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Covid, Sicilia lunedì zona gialla? Torna obbligo mascherina all’aperto

PALERMO (ITALPRESS) – L’attesa è tutta per la cabina di regia, ma da lunedì tecnicamente la Sicilia passa in zona gialla. Se oggi arriverà la conferma, infatti, l’isola sarà la prima regione a cambiare colore, dopo il via libera a fine luglio dei nuovi criteri per calcolare il rischio Covid-19 basati sulle ospedalizzazioni, con soglia del 10% per l’occupazione dei posti in Rianimazione e 15% per i posti letto nella cosiddetta area medica non critica. Mascherine obbligatorie anche all’aperto e un limite di quattro commensali al tavolo del ristorante. E’ quanto cambia nella sostanza per i territori. Regole diverse e meno stringenti rispetto a quanto gli italiani erano abituati a fare nei mesi scorsi. E che tengono conto anche del green pass in possesso dei vaccinati. Con il nuovo profilo di rischio giallo, le misure prevedono che ci si possa spostare tra le regioni (anche senza il green pass) e è possibile raggiungere le seconde case fuori regione al di là del colore del territorio di provenienza e di quello di arrivo. Non ci sono più limiti orari alla circolazione, dunque nessun coprifuoco, che è stato eliminato lo scorso 21 giugno e che ha segnato duramente i mesi di lockdown. Le mascherine, che in zona bianca sono già obbligatorie nei locali al chiuso, in gialla devono tassativamente essere indossate anche al’aperto. Teatri, cinema, concerti, musei e terme sono accessibili, ma vigono le stesse regole della zona bianca, quindi sempre con l’utilizzo del Green pass. Anche i ristoranti restano aperti sia all’interno (con il Green pass) che all’aperto (anche senza), ma in zona gialla il limite di commensali al tavolo è di quattro persone, con una deroga per i conviventi. Con il ritorno a scuola a settembre la presenza in classe al momento è garantita al 100% a meno che non si verifichino necessità di quarantene o focolai di contagi da Covid-19.
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Cittadini “Vaccini l’unica strada per uscire dalla pandemia”

PALERMO (ITALPRESS) – “Siamo convinti che i vaccini siano l’unica strada per uscire al più presto dall’emergenza Covid-19. Per questa motivazione, condividendo una richiesta in tal senso della Regione, abbiamo messo la nostra struttura a disposizione della popolazione siciliana per offrire un servizio di vaccinazione puntuale e professionale. La componente di diritto privato del SSN deve lavorare in sinergia con quella di diritto pubblico, in un impegno che unisce tutti: cittadini, sanitari, istituzioni e aziende”. E’ quanto afferma Barbara Cittadini, legale rappresentante della Clinica Candela di Palermo, che occupa oltre 200 professionisti tra medici, infermieri e altri operatori sociosanitari.
“Preoccupano, infatti, i dati di una ricerca della Fondazione Gimbe sullo stato della pandemia da Sars-cov-2 – rileva la Cittadini – secondo i quali continuano a salire i ricoveri tra i non vaccinati, con la campagna vaccinale che segna ad agosto un crollo di somministrazioni del -66,5%. In Sicilia, in particolare, nella settimana 18-24 agosto si registra un peggioramento per i casi attualmente positivi per 100mila abitanti – che sono 512 – e sono in aumento del 33,6 % i nuovi casi rispetto alla settimana precedente, mentre la popolazione che ha completato il ciclo vaccinale è pari 55%, con una media in Italia del 61,9%. Si tratta di dati allarmanti – conclude Cittadini – che dimostrano quanto sia fondamentale procedere celermente con la campagna vaccinale”.
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In Sicilia 1.097 nuovi casi di Covid, stabili i ricoveri

ROMA (ITALPRESS) – In Sicilia anche oggi si osserva una significativa decrescita dei casi Covid. Nonostante il numero inferiore la regione si conferma però anche oggi la prima per numero di nuovi positivi e l’unica che sfonda quota 1000 nuovi contagi. Per l’esattezza, a leggere i dati del ministero della Salute, i nuovi casi sono 1.097 (ieri erano stati 1.409), con 17.082 tamponi processati determinando un tasso di positività al 6,42%. Ricrescono i decessi, 15 (+6), ma su questo numero la Regione rende noto che tra i decessi comunicati 7 sono avvenuti ieri, 4 il 24 agosto, 1 il 23, 2 il 22 agosto e 1 il 20. I guariti sono 478, mentre gli attuali positivi aumentano di 604 a 26.110. Quasi stabili i ricoveri nei reparti ordinari, 752 (+1), così pure le terapie intensive, 103 (+1) con 9 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 25.255 persone.
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Inquinamento a Mondello, Amap esclude problemi al “Ferro di cavallo”

