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Amministrative Palermo, Micari “Pronto a dare il mio contributo”

PALERMO (ITALPRESS) – “C’è la mia disponibilità a contribuire con le mie idee e la mia esperienza gestionale e amministrativa alla elaborazione di una proposta progettuale per la città. Le auto-candidature non servono, creano solo contrasti e divisioni. Al contrario servono un progetto, con chiarezza e condivisione degli obiettivi che si intendono raggiungere, unità e tempestività. In questo senso sono disponibile”. A dirlo Fabrizio Micari, docente universitario ed ex rettore dell’Ateneo di Palermo, parlando nel corso di un’intervista all’Italpress della possibilità di “scendere in campo” in vista delle Amministrative della prossima primavera nel capoluogo siciliano. “E’ veramente importante che si cominci ad articolare un progetto politico per questa città il più velocemente possibile – sottolinea Micari -. Quello che ho visto finora in questo inizio di campagna elettorale è la proposizione di nomi, una serie di autocandidature che servono solo per cominciare a marcare il territorio e per affermare la propria esistenza nell’ambito di un ragionamento che si articolerà nelle prossime settimane. Ancora non ho visto una chiara ed evidente analisi delle problematiche che esistono e che vanno affrontate”.
Secondo Micari la campagna elettorale “deve tenere conto di tutte le problematiche ben evidenti a tutti quanti: c’è un problema di gestione complessiva della città da affrontare, dalle strade ai cimiteri, alla mobilità, al decoro urbano”.
Le prossime elezioni segneranno di fatto la fine dell’era targata Leoluca Orlando, per Micari “c’è una grandissima e positiva eredità culturale, di città diversa rispetto a quella che era prima. C’è un patrimonio importantissimo che rimane e che andrebbe trasferito e portato avanti da un punto di vista di alcuni cardini: la Palermo capitale della cultura, della legalità, città accogliente, inclusiva, internazionale. Venivamo dall’essere capitale della mafia e siamo diventati capitale della legalità e della cultura: questo non va dimenticato. Questo non significa che non si debba provare ad affrontare anche tutta una serie di altre problematiche che questa città ha, con una capacità di amministrazione importante”.
Nel 2017 Micari tentò la ‘scalatà alla presidenza della Regione, candidandosi con il centrosinistra: l’esito delle urne non è stato soddisfacente, ma si è trattato comunque di un’esperienza “estremamente importante e molto interessante”. “Io sono sempre stato uomo di Università, quell’esperienza – ha spiegato – nacque dal fatto di avere compreso che l’obiettivo della mia vita – dedicarmi ai giovani, alla loro crescita, e attraverso loro favorire la crescita del territorio – potevo centrarlo avendo un numero di leve in mano in più. L’ho fatto con grande entusiasmo. Così come, quando si è conclusa la campagna elettorale, con l’esito che conoscete, sono tornato a occuparmi con gioia dell’Università. E’ chiaro che un’esperienza politica di quel genere ti apre a tutti i mondi, dà una visione più complessiva della società e dei suoi problemi, che è assolutamente impagabile. E da lì ci si rende davvero conto dei problemi veri di questa regione, che sono sotto gli occhi di tutti. Il lavoro, la crescita sociale ed economica, la povertà che esiste in ampie parti delle popolazioni”.
L’Università di Palermo che Micari ha lasciato in eredità poco più di un mese fa al suo successore, Massimo Midiri, “è in piena salute”. “Tutti gli indicatori fondamentali, il più importante di tutti il numero degli studenti, sono in continua crescita; siamo riusciti a rinnovare il personale, con tantissime assunzioni e promozioni nel corso dei sei anni; c’è stata una continua crescita dei finanziamenti da parte del Ministero, una situazione di bilancio assolutamente solida, nell’ultimo anno abbiamo registrato un utile importante; abbiamo realizzato un ottimo rapporto con il territorio e con la città, e non solo con Palermo: vedo che l’idea di Università della Sicilia occidentale si sta riprendendo. Credo sia stata un’esperienza positiva in un periodo buono, e soprattutto ritengo che il brand dell’Università, il modo in cui l’Università viene vissuta nella sua città, sia molto migliorato in questi anni”.
