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In Sicilia 783 nuovi casi di Covid e 13 decessi, Palermo “zona rossa”

PALERMO (ITALPRESS) – Calo dei nuovi positivi al Covid nelle ultime 24 ore in Sicilia. Secondo il bollettino del Ministero della Salute i contagi sono 783 (ieri erano stati 909), a fronte di 11.769 tamponi processati, dato che determina un tasso di positività pari al 12%. Netto calo dei decessi, 13 (ieri erano stati 20). Il report riporta anche 23 guariti ed un incremento di attuali positivi di 747, con un dato complessivo di 24.452. Crescono i ricoverati con sintomi negli ospedali siciliani: sono 1.082 (+57), molto più contenuta la crescita nelle terapie intensive, 160 (+2) con 6 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare vi sono 23.210 persone.
Intanto, il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha firmato un’ordinanza con la quale trovano applicazione nel Comune di Palermo le disposizioni nazionali per le “zone rosse”.
Il provvedimento entrerà in vigore a mezzanotte di stasera e avrà efficacia fino al 14 aprile compreso. Anche alle scuole si applicheranno le disposizioni nazionali quindi, le attività scolastica e didattica sarà in presenza solo fino alla prima media compresa. Per tutte le altre attività scolastiche è prevista la Dad.
“Le misure sono state adottate a seguito della richiesta del sindaco di Palermo di disporre provvedimenti maggiormente restrittivi rispetto all’attuale zona arancione e dopo la relazione in tal senso del Commissario ad acta per l’emergenza Covid dell’area metropolitana di Palermo”, ricorda una nota della Presidenza della Regione.
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Mafia, arrestato a Palermo il boss-imprenditore Giuseppe Calvaruso

PALERMO (ITALPRESS) – E’ stato arrestato dai carabinieri del Comando provincia di Palermo quello che è considerato il nuovo “reggente” del mandamento mafioso Pagliarelli. Si tratta dell’imprenditore 41enne Giuseppe Calvaruso, fermato ieri, alle 14.30, all’aeroporto Falcone Borsellino, di ritorno da un soggiorno in Brasile che durava ormai da un anno. Insieme a lui, sono finite in manette altre 4 persone, tra cui Giovanni Caruso, considerato il suo braccio destro. Tutti sono accusati di associazione di tipo mafioso, estorsione consumata e tentata, lesioni personali, sequestro di persona, fittizia intestazione di beni, tutti reati aggravati dal metodo e dalle modalità mafiose. Calvaruso aveva preso il posto dell’anziano boss Settimo Mineo, già arrestato nell’operazione Cupola 2.0. Il clan esercitava un controllo strettissimo su tutto quello che accadeva sul territorio, dalla punizione dei responsabili di rapine “non autorizzate” al rilascio di “autorizzazioni”, come fosse un ente locale, per aprire nuove attività commerciali. Caruso, secondo gli inquirenti, era in possesso di una peculiare e modernissima attitudine imprenditoriale, emersa anche dall’interesse da lui manifestato verso un flusso di capitali provenienti da investitori esteri. In particolare Calvaruso tentava di intessere dei rapporti di natura economica con un cittadino singaporiano, interessato a investire ingenti capitali nel settore edile e turistico-alberghiero in Sicilia. Connesse con tali affari vi sono, poi, alcune condotte estorsive, tutte finalizzate a costringere la proprietà degli immobili da acquistare e ristrutturare, a rivolgersi alle ditte edili di fatto di proprietà di Calvaruso.
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Vaccino, Sda consegna 105 mila dosi AstraZeneca in Sicilia

