CATANIA (ITALPRESS) – Al via questa mattina alle Ciminiere di Catania “Le Energie della Sicilia”, la tre giorni organizzata dal governo Musumeci nell’ambito delle “Giornate dell’Energia 2021”. Le energie rinnovabili, le isole minori come aree di test per tutta l’Isola, l’ecobonus per l’edilizia, i biocombustibili, la frontiera dell’idrogeno e l’asse tra Regione Siciliana, Università e grandi player, sono solo alcuni dei grandi temi affrontati dai protagonisti che intervengono da oggi a venerdì 16 luglio alle tavole rotonde promosse dall’assessorato regionale dell’Energia. Questa mattina a tagliare il nastro inaugurale dell’evento, l’assessore all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità, Daniela Baglieri, e il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, che hanno poi aperto i lavori della prima fra le tavole rotonde in programma su “La Transizione energetica delle città e nelle isole minori siciliane. Le comunità energetiche rinnovabili”. “Questa tre giorni – ha detto l’assessore Baglieri – rappresenta una opportunità per riflettere tutti insieme su come mobilitare le energie per la Sicilia. Non si parla solo di transizione energetica e di energia dal punto di vista della tecnologia, ma cerchiamo anche di capire come supportare gli amministratori locali in questo momento di cambiamento, anche grazie all’utilizzo degli energy manager e alla semplificazione amministrativa e, soprattutto, come sfruttare le opportunità che a livello nazionale ed europeo sono sul tavolo grazie al Pnrr. Infine, approfondiamo il ruolo che la Regione Siciliana si candida a svolgere sull’idrogeno come fonte energetica del futuro prossimo venturo”. “Questo evento assume una valenza simbolica – ha aggiunto il sindaco Pogliese – perchè sancisce la ripartenza dopo la pandemia. Questi tre giorni ci permettono di approfondire tematiche di grande valenza su cui si registra una crescente sensibilità, dalla sostenibilità ambientale all’economia circolare sino alla mobilità sostenibile, dando l’opportunità agli operatori del settore, pubblici e privati, di capitalizzare le ingenti risorse regionali, nazionali ed europee a disposizione. Complimenti alla Regione Siciliana per aver reso possibile tutto ciò”.
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Energia, Baglieri “Con amministratori per sfruttare opportunità Pnrr”
Blitz antimafia nel Palermitano, 10 arresti. Legami con gli Usa
PALERMO (ITALPRESS) – Blitz antimafia dei carabinieri del Comando provinciale di Palermo. Su delega della Dda, i militari hanno eseguito 10 arresti (9 in carcere e uno ai domiciliari) e un obbligo di dimora nel comune di residenza nei confronti di 11 persone indagate a vario titolo per associazione di tipo mafioso, detenzione di stupefacenti, favoreggiamento personale e tentata estorsione con l’aggravante del metodo mafioso. L’indagine, coordinata da un pool di magistrati diretti dal Procuratore aggiunto Salvatore De Luca, ha permesso di disarticolare la famiglia mafiosa di Torretta, piccolo centro da 4mila abitanti nell’hinterland palermitano, inserita nel mandamento urbano di Passo di Rigano. Torretta viene definita “da sempre roccaforte mafiosa e punto di collegamento tra cosa nostra siciliana e l’omologa organizzazione criminale newyorkese”. La famiglia mafiosa torrettese si è in passato distinta, tra l’altro, per il ruolo dei suoi esponenti quali garanti per il rientro in Italia dei cosiddetti “scappati”, rappresentati dalla fazione sconfitta e ostracizzata dai corleonesi di Totò Riina al termine della seconda guerra di mafia.
L’indagine, ribattezzata “Crystal Tower”, ha rivelato un quadro completo della locale realtà mafiosa, caratterizzata “da una costante, sebbene incruenta, conflittualità interna” nell’ambito della quale emergevano soggetti appartenenti a fazioni storicamente slegate fra loro
Accanto a loro, le attività investigative svolte in direzione di due imprenditori edili torrettesi, pienamente inseriti nelle dinamiche, hanno permesso di rilevare “lo spaccato socio-criminale della realtà mafiosa dell’area investigata”.
