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Un corto di Panasci sul mercato del Capo di Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – Dall’abbanniata tipica “Vivo è…Vivo vivo è” arriva il nuovo corto di Francesco Panasci.
Una inziativa di promozione dello storico “Capomercato di Palermo in tempo di pandemia.
Un viaggio con il cuntista Salvo Piparo e lo showman e cabarettista Giovanni Cangialosi, che nell’occasione avrà il ruolo di cantautore.
L’intento del video è quello di promuovere e valorizzare l’antico mercato cittadino tra cibo, cultura, abbanniate e turismo, anche quello locale.
Il progetto è dell’associazione Ecu European Culture University è firmato da Francesco Panasci che un anno prima aveva realizzato, tra l’altro, il logo-brand di Capomercato.
“Questa, come altre promosse, è una iniziativa – dice l’Assessore Manlio Messina – che riveste carattere di promozione della Sicilia più vera e autentica, ovvero quella dei mercati storici siciliani. Il mercato del Capo è un sito che nel suo vissuto gode di contaminazioni di molteplici culture che si sono succedute nel tempo e che rimandano non solo al cibo di strada e dieta mediterranea, ma anche – nella sua contestualizzazione, fa vivere turisti e non – un pezzo di Palermo ricca di straordinarie chiese, affreschi e culture che piace e ci fa tornare verosimilmente nel passato che è sempre più presente”,
L’iniziativa è realizzata grazie al contributo dell’Assessorato Regionale al Turismo e con la Panastudio e Blog Tv e ILMODERATORE.IT quale partner tecnici.
Il corto è visionabile da oggi sulla testata giornalistica ilmoderatore.it e distribuito sui social network dei siti di turismo più rinomati del paese.
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Nel 2020 in Sicilia aumentati donazioni e Trapianti

PALERMO (ITALPRESS) – Nonostante la pandemia da COVID 19, il 2020 si è chiuso con un aumento dell’attività di donazione e trapianto di organi.
Dal 1 gennaio al 31 dicembre 2020, dalle rianimazioni della Sicilia sono stati segnalati 123 potenziali donatori (ovvero possibili candidati al prelievo degli organi), di cui 50 effettivi. Nel 2019, nello stesso periodo, i donatori segnalati sono stati 136, ma gli effettivi solo 44. Dunque l’anno appena trascorso ha registrato un aumento delle donazioni di quasi il 14 per cento. Trend in aumento anche per i trapianti: 203 nel 2020, 177 nel 2019, con un incremento percentuale di quasi il 15 per cento.
“Il confronto con i dati dello scorso anno, – afferma il Coordinatore del CRT Giorgio Battaglia – In un momento particolare come quello vissuto nell’anno appena trascorso caratterizzato dalla pandemia, è confortante. Per questo esito voglio ringraziare tutti gli operatori della Rete, a partire dai coordinatori locali, e l’assessorato regionale alla sanità, i cui uffici supportano costantemente l’attività del CRT, nella consapevolezza che l’efficienza della rete trapiantologica è sinonimo di un sistema sanitario di qualità. E’ chiaro che, se il risultato raggiunto è da considerare positivo, il nostro obiettivo deve essere spinto in avanti per colmare il divario significativo esistente tra l’esigenza di trapianti di organo e le donazioni. Lavoreremo, pertanto, con il massimo impegno, a questo obiettivo ambizioso, cercando di dare all’attività del CRT una struttura organizzativa di supporto sempre più qualificata e stabile”.
L’azienda ospedaliera che ha fatto il maggiore numero di accertamenti nel 2020 è stata il Policlinico di Messina con 18 donatori segnalati, di cui 8 effettivi e 7 opposizioni. A seguire l’azienda “Villa Sofia Cervello” con 17 segnalati, 6 donatori effettivi e 8 opposizioni, e l’ARNAS Civico con 17 segnalati, 6 donatori effettivi e 10 opposizioni.
Resta da affrontare il nodo delle opposizioni alla donazione registrate nelle rianimazioni, in gran parte espresse dai familiari del paziente deceduto: 55 opposizioni nel 2020, 64 nel 2019. Dunque leggermente diminuite, ma comunque a una percentuale del 44 per cento.
