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Cna, Di Nicolò presidente regionale del mestiere “Comunicazione e Stampa”

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PALERMO (ITALPRESS) – “E’ un settore nuovo a cui presteremo grande attenzione, sia in termini di offerta di servizi che in termini di rappresentanza sindacale e politica”. Il neo presidente regionale del Mestiere “Comunicazione e Stampa”, Costantino Di Nicolò, è pronto ad investire tempo ed energie per dare slancio ad un settore che non sempre trova il necessario riscontro da parte delle Istituzioni. La votazione dell’imprenditore messinese è avvenuta in occasione dell’appuntamento elettivo che ha aperto la stagione congressuale in ambito regionale per il rinnovo dei quadri dirigenti di CNA Sicilia per il prossimo quadriennio. C’è una importante novità che segnerà il nuovo corso della Confederazione dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa: è rappresentata dalla centralità dei mestieri. Di Nicolò, titolare di una tipografia nel territorio peloritano, ha un’esperienza in questo settore quarantennale.
Accanto a lui opereranno i colleghi individuati nelle altre province siciliane che faranno parte del comitato esecutivo. Si tratta di Giuseppe Alfieri, Nunziata Palermo, Francesco Tamburella, Claudio Sinatra, Giovanni Mistretta e Andrea Baglieri. Eletto anche il presidente del settore Digitale. La scelta è caduta sul catanese Carlo Sciuto, imprenditore impegnato nel campo dell’informatica. Entrambi i mestieri saranno coordinati da Claudio Spoto, forte della sua esperienza professionale maturata nell’ambito dell’informazione. Il presidente regionale CNA, Nello Battiato, e il segretario Piero Giglione, augurano ai neo presidenti buon lavoro. Di Nicolò ha già le idee chiare: “Lavoreremo in sinergia e in stretta sintonia per mettere al centro della nostra azione il terziario avanzato. Il gioco di squadra sarà la nostra forza, sarà il nostro valore aggiunto. Uno dei punti che porterò subito avanti, con il sostegno del coordinatore Spoto e dei vertici regionali della Confederazione, sarà la leva del credito. Non è possibile che le nostre realtà produttive debbano essere costrette a subire più di altre la crisi e ad incassare quanto dovuto per il lavoro svolto a singhiozzo”.
“Attraverso il nostro Consorzio Unifidi e Artigiancassa proveremo a mettere in piedi un prodotto che dovrà affrancarci da questo disagio che inevitabilmente finisce per produrre un danno economico alle imprese del settore. Così come allargheremo la platea del mestiere, che mi accingo a guidare, agli editori e ai grafici in modo da rappresentarli per farci interpreti anche delle loro problematiche. Vogliamo essere inclusivi, propositivi ed incisivi – conclude Di Nicolò – pianificando e promuovendo periodicamente una serie di iniziative e attività che saranno frutto di un proficuo confronto con gli operatori del comparto”. Il percorso completo, per la definizione degli assetti dei mestieri, si concluderà entro fine luglio, mentre l’assemblea regionale di Cna Sicilia verrà celebrata il primo ottobre.
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Dalla A allo Zen, progetto comunità energetica contro marginalità

PALERMO (ITALPRESS) – La Fillea Cgil, sindacato delle costruzioni, ha lanciato questa mattina l’idea di progettare e realizzare una “comunità energetica” allo Zen, con la partecipazione diretta degli abitanti del quartiere. E’ questa la proposta avanzata in occasione dell’iniziativa “Dalla A allo Zen” organizzata per commemorare i morti dell’8 luglio 1960 a Palermo accompagnando l’omaggio alla memoria a un progetto di cittadinanza attiva, per la riduzione della marginalità delle periferie con un progetto di rigenerazione urbana, sociale e culturale. Una proposta che prevede la definizione di un “tavolo” apposito con il coinvolgimento dello Iacp, proprietario della maggior parte degli immobili, della Regione, del Comune e delle partecipate come Amg energia, dell’Università di Palermo, presente con la cattedra di Tecnologia dell’Architettura e con i progetti elaborati dagli studenti sulle comunità energetiche. Il piano prevede anche il contributo di Panormedil, la cassa degli edili, ente bilaterale pronto a far partire i corsi per formare i giovani dello Zen e insegnare loro un mestiere nel campo dell’efficientamento energetico dei palazzi popolari dello Zen.
