico “Meli” e l’Istituto Alberghiero “Piazza”.
(ITALPRESS).

Musumeci “Roma dia risposte sul petrolchimico di Siracusa”

CATANIA (ITALPRESS) – Roma interrompa il silenzio e dia risposte sul dossier per l’Area di crisi industriale complessa del petrolchimico di Siracusa, presentato dalla Regione Siciliana l’anno scorso. Il governo regionale, facendosi interprete delle richieste del territorio, chiederà un incontro urgente al ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti per avere riscontri e richiedere interventi su alcune priorità che necessitano di risposte urgenti. La situazione del polo produttivo, rispetto allo scorso autunno, si è infatti aggravata, viste le ripercussioni del conflitto in Ucraina sull’operatività di alcune imprese di grande rilievo all’interno dell’area industriale, come l’Isab (gruppo Lukoil). E’ quanto deciso dal presidente della Regione Nello Musumeci e dall’assessore alle Attività produttive Mimmo Turano nel corso di un incontro al PalaRegione di Catania, presenti il direttore generale del dipartimento regionale Carmelo Frittitta, il prefetto di Siracusa Giusi Scaduto, i rappresentanti delle aziende, dei lavoratori e degli Enti in cui ricade il comprensorio industriale, in cui operano 7.500 addetti fra diretti e indotto.
«La Regione non si stanca di richiamare l’attenzione di un distratto governo centrale sulle emergenze del Polo siracusano ma ognuno – ha sottolineato il presidente Musumeci – faccia la sua parte per sollecitare il governo nazionale, a cominciare da sindacati e parlamentari siciliani di tutte le forze politiche. Certamente abbiamo il dovere di chiamare Roma alle proprie responsabilità. Ci attiveremo subito per capire perchè il Mise ancora non si sia pronunciato sulla richiesta dell’area di crisi industriale complessa, ben oltre la scadenza dei termini. Al contempo, facciamo presenti le priorità su cui chiediamo a Roma di intervenire, a cominciare dalle garanzie per le linee di credito alle aziende del sito produttivo e dalle modifiche da apportare al provvedimento sugli extraprofitti, varato per calmierare le bollette dell’energia».
Nel suo intervento conclusivo, il presidente Musumeci ha annunciato la volontà del suo governo di varare, per la prima volta, un Piano di sviluppo industriale per la Sicilia, che tenga conto anche della prossima Programmazione dei fondi europei 2021-2027: «Uno strumento di pianificazione ma anche di orientamento, redatto con tutti gli attori del territorio e che tenga conto delle tappe e degli obiettivi sfidanti del nuovo contesto».
«Avevamo visto giusto nel richiedere il riconoscimento dell’area di crisi industriale – ha detto l’assessore Turano – ma adesso il quadro si è complicato. Andremo dal ministro Giorgetti per chiedere le risposte che attendiamo e fare presenti le richieste provenienti dalle aziende. Al Mise vogliamo fare comprendere quali effetti la situazione internazionale sta producendo sul comparto e che bisogna salvaguardare un sito produttivo che, sul fronte dell’energia, è sicuramente strategico sia oggi che in vista di una futura riconversione».
All’incontro erano presenti i rappresentanti delle imprese del polo industriale, i vertici di Confindustria Siracusa, dei sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl, dell’Autorità di sistema portuale del mare Sicilia orientale, dei Comuni del territorio.
Tra gli interventi da attuare nell’immediato, è stata evidenziata la necessità di prevedere una revisione del Pnrr, anche sulla tempistica, di modificare la norma sugli extraprofitti delle imprese energetiche, di una deroga temporanea all’utilizzo del gas sostituendolo con combustibili liquidi autoprodotti senza zolfo. Sostenuta anche l’opportunità di un intervento della commissione di vigilanza sulla sicurezza finanziaria che tranquillizzi gli istituti di credito sull’operatività delle imprese italiane con capitali russi, di un supporto alle aziende che subiscono di riflesso gli effetti delle sanzioni alla Russia. Infine, un’accelerazione da parte della Regione sui rigassificatori già autorizzati, ma non realizzati.
(ITALPRESS).

