PALERMO (ITALPRESS) – “I nostri operatori sanitari, che non smetterò mai di ringraziare per quanto stanno facendo, mi hanno appena informato che a Lampedusa sono stati individuati 38 nuovi migranti positivi al Covid-19. E’ l’ennesimo episodio”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, che aggiunge: “Sinceramente non comprendiamo l’atteggiamento del governo centrale che, oltre a non chiudere i porti siciliani, a più di due mesi dalla nostra richiesta non si è ancora pronunciato sullo ‘stato di emergenzà per quell’isoletta. Ciò che amareggia, in particolare, è l’indifferenza nei confronti di una piccola comunità che del sentimento di accoglienza e del senso di sacrificio ne ha fatto negli anni una ragione di vita”, conclude il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.
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Coronavirus, Musumeci “altri 38 migranti positivi a Lampedusa”
Immigrazione, ok sindaca Augusta a sbarco nave quarantena “c’è sicurezza”
AUGUSTA (SIRACUSA) (ITALPRESS) – Via libera allo sbarco nel porto di Augusta della nave per la quarantena dei migranti Snav “Aurelia”, con a bordo 273 tunisini. Lo rende noto la sindaca, Cettina Di Pietro, che precedentemente aveva disposto con un’ordinanza il divieto di sbarco.
“Si è appena concluso il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presso la Prefettura di Siracusa – spiega la sindaca sul suo profilo Facebook -. Nel corso dell’incontro, sono state date ampie ed esaustive rassicurazioni in merito alla tutela della salute e dell’incolumità pubblica. Infatti, a bordo della nave Aurelia, si stanno già effettuando i tamponi, a seguito del risultato dei quali, saranno autorizzati al trasbordo, presso mezzi predisposti dalla Prefettura, solo i migranti risultati negativi al tampone, nel rispetto della normativa e dei protocolli sanitari vigenti. Detti mezzi porteranno immediatamente i migranti alle destinazioni stabilite, tutte fuori dalla provincia di Siracusa”.
“Ultimate le operazioni di trasbordo e rifornimento, la nave ripartirà immediatamente – aggiunge la sindaca Cettina Di Pietro -. Ancora una volta, con spirito di leale collaborazione, è stato possibile contemperare gli interessi della salute, tanto della popolazione locale quanto dei migranti, con quelli di gestione del fenomeno migratorio che interessa ormai da anni le nostre coste”.
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Dj morta, per famiglia “nessun omicidio-suicidio”
MESSINA (ITALPRESS) – Sono ancora tanti gli interrogativi sulla dinamica degli eventi che hanno portato alla morte di Viviana Parisi e del piccolo Gioele. Un rebus su cui è al lavoro anche uno psichiatra che affiancherà l’equipe di esperti della Procura di Patti. Il consulente dovrà fornire un quadro dello stato di salute della dj di origini torinesi. Nelle ultime ore, infatti, sono emerse numerosi voci su una possibile depressione della 43enne, che sembravano puntare con forza sulla pista del suicidio omicidio: ipotesi in un primo memento rafforzata da un certificato medico, trovato nell’auto della donna, e all’assunzione di un numero eccessivo di pillole. Voci, tuttavia, smentite con forza dai familiari secondo i quali le compresse, prescritte dall’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto il 28 giugno scorso, erano state assunte “in misura forse leggermente maggiore a quelle indicate”, spiegano i legali della famiglia Mondello, gli avvocati Pietro Venuti e Claudio Mondello, che hanno reso noto il verbale del pronto soccorso relativo a quel giorno.
Ma “era stata lei, del resto, ad avvertire la famiglia – viene ricordato dai legali – e a manifestare il timore che questa possibilità potesse farle male. Nel dubbio (Viviana non ne era certa) che avesse assunto un quantitativo leggermente maggiore del farmaco, la 43enne ha manifestato circostanza ai familiari i quali, nel dubbio, preferivano accedere a pubblico nosocomio al fine di operare i dovuti accertamenti”. Un’ipotesi, quella dell’omicidio-suicidio, che “appare forzata”, ovvero “la facile via d’uscita”, anche per i parenti di Viviana. “In considerazione del fatto che sembra assai improbabile che Viviana avrebbe percorso oltre 100 km per lanciarsi poi da un traliccio della corrente – affermano gli avvocati Nicodemo Gentile e Antonio Cozza -. La donna stava sicuramente vivendo un periodo di reale affaticamento, ma non è emerso allo stato nessun elemento, neanche indiretto o latente, che possa far presupporre l’intenzione della stessa di uccidere suo figlio. In certe circostanze, sarebbe preferibile, da parte di tutti, il silenzio e il rispetto per due morti così dolorose e per le loro famiglie”. E poi puntano il dito contro le ricerche: “Forse oggi c’è soprattutto da chiedersi come sia stato possibile non vedere il corpicino di Gioele, a poca distanza da sua madre, e durante ben sedici giorni di ricerche. Queste evidenze, allora, devono farci riflettere sulle modalità con cui vengono condotte le ricerche nel nostro Paese”.