“L’introduzione del bonus del 110 per cento con le sue potenzialità finanziarie dovrebbe a nostro avviso aiutare le fasce di popolazione più deboli che vivono in realtà complesse come lo Zen di Palermo. Il quartiere Zen 2 ha le conformazioni ideali per far partire questo progetto. Intanto perchè la maggior parte degli immobili sta in capo allo Iacp, quindi è patrimonio pubblico. E poi perchè l’utilizzo delle nuove tecnologie nel campo delle costruzioni e le politiche del green building ci impongono per forza di cose di avviare questo processo anche nel nostro territorio”, ha detto il segretario generale degli edili Piero Ceraulo. “Un cambio culturale che guarda al risparmio energetico, all’innovazione ed alla qualità della vita. Dall’altro lato, tutto questo può generare lavoro, anzi una nuova occupazione”, ha spiegato Ceraulo. La comunità energetica significa la condivisione di un progetto per la produzione di energia rinnovabile e dei benefici economici e sociali che ne derivano. L’obiettivo è fornire energia rinnovabile a prezzi accessibili con il coinvolgimenti di cittadini, attività commerciali e imprese del territorio. “Una scommessa da prendere al volo – ha risposto Mariangela Di Gangi, coordinatrice del Laboratorio Zen Insieme che ha ospitato l’evento – Allo Zen esistono risorse ed energie e la volontà di trasformare quello che c’è. Oggi è giornata di memoria e di impegno. Ed è quello che chiediamo alle istituzioni: l’impegno a mantenere le promesse. Da anni la gente dello Zen aspetta la piazza, un posto di socialità dove stare. Dobbiamo combattere l’espulsione sociale con l’inclusione sociale”.
Il segretario generale della Cgil Palermo, Mario Ridulfo, ha chiesto ai soggetti presenti di “esercitare la responsabilità politica” attivando, sulla base del progetto di rigenerazione urbana e culturale presentato dal sindacato, un confronto con la gente. “Chiediamo al consiglio comunale di riunirsi qui allo Zen – ha detto Ridulfo – La rigenerazione non solo urbana ma anche umana di Palermo deve partire da qui perchè lo Zen è Palermo. Luoghi come questo possono diventare simbolo di una svolta solo se anche gli abitanti verranno coinvolti. Chiederemo al presidente del consiglio comunale di convocare una seduta. Noi dal canto nostro coinvolgeremo le nostre strutture, dal Sunia, il sindacato degli inquilini alla Camera del Lavoro dello Zen, per la partecipazione attiva degli abitanti”.
All’incontro, hanno dato la loro disponibilità a partecipare al tavolo sia il commissario straordinario Iacp Roberto Pandolfo che l’assessore alle Infrastrutture Marco Falcone, il Comune con l’assessore Giusto Catania e il presidente dell’Amg Mario Butera. La professoressa Maria Luisa Germanà, della cattedra di Tecnologia dell’Architettura a Unipa, ha espresso la piena disponibilità a un supporto all’iniziativa mostrando anche le esperienze già realizzate con i progetti dei giovani architetti Alberto Tricarico e Federica Caruso. “Il quartiere – ha detto – è incompiuto da quarant’anni e la volontà dell’Università è di contribuire a ridurre la sua marginalità”. All’iniziativa ha partecipato anche il parlamentare Adriano Varrica, che ha annunciato la possibilità di utilizzare i 57 milioni di euro di fondi ex Gescal riattivati per le periferie, di cui 20 milioni destinati alla riqualificazione dello Zen. Ed erano presenti altre realtà che operano nel quartiere come l’associazione Handala, attiva da un decennio, che con il suo progetto “ZengradoZen” si occupa di migliorare la qualità dell’abitare.
A tirare le conclusioni è stato Antonio Di Franco, segretario nazionale Fillea Cgil: “Come Fillea Cgil in questi ultimi anni, attraverso la creazione dell’associazione Nuove Rigenerazioni, e con il contributo dell’Auser e dello Spi e di Legambiente, abbiamo elaborate diversi progetti sul tema della qualità dell’abitare, del benessere delle persone, delle città e dei territori – ha detto Di Franco – L’obiettivo del Pnrr è il Mezzogiorno, solo per questo l’Italia è la nazione che ha ottenuto più risorse. L’edilizia in questo momento tira. E quindi la riduzione del divario delle periferie diventa punto di partenza della sfida verso la cultura della legalità e dei diritti che oggi siamo qui chiamati a raccogliere allo Zen, con un tavolo permanente che veda la partecipazione attiva delle istituzioni e delle associazioni”. In mattinata Cgil , Fillea e Anpi hanno reso omaggio alle vittime dei moti dell’8 luglio 1960 a Palermo deponendo una corona di fiori davanti alla lapide in via Maqueda.
