PALERMO (ITALPRESS) – I Comuni di Agira, Leonforte e Valguarnera, in provincia di Enna, saranno in “zona arancione” da domenica 20 febbraio a giovedì 3 marzo. Lo prevede un’ordinanza firmata dal presidente della Regione Nello Musumeci, su proposta del dipartimento regionale Asoe, per contenere i contagi da Coronavirus nei territori coinvolti.
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Covid, tre comuni dell’ennese in “zona arancione” fino al 3 marzo
In Sicilia 5.594 nuovi casi di Covid e 34 decessi
PALERMO (ITALPRESS) – In aumento i casi Covid in Sicilia. Dai 5.286 di ieri, il bollettino del Ministero della Salute ne registra oggi 5.594 con 35.259 tamponi processati, determinando così un tasso di positività del 15,8%. Lieve decremento dei decessi, 34 (-2). I guariti sono 6.845, gli attuali positivi scendono di 1.179 a 250.096. Il numero dei pazienti ricoverati nei reparti ordinari è pari a 1.200 (-39), 97 (-7) sono ricoverati nelle terapie intensive con 2 nuovi ingressi. In isolamento si trovano in 248.779 .
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Green pass, a Palermo uno sportello per studenti universitari stranieri
TRAPANI (ITALPRESS) – Servirà a semplificare e velocizzare le procedure di accesso all’attestazione digitale necessaria per fruire di trasporti pubblici, impianti sportivi, luoghi della cultura e molto altro. Procedure spesso non agevoli per chi proviene da altri Stati e ha ricevuto somministrazioni di dosi di vaccino nel proprio Paese di origine. Tra questi, molti sono studenti Erasmus, in città per completare il proprio ciclo di formazione e che, senza usufruire del green pass, sarebbero tagliati fuori da una lunga serie di attività. Su input dell’Ateneo e di associazioni di volontariato come l’Erasmus Student Network, la struttura commissariale di Palermo, coordinata dal commissario Covid Renato Costa, ha predisposto un’apposita postazione del proprio ufficio back office, al padiglione 20 della Fiera del Mediterraneo, con un impiegato addetto alla gestione di questo tipo di pratiche dette di “equipollenza”, per riconoscere la validità dei certificati vaccinali stranieri e poter rilasciare la certificazione verde.
“Era un servizio che offrivamo già – spiega il commissario Covid di Palermo, Renato Costa – ma adesso garantiamo una corsia dedicata agli studenti, perchè ci rendiamo conto della loro urgenza nello sbrigare queste pratiche, data la loro permanenza temporanea in Italia. Per loro, inoltre, trovandosi in un Paese straniero e senza conoscere la lingua, la burocrazia della pandemia rischia di essere ancora più complicata. Per questo, in stretta collaborazione con l’Università, preziosa nel segnalare ai ragazzi questo servizio, vogliamo tendere loro una mano”.
“Uno sportello dedicato al supporto diretto nelle pratiche burocratiche necessarie per ottenere il Green pass è un servizio utile ed importante per gli studenti stranieri – dichiara il Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Massimo Midiri – Aggiungiamo un ulteriore tassello alla costruzione, in sinergia con le altre istituzioni, di un’ospitalità su tutti i fronti per gli studenti stranieri che scelgono UniPa e la nostra città e che sanno di potere contare sul nostro sostegno per le loro differenti esigenze. Ringrazio sentitamente il commissario all’emergenza Covid di Palermo, Renato Costa, per questa significativa collaborazione”.
Gli studenti stranieri potranno rivolgersi all’ufficio sia online sia in presenza. Basterà inviare una mail all’indirizzo [email protected] o presentarsi allo sportello, aperto ogni giorno, dal lunedì alla domenica, dalle 9 alle 19. Bisogna portare allo sportello o allegare alla richiesta via email un documento di identità, il certificato di avvenuta vaccinazione, il modulo di richiesta e di dichiarazione sostitutiva scaricabili dalla piattaforma telematica della struttura commissariale, https://fiera.asppalermo.org/site/greenpass-index.
