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In Sicilia 4 nuovi casi di coronavirus, terzo giorno senza decessi

PALERMO (ITALPRESS) – Dall’inizio dei controlli in Sicilia, i tamponi effettuati sono stati 129.431 (+2.083 rispetto a ieri), su 114.230 persone: di queste sono risultate positive 3.421 (+4), mentre attualmente sono ancora contagiate 1.519 (-3), 1.634 sono guarite (+7) e 268 decedute (0). E’ quanto emerge dal quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
Degli attuali 1.519 positivi, 113 pazienti (-5) sono ricoverati – di cui 10 in terapia intensiva (-1) – mentre 1.406 (+2) sono in isolamento domiciliare.
(ITALPRESS).

Monceri (Intesa Sanpaolo): “In Sicilia sulla ripresa peserà la crisi del Turismo”

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Nulla sarà come prima, perché nulla potrà essere come prima.
La Sicilia esce da tre mesi di lockdown forte di alcuni comparti d’eccellenza che hanno resistito al Covid-19, con il commercio che deve reinventarsi, con l’incognita del turismo e una necessità non più rimandabile di infrastrutture.

“Sono stati mesi di un’intensità assoluta”, dice all’Italpress, Pierluigi Monceri, che da tre anni e mezzo gestisce la direzione regionale di Intesa Sanpaolo che comprende la Sicilia insieme a Lazio, Sardegna, Abruzzo e Molise. Sotto la sua responsabilità territori che valgono il 20% del Pil, il 24% della popolazione e il 23% delle imprese del Paese.
“Abbiamo gestito l’emergenza con prontezza. Il primo intervento è stato quello sulle moratorie dei mutui, in Sicilia abbiamo avviato 13 mila sospensioni delle rate, per un valore degli immobili finanziati di circa un miliardo di euro. Due terzi delle domande hanno riguardato le imprese, un terzo alle famiglie. E’ una misura che a marzo ha avuto numeri importanti, poi è calata ma tuttora è operativa. E’ stata una misura tempestiva e molto apprezzata che ha dato respiro ai bilanci familiari”.

Poi sono arrivati i famosi 25.000 euro per le imprese con un fatturato annuo sotto i 100mila euro. Qual è stata la risposta?
“In Sicilia abbiamo 4.500 posizioni tra erogate e in fase di erogazione”.

Oltre ai mutui e alle misure del decreto liquidità dei cosiddetti 25.000, Intesa Sanpaolo è intervenuta rendendo immediatamente disponibile nuova liquidità. Come è andata in Sicilia?
“Dopo le prime misure del Governo, la banca ha deciso di mettere a disposizione 50 miliardi. La prima risposta che dovevamo dare era legata alla cassa delle imprese, per non bloccare la catena dei pagamenti. Il nostro finanziamento 18 mesi meno un giorno rispondeva a questa esigenza, grazie anche ai sei mesi di preammortamento. Una vera e propria boccata di ossigeno, che in Sicilia si è concretizzata in 50 milioni di fondi erogati”.

Tra i driver per uscire da questa crisi, ci sono le costruzioni e gli investimenti in infrastrutture. Ma in generale, per tutta l’economia serviranno misure a lungo termine. Come hanno risposto le aziende su questo fronte?
“Bene. L’arco arco temporale massimo sale a 72 mesi, con fino a 36 mesi di preammortamento. In questo caso le erogazioni e le autorizzazioni sono in itinere, come Intesa Sanpaolo stiamo cominciando a erogare i fondi, per un totale che mi aspetto arriverà a 75 milioni in Sicilia entro fine mese”.
Si tratta di operazioni che sono state gestite in tutt’Italia praticamente al 100% in remoto.

Visti i numeri, possiamo ancora parlare di digital divide in Sicilia?
“E’ una regione che ha fatto passi in avanti anche sotto questo aspetto, è nella dinamica dei numeri di questi tre mesi difficili che però offrono anche spunti di pregio, come l’aver migliorato proprio la sensibilità digitale tra i nostri clienti, privati ma anche aziende, che hanno apprezzato il risparmio di tempo. Un discorso che allargherei anche all’e-commerce, che ha avuto crescite rilevantissime in tutt’Italia, facendo toccare con mano a molti, come sia diventato una modalità di accesso al consumo per tutti. Ecco perché anche i rivenditori al dettaglio iniziano a introdurre una finestra per il commercio on-line, laddove possibile. Questa è quindi anche una fase di cambiamento per tutti, su come mandare in evoluzione il proprio business, portando a casa intuizioni e energie che, in condizioni normali, sarebbero state procrastinate. Invece ora, da queste grande crisi, possono nascere nuove situazioni”.