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Covid, in Sicilia in aumento incidenza e ricoveri in ospedale

PALERMO (ITALPRESS) – In Sicilia sono stati 6.168 i nuovi casi di Coronavirus registrati nella settimana appena trascorsa, tra il 6 ed il 12 dicembre, con una sensibile ripresa della crescita dell’incidenza sul territorio regionale, pari al 30 per cento rispetto alla settimana precedente. E’ quanto emerge dal bollettino settimanale Dasoe inviato dalla Regione Siciliana in merito all’epidemia Covid sul territorio regionale.
L’incidenza cumulativa settimanale si è attestata al valore di 127 nuovi casi ogni 100.000 abitanti. Il rischio più elevato, in termini di nuovi casi su popolazione residente, si è registrato nelle province di Caltanissetta (192,64/100.000 abitanti), Messina (173,8), Catania (162,2) e Trapani (159,7).
Il trend in incremento si è manifestato in tutte le fasce d’età, ma quelle che hanno continuato a sostenere la curva epidemica si collocano tra i 6/10 anni (295/100.000) e 11/13 anni (258,7/100.000) con un’incidenza più che doppia rispetto alla media della popolazione generale.
In aumento, anche, il numero dei focolai che sono passati dai 1.881 della settimana precedente agli attuali 2.109.
L’andamento dei contagi si è accompagnato anche ad un incremento di nuove ospedalizzazioni (263) con ricadute sulla prevalenza di occupazione dei posti letto in area medica, in crescita rispetto alla settimana precedente. Il 78% dei soggetti attualmente ospedalizzati sono non vaccinati o non hanno completato il ciclo di vaccinazione.
“Dal punto di vista delle strategie vaccinali, da realizzarsi attraverso la mobilitazione di tutte le strutture del Servizio sanitario nazionale e dei medici di medicina generale, nonchè pediatri di libera scelta, oltre che attraverso le istituzioni locali e i comuni – si legge nel bollettino -, è necessario adottare interventi utili a raggiungere quanti non hanno ancora aderito alla vaccinazione e intensificare la somministrazione delle dosi addizionali (dosi booster)”.
Nella settimana dall’8 al 14 dicembre continua a registrarsi un incremento delle dosi aggiuntive/booster mentre si evidenzia un decremento nelle prime dosi rispetto alla settimana precedente (-10,13%). Complessivamente i vaccinati con dose aggiuntiva/booster sono 663.925. I vaccinati con almeno una dose si attestano all’83,63% del target regionale, gli immunizzati all’80,95%. Il 16,37% del target resta ancora da vaccinare.
Da oggi, 16 dicembre, è iniziata la campagna vaccinale dedicata al target 5-11 anni che, secondo i dati ISTAT, ha una popolazione di 309.928 soggetti. Per questa fascia di età sono stati predisposti percorsi dedicati in 68 punti vaccinali.
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Expo2020, apre Business Hub Regione Siciliana alla Cciaa di Dubai

PALERMO (ITALPRESS) – Alla Camera di commercio italiana di Dubai inaugurato il “Sicilia Region UAE Business Hub”, lo sportello della Regione Siciliana per promuovere le attività dei distretti produttivi riconosciuti dalla Regione negli Emirati Arabi in occasione di Expo 2020.
Il desk a disposizione delle imprese siciliane è stato realizzato dall’assessorato regionale alle Attività produttive in collaborazione con la Camera di commercio italiana negli Emirati Arabi Uniti. All’inaugurazione dello sportello, avvenuta alla presenza del segretario generale della Camera di Commercio italiana Mauro Marzocchi e dei rappresentanti regionali dell’assessorato Attività produttive, Sergio Calascibetta e Maria Pia Bottino, Maurizio Caracci, capo di gabinetto dell’assessorato Istruzione, ha partecipato anche l’ex assessore del governo Musumeci, Sandro Pappalardo, responsabile della presenza della Regione siciliana a Expo Dubai 2020,oltre a una delegazione delle tre università siciliane composta da docenti specializzati in internazionalizzazione delle imprese.
«Il business hub – spiega l’assessore alle attività produttive Mimmo Turano – ha come obiettivo quello di favorire i rapporti tra le aziende degli Emirati e quelle siciliane, in particolare quelle dei 23 distretti produttivi riconosciuti dalla Regione siciliana. Si tratta di una iniziativa molto importante non solo perchè avviene nel contesto di Expo 2020 ma perchè consente una presenza delle nostre realtà imprenditoriali in uno dei mercati più interessanti e dinamici nel quadro internazionale».
