Home Sicilia Pagina 558

Sicilia

In Sicilia 1.368 nuovi casi di Covid e 10 decessi

PALERMO (ITALPRESS) – Sono 1.368 i nuovi casi di Coronavirus in Sicilia (ieri 1.522), a fronte di 30.836 tamponi effettuati, su un totale di 7.908.120 da inizio emergenza. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 10 decessi (ieri 11) che portano il totale delle vittime, sull’isola, a 7.339. E’ quanto si legge nel bollettino di oggi del Ministero della Salute e della Protezione Civile. Il numero degli attualmente positivi in Sicilia è di 19.875 (+757) mentre le persone ricoverate con sintomi sono 494, di cui 55 in Terapia intensiva. In isolamento domiciliare ci sono 19.326 pazienti. I guariti/dimessi dall’inizio dell’emergenza ad oggi sono 314.071 (+601).
Questi i nuovi casi suddivisi per provincia: Palermo 189, Catania 351, Messina 336, Siracusa 110, Trapani 89, Ragusa 34, Caltanissetta 115, Agrigento 106 e Enna 38.
(ITALPRESS).

Covid, Razza “Secondo caso di variante Omicron in Sicilia. Vaccinatevi”

PALERMO (ITALPRESS) – “Un secondo caso di variante Omicron in Sicilia. Prontamente identificata grazie al sequenziamento nei laboratori di Palermo. Si tratta di una giovane donna di 31 anni. Grazie alla doppia vaccinazione anche lei, come il precedente caso, è paucisintomatica ed isolata al domicilio”. Lo ha annunciato, sulla sua pagina Facebook, l’assessore regionale alla Salute in Sicilia Ruggero Razza. “Due considerazioni – si legge nel post – ottimo il sistema di sorveglianza che, in 5 giorni (a tempi record, quindi!), ha consentito la identificazione della
variante; benchè due casi siano ancora pochi per una valutazione organica, si conferma, inoltre, che la variante sui soggetti vaccinati non alza le possibilità di ospedalizzazione. Quindi: Vaccinatevi”.
(ITALPRESS).

Sondaggio Noto per Italpress, centrodestra avanti alle Comunali Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – Centrodestra in leggero vantaggio sul centrosinistra e sarà così la scelta del candidato a determinare il successore di Leoluca Orlando. E’ quanto emerge da un sondaggio di Noto per Italpress sulle “Elezioni comunali a Palermo” in programma la prossima primavera. L’istituto di ricerca guidato da Antonio Noto ha chiesto a un campione di mille persone di quale schieramento sarà il prossimo sindaco e il 33% ha indicato il centrodestra, il 26% il centrosinistra (16%) + M5s (10%). Alta la quota degli incerti, pari al 40%.
Sono stati anche testati i livelli di fiducia e conoscenza di ipotetici e possibili candidati alla carica di sindaco. Gli esponenti con maggiore fiducia – chiesta solo a chi conosce il candidato – sono Carolina Varchi, deputata di Fratelli d’Italia, al 41%; a seguire l’avvocato Francesco Greco, al 39%, e Fabrizio Ferrandelli, consigliere comunale di +Europa e già in passato candidato sindaco (38%). In quarta posizione Giuseppe Lupo (36%), capogruppo del Pd all’Ars; e con il 30% a testa Roberto Lagalla, assessore regionale all’Istruzione, e l’europarlamentare di FdI Giuseppe Milazzo. Nella classifica della fiducia troviamo anche Davide Faraone, senatore di Italia Viva che ha da poco ufficializzato la sua candidatura (29%), l’assessore comunale alla Mobilità Giusto Catania, al 23% come Giampiero Trizzino (deputato M5S all’Ars). Poi appaiati al 19% Antonello Cracolici (deputato Ars del Pd) e Fabio Giambrone, attuale vicesindaco; quindi Alessandro Aricò, Francesco Cascio e Francesco Scoma tra il 17% e il 15%.
“Varchi con il 17% e Greco con il 15% pagano un pò lo scotto a livello di conoscenza: con il 71% Ferrandelli invece ha un livello di conoscenza più alto anche rispetto a Lupo (31%): questi 4, rispetto a Lagalla (55% di conoscenza) e Milazzo (16%), sembrano in pole, al di là delle appartenenze politiche”, commenta Antonio Noto all’Italpress.
Dietro Ferrandelli c’è Faraone (64%), quindi Catania e Cracolici (entrambi ‘conosciutì per il 56%), appunto Lagalla (55%), poi Cascio (51%) e Scoma (50%).
Passando alle intenzioni di voto alle liste, in testa c’è Fratelli d’Italia con il 15%, poi Pd (14%) e Movimento 5 Stelle (13%); seguono Più Europa/Lista Ferrandelli (12%), Lega e Forza Italia entrambe al 10%, quindi Cantiere popolare/Lista Romano (8%), Italia Viva/Lista Faraone (5%), Udc (4%), e infine Azione, Sinistra Comune e Verdi, tutti all’1%. Altri partiti sommano il 6%.
“Parlando del voto dei partiti, il centrodestra sembra leggermente in vantaggio, bisogna considerare anche che a Palermo la partita si può chiudere al primo turno con il 40% e il centrodestra è vicino a questa percentuale: bisognerà capire se ci sarà o meno ballottaggio – sottolinea Noto -. La scelta del candidato farà certamente la differenza, darà un ‘bonus’ alla coalizione”.
(ITALPRESS).

