PALERMO (ITALPRESS) – Aumentano i ricoveri e la pressione nelle aeree di emergenza degli ospedali palermitani dove tornano le code delle ambulanze. Anche ieri i sanitari del 118 sono stati impegnati nel trasporto di decine di pazienti positivi al Covid che necessitano del ricovero. Tanto che molte ambulanze sono state dirottate verso l’ospedale di Partinico. Parecchie ambulanze erano in attesa di sbarellare e tornare in servizio dopo la sanificazione che si rende necessaria per i protocolli anti covid, sulla rampa d’accesso al pronto soccorso dell’ospedale Vincenzo Cervello di Palermo. Così nella notte è stato montato un ospedale da campo con dieci posti letto.
“Siamo nella stessa situazione delle precedenti ondate – dichiarano Domenico Amato Segretario Regionale Confintesa Sanità Sicilia e Mario Manzo Coordinatore Confintesa 118 Sicilia – per tutta la giornata si sono formate lunghe file davanti agli ospedali. Urge la creazione di nuovi posti per i ricoverati. Al Cervello ormai l’ospedale è saturo e al Civico è stato riconvertito un reparto che ancora deve entrare in funzione”.
“A prescindere dalla valutazione clinica del Covid-19 in questi ultimi giorni, quello che è inammissibile è che a due anni dall’inizio di questa pandemia si debba ancora assistere a scene simili, dove a pagare sono il personale sanitario del 118 siciliano ed i pazienti da essi soccorsi; non per ultimo la notizie che nelle farmacie di Palermo v’è scarsa reperibilità di tamponi rapidi, questo assessorato non può non rispondere ai cittadini siciliani ed ai palermitani nello specifico, di questa inspiegabile impreparazione, e poco vale, se non a conferma di quanto da noi asserito, la riconversione di due reparti del Cervello a reparti Covid”, concludono Amato e Manzo.
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Emergenza Covid, ambulanze in coda a Palermo
In Sicilia 7.328 nuovi casi di Covid e 32 decessi
PALERMO (ITALPRESS) – Nuova crescita dei casi di contagio Covid in Sicilia. Dai dati del bollettino del Ministero della Salute, si evince che i nuovi positivi nella regione sono 7.328 (ieri erano stati 6.415) a fronte di 60.862 tamponi processati, determinando un tasso di positività in discesa al 12,04%. Calano i decessi a 32 (-8). I guariti sono 1.120, gli attualmente positivi aumentano di 6.276 unità attestandosi su un numero totale di 67.198. Per quanto riguarda i ricoveri, nei reparti ordinari si trovano 913 pazienti (+20), 115 i ricoverati in terapia intensiva (+1) con 7 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 66.170 persone.
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Marco Betta nuovo sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo
PALERMO (ITALPRESS) – Il Consiglio di Indirizzo della Fondazione Teatro Massimo di Palermo, presieduto dal sindaco Leoluca Orlando, ha designato all’unanimità il compositore Marco Betta quale sovrintendente della Fondazione, dopo che Francesco Giambrone ha assunto l’incarico al Teatro dell’Opera di Roma.
“Nell’accettare le dimissioni del sovrintendente Francesco Giambrone che andrà a dirigere il Teatro dell’Opera di Roma gli ho espresso apprezzamento per avere condiviso e accompagnato il cammino di risveglio artistico e culturale della città – dichiara il presidente del Consiglio di Indirizzo e sindaco di Palermo Leoluca Orlando -. L’esperienza del Teatro Massimo è stata un esempio di educazione alla bellezza e di sintesi tra etica ed estetica. Palermo è città dei diritti, da questo punto di vista il diritto all’arte e il diritto alla cultura è stato vissuto dal Teatro Massimo come un diritto dei cittadini ma anche come un dovere degli amministratori”.