Secondo la convenzione stipulata fra l’assessorato regionale alle Attività produttive e la Camera di Commercio italiana negli Emirati Arabi Uniti, il business hub siciliano sarà attivo fino al novembre 2022 nella sede della Camera di commercio a Dubai. Qui sarà garantita assistenza tecnica, logistica e una vetrina online alle aziende sul sito della Camera di commercio italiana (www.iicuae.com). Le attività saranno finalizzate a realizzare una missione B2B a Dubai in cui verranno coinvolte le aziende selezionate dai distretti produttivi.
«Siamo estremamente onorati di ospitare nella nostra sede la Regione Siciliana – ha sottolineato Mauro Marzocchi, segretario generale della Camera di commercio italiana a Dubai – il nostro staff è pronto a cooperare con l’amministrazione regionale e i distretti produttivi siciliani per sviluppare durante quest’anno tutte le attività necessarie per garantire alle aziende siciliane nuove opportunità commerciali».
Per oggi alle 18 è in programma all’Expo Dubai 2020 il primo evento organizzato dalla Regione Siciliana nell’anfiteatro del Padiglione Italia (www.italyexpo2020.it), dal titolo “Imparare in Sicilia: competenza per una competitività globale”, dedicato al ruolo dell’apprendimento e delle competenze nell’internazionalizzazione delle imprese attraverso gli strumenti digitali come fattori di competitività del territorio siciliano, alla presenza di esperti e docenti universitari.
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Palermo, Autorità Portuale promuove prima giornata della trasparenza

PALERMO (ITALPRESS) – La cultura della trasparenza, l’importanza della legalità e l’obiettivo dell’integrità al centro della prima “Giornata della trasparenza” organizzata a Palermo dall’Autorità di Sistema Portuale del mare di Sicilia occidentale, un’occasione per diffondere, insieme alle autorità cittadine e ai portatori d’interesse, le attività promosse dall’AdSP per raggiungere i propri fini istituzionali. Il tutto incastonato nell’ambito di una serie di iniziative che uniscono anche l’aspetto ludico e quello della solidarietà. In mattinata, alla Sala Stella Maris al Porto, alla presenza di figure istituzionali si è tenuto un convegno di riflessione sui temi della legalità e dell’efficienza, e di come nelle attività di impiego delle risorse pubbliche, e in particolare quelle promosse dall’Autorità di Sistema Portuale del mare di Sicilia occidentale, si sia lavorato per promuovere la trasparenza e prevenire la corruzione.
“E’ una giornata molto importante questa di oggi – ha esordito all’Italpress Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del mare di Sicilia Occidentale – Si apre con un convegno in cui i relatori parleranno del fondamentale principio della trasparenza. Noi siamo un’autorità che realizza opere, spende denaro che deriva dal mercato, che deriva da risorse pubbliche, quindi abbiamo il dovere di spenderlo con il criterio di assoluta trasparenza e onestà – ha sottolineato – Siamo la terza realtà italiana in termini di passeggeri, miriamo ad aumentare il livello nel traffico merci, siamo una realtà molto attiva nella trasformazione di un asset che è sì la porta d’ingresso via mare di Palermo ma ha anche la capacità di intercettare traffico – ha concluso Monti – Il ‘farè per noi è fondamentale, le regole ci sono e vanno rispettate, essere trasparenti è per noi motivo di impegno continuo”.
Presente anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che ha posto invece l’accento sul rapporto a doppio filo tra la trasparenza e l’efficienza: “Il rapporto tra l’amministrazione comunale è l’Autorità di Sistema Portuale è di straordinaria collaborazione istituzionale. La trasparenza, lo dico in maniera provocatoria, non è solo il rispetto delle regole. La trasparenza coincide con la visibilità e garantisce i diritti. Nella pubblica amministrazione – ha aggiunto il primo cittadino – la trasparenza si chiama efficienza, ma se le regole non garantiscono l’efficienza, allora queste sono nocive anche per la trasparenza. La trasparenza è conveniente per amministratori e cittadini”.
E a scendere maggiormente nei dettagli è Salvatore Gravante, Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza dell’Autorità di Sistema Portuale: “Negli anni ’80 il rapporto tra cittadino e pubblica amministrazione era quasi medievale, adesso abbiamo fatto una serie di passi in avanti nella pubblica amministrazione. In particolare, nell’Autorità di Sistema Portuale il piano triennale di prevenzione della corruzione e della trasparenza è stato introdotto nel 2012. Le sue misure generali intervengono trasversalmente su formazione, codice di comportamento, protocolli di legalità e regole in materia di conflitto di interessi. In questo modo è possibile mappare tutti i processi interni all’Autorità”. Successivamente, alle ore 14, si terrà il primo “Torneo della Trasparenza e della Legalità”, con quindici squadre di calcetto, composte da rappresentanti delle istituzioni e delle società presenti nel Porto, che si sfideranno all’A.S.D. Cantera Ribolla in partite nell’arco di cinque ore.