De Francisci “Le stragi del ’92 cambiarono la mia vita”

BOLOGNA (ITALPRESS) – “L’asfalto fuso per il calore in via d’Amelio non si può dimenticare, l’autostrada sventrata non la possiamo dimenticare”. Nella carriera di Ignazio De Francisci, ancora per qualche giorno procuratore generale della Corte d’Appello a Bologna prima di andare in pensione, le stragi che uccisero prima Giovanni Falcone e poi Paolo Borsellino furono uno spartiacque: “mi hanno cambiato la vita. C’è un prima e un dopo 1992”.
“Assistere a due stragi – racconta all’agenzia ITALPRESS -, sentire il boato il 19 luglio, mettere i piedi nel cratere sull’autostrada sono esperienze che ti segnano, nessuno di noi che eravamo lì in quegli anni ha mai dimenticato. Sono cose che a parole non si possono descrivere. Credo – osserva a quasi quarant’anni di distanza – che da allora la mia vita non sia stata più la stessa. Quando si parla di strage di Capaci torniamo sempre a quel pomeriggio e a tutto quello che ne è seguito”.
Ci fu anche un passaggio politico delicato, ricorda De Francisci: “Quando leggo oggi di colpo di Stato mascherato e altre castronerie del genere, io che c’ero ricordo perfettamente quale era il livello di corruzione nella vita pubblica, quindi la strage, l’elezione di Scalfaro al Quirinale furono segnali di un cambiamento”.
Per il procuratore, però, “l’anno ancora più angosciante fu l’anno delle bombe a Firenze, Milano e Roma, che non dobbiamo dimenticare. Ogni volta che vado a Firenze passo da via dei Georgofili ed è un momento di riflessione e sempre di profondo turbamento”. Qui la voce si incrina, segno di una commozione di chi quegli anni li ha vissuti in prima linea.
De Francisci ha fatto parte della stagione del pool antimafia di Palermo. Laureatosi nel 1974, dopo un’esperienza “in una pretura mandamentale a Cattolica Eraclea, in provincia di Agrigento” e poi all’ufficio di sorveglianza di Palermo per quasi cinque anni (“Ero lì quando il cardinale Pappalardo non riuscì a celebrare la messa per una sorta di protesta silenziosa dei detenuti”), nel gennaio 1985 viene assegnato all’ufficio istruzione del tribunale di Palermo, “dove c’era già Antonino Caponnetto e con lui Falcone e Borsellino”. Poi “a novembre 1985 l’ingresso nel pool antimafia e da allora non ho mai smesso”.
Qui lavora fianco a fianco con i due giudici, “due grandi colleghi, che erano anche grandi uomini. La simpatia e serietà di Borsellino non è che negli anni successivi l’ho ritrovata a mani basse. Le visioni che aveva Giovanni Falcone, la sua voglia che aveva di organizzare il futuro dell’impegno antimafia, questa sua voglia di costruire oggi chi ce l’ha?”.
“Quello che ho imparato da loro ho cercato di metterlo in pratica e di spenderlo negli anni”, aggiunge. L’impegno antimafia l’ha portato spesso a incontrare gli alunni delle scuole, come di recente a San Lazzaro di Savena, in provincia di Bologna, per parlare di legalità. “Bisogna fare discorsi semplici, parlare poco, creare interesse”, suggerisce. “A me è sempre piaciuto e io parlo sempre di libri” come quello di Giovanni Falcone e Marcelle Padovani, ‘Cose di cosa nostrà, che considera “un piccolo classico” perchè ancora oggi “mantiene tutta la sua carica educativa, formativa”.
