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Trasporti, a Palermo arriva il biglietto integrato giornaliero

PALERMO (ITALPRESS) – Un tagliando giornaliero per viaggiare a Palermo su treni, bus e tram. L’accordo di ‘biglietto integratò tra Amat e Trenitalia porta in Sicilia una novità. Turisti e cittadini palermitani potranno usufruire di più servizi evitando di acquistare diversi ticket. “L’esigenza è quella di facilitare il passeggero, di incoraggiarlo ad usare i mezzi pubblici, anche per decongestionare il traffico nelle grandi città e nelle adiacenze – ha spiegato il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo d’Orleans -. Un biglietto unico per il treno, per il tram e per l’autobus ci sembra una soluzione, certamente non nuova nel contesto d’Italia, ma nuova per la Sicilia. Il progetto sperimentale parte da Palermo ma sarà esteso a Catania e a Messina. Speriamo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, con l’assessore ai trasporti Falcone e con gli altri enti interessati di poter coinvolgere nel progetto anche li scali aeroportuali”.
I biglietti saranno in vendita a partire da domani al prezzo di 5,50 euro, con i bambini fino ad 11 anni (accompagnati) che viaggeranno gratis: “Il modo migliore per esprimere un apprezzamento è dire ‘finalmentè – ha sottolineato il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando -. Abbiamo realizzato quello che era il desiderio di chi sostiene la mobilità sostenibile. L’Amat diventa sempre di più un’azienda leader nel settore del trasporto pubblico locale che va dal car sharing al biglietto unico. Credo che basterebbe questo per ricordare come le linee di tram realizzate e quelle da realizzare saranno un ulteriore incremento della mobilità sostenibile”.
“Il biglietto integrato è frutto di uno sforzo di squadra tra Regione siciliana, Trenitalia e Comune di Palermo – ha detto l’amministratore delegato Trenitalia, Orazio Iacono, in collegamento video -. Il trasporto regionale è la priorità di Trenitalia. L’obiettivo è quello di modernizzare nel più breve tempo possibile il sistema di mobilità collettiva di concerto con la Regione Siciliana. E il biglietto integrato è il primo passo verso questa direzione”.
Tante le iniziative che a livello regionale verranno avviate per quanto concerne i trasporti: “E’ una bella novità che sicuramente aumenta il numero di servizi a disposizione di turisti e cittadini – ha affermato l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone -. Questa iniziativa fa ben comprendere quale sia il nostro spirito e la voglia di innovazione. Il biglietto unico rappresenta sicuramente il via per ulteriori progetti”.
Soddisfatto anche per il presidente di Amat, Michele Cimino: “Un ringraziamento per questa attività che si è svolta in piena sinergia e collaborazione. Per noi questo è un ulteriore risultato. E’ un buon risultato per un’azienda come la nostra aver dialogato con spirito di proposizione con il governo regionale e con quello comunale”.
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Caltagirone commissario Policlinico Palermo, Micari “Soddisfatti”

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Alessandro Caltagirone è il nuovo commissario straordinario del Policlinico Paolo Giaccone di Palermo. Stamattina si e’ tenuto il suo insediamento.
“Siamo molto soddisfatti di avere raggiunto l’intesa con l’assessore Ruggero Razza che ha portato alla nomina dell’ingegnere Caltagirone – commenta il Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Fabrizio Micari – Il completamento dell’assetto degli organi di governo aziendale del Policlinico Giaccone era assolutamente necessario per la continuità amministrativa e la stabilità gestionale. Caltagirone saprà contribuire attivamente e positivamente all’ulteriore crescita e allo sviluppo di una Azienda Ospedaliero-Universitaria che è il riferimento per tutto il panorama della Sicilia Centro-Occidentale. Il Policlinico Giaccone – aggiunge Micari – è infatti una struttura importantissima, nelle condizioni di assistere appropriatamente una popolazione molto ampia, offrendo prestazioni sanitarie di eccellenza a quadri patologici complessi, rispettando la sua naturale vocazione di ospedale di insegnamento. In questo periodo inoltre ha svolto un ruolo centrale nell’affrontare l’emergenza sanitaria sul territorio, impegno che prosegue e a cui si sono riaffiancate le ordinarie prestazioni“.

