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La Regione promuove campagna per biocombustibili e agroenergia

CATANIA (ITALPRESS) – Sostenere l’utilizzo e la produzione di biocombustibili e la diffusione dell’agrovoltaico nelle campagne siciliane, ma anche regolamentarne l’impatto sul territorio. Inoltre, sensibilizzare gli imprenditori e, soprattutto, la popolazione sulla sicurezza e sui vantaggi della conversione in energia dei rifiuti organici urbani e agricoli, con una robusta campagna di comunicazione che a breve sarà lanciata dall’assessorato regionale all’Energia. Queste le direttrici dell’azione della Regione Siciliana, emerse durante i lavori della seconda giornata di “Le Energie della Sicilia”, l’evento organizzato dal governo Musumeci alle Ciminiere di Catania, nell’ambito delle Giornate dell’Energia 2021.
“Oggi – afferma l’assessore all’Energia, Daniela Baglieri – la Regione Siciliana deve allinearsi a quanto avviene a livello comunitario. Proprio ieri la Commissione europea ha approvato il pacchetto legislativo “Fit for 55”, che contiene proposte di direttive, regolamenti e altre iniziative riguardanti tutti i settori dell’economia che sono chiamati a contribuire al raggiungimento dei traguardi fissati sul clima, ovvero la riduzione delle emissioni di gas serra dell’Ue del 55% al 2030 e l’obiettivo “zero emissioni nette” (la cosiddetta neutralità climatica) entro il 2050. In questo quadro generale, l’opportunità di sviluppare il settore dei biocarburanti prodotti da rifiuti organici di origine urbana e agricola è enorme per la Sicilia e rappresenta un importante stimolo agli investimenti. In Italia esistono 1400 impianti di biogas, ma ancora pochi sono quelli nella nostra Isola. Il nostro obiettivo, attraverso un dialogo inclusivo e non ideologico – continua l’assessore – è stabilire un quadro di riferimento capace di rendere green l’economia siciliana senza penalizzare le imprese. A questo fine, attraverso la grande opportunità del Pnrr, dobbiamo sviluppare il sistema in modo lineare, semplificando per il possibile i processi autorizzativi”. Al centro della tavola rotonda di questa mattina, moderata dal direttore del dipartimento regionale dell’Energia, Antonio Martini e da quello del dipartimento Acqua e rifiuti, Calogero Foti, le opportunità offerte dalla produzione di biogas dagli scarti agricoli, la necessità di chiudere il ciclo dei rifiuti producendo energia. Tanti gli interventi in presenza e in video collegamento di esperti, operatori del settore e rappresenti di associazioni ambientaliste. “Ad oggi – ha sottolineato Biagio Pecorino, docente dell’Università di Catania – ci sono solo cinque impianti di produzione di biogas in Sicilia, pochi rispetto al resto d’Italia, nonostante le grandi potenzialità che avremmo nell’Isola nel recupero e nella produzione di energia da scarti e sottoprodotti del sistema agroalimentare. La possibilità di produrre biogas sarà sempre più strategica per il futuro, perchè potremo realizzare i nostri prodotti di qualità impiegando solo carburanti “puliti”, accrescendone il valore e l’apprezzamento sui mercati internazionali”. Pietro Orsini, dell’Agenzia delle dogane, in video collegamento ha accennato alla proposta avanzata ieri dalla Commissione europea, che “prevede un aumento della tassazione sui prodotti fossili e una possibile detassazione da parte degli Stati membri sui prodotti energetici ottenuti da biomassa e biomassa sostenibile. Sul biogas – ha aggiunto – il ministero dello Sviluppo economico e quello della Transizione ecologica stanno portando avanti un programma di sostegno alla produzione e sono in attivazione risorse per contributi sino al 40% a fondo perduto per la realizzazione degli impianti e la connessione alle reti di distribuzione”.