Stroncato traffico internazionale di droghe sintetiche, 6 arresti a Catania

CATANIA (ITALPRESS) – Sei persone sono state arrestate dagli agenti della Polizia di Stato di Catania, su delega della Procura Distrettuale – Dda etnea, nell’ambito di un’indagine che ha stroncato un traffico internazionale di droghe sintetiche. Gli indagati, raggiunti da un’ordinanza emessa dal gip presso il Tribunale di Catania, devono rispondere di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e traffico continuato di sostanze stupefacenti. I poliziotti hanno anche sequestrato una villa, nel quartiere San Giorgio, di proprietà di due degli indagati, ritenuta provento dell’attività illecita.
Il provvedimento restrittivo è stato emesso a conclusione di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia e svolte dalla Squadra Mobile – Sezione antidroga di Catania, tra gennaio e settembre 2020, e che hanno riguardato un’associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di droghe sintetiche (MDMA, ecstasy e ketamina) e di marijuana, compagine criminale peraltro armata ed alla quale sono contestati numerosissimi episodi di illecita importazione ed esportazione delle sostanze stupefacenti.
In particolare, il gip di Catania ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati in relazione all’appartenenza a un sodalizio criminale dedito al traffico internazionale di sostanze stupefacenti di tipo sintetico, avente la propria base operativa nel rione popolare San Giovanni Galermo, ed operante prevalentemente sull’asse Italia – Olanda – Usa, posto che le sostanze stupefacenti venivano per lo più importate in Italia dall’Olanda per poi essere spedite ad acquirenti statunitensi. Per tale ragione le indagini sono state svolte in costante collaborazione e scambio informativo con la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga del Dipartimento della Pubblica Sicurezza e l’organismo investigativo statunitense Homeland Security Investigations; tramite il magistrato di collegamento degli Stati Uniti in Italia la Procura di Catania ha provveduto ad un proficuo scambio di atti giudiziari consistenti prevalentemente in sequestri di sostanze stupefacenti.
Le attività d’indagine, sia di tipo tecnico che di tipo tradizionale, hanno consentito di ricostruire la struttura interna dell’organizzazione criminale a capo della quale sarebbe stato secondo la ricostruzione accusatoria, un 35enne, odierno indagato, che avrebbe avuto funzioni decisionali e di coordinamento degli altri sodali ed al quale è stato contestato il ruolo di capo e promotore del gruppo.
Per quanto riguarda il modus operandi dalle indagini è emerso che l’associazione criminale avrebbe importato dall’Olanda ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti sintetiche, avvalendosi di corrieri facenti capo a note società di spedizioni italiane che coprivano la tratta nazionale del tragitto in partnership con omologhe società di spedizioni olandesi. Le forniture di sostanze stupefacenti sintetiche giungevano occultate all’interno di imballi contenenti mobili o beni di svariata natura e, una volta estratte dagli incarti, venivano stoccate in garage dei quali il gruppo disponeva nel rione San Giovanni Galermo.
La successiva rivendita delle droghe sintetiche ai vari acquirenti, sia in Italia che all’estero, avveniva tramite chat clandestine su portali del cosiddetto “deepweb”, nel cui ambito i membri dell’organizzazione utilizzavano il nickname “XXXMAFIAXXX” o “MAFIASTARS”.
Le sostanze stupefacenti venivano spedite agli acquirenti, sia in Italia che all’estero, all’interno di plichi e pacchi imballati che l’associazione criminale spediva tramite raccomandate postali o tramite corriere espresso riportanti come mittenti generalità fittizie. Al fine di renderne difficoltoso il rinvenimento, all’interno dei pacchi imballati, le ingenti forniture di sostanze stupefacenti sintetiche venivano occultate dentro svariati oggetti come barattoli di creme cosmetiche, statue in gesso, confezioni di puzzle, giradischi, amplificatori, casse audio, custodie di DVD, capi di abbigliamento, ed altro.
Il traffico internazionale delle droghe si svolgeva principalmente sull’asse Catania – Stati Uniti D’America, ma a volte le spedizioni da parte dei presunti sodali avvenivano anche verso altre località d’Italia, o altri paesi stranieri quali Canada, Australia, Ucraina, Thailandia, India, Israele, Pakistan, Giappone, Nuova Zelanda, Iran e Grecia. Gli acquirenti delle sostanze stupefacenti sintetiche pagavano l’organizzazione con somme in criptovaluta Bitcoin che, una volta convertite in euro venivano ripartite tra i membri ritenuti facenti parte dell’organizzazione tramite una serie di versamenti o ricariche su carte prepagate.
Dalle indagini sarebbe emerso che ogni mese il “giro d’affari” dell’organizzazione si aggirava intorno ai 150 mila euro e parte dei ricavi sarebbe stata investita dal 35enne e dalla moglie nella costruzione di una villa nel quartiere San Giorgio oggetto del provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca disposto dal gip.
Le indagini svolte hanno consentito di effettuare numerosi sequestri di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti sintetiche del tipo MDMA, ecstasy e ketamina, per un totale complessivo di oltre 30 chilogrammi. Alcuni dei sequestri delle sostanze stupefacenti sintetiche venivano effettuati a seguito di provvedimenti di ritardato sequestro emessi dalla Procura Distrettuale della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, ai quali seguiva un’attività di consegna controllata internazionale in territorio americano con la collaborazione delle Autorità degli Stati Uniti.
Per incrementare il proprio illecito “giro d’affari”, in alcune circostanze l’organizzazione criminale poneva in essere anche la compravendita di armi comuni da sparo che, al pari delle sostanze stupefacenti, venivano occultate nei garage di cui il gruppo disponeva nel rione San Giovanni Galermo di Catania.
L’operazione di Polizia Giudiziaria è stata denominata “Empire” dal nome del portale del deep web in cui avveniva la rivendita delle sostanze stupefacenti sintetiche ai vari acquirenti.
Nel corso dell’operazione i poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Catania sono stati coadiuvati da personale della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga del Ministero dell’interno, nonché da alcuni appartenenti all’organismo investigativo statunitense Homeland Security Investigations.
Hanno inoltre partecipato equipaggi della Questura di Catania e delle sue articolazioni nonché di unità specializzate come Polizia Scientifica e Cinofili ed altresì equipaggi del Reparto Prevenzione appositamente inviati dalla Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato – Servizio Centrale Operativo.
(ITALPRESS).