In particolare, l’indagine ha permesso di delineare la struttura della famiglia mafiosa torrettese, oltre che individuare i canali di comunicazione con gli esponenti di vertice del mandamento mafioso di Passo di Rigano; documentato il “persistente e saldo legame” con esponenti di spicco de “la cosa nostra” statunitense capace, da un lato, di condizionare, attraverso propri emissari, gli assetti criminali torrettesi e, dall’altro, essere fonte di tensioni in occasione dell’omicidio del mafioso newyorkese Frank Calì, esponente di spicco della famiglia Gambino di New York. L’operazione ha inoltre colto la capacità di inserirsi forzatamente nel locale tessuto economico, caratterizzato da attività connesse all’edilizia, all’agricoltura e all’allevamento di bestiame, tramite l’imposizione delle sensalerie nelle compravendite e attraverso il diretto intervento nelle dinamiche di compravendita degli animali e dei terreni.
Gli inquirenti hanno anche individuato “la capillare ingerenza nelle dinamiche relative alle commesse di lavoro pubbliche e private a Torretta e nei limitrofi comuni di Capaci, Isola delle Femmine e Carini, oltre che in alcuni quartieri di Palermo”, e ricostruito, prima del commissariamento avvenuto il 7 agosto del 2019, “il proposito di infiltrarsi nella locale amministrazione comunale, tuttora commissariata, e di indirizzare le relative decisioni amministrative, nonchè di modificare l’esito delle elezioni comunali, fornendo, nel corso delle elezioni amministrative del 2018, supporto ai candidati di schieramenti opposti.
“Si tratta di un’attività investigativa prolungata che ha dimostrato le relazioni tra i mafiosi italiani e quelli degli Stati Uniti. Ancora una volta una penetrazione opprimente nel tessuto economico della comunità e un inquinamento anche delle istituzioni locali – commenta il generale di brigata Arturo Guarino, comandante provinciale dei carabinieri di Palermo -. I carabinieri cercano di liberare e dare dignità a una comunità che troppe volte, per troppo tempo, è stata sotto una cappa insopportabile da parte della mafia”.
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Arte, natura, cibo. Il “West of Sicily” nuova destinazione turistica
PALERMO (ITALPRESS) – Il Distretto Turistico Sicilia Occidentale lancia il progetto di destinazione turistica “West of Sicily”: emozioni che si esprimono attraverso i colori, i sapori, i profumi che questa terra regala. Arte, mare, natura, cibo, sono gli elementi che muovono le emozioni dei turisti, creano esperienze e sensazioni indimenticabili, riempiono i ricordi e generano sorpresa e meraviglia.
Due aspetti gli aspetti del progetto: una campagna di comunicazione e il lancio del brand della destinazione turistica.
La campagna di comunicazione prevede il lancio del nuovo portale web www.westofsicily.com che permette di conoscere ed esplorare il territorio e personalizzare vacanze ed esperienze in base a diverse esigenze e desideri: viaggi per famiglie, per gruppi di amici, esperienze rilassanti e sport estremi. Il progetto di destinazione turistica nasce per valorizzare un territorio vasto nelle sue unicità e peculiarità, così da restituire un’offerta ricca di contenuti, forte ed efficace rivolta a diverse tipologie di target: la Sicilia Occidentale è composta da località, centri, borghi e luoghi i cui rilievi storico-architettonici e naturalistici lasciano un’impronta indelebile nella memoria.
Il piano di comunicazione online si sviluppa parallelamente sui social network, dove troverà valorizzazione l’offerta turistica attraverso la condivisione di opportunità, luoghi, attrazioni (su Facebook hiips://www.facebook.com/westofsicily, su Instagram hiips://www.instagram.com/ west_of_sicily/) e con attività di e-mail marketing, che permette agli utenti di ricevere contenuti personalizzati sulla base delle proprie preferenze e dei propri interessi.
Tutto questo si fonde in un progetto di promozione che si sviluppa in una nuova campagna pubblicitaria declinata attraverso il web, i mezzi stampa tradizionali e la produzione di spot video; il messaggio della campagna è incentrato sulla promessa di emozioni forti che la Sicilia Occidentale offre a chi vorrà viverla in tutti i suoi aspetti.
Il logo presenta un sole dalle tonalità calde che si tuffa in un mare azzurro. Un simbolo di tutto il territorio, rappresentazione della forza e meraviglia dei suoi tramonti.
I Comuni che hanno aderito al progetto sono Buseto Palizzolo, Castellammare del Golfo, Custonaci, Erice, Favignana, Mazara del Vallo, Paceco, Salemi, San Vito lo Capo, Trapani e Valderice.