“Ho ringraziato tutti coloro che hanno cooperato a questa attività, in una struttura completa, in un teatro che è diventato uno dei motivi di orgoglio della nostra città – ha aggiunto Orlando -. Ho formulato i miei migliori auguri al sovrintendente Francesco Giambrone e gli ho consegnato con profonda gratitudine e ammirazione la medaglia ufficiale della Città di Palermo. Esprimo i miei migliori auguri di buon lavoro al nuovo sovrintendente Marco Betta che guiderà il Teatro in piena continuità di impegno professionale e sensibilità artistica”.
“Sono veramente grato al sindaco, al Consiglio di indirizzo, al Collegio dei revisori e a tutte le persone che mi hanno supportato in questi giorni in cui sono stato attraversato da un groviglio di sentimenti e di emozioni – dice Francesco Giambrone – Credo che questo Teatro e tutta la grande squadra delle persone che vi lavorano abbiano fatto un percorso importante in questi anni e che abbiano acquisito nel tempo l’orgoglio di essere una fabbrica di cultura e uno strumento di crescita e sviluppo culturale della comunità. Avere ricevuto oggi la medaglia della città di Palermo dalle mani del sindaco è stato per me un momento di grande commozione per il mio percorso, per l’amore che ho per la città e per questo teatro e per l’amore che ho ricevuto dalla città e dal teatro in tutti questi anni”.
“A Marco Betta, amico da sempre e compagno di viaggio straordinario dentro e fuori il teatro, rivolgo l’augurio più affettuoso di continuare questo percorso e di rilanciare ulteriormente il Teatro Massimo con le sue capacità e le sue competenze”, spiega Giambrone.
“E’ un grande onore continuare il percorso avviato da Francesco Giambrone e potere lavorare nel meraviglioso Teatro Massimo – aggiunge il Maestro Marco Betta, appena designato -. Ringrazio il sindaco e tutto il Consiglio di Indirizzo per la fiducia accordatami”.
Dal 2020 Marco Betta è direttore artistico del Teatro Massimo di Palermo, chiamato da Francesco Giambrone, che gli ha affidato il compito di riprogrammare tutte le attività artistiche nei mesi difficili della prima emergenza Coronavirus. Aveva già ricoperto l’incarico di direttore artistico della Fondazione Teatro Massimo dal 1994 al 2002 (a soli trent’anni), e nel 1997 è stato protagonista della riapertura del Teatro di piazza Verdi, chiuso e in abbandono da 23 anni.
Esordisce come compositore nel 1982. La sua musica viene trasmessa ed eseguita in molti paesi d’Europa, negli Stati Uniti, Canada, ex Unione Sovietica, Argentina e Brasile. In Italia riceve inviti e commissioni da enti e festival come il Teatro alla Scala, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, l’Accademia Chigiana di Siena, l’Arena di Verona, l’Orchestra Sinfonica della RAI, l’Orchestra Regionale della Toscana. Nel 1993 partecipa con “Lux aeterna” al Requiem per le vittime della mafia su invito di Marco Tutino. Tra le sue opere Magaria (2001), la favola per voce recitante e orchestra, in collaborazione con Andrea Camilleri, e brani per orchestra, tra cui Concerto per arpa (1993), Lacrime (2004), Città azzurra (2005); nel 2004 collabora con Placido Domingo che interpreta all’Arena di Verona, in mondovisione, la sua composizione Corone di pietra aria per tenore, coro e orchestra su testo di Daniele Martino. Nel 2005 scrive le musiche di scena per il testo teatrale di Ruggero Cappuccio Paolo Borsellino essendo stato, e l’opera per musica e film Sette storie per lasciare il mondo di Roberto Andò.
Successivamente ha scritto: Almanacco delle morti presunte su testo di Roberto Alajmo e Natura viva, opera in un atto su testo di Ruggero Cappuccio.
Ha composto opere liriche e lavori di teatro musicale, oltre a varie colonne sonore per i film di Roberto Andò Il manoscritto del principe (2000), Viaggio segreto (2006) e Viva la libertà (2013) e per Aldo Moro il presidente (2008) di Gianluca Maria Tavarelli. La sua musica è pubblicata da Casa Ricordi e da Casa Musicale Sonzogno.
