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Sicilia prima regione d’Italia per digitalizzazione Comuni

PALERMO (ITALPRESS) – La Sicilia in poco più dì quattro anni ha rafforzato le infrastrutture digitali (ftth) divenendo la grande Regione con la più alta percentuale di connettività a banda larga d’Italia. Lo rende noto l’assessorato regionale all’Economia. Quattro anni fa, nel marzo 2018, l’Assessorato all’Economia, ha approvato l’Agenda Digitale Sicilia, dando di fatto il via alla transizione digitale nell’Isola. Da quel momento il Governo Musumeci ha accelerato nella spesa dei fondi europei affidati per il digitale. Al 28 febbraio, le iniziative finanziate dall’Assessorato all’economia-ARIT con le risorse europee dall’agenda digitale, vedono un avanzamento di oltre il 93%. Un risultato che sopravanza quello delle regioni europee più sviluppate. I dati forniti dall’infratel, Società in house del Ministero per lo Sviluppo Economico, vedono l’Isola tra le prime grande regioni italiane per la percentuali di Comuni collaudati positivamente (60%) ed, in termini asssoluti, seconda (dietro l’Abruzzo) per un punto percentuale. “E’ una delle tante azioni avviate già nelle prime settimane di governo, frutto del buon impiego dei fondi comunitari, che adesso diventa realtà: per connettività a banda larga siamo tra le regioni europee più sviluppate e in Italia quella con la percentuale più elevata. Una misura apparentemente invisibile che consente però un miglioramento evidente in favore di tutti. Oggi, sul piano della transizione digitale, possiamo guardare al futuro con maggiore ottimismo ed ambizione”, commenta il presidente della Regione, Nello Musumeci. “La Sicilia ha investito, – dichiara l’Assessore all’Economia, Gaetano Armao – negli ultimi tre anni, oltre 300 milioni di euro per l’infrastrutturazione digitale e ed è divenuta la Regione più infrastrutturata sul piano digitale del Mediterraneo, avendo conseguito il pieno utilizzo delle risorse europee e candidandosi ad un rafforzamento degli investimenti nella programmazione 21-27. La transizione digitale, a beneficio delle imprese e dei cittadini siciliani, è oggi una realtà”.
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Movida selvaggia in piazza Magione a Palermo, daspo “Willy” per 3

PALERMO (ITALPRESS) – Il Questore di Palermo ha emesso il “Daspo “Willy” nei confronti di tre giovani violenti palermitani, ritenuti responsabili dell’aggressione perpetrata a poliziotti lo scorso giugno in Piazza Magione. L’adozione della misura di prevenzione personale trova il suo antefatto in un episodio di violenza risalente allo scorso primo giugno, quando, durante servizi di controllo straordinario del territorio disposti dalla Questura di Palermo in diverse piazze cittadine, tra le quali piazza Magione, per il contenimento della diffusione pandemica da Sars Covid -19 ed alla formazione di pericolosi assembramenti soprattutto nei luoghi caratterizzati dalla cosiddetta movida, i tre soggetti, unendosi in gruppo con altri, si erano resi protagonisti di una violenta aggressione nei confronti delle Forze di Polizia. Nella circostanza, durante le operazioni finalizzate ad allontanare uno dei tre dalla piazza, poichè venditore abusivo di bevande alcoliche, i poliziotti erano stati aggrediti con calci, pugni e spintoni da un numero cospicuo di facinorosi che, infastiditi dall’attività di identificazione svolta dal personale operante, avevano reagito lanciando alcune bottiglie, prelevate dai cestini dei rifiuti. La prontezza operativa del personale della Polizia di Stato ha, tra l’altro, consentito di bloccare il lancio di un monopattino, parcheggiato sulla piazza che era stato scagliato all’indirizzo dei poliziotti. Sedati gli animi, i tre responsabili dei fatti erano stati identificati e denunciati per i reati di resistenza, oltraggio a Pubblico Ufficiale e getto di cose pericolose ed infine sottoposti dal Gip alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza mentre alcuni Agenti della Polizia di Stato erano stati refertati dai sanitari per lesioni varie e trauma cranico con prognosi fino a 15 giorni. La misura irrogata ai tre giovani prevede il divieto di accesso, sino ad un massimo di due anni, all’area relativa a Piazza Magione e le vie limitrofe.
