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Mattarella “Non esistono zone grigie, o contro la mafia o si è complici”

PALERMO (ITALPRESS) – “La mafia esiste tuttora, non è stata sconfitta. Estende i suoi tentacoli nefasti in attività illecite e insidiose anche a livello internazionale, per questo è necessario tenere la guardia alta e attenzione vigile. Ma la condanna popolare, ampia e possente, ha respinto con efficacia i crimini e i metodi della mafia. Nessuna zona grigia, nessuna omertà nè tacita connivenza: o si sta contro la mafia o si è complici dei mafiosi”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenuto nell’aula bunker del carcere Ucciardone durante la cerimonia per le stragi di Capaci e via d’Amelio. “La mafia teme le sentenze dei tribunali ma vede anche come grave pericolo la condanna da parte di uomini liberi e coraggiosi. Ha paura di forze dell’ordine efficienti ma la avverte anche di fronte al disprezzo di cittadini e giovani. La mafia teme la scuola più che la giustizia – sottolinea Mattarella -. La mafia non è invincibile, può essere sconfitta realizzando la lucida profezia di Falcone”.
“Falcone e Borsellino erano magistrati di grande valore e di altissima moralità. L’intelligenza e la capacità investigativa erano valorizzate e ingigantite da una coscienza limpida, da attaccamento a valori di Costituzione, di fiducia sacrale nella legge e nella sua efficacia. La mafia vuole eliminare non soltanto per la loro competenze, efficienza, conoscenza metodi. Li assassinò perchè erano di stimolo ed esempio per tanti giovani colleghi magistrati e per cittadini che li amavano”.
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Ventinove anni fa la strage di Capaci

PALERMO (ITALPRESS) – Il 23 maggio di 29 anni fa la mafia uccideva il giudice Giovanni Falcone. Nel tratto dell’autostrada A29 da Punta Raisi a Palermo, alle 17.58, oltre quattrocento chili di tritolo fanno esplodere la Fiat Croma con a bordo il magistrato.
Oltre a Falcone nell’attentato muoiono la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Rocco Di Cillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro. Feriti gli agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e l’autista Giuseppe Costanza. Falcone, trasportato d’urgenza in ospedale, muore poco dopo le 19.
Lo scenario è devastante. La violenta esplosione causa una grande voragine sull’asfalto dell’autostrada che da Palermo porta all’aeroporto, quasi come il cratere di un vulcano. Una colonna di fumo nero e denso si alza nel cielo e si vede anche a distanza di molti chilometri. Ci sono detriti e macerie ovunque.
Meno di due mesi dopo, il 19 luglio del 1992, la scia di sangue raggiunge via d’Amelio, dove Cosa Nostra uccide anche Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
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Covid, Razza “Chiedo scusa per frase infelice”

