MESSINA (ITALPRESS) – “La diffusione della variante mette in difficoltà la comunità nazionale e in alcuni casi rischia di vanificare persino lo sforzo fatto con le vaccinazioni di massa”. Lo ha detto il governatore Nello Musumeci in occasione di una visita nella città di Messina. “Bisogna fare tutto ciò che è possibile – aggiunge – per aggredire questo virus criminale. Non appena da Roma arriveranno le indicazioni e soprattutto il Governo avrà formalizzato sulla terza dose, noi come Regione Siciliana ci adopereremo, sperando che la riluttanza di una sparuta minoranza di siciliani nei confronti del vaccino possa essere superata”.
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Vaccino, Musumeci “D’accordo sulla terza dose, aspettiamo il governo”
Acqua, dal governo Musumeci via libera a riforma del settore in Sicilia
PALERMO (ITALPRESS) – Il riordino del Servizio idrico integrato in Sicilia: questo l’obiettivo che si prefigge il governo Musumeci con il disegno di legge illustrato dall’assessore Daniela Baglieri e appena approvato dalla Giunta. Una riforma che prevede l’istituzione di un unico Ambito territoriale, “comprendente l’intero territorio regionale, per garantire criteri di efficienza, efficacia ed economicità, nell’interesse pubblico collettivo, e un razionale utilizzo della risorsa idrica”.
La proposta di legge si compone di ventidue articoli, con particolare attenzione alla governance, per arrivare anche all’adozione di una tariffa d’ambito regionale. Per il presidente della Regione Nello Musumeci “la riforma della gestione delle acque nell’Isola tende a eliminare la frammentazione delle competenze e a compensare la censura operata dalla Corte costituzionale sulla legge regionale 19 del 2015”.
“Più volte – spiega il governatore – ci siamo confrontati con i vertici degli Ati ed è emersa l’esigenza di razionalizzare una materia così delicata e di primaria importanza. Da questa riforma scaturisce un vasto Piano di riqualificazione delle reti di distribuzione e di corretta gestione delle acque”.
Anche l’assessore Baglieri si dice soddisfatta: “Portiamo a compimento un iter iniziato col mio predecessore e che tende finalmente a mettere ordine in un settore assai esposto a speculazioni e sprechi. Spero che l’Assemblea regionale possa presto tradurlo in legge”.
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Migliaia di file pedopornografici in casa, arrestato 35enne a Messina
CATANIA (ITALPRESS) – Deteneva migliaia di file pedopornografici conservati nei suoi dispositivi. Con l’accusa di divulgazione e detenzione di materiale pedopornografico, la polizia di Catania, su delega della Procura distrettuale etnea, ha arrestato in flagranza un 35enne, residente a Messina. L’indagine della Postale di Catania ha tratto origine da una segnalazione inviata dagli organi investigativi degli Stati Uniti al servizio polizia postale di Roma, poi trasmesso per competenza alla Postale etnea. Le indagini informatiche hanno condotto all’identificazione dell’indagato che, utilizzando piattaforme online estere, divulgava immagini di pornografia minorile, anche con vittime in età infantile. Le prove raccolte hanno così permesso all’autorità giudiziaria di emettere un apposito provvedimento di perquisizione personale e informatica.
La perquisizione, eseguita dalla Polizia postale di Messina, ha messo in evidenza la detenzione da parte dell’uomo di migliaia di file pedopornografici. Il 35enne è stato così arrestato in flagranza e posto ai domiciliari.
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Uccide la moglie nel catanese nel giorno dell’udienza di separazione
CATANIA (ITALPRESS) – Ancora un femminicidio in provincia di Catania: a Bronte, un uomo di 47 anni ha ucciso la moglie, di 46 anni, a coltellate e poi ha rivolto l’arma contro se stesso, colpendosi all’addome, nel tentativo di togliersi la vita. L’aggressione è avvenuta in via Boscia, nel centro storico di Bronte, dove abita l’uomo, proprio nel giorno dell’udienza di separazione della coppia. L’aggressore è stato ricoverato all’ospedale Cannizzaro di Catania. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che indagano per ricostruire quanto accaduto. Poche settimane fa ad Acitrezza, un’altra vittima: Vanessa Zappalà, 26 anni, uccisa dall’ex Antonino Sciuto di 38 che poi si è tolto la vita.