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Cubi e cerchi sospesi sul sagrato della Cattedrale di Palermo. Omaggio a Santa Rosalia

PALERMO (ITALPRESS) – Chi guarderà dal basso sarà preso da una vertigine perchè quei cerchi e cubi che volteggiano in cielo, ti faranno sentire leggero. Chi invece vorrà andare oltre la semplice installazione, si troverà dinanzi un “presepe sospeso” che si immerge nell’iconografia legata a Santa Rosalia, protettrice della città di Palermo, ieri come oggi. Ieri sera sul sagrato della Cattedrale – nella serata che per tradizione è occupata dalle manifestazioni del Festino, e che da due anni ha dovuto rinunciare al tradizionale corteo scenografico, a cui accorrevano diverse centinaia di migliaia di spettatori -, hanno preso vita due diverse installazioni luminose en plein air, riunite sotto il comune titolo, Rosalia, Luce mia, firmato e prodotto da Stefania Morici. Progetti diversi ma complementari, che rendono omaggio alla Santuzza tanto amata dai palermitani. Cubi in enfilade ad introdurre sul sagrato, piatti sospesi come un bosco incantato, figure e focus luminosi: resteranno tutti scenograficamente sospesi fino al 10 settembre, inglobando anche il 4, altra data legata al culto della patrona. Dentro ogni cubo e ogni cerchio, disegni e personaggi nati dalla penna versatile e dagli acquerelli, rispettivamente, di Sergio Caminita (Repetita Iuvant) e Anna Cottone (In Lucem): legato al mondo del design e delle grafica il primo, acquerellista e Urban Sketchers la seconda, uniscono le forze per raccontare la Santa. Che affiorerà dalle facce di ogni cubo, si replicherà decine e decine di volte, pazientemente in attesa che questa città ricominci da dove aveva lasciato prima della pandemia. Dai suoi siti culturali, dalla bellezza delle strade, dai suoi gioielli in chiese ed oratori. Un monito e un invito nello stesso tempo: a vivere piano, godere delle piccole cose, ricostruire la propria vita. Il progetto è di Stefania Morici, che già poco meno di un anno fa aveva firmato un primo omaggio a Santa Rosalia – tanti cuori di Angelo Yezael Cruciani, pronti a formare un’enorme rosa, sul sagrato della Cattedrale – e, da lei, a tutti coloro che lottano per il cambiamento. “Un’installazione di luci e colori che dialoga con le bellezze della Cattedrale – dice – Il dono, mio e dei due artisti, rappresenta la speranza. Santa Rosalia abbraccia Palermo e i suoi cittadini con la sua luce ed il suo amore”. Rosalia, Luce Mia è prodotto e organizzato da Cialoma eventi, Associazione Arte mediterranea e Arteventi di Stefania Morici, sostenuto da Io Compro Siciliano. Con il patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura del Vaticano, Arcidiocesi di Palermo, Assemblea Regionale Siciliana, l’assessorato regionale del Turismo, Sport e Spettacolo, Assessorato comunale alle CulturE, Fondazione Sicilia; Settimana delle Culture, Fondazione per l’Arte e la Cultura Lauro Chiazzese. In collaborazione con RISO – Museo d’arte contemporanea della Sicilia, CoopCulture, Cassaro Alto, Officine Creative. Progetto dell’allestimento di FDR Architetti di Agostino Danilo Reale, allestimenti realizzati da I Dock, collaborazione tecnica di Hafa Comunicazione. Con il sostegno di Ted, Grasso occhiali, Luan. “Siamo orgogliosi di essere presenti promuovendo l’arte attraverso un’installazione unica dedicata alla Santuzza che illuminerà, vigilerà e proteggerà l’estate dei palermitani”, dice Davide Morici, fondatore di #iocomprosiciliano. Supporto di Cettina Giaconia, imprenditrice e consulente d’impresa, e sostegno del Comune. “Grazie alla sensibilità artistica e umana di Stefania Morici, nasce un racconto artistico per luci e immagini che è conferma di fede e fiducia nella possibilità di liberarci, ancora una volta da ogni peste” dicono il sindaco Leoluca Orlando e l’assessore alle CulturE, Mario Zito. Al progetto collabora anche la Fondazione Sicilia, presieduta da Raffaele Bonsignore, che spiega come “La devozione che da secoli lega i palermitani a Santa Rosalia è riuscita a emergere anche in questi ultimi anni funestati dalla pandemia”. E da ieri nelle vetrine sul Cassaro di RISO – Museo d’arte contemporanea della Sicilia, e in collaborazione con CoopCulture che gestisce i servizi del museo, verranno esposti sei “taccuini d’arte” di Anna Cottone, un cartellone che ricalca quello dei cantastorie con la vita di Rosalia, e un teatrino in cartone, accompagnati sempre da un cunto in dialetto siciliano. Un’immersione a 360 gradi nel mondo della santa eremita, un lungo racconto per immagini acquerellate, che Anna Cottone porta già avanti da diversi anni. E che raffigurano un vero e proprio viaggio dentro il Festino.
