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Ospedale Giglio di Cefalù, stabilizzati 21 infermieri

CEFALU’ (PALERMO) (ITALPRESS) – Sono stati stabilizzati dalla Fondazione Giglio di Cefalù 21 giovani infermieri in servizio da oltre 6 mesi in vari reparti dell’ospedale.
I contratti a tempo indeterminato sono stati firmati, stamani, con il presidente Giovanni Albano alla presenza del direttore amministrativo Gianluca Galati, al responsabile dell’area risorse umane Salvatore Greco e alla responsabile del servizio infermieristico Stefania Vara.
“Sono tutte risorse che hanno dimostrato in questi mesi di attività – ha detto Albano – ottime capacità professionali e che abbiamo ritenuto di stabilizzare per consolidare la loro presenza all’interno della nostra organizzazione e per dare a questi giovani infermieri la possibilità di costruirsi il futuro”.
Gli infermieri stabilizzati provengono da diversi centri della Sicilia ed hanno una media di età tra i 25 e i 32 anni. Al Giglio hanno prestato servizio in cardiologia, riabilitazione e risveglio, endoscopia digestiva, terapia intensiva e pronto soccorso.
(ITALPRESS).

Musumeci “1.2 mld per opere idriche, strade e ferrovie in Sicilia”

CATANIA (ITALPRESS) – Strade e autostrade, ferrovie, dighe, reti di distribuzione idrica. Ammontano a oltre 1,2 miliardi di euro le risorse del Fondo sviluppo e coesione 2021-2027 che saranno anticipate alla Regione Siciliana per finanziare opere infrastrutturali immediatamente cantierabili nell’Isola. Lo stanziamento comprende anche 311 milioni di risorse per il settore idrico, ottenuti dal governo regionale grazie a un grande lavoro di progettazione e coordinamento anche con gli enti locali.
Il governatore Nello Musumeci, con gli assessori alle Infrastrutture Marco Falcone e all’Acqua e rifiuti Daniela Baglieri, questa mattina al PalaRegione di Catania ha fatto il punto sugli interventi approvati dal ministero del Sud e finanziati dal Fsc, così come recentemente deliberato dal Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile. Presenti anche i vertici del Consorzio per le autostrade siciliane: il presidente Ristuccia, i consiglieri Sterrantino e Guttadauria e il direttore generale Minaldi.
«Grazie all’azione sinergica fra il governo regionale e l’esecutivo nazionale – ha sottolineato il presidente Musumeci – abbiamo raggiunto un risultato importante. Abbiamo ripreso, portato a termine e ottenuto il finanziamento di progetti per opere strategiche fondamentali per il futuro della Sicilia. L’impegno ci ha premiato e ringrazio per la sensibilità dimostrata il ministro per il Sud, Mara Carfagna, perchè questa terra ha bisogno di infrastrutture per avviare una stagione di crescita e di sviluppo. Per quelle stradali avremo a disposizione oltre 493 milioni. Somme destinate principalmente alle autostrade gestite o realizzate dal nostro Cas, che ha adesso l’onere di portare l’arteria sino a Gela. Dopo essere arrivati a Ispica e presto a Modica, questo è un obiettivo importante per tutto il territorio, fondamentale anche per l’aeroporto di Comiso. Per le ferrovie è in elenco un solo grande investimento da 408 milioni sulla direttrice Catania-Palermo, opera prevista dalla legge Obiettivo di 22 anni fa e mai portata avanti: con noi si sta accelerando con decisione, d’intesa con Rfi. Nel settore idrico – aggiunge il governatore – interverremo sulle dighe: in 18 delle 25 esistenti non sono mai stati fatti i collaudi e perciò non vengono del tutto sfruttate. Procederemo a ripristinarne la capienza e il consolidamento. Altri interventi riguardano le reti di distribuzione. Infine, abbiamo avviato la gara per avere al nostro fianco una società di progettazione che possa ovviare alle carenze di organico del personale interno all’Amministrazione».
«In favore del Cas – spiega l’assessore Falcone – abbiamo ottenuto il più importante finanziamento dell’ultimo decennio che ci consentirà di compiere i lavori, attesi da lungo tempo, per ammodernare e rendere più sicura la nostra rete autostradale. In questi quattro anni il governo Musumeci ha riavviato i cantieri dell’autostrada del Sud-Est, portando l’opera per la prima volta in provincia di Ragusa e oggi, dopo un impegno totalizzante sulla progettazione, otteniamo i fondi per realizzare il nuovo tratto fra Modica e Scicli. Di pari importanza le opere di riqualificazione e messa in sicurezza della tratta Giarre-Catania sulla A18, della tangenziale di Messina e delle nuove barriere sulla A20, così come il recupero e l’automatizzazione di tutti i caselli, da anni nel degrado, su A18 e A20 e la messa in sicurezza di ben tre gallerie fra cui quella di Taormina. La Regione – conclude l’assessore – ha avviato il riscatto infrastrutturale della Sicilia partendo dalla manutenzione dell’esistente e dalla costruzione di opere che tutti ormai davano per perdute».
«Questo robusto finanziamento di 311 milioni per le opere idriche – afferma l’assessore Baglieri – è una prima tranche di somme che speriamo di incrementare con le altre fonti di finanziamento, per esempio con il Pnrr. Abbiamo previsto interventi su 17 dighe, tra le quali Sciaguana. Gli uffici regionali hanno lavorato con grande celerità per riuscire a rispettare le tempistiche e i requisiti richiesti dal ministero. Una quarantina di interventi riguarda le Ati e la progettazione è stata portata avanti in grande sinergia con i Comuni».
Il complesso delle opere finanziate nei diversi settori consta di 88 interventi, di cui 67 interessano le reti idriche di adduzione (pozzi, dighe, serbatoi, acquedotti) e le strade (riqualificazione e messa in sicurezza strade), mentre 21 progetti riguardano infrastrutture viarie per il miglioramento e la messa in sicurezza delle vie di collegamento nell’intera regione. Di questi l’87 per cento sono pronte a partire subito e il restante 13 per cento, per un importo di 151 milioni di euro, sarà deliberato dal Cipess al completamento delle procedure informatiche, che comunque avverrà entro il mese di marzo.
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Movida selvaggia in centro a Palermo, arrestati 3 autori di un pestaggio