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Rimosso il bacino da 19 mila tonnellate al Porto di Palermo
PALERMO (ITALPRESS) – Lo scorso settembre era andato via, in Turchia, il bacino da 50 mila tonnellate, oggi è toccato al fratello minore, quello da 19 mila. Tre ore di manovre e quattro rimorchiatori sono serviti, infatti, per disancorare il bacino – di proprietà della Vulcano Shipyard che lo aveva acquistato dalla Regione siciliana la scorsa primavera – e accompagnarne la partenza alla volta della Turchia. Un’operazione che ha reso il porto di Palermo libero da intralci alla navigazione.
“Abbiamo vinto una battaglia che tutti ritenevano persa in partenza: siamo riusciti a spostare i due bacini, quello da 50 mila tonnellate e quello da 19 mila, che deturpavano lo specchio acqueo del porto di Palermo sin dagli anni ’70”, ha commentato Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale.
“Siamo davvero felici e fieri: quello che è avvenuto oggi è un miracolo, il lavoro più complesso tra i tanti portati a termine finora, la cui gestazione ha richiesto ben quattro anni di impegno. Voglio ringraziare la Regione siciliana che ha collaborato con noi per consentire l’eliminazione di tutta quella inutile ferraglia che invadeva il bacino storico del porto, degradandolo e rendendolo inadeguato a ospitare le navi di ultima generazione, finalmente in grado di riappropriarsi della loro piena capacità di manovra. La soddisfazione è doppia perchè abbiamo ottenuto due risultati che riguardano sia la funzionalità che l’estetica: possiamo finalmente ospitare navi XL, ora nelle condizioni di entrare in porto in tutta sicurezza e, allo stesso tempo, abbiamo recuperato la bellezza dello skyline del nostro scalo. Un grande passo avanti”.
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Musumeci “Altri 4 posti di intensiva all’ospedale di Militello”
PALERMO (ITALPRESS) – Un reparto di terapia intensiva completamente ampliato e rinnovato. La nuova struttura dell’ospedale “Basso-Ragusa” di Militello Val di Catania è stata inaugurata questa mattina dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, accompagnato dal sindaco Giovanni Burtone, dal vescovo di Caltagirone mons. Calogero Peri e dai vertici dell’Asp di Catania, il direttore generale Catania Maurizio Lanza, il direttore amministrativo Giuseppe Di Bella e il direttore sanitario Antonino Rapisarda.
«Stiamo realizzando un progetto che inseguiamo da decenni – ha sottolineato il presidente Musumeci – perchè la rianimazione di questo ospedale rappresenta sin dagli anni Ottanta un punto di riferimento importante per tutto il territorio: abbiamo raddoppiato la capienza, passando da quattro a otto posti, con una dotazione strumentale assolutamente all’avanguardia. Abbiamo già dato incarico alla direzione dell’Asp di procedere all’acquisto di altri strumenti diagnostici che avremo nell’arco di qualche mese. La prossima settimana, inoltre, partiranno anche i lavori per la sala operatoria, che verrà ampliata e dotata di nuove apparecchiature. Infine, rimane lo storico padiglione Astuti, che fu il primo nucleo dell’ospedale aperto nel 1933: diventerà un luogo accogliente non solo per ambulatori, ma anche al servizio del distretto sanitario. Il progetto sarà completato entro la primavera. Diamo così ossigeno a una struttura ospedaliera che, con quella di Caltagirone, potrà soddisfare la domanda che viene dal Calatino e dall’intera provincia etnea»
Gli interventi avviati lo scorso luglio, finanziati dalla Regione per un importo di circa 170mila euro, hanno interessato la sala di terapia intensiva al secondo piano del presidio ospedaliero. In particolare è stata ampliata l’attuale sala degenza e sono stati adeguati tutti i sistemi impiantistici: elettrico, Uta, illuminazione, climatizzazione, gas medicali. Le pareti sono state rivestite con pvc idoneo all’ambiente di cura. Infine, sono stati acquistati nuovi arredi, banconi centrali, monitor multiparametrici e le apparecchiature elettro-medicali necessarie ad allineare il reparto alle previsioni della rete regionale, migliorandone standard di qualità, livelli organizzativi e operativi.