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Sicilia, si riapre il confronto con il Mef sull’autonomia finanziaria

PALERMO (ITALPRESS) – Riparte il confronto sulla revisione delle norme di attuazione in materia finanziaria della Regione Siciliana, con l’impegno a definirlo entro pochi mesi e in tempo per la prossima Legge di Bilancio. E’ quanto emerso da un incontro al ministero dell’Economia e delle Finanze tra il ministro Daniele Franco e il vicepresidente e assessore all’Economia della Regione Siciliana, Gaetano Armao.
All’incontro hanno partecipato anche il sottosegretario Alessandra Sartore, il ragioniere generale dello Stato Biagio Mazzotta, il capo di gabinetto Giuseppe Chinè e l’Ispettore generale Salvatore Bilardo.
Stato e Regione devono raggiungere un accordo per la revisione complessiva delle norme di attuazione in materia finanziaria che consenta di dare piena attuazione agli articoli 36, 37 e 38 dello Statuto siciliano.
“Si riapre il negoziato sul tema dell’autonomia finanziaria – spiega il vicepresidente Armao all’Italpress -. Dopo gli accordi della primavera del 2019 c’era stata una stasi, che adesso viene superata. Il ministro Franco è stato molto disponibile a definire entro breve tempo il negoziato. Questo vuol dire potere affrontare con serenità i prossimi anni sul piano finanziario, consentendo di riequilibrare uscite ed entrate che oggi risultano disallineate”.
Tra gli altri temi sul tavolo “la condizione di insularità, la fiscalità di sviluppo, i livelli essenziali delle prestazioni. Tutti elementi che ci porteranno entro qualche mese al definitivo superamento delle norme di attuazione che risalgono al 1965. Serve un nuovo assetto delle relazioni finanziarie tra Stato e Regione”, ha aggiunto Armao.
“Il Governo regionale non chiede prebende o regalie, ma le risorse per garantire, in linea con quanto precisato dalla Corte dei Conti – si legge nel documento presentato dal vicepresidente della Regione Siciliana al ministro Franco -, all’espletamento delle funzioni statutariamente attribuite ed i livelli essenziali delle prestazioni costituzionalmente riconosciuti ai cittadini siciliani e che con l’attuale gettito è divenuto insostenibile.
Ne discende che oggi non è più procrastinabile tale situazione poichè incide sulla costituzionalità dell’assetto delle relazioni finanziarie tra Stato e Regione e tale incostituzionalità non può che refluire su quella dei documenti statali che ne consolidano i profili di grave criticità”.