CATANIA (ITALPRESS) – “Non ho avuto occasione, per la mia immediata decisione di dimettermi, di scusarmi e lo faccio adesso, per la velocità con cui mi sono espresso nell’utilizzare il termine ‘spalmarè riferendomi ai dati di più giorni dei deceduti. Una frase infelice. Il senso ovviamente era quello di considerare prevalente l’effettiva ripartizione del dato sull’indicazione del bollettino giornaliero”. Lo ha detto, in un’intervista al quotidiano La Sicilia, l’ex assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza. L’avvocato catanese, si è dimesso lo scorso 30 marzo perchè indagato nell’inchiesta della Procura di trapani (poi passata a Palermo) sui presunti falsi nei dati Covid che coinvolse i vertici della sanità siciliana nella bufera pure per le intercettazioni-shock. “Mi ha colpito la costruzione mediatica – ha aggiunto – perchè mi sembrava chiaro quale fosse l’intento. Qualche giorno fa, in Corte d’Appello a Catania, conclusa la requisitoria del procuratore generale, il presidente di turno ha invitato gli avvocati difensori a ‘spalmarè le arringhe su più udienze perchè erano troppi. L’avvocato Enrico Trantino era in aula e si è fragorosamente opposto all’utilizzo del termine, con il garbo e l’iro – nia che tutti gli riconoscono. A parte questo, il mio sentimento di rispetto va a tutte le vittime e ai loro familiari. Ed è pari al sentimento di stima profonda per la professionalità con cui gli operatori siciliani della sanità hanno indossato il camice e la tuta e sono scesi in trincea. Gli assessori passano, loro restano…”.
La vita dell’ex assessore Razza? “E’ cambiata profondamente. Ed è stata anche l’occasione per una riflessione, libera da qualsiasi condizionamento, sulle priorità che negli ultimi anni nella mia vita avevano preso il sopravvento. Ma è giusto anche comprendere perchè ho deciso nell’immediatezza di dimettermi. Anzitutto perchè, come tutti sanno era un momento della mia vita molto particolare nel quale avevo il dovere immediato di restituire condizioni di serenità alla mia famiglia. E poi perchè, anche per ragioni legate alla mia professione, comprendevo che il rispetto delle istituzioni mi imponeva di consentire un primo approfondimento dell’indagine, potendo contribuire io stesso a chiarire alcuni aspetti che, nell’immediatezza, anche il clamore non avrebbe consentito di potere spiegare”.
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Fico “Peppino Impastato è un grande esempio per tutti”

CINISI (PALERMO) (ITALPRESS) – “Conoscere questo posto è stata una cosa assolutamente commovente, visto che prima l’avevo solo conosciuto tramite storie e film”. Così il Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, a margine della sua visita alla Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato a Cinisi, in provincia di Palermo.
Fico è stato ricevuto dalla famiglia Impastato, dai compagni di Peppino e dagli attivisti di Casa Memoria Impastato. La casa-museo, che fu la reale abitazione della famiglia Impastato, è stata aperta al pubblico da mamma Felicia dopo l’omicidio mafioso del figlio Peppino.
“Ci si rende conto ancora di più quanto Peppino Impastato sia assolutamente lo Stato e rappresenta quella parte di cittadini che lottano per le proprie idee e non si arrendono – sottolinea Fico -. E’ un esempio ispiratore per tutti noi, deve essere un esempio ispiratore sempre. Insieme ai suoi amici ed alla sua famiglia danno un grande esempio a tutta l’Italia ed a quella Sicilia che muore per lo Stato”.
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A Messina inaugurato hub vaccini più grande della Sicilia