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Covid, allarme Cisl “In Sicilia a rischio 150mila posti di lavoro”

PALERMO (ITALPRESS) – “Il lavoro è stato investito da una grande trasformazione e da questo bisogna ripartire. Ma accanto al lavoro ci sono dei ritardi strutturali nel nostro Paese. Perdiamo punti di produttività e l’inadeguatezza delle infrastrutture è sotto gli occhi di tutti. Forse è mancato un confronto vero con il sindacato su questi temi”. Lo ha detto Sebastiano Cappuccio, segretario regionale della Cisl aprendo il webinar “A Sud del futuro” organizzato dal sindacato. “Il coronavirus in questi mesi ha sconvolto ciascuno di noi e ci ha costretto di affrontare una situazione di criticità e affrontare la debolezza del sistema”, ha detto Cappuccio, “crediamo che imponga a tutti di lavorare insieme e mettendo a fattore comune gli sforzi per agire in modo coordinato”. Nel corso della sua relazione Cappuccio ha elencato dodici richieste all’indirizzo di Palazzo D’Orlèans e altrettante per Palazzo Chigi. In Sicilia il 47% delle famiglie vive solo di lavoro a tempo determinato. E a rischio sono ben 150 mila posti. Chiesto un tavolo permanente, su fiscalità compensativa, Zes per turismo e beni culturali. Obiettivo: “Risalire la china, perchè le imprese e i lavoratori siciliani rischiano quattro volte di più che nel resto d’Italia. Tanto più ora, nel post lockdown”.
Le prospettive, ha spiegato Cappuccio, non sono affatto rosee e serve una svolta da qui a fine anno sul doppio fronte, regionale e nazionale: “Se per il Pil italiano la previsione varia da -8 a -12% e Confcommercio si spinge fino a -17%, è probabile che la Sicilia chiuda l’anno col meno 20%”.
In un contesto nel quale, ha puntualizzato il segretario, il numero dei Comuni in dissesto è salito a 39, l’Isola conta il 25% delle incompiute d’Italia, il 20% delle persone qui vive in famiglie in cui manca un reddito da lavoro. Ancora, il reddito del 47% dei nuclei familiari arriva solo da rapporti a tempo determinato “oltre che da quegli autentici ammortizzatori sociali che sono nonni e nonne”.
Per di più, dopo tredici anni ininterrotti di crisi seguiti dal disastro Covid, l’Isola rischia, da qui a fine anno, di perdere altri 150 mila posti di lavoro. Ecco perchè, ha insistito Cappuccio, “c’è bisogno di un patto sociale e per il lavoro modello ponte Morandi, che lanci politiche condivise”: per lo sviluppo, la modernizzazione della Regione, la sua sburocratizzazione che passa dallo snellimento normativo, dell’organizzazione e delle procedure. “Noi siamo disponibili al confronto”, ha ripetuto il segretario. Ma “serve un tavolo permanente tra istituzioni e parti sociali per concordare assieme obiettivi, tempi, risorse e priorità degli investimenti”.
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Nuovi corsi di laurea e servizi all’Università di Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – Ampliamento dell’offerta formativa, allargamento della no tax area, nuovi servizi legati a segreteria, car e bike sharing e rinnovo della licenza Rosetta Stone. Queste le principali novità dell’Università di Palermo annunciate nel corso della presentazione del nuovo anno accademico da parte del direttore generale Antonio Romeo, dal prorettore Vicario Fabio Mazzola e dal rettore, Fabrizio Micari: “Abbiamo allargato la no tax area anche al di là rispetto alle indicazioni che venivano dal ministero, portandola fino a 25mila euro e una tassazione calmierata tra 25mila e 30mila”, ha detto il rettore.