“Come recentemente confermato dalle Sezioni Riunite della Corte dei Conti – prosegue il documento -, lo scostamento tra le previsioni definitive e gli accertamenti registrato nell’esercizio 2019 con riferimento ai tributi devoluti (-481 milioni di euro) e, più in generale, alle entrate correnti (-543 milioni di euro) di cui le entrate tributarie rappresentano il 72,5%, non appare, tuttavia, coerente con i risultati registrati in ambito statale, le cui previsioni definitive, invero, sono risultate sottostimate rispetto agli accertamenti delle entrate tributarie che, nel complesso, sono cresciute del 2,8% (0,17% nel 2018), con una forte accelerazione, in particolare, delle imposte dirette (3,9% contro la diminuzione dell’1,1% del 2018)”.
Inoltre “la misura dell’incremento delle entrate tributarie, specialmente nel 2019, non si rivela in linea con quello delle stesse entrate al livello statale”. In ogni caso il gettito delle entrate tributarie “non è in grado di trainare significativamente l’incremento delle entrate il cui accrescimento di un punto percentuale corrisponde a circa 1,1 milioni di euro”.
Il documento evidenzia poi che “la condizione di insularità non determina soltanto un pregiudizio di tipo economico sui cittadini, ma anche sulla Regione e sulle relazioni finanziarie dello Stato che di tale condizione devono tener conto”.
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Unicredit, Malandrino confermato regional manager area Sicilia

MILANO (ITALPRESS) – Dopo l’istituzione del nuovo assetto organizzativo presentato lo scorso maggio dall’Amministratore Delegato del Gruppo Andrea Orcel e la nomina di un nuovo Group Executive Committee (GEC), UniCredit annuncia oggi ulteriori passi nel percorso di rafforzamento della sua struttura operativa, con particolare focus sull’Italia e sulla Sicilia. Tutte le strutture organizzative vengono ridisegnate con l’obiettivo di garantire livelli di esecuzione e capacità decisionali più rapide oltre a promuovere l’eccellenza operativa, facilitando legami ancora più solidi tra il management, i clienti e le comunità in cui la banca opera. Le attività italiane rientrano nella nuova UniCredit Italia, una geografia autonoma all’interno del Gruppo, dotata di tutte le leve necessarie per supportare e soddisfare al meglio le specificità dei territori e le diverse esigenze locali. La nuova UniCredit Italia è guidata da Niccolò Ubertalli, nominato Responsabile Italia. Il Regional Manager per l’area Sicilia resta Salvatore Malandrino, sotto la guida del Responsabile Italia Niccolò Ubertalli. Per Andrea Orcel, Amministratore Delegato di UniCredit: “L’annuncio di oggi è un ulteriore passo verso il raggiungimento del nostro obiettivo di semplificare e ridurre la complessità che ha caratterizzato il nostro business per troppo tempo. E’ l’inizio di un processo di maggiore responsabilizzazione, che ci consentirà di sbloccare tutto il valore insito nel nostro Gruppo, in modo da poter servire al meglio i nostri clienti e le nostre comunità. Parte di questo percorso di semplificazione include la creazione di UniCredit Italia, che diventa una geografia autonoma e dotata di pieni poteri, accanto a Germania, Europa Centrale ed Europa dell’Est. Una scelta che sottolinea non solo l’importanza del nostro patrimonio e delle nostre radici, ma anche la forza di un modello di business paneuropeo perfettamente integrato, che non ha eguali”. UniCredit è presente in Sicilia con 236 filiali, oltre 2.000 dipendenti e sostiene l’economia del territorio con circa 8,3 miliardi di euro di finanziamenti a imprese e famiglie della Regione.