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Covid, a Monreale vaccini a suon di musica
MONREALE (PALERMO) (ITALPRESS) – Vaccini a suon di musica nella Chiesa di San Gaetano, a Monreale. L’iniziativa rientra nella campagna itinerante promossa dall’ufficio del commissario Covid di Palermo, Renato Costa. L’Amministrazione comunale ha anche provveduto a posizionare un pianoforte all’interno della chiesa per allietare l’attesa dei cittadini. A dirigere i giovani musicisti, il maestro Giovanni Vaglica, direttore artistico della doppia giornata di vaccinazione in musica. L’iniziativa andrà avanti anche domani.
Soddisfazione per la riuscita dell’evento è stata espressa dal sindaco Alberto Arcidiacono, che si è complimentato con tutti i musicisti e con il direttore artistico per avere reso ancora più bello e più sereno un momento particolare che come la vaccinazione. Tra i presenti, il presidente del Consiglio comunale Marco Intravaia, che ha dichiarato: “Fin dall’inizio questa amministrazione ha creduto nei vaccini come unica via d’uscita dalla pandemia. Oggi e domani, la musica, simbolo di speranza, accompagnerà questa importante tappa verso il ritorno alla normalità”.
“Non potevamo far mancare il nostro sostegno a questa iniziativa che ci ha visti collaborare fin da subito con il Comune di Monreale per coinvolgere quanti più cittadini possibili, in nome della salute collettiva – ha detto il commissario Covid di Palermo, Renato Costa, presente, alla chiesa di San Gaetano -. Ci è sembrato di tornare a quando abbiamo vaccinato i poveri davanti agli splendidi quadri custoditi dalla Fondazione Sicilia a Villa Zito o nelle sale senza tempo del museo archeologico Salinas. Quando il vaccino fa coppia con la bellezza, diventa più attraente anche per i cittadini, che raccolgono ancor più volentieri l’invito a proteggersi. La musica, oggi, ha reso tutto ancora più speciale”.
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Studenti in piazza a Palermo, occupato Provveditorato
PALERMO (ITALPRESS) – Studenti in piazza anche a Palermo per protestare contro l’alternanza scuola-lavoro. Un corteo è partito da Piazza Verdi e, dopo avere attraversato il centro cittadino, si è diretto in piazza Indipendenza, davanti alla sede della Regione siciliana. Gli studenti hanno richiesto di incontrare l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione, Roberto Lagalla.
Stamane, intorno alle 9, un gruppo di studenti, sotto la bandiera di Antudo, ha fatto accesso ai locali del Provveditorato degli Studi, esponendo uno striscione con scritto: “Le nostre vite valgono più del vostro profitto. Basta alternanza scuola-lavoro”. I giovani hanno occupato simbolicamente l’edificio. Insieme a loro anche alcuni lavoratori.
“Studenti e lavoratori – si legge in una nota degli studenti di Antudo – sono stanchi di vivere in un sistema che li vede sacrificabili, ingranaggi di un meccanismo che produce precarietà e sfruttamento. Per queste ragioni invitano tutti e tutte a partecipare alle mobilitazioni che si daranno a livello nazionale, per dare una risposta netta alle ingiustizie e ai ricatti sia a scuola che a lavoro”.
“Abbiamo ascoltato le preoccupazioni dei ragazzi in tema di sicurezza nelle scuole e nelle attività connesse all’alternanza scuola-lavoro (Pcto), ma anche riguardo alle prove scritte per i prossimi esami di maturità, in un periodo segnato da una pandemia che inevitabilmente ha compromesso le opportunità educative. Abbiamo preso l’impegno, come governo Musumeci, di raccordarci con le istituzioni nazionali e locali competenti. Ci faremo, infatti, tramite delle istanze degli studenti siciliani che produrranno un documento dettagliato, da trasmettere al Ministero dell’Istruzione e alla Conferenza Stato-Regioni, come contributo della Sicilia al processo di revisione in corso delle regole che riguardano i percorsi Pcto”, ha dichiarato l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, Roberto Lagalla, che ha incontrato a Palazzo Orleans, a Palermo, una delegazione di studenti medi, impegnati in un corteo in città per manifestare contro i rischi connessi all’impegno degli studenti nei luoghi di lavoro dove vengono svolti stage e attività dei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento.
L’assessore ha ribadito la necessità di non demonizzare il concetto di alternanza scuola-lavoro, che è invece molto utile a una formazione completa e condivisa in tutti i Paesi europei.