«Quello di oggi è un seme, un nuovo inizio», dice Rosalia d’Alì, presidente del Distretto Turistico Sicilia Occidentale. «Nella Sicilia Occidentale abbiamo tutto: mare, monti, colline, cultura, arte, storia ed enogastronomia di qualità. Adesso, con un ragionamento che abbandona il campanilismo, ci presentiamo come un’unica meta turistica, abbracciando le enormi potenzialità della nostra terra».
«Questo lavoro è appena iniziato – commenta Marco Perniciaro, destination manager del Distretto Turistico Sicilia Occidentale – e porterà visibilità al territorio valorizzandone tutte le caratteristiche. Fino a oggi chi cercava informazioni sulla Sicilia Occidentale trovava contenuti poco attrattivi per i turisti. Oggi abbiamo creato, sotto un brand univoco per identità, un ecosistema digitale che permette al turista di gestire il percorso completo di definizione del suo soggiorno in Sicilia Occidentale. L’utente parte dalla considerazione iniziale della Destinazione, ricerca informazioni, passa per la costruzione e definizione delle esperienze che vuole vivere e arriva all’acquisto della vacanza”.
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Dispersione scolastica, Sicilia prima regione a firmare intesa ministero
ROMA (ITALPRESS) – Firmata, questa mattina, a Roma, l’Intesa tra ministero dell’Istruzione e Regione Siciliana. Al centro dell’accordo, le azioni strategiche e le risorse finanziarie da stanziare a sostegno delle politiche educative e per il contrasto della dispersione scolastica nella Regione. Lo ha reso noto lo stesso ministero dell’Istruzione. Due le linee di intervento: il Piano Estate e il Piano triennale per il contrasto alle povertà educative. L’Intesa siglata oggi, in coerenza e continuità con le azioni messe in campo in questi mesi dal Ministero per arginare il fenomeno dell’abbandono scolastico e per contrastare le diseguaglianze esasperate dalla pandemia, rappresenta un altro passaggio importante nella creazione di un ponte verso il nuovo anno scolastico. “E’ il primo accordo che firmiamo con una Regione – ha detto il ministro Patrizio Bianchi – è il segnale chiaro che temi fondamentali come le politiche educative e il contrasto alla dispersione scolastica si affrontano insieme”.
“La Sicilia è la prima, tra le Regioni italiane, ad aver sottoscritto l’Intesa istituzionale con il ministero dell’Istruzione, per il contrasto alla povertà educativa – ha aggiunto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci – rendere sinergici, sul piano programmatico e finanziario, gli interventi delle due istituzioni faciliterà il percorso di potenziamento del tempo pieno e la auspicata riduzione dell’abbandono scolastico precoce”. “Sono molto soddisfatto di questo passaggio – ha annunciato Roberto Lagalla, assessore all’istruzione e alla formazione professionale della Regione Siciliana – che conferma l’unità di intenti tra i due livelli governativi e vede formalmente riconosciuto l’impegno del governo Musumeci in materia di diritto allo studio e di valorizzazione del capitale umano della Sicilia. Di tutto ciò ringrazio il Ministro Bianchi per la sua vicinanza alla nostra Regione e il Presidente Musumeci che, sin dall’inizio della legislatura, ha fatto dell’istruzione uno dei pilastri portanti della sua azione di governo”. Nell’ambito del Piano Estate, la Regione Siciliana si impegna a mettere a disposizione un contributo finanziario aggiuntivo finalizzato a potenziare le competenze disciplinari, il recupero della socialità e l’attività di accompagnamento delle studentesse e degli studenti verso l’inizio del nuovo anno scolastico. Saranno valorizzati, in particolare, i progetti delle scuole in rete con associazioni sportive, culturali e del terzo settore nell’ottica di una rigenerazione urbana e dello sviluppo dei quartieri a maggiore rischio di esclusione sociale. L’intesa prevede, inoltre, l’elaborazione di un Piano straordinario per il contrasto alla dispersione scolastica e della povertà educativa per il triennio 2021-2023. Tra le finalità, l’ampliamento dell’offerta formativa, la ristrutturazione degli istituti e, in particolare, degli spazi dedicati alla mensa e ai laboratori. Sono previsti anche: un programma per il rafforzamento delle competenze nella scuola secondaria di primo grado e nel primo biennio della scuola secondaria di secondo grado, interventi formativi sull’orientamento per i docenti affinchè possano sostenere studentesse e studenti nella scelta del percorso di studio, la creazione di sportelli di ascolto nelle scuole a più alto tasso di dispersione. L’intesa ha validità triennale.