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A Rinaldi,Aloise, Giudice e Pisu premio giornalistico “Cristiana Matano”

LAMPEDUSA (AGRIGENTO) (ITALPRESS) – Salvatore Aloise (Arte Journal TV) per la stampa estera, Sara Giudice (La7-Piazza Pulita) e Sabrina Pisu (L’Espresso) per la stampa italiana, e Lamberto Rinaldi (Stampa Critica), giornalista emergente, sono i vincitori della sesta edizione del Premio giornalistico internazionale “Cristiana Matano”, dedicato alla giornalista prematuramente scomparsa l’8 luglio 2015. Lo ha deciso la giuria del Premio presieduta da Riccardo Arena (Giornale di Sicilia) e composta anche da Gaspare Borsellino (Italpress), Felice Cavallaro (Corriere della Sera), Raffaella Daino (Sky), Enrico Del Mercato (La Repubblica), Roberto Gueli (Rai), Xavier Jacobelli (Tuttosport), Francesco Nuccio (Ansa), Elvira Terranova (AdnKronos) e Trisha Thomas (Associated Press). La cerimonia di consegna – presentata dai giornalisti Laura Cannavò e Salvo La Rosa – si è svolta a Lampedusa, al termine di tre giorni dedicati al dialogo tra le culture attraverso un’analisi sul giornalismo e momenti di teatro, musica e sport. Oltre 60 gli elaborati arrivati, tutti di ottimo livello: contenenti testimonianze, fatti e reportage – legati a Lampedusa, al Mediterraneo, ma anche a tutti gli altri luoghi di confine del mondo – inerenti ai valori della solidarietà e dell’integrazione, al fenomeno delle migrazioni, allo sviluppo del turismo e alla bellezza del territorio, alla salvaguardia del paesaggio e dell’ambiente. Premi anche a Medici Senza Frontiere, per i 50 anni a sostegno delle grandi emergenze e per la costante opera umanitaria nel Mediterraneo, alle eccellenze delle isole Pelagie e agli studenti che hanno partecipato al corso di formazione sul giornalismo. Il Premio giornalistico internazionale Cristiana Matano, nato nel 2016, è organizzato dall’Associazione Occhiblu onblus, con il contributo dell’Ordine nazionale dei Giornalisti, dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia della Federazione Nazionale della Stampa, di Assostampa Sicilia e Palermo e dell’Ussi, con l’Alto patrocinio del Parlamento Europeo.
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Musumeci a Roma incontra Giovannini, confronto su infrastrutture Sicilia

ROMA (ITALPRESS) – E’ durato quasi due ore il confronto oggi pomeriggio a Roma tra il ministro delle Infrastrutture e trasporti Enrico Giovannini e il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci sui temi prioritari dell’agenda politica di Palazzo Orleans. Accompagnato dall’assessore Marco Falcone e dal vicario del gabinetto Eugenio Ceglia, il governatore ha posto al tavolo ministeriale sette temi: Ponte sullo Stretto, Piano nazionale di ripresa e resilienza, l’autostrada Ragusa-Catania, il Piano di riqualificazione delle strade provinciali, la trasformazione in hub del porto di Augusta, il Consorzio autostrade siciliane e la bonifica della zona Falcata di Messina.
Sul collegamento stabile dello Stretto, in particolare, il ministro ha illustrato la relazione finale della commissione tecnica, passata adesso alle competenze del parlamento per le determinazioni. Musumeci ha assicurato che chiederà alla rappresentanza parlamentare siciliana di sollecitare l’esame della relazione nelle commissioni di merito affinchè si arrivi a una scelta finale in breve tempo. Per la riqualificazione della viabilità secondaria, ministero e Regione hanno concordato di cofinanziare una serie di interventi, da affidare non alle ex Province (prive di personale tecnico) ma a un commissario straordinario nominato d’intesa tra Roma e Palermo. Per la realizzazione dell’autostrada Ragusa-Catania, il commissario appena nominato dal governo nazionale nella persona del presidente della Regione si avvarrà di un sub-commissario tecnico e si passerà da subito alla fase operativa, definendo un crono-programma delle fasi di lavoro preliminare ed esecutivo.