In un quadro così confuso, alcuni elementi utili potranno emergere dall’esito degli esami sui vestiti della 43enne, affidati a Elena Ventura Spagnolo, medico legale della Procura di Patti, nel laboratorio della polizia scientifica di Palermo, al commissariato San Lorenzo. Dall’autopsia sul corpo di Viviana all’ospedale Papardo di Messina sono emerse fratture compatibili con la caduta dal traliccio. Ma l’avanzato stato di decomposizione ha reso necessari altri esami. Si cerca di capire se la morte è stata contestuale o in due momenti diversi anche perchè i due corpi sono stati trovati a circa 300 metri distanza. Invece, non è stata ancora fissata l’autopsia sui resti del piccolo Gioele. Altri elementi, infine, potrebbero emergere dal nuovo sopralluogo previsto per domani nei posti dove sono stati ritrovati il corpo di Viviana ed i resti del figlio nei boschi di Caronia, nel Messinese. “Si tratterà di accertamenti tecnici per verificare alcune dinamiche”, ha fatto sapere il legale della famiglia Mondello, l’avvocato Pietro Venuti.
Questa sera a Venetico una fiaccolata in ricordo delle due vittime.
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Bimbo morto a Modica, ultimo saluto per il piccolo Evan
ROSOLINI (SIRACUSA) (ITALPRESS) – Distanziamento, mascherine e tanta commozione per i funerali del piccolo Evan, celebrati nel pomeriggio nella chiesa del Santissimo Crocifisso, a Rosolini, in provincia di Siracusa. La città in lutto si è stretta attorno ai familiari del bimbo di 21 mesi, giunto morto e pieno di lividi al pronto soccorso di Modica il 17 agosto scorso. Presente alla funzione religiosa il padre del bambino, Stefano Lo Piccolo. Un lungo applauso ha salutato l’uscita del feretro dalla chiesa ed in cielo sono stati liberati decine di palloncini bianchi.
“Nessuno di noi oggi vorrebbe essere qui – ha detto don Parisi durante l’omelia -. Nessuno di noi vorrebbe essere qui a dare il proprio ultimo saluto al piccolo Evan. Siamo qui per vivere un momento di preghiera. Siamo qui per chiedere al Signore qualcosa di grande. Non chiederemo per lui il Paradiso, gli spetta già ed è in braccio al buon Dio. Chiederemo a Dio la consolazione e la serenità. Che il signore possa tenere sempre Evan tra le sue braccia e posso custodirlo nella sua eternità. Non serve aggiungere altro. Sarebbero solo parole”.
Per l’omicidio del bimbo è stato convalidato, dal gip del Tribunale di Ragusa, il fermo della madre e del convivente della donna. Durante l’interrogatorio i due avrebbe negato tutte le accuse, ma ad entrambi è stato contestato il reato di omicidio e maltrattamenti.
A Rosolini oggi il sindaco Giuseppe Incatasciato ha proclamato il lutto cittadino.
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In Sicilia 44 nuovi casi positivi al Covid e nessun decesso
MILANO (ITALPRESS) – Tornano a salire, seppur di poco, i nuovi positivi al Coronavirus in Sicilia. Se infatti ieri i contagiati sull’Isola erano stati 37, nelle ultime 24 ore sono stati 44. E’ quanto emerge dal quotidiano bollettino reso noto dal Ministero della Salute e dalla Protezione Civile. I casi totali registrati da inizio pandemia passano a 3.919, mentre fortunatamente resta fermo a 286 il numero dei decessi. Il totale degli attualmente positivi è di 828, di questi 45 sono ricoverati con sintomi (4 più di ieri), 8 sono in terapia intensiva e 775 in isolamento domiciliare. I tamponi effettuati nelle ultime 24 ore sono 3.129, in crescita, per un totale di 321.981.
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Immigrazione, sindaca di Augusta vieta sbarco nave quarantena Aurelia
AUGUSTA (SIRACUSA) (ITALPRESS) – La sindaca di Augusta, Cettina Di Pietro, ha disposto con un’ordinanza il divieto di sbarco nel porto di Augusta della nave per la quarantena dei migranti Snav “Aurelia”, con a bordo 273 tunisini.