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Via libera in Sicilia alla stagione dei concorsi per 1.500 giovani
PALERMO (ITALPRESS) – Si apre la stagione dei concorsi alla Regione siciliana. A disposizione ci sono circa 1.500 posti per laureati e diplomati. Il via libera è arrivato dal governo Musumeci che ha sbloccato varie procedure. Un migliaio di assunzioni saranno a tempo indeterminato nei Centri per l’impiego e la Regione ha scelto la Consip per assisterla nelle fasi concorsuali. Due i percorsi individuati: per i 537 laureati previste una preselezione sulla base di titoli di studio e una prova scritta; per i 487 diplomati, invece, prove scritte e orali. Quest’ultima procedura (senza preselezione, quindi) varrà anche per altri 52 laureati di vari profili.
La Giunta ha approvato anche la proposta di ripartizione del Fondo di sviluppo e coesione, che adesso verrà inviata a Roma per l’ok definitivo. Una manovra che consentirà di poter dare anche la copertura finanziaria alla selezione di 300 giovani laureati, per contratti a tempo determinato della durata di tre anni, così come previsto da una norma inserita nell’ultima Legge finanziaria della Regione.
Queste assunzioni – per profili tecnici, amministrativi ed economici – serviranno a potenziare gli uffici regionali e locali per aiutarli nella progettazione delle opere e negli adempimenti per la programmazione dei fondi comunitari e nazionali. Negli ultimi giorni, insieme all’assessore alla Funzione pubblica Marco Zambuto, il presidente Musumeci ha definito alcuni dettagli, che ora sono stati ratificati da tutto il governo.
“E’ l’occasione per molti giovani – sottolinea Musumeci – di fare un’esperienza nella Pubblica amministrazione siciliana, che a seguito dei pensionamenti degli ultimi anni e del blocco ultradecennale delle assunzioni è sotto organico. Una nuova e motivata forza lavoro che può che sarà molto utile, quindi, negli uffici della Regione e dei Comuni”.
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Tumore del colon, l’obesità induce la formazione delle metastasi
PALERMO (ITALPRESS) – L’esistenza di un nesso causale tra obesità e cancro è supportata da numerosi studi internazionali, che hanno portato recentemente ad introdurre nella comunità scientifica il nuovo termine “adiponcosi”, derivato dalla fusione tra la parola di origine latina “adiposis” (accumulo di grasso nell’organismo) e la parola di origine greca “oncosis” (formazione di un tumore), adottato per descrivere con una sola parola come l’adipe in eccesso possa concorrere all’insorgenza di neoplasie. Fisiologicamente il tessuto adiposo, oltre a costituire una riserva dei grassi in eccesso, funziona come un vero e proprio organo endocrino e metabolico molto attivo, in grado di produrre numerosi ormoni, tra cui gli estrogeni, che regolano la proliferazione cellulare. Numerosi studi hanno dimostrato come l’obesità rappresenti un importante fattore di rischio per lo sviluppo di molti tipi di tumore ed è associato a prognosi infausta. In questo contesto, i ricercatori del gruppo del professore Giorgio Stassi afferenti al Dipartimento di Discipline Chirurgiche, Oncologiche e Stomatologiche (DICHIRONS) dell’Università degli Studi di Palermo hanno recentemente identificato le molecole, presenti nei soggetti obesi, che alimentano le cellule staminali tumorali del tumore al colon, promuovendone la diffusione e conseguente formazione di metastasi.
“Data la correlazione tra obesità e aumento di mortalità dei pazienti oncologici – dichiara Stassi – è stato di fondamentale importanza studiare i meccanismi molecolari che legano l’obesità alla malattia metastatica del tumore al colon”.