Alta anche l’opposizione alla donazione registrata negli uffici anagrafe al momento del rinnovo rilascio della carta d’identità: su un totale di 506.652 dichiarazioni, il 41,8 per cento (211.686) è di dissenso.
“Stiamo pianificando – anticipa Battaglia – d’intesa con l’assessore Razza, campagne di comunicazione che possano sensibilizzare tutti sul valore di solidarietà della donazione e favorire un maggiore consenso dei cittadini”.
Nel difficile anno appena trascorso, la Sicilia è stata teatro del primo trapianto di utero in Italia, effettuato su una donna di 30 anni al centro trapianti del Policlinico di Catania, in collaborazione con l’azienda ospedaliera Cannizzaro, e di uno dei primi trapianti da donatore positivo al Coronavirus eseguito, anche questo eseguito su una donna, all’Ismett di Palermo. Per il trapianto di utero sono in lista d’attesa altre 3 donne.
Il coronavirus non ha fermato l’attività di procurement e trapianti di cellule staminali emopoietiche. Nel 2020 sono stati reclutati 534 donatori nel registro regionale donatori di midollo osseo, e il Registro regionale, che ha sede presso il CRT Sicilia, ha coordinato per la prima volta, insieme ad IBMDR, il Registro nazionale donatori di midollo osseo che ha sede presso l’ospedale Galliera di Genova, due trasporti denominati “a staffetta” permettendo di eseguire due trapianti con cellule provenienti dall’America.
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In Sicilia Pil -8,2%, serve Recovery. Armao “Ora segnale politico”

PALERMO (ITALPRESS) – In una Regione che è stata toccata fortemente dalla crisi economica indotta dal Coronavirus occorre puntare sulle risorse in arrivo per potere ipotizzare una ripartenza. Ma queste devono essere indirizzate a ridurre i divari storici che erano già presenti con il resto di Italia e che l’attuale situazione non ha fatto altro che acuire. Questa la sfida al 2021 lanciata dall’Assessore all’economia e vicepresidente della Regione Siciliana, Gaetano Armao nel corso di una conferenza stampa convocata per fare il punto sulla situazione economico e finanziaria dell’Isola. Si parte dalle stime di Prometeia sull’andamento del prodotto interno lordo che segnano -8,2% per l’Isola nel 2020. In calo del 10,8% i consumi e dell’11,9% gli investimenti fissi lordi. In calo le esportazioni (-33,7%) mentre -5% registrano i prodotti raffinati. In particolare rispetto al valore aggiunto totale l’agricoltura perde il 2%, l’industria 11,9%, le costruzioni il 9,7% e i servizi 8,1% per un totale del meno 8,2%. Si punta sui 9 miliardi di risorse (tra riprogrammazione fondi, recovery e risorse nazionali) che dovrebbero arrivare in Sicilia.
E questo sarà lo snodo cruciale per l’anno in corso. Obiettivo del Recovery Fund è quello di eliminare “le cause del divario tra l’Italia”, spiega Armao nel corso della conferenza stampa. “Non può eludersi il tema del confronto sulla distribuzione delle risorse”, ha spiegato Armao, in cui bisogna prevedere non solo la clausola del 34% degli investimenti da destinare al Sud, ma anche considerare “i luoghi che hanno ampia popolazione, il pil e la disoccupazione. Questi elementi ponderati portano a più del 34% per cui si deve investire. Non è un questione nazionale e se non si chiude a livello nazonale si dovrà andare in Europa. E’ un tema di corretta impostazione della crescita. Bisogna orientare gli interventi nel superamento del divario tra l’Italia che è inaccettabile, insostenibile e non più procrastinabile”. La Sicilia, intanto, per i primi due mesi dell’anno andrà in esercizio provvisorio con il ddl che dovrà essere approvato in Ars.