PALERMO (ITALPRESS) – I Carabinieri della Stazione di Palermo Oreto hanno arrestato tre persone di 22, 25 e 30 anni ritenute gravemente responsabili, secondo l’ipotesi accusatoria, di un violentissimo pestaggio avvenuto nel centro cittadino in piena notte. Una pattuglia di militari, nel corso di un’attività di controllo del territorio, ha sorpreso i tre mentre colpivano un ragazzo, riverso a terra, con calci e pugni ed utilizzando una bottiglia di vetro. L’intervento dei Carabinieri ha consentito di trarre in arresto, in flagranza di reato, uno degli aggressori e di mettere in fuga gli altri due, scongiurando così più gravi conseguenze per la giovane vittima.
Le successive indagini, coordinate dalla Procura di Palermo, hanno consentito ai Carabinieri di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli altri due complici che si erano dati alla fuga.
Il gip, su richiesta della locale Procura, ha emesso a loro carico un provvedimento cautelare al quale i militari hanno poi dato esecuzione, sottoponendo entrambi agli arresti domiciliari con la misura del braccialetto elettronico. Analoga misura cautelare è stata applicata, in occasione della convalida dell’arresto, nei confronti del giovane bloccato nell’immediatezza dei fatti.
La vittima, trasportata in ospedale in seguito all’aggressione, aveva riportato 12 giorni di prognosi.
(ITALPRESS).