PALERMO (ITALPRESS) – L’Amap interviene con una nota in merito “alle notizie di stampa circa la possibilità che il recente inquinamento di alcune zone del golfo di Mondello, a Palermo, possa essere stato determinato da un malfunzionamento del canale cosiddetto ‘Ferro di Cavallò”, precisando che “ciò appare del tutto inverosimile se non impossibile alla luce del fatto che i prelievi eseguiti dalla Asp hanno evidenziato un maggiore inquinamento nella zona sud-orientale del golfo stesso. E’ noto infatti, che in quell’area lo sbocco a mare del canale, posizionato in testa al molo del circolo ‘Laurià è, ormai da decenni, ostruito da sedimenti ai limiti della sostanziale tombazione, ovvero totale ostruzione dello stesso canale”.
“L’unico sbocco a mare attivo del Ferro di Cavallo, regolamentato da una paratia attualmente chiusa – ricarda l’Amap -, si trova esattamente all’estremo opposto del golfo, in corrispondenza degli uffici della Capitaneria di Porto all’inizio di via Piano Gallo, zona che dai rilievi Asp è risultata non essere in alcun modo interessata dall’inquinamento della scorsa settimana e che in occasione della data dell’evento è stata specificatamente controllata dai nostri operatori confermando il regolare funzionamento della paratoia di chiusura che è stata oggetto nella scorsa primavera di uno specifico intervento manutentorio operato da Amap su specifica Ordinanza emessa dal Commissario straordinario nominato”.
“Va per altro ricordato – sottolinea l’Amap – che proprio la disostruzione del canale è oggetto di un programmato intervento da parte del Commissario regionale contro il dissesto idrogeologico che ha di recente appaltato gli studi di caratterizzazione dei detriti che ne impediscono il deflusso. Quanto sopra, si ritiene utile comunicare al fine di contribuire a fornire alla popolazione e ad ogni altro soggetto interessato ogni utile informazione che possa permettere correttamente indirizzare la ricerca delle cause del recente inquinamento delle acque del golfo di Mondello eliminando ogni informazione che può essere fuorviante”.
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Covid, vaccini in farmacia. Palermo prima provincia in Sicilia

PALERMO (ITALPRESS) – Vaccini in farmacia, si parte. Prima provincia in Sicilia, dalla prossima settimana sarà attivo il servizio nelle farmacie di Palermo e provincia autorizzate, il cui elenco sarà pubblicato dall’Asp. I cittadini che vorranno vaccinarsi potranno prenotare la dose di vaccino anti-Covid 19 della Pfizer-BioNTech presso la propria farmacia di fiducia aderente all’iniziativa. Nel frattempo, l’Asp riceverà le dosi di vaccino dall’industria, li scongelerà e sconfezionerà e applicherà su ogni fiala un codice di tracciamento che permetterà, attraverso l’inserimento nella piattaforma di Poste Italiane, il preciso abbinamento al soggetto ricevente. In base agli appuntamenti fissati, gli operatori della distribuzione intermedia ritireranno le dosi presso la farmacia dell’Asp e le consegneranno alle farmacie. Qui i farmacisti – appositamente formati tramite due corsi dell’Istituto superiore di sanità – eseguiranno l’anamnesi del paziente e la conseguente inoculazione del vaccino, secondo i protocolli di sicurezza stabiliti dall’accordo nazionale, e infine inseriranno sulla piattaforma i dati dell’avvenuta immunizzazione rilasciando il green pass. I pazienti cosiddetti “fragili” o che presentano comorbidità saranno reinviati al medico di medicina generale. Lo sblocco della vaccinazione in farmacia è stato reso possibile dopo una lunga serie di riunioni sugli aspetti logistici e organizzativi – e grazie alla collaborazione del direttore del Dipartimento farmaceutico dell’Asp Palermo, Maurizio Pastorello – , riunioni alle quali hanno partecipato i rappresentanti di Federfarma Palermo, di Federfarma Servizi e di Ads. “Palermo è la prima provincia della Sicilia a partire con la vaccinazione in farmacia – annuncia soddisfatto Roberto Tobia, segretario nazionale e presidente provinciale di Federfarma – . Le nostre farmacie potranno dare un significativo contributo all’implementazione della campagna vaccinale proprio adesso che, con l’aumento dei contagi e il possibile rischio imminente del ritorno in zona gialla (che speriamo possa essere scongiurato), occorre intensificare le vaccinazioni. E’ questo l’unico modo disponibile per evitare nuove restrizioni che danneggerebbero non solo la salute dei cittadini, ma anche l’economia della nostra provincia”. “Grazie al ministro della Salute, Roberto Speranza – conclude Tobia – alla struttura commissariale del generale Francesco Paolo Figliuolo, alla Protezione civile, all’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, e alla dirigente generale dell’Asp Palermo, Daniela Faraoni, viene riconosciuto e messo in pratica il fondamentale ruolo delle farmacie che, con la loro capillare distribuzione sul territorio, possono efficacemente aiutare il Servizio sanitario nazionale a raggiungere tutti i cittadini. Importanza già evidenziata nel progetto della Farmacia dei servizi e dimostrata nelle campagne di prevenzione delle principali patologie croniche e che ora, grazie alla lungimiranza, all’impegno e alla costanza delle nostre farmacie e dei nostri farmacisti, si estende anche alle campagne vaccinali”.
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Leoluca Orlando “ospitiamo i profughi afghani nei borghi disabitati”

