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Sport e imprese, ente promozione Csain entra in Confindustria

PALERMO (ITALPRESS) – Il mondo dello sport entra nel sistema di Confindustria. Lo fa con l’accordo sancito tra Csain – Centri sportivi aziendali e industriali, un ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni e l’associazione degli industriali, nell’ambito di una collaborazione che favorirà la ripartenza delle attività sportive interne alle imprese in un periodo complicato come quello post-pandemico. L’accordo, presentato a Palermo nella sede di Sicindustria, serve a rafforzare l’organizzazione di eventi sportivi e ricreativi all’interno delle aziende, in modo tale da aiutare i dipendenti e le rispettive famiglie a superare la sedentarietà forzata a causa del Covid-19. Un connubio, quello tra l’ente di promozione sportiva e Confindustria, che contribuisce alla pianificazione nell’imminente futuro di una serie sempre crescente di eventi, nell’ambito di una vera e propria unione di forze nel nome del welfare. E Palermo non è per caso lo scenario della prima presentazione di questo accordo, visto che le più alte cariche di Csain condividono le origini siciliane. “La Sicilia è la prima regione in Italia sotto questo aspetto ed è il territorio trainante nell’unione tra sport e impresa – ha sottolineato il presidente nazionale di Csain, Luigi Fortuna – abbiamo dato una spinta all’attenzione al welfare attraverso la capacità di gestire le attività. Non abbiamo mai voluto spingere sull’acceleratore fin quando non si sono riproposte le attenzioni dei datori di lavoro nei confronti della socialità e del welfare aziendale. Si è capito quanto sia giusto investire nella parte sociale e con l’accordo con Confindustria andiamo a estendere ulteriormente la nostra azione che ha sia una funzione sportiva che sociale”. Dello stesso avviso il vice presidente nazionale dell’ente, Salvo Spinella, che racconta cosa c’è dietro Csain: “Nelle corde del nostro ente c’è la promozione sportiva all’interno delle imprese. Dipendenti ed operai devono avere mente sana in un corpo sano e questa deve essere la guida per il mondo sociale aziendale. Il nostro è un ente di promozione sociale riconosciuto anche dal ministero del lavoro – ha ricordato Spinella – bisogna ricreare la voglia di fare sport. Non facciamo agonismo, la nostra è una funzione sociale e dilettantistica, anche se talvolta vengono scoperti campioni e passati alle federazioni di riferimento”. 474 associazioni con 3.247 addetti, un fatturato di 50 milioni annui per un totale di 385 discipline sportive e 71.041 tesserati. Sono questi i numeri di Csain in Sicilia, regione che fa da volano per l’intero movimento. Nel dettaglio, ad Agrigento 45 associazioni per un totale di 6.240 tesserati, a Caltanissetta 54 con 5.532 tesserati, a Catania 74 con 28.745 tesserati, a Enna 25 con 2.790 tesserati, a Messina 19 con 5.532 tesserati, a Palermo 60 con 9.240 tesserati, a Ragusa 63 con 2.790 tesserati, a Siracusa 79 con 6.934 tesserati, a Trapani 55 con 3.268 tesserati. Le discipline che vantano tesserati sono svariate e coprono in maniera trasversale le diverse attività sportive: dal calcio alle arti marziali, passando per tennis, padel, golf, pallavolo, pesca sportiva, scacchi. Ad accogliere Csain nel mondo delle imprese a livello regionale il presidente di Sicindustria, Gregory Bongiorno, che ha sottolineato come “sport, benessere e socializzazione sono elementi che possono contribuire a lasciarci alle spalle questa brutta esperienza della pandemia”, e il presidente di Confindustria Sicilia, Alessandro Albanese, che ha spiegato come l’unione tra sport e imprese voglia dire “dare una spinta sociale e un rasserenamento in un periodo come quello vissuto con la pandemia. Con questo connubio si rinsalda un rapporto di eccezionale importanza, con questo accordo si apre una nuova fase di welfare per le aziende”.
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Lagalla “In Sicilia un nuovo modello di formazione professionale”

PALERMO (ITALPRESS) – “La Regione siciliana, grazie al Fondo sociale europeo, ha anticipato di qualche tempo quelle che oggi sono previsioni più che mai attuali del Piano nazionale di ripresa e resilienza”. Lo ha detto l’assessore regionale all’Istruzione, Roberto Lagalla, in un’intervista all’Italpress.