MESSINA (ITALPRESS) – “Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto, oggi si avviano le vaccinazioni anche al Palarescifina, una struttura molto ampia di oltre 2500 metri quadrati al coperto, l’hub più grande della Sicilia, che permetterà, grazie ad importanti spazi, vaccinazioni in sicurezza, rispettando le disposizioni anti Covid, e percorsi dedicati per le inoculazioni. Insieme agli altri hub che abbiamo avviato in questi giorni, Patti, Capo d’Orlando, Milazzo, Taormina e domani Brolo, darà un notevole contributo alla campagna vaccinale in provincia di Messina, permettendoci di superare tranquillamente il target stabilito dal generale Figliuolo di 6300 inoculazioni giornaliere, che già negli scorsi giorni più volte abbiamo raggiunto e superato, arrivando a 7000 dosi al giorno”. A dirlo il commissario per l’emergenza Covid 19 di Messina, Alberto Firenze, durante l’inaugurazione del Palarescifina che diventa così, il terzo grande hub della città dello Stretto dopo quello della Fiera e dell’Ospedale Militare.
Erano presenti, tra gli altri, il direttore generale facente funzioni dell’Asp di Messina Bernardo Alagna, il sindaco Cateno De Luca, l’assessore comunale all’emergenza Covid 19 Dafne Musolino e il dirigente regionale della Protezione Civile Bruno Manfrè. Nel corso della cerimonia don Sergio Siracusano, parroco della parrocchia “Della Sacra Famiglia” del villaggio Cep, ha impartito la benedizione al nuovo hub vaccinale.
“Dopo la campagna Covid free alle Eolie e quella per i comuni con meno di mille abitanti con l’ausilio di un camper per vaccini a chilometro zero – prosegue Firenze – si amplia la strategia e prende il via uno dei punti vaccinali territoriali straordinari, previsti anche all’interno dei palazzetti, secondo quanto stabilito dal commissario nazionale dell’emergenza covid, nell’ottica di ampliare l’offerta di prossimità per favorire la massima adesione alla campagna vaccinale. Abbiamo pensato di realizzare dentro il palazzetto 24 postazioni per l’anamnesi e 12 per le somministrazioni dei vaccini per accelerare il percorso vaccinale e abbiamo separato gli spazi per garantire massima sicurezza”.
“Abbiamo predisposto – prosegue – l’entrata e l’accettazione in una grande palestra, e poi all’interno del campo di gioco i box per l’anamnesi, la somministrazione del vaccino, e l’attesa post vaccinale. Abbiamo inoltre, previsto dei locali per la farmacia e gli uffici, e ampi parcheggi esterni in modo che i cittadini possano avere ogni comodità. Sono stati trasferiti qui anche gli uffici che si trovavano del Dipartimento di Ingegneria del Polo Papardo il Contact Tracing, l’Ufficio data entry, l’Ufficio Esiti, l’Ufficio Rifiuti, il Supporto psicologico, il Coordinamento USCA, il Team Case di Riposo, l’ufficio Relazione con i Sindaci, Relazione con i Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta, l’Ufficio Supporto Uffici Pubblici e Giudiziari, il Coordinamento Screening. Ringrazio la Protezione Civile che ha lavorato in tempi record per la realizzazione di questa struttura e il Comune di Messina che ci ha dato la possibilità di utilizzarla”.
“Con questo hub – spiega anche il direttore generale facente funzioni Bernardo Alagna – potremo dare una risposta anche alla parte Sud della città, che chiedeva insistentemente un centro vaccinale più vicino. Qui si potranno raggiungere 1000-1500 vaccinazioni somministrazioni giornaliere e verrano impiegati oltre 50 persone tra medici, infermieri, personale tecnico e informatico. Questo nuova struttura, fortemente voluta dal generale Figliuolo, rientra nella nuova fase della campagna vaccinale, con l’utilizzo di grandi spazi come centri commerciali e palazzetti che si aggiungono ai centri vaccinali già esistenti ed attivati nelle strutture sanitarie, ambulatori o nei grandi Hub”.
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Vaccinati in 600 nel primo turno di notte all’Hub Fiera a Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – Sono stati 600 i vaccinati da mezzanotte alle 8 alla Fiera del Mediterraneo nel primo turno extra che ha portato l’hub provinciale a funzionare no stop. Una processione ordinata di persone ha iniziato a varcare i cancelli di piazza generale Cascino poco dopo la mezzanotte per vaccinarsi al nuovo padiglione 20A. Allo stesso orario, passaggio di consegne senza strappi tra il padiglione 20 che chiudeva, per poi riaprire alle 8, e il 20A che iniziava ad accogliere i primi utenti.
Code contenute, zero assembramenti. Una settantina di persone al lavoro tra medici, infermieri, personale amministrativo, volontari e sicurezza. Il nuovo spazio ha risposto adeguatamente alle esigenze di un’utenza fatta per lo più di lavoratori, che non riuscivano a trovare il tempo di recarsi ai centri vaccinali durante il giorno. Seduti nell’area di attesa pre e post-vaccino, molti giovani entro i trent’anni con patologie non gravi. Il primo a ricevere la dose di siero anti-Covid, poco dopo la mezzanotte, è un 29enne palermitano, professione informatico.
C’è poi chi ha colto l’opportunità della nuova fascia tardo notturna per risparmiarsi un pò di fila o chi era prenotato per i prossimi giorni ma non ha disdegnato un posto a notte fonda pur di accelerare i tempi anche di poco. Una signora si è presentata con un vassoio di biscotti per il commissario e il suo staff: “Grazie infinite per quello che fate e per la vostra organizzazione splendida”.
Le fasce di maggior successo sono state quella iniziale, tra mezzanotte e le 2, e quella finale, dalle 6 alle 8. Poco meno di un centinaio i “temerari” delle fasce intermedie, tra le 3 e le 5 del mattino. I prenotati nel turno 24-8 hanno oltrepassato quota duemila sulla piattaforma della Fiera del Mediterraneo (https://fiera.asppalermo.org). Si accede unicamente con prenotazione, per i target 16-59 anni con patologie non gravi e 40-59 anni senza patologie.
“Questa prima notte di ciclo continuo dei vaccini in Fiera è stata entusiasmante – dichiara il commissario Covid della Città metropolitana di Palermo, Renato Costa -. Sicuramente per noi che l’abbiamo voluta ma anche per i palermitani. Non c’è dubbio che dobbiamo continuare su questa strada. La gente ha voglia di vaccinarsi, continua a dimostrarlo a ogni nostra iniziativa e noi siamo qui per questo, da oggi 24 ore su 24”.
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Strage Capaci: Università Palermo organizza opera teatrale in streaming