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Aree di attrazione naturale, Regione finanzia 11 opere per 15 mln

PALERMO (ITALPRESS) – Finanziati i primi 11 interventi di tutela e valorizzazione delle aree di attrazione naturale per un valore di oltre 15 milioni di euro. Gli interventi riguardano la tutela e valorizzazione di aree di attrazione naturale di rilevanza strategica (in ambito terrestre e marino, paesaggi tutelati) per consolidare e promuovere processi di sviluppo. Fra gli 11 progetti (su 42 ammessi al finanziamento) di tutela e valorizzazione che saranno finanziati dalla Regione Siciliana, a valere sul programma Po Fesr Sicilia 2014-2020 (Asse 6 – misura 6.6.1), tre riguardano la provincia di Catania, tre quella di Messina, due di Palermo, uno di Trapani, uno di Ragusa e uno di Enna. “Si tratta di interventi importanti con riferimento alla tutela e valorizzazione di aree naturali di rilevanza strategica in ambito marino, terrestre e paesaggistico che così possono aumentare il potenziale di fruizione e attrazione in termini di sviluppo – dice l’assessore regionale al Territorio e ambiente, Toto Cordaro – . In ragione della rimodulazione dei fondi, siamo molto fiduciosi circa la copertura delle restanti opere in graduatoria, così come è nel modus operandi del governo Musumeci ne daremo comunicazione ufficiale all’indomani della effettiva approvazione”. Nel dettaglio, nel Catanese, il contributo andrà all’Ente Parco dell’Etna per l’individuazione, il recupero e la ristrutturazione di sentieri pedonali e pedonali-ciclabili all’interno del Parco, gli altri due interventi sono a cura dell’Università di Catania – Cutgana, e riguardano la realizzazione di un orto botanico e di un museo naturalistico nella riserva orientata naturale di “Isola Bella” e ancora la creazione di sentieri natura nella zona speciale di conservazione “Vallone” di Piano della Corte, ad Agira, nell’ennese; nella provincia di Messina saranno realizzate tre opere, quella del Comune di Mandanici per il progetto di valorizzazione dell’area boscata con la creazione di un eco-sentiero che colleghi la riserva “Fiumedinisi e Monte Scuderi” e il sentiero Italia-Regione Sicilia, la riqualificazione del Monte Castello fino all’interno del Parco fluviale dell’Alcantara, a cura del Comune di Francavilla di Sicilia, e l’intervento per la valorizzazione del sentiero della Grotta del Lauro del Comune di Alcara Li Fusi. Nella provincia di Palermo riceveranno il contributo il Comune di Corleone per la tutela e fruizione del sito delle “Cascate delle Due Rocche” e il Comune di Ustica per migliorare la fruizione delle aree naturalistiche dell’isola; a Trapani, promosso il progetto del Comune di Alcamo per interventi di tutela e valorizzazione delle aree naturali della riserva di Monte Bonifato e del Parco suburbano “San Francesco”; a Ragusa, finanziato l’intervento per la valorizzazione, la tutela e la fruizione del sito di interesse comunitario nonchè zona di protezione speciale “Foce del Fiume Irminio” a cura del Comune di Ragusa; e infine, a Enna, finanziata la realizzazione di un sistema di fruizione sostenibile dell’area boscata “Piano Fiera” nel tratto della dorsale dei Nebrodi.