“Con l’Avviso 33 concepito nel 2019, e a causa della pandemia attuato solo a partire dalla fine del 2020 – ha spiegato -, abbiamo introdotto un nuovo modello di formazione professionale che, più che qualifiche, crea competenze sulla base di esigenze rappresentate dalle imprese. Le aziende così diventano, insieme agli enti di formazione professionale, portatori di un progetto teorico-pratico specificamente curvato sulle esigenze di produzione. In più – ha proseguito – questo modello ha il vantaggio di subordinare l’accesso dell’impresa a una promessa cogente di assunzione di una parte dei formati”.
Oggi anche la povertà educativa è un’emergenza da non sottovalutare. Per l’assessore il problema sarà affrontato con “grande sintonia con il governo nazionale”. “Il rapporto con il ministero e con il ministro Bianchi – ha sottolineato Lagalla – è di grande collaborazione e particolare vicinanza. Siamo sul punto di sottoscrivere un accordo di programma tra governo nazionale e regionale per mettere a sistema le risorse dell’uno e dell’altro. Al tempo stesso – ha continuato -, già nella legge finanziaria del 2020 abbiamo destinato 20 milioni di euro, che diventeranno 30, per il contrasto della povertà educativa. Questo avverrà a partire dal gennaio 2022, con un programma di prolungamento del tempo pieno nella scuola primaria e uno di supporto e orientamento fino al primo biennio della scuola superiore. Per tutta l’estate 2021 e fino al 31 dicembre – ha aggiunto – concorreremo con risorse regionali a quelle già rese disponibili dallo Stato per intrattenimento ludico-ricreativo nei mesi estivi e per il recupero delle competenze perdute durante il periodo Covid, fino al 31 dicembre”.
In vista della ripresa dell’anno scolastico a settembre, le famiglie siciliane si aspettano un ritorno al tempo pieno in presenza. “Possiamo essere cautamente ottimisti”, ha spiegato Lagalla. “Abbiamo tenuto aperte le scuole al 100% della presenza fino alla terza media e in una percentuale variabile tra il 50 e il 70% senza interruzioni dalla ripresa post-natalizia, dal 14 gennaio fino alla fine della scuola. Lo abbiamo fatto anche quando – ha continuato – tutte le altre Regioni italiane avevano chiuso per effetto della terza ondata. Noi probabilmente ci eravamo preparati meglio di altri, grazie a un puntuale monitoraggio della situazione sanitaria della popolazione scolastica che ci ha portato ad avere un campionamento di oltre 330 mila tra operatori e studenti, e che mai ha posto condizioni di particolare allarme diffuso. E’ chiaro – ha evidenziato Lagalla – che dove sono stati intercettati cluster di infezione le scuole hanno chiuso ma si è trattato di interventi puntuali e chirurgici e non di interventi amputativi dell’opportunità, che va data a tutti nella massima misura possibile, di frequentare fisicamente la scuola”.
Anche per le borse di studio universitarie sono in arrivo novità. “Quest’anno abbiamo ottenuto – ha spiegato l’assessore – un risultato forse inaspettato ma sicuramente importante: tutte le quattro università siciliane hanno erogato il 100% delle borse di studio richieste dagli studenti aventi diritto. E’ una condizione non usuale, perchè normalmente il 70-75% al quale eravamo arrivati veniva considerato un accesso rilevante. Poi l’impegno della Regione, pari a circa 11 milioni aggiuntivi, ha consentito il raggiungimento di un obiettivo particolarmente importante ma soprattutto essenziale ai fini dell’acquisizione della premialità nazionale. Avendo superato il 95% su tutta la regione, andiamo in premialità e quindi – ha concluso Lagalla – l’anno prossimo il trasferimento statale, già aumentato negli ultimi anni, si incrementerà ulteriormente”.
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A Palermo riapre Villa Igiea, Rocco Forte “Icona di eleganza e stile”

PALERMO (ITALPRESS) – Rocco Forte Hotels annuncia l’inaugurazione di Villa Igiea, la cui apertura restituisce alla città di Palermo e ai suoi ospiti un meraviglioso gioiello, capolavoro dello stile Liberty. Lo splendido cinque stelle lusso emblema del capoluogo siciliano, progettato dall’architetto Ernesto Basile per volere della famiglia Florio, rappresenta la sesta destinazione del Gruppo in Italia. “Villa Igiea è un palazzo straordinario, un’icona di eleganza e stile proprio come lo è stata la sua proprietaria originale, Franca Florio: una dama di grande fascino con uno spiccato senso dell’ospitalità – commenta Sir Rocco Forte, presidente di Rocco Forte Hotels -. L’Hotel è stato il luogo simbolo della città di Palermo per oltre 100 anni ospitando artisti, imperatori e l’èlite hollywoodiana, rapita dalle meraviglie della Sicilia. Sono molto orgoglioso di far parte della storia di questo straordinario hotel e di aver avuto la possibilità di riportarlo al suo originario splendore”.