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In Sicilia 5.946 nuovi casi di Covid e 19 decessi

PALERMO (ITALPRESS) – Calano i contagi Covid in Sicilia secondo il Ministero della Salute. I nuovi casi registrati oggi sono 5.946 (ieri 6.230), ma con un numero inferiore di tamponi processati, 38.814, rendendo il tasso di positività quasi stabile al 15,3%. Lievissimo incremento dei decessi, 19 (+1). I guariti sono 6.368 e gli attualmente positivi crescono di 1.906 unità attestandosi su un numero totale di 233.721. Al contrario scendono i ricoveri nei reparti ordinari, con 858 (-16), così come nelle terapie intensive, dove si trovano 60 degenti (-5) e 3 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare ci sono 232.803 persone.
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Giornata in ricordo vittime della mafia, studenti di Palermo in campo

PALERMO (ITALPRESS) – A Palermo, l’Istituto Comprensivo statale ad indirizzo musicale “Ignazio Florio – San Lorenzo” ha aderito alla XXVII Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che si celebra il 21 marzo di ogni anno ed ha lo scopo di tenere viva la memoria di tutte le vittime innocenti delle mafie e del terrorismo.
Il Ministero dell’Istruzione, in collaborazione con l’Associazione “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, promuove la partecipazione delle Istituzioni scolastiche alla ventisettesima edizione della “Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, riconosciuta ufficialmente dallo Stato attraverso la Legge dell’8 marzo 2017. Per la presente edizione è stata scelta, quale “piazza” principale per la celebrazione della giornata, la città di Napoli, ma simultaneamente in centinaia di luoghi in Italia e nel mondo, si terranno momenti di riflessione, di approfondimento e di incontro.
Lo slogan scelto da Libera per la Giornata del 21 marzo 2022 è “Terra mia. Coltura/Cultura”. E’ uno slogan che vuole unire due dimensioni di impegno, oggi fondamentali, dalle quali ripartire.
Terra mia: per prendersi cura della nostra comunità locale e reinterpretare il nostro essere cittadini globale a partire dall’attenzione al contesto nel quale viviamo, alla nostra quotidianità. Coltura /Cultura. La coltura nella terra, la cultura nelle coscienze.
Così alcuni studenti e docenti di varie classi dell’Istituto Comprensivo statale ad indirizzo musicale “Ignazio Florio – San Lorenzo” promuoveranno un momento commemorativo, presso i locali della Sede centrale, a partire dalle ore 10.30, nel rispetto delle norme anti Covid. L’incontro, si articolerà in diversi momenti. Inizialmente verrà proiettato un video dal titolo “Le idee rimangono”; in seguito gli alunni eseguiranno due canti contro le mafie, poi nell’atrio centrale della scuola avrà luogo il momento della memoria con l’elencazione da parte degli alunni dei nomi delle vittime innocenti delle mafie, le cui storie sono state esaminate in classe. Alla fine verranno lanciati dei palloncini bianchi.
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Gemelli-Giglio di Cefalù, prime 100 tiroidi per centro di Chirurgia endocrina

CEFALU’ (PALERMO) (ITALPRESS) – Sono stati oltre cento i pazienti sottoposti ad intervento di tiroidectomia effettuato dalla sezione di chirurgia endocrina del Gemelli Giglio Medical Partnership di Cefalù nei primi sei mesi di attività dall’avvio della partnership tra la Fondazione Giglio e la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma.
“Ci eravamo dati tra i primi obiettivi della partnership – ha detto il presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano – quello di creare un centro per la chirurgia della tiroide adeguandoci ai criteri per l’accreditamento nazionale stabiliti dalla Società Italiana Unitaria di Endocrino Chirurgia (SIUEC) in termini di competenze professionali, volume di attività e risultati. Dopo sei mesi possiamo ritenere di avere raggiunto questo obiettivo. Mai, nella storia di questa struttura, erano stati eseguiti oltre 100 interventi di tiroidectomia in un anno di attività chirurgica”.
La chirurgia endocrina e dell’obesità del Gemelli Giglio è diretta dal professore Marco Raffaelli e si avvale della collaborazione del chirurgo Luca Sessa, trasferitosi da Roma a Cefalù, e delle endocrinologhe Stefania Marchisotta e Rosa Maria Lovicu.
“Speriamo di poter fare ancora di più – ha commentato il professore Raffaelli – offrendo la possibilità ai pazienti siciliani di essere trattati nella loro regione anche se affetti da patologie endocrine di interesse chirurgico in stadio più avanzato che necessitano di un approccio specialistico”.