“I due mesi sono determinati dal fatto che ancora non si è definita la norma di attuazione che è all’esame del Cdm che per due volte non è stata esaminata ma che dovrebbe essere approvata ai primissimi di gennaio”, ha spiegato. Una manovra che sbloccherebbe “diverse centinaia di milioni di euro”. “Il tema del recovery è del tutto extraregionale”, ha spiegato, “c’è un problema non solo di allocazione complessiva ma anche qualità degli investimenti. Se intendiamo utilizzare il recovery che è un piano straordinario per superare la crisi ma soprattutto le cause della crisi. Sul recovery va fatta una presa di posizione politica: attenzione ai numeri e a che investimenti si fanno”. L’incontro è servito anche per rendere noti i dati dell’osservatorio sul credito redatto dagli uffici dell’amministrazione. Dati che confermano le tendenze in atto da anni a questa parte: ovvero la chiusura di sportelli bancari ma anche, e questo sembra essere più preoccupante, anche il calo degli impieghi nell’Isola.
Sono in calo del 18,6% gli sportelli bancari in Sicilia dal 2017 al 2020. Si è passati dai 1471 del 2017 ai 1197 del 2020 si registra “una minore presenza di presidi in particolare nelle aree marginali dell’isola”, si legge nel rapporto. Nel territorio regionale è stata confermata, tuttavia, un’incidenza percentuale delle sofferenze sugli impieghi più elevata della media italiana, (con un valore del 6,5 % rispetto al 4% nazionale), ma soprattutto in considerazione di un calo degli impieghi di 8 volte superiore rispetto a quello nazionale nonostante un più rilevante incremento dei depositi che in Sicilia crescono del 7% sull’anno. Questi erano 61,9 miliardi nel 2019 contro i 66,3 del 2020 mentre gli impieghi sono calati a livello regionale del 4% da 57,8 miliardi a 55,5 miliardi. Il calo degli impieghi a livello nazionale è dello 0,5%.
“L’economia della nostra regione – ha dichiarato Gaetano Armao – già gravata dall’irrisolto divario territoriale nazionale e dagli effetti della condizione di insularità si è appesantita ulteriormente a causa dalla grave crisi economica determinata dalla pandemia. E’ oggi necessario un clima di collaborazione tra le migliori risorse siciliane… Da parte sua il Governo Musumeci sta mettendo in campo ogni misura possibile al fine di portare la Sicilia fuori dalla ‘tempesta pandemicà e di recuperare il notevole gap che la caduta degli investimenti pubblici ha creato negli anni e grazie anche all’avvio dei programmi di investimenti pubblici, il recupero dell’economia riprenderà slancio nel corso del 2021”.
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Angelo Cuva coordinatore del centro studi Assoimpresa

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ROMA (ITALPRESS) – Un nuovo passo avanti per Assoimpresa che nei giorni scorsi ha istituito un Centro Studi che svolgerà attività di ricerca, documentazione e formazione a favore degli associati sulle tematiche di maggiore attualità ed interesse che riguardano il mondo imprenditoriale.
Il Presidente di Assoimpresa, Mario Attinasi, ha insediato il Centro studi composto da esperti di varie materie e che sarà coordinato da Angelo Cuva, docente di Diritto Tributario nell’Università di Palermo.
Gli altri componenti sono: Giuseppe Guella, Tiziana Milana, Domenico Pitruzzella, Maurizio Savarese, Giacomo Siragusa e Piero Vizzini.
“Un centro studi che potrà essere d’aiuto per individuare le norme e le attività tecno-giuridiche utili per i soci ma anche nei confronti della pubblica amministrazione – ha sottolineato Mario Attinasi – necessarie alla crescita e allo sviluppo dell’associazione”.
“Particolarmente apprezzabile l’iniziativa del presidente Attinasi di istituire un Centro studi di Assoimpresa che possa dare un supporto in termini di ricerca, documentazione e informazione sulle varie tematiche d’interesse degli imprenditori – ha invece detto Angelo Cuva – anche in considerazione delle esigenze di un costante aggiornamento determinate da una produzione legislativa asistematica e a getto continuo”.