PALERMO (ITALPRESS) – «Palermo e la Sicilia sono pronte a ospitare i rifugiati afghani, perchè da tempo la mia terra ha fatto dell’accoglienza una bandiera, dimostrando che l’integrazione non soltanto è possibile ma anche conveniente.
Credo che potremo portare avanti una grande operazione di ripopolamento dei borghi abbandonati, paesi interi che si sono svuotati e che rischiano di sparire. E potremo utilizzare nel settore turistico le competenze di chi arriva: penso a quelle linguistiche». Così in un’intervista a la Repubblica, Leoluca Orlando, presidente di Anci Sicilia e da poco tesserato Pd, al suo ultimo mandato da primo cittadino del capoluogo siciliano dopo una storia lunga trent’anni, si dice pronto ad accogliere chi è in fuga dall’Afghanistan.
«Ho consegnato una prima lista e so che le prime cinque o sei persone che abbiamo segnalato sono già in aeroporto – dice Orlando – in questa prima fase dobbiamo mettere in salvo i bersagli». «Si tratta di persone – aggiunge – che senza alcun dubbio hanno diritto allo status di rifugiati. Credo che le strutture degli Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, ndr) possano essere una prima soluzione. Ma nell’attesa che si definiscano le procedure burocratiche, potremo contare sul grande cuore di Palermo e sulle tante realtà attive sul territorio, dalla Caritas alla Comunità di Sant’Egidio. In una seconda fase, però, sarà importante anche un aiuto economico e gestionale da parte del governo: i Comuni sono in bancarotta. Una cosa è certa: Palermo non si tira indietro. Questa è un’opportunità anche per noi».
Orlando immagina «un futuro di integrazione. E di lavoro, nelle città e nelle campagne, nei paesi dove le case degli emigrati sono rimaste vuote e si vendono a un euro. Bisogna sapere di cosa si parla e non prestare il fianco a inutili e pericolose istigazioni all’odio. Intanto, le persone che in prima battuta arriveranno, avranno qui in molti casi legami affettivi, ritrovando pezzi della propria famiglia. Ma al di là delle relazioni, Palermo è l’esempio che l’integrazione è una possibilità concreta: nella città che si è riscoperta turistica, i ristoranti assumono i migranti perchè parlano le lingue». Inoltre, immagina di ripopolare l’entroterra siciliano: «Puntando sul lavoro nelle campagne, per esempio. Anni fa la Chiesa valdese fece un corridoio con la Siria e molti siriani si stabilirono sulle Madonie a lavorare la terra: sono esperienze già sperimentate e con successo. C’è il lavoro e ci sono le case: ci sono cittadine fantasma che hanno bisogno di tornare vive. Le differenze sono un punto di forza. Per questo come Anci Sicilia abbiamo subito detto che sul fronte dell’accoglienza noi c’eravamo».
Per Orlando la narrazione “dell’invasione” si contrasta «con i fatti. Pensiamo ai migranti: i numeri sembrano enormi perchè si misurano gli sbarchi sul piccolo porto di Lampedusa o su Pozzallo, che sono solo le porte d’accesso. Ma chi resta? A Palermo, per esempio, più di 200 famiglie si sono iscritte all’elenco per diventare tutori di minori stranieri non accompagnati, solo che centoventi sono ancora in attesa perchè non ci sono minori da aiutare. Dove sarebbe l’invasione? C’è un’intera Italia, direi un’intera Europa, dove i sindaci si sono aperti all’accoglienza. I primi cittadini sono avanti: hanno chiarissimo il problema del rispetto dei diritti umani».
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In Sicilia 1.409 nuovi casi di Covid e 9 decessi