A conclusione della giornata, a partire dalle ore 20.30, alla banchina Sammuzzo del Porto verranno premiati i vincitori del torneo e gli operatori portuali con le loro famiglie daranno vita a un buffet all’insegna della solidarietà. Prevista una raccolta fondi che sarà devoluta all’associazione Maredolce, onlus di Salvo Ficarra, Valentino Picone, Stefania Petyx e Pif (i primi tre ospiti d’onore della serata) che mira a promuovere progetti benefici a favore di bambini pazienti oncologici o ospiti di case famiglia. Con loro sarà presente anche Sergio Lipari, presidente del Tribunale dei minori. La prima “Giornata della Trasparenza” è realizzata in collaborazione con Coldiretti, che garantirà le merende organiche ai bambini che parteciperanno alle varie iniziative, oltre a gadget e una lattina di olio siciliano. In serata, Coldiretti presenterà anche le proprie future iniziative a favore dei bambini delle case famiglie, una di queste la possibilità di visite guidate nelle aziende agricole.
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Rifiuti, in crescita la raccolta differenziata in Sicilia

PALERMO (ITALPRESS) – Nel 2019, secondo gli ultimi dati ISPRA disponibili, la Sicilia ha differenziato il 38,5% dei suoi rifiuti. Ossia 860.325 tonnellate, su un totale di oltre 2 milione e 230mila tonnellate di rifiuti prodotti.
Guardando solo agli imballaggi, che in Italia rappresentano poco meno del 30% dei rifiuti urbani, le tonnellate di rifiuti che la Regione ha conferito a CONAI sono in crescita.
Sono state infatti sottratte alla discarica più di 343.640 tonnellate di rifiuti di imballaggio, conferite dalla Regione a CONAI nel 2019 grazie agli accordi sottoscritti tra i Comuni della Regione e il Consorzio.
Le cifre dei conferimenti a CONAI per il 2020 registrano un nuovo incremento del 5%: 360.728 tonnellate. Una quantità di rifiuti che, messa in cassonetti, potrebbe coprire per più di quattro volte la tratta autostradale Palermo-Vienna (tenendo conto anche del tratto di mare tra Messina e Villa San Giovanni da coprire in traghetto). Un numero che prelude a un atteso miglioramento delle performance complessive della Regione Sicilia nel campo della raccolta differenziata in generale.
Lo rende noto il Consorzio Nazionale Imballaggi nel disegnare un bilancio e un consuntivo delle performance sostenibili delle Regioni italiane nella raccolta degli imballaggi.
Per coprire i maggiori oneri della raccolta differenziata CONAI, sempre nel 2019, ha trasferito ai Comuni della Sicilia oltre 36 milioni e 220mila euro.
Nel 2020 la cifra è stimata in crescita del 10%: 39 milioni e 796mila euro.
«CONAI ha la responsabilità di garantire i risultati di recupero e riciclo imposti dall’Europa solo nel campo dei rifiuti di imballaggio» spiega Fabio Costarella, Responsabile CONAI per i piani di sviluppo della raccolta differenziata al Centro Sud. «E per quanto riguarda questa tipologia di rifiuti, i conferimenti hanno continuato a crescere. Certo, occorre fare di più: la raccolta differenziata in generale deve migliorare in qualità e in quantità, anche in vista degli obiettivi di riciclo comunitari, che saranno sempre più sfidanti. Anche le realtà del Mezzogiorno possono riscoprirsi virtuose. Ad esempio, abbiamo supportato il capoluogo della Regione con due progetti, Palermo Differenzia 1 e Palermo Differenzia 2 in due diverse zone della città: in pochi anni la differenziata nei due quartieri coinvolti ha superato il 52% e il 62%, mentre la percentuale media di raccolta nell’intera città, all’inizio del progetto, era di circa il 17%».
Secondo gli ultimi dati ISPRA (2019), le province più virtuose sono Trapani e Ragusa, la cui percentuale di raccolta differenziata totale si aggira attorno al 57%. Ragusa lo supera e Trapani lo sfiora. Alti i conferimenti a CONAI nelle due province lo stesso anno: in entrambe i cittadini conferiscono a CONAI più di 90 kg di rifiuti di imballaggio a testa.