Misure che l’Università ha voluto effettuare anche in virtù della situazione legata alle difficoltà che molte famiglie avranno nel prossimo anno a causa dell’emergenza sanitaria vissuta nelle scorse settimane e che ancora non è completamente superata.
“E’ l’anno post-pandemia e quindi c’è sembrato giusto far sì che il più possibile le famiglie e i ragazzi venissero agevolati nel poter frequentare l’università”, ha sottolineato Micari.
Grazie a questa nuova determinazione delle tasse due studenti su tre non pagheranno: “La Sicilia, lo sappiamo bene, è una delle regioni d’Europa che ha il più basso numero di laureati, e la crescita passa attraverso la formazione, di questo ne siamo convinti – ha spiegato ancora Micari -. Per quanto concerne l’offerta formativa, ci sono dei corsi nuovi. Mi fa piacere far notare il potenziamento ulteriore che facciamo su Agrigento dove abbiamo portato un corso di lingue, quindi adesso Agrigento ha un’offerta formativa molto molto ampia. Cerchiamo di dare un servizio più ampio, qualificato, il più ricco possibile tenendo la tassazione minima”.
Cinque i corsi di studio di nuova attivazione da parte di UniPa: Architettura e progetto nel costruito (L-23 presso la sede di Agrigento); Neuroscience (LM-6, in inglese); Architettura del paesaggio (LM-3); Scienza dell’alimentazione e della nutrizione umana (LM-61); Migrations, rights, integration (LM-90, in inglese). Nonostante la pandemia, anche il numero di iscritti è in crescita; inoltre, sono stati attivati i servizi di supporto a distanza delle segreterie studenti con un sistema di ticketing online, la chat e il servizio di prenotazione online degli appuntamenti con il personale delle segreterie; attivato il servizio di car e bike sharing AmiGo by Amat, che fa seguito alla convenzione siglata tra l’Università di Palermo e l’Amat Palermo per lo sviluppo di un progetto di mobilità sostenibile dedicato alla comunità universitaria.
E’ stato prorogato al 31 agosto il periodo di validità della licenza Rosetta Stone, il servizio per l’apprendimento online delle lingue straniere riservato agli studenti UniPa, attivo presso il Centro Linguistico di Ateneo (CLA).
“E’ il quinto anno che chiudiamo in attivo – ha concluso Micari -. Quest’anno abbiamo un utile di 1 milione e 800 mila euro. Tutto ciò nonostante la ripresa del costo del personale, perchè sono ripresi gli scatti, gli adeguamenti Istat; devo dire che c’è stata una politica sana e saggia dal punto di vista del contenimento della spesa, quindi l’università cresce sia per quanto riguarda il numero di studenti ma anche dal punto di vista della solidità economica, cosa che ci consente di guardare al futuro davvero con tranquillità”.
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Saldi, partono in anticipo in Sicilia