De Francisci è stato anche procuratore della Repubblica ad Agrigento, dove arriva nel 1999: “Terra bellissima, città affascinante, ma difficilissima per andarci a fare il pm. Fu impegnativa e divertente come tutti i posti dove si lavora tanto”. Qui si occupa anche degli sbarchi dei migranti. “Sono andato più volte a Lampedusa, nel centro di accoglienza. Quando si vedono con gli occhi questi fenomeni, non è solo un passaggio di carte. Ricordo che il porto di Lampedusa era pieno di barche affondate che nessuno sapeva come toglierle. Riuscimmo con l’aiuto della Guardia di Finanza a liberare quel porto”, racconta.
Nel 2008 torna a Palermo come procuratore aggiunto e torna a occuparsi di mafia: “il procuratore era Francesco Messineo, persona brava e competente”, poi dopo quattro anni va alla Procura generale “come avvocato generale”.
Infine, a marzo 2016, l’arrivo a Bologna. Una delle sue battaglie sono i processi d’appello per i reati contro le donne tanto che suggerisce di “dare priorità e fissarli a breve perchè continuiamo a celebrare processi per reati sessuali commessi nel 2015”.
“Sei anni per un appello non è poco. Tutto ciò in previsione dell’entrata a regime della riforma Cartabia, che non mi piace, sull’improcedibilità”. Per il magistrato, infatti, è una “ghigliottina che scatta e nessuno ci può fare niente”. “Mi interessa – dice – che una madre picchiata o peggio abusata possa ottenere un minimo di giustizia. E’ inutile fare le manifestazioni contro la violenza sulle donne se poi noi giustizia non riusciamo a far celebrare i processi rapidamente”. “Purtroppo – osserva – aumenta il senso di impunità che questi soggetti hanno. Sono convinto che se non ci sono punizioni serie e concrete, non c’è alcuna forma di deterrenza”.
De Francisci torna a parlare anche del caso Bibbiano, dopo che nel suo discorso in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario, lo scorso gennaio, aveva usato toni duri contro un presunto “sistema”. “Sono convinto, ma posso sbagliare, – spiega oggi – che ci sono stati alcuni casi in cui alcune di queste procedure sono state gestite in maniera superficiale. Attaccare tutto il sistema della tutela minorile mi sembra esagerato e ingiusto forse perchè conosco bene i colleghi della Procura dei minorenni”. “Se in qualche caso – sottolinea – sono stati commessi degli errori, secondo me sono stati tratti in inganno anche loro da qualche elemento di questi servizi sociali che non ha rispettato al 100% le regole. Poi vedremo il dibattimento che cosa stabilirà”.
A pochi giorni dalla pensione, però, De Francisci lancia l’ennesimo allarme sulla carenza di organico: “Dal 31 dicembre questo ufficio – spiega – avrà soltanto cinque sostituti procuratori generali contro un organico di undici. Mancheranno il procuratore generale e l’avvocato generale. E’ fondato ritenere che per cinque-sei mesi non verrà nessuno nè di sostituti nè di dirigenti”. “Un collega della Procura per i minori e uno della Procura di Rimini, che si sono offerti, verranno a fare un paio di udienze a settimana, gli altri colleghi ne faranno tre o quattro e andranno avanti alla meno peggio”.
“Ci sono processi di grosse dimensioni – osserva preoccupato – come quello di ‘ndrangheta “Grimilde” che comincerà a marzo e che seguirà la collega Musti”. Quanto al futuro per ora “non ho progetti, non ho nessuna idea di quello che farò”, ma “qualcosa farò”.
(ITALPRESS).