«L’ospedale di Militello – ha aggiunto il direttore generale dell’Asp di Catania Maurizio Lanza – è oggetto di una serie di interventi, come tutti gli ospedali dell’Asp, grazie alla spinta importante che riceviamo dalla Presidenza della Regione e dall’assessorato regionale alla Salute. Quello che abbiamo consegnato oggi ha un eccezionale rapporto tra costi e benefici, perchè con meno di 200 mila euro tra lavori e acquisti di attrezzature, siamo riusciti a dare alla comunità isolana altri quattro posti di rianimazione. Siamo orgogliosi di questo risultato che, insieme alle altre opere che stanno per essere avviate, permette di offrire un servizio ospedaliero migliore alla cittadinanza di questo Comune e di quelli limitrofi».
Alla consegna del nuovo reparto di terapia intensiva erano presenti anche il primario Gigi Morello, il direttore medico del Presidio Giacoma Di Martino, il direttore del dipartimento di Emergenza Giuseppe Rapisarda, il direttore dell’Ufficio tecnico dell’Asp di Catania Francesco Alparone, il progettista, rup e direttore dei lavori Simone Furnari e il dirigente responsabile dell’Uos Acquisti beni Giampaolo Runza.
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Accordo Sicilia-Grecia, torna ad Atene importante fregio del Partenone
PALERMO (ITALPRESS) – E’ un accordo culturale di straordinaria importanza internazionale quello che la Sicilia ha sottoscritto con la Grecia, che prevede il trasferimento ad Atene del frammento di una lastra appartenente al fregio orientale del Partenone, attualmente custodito nel Museo archeologico regionale A. Salinas di Palermo.
Si tratta del cosiddetto “Reperto Fagan”, frammento in marmo pentelico che raffigura il piede o della Dea Peitho o di Artemide (Dea della Caccia) seduta in trono.
Un gesto, voluto dall’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà e condiviso con la Ministra greca della Cultura e dello Sport, Lina Mendoni, che per la cultura ellenica ha un valore fortemente simbolico: la Sicilia, in questo modo fa, infatti, da apripista sul tema del ritorno in Grecia dei reperti del Partenone, dando il proprio contributo determinante al dibattito in corso da tempo a livello mondiale.
L’accordo, nato dalla proficua interlocuzione fra il Governo regionale – con l’assessore Samonà – e il Governo di Atene – con la Ministra Mendoni – è stato siglato dal Museo Archeologico Regionale “A. Salinas” di Palermo e dal Museo dell’Acropoli di Atene, ai sensi dell’articolo 67 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, che consente il trasferimento pluriennale e lo scambio di reperti archeologici tra le due prestigiose istituzioni museali, rispettivamente dirette da Caterina Greco e da Nikolaos Stampolidis.
“Il ritorno ad Atene di questo importante reperto del Partenone – sottolinea l’Assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà – va nella direzione della costruzione di un’Europa della Cultura che affonda le proprie radici nella nostra storia e nella nostra identità: quell’Europa dei popoli che ci vede profondamente uniti alla Grecia, in quanto entrambi portatori di valori antichi e universali. E del resto, le molteplici e pregnanti testimonianze della cultura greca presenti in Sicilia sono la conferma di un legame antico e profondo. Grazie al governo Musumeci, la Sicilia torna al centro di una dimensione mediterranea, in cui il futuro comune passa per il dialogo e le relazioni con i Paesi che si affacciano sul ‘Mare nostrum'”.