PALERMO (ITALPRESS) – Con un mese di anticipo rispetto al resto d’Italia, da domani partono i saldi estivi in Sicilia. Divise le associazioni dei commercianti sulla loro utilità.
Lo shopping avrà quest’anno un sapore diverso e dovrà essere guidato a una serie di precauzioni anti coronavirus. Vige, infatti, l’obbligo della mascherina e del distanziamento sociale, disposizioni sulle quali i commercianti dovranno attentamente vigilare. All’ingresso di ciascun punto vendita dovrà essere posto il gel disinfettante. Mentre, per quanto riguarda la possibilità di provare i capi d’abbigliamento in camerino, ciascun negoziante deciderà a discrezione.
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Con Fidimed e Banca Progetto finanziamenti fino a 300 mila euro

PALERMO (ITALPRESS) – In piena “emergenza liquidità”, quando molte piccole imprese hanno dovuto attendere mesi per ottenere un prestito, ancorchè garantito dallo Stato, grazie al “Progetto Easy” ben cento imprenditori siciliani hanno potuto ricevere liquidità in soli dieci giorni. La velocità di erogazione è stata la carta vincente dell’esperimento avviato a dicembre in Sicilia da Banca Progetto, la banca digitale specializzata in servizi per le piccole e medie imprese italiane e per la clientela privata, guidata dall’A.D. Paolo Fiorentino, dallo scorso 4 giugno membro attivo di ItaliaFintech, l’associazione delle migliori realtà internazionali dell’innovazione tecnologica in ambito finanziario. Per questo strumento pensato per il debutto nella particolare realtà siciliana assieme all’apertura di un ufficio di rappresentanza a Palermo (l’unica filiale fisica in Italia), Banca Progetto aveva stanziato un budget iniziale tramite Fidimed, intermediario finanziario 106 vigilato da Bankitalia, in buona parte assorbito, durante e dopo il periodo di “lockdown”, da circa 100 Pmi siciliane che hanno ottenuto finanziamenti rapidi da 25 mila a 150 mila euro potendo richiedere anche il contributo a fondo perduto erogato dalla Regione tramite Irfis-FinSicilia.
Il successo dell’iniziativa spinge ora Banca Progetto a raddoppiare il proprio impegno, aumentando il limite di “Progetto Easy” fino a 300 mila euro ad azienda ed estendendo l’ambito di operatività a tutto il Paese, attraverso la rete di partner selezionati da Banca Progetto e Fidimed cui tutte le imprese italiane potranno rivolgersi. Obiettivo erogare dai 60 ai 70 milioni di euro nel corso dell’anno.
“Banca Progetto – ha spiegato l’A.D. Paolo Fiorentino, collegato in conferenza stampa a Palermo, presso la sede di Sicindustria – punta a erogare quest’anno fino a 1 miliardo di euro in Italia, e per farlo intende privilegiare il rapporto con gli intermediari finanziari locali. La positiva esperienza siciliana ci insegna che quello nato dalla sinergia con Fidimed è un modello vincente. Quindi, abbiamo deciso non solo di rafforzare la collaborazione con questo efficiente intermediario finanziario siciliano che ci consente di raggiungere tutti i settori economici della regione e di dare risposte immediate alle Pmi, anche alle più piccole, ma anche di estendere il modello a tutte le altre aree del Paese”.
“Fidimed – ha aggiunto l’A.D., Fabio Montesano – ha saputo vincere la sfida lanciata insieme a Banca Progetto e ha fatto della rapidità un proprio marchio di fabbrica. La fiducia che ci ha concesso Banca Progetto, mettendoci a disposizione un budget ambizioso, ci ha permesso di dimostrare, in pochi mesi, che gli interventi a favore dei consorzi fidi vigilati da Bankitalia possono davvero moltiplicare in questa emergenza gli effetti positivi della liquidità sulle imprese, sui loro investimenti e sulla ripresa dell’economia. La rinnovata fiducia da parte di Banca Progetto diventa anche l’occasione per rilanciare l’appello al legislatore nazionale affinchè, in fase di conversione in legge del ‘Decreto Rilanciò, adotti i necessari provvedimenti volti a rafforzare l’operatività dei consorzi fidi e ad agevolarne i percorsi di aggregazione per avere operatori di dimensioni adeguate a ciò che richiedono oggi il mercato e gli organismi di Vigilanza. Una strada già aperta dall’assessore regionale Gaetano Armao con il fondo inserito nella Legge di Stabilità 2020”.
Per Alessandro Albanese, vicepresidente vicario di Sicindustria, “la liquidità è la madre di tutti i problemi delle imprese. E, oggi come mai, le aziende hanno bisogno di soluzioni agili per il credito. Ben venga, dunque, il programma di Fidimed e Banca Progetto. E, più in generale, ogni forma di collaborazione tra attori del mondo produttivo non può che portare nuovo sviluppo e nuovi orizzonti di crescita”.
Alla conferenza stampa ha partecipato anche il vicepresidente della Regione siciliana, Gaetano Armao “la ricetta unica allestita da Roma per tutto il paese non funziona”, ha spiegato, “l’approccio giusto è quello realizzato da Banca Progetto e da Fidimed che hanno studiato degli strumenti tarati ad hoc per la situazione siciliana. Noi stiamo cercando di temprare le rigidità del modello scelto a Roma che ancora non ha effetti positivi sull’economia siciliana. il nostro obiettivo è raggiungere chi ha bisogno. La legge finanziaria che abbiamo varata prevede l’accesso senza merito bancario. Altrimenti rischiamo fra sei mesi con un sistema falcidiato e pagheranno anche le imprese sane”.
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Mafia, operazione tra Sicilia, Lombardia e Veneto. Fermate 11 persone

