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Bimbo di un anno morto a Modica, fermato il compagno della madre

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Un bimbo di un anno è morto stamane all’ospedale di Modica. Il piccolo riportava lesioni compatibili con alcuni lividi sparsi sul corpo.
Immediate le indagini della polizia che hanno portato al fermo del compagno della madre. Sul corpo del bambino sarà effettuata l’autopsia per chiarire la vicenda.
(ITALPRESS).

Noto nella morsa del fuoco, caccia al piromane

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È stato un pomeriggio di fuoco e paura quello vissuto oggi a Noto. Nelle campagne di San Corrado Fuori le Mura, frazione del comune del Siracusano, un incendio di vaste dimensioni è divampato attorno all’ora di pranzo, appiccato in almeno tre punti. Agevolato dal vento caldo e dalle temperature superiori ai 35 gradi, il rogo ha raggiunto la sede stradale della statale 287, minacciando alcune abitazioni. Molta gente impaurita ha abbandonato le case; altre famiglie sono state evacuate da vigili del fuoco e carabinieri.
Incessanti getti d’acqua degli elicotteri del Corpo forestale e dei vigili del fuoco e, successivamente, dei Canadair, hanno permesso di domare le fiamme, presenti comunque fino alle prime luci della sera anche in altre zone della capitale del barocco, dove continua a piovere cenere.
Una persona, intossicata, è stata portata via in ambulanza. Immediate sono scattate le indagini dei carabinieri che si concentrano su un Suv grigio, a bordo del quale avrebbe viaggiato il piromane (che potrebbe aver agito non da solo) e che secondo alcuni testimoni avrebbe appiccato il fuoco in diversi punti. “Spero si possa assicurare alla giustizia il criminale delinquente che ha messo a repentaglio le nostre famiglie, le nostre case e il territorio”, ha detto il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti.
Negli ultimi giorni la zona è stata martoriata dagli incendi, con oltre 100 ettari di macchia mediterranea in fiamme. Da questa mattina si erano alzati in volo i droni del Gruppo Piloti Sapr Avcn di Noto a supporto delle attività di controllo e prevenzione degli incendi boschivi del Corpo forestale netino.
(ITALPRESS).

Coronavirus, turisti alle Gole dell’Alcantara senza mascherine

MESSINA (ITALPRESS) – Turisti e visitatori hanno preso d’assalto le Gole dell’Alcantara, in territorio di Motta Camastra, nel Messinese, senza però rispettare le norme anti Covid-19 che prevedono l’utilizzo della mascherina e il distanziamento sociale.
Decine di persone hanno affollato le Gole dell’Alcantara, che si trovano in Sicilia, all’interno del Parco Botanico e Geologico, e devono il loro nome al fiume Alcantara che solca il versante orientale della regione. Il parco e le gole sono l’attrattiva turistica principale della Valle Alcantara.
“Abbiamo messo in campo azioni di controllo incisive, ma quanto emerso in questi giorni è una irresponsabilità frequente e diffusa tra i visitatori” – ha detto all’Italpress il responsabile del Parco fluviale dell’Alcantara, Alessandro Vaccaro, commentando gli assembramenti lungo il greto del fiume alle Gole dell’Alcantara e il mancato utilizzo della mascherina in acqua.
“Con il passare dei giorni – ha sottolineato Vaccaro – e anche alla luce dell’affluenza di pubblico prevista abbiamo non solo regolamentato gli accessi al parco, la zona bar, la biglietteria e gli spazi per la ristorazione, ma abbiamo potenziato i controlli con l’impiego di un maggior numero di personale. Sul greto del fiume però, turisti e visitatori, essendo in acqua pensano che non sia più necessario indossare i dispositivi di protezione e se ne liberano. Anche in questo caso abbiamo predisposto un servizio di steward che evidentemente però non è un deterrente dei comportamenti errati, assunti soprattutto dai più giovani”.
(ITALPRESS).

Dj morta, proseguono le ricerche di Gioele e spuntano nuove ipotesi

MESSINA (ITALPRESS) – Proseguono le ricerche del piccolo Gioele, il bimbo di 4 anni, figlio di Viviana Parisi, la dj di origini torinesi trovata morta nei boschi di Caronia, nel Messinese.
Vigili del fuoco e personale della Protezione civile alle prime luci del giorno hanno ripreso a battere la zona dove è stato trovato il corpo senza vita della madre.
Oggi siamo al quattordicesimo giorno di ricerche. Le circostanze sono ancora oscure e si rincorrono diversi ipotesi. Una pista battuta dagli investigatori riguarda una possibile aggressione da parte di alcuni cani feroci. Sulle gambe della donna, nel corso dell’autopsia, sono stati trovati segni di morsi. E così gli inquirenti hanno interrogato a Ferragosto il proprietario di due rottweiler che sarebbero stati notati nella zona.
(ITALPRESS).