“Stamane – scrive la sindaca Di Pietro sul suo profilo Facebook – ho avuto notizia dell’arrivo presso il nostro porto commerciale di Augusta della nave Aurelia della compagnia Snav, per la giornata di domani. In questo delicato frangente di pandemia ed in assenza di indicazioni certe da parte del governo regionale che, al di là della ordinanza numero 31 del 9 agosto, non ha adottato misure idonee a tutelare il territorio, similmente a quanto già fatto dal sindaco di Trapani ,(porto da cui la predetta nave proviene), sono stata costretta ad emettere analoga ordinanza. Con ordinanza numero 36- aggiunge -, ho infatti disposto, a tutela della salute dei miei concittadini, il divieto assoluto di sbarco. Non è accettabile che la responsabilità sia demandata ai sindaci costretti ad emanare ordinanze, spostando il problema da un territorio ad un altro”.
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Musumeci “Sicilia non può essere campo profughi, io chiuderei i porti”
ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo detto al governo nazionale che non intendiamo autorizzare la realizzazione di tendopoli e baraccopoli per ragioni di sicurezza. Il nostro servizio sanitario ha già eseguito oltre 10 mila interventi tra test sierologici e tamponi però siamo stati assolutamente irremovibili nell’esigenza di avere navi per la quarantena perchè vorremmo che il migrante non mettesse piede in Sicilia ma potesse essere assistito sulla nave e, nel caso di positività, ricoverato in apposite strutture. Speriamo che da Roma si rendano conto che la Sicilia non vuole essere un campo profughi”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, su Skytg24, in merito ai continui sbarchi di migranti. Il fenomeno è, per Musumeci, “un’emergenza nell’emergenza perchè conviviamo con la politica degli sbarchi da tantissimi anni e adesso la viviamo in un contesto di pandemia”. “Se dipendesse da me – ha proseguito -, se avessi l’autorità per farlo, io chiuderei i porti, che non significa non dover approntare le necessarie assistenze per chi è in mare, ma questo deve essere fatto tenendo conto della tutela dei cittadini siciliani”.
In merito alla riapertura delle scuole, ha poi aggiunto: “Chiedetemi se c’è vita umana su Marte, ma non chiedetemi certezze sull’avvio dell’anno scolastico, perchè credo che il primo a non avere certezze sia proprio il ministro”. Per il governatore siciliano, infatti, “in questo momento è difficile poter conciliare il diritto allo studio e il diritto alla salute, so che una materia particolarmente complessa, ma dopo molti mesi di inutili e sterili confronti credo che ancora siamo in alto mare. Noi in Sicilia siamo pronti, abbiamo già predisposto quello che è necessario, ma non avendo chiarezza sulle misure tutto rimane provvisorio. Mi auguro che gli impegni possano essere mantenuti, così come assicura il ministro”, ha concluso.
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Il padre riconosce le scarpette di Gioele
PALERMO (ITALPRESS) – Le scarpe blu trovate accanto ai resti di ossa nelle campagne di Caronia sono di Gioele, il bimbo di 4 anni figlio di Viviana Parisi, la dj trovata morta nei giorni scorsi poco distante. Le ha riconosciute durante l’incontro con la polizia il padre del bambino, Daniele Mondello.
Intanto in Sicilia è in arrivo un gruppo speciale di esperti una task force per analizzare tutto ciò che riguarda Viviana Parisi, la dj di 43 anni trovata morta nei boschi di Caronia e di suo figlio Gioele, scomparso con lei dallo scorso 3 agosto. Ad annunciarlo è stato il procuratore di Patti Angelo Vittorio Cavallo che coordina l’inchiesta dopo il ritrovamento del cadavere di Viviana Parisi e dei resti “compatibili con un bimbo” dell’età di Gioele.
“Abbiamo bisogno di un pò di tempo – ha detto il magistrato – per individuare le professionalità che riteniamo le più indicate per arrivare a dare una risposta a quello che è successo e rispondere ai quesiti che ci stiamo ponendo in questo periodo”.
Per la Procura quella dell’omicidio-suicidio resta tra le piste seguite. “Ci sono delle piste che riteniamo più attendibili di altre. Abbiamo una pista – ha aggiunto il procuratore di Patti – e i consulenti danno da subito delle indicazioni sulle quali noi lavoriamo, fermo restando tutti gli accertamenti che arriveranno successivamente. Quando si parla di 90 giorni da parte dei periti, è per il deposito della relazione scritta, ma ovviamente le loro idee loro se le sono fatte e ce le comunicano per orientare le indagini”.
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