L’on-line è anche uno strumento fondamentale per combattere la lotta al lavoro e ai pagamenti in nero. Che dati avete?
“La sensazione oggettiva è che non ci sia stata un’emersione. Questa parte del sistema economico è quella più penalizzata, rispetto alle altre”.

Veniamo alla ripresa. Come sarà per la Sicilia?
“Qui certamente rispetto alle regioni del Nord, l’impatto sanitario è stato inferiore. Inoltre, il tessuto economico avendo un’attitudine inferiore all’export, sembra subire meno gli effetti della pandemia, quindi prevediamo un riposizionamento verso i trend pre-Covid meno sofferto. Non hanno invece subito rallentamenti i settori agroalimentare, farmaceutico e tecnologico, con il polo di Catania, che rappresentano un’eccellenza che non ha smesso di essere tale. Infine, anche la presenza maggiore della Pubblica Amministrazione contribuisce a ridurre gli scostamenti dai livelli pre-crisi”.

Però alcuni settori rischiano molto. Quali sono quelli che vi preoccupano?
“Il turismo è un punto interrogativo importante. In Sicilia nel 2018 il 51% delle presenze era portato dagli stranieri, e difficilmente torneranno quest’anno. Ecco perché bisogna pensare alla stagione 2020 puntando sugli italiani affinché rimangano in Italia e scelgano anche la Sicilia. Anche l’accessibilità delle isole torna a essere un punto di attenzione. Si tratta di un comparto che vale, tra fatturato diretto e indiretto il 12% del Pil e il 15% degli occupati in Sicilia, ma devo dire che tra operatori più qualificati che abbiamo sentito in questo periodo, ho trovato una forte determinazione a ripartire”.
Per il turismo, come per l’intera economia, le infrastrutture sono centrali.

C’è la possibilità che si superino le storiche diffcoltà che si riscontrano in Sicilia?
“Se questo tema è oltremodo importante in tutto il Paese, in Sicilia è esasperato. Ci sono ancora tratte ferroviarie a un binario. Poi ci sono opere incompiute e interrotte, con continui lavori in corso. Vanno completate, a prescindere, ma possono essere più che mai un driver importante”.

All’Ismett di Palermo 11 trapianti in poco più di 48 ore

PALERMO (ITALPRESS) – Undici trapianti in poco più di 48 ore, un evento straordinario che si è appena realizzato presso l’Ismett di Palermo. Si tratta della serie di trapianti più ravvicinata mai realizzata presso lo stesso centro. Un evento che ha mobilitato più di 80 persone fra medici, infermieri e personale sanitario per 48 ore consecutive. A questi vanno sommati anche i medici delle rianimazioni coinvolte e il personale del Centro regionale trapianti che ha coordinato tutta la macchina organizzativa. Le èquipe coinvolte negli interventi sono state, infatti, 5. Così come cinque sono state le sale operatorie coinvolte.
“Ho avuto modo di condividere con il ministro della Salute Roberto Speranza quanto fatto in queste ore dalle èquipe dell’Ismett di Palermo – sottolinea Ruggero Razza, assessore alla Salute della Regione siciliana – che non hanno mai cessato la loro attività nemmeno durante la fase più acuta della emergenza Coronavirus. L’Ismett conferma così la propria naturale vocazione ad una straordinaria eccellenza che deve inorgoglire la sanità siciliana che, soprattutto in queste ore, è destinataria di poco edificanti luoghi comuni”.
In dettaglio, sono stati eseguiti tre trapianti di fegato, cinque trapianti di rene, un trapianto di polmone ed un trapianto di cuore. Nelle stesse ore, l’èquipe di chirurgia addominale pediatrica ha effettuato un trapianto di fegato da donatore vivente su un bambino di appena 10 mesi portando appunto ad 11 gli interventi eseguiti con successo presso la struttura palermitana.
“Quanto successo a Palermo – sottolinea Angelo Luca, direttore di Ismett – è un evento estremamente raro ed eccezionale. Per Ismett rappresenta sicuramente un record e probabilmente è un record per tutto il territorio nazionale. Un evento che ha messo in moto una macchina straordinaria per coordinamento e per numero di persone coinvolte dimostrando l’elevato standard di qualità e cura raggiunto dalla sanità siciliana, in grado di rispondere in maniera eccezionale alle esigenze dei pazienti in lista d’attesa per un organo”.
(ITALPRESS).

