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In Sicilia 973 nuovi casi di Covid e 18 decessi, ricoveri in calo

PALERMO (ITALPRESS) – Nuova crescita dei contagi in Sicilia dove il numero dei positivi resta sotto i 1000. Secondo i dati forniti dal ministero della Salute, i nuovi casi sono 973 (+44), con un numero di tamponi processati pari a 20.810. Il tasso di positività è quasi stabile al 4,67%. Sono 18 (+6) i decessi, ma su questo numero la Regione siciliana comunica che quelli dichiarati in data odierna si riferiscono 1 a ieri, 11 all’8 settembre, 1 al 7, 1 al 6 settembre, 1 al 27 agosto, 1 al 17 agosto, 1 al 13 agosto e 1 al 12. I guariti sono 1.791. Calano gli attualmente positivi di 836 unità con un numero complessivo pari a 26.353. Scendono i ricoveri nei reparti ordinari, 793 (-16), così pure le terapie intensive che oggi segnano 108 (-9) e 5 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 25.432 persone.
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Covid, dalla Regione Siciliana i primi 25 mln a imprese e professionisti

PALERMO (ITALPRESS) – In arrivo in Sicilia i primi venticinque milioni di euro per piccole e medie imprese e liberi professionisti, titolari di partita iva, duramente colpiti dalla pandemia. Sono oltre un migliaio le richieste presentate, dal 22 luglio al 9 settembre, per ottenere finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto grazie alle risorse messe a disposizione dal governo Musumeci per sostenere il sistema produttivo dell’Isola.
A gestire la piattaforma informatica e a curare l’istruttoria è l’Irfis, l’Istituto finanziario della Regione, che nei prossimi trenta giorni provvederà alla verifica della documentazione presentata e alla liquidazione delle risorse.
«Conclusa questa prima fase – sottolinea il presidente della Regione, Nello Musumeci – provvederemo a riaprire i termini, modificando i criteri per consentire anche ad altre aziende e professionisti di poter accedere alle agevolazioni. Un’altra opportunità per creare liquidità a sostegno delle imprese siciliane pesantemente danneggiate a causa del Covid».
A disposizione ancora una cinquantina di milioni di euro, provenienti dalla rimodulazione del Fesr 2014/2020 deliberata dalla Giunta regionale.
«Procederemo – aggiunge l’assessore all’Economia, Gaetano Armao – con celerità all’erogazione delle somme e a modificare i criteri, riaprendo così i termini per permettere la presentazione delle nuove domande a tutti coloro che in questa fase non hanno potuto partecipare».
Il finanziamento concesso (da diecimila a venticinquemila euro) è a tasso zero, senza commissioni e senza garanzie: prevede 48 rate ed ha una durata complessiva di 72 mesi (comprensivi i due anni di preammortamento). Per ogni domanda si può richiedere un contributo a fondo perduto fino a cinquemila euro per spese di sanificazione e adeguamento dei luoghi di lavoro.
In questa prima fase, per poter accedere alle agevolazioni bisognava avere avviato l’attività entro il 31 dicembre del 2018 e nel 2020 il fatturato doveva essere stato minore del 40 per cento rispetto al 2019. Per le Pmi il fatturato massimo non poteva superare i 250mila euro, per i liberi professionisti i 40mila euro. Nella seconda tornata, invece, i requisiti verranno modificati per allargare la partecipazione.
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Covid, Stefani “6 miliardi dal Pnrr per sostegno ai disabili”

PALERMO (ITALPRESS) – “Nel futuro occorrerà strutturare un sistema che adesso noi stiamo facendo con la legge delega, che è la riforma contenuta nel PNRR per la parte relativa all’ufficio disabilità, per mettere a terra vero progetto individuale di vita”. Lo ha dichiarato il ministro per le Disabilità, Erika Stefani, a Palermo a margine di un incontro all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia sul tema della disabilità.
“Le risorse stanziate nel PNRR sono generose anche sul mondo delle disabilità – ha spiegato il ministro – Ci sono sulle varie missioni una serie di fondi e progetti che porteranno direttamente o indirettamente vantaggi sul mondo della disabilità, arriviamo a più di 6 miliardi”.
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Covid, in Sicilia 929 nuovi casi e 12 decessi