Completamente ristrutturata da Olga Polizzi, Deputy Chairman & Design Director di Rocco Forte Hotels, in collaborazione con gli architetti Paolo Moschino e Philip Vergeylen di Nicholas Haslam Studios, Villa Igiea rappresenta il punto di partenza ideale per scoprire il patrimonio culturale inestimabile della destinazione grazie alla sua posizione strategica affacciata sul golfo di Palermo, che regala agli ospiti scorci incantevoli ed esperienze irripetibili.
L’importante progetto di ristrutturazione durato due anni esalta il fascino dell’hotel e consacra l’atmosfera da Belle E’poque del palazzo, coniugando le esigenze di comfort di oggi e il design Rocco Forte con la grandezza architettonica di ieri, in un unicum di eccezionale bellezza.
Il Ristorante Florio, la Terrazza Bar Igiea e Alicetta Pool Bar sono guidati dallo Chef Fulvio Pierangelini e dal suo team che portano in tavola l’eccellenza della cucina siciliana valorizzando la ricchezza di prodotti autoctoni della regione.
Ciascun luogo racconta la storia sfiziosa di “una cucina semplice ma non semplicistica, vera, sincera e libera; il rispetto per i piccoli gesti quotidiani che perfezionano l’arte culinaria millenaria dell’isola realizzando meraviglie au gout du jour; una cucina che profuma di famiglia, generosa e femminile”, racconta Fulvio Pierangelini, Creative Director of Food di Rocco Forte Hotels.
Il ristorante accoglie gli ospiti in un’atmosfera elegante e leggera, raffinata e divertente tipica di un Grand Hotel sul mare.
I colori sobri degli interni e le ampie finestre cielo terra, che svelano meravigliose viste sul Mar Tirreno, richiamano l’era aurea di un tempo. Prodotti locali e stagionali raccolti direttamente dal frutteto di Villa Igiea e dall’orto del Verdura Resort, insieme a pesce fresco e crostacei, pasta, fritti e arancini sono ingredienti immancabili di una cucina spiccatamente naturale.
La Terrazza Bar Igiea – sospesa tra il giardino botanico e il Mediterraneo – e la sala interna impreziosita da soffitti a volta in pietra e meravigliosi affreschi dell’artista palermitano Eugenio (Geno) Morici offrono uno spazio eclettico destinato a imporsi come punto di incontro di culture locali e internazionali.
La proposta enogastronomica intrigante è concepita per soddisfare i gusti più sofisticati a tutte le ore. Aperto dall’ora di pranzo in poi, il bar servirà una proposta di snack stuzzicanti, piatti di portata e il menu “Leggero by Fulvio Pierangelini” ricco di proposte sane e gustose.
Come accompagnamento, è possibile scegliere tra una ricca selezione di liquori Florio e la carta dei cocktail “Spirit of Igiea” ideata dal Maestro Salvatore Calabrese, uno dei più quotati bartender del mondo, ispirata alle fragranze siciliane e agli ospiti illustri che hanno onorato l’hotel.
Alicetta Pool Bar, da sempre uno dei locali all’aperto più rinomati di Palermo, è ospitato in un padiglione il cui design richiama quello di Palazzo Butera e propone un menu giornaliero a base di specialità siciliane, crudi, sashimi, frutti di mare, pesce fresco e crostacei cucinati alla griglia.
Completano l’offerta piatti di verdure coltivate nell’orto dell’hotel e cotte al vapore o grigliate; ricche insalate miste; invitanti pizze e focacce preparate nel forno all’aperto del bar e un goloso carrello dei dolci che include una selezione di frutta fresca e gelati fatti in casa.
Con i suoi 8 siti patrimonio dell’Unesco e i colori e i profumi intensi dei mercati rionali, Palermo offre innumerevoli spunti per piacevoli percorsi alla scoperta delle bellezze storiche, architettoniche e paesaggistiche che la caratterizzano.
