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Catania, falso allarme autobomba davanti casa di Musumeci

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CATANIA (ITALPRESS) – Carabinieri e polizia indagano dopo un falso allarme bomba scattato questa sera a Catania in seguito al ritrovamento di un’auto rubata davanti all’abitazione del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. Sul posto sono intervenuti gli artificieri dei carabinieri che, per protocollo, hanno ispezionato l’auto, senza trovare alcun ordigno. Indagini sono state avviate da militari dell’Arma e dalla Digos della Questura. Lo scorso settembre un ordigno rudimentale e alcune minacce contro il governatore erano stati trovati sui binari delle ferrovie in territorio di Militello, in prossimità della casa di campagna del presidente Musumeci.
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Crollo Ravanusa, dalla Regione Siciliana un milione per le prime spese

PALERMO (ITALPRESS) – «Così come promesso durante il mio sopralluogo a Ravanusa, il giorno successivo all’esplosione, la Regione sta intervenendo dal punto di vista finanziario per le prime spese emergenziali a favore delle famiglie sfollate, che hanno avuto distrutta la casa. Salgono così a due milioni le risorse destinate dalla Regione al Comune di Ravanusa, se aggiungiamo quello della norma – prima firmataria la deputata ravanusana Giusi Savarino – votata dall’Ars».
Ad annunciare lo stanziamento di un milione di euro il governatore siciliano Nello Musumeci, che ha disposto con il capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina di trasferire con urgenza le risorse al Comune dell’Agrigentino dove l’11 dicembre una fuga di gas ha provocato una violenta esplosione, causando 9 vittime e distruggendo diversi edifici. Nell’immediatezza della tragedia, il governo Musumeci ha dichiarato “lo stato di crisi e di emergenza regionale” e richiesto a Roma “lo stato di emergenza nazionale”.
«Siamo in attesa di sapere – conclude il presidente della Regione – se il governo nazionale abbia previsto una risorsa per Ravanusa nella Finanziaria, mentre la nostra Protezione civile sta definendo nei dettagli la propria ricognizione tecnico-finanziario. Ai primi dell’anno convocherò un vertice a Palermo per definire un cronoprogramma da avviare subito».
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Ricettazione e traffico rifiuti, sequestrate 2 aziende nel Palermitano

PALERMO (ITALPRESS) – Carabinieri e Guardia di Finanza hanno sequestrato due società con sede a Palermo e Carini operanti, rispettivamente, nel settore del recupero per il riciclaggio e nel commercio all’ingrosso di rottami metallici, poichè coinvolte nella ricettazione di materiali metallici di provenienza delittuosa e traffico illecito di rifiuti. L’ordinanza è stata emessa dal gip del Tribunale di Palermo, nel corso di un’indagine preliminare diretta dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Sequestrati, inoltre, beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa 1.100.000 euro.
Il provvedimento scaturisce da articolata attività investigativa iniziata nel giugno 2017 e conclusasi nel mese di giugno 2019 e condotta dalla Compagnia Carabinieri di Cefalù e dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Carini.
In particolare, l’attività investigativa ha permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza, sostanzialmente accolti nel provvedimento cautelare, a carico delle due società, aziende leader in Sicilia nel settore della rottamazione dei metalli, e ritenute presunto punto di riferimento per una moltitudine di soggetti con precedenti penali specifici per reati contro il patrimonio, i quali, giornalmente, si sarebbero recati presso le aziende per conferire materiale metallico provento di furto o, comunque, di provenienza illecita. La polizia giudiziaria, nel complesso, ha documentato presunte cessioni di materiali per un corrispettivo di 2 milioni di euro circa. La sintesi investigativa ha permesso, in taluni casi, di monitorare l’intero illecito iter che, partendo dai furti commessi ai danni di privati o di aziende di pubblica utilità (come nel caso della società Enel), si sarebbe conclusa con il conferimento presso gli stabilimenti delle aziende coinvolte nelle indagini, attraverso ricettatori intermediari. Successivamente, tale materiale sarebbe stato oggetto di vendita ad altri gruppi commerciali compiacenti di maggiori dimensioni, con base a Roma e Bologna, ed operanti su tutto il territorio nazionale ed estero.
Le indagini condotte hanno portato al sequestro per equivalente, sino alla concorrenza di 1.095.863 euro, delle disponibilità finanziarie rinvenute in capo alle imprese coinvolte ed ai loro amministratori e soci, nonchè delle due società e dei beni facenti parte del patrimonio aziendale.
Al fine di assicurare la continuità dell’attività imprenditoriale e salvaguardare i posti di lavoro, l’autorità giudiziaria ha affidato la gestione delle due società ad un amministratore giudiziario.
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Musumeci “Iniziamo a cogliere il frutto della semina”