Covid, in Sicilia 4.468 nuovi casi e 10 decessi

PALERMO (ITALPRESS) – Sono 4.468 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia (ieri 5.504), a fronte di 29.596 tamponi effettuati, su un totale di 10.567.659 da inizio emergenza. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 10 decessi (ieri 36) che portano il totale delle vittime, sull’isola, a 9.263 E’ quanto si legge nel bollettino di oggi del Ministero della Salute e della Protezione Civile. Il numero degli attualmente positivi in Sicilia è di 247.522 (-937) mentre le persone ricoverate con sintomi sono 1.179, di cui 100 in Terapia intensiva. In isolamento domiciliare ci sono 246.243 pazienti. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza ad oggi sono 494.087 (+5.530).
Questi i nuovi casi suddivisi per provincia: Palermo 1070, Catania 926, Messina 705, Siracusa 543, Ragusa 287, Trapani 377, Agrigento 253, Caltanissetta 213 e Enna 229.
La Regione Siciliana comunica che sul numero complessivo dei casi confermati comunicati in data odierna, 135 sono relativi a giorni precedenti al 17/02/22 e che i decessi riportati in data odierna si riferiscono ai seguenti giorni: uno il 19/02/2022; 4 il 18/02/2022; uno il 17/02/2022; uno il 16/02/2022; uno il 14/02/2022; uno il 15/01/2022; uno il 7/01/2022.
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Pasqualino Monti “Io, il figlio del capitano ora cambio faccia ai porti”

PALERMO (ITALPRESS) – “Papà era capitano di lungo corso, da piccolo mi portava con lui sulla pilotina al porto di Civitavecchia. Salivamo sulla plancia di comando delle grandi navi che lui era chiamato a guidare fino al porto.
Seguivo affascinato le manovre, gli ordini impartiti da mio padre, il lavoro di squadra che si svolgeva lì sopra. E poi c’era il mare che io ho sempre amato”. Lo ha detto, in un’intervista a Repubblica Palermo, Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità portuale del mare della Sicilia Occidentale. “Fu il ministro Altero Matteoli – racconta – a chiamarmi. Gli devo tantissimo, per lui fu una scommessa. Fui il più giovane presidente di un’Autorità portuale nel mondo. E a 39 anni diventai anche presidente di Assoporti, l’associazione dei porti italiani. Ho ricevuto l’International Business Award della Niaf a Washington, ho partecipato alla stesura della legge di riorganizzazione del sistema portuale italiano. Ho anche scritto il libro “Il mare controvento” pubblicato da Mondadori e poi il ministro Graziano Delrio, un’altra persona a cui devo molto, mi ha nominato qui a Palermo”. Nel porto di Palermo è riuscito a far venire Msc e Costa e ha convinto Fincantieri a investire? “Non ho convinto nessuno. Il segreto è evitare cattedrali nel deserto ma legare le opere al mercato. Abbiamo creato le condizioni per attrarre e trattenere imprese…”.
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In Sicilia 5.504 casi Covid, tra 36 vittime anche dati gennaio

ROMA (ITALPRESS) – Sono 5.504 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia (ieri 5.594), a fronte di 37.623 tamponi effettuati, su un totale di 10.538.063 da inizio emergenza. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 36 decessi (ieri 32) che portano il totale delle vittime, sull’isola, a 9.253. E’ quanto si legge nel bollettino di oggi del Ministero della Salute e della Protezione Civile. Il numero degli attualmente positivi in Sicilia è di 248.459 (-1637) mentre le persone ricoverate con sintomi sono 1.189, di cui 99 in Terapia intensiva. In isolamento domiciliare ci sono 247.171 pazienti. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza ad oggi sono 488.557 (+7.257). Questi i nuovi casi suddivisi per provincia: Palermo 1144, Catania 1196, Messina 1175, Siracusa 623, Ragusa 419, Trapani 345, Agrigento 358, Caltanissetta 304 e Enna 92. La Regione Siciliana ha comunicato che i decessi riportati oggi sono avvenuti: cinque il 20 gennaio, 14 il 19 gennaio, due il 18 gennaio, tre il 13 gennaio e due il 9 gennaio.
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Concorso Arpa Sicilia annullato, scatta maxi ricorso Tar partecipanti