“L’accordo di collaborazione con il Museo dell’Acropoli di Atene ci permetterà, inoltre, di porre in essere iniziative culturali comuni di grande spessore e rilevanza internazionale che daranno la giusta visibilità alla nostra Regione”.
“Vorrei esprimere – sottolinea la ministra della Cultura e dello Sport della Repubblica Greca, Lina Mendoni – la mia più profonda gratitudine alla Giunta Regionale Siciliana e al suo Presidente, Nello Musumeci, nonchè all’Assessore Regionale ai Beni Culturali e dell’Identità della Sicilia Alberto Samonà. La collaborazione affinchè il frammento del Fregio Orientale del Partenone, oggi custodito presso il Museo Archeologico Regionale “A. Salinas” di Palermo, possa essere esposto per un lungo periodo presso il Museo dell’Acropoli insieme al proprio naturale contesto, è stata impeccabile e costruttiva. Soprattutto, desidero qui esprimere la mia gratitudine per gli instancabili e sistematici sforzi del Governo Siciliano e dell’Assessore Alberto Samonà per aver intrapreso la procedura verso l’accordo legale ai sensi del Codice dei Beni Culturali della Repubblica Italiana, affinchè questo frammento possa ritornare definitivamente ad Atene”.
“Dal novembre del 2020, quando sono iniziate le discussioni tra di noi, fino ad oggi, – prosegue la ministra Mendoni – l’Assessore Samonà ha sempre dichiarato in ogni modo il suo amore per la Grecia e per la sua Cultura. Nel complesso, l’intenzione e l’aspirazione del Governo Siciliano di rimpatriare definitivamente il Fregio palermitano ad Atene, non fa altro che confermare e rinsaldare ancora di più i legami culturali e di fratellanza di lunga data delle due regioni, nonchè il riconoscimento di fatto di una comune identità mediterranea. In questo contesto, il Ministero della Cultura e dello Sport ellenico inizia con grande piacere la sua collaborazione con il Museo archeologico regionale “A. Salinas” di Palermo, non solo per l’esposizione presso di esso di importanti antichità provenienti dal Museo dell’Acropoli, ma anche per azioni e iniziative generali future. Con questo gesto, il Governo della Sicilia indica la via per il definitivo ritorno delle Sculture del Partenone ad Atene, la città che le ha create”.
“Desidero esprimere la massima soddisfazione – aggiunge Caterina Greco, Direttrice del Museo Archeologico Regionale A. Salinas – per il raggiungimento di un obiettivo che mi ero posta fin dal mio arrivo al museo Salinas, due anni fa. Riportare ad Atene il frammento del fregio del Partenone che solo nel 1893 Walter Amelung riconobbe come un originale attico a torto confuso tra i marmi recuperati dal Fagan durante i suoi scavi a Tindari del 1808 significa, infatti, non soltanto restituire alla Grecia un pezzetto della sua più illustre storia archeologica, ma anche illuminare di nuova luce la vicenda complessa e affascinante del collezionismo ottocentesco che contraddistingue i nostri più antichi musei e di cui la testimonianza della presenza a Palermo della “lastra Fagan” rappresenta un episodio tra i più intriganti”.
“L’approdo del Fregio palermitano presso il Museo dell’Acropoli – sottolinea il direttore del Museo dell’Acropoli di Atene, Nikolaos Stampolidis – risulta estremamente importante soprattutto per il modo in cui il Governo della Regione Siciliana, oggi guidato dal Presidente Nello Musumeci, ha voluto rendere possibile il ricongiungimento del Fregio Fagan con quelli conservati presso il Museo dell’Acropoli. Questo gesto, già di per sè tanto significativo, viene ulteriormente intensificato dalla volontà da parte del Governo Regionale Siciliano, rappresentato dall’Assessore dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà, che ha voluto, all’interno di un rapporto di fratellanza e di comuni radici culturali che uniscono la Sicilia con l’Ellade, intraprendere presso il Ministero della Cultura italiano la procedura intergovernativa di sdemanializzazione del Fregio palermitano, affinchè esso possa rimanere definitivamente, sine die, ad Atene, presso il Museo dell’Acropoli suo luogo naturale. In tal modo sarà la nostra amatissima sorella Sicilia ad aprire la strada e indicare la via per la restituzione alla Grecia anche degli altri Fregi partenonici attualmente custoditi presso altre città europee e soprattutto a Londra al British Museum. Questa volontà, che rappresenta un fulgido esempio di civiltà e fratellanza per tutti i popoli, si sposa anche in un felicissimo ed emblematico connubio culturale con la decisione del 29 Settembre 2021 espressa dall’Unesco nei riguardi del ritorno in Grecia delle sculture che si trovano presso il Museo londinese”.