Coronavirus, controlli e tamponi negli aeroporti di Palermo e Catania

PALERMO (ITALPRESS) – Controlli e tamponi nei principali aeroporti siciliani sui voli provenienti da Spagna, Grecia, Croazia e Malta e nei porti di collegamento della Sicilia con l’Isola dei Cavalieri. E’ il piano per contrastare il diffondersi del Covid-19 varato dall’assessorato regionale alla Salute che ricalca e armonizza, attraverso una circolare (in cui si aggiunge anche la Croazia alle altre nazioni in osservazione), le disposizioni contenute nelle ordinanze del ministro della Salute e del presidente della Regione Siciliana.
Nello scalo catanese ‘Vincenzo Bellinì è stata già individuata un’area all’interno del Terminal C dove tutti i passeggeri non residenti in Sicilia provenienti dai quattro Paesi comunitari, verranno sottoposti al tampone rinofaringeo. Stessa procedura anche all’aeroporto Falcone Borsellino di Palermo dove per effettuare controlli e tamponi i sanitari della Regione adopereranno un’area dell’aerostazione dedicata. Negli altri scali siciliani non sono al momento schedulati voli da Malta, Grecia, Spagna e Croazia. Secondo quanto previsto nell’ordinanza del ministro della Salute, i turisti potranno essere sottoposti al test entro le 48 dall’arrivo e proseguire la vacanza appena accertata la negatività al Coronavirus attraverso l’esame del tampone. In alternativa, possono esibire un’attestazione di averlo effettuato entro le 72 ore antecedenti l’arrivo nell’Isola. I non residenti o non domiciliati in Sicilia, come previsto dalle ultime disposizioni del governatore Nello Musumeci, dovranno comunque registrarsi al sito siciliasicura.com e scaricare l’app SiciliaSiCura. I siciliani residenti nell’Isola, provenienti dai Paesi coinvolti nella misura di contenimento dal contagio, possono invece raggiungere direttamente le proprie abitazioni senza effettuare le verifiche in aeroporto, ma osservando le disposizioni dedicate. Per i cittadini che vivono in Sicilia, è previsto l’obbligo di registrazione al sito www.siciliacoronavirus.it e la quarantena al termine della quale verrà effettuato il tampone. Questa misura, già adoperata in inverno durante la fase acuta della pandemia per i siciliani provenienti dalle regioni del nord e dall’estero, ha consentito di fermare e circoscrivere sul nascere decine di focolai: poco meno del 10% dei soggetti posti in isolamento, infatti, risultavano positivi pur non avendo alcun sintomo. Sono esentati dalla quarantena gli operatori sanitari, i pendolari, e gli equipaggi dei mezzi di trasporto.
“Abbiamo di fatto sfruttato il know how dei mesi più difficili – spiega l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza – così ,nel complesso l’armonizzazione delle due ordinanze, garantisce azioni più restrittive rispetto al resto d’Italia, ma in grado di assicurare un monitoraggio sanitario più efficace che possa allontanare l’ipotesi di lockdown”.
(ITALPRESS).

In Sicilia 36 nuovi casi di coronavirus, 21 sono migranti

ROMA (ITALPRESS) – In Sicilia, secondo il bollettino quotidiano del ministero della Salute, sono 36 i nuovi casi positivi di Coronavirus, di cui 21 sono migranti sbarcati sulle coste siciliane. I casi sono così distributi: 20 in provincia di Agrigento (19 sono migranti); uno in provincia di Caltanissetta, cinque in provincia di Catania, tre in provincia di Messina, cinque in provincia di Palermo (di cui un migrante) e due in provincia di Ragusa. Sono nove i pazienti guariti.
Il dato (dei 36 positivi) mostra una lieve flessione rispetto ai 42 di ieri. Dato che porta il numero totale dei positivi dall’inizio della pandemia a 3.681. Non è strato registrato alcun decesso.
Aumentano gli attualmente positivi, sono 631 (+27). In crescita i ricoverati con sintomi: 46 (+4). Resta stabile (6) il numero dei pazienti ricoverati nelle terapie intensive. Salgono i dimessi/guariti, 2.766 (+9), così come aumentano coloro che si trovano in isolamento domiciliare, 579 (+23).
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All’Ismett bimbo di 7 mesi salvato con un trapianto di fegato