“Abbiamo apprezzato – ha detto Musumeci – la dichiarata disponibilità del ministro Giovannini all’ascolto e, per alcuni temi, anche alla condivisione. Sul Pnrr abbiamo manifestato la nostra insoddisfazione per il deficit di confronto con le Regioni. Scelte calate dall’alto e non sempre prioritarie rispetto alle esigenze dell’Isola. Ora faremo lavorare i tavoli tecnici, ai quali ho delegato l’assessore Falcone e i dirigenti del gabinetto di presidenza. Per troppo tempo la Sicilia è stata colpevolmente tenuta fuori dai piani di sviluppo infrastrutturale. E’ giunto il momento adesso che Roma fissi tempi certi e risorse. Il nostro compito sarà quello di collaborare, naturalmente, ma anche di vigilare”.
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Covid, intesa Irfis e Abi per interventi finanziari a fondo perduto

PALERMO (ITALPRESS) – Alla presenza dell’assessore per l’Economia e vicepresidente della Regione Siciliana, Gaetano Armao, del presidente di FinSicilia SpA Giacomo Gargano e del presidente della Commissione Regionale Sicilia dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI), Salvatore Malandrino è stata siglata l’intesa relativa agli interventi finanziari a fondo perduto per le imprese siciliane colpite dalla crisi economica a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.
“La coda lunga della pandemia – ha detto Armao – incombe pesantemente sul sistema economico siciliano, rendendo più fragili le imprese, in particolare le startup, micro e piccole. Questa misura, inserita nel più ampio quadro del contrasto agli effetti sanitari ed economici del Covid-19 attuato dal Governo Musumeci, intende fornire ulteriore ossigeno alle imprese siciliane, rinforzandone la tenuta finanziaria.”
“L’ABI – ha sottolineato il presidente della Commissione Regionale Sicilia dell’ABI, Salvatore Malandrino – conferma il suo impegno al fianco delle imprese per aiutarle a superare la crisi e a sostenerle nella ripresa. E’ un ulteriore esempio della intensa collaborazione tra la Commissione regionale ABI e la Regione Siciliana che sta permettendo di offrire una gamma diversificata di interventi finanziari a favore delle imprese siciliane colpite dall’emergenza epidemiologica da Covid-19”.
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Nasce MUNIPA, il museo dell’Università di Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – Inaugurato dal rettore, Fabrizio Micari, al Complesso Monumentale dello Steri MUNIPA, il Museo dell’Università di Palermo, percorso espositivo dedicato alla storia dell’Ateneo. “Abbiamo fortemente voluto la realizzazione di questo museo, in cui viene narrata la storia gloriosa del nostro Ateneo, fondato nel 1806. In questi oltre duecento anni si è costituita una forte identità, basata su tradizioni importanti – commenta Micari – Nella nostra Università, riferimento culturale per tutta la Sicilia Occidentale, si sono formati Falcone e Borsellino, qui ha insegnato il presidente Mattarella, nelle nostre aule e nei nostri laboratori hanno operato figure come Doderlein, Gemmellaro, Segrè, Piazzi e Cannizzaro. Grandi avvenimenti, date importanti ma anche piccole storie meno conosciute di persone e oggetti che hanno fatto parte di UniPa e rappresentano straordinarie testimonianze del nostro passato componendo un mosaico colmo di interessanti dettagli e profondamente identitario. La sede naturale per questa esposizione, che verrà periodicamente aggiornata, non poteva che essere lo Steri, straordinario scrigno di tesori storici e artistici che ha recentemente riaperto alle visite e da oggi si arricchisce ancora maggiormente”.
“La valorizzazione di questo eccezionale patrimonio culturale, con il restauro del soffitto ligneo trecentesco, il nuovo allestimento de la Vucciria di Guttuso, la app per le visite alle Carceri dell’Inquisizione, l’apertura di MUNIPA e la prossima inaugurazione del Viridarium, rappresenta – continua Micari – uno straordinario esempio di Terza Missione, l’insieme delle azioni con cui l’Ateneo interagisce con la società, e di attività di public engagement per lo sviluppo culturale del nostro territorio”.