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Fava “Depistaggio Strage via D’amelio continua, Italia vuole risposte”
PALERMO (ITALPRESS) – “Dalle 22 audizioni della nostra Commissione viene fuori un quadro preoccupante e non solo per quanto sia ancora oggi tenace il tentativo di portare indagini e ricostruzioni della strage di via D’Amelio verso lidi più sicuri”. Lo ha detto il presidente della Commissione Antimafia dell’Ars, Claudio Fava, illustrando le conclusioni emerse dalla seconda inchiesta sul depistaggio nell’ambito della strage di Via d’Amelio in cui perse la vita il giudice Paolo Borsellino. “Oggi ci sono istituzioni – ha aggiunto Fava – che possono dare risposte, ma queste non vengono date come se la corda pazza di queste stragi faccia ancora molto paura e debba essere addirittura ignorata. Il depistaggio si è nutrito di rassegnazione e ansia di soluzione di tanti. Con questa relazione spieghiamo che c’è una parte del paese che non si rassegna all’idea che ci si debba accontentare di mezze verità”.
Una storia di depistaggi che durano da 29 anni e che non si sono ancora arrestati. “Noi possiamo dare alcune risposte – ha continuato il presidente dell’Antimafia regionale – ma non è stato fatto un lavoro investigativo adeguato. Sappiamo che qualunque sia la conclusione dell’attuale dibattimento a Caltanissetta, anche con un verdetto di colpevolezza, saremo ben lontani dalla verità. Abbiamo bisogno di una verità storica su quel che è successo – ha ribadito Fava – abbiamo il diritto di avere la verità su quello che non è stato fatto da chi avrebbe dovuto, sarebbe bello che un magistrato dica ‘abbiamo sbagliato, non perchè siamo collusi ma per ingenuità o presunzionè. E soprattutto, occorre che qualcuno porti la necessità di poche parole di scuse alla famiglia Borsellino, ma anche a tutti gli italiani in un Paese in cui sono tutti pronti a strapparsi le vesti per una vittoria calcistica. Nessuno ha saputo spiegare perchè di fronte ad atti manifesti siano rimasti tutti in silenzio”.
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Legalità, murale Borsellino completa “La porta dei giganti” a Palermo
PALERMO (ITALPRESS) – Con il murale che ritrae il giudice Paolo Borsellino si completa La porta di Giganti, un’opera della Fondazione Giovanni Falcone, realizzata dall’artista Andrea Buglisi con il contributo della Regione Lazio. E’ l’ultimo capitolo della narrazione Spazi Capaci-Comunità Capaci, un’iniziativa della Fondazione Falcone che, attraverso l’arte, si propone di rinnovare il rapporto tra le città e i cittadini. Si tratta di un progetto di design sociale curato da Alessandro de Lisi. Il murale che riproduce il volto del giudice ucciso in via D’Amelio il 19 luglio del 1992 insieme agli agenti della scorta Eddie Walter Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina, Agostino Catalano e Vincenzo Li Muli, è stato realizzato su una superficie di oltre novecento metri quadrati, su un palazzo di sei piani in via Sampolo, in prossimità dell’aula bunker del tribunale di Palermo, teatro del maxiprocesso alla mafia, accanto al grande ritratto di Giovanni Falcone, completato per lo scorso 23 maggio.
“Con questo ritratto – dice Maria Falcone, sorella del magistrato assassinato e presidente della Fondazione Falcone – la Fondazione intende manifestare tutta la sua gratitudine nei confronti di un uomo coraggioso, un uomo che conosceva il suo drammatico destino e non si è sottratto ad esso. Una figura che in qualche modo ricorda i protagonisti di certe tragedie greche, pronti al sacrificio nonostante fossero consapevoli della sorte a cui erano condannati. Paolo Borsellino, come mio fratello Giovanni, non si sentiva un eroe, era semplicemente un uomo dello Stato. Credeva nelle istituzioni, credeva nella giustizia e ha fatto il suo dovere fino in fondo. L’opera che abbiamo voluto realizzare, voglio sottolineare con il sostegno di tutti i condomini dell’edificio, è inoltre un regalo a questa nostra città per troppo tempo sfregiata dal brutto del sacco edilizio. L’augurio è che i volti di Giovanni e di Paolo ci indichino la strada”.