In occasione dell’apertura di Villa Igiea, il team Concierge ha messo a punto una serie di itinerari capaci di regalare emozioni indimenticabili e permettere di scoprire le mille sfaccettature della città. Gli ospiti possono scegliere tra la “Palermo Ebraica”, il “Tour del Gattopardo”, il “Tour dei mercati tipici e lezione di cucina”, decidere di ripercorrere le “Tracce dei Florio”, esplorare le strade costiere dell’isola a bordo di una Porsche cabriolet in piena libertà e tanto altro ancora.
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Musumeci “Liberare la Sicilia dalla schiavitù delle discariche”

CATANIA (ITALPRESS) – “Dobbiamo liberare la Sicilia dalla schiavitù delle discariche. Le discariche sono offesa al buonsenso e all’ambiente”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, parlando con i giornalisti a Catania del piano dei rifiuti nell’Isola. “Per 30 anni la politica – ha aggiunto – ha lavorato per crearne solo di private, che ora dicono di volerle chiudere se non si raddoppia la capienza e i rifiuti non abbiamo dove conferirli. Allora ben vengano uno-due termoutilizzatori, come avviene in 37 parti d’Italia, per produrre energia, calore e denaro. L’emergenza l’affronteremo come è stato fatto negli ultimi 20 anni, con soluzioni che non peseranno sulla tasca dei cittadini. Se il sistema in Sicilia dovesse arrivare al collasso – ha concluso – noi faremo quello che fanno le altre regioni: venderemo i rifiuti all’estero. Io sarei del parere di rifarci sulle tasche dei politici che hanno creato questo disastro”.
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Musumeci nomina Razza assessore regionale alla Salute

PALERMO (ITALPRESS) – Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha nominato Ruggero Razza assessore regionale della Salute.
“In queste settimane di interim – ha detto Musumeci – ho potuto toccare da vicino la qualità degli operatori della sanità siciliana, la loro abnegazione e l’impegno da tutti profuso nel corso di questi lunghi mesi di pandemia. Non mi hanno meravigliato gli appelli rivolti da molti operatori e rappresentanze sindacali, certamente non tacciabili di vicinanza con il nostro governo, che hanno chiesto di riprendere il percorso amministrativo avviato con l’assessore. Dal primo momento ho detto che le indagini giudiziarie e le responsabilità politiche devono essere separate, nel pieno rispetto per il lavoro della magistratura e dei princìpi che regolano la nostra vita democratica. Per questo ho insistito con Ruggero Razza affinchè potesse riprendere il ruolo che gli avevo assegnato nel novembre del 2017. Ho fiducia che questa scelta possa contribuire positivamente a concludere un percorso amministrativo avviato in questi anni con i risultati che tutti conoscono”.
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Mafia, Giovanni Brusca torna libero dopo 25 anni per fine pena

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ROMA (ITALPRESS) – Giovanni Brusca torna libero dopo 25 anni per fine pena. Si tratta del boss mafioso fedelissimo di Totò Riina, poi diventato un collaboratore di giustizia. Lui stesso ha ammesso il suo ruolo nella strage di Capaci e nell’uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo. Come scrive L’Espresso, Brusca ha lasciato oggi il penitenziario di Rebibbia, con 45 giorni di anticipo rispetto alla scadenza della condanna. Adesso è un uomo libero, sottoposto a controlli e protezione. Tecnicamente resta però sottoposto a quattro anni di libertà vigilata. Così ha deciso la corte d’Appello di Milano, l’ultima a pronunziarsi sul conto del condannato in relazione al processo più recente.
“Autore della strage di Capaci, assassino fra gli altri del piccolo Giuseppe Di Matteo, sciolto nell’acido perché figlio di un pentito. Dopo 25 anni di carcere, il boss mafioso Giovanni Brusca torna libero. Non è questa la “giustizia” che gli Italiani si meritano” commenta il leader della Lega Matteo Salvini.
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Accordo Ance e Tributaristi Palermo per agevolazioni eco-sisma bonus

PALERMO (ITALPRESS) – Ance Palermo e Camera degli Avvocati Tributaristi di Palermo, rappresentate dai rispettivi presidenti Massimiliano Miconi e Angelo Cuva hanno siglato un protocollo d’intesa per fornire ai propri associati ed a quanti fossero interessati, chiarimenti e informazioni utili all’interpretazione ed applicazione della normativa vigente su Eco-Sisma Bonus, per favorire la più ampia utilizzazione delle agevolazioni e in considerazione degli interessi pubblici legati a tali misure.
Cat Palermo si è impegnata ad individuare un gruppo di professionisti che si occuperanno degli aspetti fiscali della normativa e che si confronteranno con i tecnici di Ance Palermo.