ROMA (ITALPRESS) – In Sicilia, Lombardia e Veneto i Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo hanno fermato 11 persone ritenute a vario titolo responsabili di associazione mafiosa, estorsione, trasferimento fraudolento di beni, corruzione, atti persecutori, furto e danneggiamento.
Le indagini, seguite da un pool di magistrati coordinati dal Procuratore Aggiunto Salvatore De Luca, documentano gli assetti e le dinamiche del mandamento mafioso di San Mauro Castelverde (Palermo), che, all’indomani dell’operazione “Black Cat” dell’aprile 2015, “ha serrato le fila ed ha continuato ad operare sul territorio, imponendo il proprio potere con inalterata capacità intimidatoria”, scrivono gli investigatori. In tale quadro si inseriscono “le numerose estorsioni ai danni dei commercianti locali documentate dai militari dell’Arma, così come l’organizzazione di una efficientissima rete di comunicazione necessaria agli storici capi mafia detenuti per mantenere il comando degli associati liberi e continuare a strangolare imprese e società civile”.
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Al via “Al Lavoro Sicilia”, Università e imprese a confronto

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Giovani, Università e lavoro. Questi i temi discussi nel corso del Welcome Opening di “Al Lavoro Sicilia 2020”, format organizzato da AlmaLaurea in collaborazione con la Rete degli Uffici di Placement degli Atenei siciliani e in programma fino al 3 luglio. Un tavolo per discutere dei recenti numeri del placement degli studenti universitari siciliani e dei metodi per migliorare e accrescere questo sistema.

Una discussione aperta da Francesca Pasquini presidente Almalaurea, che ha annunciato come 20 aziende, prevalentemente del settore industriale-energetico, hanno dato l’ok a colloqui con i 1964 giovani candidati. Tra le novità dell’università anche quella di un nuovo corso DAMS in cui è anche coinvolto il Teatro Biondo di Palermo (rappresentato da Pamela Villoresi che ha anche moderato la discussione).

“Il nostro compito è quello di formare i nostri giovani – ha spiegato il rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari -. Il tutto stando attenti ad un mondo del lavoro che è sempre più nazionale e internazionale. I giovani oggi sono cittadini del mondo”.

“Quello che devono fare le università è creare corsi di studio moderni in base alle richieste che vengono dal mondo del lavoro. L’università – ha aggiunto Micari – deve essere il tramite tra la scuola e il mondo del lavoro”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Salvatore Cuzzocrea, rettore dell’Ateneo di Messina: “Mettiamo in campo tutte le azioni informative. Oggi – ha sottolineato – l’università italiana ha dimostrato di sapersi adeguare alle necessità. Da quando sono rettore abbiamo istituito dieci nuovi corsi di laurea. Abbiamo il compito di dare a tutti le stesse opportunità e creare le generazioni di domani. Il problema dell’emigrazione per la ricerca di lavoro è un problema che esiste da sempre, dobbiamo continuare a migliorarci per far sì che i ragazzi si formino e riescano a entrare nel mondo del lavoro. Speriamo di implementare le aziende che entrano in contatto con gli atenei”.

Competenze, conoscenze e soprattutto apertura nel mercato del lavoro, solo in questo modo i giovani siciliani potranno riuscire a ritagliarsi il loro spazio: “Le Università devono dare competenze. I nostri studenti una volta laureati trovano possibilità non solo in Sicilia, ma ovunque – ha spiegato Francesco Priolo, rettore dell’Università di Catania -. La chiave è quella di fornire competenza interdisciplinari, bisogna essere flessibili. Il mondo si evolve in maniera rapida e le competenze specifiche oggi servono ma magari domani no. Stiamo lavorando ad un laboratorio in cui gli studenti vengono contaminati da saperi diversi in maniera tale di avere conoscenze a tutto tondo”.

Anche Giovanni Puglisi, rettore dell’Università degli Studi di Enna “Kore”, si è detto d’accordo sul fatto che “l’università in un territorio come il nostro abbia anche il compito di tenere alta l’asticella della sensibilità culturale. Sarà importante creare collaborazioni tra gli atenei per creare un link comune”.
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