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Miccichè: “Senza nuove risorse, leggi di spesa al palo”

PALERMO (ITALPRESS) – Un anno “terrificante” non solo per le conseguenze economiche della pandemia ma perchè “c’è stato l’annullamento dell’identità” di ciascuno di noi. Il presidente dell’Assemblea regionale, Gianfranco Miccichè, nel corso di una intervista all’Agenzia di Stampa Italpress, ripercorre l’anno che sta per concludersi: “Credo che la nostra identità sia una delle cose da recuperare non appena finisce questa disgrazia”, spiega. Poi le conseguenze economiche: “Abbiamo perso 11 punti percentuali di pil in maniera ingiustificata”, dice, “quando il governo nazionale ha deciso di fare della Sicilia una zona rossa avevamo 5 mila contagiati, meno della sola provincia di Como. Questo ci ha fatto perdere 10 miliardi di euro”.
Effetti che si vedranno anche nel 2021 sotto forma di mancate entrate: “nelle casse della Regione non entrerà un euro o entrerà ancora meno di quello che si riusciva a riscuotere prima – afferma -. Aspettiamo fondi europei e nazionali ma ancora non abbiamo visto nulla. Speriamo che Il Consiglio dei ministri sblocchi le risorse. L’aula dell’Ars è ferma, non possiamo fare alcuna legge che preveda spesa”.
Ma l’invito è ad andare avanti. L’Assemblea e la sua Fondazione culturale che gestisce il palazzo, la Fondazione Federico II, stanno programmando gli eventi del prossimo anno nonostante il 2020 sia stato veramente difficile, specialmente in termini di presenze turistiche. Nei primi mesi del 2021 sarà pronto il nuovo prospetto di Palazzo Ministeri, primo step per i lavori dello storico edificio a due passi dal Parlamento che ospiterà la biblioteca e l’emeroteca di Palazzo dei Normanni.
“Speriamo nel vaccino – dice Miccichè -. Bisogna lavorare tutti, convincerci con certezza che finirà tutto in tempi brevi. E questo l’augurio che posso fare, insieme a una esortazione: non fermatevi. Mentalmente dobbiamo essere certi che domani sarà tutto finito”.
Nel 2020 l’Assemblea regionale ha approvato 31 leggi, erano state 28 nel 2019. E migliora anche la qualità, sottolinea Miccichè, “solo il 5% degli articoli delle leggi approvate è stato impugnato. L’anno scorso era stato il 9%, negli anni passati di più”. “Devo fare i complimenti agli uffici ma devo dire che c’è stata anche una grande presidenza. Il nostro staff ha lavorato in maniera straordinaria”, ha aggiunto.
Infine il “ritocco” alla giunta chiesto da Forza Italia, di cui Miccichè è coordinatore regionale: Toni Scilla e Marco Zambuto saranno le new entry nella giunta guidata da Nello Musumeci. Prenderanno il posto di Edy Bandiera all’agricoltura e Bernadette Grasso agli enti locali e saranno in carica dai primi giorni del prossimo anno: “Sono molto contento di queste scelta e farà molto bene a Forza Italia e al governo Musumeci”, commenta Miccichè.
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Bene confiscato a Palermo diventa info-point Beni culturali

PALERMO (ITALPRESS) – Un bene confiscato alla mafia, che si trova a Palermo in Piazza Giovanni Amendola, ad angolo con la via Paolo Paternostro, da oggi sarà il Front-office del Dipartimento regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana. Alla cerimonia di inaugurazione, che si è svolta in forma contenuta a causa delle procedure anti-Covid, erano presenti, tra gli altri, l’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, Alberto Samonà, il dirigente generale del Dipartimento, Sergio Alessandro, e la direttrice del Centro Regionale per l’Inventario, la Catalogazione e la Documentazione della Regione, Selima Giuliano.
