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Covid, Musumeci revoca le “zone rosse” in Sicilia

PALERMO (ITALPRESS) – Con una nuova ordinanza, il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha appena disposto la conclusione delle “zone rosse” in Sicilia. Erano state istituite nei Comuni di Caltabellotta, Cammarata, Favara, Gela, Mazzarino, Riesi e San Giovanni Gemini. La revoca è stata adottata alla luce dell’entrata in vigore del decreto legge recante nuove misure di contenimento epidemiologico della pandemia. L’ordinanza, emanata sulla base delle relazioni dei dipartimenti di prevenzione delle Aziende sanitarie provinciali di Agrigento e Caltanissetta, ha efficacia dalla sua pubblicazione sul sito istituzionale, prevista per il primo pomeriggio di oggi. “Abbiamo subito recepito i nuovi parametri che sono stati pubblicati la scorsa notte – ha detto il governatore – dopo una impegnativa trattativa con il governo nazionale che ha accolto la proposta della nostra e delle altre Regioni. Da oggi prevale, dunque, per il cambio di colore il criterio della ospedalità, ma ai cittadini dei sette Comuni interessati e, in generale, a tutti i siciliani mi sento comunque di rivolgere ancora un richiamo al senso di responsabilità: completiamo la campagna vaccinale e adottiamo tutte le precauzioni per scongiurare nella nostra Isola una ricaduta”.
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“Fidanzato ideale” sui social, adescava minorenni. Arrestato a Catania

CATANIA (ITALPRESS) – Un uomo di 27 anni, (G.O.B.) catanese, è stato arrestato dai carabinieri della Compagnia di Catania Piazza Dante per pornografia minorile, prostituzione minorile, estorsione e atti persecutori. L’indagine trae origine dalla denuncia di una ragazza di 16 anni, che nell’agosto del 2017 era stata contatta su Messanger dall’indagato (allora 23enne) e era stata vittima di atti sessuali. L’immediato sequestro del telefono cellulare e la successiva analisi dei suoi contenuti ha consentito ai militari dell’Arma di riscontrare quanto riferito dalla minore e soprattutto di portare alla luce uno scenario “sconcertante” (come sottolineato dagli investigatori, ndr) che vedeva vittime di gravi fatti di reato anche altre minorenni.
In particolare, i carabinieri sono riusciti a identificare ed a sentire altre cinque minorenni (di età compresa fra i 13 e 16 anni) vittime di un consolidato modus operandi dell’indagato che, dopo aver individuato in rete le minori più fragili e quindi più facili da adescare, reperiva abilmente informazioni personali sul loro conto (età, domicilio, situazione sentimentale) e si adoperava, tramite perseveranti chat e videochiamate, a instaurare un rapporto di confidenza e complicità adulandole e lusingandole con complimenti, espressioni affettuose e promesse d’amore. Secondo quanto ricostruito durante le indagini, il 27enne acquisita la fiducia delle minori, convinte di relazionarsi con un fidanzato ideale, le induceva a discutere di argomenti attinenti alla sfera sessuale chiedendo loro in modo ossessivo e reiterato l’invio di foto e/o video in pose erotiche o di nudo, suggerendo persino le precise modalità di realizzazione del materiale pedopornografico e promettendo illusori incontri amorosi oppure l’acquisto di costosi vestiti o cellulari. In caso di rifiuto delle giovani vittime, l’indagato le minacciava di riferire delle conversazioni o dell’invio delle foto compromettenti ai genitori e ai fidanzati, ai servizi sociali o ai carabinieri, così – come sottolineato dalla Procura – da “controllarle emotivamente, terrorizzarle” e “estorcere loro” la produzione di altro materiale pedopornografico. Le minacciava, inoltre, di pubblicare su internet o su Facebook i loro numeri di telefono, di presentarsi in casa loro, di pedinarle o di farle aggredire, spacciandosi per un agente di un gestore telefonico in possesso di informazioni riservate. In altre occasioni, l’indagato aveva chiesto persino di intrattenere rapporti sessuali con terze persone. Per il 27enne il Gip ha disposto la custodia cautelare in carcere.
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Cardinale festeggia 50 anni di docenza, “Voglio continuare”