“Più del 25% dei pazienti sono stati trattati per patologia maligna con una degenza post-operatoria media di due giorni – ha rilevato il responsabile della sezione di chirurgia endocrina Luca Sessa – e tutti gli interventi sono stati eseguiti utilizzando un sistema di monitoraggio intraoperatorio per i nervi ricorrenti (i delicati nervi della voce)”. Sessa ha anche sottolineato il lavoro di squadra che ha visto coinvolte diverse figure professionali dal responsabile della chirurgia del Giglio, Goffredo Arena, al chirurgo Marco Iacopinielli, i colleghi della chirurgia generale, anestesisti, infermieri e OSS di sala operatoria e reparto, e tutti gli amministrativi.
Nelle scorse settimane l’equipe del professore Raffaelli, con primo operatore lo stesso direttore del centro, ha eseguito l’asportazione, in laparoscopia, di un tumore del surrene destro di 10 centrimetri, su una paziente siciliana dimessa in terza giornata post operatoria.
“Una neoformazione surrenalica di grandi dimensioni – ha spiegato Raffaelli – molto adesa alla vena cava inferiore, al fegato e al rene di destra ma siamo riusciti a completare l’intervento in laparoscopia e questo sicuramente ha permesso una ripresa post-operatoria rapida. L’approccio laparoscopico è da preferirsi in molte situazioni a patto di ottenere gli stessi risultati della chirurgia convenzionale in termini di sicurezza e radicalità”.
“Nel momento in cui il Gemelli si conferma primo ospedale in Italia sia come qualità complessiva che come centro per il carcinoma tiroideo, il risultato importante della nostra partnership con l’ospedale Giglio conferma la qualità e l’eccellenza che ci siamo impegnati a portare ai pazienti siciliani” ha chiosato il professore Rocco Bellantone, direttore del governo clinico del Gemelli Giglio Medical Partnership e preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.
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Prevenzione al Melanoma, al Policlinico di Palermo “Incontriamoci”

PALERMO (ITALPRESS) – “Incontriamoci”. Questo il nome dell’iniziativa promossa da Novartis, nell’ambito del progetto “Oltre la pelle: la prevenzione al centro”, che ha svolto la sua terza tappa – dopo Benevento e Roma – a Palermo, al Policlinico Paolo Giaccone. Un percorso che proseguirà per tutto l’anno coinvolgendo altri centri distribuiti sul territorio nazionale al fine di promuovere la prevenzione al melanoma. Controllo periodico dei nei e protezione della pelle dai danni causati dai raggi solari sono strumenti fondamentali. “Parlare di prevenzione del melanoma è estremamente importante per riportare i pazienti presso gli ambulatori”, ha spiegato Maria Rita Bongiorno, Professore Ordinario Responsabile UOC di Dermatologia e MTS AOUP Paolo Giaccone. Negli ultimi due anni, infatti, a causa della pandemia Covid-19, gli italiani hanno trascurato la prevenzione del melanoma, come ha dimostrato una indagine condotta nel marzo 2021 da Doxapharma e promossa da Novartis, secondo la quale nel 2020 quasi l’80% degli intervistati non ha ritenuto importante fissare una visita per la mappatura dei nei, il 43% ha dichiarato di non aver mai fatto uno screening, e tra coloro che erano abituati a controllarsi periodicamente, la frequenza è diminuita. Solo il 7% ha pianificato nei mesi successivi un controllo dei nei.
“Serve far comprendere, prima che inizi la stagione estiva, quanto le radiazioni ultraviolette posso influenzare la precocità dell’insorgenza di questa patologia”. L’indagine ha inoltre rilevato come sia diminuita anche la quota di persone che dichiarano di conoscere bene il melanoma e quella di chi ritiene fondamentale la diagnosi precoce per aumentare le possibilità di guarigione: “Fare diagnosi precoci aumenta in maniera esponenziale la sopravvivenza di vita dei pazienti – ha affermato Tania Rinaldi, Dirigente medico AOUP Paolo Giaccone UOC Oncologia medica -. Le campagne di informazione dovrebbero essere fatte frequentemente, soprattutto in un’isola come la Sicilia. Noi non abbiamo mai interrotto le visite e i controlli al Policlinico, ma a causa degli alti tassi di positività la gente ha avuto paura a recarsi in ambulatorio”.