L’associazione dei costruttori metterà a disposizione la documentazione e le banche dati in suo possesso. Inoltre le due associazioni si impegneranno ad organizzare attività formative, seminari, convegni, rivolti a quanti fossero interessati all’utilizzo delle agevolazioni fiscali previste dagli incentivi statali.
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Al via mobilitazione Comuni siciliani, Orlando: “Decenni disattenzione”

PALERMO (ITALPRESS) – “Innumerevoli volte come ANCI Sicilia abbiamo denunciato al governo nazionale e al governo regionale l’insostenibilità per i comuni siciliani dell’attuale quadro normativo, sia sotto l’aspetto della sostenibilità finanziaria, sia sotto numerosi altri profili che riguardano la gestione delle crisi finanziarie, le regole sulle assunzioni del personale, attuazione dei fabbisogni standard e, in generale, altre norme che impattano con le specificità che caratterizzano gli enti locali dell’Isola. Si è, di fatto, assistito a un frettoloso abbandono del criterio della finanza derivata che, anche a seguito della mancata applicazione della legge 42 del 2009 sul federalismo fiscale, ha accentuato il divario territoriale tra le regioni e gli enti locali del Paese”. Lo afferma il presidente dell’Associazione dei comuni siciliani, Leoluca Orlando.
“A ciò – continua – si aggiunga che il confronto istituzionale tra il governo nazionale e la Regione Siciliana, già di per sè altalenante e cangiante, non ha mai contemplato un coinvolgimento degli enti locali o un’attenta valutazione delle esigenze di questi ultimi. In dieci anni si è passati da trasferimenti regionali e nazionali adeguati, a enormi difficoltà nella gestione dei tributi locali anche a causa dell’inadeguatezza della società regionale di riscossione dei tributi, ovvero Riscossione Sicilia”.
“Abbiamo denunciato – continua Orlando – la necessità di un confronto strutturato e duraturo tra Stato, Regione Siciliana ed enti locali per affrontare le numerose criticità che hanno trasformato l’Isola nella regione con il più alto numero di comuni in crisi finanziaria tra dissesti e pre-dissesti, comuni strutturalmente deficitari, comuni che pagano in ritardo i debiti commerciali o che, nella maggior parte dei casi, approvano gli strumenti finanziari dopo la scadenza dei termini. Abbiamo segnalato questa emergenza e tante altre criticità in termini di carenza di figure professionali nei servizi finanziari, negli uffici tecnici e nei servizi sociali, segnalando anche che le attuali norme in materia di assunzione del personale degli enti locali hanno ulteriormente aggravato la condizione dei comuni siciliani, legando le possibilità assunzionali alle capacità finanziarie degli enti. Abbiamo evidenziato l’anomalia derivante dal mancato recepimento in Sicilia delle norme, vigenti nel resto d’Italia, in materia di incentivi all’associazionismo fra i comuni. L’ANCI Sicilia su tali temi ha inviato al governo nazionale e al governo regionale in numerose occasioni note formali, documenti e anche mozioni approvate all’unanimità dall’assemblea degli enti locali anche nell’ottobre del 2019”.
“Se il 2020 a causa della pandemia – aggiunge il segretario generale dell’ANCI Sicilia, Mario Emanuele Alvano – è stato un anno anomalo sotto molti profili e, tra questi, anche quello dei rapporti finanziari tra Stato e comuni, caratterizzati da imponenti trasferimenti finanziari finalizzati a coprire le minori entrate degli enti locali, il 2021 appare peggiore del 2019 visto l’aggravarsi delle criticità sul piano della riscossione dei tributi locali. Si pensi al travagliato percorso dell’applicazione anche in Sicilia dei fabbisogni standard che, anzichè consentire ai comuni siciliani di recuperare terreno sul piano della garanzia dei Livelli Essenziali delle Prestazioni e in assenza di trasparenza sulle variabili individuate, vorrebbe limitarsi nei fatti a storicizzare il livello dei trasferimenti senza tenere in alcun conto delle capacità fiscali dei territori”.