PALERMO (ITALPRESS) – “C’è soddisfazione per il lavoro fatto nell’ultimo anno. Iniziamo a cogliere il frutto di un lavoro di semina che è stato difficoltoso e impegnativo”. Così il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, nel corso dell’incontro con i giornalisti a Palazzo d’Orleans, a Palermo, per il tradizionale scambio di auguri di fine anno.
“Si aprono sempre più cantieri e impegniamo sempre più risorse – aggiunge -. Vogliamo anche lanciare alcune sfide, come quella della transizione ecologica, ci siamo candidati come una delle più importanti regioni green dell’Italia soprattutto con l’idrogeno. E’ una ambizione che abbiamo condiviso col ministro Roberto Cingolani, ci sono le condizioni per farlo. In Sicilia arriveranno 30 miliardi di euro da diversi fondi e hanno bisogno di progetti, alcuni in tempi brevi, altri a media scadenza. Dobbiamo adoperarci affinchè la Regione possa dotarsi dei progetti necessari”.
“Talvolta abbiamo lavorato per infrastrutture che erano di competenza del governo – aggiunge -. La condizione delle Ferrovie in Sicilia è lo specchio di oltre 40 anni di vergognoso abbandono da parte dei governi che si sono alternati a Roma. In materia di dotazione infrastrutturale c’è stata una latitanza dei governi nazionali, lo voglio dire senza mezzi termini”.
“E’ una stagione ricca di sfide quella che si apre nel 2022 che vede il governo regionale parecchio impegnato – sottolinea Musumeci -. Siamo una coalizione molto unita, l’affinità degli obiettivi ci permette di superare le diversità che ognuno di noi ha”.
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In Sicilia 2.819 nuovi casi di Covid e 28 decessi

PALERMO (ITALPRESS) – Nuova crescita in Sicilia, registrata dal bollettino del Ministero della Salute, del numero dei nuovi positivi al Covid. Il numero dei nuovi contagiati è pari a 2.819 (contro i 2.087 rivelati nelle 24 ore precedenti) a fronte di 50.332 tamponi processati, dato che produce un tasso di positività che si dimezza al 5,60%. In crescita i decessi, 28 (+8), i guariti sono 512, mentre gli attualmente positivi si incrementano di 2.279 unità determinando un numero complessivo di 32.143. Sul fronte ricoveri, nei reparti ordinari si trovano 685 degenti (+28), 88 (+7) i pazienti in terapia intensiva con 10 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare ci sono 31.370 persone.
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Nave Geo Barents con 558 migranti a bordo diretta in Sicilia