La differenziata si assesta attorno al 49% in tre province: Agrigento, Caltanissetta ed Enna. Nel 2019 i cittadini in provincia di Agrigento hanno conferito al Consorzio più di 75 kg di imballaggi a testa; quelli della provincia di Caltanissetta quasi 70 kg; quelli della provincia di Enna più di 73 kg.
Sopra il 35% di differenziata nel 2019 Catania e Siracusa. Nella prima provincia il pro capite conferito a CONAI è di 65 kg, nella seconda invece 74 kg. Più bassi i valori di Palermo e Messina: secondo ISPRA la raccolta differenziata in queste due province è pari al 29% e al 32,7% rispettivamente. Dal territorio di Palermo arrivano a CONAI circa 50 kg di imballaggi differenziati per cittadino, dal territorio di Messina invece 73,5.
Un quadro, quello della Sicilia, che fa i conti con una preoccupante carenza di impianti per i rifiuti, e che è simile a quello di molte altre aree del Mezzogiorno.
Uno studio CONAI, redatto nel 2021, ha calcolato che alla Regione mancano 35 impianti per poter raggiungere senza intoppi gli obiettivi comunitari di raccolta differenziata al 2030.
«L’emergenza sanitaria ha reso ancora più evidente questo deficit impiantistico» commenta Fabio Costarella. «E’ importante che i rifiuti raccolti in modo differenziato siano trasformati il più possibile vicino ai luoghi in cui vengono raccolti, anche per abbattere l’impatto sia ambientale sia economico legato al costo del trasporto verso gli impianti del Settentrione. Ci auguriamo che le risorse in arrivo con il PNRR servano anche a colmare questo gap».
L’investimento per colmare il fabbisogno impiantistico della Sicilia è infatti stimato da CONAI in più di 537 milioni di euro. Un intervento che avrebbe ricadute molto positive anche dal punto di vista occupazionale: si renderebbe infatti necessario formare e assumere oltre 510 persone.
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Sequestro per 100 milioni nel messinese, Morra “Spallata alla mafia”

MESSINA (ITALPRESS) – Sequestrati a Messina beni ed assetti societari, cooperative sociali ed aziende agricolo-faunistiche, locali di pubblico intrattenimento, hotel, immobili (tra cui numerose ville di consistente valore) nell’area milazzese e nebroidea, nonchè congelate somme di denaro in Paesi esteri, per un valore complessivamente stimato di circa 100 milioni di Euro.
L’operazione della Polizia di Stato e della Procura della Repubblica nel quadro di una più ampia strategia di contrasto avviata dalla Direzione Centrale Anticrimine.
«Oggetto del sequestro di ben 100 milioni di euro sono – spiega Nicola Morra Presidente della Commissione parlamentare antimafia – beni ed assetti societari, cooperative sociali ed aziende agricolo-faunistiche, locali di pubblico intrattenimento, hotel, immobili (tra cui numerose ville di consistente valore), ubicati nell’area milazzese e nebroidea, nonchè il congelamento di somme di denaro in Paesi esteri».
«Quello odierno – conclude Morra – è il risultato del brillante lavoro condotto dalla Divisione Anticrimine e dal Servizio Centrale Anticrimine, nel quadro di una la più ampia strategia di contrasto avviata dalla Direzione Centrale Anticrimine. Questa è la dimostrazione che lo Stato ha gli strumenti e la forza per contrastare le mafie».
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In sicilia aumentano contagi Covid, 1.404 nuovi casi e 12 decessi

PALERMO (ITALPRESS) – Un nuovo balzo nei contagi Covid in Sicilia. I dati del Ministero della Salute evidenziano per la regione una crescita di 1.404 casi nelle ultime 24 ore, con un numero inferiore di tamponi effettuati, 31.618 facendo crescere il tasso di positività al 4,44%. I decessi sono 12 (+4), i guariti 779 mentre il numero degli attualmente positivi si ingrossa di 613 raggiungendo il numero totale di 17.519. Il numero dei ricoveri nei reparti ordinari è pari a 449 (+23), stabili le terapie intensive a 48 con 3 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare ci sono 17.022 persone.