PALERMO (ITALPRESS) – Lieve decrescita dei casi Covid in Sicilia. I nuovi positivi – secondo quanto rilevato dal ministero della Salute – sono 1.409, in calo di 82 con 21.519 tamponi effettuati, dato che determina un tasso di positività del 6,54%. Leggero calo dei decessi a 9 (-2). I guariti sono 841, mentre il numero degli attuali positivi cresce di 559 unità raggiungendo quota 25.506. In rialzo, anche se lievemente i ricoveri nei reparti ordinari, 751 (+11), stabili le terapie intensive a 102 con 6 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 24.653 persone.
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Ita, Almaviva “Ignorate clausole sociali, governo convochi parti”

ROMA (ITALPRESS) – Una convocazione di garanzia in sede istituzionale delle parti interessate, “al fine di scongiurare le conseguenze del mancato rispetto della clausola sociale nel cambio appalto per il call center di ITA spa (Italia Trasporto Aereo), che mette a rischio immediato la continuità occupazionale di centinaia di lavoratori a Palermo e Rende, impegnati da vent’anni sul medesimo servizio assistenza clienti per Alitalia. Perchè la tutela del lavoro non può ammettere discontinuità”. E’ la richiesta urgente che la società Almaviva Contact ha avanzato oggi con una nota al ministro delle Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, e al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, dopo aver appreso che ITA spa, società interamente pubblica, ha assegnato a un altro fornitore la gara per la gestione dei servizi di contact center, sostitutivi di quelli tuttora in capo ad Alitalia, “senza applicare la clausola sociale prevista per il settore dei call center in outsourcing che, in base al CCNL di settore e alla legge, riconosce il diritto alla prosecuzione del rapporto di lavoro con l’eventuale nuovo fornitore delle stesse attività”.
“Il bando ITA, con termini senza precedenti per gare di simili dimensioni, è stato reso noto sabato 31 luglio, chiuso nelle successive due settimane di agosto e assegnato ieri, fissando a giorni la partenza di un servizio caratterizzato dalle stesse attività che Almaviva Contact eroga per l’analogo customer care Alitalia, attraverso 621 persone specificamente formate, oltrechè dalla previsione di volumi di lavoro persino crescenti rispetto a quelli attuali – spiega la società -. Un bando di gara per servizi di call center privo di riferimenti alla clausola sociale, comprensivo invece di un punteggio premiale per l’indicazione di una sede operativa a Roma, con evidente penalizzazione per chi operi da tempo nel Mezzogiorno del Paese, guidato dal criterio del massimo ribasso economico e da una base d’asta insufficiente a coprire anche il solo costo del lavoro, elemento determinato con Decreto dal Ministero del Lavoro perchè non riducibile”. “A fronte delle preoccupazioni espresse su tempistica e contenuti del bando da parte sindacale e istituzionale, nonostante ITA avesse dichiarato pubblicamente che un eventuale fornitore entrante, diverso dall’attuale datore di lavoro – prosegue Almaviva -, avrebbe dovuto garantire l’applicazione della clausola sociale al personale attualmente addetto ai medesimi servizi, l’esito comunicato ieri attraverso un nota della Società ITA non attiva la necessaria procedura e ne certifica il mancato rispetto, con la drastica ed elusiva sostituzione dei lavoratori di Almaviva Contact, fin dai prossimi giorni. Una responsabilità grave, quella assunta da ITA, che provocherebbe non solo il conseguente, obbligato ingresso in regime di ammortizzatore sociale al 100% entro i prossimi giorni per le 621 persone finora impegnate sullo stesso servizio, ma si dimostrerebbe un segnale ancora più distruttivo per l’intero settore, provenendo da una società totalmente pubblica. Gli effetti delle scelte di ITA, che mettono a rischio immediato la continuità occupazionale di centinaia di persone in territori del Paese già fortemente provati dalla fase tormentata dell’emergenza sanitaria, richiedono un intervento di garanzia istituzionale per assicurare l’indispensabile tutela del diritto di ogni singolo lavoratore del settore al mantenimento del proprio impiego, riconosciuto dalla legge e dal contratto collettivo di riferimento”.
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