ROMA (ITALPRESS) – Il corriere espresso Sda di Poste Italiane sta provvedendo in queste ore alla consegna in Sicilia di 105 mila vaccini Astrazeneca. Le ultime consegne sono destinate alle farmacie ospedaliere di Giarre (23.100), Milazzo (13.000), Enna (3.400), Palermo (26.000), Erice Casa Santa (9.000), Siracusa (8.300), Ragusa (6.700), Augusta (1.000), Agrigento (9.000), e Caltanissetta (5.500).
Salgono così a circa 400 mila le dosi anti-Covid recapitate da Sda nei centri dell’Isola dall’inizio delle forniture. Entro Pasqua il corriere di Poste Italiane gestirà oltre 3 milioni 100 mila forniture su tutto il territorio nazionale.
Poste Italiane ricorda che la dose vaccinale è prenotabile dai cittadini rientranti nei target interessati attraverso i consueti canali messi a disposizione dall’azienda: la piattaforma prenotazioni.vaccinicovid.gov.it, il call center dedicato – telefonando al numero verde 800.009.966 attivo da lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 18 (esclusi sabato e festivi) -, i 687 sportelli ATM Postamat e attraverso la rete dei 2.300 portalettere operanti sull’Isola. Resta inteso che le prenotazioni sono subordinate alle disponibilità di slot stabiliti dai centri vaccinali. Qualora in fase di richiesta non fosse possibile procedere, si consiglia di riprovare nei giorni successivi ovvero quando le istituzioni comunicheranno nuove disponibilità.
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Zes, al via la richiesta del credito d’imposta per le imprese siciliane

PALERMO (ITALPRESS) – Le imprese siciliane che si trovano all’interno delle Zone economiche speciali della Sicilia occidentale e della Sicilia orientale potranno presentare all’Agenzia delle Entrate la comunicazione per la fruizione del credito d’imposta per gli investimenti nelle aree Zes, zone economiche speciali. L’accesso all’agevolazione fiscale prevista dalla legge di bilancio nazionale è in vigore dal primo aprile ed è stato possibile grazie all’approvazione dei piani strategici preparati dalla Regione siciliana per le due Zes siciliane e alla loro istituzione da parte del governo nazionale nel giugno dello scorso anno.
In particolare le imprese siciliane che intraprendono una nuova attività economiche nelle Zes potranno usufruire di una riduzione del 50% dell’imposta sul reddito derivante dallo svolgimento di tale attività. Per ottenere le agevolazioni le imprese beneficiarie dovranno mantenere la loro attività e conservare i posti di lavoro creati nell’ambito dell’attività avviata nelle Zes per almeno dieci anni. Il mancato rispetto di tali condizioni comporterà la decadenza dal beneficio e l’obbligo di restituzione dell’agevolazione di cui si è già usufruito.
“Il credito d’imposta per le Zes – spiega l’assessore alle Attività produttive della Regione Siciliana Mimmo Turano – è il primo passo delle neo istituite zone economiche speciali e sono certo che sarà molto apprezzato dalle imprese che investono ed intendono investire nelle Zes siciliane. Il ministro per il Sud Carfagna ha evidenziato recentemente in parlamento che occorre eliminare ostacoli e lentezze e dare nuovo impulso alle Zes: sono assolutamente d’accordo e auspico che si possa collaborare attivamente con il ministro per arrivare presto alla nomina dei commissari, e dare così una governance operativa alle Zes”.
Le imprese siciliane che vorranno usufruire del credito d’imposta per gli investimenti nelle Zes dovranno verificare la coerenza dei dati catastali delle proprie attività sul portale euroinfosicilia.it e sul sito dell’agenzia per la coesione territoriale e successivamente inoltrare telematicamente all’Agenzia delle Entrate il modello apposito approvato dall’agenzia.
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Coronavirus, in provincia di Palermo preoccupa l’aumento dei contagi