“Certamente – ha sottolineato Lagalla – oggi c’è bisogno di una revisione, che deve partire da alcune condizioni fondamentali: sicurezza e regole precise da fissare a livello nazionale per assicurare responsabilità e coerenza col profilo di studi”.
Aspetti che l’assessore regionale discuterà anche con l’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia.
“Dal dialogo con i ragazzi è venuto un incitamento a migliorare le condizioni di vivibilità della scuola – ha aggiunto l’assessore -. Abbiamo rappresentato ciò che il governo Musumeci ha fatto in questi anni in materia di sicurezza ed edilizia scolastica e continuerà a fare in questo scorcio di legislatura. Si è trattato di una protesta educata, civile, che va rispettata, perché l’ascolto dei giovani e degli studenti è fondamentale anche per orientare e costruire una buona azione politica”.
L’indeducibilità dei costi da reato in un seminario Uncat
PALERMO (ITALPRESS) – Martedì 22 febbraio, alle ore 17, in video conferenza sulla piattaforma zoom, si terrà il Seminario organizzato della Camera degli Avvocati Tributaristi di Palermo con il patrocinio dell’Uncat sul tema “Indeducibilità dei costi da reato”.
Dopo gli indirizzi di saluto di Angelo Cuva, presidente della Cat Palermo e docente di Diritto Tributario Unipa, Antonio Balsamo, presidente del Tribunale di Palermo, Antonio Damascelli, presidente Uncat e Antonello Armetta, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo, interverranno: Gastone Andreazza, presidente di Sezione Corte di Cassazione Sez. Penale, Roberto Succio, Consigliere Corte di Cassazione Sez. Tributaria, Renato Grillo, già Consigliere della Corte di Cassazione e Paolo Maria Gemelli, Avvocato penalista. Introduce Francesca Romana De vita, Componente della Commissione di Diritto penale tributario della Cat Palermo, modera Daniele Giacalone, Coordinatore Commissione di Diritto penale tributario della Cat Palermo. Il webinar è valido ai fini della formazione continua degli Avvocati e dei Dottori commercialisti ed Esperti contabili.
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In Sicilia 5.286 nuovi casi di Covid e 36 decessi
PALERMO (ITALPRESS) – Sono 5.286 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia (ieri 6.766), a fronte di 33.074 tamponi effettuati, su un totale di 10.465.181 da inizio emergenza. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 36 decessi (ieri 34) che portano il totale delle vittime, sull’isola, a 9.185. E’ quanto si legge nel bollettino di oggi del Ministero della Salute e della Protezione Civile. Il numero degli attualmente positivi in Sicilia è di 251.275 (-2.175) mentre le persone ricoverate con sintomi sono 1.239, di cui 104 in Terapia intensiva. In isolamento domiciliare ci sono 249.932 pazienti. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza ad oggi sono 474.455 (+7.632).
Questi i nuovi casi suddivisi per provincia: Palermo 1258, Catania 1327, Messina 559, Siracusa 761, Ragusa 389, Trapani 335, Agrigento 424, Caltanissetta 323 e Enna 117.
La Regione Sicilia comunica che 207 casi confermati, comunicati in data odierna, sono relativi a giorni precedenti al 13/02/22 (di cui diciotto del 11/02/22, tredici del 12/02/22, quattordici del 13/02/22). I decessi riportati oggi sono avvenuti: tredici il 16/02/2022 – quindici il 15/02/2022 – due il 14/02/2022 – uno il 12/02/2022 – uno il 11/02/2022 – uno il 09/02/2022 – uno il 10/01/2022 – uno il 08/01/2022 – uno il 03/01/2022.
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Due termoutilizzatori per la Sicilia, Musumeci “Stop schiavitù rifiuti”
PALERMO (ITALPRESS) – “Ci avviamo sulla giusta strada per liberare la Sicilia dalla schiavitù delle discariche che spesso è resa più pesante dalla contiguità con ambienti mafiosi o spregiudicati”. Con queste parole, il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, rilancia il tema della costruzione di due termovalorizzatori per risolvere il problema annoso dei rifiuti e delle discariche ormai al collasso. La salvaguardia dell’ambiente, che non può più sostenere l’esistenza di 511 impianti di smaltimento, si intreccia con una volontà politica chiara del Governo regionale, che accelera sui termoutilizzatori facendo il punto della situazione in una conferenza stampa indetta a Palazzo d’Orleans a Palermo, nella quale sono stati forniti alcuni dati e le cifre legate al progetto della costruzione di due utilizzatori sul territorio siciliano, uno per coprire la zona occidentale e l’altro per la parte orientale dell’isola. A questo proposito, sono sette le proposte pervenute in seguito all’avviso lanciato dalla Regione a giugno 2021, con scadenza prorogata a dicembre scorso. Ancora ignote le società coinvolte e i siti nei quali verrebbero realizzati i due utilizzatori che saranno eventualmente considerati vincitori dal nucleo di valutazione, ancora impegnato a esaminare le proposte e che entro inizio marzo, rendendo note le proprie valutazioni, darà il via all’iter che richiede in media tempistiche pari a tre anni.