In crescita i contagi in Sicilia, 1522 nuovi casi di Covid e 11 decessi

PALERMO (ITALPRESS) – In crescita i casi Covid in Sicilia. Secondo i numeri forniti dal Ministero della Salute, i nuovi positivi sono 1.522, in aumento rispetto ai 1.404 delle 24 ore precedenti con 30.762 tamponi processati, facendo calare il tasso di positività al 4,94%. Stabili i decessi a 11, i guariti sono invece 586 mentre il numero degli attualmente positivi si incrementa di 925 segnando un numero totale di 19.118. Leggera crescita dei ricoveri 485 (+25), calo invece delle terapie intensive, 48 (-4) con nessun nuovo ingresso. In isolamento domiciliare ci sono 15.585 persone.
(ITALPRESS).

Funerali di Stato per le nove vittime dell’esplosione a Ravanusa

RAVANUSA (AGRIGENTO) (ITALPRESS) – Grandissima commozione e un dolore enorme e composto. Così Ravanusa ha detto addio alle vittime della strage causata da un’esplosione in via Trilussa sabato scorso a seguito di una fuga di metano. A perdere la vita sotto le macerie sono stati Pietro Carmina, 68 anni, professore di storia e filosofia amatissimo dai suoi studenti, la moglie Carmela Scibetta, dirigente a capo degli Affari sociali, 60 anni; Maria Crescenza Zagarrio, 69 anni; Calogera Gioacchina Minacori, 59 anni; l’infermiera Selene Pagliarello, 30 anni, incinta di Samuele che sarebbe dovuto nascere mercoledì scorso e per il quale è stato posto un fiocco azzurro sulla bara; il marito Giuseppe Carmina, 35; Angelo Carmina 72 anni; Giuseppe e Calogero Carmina, padre e figlio di 60 e 33 anni, gli ultimi due dispersi trovati martedì sotto le macerie del garage della villetta di via Trilussa. Sono 40 gli edifici interessati dallo scoppio di metano che ha coinvolto un’area di 10 mila metri quadrati.
Presente tutta la comunità in silenzio assoluto all’arrivo dei feretri. Bandiere a mezz’asta in tutta la Sicilia e funerali di Stato nel piazzale antistante alla chiesa di San Giacomo a circa 100 metri dal luogo della tragedia. La presidenza del Consiglio e i presidenti di Camera e Senato hanno inviato corone di fiori così come gli alunni del professor Pietro Carmina.
Presenti il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, il Ministro delle Infrastrutture, Enrico Giovannini e il capo della protezione civile Curcio.
Imponente la partecipazione della cittadina, dei vigili del fuoco, dei volontari e degli uomini della protezione civile ai funerali delle nove vittime dell’esplosione verificatasi in Via Trilussa, a Ravanusa, sabato scorso. La messa viene celebrata dal vescovo di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano, che ha ricevuto il telegramma di incarico del Papa.
“Si è fatto buio e l’esplosione non ha dato scampo nemmeno a Samuele che anche se ancora non nato era già a pieno uno di noi. Si è fatto buio a Ravanusa che ha perso traccia della sua memoria e ha perso la possibilità di sentirsi al sicuro per un sottosuolo precario. Un controllo più attento poteva evitare la tragedia. Che senso ha tutto questo? Se ha un senso. Con voi e per noi non ho una risposta a questa domanda, ma con voi e per voi devo cercarla nella fede. Insieme non vogliamo chiedere la rassegnazione, ma la speranza per le 10 vittime di questa assurda tragedia”. Così il vescovo di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano, durante l’omelia per il funerale delle vittime della strage di Ravanusa celebrato nel piazzale antistante la chiesa Madre e trasmesso in diretta da Rai1.
(ITALPRESS).

Salvini a Palermo per processo Open Arms “Siamo su Scherzi a Parte?”