PALERMO (ITALPRESS) – Preoccupano i dati del contagio in provincia di Palermo. I numeri resi noti oggi sui nuovi positivi hanno spinto il sindaco Leoluca Orlando a scrivere una lettera al Commissario ad-hoc per l’emergenza Covid-19 in Provincia di Palermo Renato Costa, e alla direttrice generale della Asp Daniela Faraoni. Nella missiva – indirizzata per conoscenza anche al Ministro della Salute, al Presidente della Regione Siciliana e al Prefetto – il sindaco rileva che “i dati appena diffusi dalla Protezione civile nazionale mostrano, per l’area metropolitana di Palermo un incremento dei contagi pari a 214,15 ogni centomila abitanti, senza riferimenti specifici a Palermo nè agli altri Comuni. Il quadro generale che i dati mostrano su scala regionale – continua il primo cittadino- è estremamente preoccupante, con un aumento del 43% dei positivi a fronte di un calo del 59% dei tamponi”. Il primo cittadino osserva che “la disponibilità di dati aggiornati, coerenti e validi è la base su cui emettere (o non emettere) provvedimenti di competenza di questa Amministrazione comunale” motivo per il quale Orlando sottolinea che “ancora una volta devo sollecitare l’invio di informazioni costanti, quotidiane per quanto attiene la città nel suo complesso e almeno settimanali per quanto attiene le sue aree”.
Il primo a rispondere alla missiva il commissario per l’emergenza Covid Renato Costa, il quale in serata interpellato dall’Italpress afferma: “Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando si faccia dare i dati dalla regione, io non li ho, li sto lavorando, non li conosco, non li ho ancora trasmessi. Se sono preoccupato? Non mi faccia fare il mago, non ho i dati, quando li avrò potrò dirlo”. Chi invece conferma la tendenza ad un preoccupante incremento dei casi nel Palermitano è la direttrice dell’Azienda sanitaria provinciale Daniela Faraoni. Raggiunta dall’Italpress spiega che “si registra un incremento, ma la pandemia ci ha insegnato che l’andamento è ondoso, ha momenti di calo e momenti di crescita”.
“In provincia ci sono paesi dove la preoccupazione è maggiore, Palermo città registra un incremento come tutta la Sicilia però stiamo lavorando sulle vaccinazioni perchè si arrivi a tutta la popolazione e questo anche grazie ai medici di famiglia, della continuità assistenziale, agli specialisti ambulatoriali. Oggi hanno aderito 750 medici a questo nostro piano con l’obiettivo di raggiungere spazi sempre più ampi tra la popolazione. La pandemia ci ha insegnato che dobbiamo stare sull’allert ma abbiamo imparato a convivere con questo dramma contando su cittadini. Possiamo affrontare il problema nei domicili, la gente sa che non deve per forza recarsi in ospedale” conclude.
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Vaccino, Sda consegna 36.300 dosi Moderna in Sicilia

PALERMO (ITALPRESS) – Nuove consegne del vaccino anti-Covid Moderna sono previste nelle prossime ore in Sicilia da parte del corriere espresso SDA di Poste Italiane. Le dosi, pari a 36.300, sono destinate alle farmacie ospedaliere dell’Isola presso i centri di Giarre (8.100), Milazzo (4.500), Enna (1.200), Palermo (9.100), Erice Casa Santa (3.200), Siracusa (2.900), Ragusa (2.300), Agrigento (3.100), e Caltanissetta (1.900).
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“Targa Florio, le Madonie e la gara più bella”, il nuovo libro di Francesco Terracina

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Nata agli albori del secolo scorso, nel 1906, la Targa Florio festeggerà il 6 maggio i suoi primi 115 anni e resta la gara automobilistica più antica al mondo. In un paesaggio che dal mare s’inerpica sulle montagne delle Madonie, nella sua storia secolare ha visto la partecipazione dei più grandi campioni di tutti i tempi.

Voluta da Vincenzo Florio, rampollo della grande famiglia di imprenditori di origine calabrese, trapiantata nell’isola alla fine del Settecento, la gara, con il suo contorno di mondanità, ha dettato la moda e i costumi della Belle époque.

Il libro del giornalista Francesco Terracina, “Targa Florio. Le Madonie e la gara più bella”, appena pubblicato da Laterza, cuce attorno alla competizione sportiva la storia di quei luoghi, che nel corso di oltre un secolo hanno vissuto una serie di trasformazioni, passando da un’economia agricola all’illusione industriale durata un quarantennio e segnata dalla nascita e dalla chiusura dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, dove gli operai, migrati dai campi alla fabbrica, venivano chiamati metalmezzadri.