Nel settore, tra l’altro vi sono importanti novità dal punto di vista terapeutico: “Rispetto al passato la storia è cambiata, soprattutto per quei pazienti che arrivano in stadio avanzato – ha aggiunto Rinaldi -. Per i pazienti metastatici prima avevamo la combotarget, l’immunoterapia e adesso abbiamo anche la combo immuno. Sono dei farmaci di ultimissima generazione che hanno dei target specifici, oppure sottendono come target il sistema immunitari. Novità che hanno cambiato la storia dei pazienti cosiddetti di stadio terzo. Fino a qualche anno i pazienti avevano un beneficio dalla terapie del 5%-7%, adesso si aggira tra il 50% e il 60%, sia in metastatico che in adiuvante”. “Riusciamo ormai a fare degli interventi che possiamo ritenere minimi ma che sono salvavita – ha sottolineato Adriana Cordova, direttrice dell’UOC di Chirurgia plastica del Policlinico di Palermo -. Nei casi più avanzati adesso la chirurgia è meno aggressiva. Il melanoma è una malattia curabile, nell’arco di un anno facciamo circa 200 interventi nel nostro istituto”. Al termine dell’incontro informativo, i partecipanti si sono anche sottoposti ad uno screening gratuito dei nei: “Dobbiamo sensibilizzare la gente il più possibile – ha spiegato Monica Forchetta, presidente dell’APaIM -. Oggi la diagnosi precoce è fondamentale: una visita dermatologica può evitare una diagnosi molto severe. Voglio lanciare un appello: la visita dermatologica può salvarvi la vita, sottoponetevi ai controlli”.
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Pubblicato bando per la riscossione dei tributi nei comuni siciliani

PALERMO (ITALPRESS) – Sono oltre 45, in Sicilia, i comuni in dissesto ed altrettanti in riequilibrio finanziario (pre-dissesto). La Sicilia si colloca così tra le prime regioni in Italia per comuni in disequilibrio finanziario, insieme a Calabria e Campania, con nefaste conseguenze per i servizi ai cittadini ed innalzamento della pressione fiscale.
Per far fronte a questa preoccupante situazione, causata dal malfunzionamento della riscossione a livello locale, l’Assessorato regionale dell’Economia e l’ANCI Sicilia, hanno avviato, sin dal 2019, un proficuo confronto con l’obiettivo di restituire efficienza al sistema della riscossione. La questione è stata anche sottoposta più volte alla Giunta regionale ed oggetto di approfondimento con gli uffici regionali, in collaborazione con altre Regioni italiane e l’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale (IFEL)
In questa prospettiva, è emersa l’importanza di individuare gestori d’area ai quali i singoli comuni possono ricorrere, laddove ritenuto conveniente, nell’ambito delle convenzioni quadro stipulate a seguito della procedura di affidamento. Tale soluzione del tutto innovativa, tra le prime d’Italia, è stata posta a base della procedura telematica per l’affidamento dei servizi di supporto alla gestione ordinaria, ricerca evasione e riscossione coattiva dei tributi e delle altre entrate dei Comuni siciliani, pubblicata dall’Assessorato dell’Economia-Centrale Unica di Committenza (CUC) della Regione.
Tale procedura, in esito alla quale è prevista la stipula di una convenzione della durata di 5 anni, segue il protocollo di Intesa tra l’Assessorato e l’ANCI Sicilia, per far fronte alle notevoli problematiche derivate dalla riscossione dei tributi locali che, come noto, costituisce la principale fonte di gettito per il funzionamento dei Comuni.
Il valore dell’appalto è di oltre 600 milioni di euro, suddiviso in cinque lotti e per nei quali è articolato il territorio regionale: lotto 1, area Palermo; lotto 2, area Catania, lotto 3, area Trapani/Agrigento; lotto 4 Caltanissetta/Ragusa/Siracusa; lotto, 5 Messina/Enna. Ogni area ricomprende i comuni dell’intera provincia.
“Di fronte all’esplodere della crisi finanziaria in molti comuni, il Governo Musumeci ha ritenuto di affrontare in termini innovativi la necessità di offrire una soluzione efficiente per il rafforzamento della riscossione. Ottima la collaborazione con l’ANCI e le strutture che hanno lavorato alla definizione delle procedure con l’auspicio che possano concludersi con la più ampia concorrenza tra le imprese del settore e sopratutto, ferma restando la loro piena autonomia in materia, con il riequilibrio finanziario di tante amministrazioni comunali,”, ha sottolineato il Vicepresidente ed Assessore all’Economia della Regione Siciliana, Gaetano Armao.