Per Alessandro De Lisi: “Questo è un omaggio alla famiglia di Paolo Borsellino e alla città di Palermo, un’opera che coinvolgerà altre parti del tessuto urbano in un progetto che vedrà opere in altri grandi centri colpiti dagli attentati di Cosa Nostra di trenta anni fa, per celebrare la vita, quella speciale capacità delle comunità resistenti di fiorire recise, anche attraverso l’arte contemporanea”. Spazi Capaci, completato il 18 maggio, nel giorno in cui il giudice Falcone avrebbe compiuto 82 anni, vuol farci tornare a vivere le città attraverso le opere in un percorso sperimentale di “memoria 4.0”, che, partendo da luoghi di Palermo simbolo della vitalità della lotta civile contro la mafia, compie un viaggio attraverso tutto il Paese. Un cammino lungo tre anni verso la riappropriazione di luoghi significativi di memoria, col traguardo nel 2023, anno in cui ricorre il 30ennale delle stragi di Firenze, Roma e Milano e del culmine della strategia stragista di Cosa nostra. Il progetto è stato inaugurato il 23 maggio, giorno della strage di Capaci, nell’Aula Bunker dell’Ucciardone che ha ospitato una colossale installazione di Velasco Vitali dal titolo “Branco”,54 cani a grandezza naturale, sculture ispirate al realismo magico di Picasso, in ferro, lamiere e cemento. Il branco rappresenta la fame di potere criminale e l’abuso della mafia sulla società ma anche la reazione, la lotta civile, la trasformazione in sentinelle a guardia della verità. Nel progetto, a cui hanno aderito la Soprintendenza per i Beni Culturali di Palermo, il Teatro Massimo di Palermo, il Museo Archeologico Regionale Salinas, Il Colosseo a Roma e che ha ricevuto il plauso del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, oltre al Branco e “La porta dei Giganti”, rientra anche la statua “L’attesa” realizzata dall’artista trentino Peter Demetz: una giovane donna che rappresenta l’attesa di una città per la giustizia e, oniricamente, il ritorno a casa di Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo. L’opera è stata collocata sotto l’Albero Falcone, emblema di una comunità che è stata capace di risvegliarsi dal sonno della sottomissione a Cosa nostra dando inizio a una nuova stagione di responsabilità civile. Sempre per Spazi Capaci a Brancaccio, infine, periferia per anni feudo dei clan, l’arte si è ripresa piazza Anita Garibaldi. Là dove sorge la casa museo dedicata a don Pino Puglisi, Igor Scalisi Palminteri ha realizzato un monumentale polittico urbano dal titolo “Roveto Ardente”, ritraendo il sacerdote ucciso dalla mafia, il fiammifero che spegnendosi ha appiccato il fuoco eterno della vampa del coraggio. Cultura e bello dove don Pino, da poco proclamato Beato, combattè la sua battaglia perchè i ragazzi riconquistassero la loro libertà dalla mafia.
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Polo San Filippo del Mela, A2A “Potenzialità enormi”
MILAZZO (ITALPRESS) – Tempi certi per la riqualificazione del Polo di San Filippo del Mela nel Messinese. E’ quanto chiedono amministratori locali e sindacati che hanno partecipato all’incontro che si è tenuto all’Eolian Hotel di Milazzo, organizzato da A2A e The European House – Ambrosetti.
“Continueremo a lavorare con la Regione e il vostro supporto è di conforto”, sottolinea Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A, rivolgendosi agli amministratori locali e ai rappresentanti dei sindacati che hanno sollevato la questione. Per Mazzoncini “non c’è un tema di impatto ambientale, ma di tempi”.
A2A ha attivato l’iter autorizzativo per l’impianto Forsu nel maggio 2019, poi a gennaio 2021, come ha ricordato Giuseppe Monteforte, ad di A2A Energiefuture, l’Assessorato Regionale del Territorio e dell’Ambiente della Regione Sicilia ha notificato alla multiutility un preavviso di rigetto del Paur – Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale. Per Mazzoncini la Sicilia “rimane uno dei territori più importanti in termini di sviluppo” della multiutility che nel 2020 è cresciuta del 18% sul fronte investimenti. “Il grosso degli investimenti sulle rinnovabili si sta spostando nel Mezzogiorno”, avverte l’ad che vede nella regione “potenzialità enormi”.