PALERMO (ITALPRESS) – Aumentano i contagi in Sicilia. Secondo i quotidiani dati forniti dal ministero della Salute, i nuovi casi sono 929 (+52 rispetto alle 24 ore precedenti), con un numero di tamponi effettuati pari a 19.292. Ciò produce un tasso di positività pari al 4,8%. Dodici (12) i decessi, ma su questo numero la Regione Siciliana comunica che quelli dichiarati in data odierna si riferiscono ai giorni 08/09/21 (3 decessi); 07/09/21 (3 decessi); 06/09/21 (un decesso): 05/09/21 (un decesso); 04/09/21 (un decesso); 01/09/21 (un decesso); 31/07/21 (un decesso); 17/07/21 (un decesso). I dimessi/guariti sono complessivamente 252.369, gli attualmente positivi 27.189.
Prosegue l’allentamento della pressione sugli ospedali: il numero dei ricoveri nei reparti ordinari è di 809 (-14), mentre quello delle terapie intensive è di 117 (-1) con 7 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 26.263 persone.
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Rientro a scuola, Lagalla e Razza “Test salivari anche in Sicilia”

PALERMO (ITALPRESS) – Il governo Musumeci invia alle scuole siciliane le indicazioni operative sull’inizio del nuovo anno scolastico. Una circolare a firma degli assessori all’Istruzione e formazione professionale, Roberto Lagalla, e alla Salute, Ruggero Razza, dispone una serie di novità, tra cui la somministrazione a campione di test salivari agli alunni delle scuole elementari e medie, per il monitoraggio del contagio epidemiologico. Rimangono invece confermate le disposizioni nazionali per il contenimento del virus: uso di mascherine, distanziamento, obbligo di esibizione della certificazione vaccinale Covid-19 per il personale scolastico.
“Attraverso il sistema di monitoraggio, messo a punto dai due assessorati – dichiarano Lagalla e Razza – contiamo di mantenere alto il livello di vigilanza sulla diffusione del virus nelle istituzioni scolastiche e confidiamo nella collaborazione attiva degli studenti e delle loro famiglie che, sotto la guida dei dirigenti scolastici, potranno contribuire al contenimento del contagio e consentire una serena prosecuzione dell’anno scolastico in presenza”.
Sono quindi confermate le disposizioni nazionali sulle modalità di accesso agli istituti scolastici, in riferimento al controllo sull’avvenuta vaccinazione attraverso l’App messa a disposizione dal ministero dell’Istruzione per la quale, sino a questo momento, non sono state rilevate particolari difficoltà d’uso, grazie a una preventiva attività di formazione disposta dai dirigenti scolastici.
La procedura di controllo va estesa anche al personale esterno e ai genitori degli alunni, mentre per gli studenti non è previsto alcun obbligo vaccinale, nè l’esibizione di una correlata certificazione; chiunque abbia una temperatura superiore ai 37.5 °C, come da direttiva nazionale, dovrà restare a casa.
Si conferma l’uso di mascherine per il personale scolastico, per tutti gli operatori, a vario titolo, presenti a scuola e per gli alunni, ad eccezione dei minori da 0 a 6 anni e dei soggetti con disabilità. E’ però concessa una deroga sull’uso dei dispositivi individuali di sicurezza alle classi composte da studenti che abbiano completato il ciclo vaccinale, fermo restando il distanziamento interpersonale di un metro.
In caso di particolari criticità epidemiologiche o focolai a livello territoriale, la sospensione totale o parziale delle attività didattiche può essere disposta, con provvedimento del presidente della Regione, in presenza di classificazione del rischio in “zona arancione” o “zona rossa”. In caso di emergenze specifiche a carattere locale, la sospensione può essere decisa direttamente dal sindaco, sempre in presenza di classificazione in “zona rossa o arancione”, previo obbligatorio parere positivo dell’Asp di competenza territoriale.
Non è previsto il ricorso alla Dad (didattica a distanza), se non su indicazione del dirigente scolastico a fronte di situazioni di particolare criticità. Pertanto, l’anno scolastico per gli istituti di ogni ordine e grado potrà iniziare regolarmente in presenza.
Per gli alunni della fascia 0-6 anni e per il sistema universitario valgono le disposizioni previste a livello nazionale. Invece, per le attività formative in obbligo scolastico quelle relative ai percorsi Its e per i corsi di formazione per adulti, valgono le stesse indicazione fornite per il sistema d’istruzione, ma è prevista l’esibizione di green pass o di tampone negativo in corso di validità da parte degli allievi degli Its e degli adulti frequentanti corsi di formazione.
Le principali novità riguardano il monitoraggio sanitario. Dalla seconda metà di settembre sarà ammesso l’accesso delle Usca scolastiche negli istituti che ne faranno richiesta, per promuovere le vaccinazioni sia tra gli studenti della fascia 12-19 anni, sia tra gli operatori scolastici non ancora immunizzati. I dirigenti scolastici potranno richiedere all’Asp sia la somministrazione di vaccini a scuola, sia il monitoraggio sanitario mediante tamponi.
In particolare, nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, si procederà a regolare monitoraggio con impiego di tampone salivare, secondo le modalità dettate dall’Istituto superiore di sanità, d’intesa con la struttura commissariale nazionale per l’emergenza Covid-19. Ogni ambito provinciale dell’Ufficio scolastico regionale fornirà al Dipartimento Prevenzione dell’Asp territorialmente competente l’elenco delle istituzioni scolastiche selezionate per il campionamento, nel rispetto dei criteri fissati dall’Iss. L’Asp, informando anche il Dipartimento regionale delle Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico, comunicherà il calendario degli accessi a cadenza quindicinale in scuole diverse, in modo che il dirigente scolastico possa individuare il gruppo di alunni da inserire nello screening, con relativo consenso di chi esercita la potestà genitoriale. Sarà poi la competente Usca scolastica a occuparsi della somministrazione dei tamponi salivari e del trasferimento dei campioni al laboratorio per l’esame diagnostico.
Secondo la tabella inserita nel Piano di monitoraggio nazionale nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, saranno identificate delle “scuole sentinella” dove effettuare tamponi salivari ogni due settimane. Il campione di studenti invitati ogni quindici giorni a sottoporsi a test salivare in Sicilia sarà di 8.092 unità, per riuscire a ottenere il numero di almeno 4.856 alunni testati (da precedenti monitoraggi, infatti, la risposta volontaria degli studenti chiamati a effettuare screening è pari al 60% di coloro che vengono invitati).
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Omicidio dell’ex presidente del Consiglio comunale di Favara, un fermo