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Musumeci “Regione investe, borghi siciliani da visitare e da abitare”

PALERMO (ITALPRESS) – “Il governo regionale in tre anni ha speso circa 200 milioni di euro in oltre 220 interventi di riqualificazione. Con Terna e Enel sono stati sottoscritti investimenti per 550 milioni. Siamo intervenuti con 285 milioni su strade che, ricordo, sono di competenza delle ex Province. Ma, in assenza di interventi, la Regione non può certo stare a guardare. Dico questo, apprezzando il vostro bellissimo progetto, perchè la scommessa che la buona politica deve giocare è rendere attraenti i borghi non solo per i visitatori ma per chi, in questi piccoli centri, vuole vivere tutto l’anno. Noi stiamo lavorando perchè i borghi possano essere attrattivi anche e soprattutto per quei siciliani che hanno lasciano la nostra Isola ma che oggi vorrebbero tornare qui”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in occasione della presentazione dei “Borghi dei Tesori Fest” nell’ex Chiesa di Santa Maria dello Spasimo di Palermo. La manifestazione, organizzata dalla Fondazione Le Vie dei tesori, in programma nei due fine settimana 28 e 29 agosto e 4 e 5 settembre, prevede visite, tour ed esperienze speciali in una sessantina di borghi siciliani che apriranno al pubblico i “gioielli di famiglia”: conosciuti e non, di montagna e sul mare, arroccati sotto i castelli o dimenticati in un campo di grano, colmi di tesori d’arte o morbidamente green, pronti a mostrarsi, a scoprirsi, punteggiati come sono di castelli e conventi, chiese preziose e botteghe artigiane, palazzi nobiliari e neviere dimenticate, osservatori astronomici, miniere e laboratori. “Approfittare del turismo perchè possa diventare uno dei motori trainanti della nostra economia è il nostro obiettivo – ha aggiunto il presidente Musumeci – Per questo dobbiamo fare rete, dire basta all’individualismo e programmare, fissare obiettivi, tempi e risorse. E’ l’abc della buona politica. Questa iniziativa parte con uno zaino pieno di futuro. Lavoreremo insieme – ha concluso il governatore – affinchè i borghi non restino nella solitudine affollata da inerzia che purtroppo vivono molti sindaci siciliani per i quali è impossibile persino avvalersi di adeguate risorse umane e professionali per realizzare i progetti. La Regione è al loro fianco”. Alla presentazione erano presenti tra gli altri, l’assessore ai Beni culturali e all’identità siciliana, Alberto Samonà, l’assessore alle Culture del Comune di Palermo Mario Zito, il presidente dell’associazione Borghi dei tesori Federico Maria Butera, la presidente de Le Vie dei Tesori Laura Anello e il cantautore siciliano Mario Incudine. “I borghi sono il cuore della nostra storia e della nostra tradizione – ha evidenziato l’assessore Samonà – rappresentano il luogo dell’identità per eccellenza in tutta l’Italia. E’ da qui che dobbiamo ripartire se vogliamo costruire un futuro che rivitalizzi i territori della Sicilia, creando le migliori condizioni per rilanciare le economie locali. Il fascino di luoghi unici, di borghi medievali ancora poco conosciuti, è ciò che ha spinto alcuni paesi siciliani ad aggiudicarsi negli ultimi anni importanti riconoscimenti. Grazie a iniziative come quella della Fondazione Le Vie dei Tesori, ma anche a progetti come “I cantieri dell’Identità”, lanciato già la scorsa estate dall’assessorato dei Beni culturali, possiamo dire che il futuro è già presente”.
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Vanni Calì “Momenti terribili, ma anche dolci. 15enne mi dava suo pasto”

CATANIA (ITALPRESS) – “Sono stati momenti terribili, ma ci sono stati anche momenti di dolcezza. Dolcezza che ti riporta ad un equilibrio mentale, religioso, filosofico. C’è stata una ragazzina di 15 anni che si è privata della sua zuppa per darla a me e che ogni giorno diminuiva il suo pasto per darlo a me”. Così, visibilmente commosso, Vanni Calì, l’ingegnere italiano rapito a Haiti, che ha incontrato la stampa a Palazzo degli Elefanti, sede del Comune di Catania, invitato dal sindaco Salvo Pogliese.
“Tutto questo mi ha gratificato – ha aggiunto – c’erano anche dei carcerieri più gentili di altri che, anzichè legarmi le mani strette, mi lasciavano la possibilità di girarle per assumere delle posizioni più semplici…”.
E poi Calì ha continuato: “Anche loro hanno un pò di umanità, nonostante sia un popolo violento. Purtroppo per loro ero la rivincita sulla storia – ha aggiunto – loro prima erano schiavi dei bianchi e adesso avevano un bianco schiavo. Agli altri davano la zuppa, a me no. Perchè volevano che io pietissi. Io avevo bisogno di mangiare e di bere. Però per loro era una rivincita. Perchè il razzismo non è soltanto del bianco contro il nero, si sappia. Ci sono anche grossi razzismi contro del nero verso il bianco e purtroppo ne sono stato testimone”.