“Le risposte che sono arrivate a livello nazionale e regionale – continua Alvano – sono state del tutto inadeguate e, in alcuni casi, paradossali. Si pensi alla norma prevista nell’ultima Legge di Bilancio con la quale sono stati stanziati 100 milioni di euro in favore di tutti i comuni in crisi finanziaria ad eccezione di quelli siciliani (commi da 775 a 777 della legge 30 dic. 2000 n.178). Si pensi alle risorse stanziate per assunzioni di assistenti sociali, in deroga alle norme in materia di personale, destinate solamente ai distretti socio-sanitari nei quali c’era già una minima presenza di tali figure, lasciando del tutto privi di finanziamento quegli ambiti dove si registravano ridottissime presenze di tale personale (art. 1 comma 797 della legge 30 dicembre 2020 n.178). A ciò si aggiungono le numerosissime previsioni normative con specifiche finalità che erogano risorse finanziarie in favore degli enti locali con maggiore capacità di progettazione escludendo, di fatto, in maniera paradossale gli enti in difficoltà. Si pensi alla scelta del governo regionale che nella Legge di Stabilità 2020 ha previsto significative risorse attraverso un Fondo perequativo per consentire riduzioni ed esenzioni di tributi locali in favore degli operatori economici e risorse per investimenti rispetto ai quali a tutt’oggi, a distanza di oltre un anno, non si hanno ancora adeguate informazioni sul loro utilizzo”.
“Il fatto che gli enti locali dell’Isola necessitino di un’attenzione specifica – aggiunge Orlando -, sia sotto un profilo finanziario, sia sotto un profilo normativo, è dimostrato dal mancato allineamento alle norme regionali in materia di ordinamento degli enti locali con le norme nazionali in materia finanziaria e sul personale, e dalla necessità, che si è verificata più volte nel corso degli anni, di prevedere rinvii del termine di approvazione dei bilanci o solo per i comuni siciliani o per tutti gli enti ma giustificate da specifiche esigenze dei comuni siciliani (Conferenza Stato-Città nella seduta straordinaria del 30 settembre 2020)” “Sono troppi i record negativi che caratterizzano gli enti locali dell’Isola, – spiega il segretario generale dell’Associazione dei comuni siciliani- come testimoniano prestigiose istituzioni di ricerca (tra cui il rapporto ‘Ca Foscari sui comuni 2020. Il governo locale: modelli ed esperienze in Italia e in Europa”). Si tratta di dati puntuali e consolidati che rappresentano un dato strutturale e stratificato che non può in alcun modo essere attribuito agli attuali amministratori locali, ma che rappresenta semmai la spia di una macroscopica carenza della normativa vigente”.
“Di fronte all’insensibilità delle altre istituzioni – conclude Leoluca Orlando – rispetto ad una condizione che pesa esclusivamente sui sindaci e i cui effetti però sono pagati dai cittadini e dalle imprese in termini di qualità dei servizi, l’ANCI Sicilia ha deciso di avviare una mobilitazione che andrà avanti finchè i comuni non riceveranno risposte adeguate. Sotto questo profilo la scelta di adottare una formale delibera di giunta e di sospendere le procedure per l’approvazione del bilancio, sono il primo passo per fare emergere le tante incongruenze dell’attuale quadro normativo e per ridare agli enti locali e agli amministratori la dignità istituzionale che meritano. Le iniziative in vista del 2 giugno hanno, pertanto, come primo obiettivo quello di determinare un fattivo confronto per attuare correttivi finanziari e normativi che interrompano questo trend negativo che ha come effetto immediato delle crisi finanziarie degli enti quello di contribuire al peggioramento della qualità della vita del cittadino e all’ulteriore disincentivo nei confronti degli operatori economici che vogliono investire in Sicilia”.
In particolare si ricorda che le prime iniziative deliberate dall’ANCI Sicilia nelle sedute di Consiglio regionale del 25 e del 28 maggio sono: ‘Rispettosa partecipazione dei sindaci alle celebrazioni della Festa della Repubblica ma contestuale sospensione delle procedure di approvazione dei bilanci (i cui termini scadranno il 31 maggio) fino a quando non si otterranno risposte concrete dal Governo nazionale e dal Governo regionale e finchè non si avvierà un confronto serio e serrato che ridia dignità alle comunità senza abusare del senso di responsabilità dei sindacì; approvazione di una delibera in cui si spiegano le ragioni per cui non è possibile formulare i bilanci. La stessa sarà poi inviata alla Corte dei Conti e agli organismi nazionali e regionalie sottoposta anche all’attenzione dei 9 prefetti dell’Isola; pubblicazione nei siti istituzionali dei comuni dell’art.114 della Costituzione: “La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato” per ricordare il ruolo dei comuni e la dignità istituzionale degli amministratori; convocazione, entro 10 giorni, dell’Assemblea dei sindaci per definire ulteriori iniziative.
(ITALPRESS).