FAVARA (AGRIGENTO) (ITALPRESS) – Svolta nelle indagini sull’omicidio di Salvatore Lupo, l’ex presidente del Consiglio comunale di Favara ucciso con tre colpi di pistola il pomeriggio del 15 agosto all’interno di un bar nel centro del comune dell’Agrigentino. I carabinieri della Compagnia di Agrigento hanno eseguito questa mattina un fermo – firmato dal Procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, e dai Sostituti procuratori Paola Vetro e Chiara Bisso – nei confronti dell’ex suocero di Lupo, G.B., di 66 anni. Secondo l’accusa l’omicidio sarebbe maturato per diverbi economici connessi alla separazione fra Lupo e la moglie.

Le indagini avviate dai carabinieri di Favara, coordinati dalla Compagnia di Agrigento, hanno permesso di esplorare fin da subito la pista del delitto scaturito in ambito familiare. Dalle prime testimonianze raccolte, nonché da pregresse diatribe tra le parti note agli inquirenti, è emerso “in maniera evidente un aspro conflitto tra la vittima, l’ex moglie ed il padre di quest’ultima. Conflitti scaturiti da interessi economici connessi alla separazione tra i coniugi”, spiegano. In particolare, l’indagine si è concentrata sull’analisi delle immagini registrate dai vari sistemi di video sorveglianza attivi nei pressi del luogo del reato. I filmati visionati hanno documentato che l’auto di Lupo – una Porsche Macan – poco prima delle 18 del 15 agosto si è diretta verso l’America Bar di Favara in via IV Novembre. Dopo aver parcheggiato, Lupo è sceso dal veicolo dirigendosi all’interno del locale.
Dopo alcuni minuti, sempre secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, arriva la Fiat Panda utilizzata dall’ex suocero, che parcheggia vicino al bar. Il conducente scende dal mezzo e si dirige presso l’esercizio commerciale. Pochi secondi dopo le telecamere registrano un fuggi fuggi generale dei passanti e degli avventori che si trovavano all’interno del locale. Trambusto dovuto chiaramente ai colpi di arma da fuoco esplosi all’indirizzo di Lupo. Successivamente il conducente della Fiat Panda si è allontana a bordo dell’autoo. Il contesto investigativo cosi ricostruito, viene suffragato inoltre dagli accertamenti di microscopia elettronica eseguiti dai carabinieri del Ris di Messina che hanno rilevato nella Panda “la presenza di numerose particelle di piombo caratteristiche ed univoche dell’esplosione recente di colpi di arma da fuoco”. Il 66enne è stato dunque fermato e condotto al carcere di Agrigento, dove nei prossimi giorni sarà interrogato. L’accusa è di omicidio con l’aggravante della premeditazione e dei futili motivi, di porto e detenzione abusivo di armi comune da sparo.
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“Furbetti” del Reddito di cittadinanza scoperti a Messina, 102 denunce