La realizzazione di questo nuovo servizio, oltre ad avvicinare la cultura al cittadino, rendendola maggiormente fruibile, porta con sè anche il senso del riscatto della città nei confronti della mafia. “L’apertura di questo punto informazione – ha sottolineato Alberto Samonà – in pieno centro, in un luogo confiscato alla mafia, è la vittoria della cultura, quindi della luce, sull’oscurantismo. E’ un luogo aperto alla città, in cui si potrà venire a scoprire le pubblicazioni dei beni culturali, ma anche le iniziative poste in essere dai beni culturali. Facendo così noi diamo un messaggio a tutta la società: un luogo che prima rappresentava qualcos’altro, e che era in capo ad esponenti della criminalità organizzata, oggi, ritorna alla vita, in nome della cultura”.
Di particolare importanza il desk point presente all’interno, fornito di due monitor touchscreen che permetteranno l’accesso a tutti gli archivi digitalizzati in possesso della Regione Siciliana come la filmoteca regionale, la nastroteca e la fototeca. Utilissima anche la possibilità di poter consultare il repertorio cartografico detenuto dalla Regione dove ci sono dei voli, delle riprese aeree, dalla guerra fino ad oggi che potranno essere richiesti sotto forma di file e stampati.
Sergio Alessandro ha chiarito come questa sia stata per loro una scommessa: “La cultura è di tutti e con questo infopoint è più vicina alla comunità. Una cultura a portata di mano”.
La direttrice del Cricd, Selima Giuliano, figlia dello scomparso Boris Giuliano, il capo della Squadra mobile di Palermo ucciso dalla mafia, ha spiegato come funzionerà l’infopoint: “Non solo verranno distribuiti i libri gratuiti o in vendita dei beni culturali della Regione, ma verranno fornite anche le informazioni su tutti i più importanti eventi della Regione Siciliana in ambito culturale”.
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In Sicilia 995 nuovi casi di Covid e 26 decessi

ROMA (ITALPRESS) – Significativa crescita dei nuovi casi di Coronavirus in Sicilia. Dai 650 di ieri si passa ai 995 di oggi, numero che fa dell’Isola la terza regione con più nuovi contagi. I tamponi processati sono 8.807, con un rapporto tamponi/positivi che si attesta all’11,2%. Lieve decremento dei decessi, 26 (-2). I guariti sono 806 mentre cresce il dato complessivo degli attualmente positivi di 163 unità a 33.409, 32.147 dei quali sono in isolamento domiciliare. Sono questi i dati riportati nel consueto bollettino del Ministero della Salute. Purtroppo aumenta la pressione negli ospedali, con 1.093 ricoverati (+29); lieve calo invece nelle terapie intensive, con 169 ricoverati: complessivamente si registrano 6 pazienti in meno , 8 invece gli ingressi nelle ultime 24 ore.
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In Sicilia saldi invernali dal 7 gennaio

PALERMO (ITALPRESS) – Partiranno ufficialmente il 7 gennaio i saldi invernali in Sicilia. E’ quanto prevede il decreto firmato dall’assessore alle Attività produttive della Regione Siciliana, Mimmo Turano.
Il governo Musumeci ha accolto la richiesta delle associazioni di categoria di spostare di qualche giorno l’avvio dei saldi sebbene le vendite di fine stagione sarebbero dovute iniziare il 2 gennaio come previsto dalla programmazione regionale. Spostamento reso necessario alla luce delle limitazioni e dei divieti all’esercizio di buona parte delle attività imprenditoriali e commerciali, e agli spostamenti individuali imposti per le festività di fine anno dall’emergenza epidemiologica da Covid-19.
“Abbiamo deciso di accogliere la richiesta delle associazioni – spiega l’assessore Turano – e far iniziare i saldi il 7 gennaio dal momento che il 2 gennaio la Sicilia, come l’intero Paese, sarà ancora zona rossa e dunque interessata da forti limitazioni agli spostamenti. Inoltre in questo modo rimetteremo tutte le attività commerciali nelle stesse condizioni, considerato che il decreto legge del 18 dicembre nei primi giorni di gennaio dispone chiusure per alcuni esercizi commerciali e concede aperture per altri”.
Il decreto dell’assessore alle Attività produttive fissa la conclusione dei saldi invernali per il 15 marzo.
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