Nel 2020 in Sicilia A2A ha generato e distribuito valore aggiunto agli stakeholder locali per un totale di 32,5 milioni di euro e ha investito nella manutenzione e sviluppo dei propri impianti 7,8 milioni di euro. Il piano di A2A per la riconversione della centrale di San Filippo del Mela rientra nel progetto più esteso di un Polo energetico integrato, che prevede investimenti per circa 450 milioni di euro e si inserisce nel quadro più ampio delineato dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), dal Piano Energetico e Ambientale della Regione Siciliana e dal Piano Regionale di Gestione del Ciclo dei Rifiuti. Coerentemente con i due pilastri del Piano Strategico del gruppo A2A, il progetto prevede interventi legati sia al tema della transizione energetica sia al tema dell’economia circolare. Come ad esempio la realizzazione di un nuovo gruppo di produzione di energia elettrica di ultima generazione (400MW), con l’obiettivo di sostituire l’attuale produzione alimentata da olio combustibile, che potrà funzionare in ciclo combinato (CCGT) o in ciclo aperto (OCGT), in base alle richieste del mercato.
Questo produrrà una maggiore efficienza energetica con rendimenti superiori al 60%, minori emissioni inquinanti con una riduzione significativa delle emissioni di ossidi di azoto e annullamento delle emissioni di ossidi di zolfo e polveri, e minore impatto paesaggistico, grazie alla demolizione del camino, dei 3 serbatoi per l’olio e delle unità a carbone.
Inoltre, è prevista la realizzazione di un impianto fotovoltaico di circa 3 MW di potenza all’interno del perimetro della Centrale di San Filippo del Mela e anche di un sistema di batterie elettrochimiche per potenziare lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabili. Il sistema di accumulo sarà dotato di una potenza pari a 20MW. Sul fronte dell’economia circolare il progetto prevede la realizzazione di un impianto per il trattamento della FORSU derivante dalla raccolta differenziata, attraverso un investimento di circa 35 milioni di euro e la realizzazione di un impianto per il trattamento della plastica proveniente dalla raccolta differenziata, attraverso un investimento pari a 11 milioni di euro.
Ad oggi, infatti, nell’area vasta di Messina non esistono Centri di Selezione Secondari (CSS Corepla).
Nel caso di approvazione del sistema FORSU è stata considerata anche l’installazione di pannelli fotovoltaici sulla copertura dei fabbricati per coprire parte degli autoconsumi dell’impianto FORSU (SEU), quantificati in 8.350 MWh/anno. L’incontro è stato anche occasione per presentare i due progetti selezionati nell’ambito della Challenge for Sicilia, l’iniziativa lanciata da A2A nelle scorse settimane per individuare idee innovative in grado di favorire l’evoluzione sostenibile del territorio e, potenzialmente, trovare applicazione nelle attività del Gruppo e nelle relative filiere. Si tratta di Sandstorm, un drone in grado di pulire i pannelli fotovoltaici, in completa autonomia e senza l’utilizzo dell’acqua, con un potenziale risparmio dell’80% sulle operazioni di pulizia degli impianti, progettato dalla startup Reiwa di Vittoria (RG) e dell’utilizzo del plasma per il cracking del metano derivante dall’upgrading del biogas – Green H2 from Biogas, sviluppato dall’Università di Messina).