PALERMO (ITALPRESS) – “Oggi è emerso in maniera nitida che c’era una linea politica di Governo, condivisa, che prevedeva che ci fosse un provvedimento di divieto di sbarco da parte di Open Arms”. Lo ha dichiarato la legale di Matteo Salvini, Giulia Bongiorno, parlando con i giornalisti a Palermo al termine dell’udienza su Open Arms che vede imputato l’ex ministro per sequestro di persona e rifiuto d’atti d’ufficio.
“I ministri Salvini, Toninelli e Trenta non si sono inventati un divieto per antipatia dei migranti, ma perchè la nave partita da Siracusa aveva cambiato la destinazione e aveva fatto per tre volte dei presunti soccorsi – ha aggiunto -. Oggi è stato spiegato chiaramente che non c’era competenza italiana, che l’attività era di pattugliamento finalizzata all’immigrazione clandestina e che il divieto era legittimo. Non c’erano situazioni drammatiche, in quelle condizioni il Place of safety era proprio la nave. L’impostazione di questo processo crolla nel momento in cui c’è stato detto che il Porto sicuro c’era”.
Nel corso dell’udienza odierna sono stati ascoltati diversi testi. La prossima udienza si terrà il 21 gennaio 2022. Le successive sono in programma il 4 marzo, l’8 aprile e il 6 maggio, tutte all’aula bunker dell’Ucciardone di Palermo. Ad annunciare il calendario il presidente del Tribunale di Palermo, Roberto Murgia, al termine dell’udienza odierna.
Salvini al termine dell’udienza ha dichiarato: “I numeri dicono che ho dimezzato i morti, il numero degli sbarchi, dei problemi e dei costi. Abbiamo salvato vite, arrestato spacciatori e delinquenti. A Lampedusa sono sbarcati terroristi che hanno fatto attentati in giro per l’Europa. Quindi penso di aver dignitosamente svolto il mio lavoro da ministro”. Ed in merito alla Open Arma, ha aggiunto: “Stiamo parlando di una nave spagnola che ha raccolto migranti in acque libiche, ha gironzolato 15 giorni per il Mediterraneo, che ha rifiutato di andare in Tunisia, a Malta e in Spagna e di venire in Italia infrangendo le leggi, e a processo ci va il ministro che ha difeso il suo Paese. Siamo veramente su ‘Scherzi a partè…”.
(ITALPRESS).

Con Wizz Air due nuove rotte per volare in Italia e Medio Oriente

PALERMO (ITALPRESS) – La compagnia aerea Wizz Air ha annunciato due nuove tratte per volare in Italia e in Medio Oriente. Le nuove rotte collegheranno l’aeroporto Internazionale Falcone e Borsellino di Palermo-Punta Raisi (PMO) con l’Aeroporto Internazionale di Roma – Ciampino G. B. Pastine (CIA) e l’Aeroporto Internazionale di Bari-Karol Wojtyla (BRI) con l’Aeroporto Internazionale di Abu Dhabi (AUH).
Due nuove tratte, fanno sapere dalla compagnia aerea, che mirano a potenziare non solo il traffico locale, con l’apertura di un nuovo canale tra gli aeroporti di Palermo e Roma Ciampino, ma anche quello internazionale, con l’espansione verso le rotte del Medio Oriente e, in particolare, Abu Dhabi che da febbraio 2022 sarà facilmente raggiungibile anche dal capoluogo pugliese. I biglietti sono già acquistabili sul sito della compagnia.
“Poter annunciare l’inaugurazione di nuove tratte è sempre un piacere, specialmente qui in Italia, un mercato dove Wizz Air punta a crescere e investire ancora. Crediamo fortemente nel mercato italiano e ci impegniamo per fornire sempre più opportunità di viaggio a basso costo per i nostri illustri passeggeri italiani. Siamo felici di poter contribuire al turismo locale creando posti di lavoro e sostenendo la crescita economica”, ha commentato Andras Rado, portavoce di Wizz Air, che ha aggiunto: “Il fatto che questi investimenti, poi, interessino sempre più spesso il sud Italia e, in particolare, due perle rare come le regioni Puglia e Sicilia, si sposa perfettamente con il nostro obiettivo primario: creare nuove ed entusiasmanti opportunità di viaggio, a prezzi convenienti, verso destinazioni nazionali e internazionali”.
(ITALPRESS).