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In Sicilia 6.415 nuovi casi di Covid e 40 decessi
PALERMO (ITALPRESS) – In crescita, in linea con i dati nazionali, i numeri del contagio in Sicilia. Secondo il bollettino del Ministero della Salute, i nuovi positivi nella regione sono 6.415 (ieri 4.384) a fronte di 59.829 tamponi processati, producendo un tasso di positività in discesa al 10,72%. Nell’isola si registrano 40 decessi (+24). I guariti sono 883, gli attualmente positivi vedono un incremento di 5.542 unità attestandosi su un numero totale di 60.922. Per quanto riguarda i ricoveri, nei reparti ordinari si trovano 893 degenti (+21), 114 i ricoverati in terapia intensiva (+2) con 12 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 59.915 persone.
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Amministrative Palermo, ex rettore Micari: “In campo con il Pd”
PALERMO (ITALPRESS) – “Ho confermato in questi giorni la mia disponibilità ad un impegno concreto con il Partito Democratico per le prossime elezioni amministrative a Palermo. E l’ho fatto perchè sono convinto della necessità di costruire in tempi rapidi un Progetto per Palermo che sappia valorizzare quanto di positivo è stato fatto, affrontare le numerose criticità della nostra Città e proiettarla verso nuovi ed importanti orizzonti. Tutto questo in una logica di squadra, l’unica possibile in circostanze così delicate ed importanti”. Così in un post su Facebook l’ex rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Fabrizio Micari, che ha deciso di scendere in campo per le prossime amministrative.
“La coalizione di Centro-Sinistra che si sta costruendo ha il dovere di proporre un nuovo programma di governo – sottolinea -. Un programma che riaffermi valori che ormai fanno parte del patrimonio genetico della Città: Palermo capitale della Legalità, Palermo Città accogliente ed inclusiva a vocazione internazionale, Palermo capitale della Cultura e Città Universitaria, tema quest’ultimo a me particolarmente caro”.
“Ma anche – aggiunge l’ex rettore -, un programma che prenda atto dei diversi fronti sui quali si manifestano criticità e proponga soluzioni credibili ed attuabili, in quanto sostenibili anche economicamente. Ne cito alcune a tutti evidenti: gestione dei rifiuti, strade, marciapiedi, arredo urbano e parchi, cimiteri, viabilità, mobilità elettrica, ma anche attenzione alle persone diversamente abili, alle fasce più fragili della popolazione e agli ultimi”.
“Occorre puntare – prosegue Micari – alla rigenerazione della capacità amministrativa della Città. Occorre dedicare la massima attenzione a tutti i Quartieri, con una visione unica della Città, dallo Zen alla Bandita. Servono servizi e collegamenti efficaci, anche con un necessario decentramento amministrativo.
Sono obiettivi importanti e concreti, per il cui raggiungimento bisogna agire in sinergica e leale collaborazione istituzionale con il Governo Regionale e Nazionale, ma anche attivando partnership con i privati sugli aspetti in cui la collaborazione risulti utile ed opportuna”. “E’ tempo di agire – conclude Micari -. Unire nella squadra le menti e le risorse più competenti e volenterose, guardare al Futuro Possibile di questa Città”.
(ITALPRESS).