“Abbiamo aperto con questa procedura un capitolo nuovo nella stagione della politica dei rifiuti in Sicilia, avevamo detto sin dall’inizio che nei confronti dei termovalorizzatori o utilizzatori non avevamo particolari simpatie nè particolari antipatie – ha esordito il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci – Portiamo ancora troppa spazzatura negli impianti esistenti, che avevano raggiunto il numero di 511, un’enormità. C’è una parte indifferenziabile che può andare solo in discarica, ma noi non vogliamo farla andare in discarica, vogliamo farla diventare cenere. Ecco a cosa servono i termovalorizzatori: distruggono l’indifferenziata e producono energia. Si rende indispensabile ricorrere a due termoutilizzatori, previsti nel piano dei rifiuti che questo governo ha varato un anno dopo il suo insediamento”. A questo proposito, la Regione valuterà le le proposte per poi procedere all’affidamento in concessione di progettazione, costruzione e gestione. I termovalorizzatori lavoreranno rifiuti non pericolosi e ne sorgeranno due, uno per la Sicilia occidentale e l’altro nella Sicilia orientale.
“Altrove la spazzatura è una risorsa, da noi è sempre stata un problema – ha aggiunto il governatore siciliano – Con questa iniziativa noi abbiamo stimolato il mercato nella considerazione che la spazzatura se ben utilizzata diventa una risorsa”. Uno sguardo ai numeri: i costi che la società vincitrice dovrebbe sostenere vanno da 263 milioni a 570 milioni in base al tipo di progetto e alla tecnologia utilizzata. Quasi tutti gli impianti oggetto di proposta hanno la stessa capacità annua di conferimento dei rifiuti, che oscilla da 400 mila tonnellate a 450 mila annue. La tecnologia proposta per gli utilizzatori comprende la combustione di incenerimento a griglia, Ricordando che per legge la Regione non può realizzare termovalorizzatori e che gli impianti sono compito delle Srr e quindi dei Comuni, Musumeci è poi sceso ulteriormente nei dettagli dell’operazione: “Non ci siamo sostituiti ai Comuni e non abbiamo imposto nulla. I Comuni hanno detto ‘non c’è alcuna opposizione, occupateneve voì. Credo che abbiano tutto l’interesse a vedere realizzati i termovalorizzatori. Stiamo procedendo d’intesa, o ci dicono qual è l’alternativa valida al termovalorizzatore o riconosciamo tutti che è una strada obbligata. Il problema dei rifiuti risiede nel fatto che dieci anni fa chi doveva agire non lo ha fatto, e ora ci troviamo 511 discariche. Bisogna correre coi termovalorizzatori, speriamo in una netta inversione di tendenza”.
Presente anche l’assessore all’energia, Daniela Baglieri, che ha sottolineato la spinta di questo Governo per una sostenibilità ambientale sempre più decisa: “Da un modello obsoleto delle discariche, seguendo le normative UE, dobbiamo fare questa transizione del mondo dei rifiuti. Passare dal modello delle discariche a un modello di economia circolare fatta realmente, abbiamo investito più di 350 milioni in impianti di compostaggio anche con tecnologie avanzate. Emerge una gestione chiara nella gestione dei rifiuti. Puntiamo sull’aumento della differenziata, una gestione efficiente del sistema infrastrutturale che avrà degli impatti in termini di Tari, andrà dunque a favore dei cittadini – ha concluso – Ci sono già esperienze di alcuni comuni virtuosi che stanno sperimentando la Tarip, cioè ‘pago per quanti rifiuti producò, la nostra è una visione chiara e moderna”.
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