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“Malgrado sofferenze e ansie il bilancio è ampiamente positivo perché ho avuto la fortuna di creare una scuola accademica che è la più importante d’Italia. Oggi voglio continuare a lavorare e operare”. Lo dice Aldelfio Elio Cardinale, Professore Emerito di Scienze radiologiche, in occasione della celebrazione a Palermo del 50° anniversario di docenza accademica. “Oggi – aggiunge – soffia un vento di speranza, che riguarda anche positivamente la sanità. Il mio itinerario accademico nasce nel 1965 e in questo contesto si colloca il concetto della scuola accademica. Abbiamo raccolto un’eredita’ importante e siamo diventati custodi di un patrimonio del passato e presente”. L’assessore regionale all’Istruzione Roberto Lagalla ha sottolineato che “il senso e la direzione di un docente universitario è quello di generare una scuola. La scuola dà identita’, appartenenza, sicurezza, riferimento, conforto e talvolta afflizione ma resta una famiglia. Spero di avere preso almeno un pizzico di quella generosita’ che mi è stata trasferita da Elio, è stato un viaggio straordinario. La curiosità intellettuale non deve essere mai sopita, mi ha trasmesso la volontà d’impegno e di essere utile alla nostra comunità”.
“Siamo qui per festeggiare gli 80 anni di Elio – afferma Marcello Ciaccio, presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università degli studi di Palermo – e i suoi 50 anni di vita accademica per quello che ha fatto per la radiologia in Sicilia. Ha ricostituito la scuola radiologica. E’ stato maestro vero e mentore illuminato, non si è limitato a insegnare”.
Un invito a Cardinale arriva da Maria Chiara Carrozza, presidente del Cnr: “Ci aspettiamo che ci aiuti nel progetto per la Sicilia, per dare un futuro ai nostri ricercatori”.
L’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza sottolinea che “in ogni occasione di incontro con Cardinale ho potuto cogliere la passione e l’idea di trasmettere le proprie esperienze a una generazione diversa, portare quel punto di vista. Con lui è nata anche l’idea di una scuola per l’umanizzazione delle cure”.
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Recovery, Lagalla a ministro Messa “Sviluppo Sicilia passa da ricerca”

PALERMO (ITALPRESS) – “Garantire il diritto allo studio, investire nella ricerca e puntare a un nuovo modello formativo attraverso la valorizzazione del digitale, rappresentano gli obiettivi di una sfida che la Sicilia non può perdere per sfruttare nel miglior modo possibile le risorse messe a disposizione dal Pnrr. Un risultato che può essere raggiunto solo attraverso la sinergia di tutti i soggetti pubblici e privati che concorrono allo sviluppo della Sicilia, questo è il motivo dell’incontro di oggi ed è per tale finalità che il ministro Messa ha voluto riservare la sua partecipazione su invito della Regione”. Lo ha detto l’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale Roberto Lagalla, a margine dell’incontro che si è svolto presso la sede Cnr di Palermo con il ministro dell’Università e della ricerca, Maria Cristina Messa, sul tema: “Pnrr: prospettive di ricerca e sviluppo in Sicilia”. Presenti anche il presidente del Cnr, Maria Chiara Carozza, il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, il presidente del Crus, il Comitato regionale delle università siciliane, Giovanni Puglisi e i rettori degli atenei dell’Isola. “L’Italia – ha aggiunto Lagalla – si trova in un momento importante per poter saldare gap infrastrutturali, ritardi e disuguaglianze sociali, ma soprattutto per valorizzare il capitale umano cogliendo nuove opportunità attraverso l’uso responsabile dei fondi messi a disposizione dal Piano nazionale di ripresa e resilienza”.
“Abbiamo risorse e fondi – ha sottolineato il ministro Messa – dobbiamo saperli usare molto bene e portare la nostra ricerca a livelli europei. Conto che gli strumenti previsti dal Pnrr abbiano un grande impatto sulla Sicilia, perchè questa regione ha tante aree molto forti, sia dal punto di vista universitario e formativo, sia dal punto di vista della ricerca. Ha messo a punto diversi sistemi di ricerca su varie tematiche, dal mare all’energia, all’eolico per fare degli esempi. Vorrei che questi fondi servissero a fare sistema e tradurre i risultati della ricerca in utilità per tutti i cittadini”. Per il presidente del Cnr Carrozza bisogna far crescere i giovani e ridare un futuro ai tanti precari della ricerca. “Il loro futuro – ha evidenziato – c’è ed è scritto in questo Pnrr. Dobbiamo essere in grado di mettere in atto azioni che si svolgono subito: progettazione e realizzazione in tempi brevi. Intendiamo valorizzare le persone che sono dentro quest’area e nel sistema universitario e dell’innovazione siciliana, affrontando la sfida della transizione ecologica”.
“Ricerca e università – ha concluso Puglisi – non sempre sono riuscite a stare insieme nella sinergia dei progetti. Oggi il problema è riuscire a dare ai progetti un time table che sia credibile. Bisogna partire dalla cultura della realizzazione e dell’attenzione dei progetti”.
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Vaccino, Razza “Si moltiplicano iniziative con Enti locali”