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Palermo, presentato il 397° Festino di Santa Rosalia

PALERMO (ITALPRESS) – Sale l’attesa a Palermo per la 397esima edizione del Festino di Santa Rosalia, che quest’anno, tra il rispetto delle normative Covid e la voglia di una ripartenza dopo un anno e mezzo di sofferenze, mira a un’organizzazione votata alla sostanza senza troppi orpelli. Non ci sarà il classico appuntamento con la processione della sera del 14, ma si tratta di un’edizione comunque ricca e carica di speranza per il futuro. Il Festino 2021 è stato presentato quest’oggi al Palazzo Arcivescovile di Palermo alla presenza, tra gli altri, del sindaco Leoluca Orlando e dell’arcivescovo Corrado Lorefice, e sono stati resi noti alcuni dettagli sull’edizione che prenderà il via già da sabato 10 luglio per poi protrarsi fino al consueto momento strettamente religioso con la celebrazione eucaristica di giorno 15. E idealmente, il termine delle attività sarà in realtà l’inizio di un cammino che porta all’altro appuntamento di celebrazione della santa protettrice della città, quello del 4 settembre, in cui ci si augura di poter effettuare la cosiddetta ‘acchianatà senza limitazioni dovute alla pandemia.
Sarà un Festino diverso dalle precedenti edizioni, a cominciare dal ruolo del carro, che non sfilerà in processione per le vie del Cassaro, ma che verrà spostato da piazza del Parlamento ai Quattro Canti, dove stazionerà, illuminato a dovere, dalla notte del 9 al 15 luglio. Scendendo nel dettaglio dei costi, si tratta di una delle edizioni più economiche: per le luminarie sono stati investiti 16.000 euro, mentre per il restauro del carro e per il suo trasporto l’esborso è stato di 24.000 euro. Il carro, infatti, era stato vandalizzato nei mesi scorsi con delle bombolette spray e usato anche come fosse un camper e la sua rimessa a nuovo è stata affidata alla VM Agency di Vincenzo Montanelli. Non possono mancare i fuochi d’artificio, che eccezionalmente per evitare assembramenti si terranno in cinque zone diverse della città. I giochi pirotecnici avranno luogo dalle postazioni di Bandita, Sant’Erasmo, Acquasanta, Mondello e Sferracavallo, a cura dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale.
Tra le novità, l’elicottero dell’Esercito che sorvolerà la città con al suo interno un reliquario della ‘Santuzzà e a bordo l’arcivescovo Corrado Lorefice, che ha voluto sottolineare l’importanza di questo Festino in tempo di pandemia: “E’ una festa che nel corso dei secoli non fa altro che ricordarci questa presenza che accompagna le esistenze dei palermitani, alla quale si sono legati tanti diversi molteplici destini. Noi sentiamo realmente come parte integrante della nostra città la nostra Santuzza. La sfida della pandemia ci porta a un tempo fatto di domande – ha aggiunto l’arcivescovo della diocesi palermitana – Le domande come sempre ci uniscono a cercare e condividere una città segnata da una continua prospettiva di corresponsabilità. Non ci sarà il festino consueto, non ci sarà la processione, ma Rosalia quest’anno sarà ancora più con noi consegnandoci un forte messaggio di solidarietà e speranza, quello di avere e prenderci cura”.
Si tratta dell’ultimo Festino per Leoluca Orlando come sindaco della città e il suo auspicio è quello che tutti i cittadini possano urlare il canonico “Viva Palermo e Santa Rosalia” per combattere in un’unione di intenti gli effetti drammatici del Covid: “Quella di Santa Rosalia è una festa comunque e ogni anno. La festa non vuol dire solo divertimento, ma ha anche un valore, una sua dimensione, vale a dire la libertà dalla paura – ha spiegato Orlando – Palermo riparte come città che si fa comunità: giorno 15 ci sarà l’importante incontro tra le diverse fedi religiose, un altro modo per esprimere l’anima della città che è un mosaico arcobaleno. E’ un festino in cui l’intera città, non il sindaco, deve urlare ‘viva Palermo e Santa Rosalia”.