MESSINA (ITALPRESS) – Maxiblitz a Messina e provincia contro i ‘furbettì del reddito di cittadinanza. I carabinieri del Comando provinciale, con l’ausilio del Nucleo carabinieri Ispettorato del Lavoro, hanno denunciato 102 persone ritenute responsabili di aver percepito indebitamente il sussidio statale. Attivate inoltre presso l’Inps le procedure per la sospensione e la revoca del reddito. Le somme incassate illegittimamente ammonterebbero a 624.000 euro. Nello specifico, sono al vaglio della Procura di Messina le posizioni di 62 persone, 32 uomini e 30 donne; mentre 19 persone, 14 uomini e 5 donne, sono state segnalate alla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, guidata da Emanuele Crescenti; in 21, 15 uomini e 6 donne, sono stati invece segnalati alla Procura di Patti.
In alcuni casi gli indagati non hanno comunicato di essere sottoposti a misure cautelari personali, oppure avevano omesso di comunicare la sottoposizione a misura cautelare di uno dei componenti del nucleo familiare. Altri invece hanno dichiarato falsamente di risiedere in Italia da almeno 10 anni o hanno fatto false dichiarazioni sul numero dei componenti del loro nucleo familiare. La normativa di legge sul reddito di cittadinanza prevede che i richiedenti, al momento della presentazione della documentazione, sono obbligati a comunicare all’Inps l’eventuale
presenza di cause impeditive oppure, dopo l’erogazione del sussidio, a comunicare sopraggiunte cause ostative, come appunto le misure cautelari personali, o variazioni della propria condizione economica che modifichino i presupposti necessari per la concessione del beneficio.
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Studio docenti UniPa, studenti “incerti” se vaccino è a vettore virale

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PALERMO (ITALPRESS) – Uno studio realizzato da docenti dell’Università degli Studi di Palermo dedicato alla posizione degli studenti dell’Ateneo rispetto alla vaccinazione per COVID-19 è stato pubblicato sulla rivista internazionale “Vaccines”.
Lo studio, condotto dai professori Laura Salerno e Gianluca Lo Coco (Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche, dell’Esercizio Fisico e della Formazione), Lucia Craxì (Dipartimento di Biomedicina, Neuroscienze e Diagnostica avanzata) e Emanuele Amodio (Dipartimento di Promozione della Salute, Materno-Infantile, di Medicina Interna e Specialistica di Eccellenza “G. D’Alessandro”) analizza i risultati di un questionario somministrato on-line agli studenti di UniPa nel mese di maggio, prima che la vaccinazione per COVID-19 venisse estesa a questa fascia di età.
“L’obiettivo era quello di analizzare i fattori socio-demografici, sanitari e psicologici che influiscono sull’esitazione e sulla resistenza vaccinale – spiegano dal team di ricerca – L’originalità dello studio consiste nell’avere comparato l’esitazione vaccinale verso i vaccini a vettore virale (come ad esempio AstraZeneca) e a mRNA (come ad esempio Pfizer-BioNTech). I dati emersi dalle risposte di oltre 3900 studenti sono estremamente interessanti, poiché solo l’1% degli intervistati risulta resistente alla vaccinazione con vaccini a mRNA (es.: Pfizer-BioNTech), mentre gli incerti ammontano al 7.2%. Il numero dei resistenti e degli incerti ai vaccini a vettore virale è risultato invece molto più elevato (30.4% di esitanti e 12.2% di resistenti), con caratteristiche leggermente diverse da quelle di chi rifiuta i vaccini a mRNA”.
“Lo studio – si sottolinea ancora – mostra che i profili dei resistenti (ovvero quelli che in letteratura si indicano come difficilmente convincibili) e degli incerti sono eterogenei e spaziano dall’adesione a teorie cospirazioniste, alla scarsa attitudine a ritenere i vaccini efficaci, al timore delle possibili reazioni avverse, con un’ampia porzione di soggetti incerti che probabilmente un certo tipo di comunicazione negativa ha reso resistenti. Una migliore comprensione delle caratteristiche di questi soggetti potrebbe aiutare a evitare eccessive semplificazioni e polarizzazioni del dibattito in corso e a elaborare campagne di comunicazione basate sulle evidenze scientifiche, adeguate ed efficaci, per raggiungere specificamente questo importante target di popolazione”.
(ITALPRESS).