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PALERMO (ITALPRESS) – “Si moltiplicano le iniziative che il sistema sanitario regionale organizza con i sindaci e le amministrazioni locali per favorire la campagna vaccinale di prossimità. Ringrazio i direttori generali e i commissari da me nominati, anche perché la crescita dei primi vaccinati dopo l’ordinanza del presidente Musumeci è stata davvero significativa. Ci aspettiamo ancora molto dai prossimi giorni”.
Lo dichiara l’assessore regionale della Salute, Ruggero Razza.

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Vaccino, Musumeci “Violazione privacy? Infondata la preoccupazione del Garante”

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PALERMO (ITALPRESS) – “Mentre sulle colonne del Corsera un autorevole giuslavorista come il professor Ichino rivendica l’esistenza di norme nazionali che possono determinare perfino il licenziamento dei lavoratori, misura francamente sproporzionata, il Garante per la protezione dei dati personali si preoccupa di possibili, quanto inesistenti, lesioni alla privacy derivanti dall’invito alla vaccinazione dei datori di lavoro ai loro dipendenti. Si tratta di un atto giuridicamente non condivisibile, da parte di chi evidentemente non si rende conto di cosa sia una pandemia e come meriti protezione una Regione che non può permettersi nuove chiusure, senza mettere definitivamente a rischio l’economia e, quindi, il lavoro di migliaia di persone e la salute pubblica”. Lo dichiara il governatore della Sicilia Nello Musumeci, commentando il provvedimento adottato dal Garante della privacy in merito all’ordinanza 75 del 7 luglio del presidente della Regione. Lo stesso professor Ichino evidenzia come non serva una norma nazionale per agire sui lavoratori, perché esiste già l’articolo 2087 del Codice civile che, in combinato disposto con gli articoli 15 e 20 del decreto legislativo 81/2008 (Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro), affida proprio ai datori di lavoro il compito di “adottare tutte le misure consigliate dalla scienza, dalla tecnica e dall’esperienza idonee a ridurre al minimo, se non azzerare, ogni rischio per la sicurezza e il benessere fisico e psichico del lavoratore”.
Peraltro, proprio nei giorni in cui da Roma vengono chieste informazioni ben più penetranti sul mondo della scuola e in procinto di emanazione del nuovo decreto annunciato dal Governo nazionale – conclude Musumeci – le preoccupazioni avanzate sono infondate e del tutto apodittiche”.

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Scoprire le storie sotterranee di Palermo con l’itinerario archeologico di Palazzo Reale