Il termine per la presentazione delle offerte è fissato per il 28.4.2022, mentre i chiarimenti possono essere richiesti fino al 14.4.2022. La procedura sarà gestita dall’ufficio speciale – Centrale Unica di Committenza, e verrà espletata in modalità completamente telematica, mediante la piattaforma telematica di e-procurement della Regione Siciliana, in uso alla C.U.C. e disponibile all’indirizzo web: https://appalti.regione.sicilia.it/PortaleAppalti/it/ppgare_bandi_lista.wp?actionPath=/ExtStr2/do/FrontEnd/Bandi/view.action&currentFrame=7&codice=G00561&_csrf=G87D2W1I1K2NJ1ZCIMZTV02MVEP541V0
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Aumentano del 7,5% i ricorsi al Tar Sicilia, 2.347 nel 2021

PALERMO (ITALPRESS) – Nel corso dell’anno 2019 sono stati depositati 2.835 nuovi ricorsi e ne sono stati definiti 3.187, dei quali 2.094 con sentenza, 300 con sentenza breve, 581 con decreti decisori e 44 con altri provvedimenti; le pendenze sono passate da 9.577 all’1.01.2019 a 9.393 al 31.12.2019 con un decremento pari al -1,7%. Nel corso dell’anno 2020 sono stati depositati 2.185 nuovi ricorsi e ne sono stati definiti 2.892, dei quali 1.994 con sentenza, 319 con sentenza c.d. breve e 579 con decreti decisori; le pendenze sono passate da 9.393 all’1.01.2020 a 8.686 al 31.12.2020 con un decremento pari a circa il -7,5%. Sono i numeri forniti nella relazione del presidente del Tar Salvatore Veneziano illustrati questa mattina nel corso della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario che ha ripreso dopo lo stop di due anni imposto dalla pandemia. “Significativi appaiono i dati relativi al calo dei nuovi ricorsi nell’anno 2020 rispetto a quelli dell’anno 2019 – all’evidenza imputabile all’emergenza sanitaria, economica e sociale – e quelli relativi al numero dei ricorsi definiti per ciascuno dei due anni comunque superiore all’ introito dei nuovi – ed al conseguente calo delle pendenze pur a fronte di un significativo sottodimensionamento
dell’organico dei Magistrati e del Personale di segreteria e amministrativo. Nel corso dell’anno 2021 sono stati depositati 2.347 nuovi ricorsi, in lieve aumento (+162 ricorsi, pari a circa +7,59%) rispetto al totale dei depositi dell’anno precedente. Da un esame per materie dei nuovi ricorsi si evidenziano significative flessioni nelle materie dell’attività regionale (-39), del pubblico impiego (-35) e degli stranieri (-31), oltre a quelle nelle materie delle autorizzazioni e concessioni (-27%) e della sicurezza pubblica (-23) e minori flessioni in altre materie, ampiamente bilanciate da un incremento dei nuovi ricorsi nelle materie dell’esecuzione del giudicato (+211), dell’edilizia e urbanistica (+43), delle Forze armate (compresi Carabinieri e Guardia di Finanza) (+43), degli appalti (+32), dell’accesso (+23), oltre a minori aumenti in altre materie.
Nel corso dell’anno 2021, inoltre, sono stati definiti 3.438 ricorsi; da tale dato – tenuto conto della pendenza all’1.01.2021 (8.686 ricorsi) e del nuovo introito (2.347 ricorsi) – deriva una pendenza al 31.12.2021 di 7.595 ricorsi, con una differenza rispetto alla pendenza al 31 dicembre dell’anno precedente di
1.091 ricorsi, pari a circa il -12,5%; sono state tenute,
dalle tre Sezioni interne, complessivamente n. 65 camere di consiglio e n. 68 udienza pubbliche delle quali 6 straordinarie per smaltimento arretrato sono state pubblicate 2751 sentenze, delle quali 361 sentenze brevi (pari ad oltre il 13%); 759 decreti decisori; 685 ordinanze cautelari e 150 decreti cautelari
monocratici; 931 ordinanze collegiali; 398 ordinanze presidenziali. “Per quanto attiene al numero di nuovi ricorsi depositati, si tratta di un dato in aumento rispetto a quello dell’anno precedente (+7,5% circa) ma privo di autonoma significatività”, si legge nella relazione di Veneziano, “in quanto pesantemente influenzato dall’ingente decremento registrato nel 2020 a causa del lungo periodo di lockdown ed ancora inferiore al numero dei nuovi depositi del 2019; per quanto attiene alla tipologia del nuovo contenzioso, non può non rilevarsi il calo dei ricorsi in materie che possono denotare lo svolgimento di attività amministrative qualificate quali le autorizzazioni e concessioni e l’attività regionale in generale – probabilmente a causa della stasi conseguente alla pandemia, mentre stupisce il calo dei ricorsi nella materia del pubblico impiego privatizzato che invece, quanto meno nel settore della sanità, avrebbe dovuto registrare qualche segno di vitalità”.
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