Portare l’automobile in quelle contrade di terre feconde (le Madonie conservano il più alto tasso di biodiversità in Europa), fu la grande scommessa di Florio. Il “buongustaio della velocità”, come si definiva, contribuì a creare una rete stradale, a portare l’attenzione della nascente economia turistica dove, fino all’inizio del Novecento, l’automobile era considerata un velleitario capriccio di qualche visionario.

Sullo sfondo delle memorabili sfide sportive, il libro indaga le trasformazioni di un territorio che in occasione della gara accoglieva oltre mezzo milione di appassionati, più del doppio della popolazione residente, e ospitava la stampa di tutto il mondo. La ricostruzione di quell’epoca non trascura aneddoti e personaggi finora rimasti ai margini della storia ufficiale, analizza virtù ed errori e accende una luce sulle prospettive di un luogo ricco di primati, non solo sportivi, talmente composito e affascinante da poter essere sempre reinventato.

Dati Covid alterati, OpenData Sicilia “nostre segnalazioni nel vuoto”

PALERMO (ITALPRESS) – “Se la Regione Siciliana pubblicasse la documentazione sull’intero ciclo del dato, insieme a dati sanitari più ricchi e meno aggregati territorialmente, riuscirebbe in un solo colpo a mettere dei paletti importanti al ripetersi di episodi come quelli di questi giorni; rispettare il diritto della cittadinanza a essere informata e rendere maturo e moderno il rapporto tra le parti. E se lo facesse, sarebbe la prima regione in Italia, sarebbe un bene per tutte e tutti”. Lo sostengono i componenti della comunità di Open Data Sicilia, nata nel 2013 come comunità della società civile, “con lo scopo di favorire e supportare la diffusione della trasparenza come prassi, specie nella pubblica amministrazione, e degli open data (dati aperti) come principale strumento per attuarla”.
“Sin dall’inizio della pandemia nel 2020 – spiegano – ci siamo prodigati per chiedere la diffusione dei dati epidemiologici in formato aperto e machine readable, sia a livello nazionale che regionale”.
I componenti della comunità avevano già segnalato errori nei dati pubblicati dalla Regione siciliana (l’ultima volta l’11 marzo scorso, con una lettera aperta disponibile su http://opendatasicilia.it/) mentre a luglio, quando è stato necessario il ricalcolo dei dati, un lungo intervento pubblicato sullo stesso sito metteva nero su bianco tutti gli errori finora compiuti dagli uffici dell’assessorato. Appelli inascoltati e caduti nel vuoto.
E la comunità, si legge in una nota a commento dell’inchiesta di Trapani sulla presunta alterazione dei dati sui contagi da Covid-19 poi trasmessi all’Istituto superiore di sanità, “ha indirizzato lettere aperte e segnalato situazioni di errore nei dati pubblicati, mettendo, al contempo, a disposizione gratuitamente delle stesse autorità il tempo e le competenze dei suoi membri. Sono anche queste le premesse che l’hanno portata ad aderire convintamente alla campagna nazionale #datiBeneComune che persegue a livello nazionale le medesime finalità”.
Open Data Sicilia chiede pertanto “che venga reso noto l’intero processo di pubblicazione dei dati sanitari Covid-19, ovvero l’insieme dei meccanismi e protocolli utilizzati all’interno del proprio modello organizzativo per tutti gli aspetti legati alla raccolta, produzione, trattamento, aggiornamento e rilascio dei dati online”. Un lavoro “presupposto essenziale di ogni democrazia moderna”. “La documentazione del processo di generazione, gestione e pubblicazione del dato sanitario dell’emergenza sanitaria Covid-19 è un passo propedeutico per la trasparenza dell’azione amministrativa della Regione Siciliana, in assenza del quale, ogni numero reso pubblico non può essere attendibile”, si legge infine nella nota.
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