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PALERMO (ITALPRESS) – Un’altra area di Palazzo Reale, da oggi, diventa fruibile ai visitatori, che stavolta andranno alla scoperta delle storie sotterranee del Palazzo e di Palermo. È stato inaugurato, infatti, l’Itinerario Archeologico di Palazzo Reale, che la Fondazione Federico II ha voluto denominare “Radici Ritrovate”. Un altro tassello verso quell’obiettivo fissato da Gianfranco Miccichè nel 2018 per la Fondazione Federico II: “Quando abbiamo iniziato – afferma il Presidente dell’Ars e della Fondazione Federico II Gianfranco Miccichè – ci siamo subito resi conto che c’era molto da fare. Ma occorreva prima di tutto garantire la piena fruizione culturale di Palazzo Reale perché questo Palazzo è della città e del mondo. Oggi siamo su un altro pianeta rispetto ad allora, ma i pianeti vanno esplorati tutti, fino ad arrivare al sole. Così, dopo aver aperto il Portone Monumentale, il corridoio medievale con accesso al cortile Maqueda, la Sala di Re Ruggero, la Torre Pisana e i Giardini Reali ed aver reso le Sala Duca di Montalto in grado di accogliere mostre di livello internazionale, apriamo al pubblico anche l’Itinerario Archeologico di Palazzo Reale. Non è solo un altro spazio visitabile del percorso culturale-turistico che ci permette di scoprire le meraviglie sotterranee di Palermo: ritroviamo anche, concretamente e concettualmente, le radici più antiche del Palazzo e della città”. L’apertura dell’Itinerario è frutto di un’ampia collaborazione interistituzionale, che ha impegnato la Fondazione per oltre un anno. Il percorso offre un’esposizione permanente di quei reperti finalmente fruibili, che erano stati rinvenuti a Palazzo Reale durante gli scavi del 1984, dando lustro al lavoro dell’archeologa Roa Camerata Scovazzo, nonché di reperti integri ed emblematici del periodo punico. In particolare è presente l’intero corredo funerario di una delle tombe della necropoli punica, rinvenuto a Palermo durante gli scavi del 1953. “La Fondazione Federico II, grazie alla collaborazione con un team di archeologi e di musei, ha voluto ancora una volta offrire lo sguardo di insieme del Palazzo – dichiara Patrizia Monterosso, direttore generale della Fondazione Federico II – che è un complesso di stratificazioni storico-culturali, proponendo un allestimento comprensivo di reperti che sono testimonianza del periodo punico, islamico e normanno-svevo. L’Itinerario Archeologico pertanto abbraccia un esteso periodo e racconta oltre duemilacinquecento anni di storia, dalla fondazione della città coi punici fino alla fase normanno-sveva”. Un nutrito apparato didattico accompagna una fruizione immersiva. L’idea espositiva della Fondazione Federico II si è avvalsa del supporto scientifico del Museo Archeologico Antonio Salinas e della Soprintendenza di Palermo per la musealizzazione dei meravigliosi reperti che costituiscono e restituiscono perfettamente il racconto dei secoli di storia. È così evidenziata la tradizione sepolcrale legata al mondo punico e vengono poste in rassegna ceramiche medievali in grado di narrare i momenti storici che fecero di Palermo una delle città più evolute e note del Mediterraneo, ruolo sottolineato dalla mappa islamica della Sicilia, richiesta dalla Fondazione alla biblioteca di Oxford. L’esposizione permanente dei reperti fornirà ai visitatori una chiave di lettura completa sulla storia della città attraverso pannelli didattici e mappe tematiche. L’evoluzione urbica e militare rappresentata offre un’utile lettura anche dell’organizzazione socio-culturale che contraddistinse Palermo sin dalle origini puniche.

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Palermo, Angelo Cuva professionista dell’anno per consulenza tributaria

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PALERMO (ITALPRESS) – E’ andato a Angelo Cuva (Studio Cuva) del foro di Palermo – come professionista dell’anno per la consulenza tributaria – il premio “Le Fonti Awards”, quest’anno all’undicesima edizione, che incorona le eccellenze del mondo imprenditoriale, legale e professionale che, in un periodo particolarmente complesso per l’economia mondiale, hanno dimostrato una spiccata dedizione al lavoro, la capacità di fornire servizi di alta qualità, oltre a elevate competenze specialistiche e orientamento alla formazione e all’innovazione. La cerimonia di premiazione si è tenuta a Milano. “Per operare – si legge nella motivazione del premio – da oltre 30 anni nel settore, supportato da un team di professionisti competenti e altamente efficienti. Per la professionalità, l’ampia preparazione, la flessibilità e la grande passione”.
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