PALERMO (ITALPRESS) – Sabato 22 maggio, alle 10.30, sulla pagina Facebook e sul canale Youtube dell’Università degli Studi di Palermo sarà trasmessa in streaming la rappresentazione teatrale ‘Il fuoco e la rosà in memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, organizzata dal Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche, dell’Esercizio Fisico e della Formazione in collaborazione con l’Istituto di Cultura Romantica, Palermo University Press e il Centro Siciliano Sturzo. Il programma prevede il saluto del Rettore di Palermo Fabrizio Micari e di Gioacchino Lavanco, direttore del Dipartimento di Scienze Psicologiche, Pedagogiche, dell’Esercizio Fisico e della Formazione UniPa. Il testo della piece è di Salvatore Lo Bue. Interpreti: Maria Cinquemani, Erica Li Castri, Rosalina Costanza, Lucio Di Benedetto. Musicisti: Vincenzo Capodici (chitarra), Dalila Matta (pianoforte), Giuseppe Jona Patitò (mandolino), Emanuela Sala (soprano). Disegno: Palmira Salinas. Organizzazione: Ivan Belfiore. Musiche: L. V. Beethoven, R. Calace, G. F. Hàndel, W. A. Mozart, A. Vivaldi.
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All’Università di Palermo l’olio legale dedicato a Livatino

PALERMO (ITALPRESS) – In un incontro allo Steri tra il Rettore dell’Università degli Studi di Palermo Fabrizio Micari e il Sindaco di Canicattì Ettore Di Ventura è stato donato all’Ateneo l'”Olio Legale”, dedicato alla memoria del Giudice Rosario Livatino.
“Con l’iniziativa Olio legale – ha detto il Rettore – che produce un olio frutto della raccolta di un uliveto confiscato alla mafia viene dato un forte segnale alla società civile. Questo segnale è reso ancora più forte con la dedica del progetto alla memoria di Rosario Livatino, che nel nostro Ateneo ha compiuto i suoi studi in Giurisprudenza e di cui è stato recentemente ritrovato il fascicolo personale contenente il libretto e la tesi di laurea. Questa documentazione sarà messa a disposizione in occasione di prossime iniziative culturali che l’Università di Palermo organizzerà nei prossimi mesi insieme al Comune di Canicattì nel segno della lezione di giustizia e legalità che Rosario Livatino con la sua opera esemplare ha impartito e continua ad impartire a tutti noi”.
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