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Bandi Crias artigianato, Turano “40 mln per la ripresa post pandemia”
PALERMO (ITALPRESS) – Quaranta milioni di euro per sostenere le imprese artigiane dell’Isola colpite dall’emergenza Covid previsti dal “Fondo per la ripresa artigiani”. L’iniziativa è stata presentata questa mattina nella sala Giovanni Bonsignore dell’assessorato Attività produttive della Regione Siciliana dall’assessore regionale Mimmo Turano, dal commissario straordinario della Crias, Giovanni Perino e dalla direttrice della Crias, Lorenza Giardina. Si tratta di due bandi, uno da 6 milioni di contributi a fondo perduto, l’altro da 34 milioni di euro a valere sul Fondo regionale di sviluppo europeo Po Fesr Sicilia 2014-2020 per finanziare progetti di investimenti volti a migliorare la competitività delle imprese, introduzione di soluzioni innovative e miglioramento delle strategie commerciali: queste risorse potranno finanziare oltre 5 mila imprese artigiane dotate dei requisiti necessari. “Con questi due bandi del fondo ripresa artigiani raggiungiamo un duplice risultato – dice l’assessore Mimmo Turano – il primo è quello di essere realmente al fianco delle imprese artigiane siciliane duramente provate dalle chiusure dei mesi passati, ma che adesso hanno bisogno di liquidità per affrontare la ripresa. Il secondo risultato non trascurabile riguarda la Crias, che abbiamo pienamente messo a regime negli anni passati e che adesso può e deve essere un player importante e affidabile nel campo del credito agevolato per il mondo artigiano”. Sarà infatti la Crias, la Cassa regionale delle Attività produttive, ente in house della Regione Siciliana, a gestire l’erogazione del contributo volto a dare ossigeno alle imprese artigiane che hanno ridotto il loro fatturato, ma anche a incrementare la produzione, introdurre innovazioni e garantire una formazione specialistica. “La Crias – spiega Giovanni Perino, commissario straordinario Crias – dopo il riconoscimento dell’Anac e la pubblicazione di questi bandi, diventa una importante protagonista della strategia della Regione di sostegno alle categorie produttive. L’ambizione è non fermarsi qui, anche perchè, quando rientreranno le somme in ammortamento, queste alimenteranno il fondo unico della Crias”.
“I tempi per il contributo a fondo perduto saranno abbastanza brevi – assicura Lorenza Giardina, direttrice della Crias – perchè la valutazione delle domande per il primo bando sarà fatta sulla base della certificazione che rilascerà la banca, dunque non ci sarà una istruttoria complessa da fare se non la verifica di determinati requisiti. Ritengo che entro il mese di agosto le istanze relative al primo bando saranno esitate. Per il resto, occorrerà una istruttoria un pò più complessa, preventiva alla presentazione del progetto, ma vedremo di contrarre al massimo i tempi per l’erogazione. Entro fine anno le imprese riceveranno questi ristori”. A beneficiare del finanziamento saranno le imprese artigiane con sede legale o operativa in Sicilia, iscritte all’Albo delle imprese artigiane presso le Camere di commercio e che non risultano sospese o inattive, che non siano in stato di liquidazione o fallimento, con un numero di addetti non superiore a 5 e un utile netto al 2019 fino a 30 mila euro.
Il primo bando (con un plafond d 6 milioni) prevede un contributo che sarà erogato a fondo perduto fino ad un massimo di 2 mila euro, a rimborso del 100 per cento delle spese sostenute dalle imprese a partire dall’8 aprile 2021 e attestate dall’istituto di credito. Diverse le modalità procedurali per il bando della misura 3.1.1_08a, con una dotazione finanziaria di 34 milioni di euro. Il finanziamento del progetto sarà a tasso agevolato per 10 anni, di cui 12 mesi di pre ammortamento, e coprirà l’80 per cento del costo del progetto (compreso fra 10 e 50 mila euro) ritenuto ammissibile, mentre il contributo a fondo perduto sarà nella misura del 20 per cento del finanziamento concesso (fino ad un massimo di 5 mila euro). Tra le tipologie di spese ammissibili per il progetto, acquisto di macchinari, attrezzature, arredi, impianti, nuovi di fabbrica, necessari al ciclo produttivo; ristrutturazione e manutenzione del laboratorio (fra cui migliorie del laboratorio in termini di ristrutturazioni edilizie, restauro, manutenzione straordinaria, adeguamento locali alle misure anti-Covid); acquisto di software, brevetti, licenze e soluzioni tecnologiche necessarie allo svolgimento dell’attività; acquisti per la realizzare e implementare strategie di marketing e azioni commerciali e ancora costi per la formazione specialistica del personale collegata agli investimenti. Le domande per il primo bando dei contributi a fondo perduto possono essere presentate dal 4 agosto 2021 e saranno valutate con procedura automatica; quelle del secondo bando per il finanziamento dei costi del progetto a partire dal 7 settembre e seguiranno una procedura valutativa a sportello.
In entrambi in casi le istanze vanno inviate entro le scadenze, attraverso la piattaforma dedicata sul sito della Crias, www.crias.it.
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