La ricerca, pubblicata dalla prestigiosa rivista Nature Communications, consentirà in futuro lo sviluppo di strategie innovative per la prevenzione, diagnosi precoce e terapia. La ricerca è stata condotta dai collaboratori di Stassi (Simone Di Franco, Miriam Gaggianesi, Veronica Veschi, Melania Lo Iacono, Salvatore Vieni) con i collaboratori della professoressa Todaro del Dipartimento Promise, l’Istituto Oncologico del Mediterraneo (IOM), con Paolo Vigneri dell’Università degli Studi di Catania, Jan Paul Medema dell’Academic Medical Center di Amsterdam e con Ruggero De Maria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e vice direttore scientifico della Fondazione Policlinico Gemelli, con il quale da più di trent’anni collaborano per lo studio delle cellule staminali tumorali, essendo stati inoltre i primi a scoprirle nel contesto del tumore al colon.
“Questa scoperta – dichiara De Maria – svela un meccanismo fondamentale attraverso il quale i tumori del colon generano più facilmente metastasi in un soggetto obeso. Le molecole prodotte dal grasso nel contesto di un tumore inducono la formazione di nuovi vasi che fanno si che le cellule staminali del tumore al colon possano diffondersi. Adesso stiamo cercando di utilizzare i risultati di questa ricerca per curare meglio i pazienti obesi”.
Il team che ha prodotto questi risultati sta infatti avviando uno studio clinico molecolare che permetterà ai pazienti con alto rischio di sviluppare metastasi di essere identificati precocemente e trattati adeguatamente.
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Lotta alle mafie, a Palermo 2^ conferenza operativa Rete @On
PALERMO (ITALPRESS) – Ha preso il via stamattina nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo la seconda Conferenza Operativa nell’ambito della Rete Operativa Antimafia @ON, sul tema “Il contrasto alle organizzazioni criminali di altro livello e mafia stile – Sfide per le forze di polizia e le autorità giudiziarie”. Con il coordinamento della DIA – Direzione Investigativa Antimafia, la rete @ON è stata istituita tra i paesi UE e le terze parti, e si pone il fine di rafforzare e promuovere la cooperazione internazionale nella lotta alla criminalità organizzata e alle Mafie. L’Unione Europea ha dato il suo contributo concreto con un finanziamento europeo di 600.000 euro (denominato ONNET) in occasione della prima Conferenza Operativa e in relazione agli ottimi risultati raggiunti ha alzato a 2 milioni di euro i fondi per il successivo biennio.
A rappresentare l’Italia nella rete la Polizia di Stato, l’Arma dei Carabinieri e il Corpo della Guardia di Finanza, che affiancano la DIA.
A Palermo presenti i maggiori rappresentanti delle forze di polizia italiane e dei nuclei investigativi europei, oltre che – in presenza o con un videomessaggio – influenti membri dell’Europarlamento e delle commissioni UE.
Ad aprire i lavori il direttore della DIA, Maurizio Vallone, che ha fatto il punto sui risultati ottenuti dalla rete @ON in questi anni: “L’Europa è pronta a inviare un nuovo finanziamento alla rete @ON per investire direttamente sugli investigatori che possono così occuparsi con maggior slancio in tutta Europa della criminalità organizzata. La rete funziona e ha portato risultati concreti, abbiamo preso quattro latitanti, sia italiani che esteri, 415 arresti che è un numero significativo, oltre a soldi sequestrati in quantità – ha aggiunto Vallone -. E’ la dimostrazione di come spendere soldi UE in cose utili e pratiche”.