“Per il SiMuA – spiega il direttore del Sistema Museale di Ateneo, Paolo Inglese – realizzare il MUNIPA significa soprattutto restituire allo stesso Ateneo, alla Città e a qualsiasi visitatore la dimensione e l’identità storica e culturale della nostra Università, nell’ ampiezza e profondità dei saperi che la hanno resa grande e fondamentale per lo sviluppo della Sicilia”.
Voluto dal Rettore e realizzato dal Sistema Museale di Ateneo – SiMuA in collaborazione con il Dipartimento di Architettura – DARCH e con tutti i Dipartimenti che hanno contribuito alla sua composizione, il MUNIPA è concepito come un’entità in continuo divenire, in cui il materiale in esposizione può, in parte cambiare periodicamente (ogni 6/12 mesi), per renderlo costantemente aggiornato e vivo, dando spazio a tante esperienze e storie diverse e fare sì che testimoni il continuo divenire di una struttura scientifica, didattica e culturale di grande importanza. Gli obiettivi del MUNIPA sono raccontare la storia dell’Ateneo, illustrarne le attività e raccontarne i protagonisti del passato e del presente, rafforzando l’identità dell’Ateneo.
Il percorso espositivo è articolato intorno a tre nuclei tematici.
L’Università si racconta
Dedicato a narrare la storia dell’Ateneo dalle sue origini ad oggi attraverso pannelli esplicativi che raccolgono la cronologia dei fatti salienti, della storia dello sviluppo dell’Università e delle sue strutture didattiche e scientifiche. Presenti anche reperti e storie di alcuni dei grandi Maestri dell’Università di Palermo del primo secolo dalla sua fondazione.
L’Università insegna
Raccoglie testimonianze relative alle esperienze didattiche del passato e del presente, in forma di video e di reperti provenienti dalle collezioni delle diverse aree del sapere dell’Ateneo nate e originariamente utilizzate per fini didattici.
L’Università fa ricerca
Quest’area ha lo scopo di raccontare l’attività di ricerca dell’Ateneo nel passato e nel presente. Ospita strumentazione scientifica proveniente da musei e collezioni di Ateneo (Museo della Specola, Museo dei Motori, strumentazione della collezione di Fisiologia, ecc.).
MUNIPA si presenta nella sua spazialità, articolato su due livelli, il primo -in prossimità dell’ingresso allo Steri- offre un’ampia panoramica sugli episodi più significativi dell’Ateneo di Palermo, attraverso le sue donne e i suoi uomini, in un arco di tempo che va dalla fondazione ai giorni nostri. Tale sviluppo è raccontato anche in relazione alla morfologia della città, alle sedi dell’Ateneo urbane e decentrate, presenti in diversi centri della Sicilia e agli scambi internazionali attraverso l’elenco dei paesi con cui Unipa ha attualmente degli accordi istituzionali. Al livello superiore trova esposizione una selezione di reperti, oggetti e artefatti (pitture, sculture, fossili, minerali, strumenti scientifici, modelli didattici anatomici e botanici, reperti zoologici, ma anche volumi e documenti archivistici) tutti facenti parte delle Collezioni del Sistema Museale di Ateneo e dei Dipartimenti, scelti per raccontare delle storie che si sviluppano intorno a figure di eminenti docenti dell’Università -Piazzi, Gemellaro, Doderlein, Segrè, per citarne alcuni- alle loro ricerche, ai loro studi, ai loro insegnamenti. Si tratta di una selezione ristretta e per tale ragione si prevede un allestimento mutevole e periodicamente rinnovato per potere esprimere, attraverso allestimenti tematici, le diverse aree disciplinari e i diversi protagonisti dell’Università.
Il sistema espositivo è integrato da un parallelo progetto digitale che trova in monitor e videoproiezioni il modo per trasformare uno spazio contenuto in un museo che si predispone a contenere una quantità molto più estesa di immagini e informazioni, attualizzabili e modificabili, che possano raccontare al meglio l’Università e le sue trasformazioni.
(ITALPRESS).