PALERMO (ITALPRESS) – Presentato al Tar il maxi ricorso contro l’annullamento del concorso indetto da Arpa Sicilia. La Fials tramite l’avvocato Francesco Russo Bavisotto ha chiesto, assieme a 82 concorrenti, di revocare il provvedimento con il quale era stata annullata la procedura per reclutare 57 dipendenti indispensabili, a dire dell’Azienda, per garantire le attività istituzionali di Arpa. Una selezione che aveva visto la partecipazione di circa 14 mila persone in cerca di un posto di lavoro dopo anni di pandemia. I ricorrenti fanno istanza di sospensione cautelare ritenendo “sussistente il fumus boni juris del ricorso e il pericolo di pregiudizio irreparabile, sia sotto il profilo del rischio di perdita definitiva della possibilità di assunzione concretizzatasi per i ricorrenti, che sotto il profilo della persistente lesione dell’interesse pubblico all’espletamento del concorso”. L’annullamento – spiega Enzo Munafò, segretario provinciale della Fials – rappresenta un grave danno per l’Arpa e i suoi dipendenti, che da tempo si trovano in gravi difficoltà organizzative e nella impossibilità di garantire servizi essenziali indispensabili alla tutela e al controllo dell’ambiente”. “E’ inconcepibile quanto avvenuto, l’amministrazione non è in grado di portare avanti una procedura di selezione concorsuale, creando con la revoca un doppio danno, in primis ai dipendenti che attendono ancora rinforzi e che oltre al lavoro straordinario, vengono chiamati ad effettuare “progetti obiettivo mirati”, per garantire “servizi essenziali istituzionali”, e in secundum negando ai tantissimi candidati una possibilità di trovare occupazione”. L’azienda, per giustificare il provvedimento di annullamento, aveva sostenuto che dalla preselezione bisognava esonerare i dipendenti interni, ritenendoli già ammessi al concorso. Secondo la Fials però “il provvedimento di annullamento appare illegittimo e contrario ai principi dell’interesse pubblico, alla copertura dei posti vacanti”. Nel caso di revoca anche parziale del concorso, i ricorrenti chiedono di “condannare l’Arpa Sicilia al risarcimento del danno loro subito e indennizzo nei confronti dei candidati ricorrenti “revocati” o non ammessi, per le spese ed i disagi vanamente subiti e per la lesione dell’aspettativa che gli stessi avevano posto sul concorso, attesa la colpevole alternanza di provvedimenti contrastanti emessi dall’amministrazione durante la procedura, che ne hanno determinato il fallimento”. No comment da parte del direttore generale di Arpa Sicilia Vincenzo infantino che – interpellato telefonicamente dall’Italpress – ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione.
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Sette migranti morti per ipotermia, arrestato presunto scafista

AGRIGENTO (ITALPRESS) – Gli agenti della polizia di Stato hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di un cittadino egiziano ritenuto responsabile di “gravi delitti” in tema d’immigrazione clandestina. Il provvedimento è stato disposto dalla Procura di Agrigento e firmato dai pm Gloria Andreoli e Paola Vetro. Il fermato sarebbe il presunto scafista dell’imbarcazione che il 25 gennaio scorso ha trasportato nel territorio italiano 287 cittadini extracomunitari irregolari, prevalentemente di origine bengalese, conducendoli dalle coste libiche verso le acque territoriali italiane. La traversata, effettuata a bordo di un sovraffollato barcone di circa 16 metri aveva esposto i migranti a grave pericolo di vita, tant’è che sette bengalesi, a causa delle disumane condizioni di viaggio, avevano perso la vita per ipotermia.
Al fermato è stato quindi contestato anche il reato di morte come conseguenza di altro delitto; le vittime erano state identificate grazie ad un eccezionale lavoro sinergico tra la Squadra Mobile ed il Consolato bengalese.
Le risultanze investigative sono state trasmesse alla Procura di Agrigento, diretta da Luigi Patronaggio, che ritenendo assolutamente robusto il quadro indiziario raccolto attraverso le testimonianze dei migranti superstiti, ha emesso il provvedimento di fermo nei confronti dell’indagato, un 38enne nei cui confronti era stata già emessa una condanna definitiva, per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, commesso nel settembre del 2011 a Pozzallo.
Contestualmente, i poliziotti della Squadra Mobile hanno eseguito due ordini di carcerazione nei confronti di altrettanti cittadini tunisini, giunti irregolarmente nel territorio dello Stato, il primo condannato per i reati di violenza sessuale, atti persecutori, minacce; l’altro per falso contro la fede pubblica.
Dopo le formalità di rito, gli indagati sono stati condotti in carcere ad Agrigento. Il fermato è stato posto a disposizione dell’autorità giudiziaria per la convalida e per l’accertamento delle eventuali responsabilità penali, i condannati per l’espiazione della pena definitiva.
(ITALPRESS).