Il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, generale Teo Luzi, ha posto l’accento sulle occasioni per la Mafia concesse dalla pandemia di Covid-19, spiegando come “la crisi economica derivante da quella sanitaria ha creato occasioni di profitto per la criminalità, specie quella mafiosa, che diventa essa stessa impresa condizionando oltre i confini nazionali la libera concorrenza. Bisogna cooperare a livello europeo per non consentire alle mafie di mettere le mani sui fondi Next Generation UE”, e gli ha fatto eco il Comandante Generale della Guardia di Finanza, generale Giuseppe Zafarana, che ha sottolineato l’importanza di monitorare il flusso dei fondi del PNRR senza che questi possano essere intercettati dalla criminalità: “Il nostro impegno è quello di monitorare le erogazioni del PNRR che potrebbero attrarre gli interessi delle Mafie aprendo nuovi scenari e sfide europee. E’ un obiettivo importante impedire che i fondi dovuti alla pandemia possano cadere nelle mani della criminalità organizzata”.
Atteso anche il discorso del Capo della Polizia, Lamberto Giannini, che ha chiuso la prima sessione della giornata ricordando quanto sia fondamentale il tema della cooperazione: “E’ emersa l’importanza di una strategia comune di lotta alla Mafia, di una condivisione dell’informazione, che è il necessario strumento per garantire un sistema efficace di prevenzione e di contrasto del sistema mafioso. Tutto questo deve avvenire in un contesto di strettissima cooperazione internazionale – ha ribadito Giannini – E’ questo l’approccio vincente per un paese che affronta minacce di vario genere”.
Dello stesso avviso il Procuratore Nazionale Antimafia, Federico Cafiero De Raho, che nel contrasto alla criminalità organizzata ha chiesto di superare i rigidi formalismi e agire con piena collaborazione tra i vari paesi: “Contro la Mafia serve uniformità nei sistemi di prevenzione e contrasto, ma soprattutto collaborazione internazionale. Per contrastare le mafie vanno organizzate tutte le informazioni in un unico armadio digitale condiviso da tutti i paesi d’Europa e facilmente consultabile per poter intervenire in maniera puntuale”.
Per l’Unione Europea, infine, è intervenuto con un video già registrato il presidente del Parlamento UE, l’italiano David Sassoli: “La criminalità organizzata continua a costituire una minaccia per i cittadini europei, per le imprese, le istituzioni e la nostra economia. Il Parlamento Europeo ha sottolineato la necessità di una forte azione a livello continentale. La necessità è quella di una cooperazione tra gli stati e vogliamo conferire maggiori sostegni a chi lotta contro questa grave piaga della nostra società”.
I lavori proseguiranno fino alle ore 17 di oggi per poi riprendere domani.
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Vaccino in gravidanza, a Palermo open day dedicato alle mamme
PALERMO (ITALPRESS) – Una giornata interamente dedicata a rispondere alle domande delle donne in gravidanza e allattamento, per fugare ogni dubbio sull’importanza del vaccino anti-Covid.
Lunedì 13 settembre la Fiera del Mediterraneo di Palermo riconvertirà una parte dei suoi locali per un open day pensato per chi è in dolce attesa. Il padiglione 20A accoglierà tutte le future mamme indecise se vaccinarsi contro il Coronavirus e desiderose di confrontarsi con un pool di medici che possa dare spiegazioni, rassicurazioni, chiarimenti. I due corridoi vaccinali del padiglione 20A saranno inoltre a disposizione delle future mamme per permettere loro di immunizzarsi in tutta tranquillità.
Una giornata informativa e dedicata alla tutela dal virus delle donne incinte fortemente voluta dal commissario Covid della Città metropolitana di Palermo, Renato Costa.
“E’ di pochi giorni fa l’appello lanciato da ginecologi, neonatologi e pediatri al ministero della Salute per accelerare la vaccinazione anti-Covid nelle donne che allattano o aspettano un bambino – dichiara il commissario Costa -. I vaccini a mrna, in particolare, sono sicuri anche per questo tipo di target e rappresentano l’unica arma possibile per tutelare le donne incinte o le neo-mamme in allattamento dai grandi rischi del contagio. Proteggere le persone significa metterle al centro, con i loro bisogni specifici. E’ quello che vogliamo fare con questa giornata e con una serie di altre iniziative a cui stiamo pensando, dedicate a particolari categorie di persone, con esigenze peculiari, come sono senz’altro le future mamme nel periodo della gravidanza”.
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