PALERMO (ITALPRESS) – Una corsa contro il tempo per salvare Mattia (nome di fantasia, ndr), un bimbo siciliano di quasi sette mesi e di appena 7 chili di peso. Il piccolo è stato trapiantato in Ismett lo scorso 30 luglio e oggi, dopo appena due settimane, sta per essere dimesso. Nato con una malattia rara, un’atresia delle vie biliari che causa l’ostruzione dei dotti biliari e che fa smettere di funzionare il fegato, Mattia non aveva più altre possibilità di guarigione a parte il trapianto di fegato. Da qualche settimana, le condizioni sempre più critiche del piccolo avevano portato i medici di Ismett ad iscriverlo in lista per trapianto.
Per cercare di ovviare alla scarsità cronica delle donazioni era stata anche valutata l’opzione del trapianto da vivente. L’iter di valutazione era stato già avviato e il padre era stato ritenuto compatibile, ma per poter donare doveva necessariamente perdere peso, 15 i chili che separavano il padre di Mattia dal traguardo. Un percorso ad ostacoli che ha trovato il lieto fine grazie ad una donazione che si è resa disponibile presso l’ARNAS Civico di Palermo.
Il gesto di generosità della famiglia che ha acconsentito al prelievo degli organi ha, infatti, permesso di dare una nuova speranza al piccolo Mattia.
Si è trattato di un intervento tecnicamente molto complesso. La difficoltà maggiore è stata quella di adattare le dimensioni del fegato prelevato a quelle del bambino. Il donatore era, infatti, una persona adulta e per poter garantire l’opzione del trapianto al piccolo paziente di Ismett è stato necessario eseguire un doppio split, ovvero una doppia divisione del fegato. La prima divisione è stata eseguita al momento del prelievo ovvero in situ, secondo la procedura che si segue normalmente: i due lobi epatici vengono divisi e mentre il destro viene trapiantato in un paziente adulto, il sinistro (la parte più piccola) in un bambino. Il prelievo è stato eseguito da uno dei chirurghi di Ismett, Calogero Ricotta.
La seconda divisione è avvenuta, invece, ex situ ovvero in sala operatoria mentre il lobo epatico era custodito nel ghiaccio. In questa seconda fase, i chirurghi di Ismett hanno riadattato l’organo prelevato alle dimensioni estremamente ridotte del piccolo Mattia. In sala per eseguire questa seconda fase di riduzione e il successivo trapianto Jean de Ville de Goyet, direttore del Dipartimento di Chirurgia e trapianto addominale pediatrico, Fabrizio di Francesco, chirurgo addominale pediatrico.
“Si tratta di una tecnica ancora poco utilizzata in Italia – spiega Jean de Ville de Goyet – che permette di trapiantare anche bimbi piccoli come Mattia. Nella seconda fase l’organo è stato rimpicciolito di un altro quarto della sua massa, ovvero ridotto da 310 grammi a 230 grammi”. “Questo ha permesso di trapiantare il nuovo organo senza rischi per la sua funzione – sottolinea Marcello Piazza, responsabile del servizio di Anestesia pediatrica di ISMETT e senza rischi di compromissione della respirazione dopo l’intervento”.
Il trapianto è stato eseguito lo scorso 29 luglio e nel week-end Mattia lascerà l’ospedale e potra tornare a casa. “Le sue condizioni – prosegue de Ville – sono buone. Il fegato trapiantato ha ripreso a funzionare bene subito ed il bambino ha iniziato a riprendere peso”.
Il bimbo ha trascorso le ultime settimane presso il reparto di Pediatria di Ismett dove è stato seguito da un team multidisciplinare composto dal team chirurgico già presente in sala e dai pediatri (Marco Sciveres, Francesco Cirillo, Silvia Riva e Serena Abbate).
(ITALPRESS).

Il papà di Gioele “Chi sa parli. Viviana? Forse incidente o malore”

ROMA (ITALPRESS) – “Io non credo che Viviana sia stata uccisa, ma il suicidio non lo voglio nemmeno immaginare. Forse è stato un incidente o un malore. Quella mattina era tranquilla, anche se nei mesi scorsi aveva avuto dei problemi”. A dirlo in un’intervista al “Corriere della Sera” Daniele Mondello, marito di Viviana Parisi, la dj di origini torinesi trovata morta sabato a Caronia, e papà di Gioele, il bimbo di 4 anni per il quale, a 10 giorni dalla misteriosa scomparsa, proseguono incessanti le ricerche nel Messinese. “Viviana a Messina si era ambientata molto bene e aveva ottimi rapporti anche con i miei parenti, con mia madre e mio padre, i miei fratelli…Lei e Gioele sono la gioia di casa, sono la mia vita – racconta Mondello, anche lui dj -. Ho dentro ora un vuoto terribile. Un vuoto che mi divora. Per favore, se qualcuno ha visto qualcosa, se sa qualcosa, lo imploro, parli”.
Cosa potrebbe essere accaduto? “Non saprei proprio, è successo qualcosa di così lontano dal nostro mondo che non riesco a immaginare nulla – risponde l’uomo -. Penso che potrebbe aver perso l’equilibrio da un’altezza importante o che si sia sentita male. Non credo l’abbiano uccisa. E il suicidio non lo voglio nemmeno immaginare”. Dove immagina invece Gioele? “Il fatto che non sia stato trovato accanto al corpo della mamma mi fa pensare che potrebbe essere stato lasciato in un’altra zona, che non è ancora stata battuta dai gruppi di ricerca. Anche per questa ragione mia sorella e mio fratello oggi sono andati con altri amici a cercarlo in modo autonomo. Io – conclude – non li ho seguiti, non ho la forza”.
(ITALPRESS).