Marcia della pace a Comiso, in migliaia come 40 anni fa

COMISO (RAGUSA) (ITALPRESS) – In migliaia si sono dati appuntamento a Comiso per chiedere la pace, oggi come 40 anni fa, nel nome di Pio La Torre, mettendo insieme rappresentanti del mondo del lavoro, associazioni antimafia, cooperazione, società civile, istituzioni. Tutti uniti dalla necessità di scendere in piazza non solo per onorare la memoria della storica marcia del 1982, ma per chiedere la fine della guerra in Ucraina e lo stop a un orrore al quale non ci si può abituare.
“Dobbiamo fare fuori la guerra dal nostro futuro, la mia generazione pensava di averla cancellata – ha detto dal palco della manifestazione Vito Lo Monaco, presidente del Centro studi Pio La Torre – 40 anni fa eravamo qui, a Comiso, in un grande movimento unitario contro l’installazione dei missili Cruise e il Patto di Varsavia. Oggi, come allora, qui si sono dati appuntamento associazioni di ogni tipo, studenti, sindacati, sindaci di tutti gli schieramenti, rappresentanti religiosi, buddisti e islamici per ribadire un no compatto alla guerra in Ucraina. Solo con la pace si possono garantire democrazia e libertà e sconfiggere le mafie, le uniche a beneficiare dei conflitti e del riarmo. Torniamo qui per ribadire che Comiso è un luogo internazionale di pace e che la memoria è importante – ha aggiunto il presidente Lo Monaco – nel 2014 il nome di Pio La Torre è tornato sull’aeroporto di questa città che un’amministrazione di centrodestra aveva invece scelto di cancellare, intitolando lo scalo al generale Vincenzo Magliocco. L’impegno pacifista di Pio La Torre è qui”.
L’appello a partecipare alla marcia lanciato dai promotori è stato condiviso da associazioni, istituzioni, partiti ed esponenti politici e della società civile. Tra le adesioni quelle di molti eurodeputati e Comuni della Sicilia.
(ITALPRESS).