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L’Ippodromo di Palermo riapre al pubblico

PALERMO (ITALPRESS) – L’attesa è finita. Dopo quasi otto mesi dalla ripartenza delle corse e delle attività legate all’ippica, ma soltanto a porte chiuse, il 18 dicembre riaprirà anche al pubblico l’Ippodromo di Palermo. Il taglio del nastro di sabato coinciderà con un convegno di grande rilievo a livello tecnico e l’intera giornata è stata presentata in una conferenza stampa a Palazzo delle Aquile, alla presenza del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, dell’assessore comunale allo sport, Paolo Petralia Camassa, di Tommaso Di Matteo, consigliere di amministrazione della Sipet, che gestirà l’impianto di Viale del Fante con concessione trentennale, e di Francesco Ruffo, responsabile ippico di questa società e storico programmatore del leggendario trottatore Varenne.
L’Ippodromo riapre i battenti al pubblico e lo fa in grande stile, con un programma ricco a partire dalle ore 12 di sabato 18 dicembre. Alle ore 12.50 è prevista la prima corsa, alle 14 il taglio ufficiale del nastro da parte del sindaco. Ammonta a 150.000 euro circa il montepremi di una giornata che annovera sette corse; 80.080 euro destinati in egual misura ai due Gran Premi “Città di Palermo”, uno per cavalli maschi e l’altro per le femmine, che arricchiscono un palinsesto che prevede anche il “Criterium Siciliano” in memoria di Biagio Lo Verde e quattro corse valide per il campionato italiano dei Gentlemen driver.
A sessantotto anni dall’inaugurazione del 21 dicembre 1953, i lavori di ristrutturazione dell’impianto, riqualificato dopo un periodo di abbandono e degrado, sono stati portati a compimento e in tal senso si attende però che il Governo possa rivedere la norma che assegna i finanziamenti pubblici esclusivamente in base alla storia dell’Ippodromo, anche a parità di grandezza e dunque di costi di gestione.
Per questo primo appuntamento con il ritorno del pubblico in presenza, nella corsa femminile spiccano Cherie Vit, guidata dal napoletano Vincenzo Luongo, e Caramel Club con l’emiliano Alessandro Gocciadoro tra le otto partenti. Saranno in sette al maschile, con Chrono Ek affidato al romano Giampaolo Minnucci, che in passato ha guidato anche Varenne.
“E’ tra gli ippodromi più belli del nostro paese, riapre con una competizione significativa e sicuramente darà alla nostra città una dimensione internazionale – ha dichiarato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando -. E’ un modo per ricordare in una realtà urbana l’importanza degli animali e in questo caso dei cavalli. Sottolineo quanto sia significativo un sano rapporto col mondo animale, oltre a questo poi c’è una componente agonistica significativa e investimenti che stanno dietro”.
“La società che dirige l’ippodromo lo farà con entusiasmo – ha aggiunto il primo cittadino -. C’è solo una vertenza aperta che riguarda il mancato riconoscimento del ministero che discrimina un impianto come il nostro rispetto agli altri”. L’assessore Petralia Camassa ha sottolineato invece l’importanza che questa riapertura avrà a livello turistico: “Fino a oggi l’Ippodromo è sembrato non essere aperto perchè è stato aperto all’attività sportiva ma non agli appassionati. La riapertura dell’ippodromo crea attrattività – ha aggiunto – è una di quelle attività sportive che porta con sè tantissimo turismo sportivo, più di altri sport”.
“E’ per noi una festa, coincide con l’appuntamento clou delle quaranta riunioni stagionali, la trentanovesima – ha spiegato Francesco Ruffo, responsabile ippico di Sipet – E’ un convegno interessante sotto l’aspetto tecnico, speriamo che il pubblico possa trovare un Ippodromo accogliente. L’obiettivo per noi è di partecipare a un programma di restituzione del bene alla città, ma anche di offrire una nuova proposta di intrattenimento. Dobbiamo far sì che questo spazio diventi un luogo d’incontro”.
La riapertura al pubblico dell’Ippodromo arriva dopo un lungo impasse dovuto, oltre alle contingenze legate alla pandemia, anche alla legge regionale contro la ludopatia, che vietava di raccogliere le scommesse all’interno della struttura in quanto vicina a Ospedali e altri luoghi sensibili. Un emendamento dell’Ars ha consentito di arrivare alla risoluzione del problema e così in tempo per la fine del 2021 l’Ippodromo tornerà a riempirsi di appassionati, in un numero massimo di 2.000 persone come previsto dalle normative anti-Covid. Gli spettatori dovranno essere muniti di super Green Pass e sarà obbligatorio indossare la mascherina e mantenere il distanziamento.
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