AUGUSTA (SIRACUSA) (ITALPRESS) – E’ stato assegnato Augusta come “porto sicuro” alla nave Geo Barents di Medici Senza Frontiere con 558 migranti a bordo. Lo hanno deciso le autorità italiane. Così, adesso, sta facendo rotta verso il porto siciliano la nave in cui si trovano anche 145 minori, di cui l’80 per cento non accompagnati, e 3 donne incinte. Sei bimbi hanno meno di 4 anni. Molti dei migranti hanno ustioni da carburante, infezioni respiratorie e ferite legate alle violenze subite.
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Una statuina in cartapesta donata alla Diocesi di Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – La statuina in cartapesta realizzata da un artigiano di Confartigianato per le diocesi di Italia arriva anche nel palermitano. Il dono è stato consegnato all’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice.
Il nuovo personaggio del Presepe 2021 è l’artigiano, tra tradizione, innovazione e sostenibilità. Confartigianato e Coldiretti hanno voluto consegnare nelle diocesi italiane, ai vescovi dei territori, la statuina dell’anno. L’iniziativa ha preso il via nel 2020, in collaborazione con Fondazione Symbola e Coldiretti, per la valorizzazione dell’artigianato e della tradizione del Presepe, con la consegna della statuina dell’operatrice sanitaria, simbolo della lotta al Covid.
Quest’anno la figura proposta vuol rappresentare i valori del saper fare, insieme agli aspetti dell’innovazione e della propensione alla sostenibilità. In un’unica raffigurazione troviamo i simboli dell’operosità dentro a un ambiente digitale: un connubio per competere e per consolidare l’eccellenza del Made in Italy.
Per rafforzare questi concetti sono stati utilizzati – nella rappresentazione – degli strumenti da lavoro tradizionali insieme a un computer portatile dietro al quale è disegnata una spiga come segno di legame con la terra.
La statuina è stata realizzata dal maestro artigiano leccese Claudio Riso, fiore all’occhiello delle produzioni artistiche in cartapesta.
La consegna all’arcivescovo Corrado Lorefice è avvenuta in curia. Per Confartigianato Palermo erano presenti il segretario dell’associazione territoriale, Giovanni Rafti, e il vice presidente Calogero Sciascia. Per Coldiretti, invece, il vice direttore Giuseppe Marsolo.
“Il Presepe è la rappresentazione della nascita di Gesù in mezzo a noi, nella vita di ogni uomo e di ogni donna, nella storia che scorre – ha detto l’arcivescovo -. E’ la rappresentazione di un dono sempre vivo, sempre attuale. Ecco perchè accanto alle tradizionali figure del Presepe può trovare posto chi ci ricorda la bellezza del dono di Gesù attraverso la testimonianza del proprio impegno. Nell’anno in cui la Chiesa ha ricordato la beatificazione del giovane Carlo Acutis ‘Patrono di internet’, ci piace in questo Natale ospitare nel nostro Presepe la statuina di un operatore informatico, anche per rendere grazie a tutti coloro che, in questo momento segnato dalla pandemia, attraverso il web contribuiscono alla ricerca e all’elaborazione dei dati a tutela della salute di tutti”.
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Medici non vaccinati, Amato: “Numeri bizzarri”

PALERMO (ITALPRESS) – La situazione legata al Covid, ai green pass e soprattutto ai vaccini tocca anche i medici, con alcuni di loro che non risultano essere vaccinati. Il compito di censirli, ed eventualmente irrogare loro sanzioni, dal 17 dicembre, è stato affidato ai singoli ordini che stanno avendo qualche difficoltà a far combaciare i dati della piattaforma Sogei, messa a disposizione dal Ministero, con i numeri reali dei medici vaccinati e non: “La vaccinazione per i professionisti sanitari, e ancor più per i medici, è un obbligo di legge – ha detto all’Italpress il presidente dell’OMCeO – Ordine dei medici di Palermo, Toti Amato -. Noi come ente pubblico abbiamo l’obbligo di eseguire tutte le norme. Sappiamo che ci sono parecchi medici non vaccinati, ma sui numeri non abbiamo dati certi e precisi”.
Dagli elenchi messi a disposizione da Sogei a Palermo risulterebbero esserci circa mille medici non vaccinati, numeri che a detta del presidente Amato risultano essere “bizzarri, tanto più per le regioni del meridione e soprattutto per la Sicilia. Ci sono dati che dicono che tra il 10 e 12 percento degli iscritti non risulta vaccinato. Chiaramente sono numeri incongruenti perchè nell’elenco ci sono anche medici già deceduti da anni o altri che risultano cancellati e che quindi non possono più esercitare la professione”.
Il lavoro di scrematura è già stato avviato ed è ancora in corso: “E’ possibile anche che ci siano medici che sono già stati vaccinati e non risultano nella piattaforma nazionale – ha sottolineato Amato -. Per questi colleghi, ad esempio, stiamo cercando con un servizio di ricognizione di capire chi è vaccinato e in questo caso dimostrarlo tramite documentazione. La stessa Sogei in questi giorni si è accorta di alcuni dati che non risultavano corretti e da circa 1200 medici iscritti all’Ordine di Palermo non vaccinati, siamo scesi immediatamente a circa 1000. Questo vuol dire che le operazioni di verifica stanno iniziando a dare i primi risultati”.
A questo – negli ultimi giorni – si è aggiunta un’ulteriore procedura di verifica fatta dall’Ordine dei medici di Palermo, con la quale vengono inviati giornalmente circa 25-30 avvisi nei quali si chiede ai medici di dimostrare l’avvenuta vaccinazione: “Anticipatamente chiedo scusa ai colleghi che sono vaccinati, ma che non risultano nella piattaforma, che qualora dovessero ricevere un avviso non se la prendano con l’Ordine perchè siamo incolpevoli, accettando la nostra richiesta di mostrare l’avvenuta vaccinazione”.
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