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Nicodemo eletto presidente associazione Sicilia dei Consorzi di bonifica

CATANIA (ITALPRESS) – Francesco Nicodemo, commissario straordinario nel Consorzio di Bonifica Sicilia Orientale, è stato eletto presidente dell’Associazione Siciliana dei Consorzi di Bonifica (ASCEBEM). L’elezione è avvenuta nel corso dell’assemblea dei soci.
Nicodemo, che vanta un pluriennale impegno nell’amministrazione dei Consorzi di Bonifica, ha già indicato le principali linee guida del prossimo mandato: rilancio dell’attività dell’Associazione per una più efficace rappresentanza e tutela degli interessi dei Consorzi di Bonifica della Sicilia, in particolare nell’attuale momento dell’iter legislativo di riforma degli Enti di Bonifica e sviluppo di tutte le opportunità di crescita per le comunità del territorio siciliano, come imposte dalle sfide del New Deal e del Recovery Fund. Paolo Mascellino è stato eletto vice presidente vicario.
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Rifiuti, Caruso “Rap è azienda fragile. Ma no emergenza a Palermo”

PALERMO (ITALPRESS) – “Palermo è stata ripulita a grandi linee. Avevo parlato di sabato come ultimo giorno dell’emergenza, siamo arrivati a lunedì mattina per portare quelle 900 tonnellate di rifiuti dalla strada alla discarica”. L’emergenza rifiuti resta all’ordine del giorno a Palermo e la Rap fa il punto della situazione in una conferenza indetta dall’amministratore unico Girolamo Caruso. Negli ultimi giorni cumuli di immondizia hanno rallentato il già non fluido processo di raccolta e smistamento dei rifiuti, e a complicare le cose è stato anche l’assenteismo di diversi dipendenti, più di 20, che nelle serata di Italia-Belgio e Italia-Spagna hanno disertato. “Ieri non si sono presentati 23 netturbini e per noi non è un numero marginale, come avere una squadra senza la panchina – ha spiegato Caruso – Il problema è comunque ormai superato, noi possiamo agire soltanto con la visita fiscale. Spero che in vista della finale non accada nulla di tutto ciò: è vero che fin qui ha portato fortuna, ma vorrei la vittoria degli azzurri senza il rallentamento del servizio di raccolta”. Il dirigente della Rap si è poi soffermato sul tema delle fragilità dell’azienda, che in particolare soffre per la mancanza di personale attivo, nonostante gli oltre mille operai impegnati nella raccolta dei rifiuti e negli altri servizi accessori offerti, ma ha voluto ricordare come a suo dire il problema principale non sia attualmente di tipo finanziario (tranne nel 2018, bilancio chiuso sempre in utile) ma strutturale e legato anche alla cultura insita nei palermitani. “La Rap – ha aggiunto – quando è nata aveva oltre 2300 dipendenti, ora sono meno di 1700. Servono nuove assunzioni e in particolare c’è una carenza di autisti, anche a causa di 27 di loro che sono stati certificati come non idonei. Dieci di questi, che definisco miracolati, sono tornati idonei”. Caruso ha annunciato l’utilizzo a partire da agosto della terza vasca bis a Bellolampo che permetterà di abbancare rifiuti per mezzo anno in attesa che la Regione possa completare la settima vasca, per la quale a gennaio è in previsione il completamento al 40%. “Oggi c’è la possibilità – ha continuato l’amministratore di Rap – di abbancare rifiuti almeno fino a febbraio e fino a circa 150 tonnellate. Ora possiamo tranquillamente aspettare che la Regione completi la settima vasca, quantomeno che ne faccia una tranche importante”. Su un tema, infine, concordano sia la Rap che il Comune – socio unico dell’azienda – intervenuto in collegamento da remoto con l’assessore Sergio Marino, quello che riguarda la raccolta dei rifiuti ingombranti. “Stiamo cercando di verificare la disponibilità di aziende per esternalizzare questo processo – ha ribadito Caruso – affidando la raccolta degli ingombranti, che ci costa due milioni e 600.000 euro, ai privati”. Gli fa eco Marino: “Sono d’accordo che la Rap debba puntare sulla raccolta e soprattutto sulla differenziata, allo stesso tempo occorrerà esternalizzare un servizio come quello della raccolta degli ingombranti che peraltro non è incluso nel contratto”.
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