Diminuiscono in Sicilia i casi di coronavirus, anche oggi nessun morto

PALERMO (ITALPRESS) – Dall’inizio dei controlli in Sicilia, i tamponi effettuati sono stati 127.348 (+3.775 rispetto a ieri), su 112.329 persone: di queste sono risultate positive 3.417 (+6), mentre attualmente sono ancora contagiate 1.522 (-1), 1.627 sono guarite (+7) e 268 decedute (0). E’ quanto emerge dal quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
Degli attuali 1.522 positivi, 118 pazienti (-11) sono ricoverati – di cui 11 in terapia intensiva (0) – mentre 1.404 (+10) sono in isolamento domiciliare.
(ITALPRESS).

In Sicilia 8 nuovi casi di Coronavirus, nessun decesso

PALERMO (ITALPRESS) – Dall’inizio dei controlli in Sicilia, i tamponi effettuati sono stati 123.573 (+1.533 rispetto a ieri), su 110.205 persone: di queste sono risultate positive 3.411 (+8), mentre attualmente sono ancora contagiate 1.523 (-1), 1.620 sono guarite (+9) e 268 decedute (0). E’ quanto emerge dal quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
Degli attuali 1.523 positivi, 129 pazienti (-8) sono ricoverati – di cui 11 in terapia intensiva (-1) – mentre 1.394 (+7) sono in isolamento domiciliare.
(ITALPRESS).

Università Palermo, in visita online al Museo della Radiologia

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In occasione della Giornata Internazionale dei Musei promossa dall’Icom, il Museo della Radiologia del Sistema Museale dell’Università di Palermo entra a far parte di GoogleArts & Culture, la piattaforma tecnologica sviluppata da Google per promuovere e preservare la cultura online, con una Collezione digitale di oltre 170 reperti costituita da antichi apparati radioterapici, strumenti di misura, fotografie e documenti storici.

La prima fase dei lavori, fanno sapere dall’Ateneo siciliano, ha portato alla digitalizzazione di 170 reperti, a cui si aggiungeranno, in seguito, tutti i restanti elementi della collezione del museo. Tra quelli più significativi già online ci sono numerosi apparati radioterapici, con i rispettivi corredi tecnici costituiti da tubi radiogeni, valvole termoioniche e sonde, che nel loro insieme illustrano la storia e l’evoluzione scientifica nel campo della radiologia medica e della radioterapia a partire dalla fine del XIX secolo. I lavori di digitalizzazione sono stati avviati nel 2019, con l’attiva partecipazione dei due volontari del Servizio Civile Nazionale in carico al Museo della Radiologia, coordinati da Giuseppe Genchi e sotto la supervisione di Massimo Midiri, direttore del Museo.

“Utilizzando la tecnologia di GoogleStreet View – sottolinea una nota dell’Università – è stato possibile rinnovare e ampliare il tour virtuale a 360 gradi del percorso di visita della esposizione museale, disposta su due piani, che include oggi anche le importanti donazioni ricevute nel corso degli ultimi anni, tra le quali la collezione di dispositivi di radiologia medica nelle Forze Armate. Il percorso permette di apprezzare l’allestimento espositivo nel suo insieme, caratterizzato dalla sobrietà e dall’eleganza tipiche dei musei accademici, nonché i reperti più significativi della Collezione, ripercorrendo alcuni momenti fondamentali della storia della Radiologia”.

Il progetto include la realizzazione di 4 mostre di approfondimento: Wilhelm Conrad Röntgen: la scoperta dei raggi X, con la ricostruzione dell’apparato sperimentale utilizzato nelle primi esperimenti con i raggi X; I pionieri italiani: gli albori della Radiologia in Italia, un racconto per immagini dei protagonisti dello sviluppo delle tecniche radiologiche e radioterapiche nel nostro paese; Antonino Sciascia, l’inventore del fotocauterio (1892), dedicata al celebre medico siciliano, pioniere della fototerapia; Pietro Cignolini, il pioniere della chimografia analitica, dedicata all’illustre professore, siciliano di adozione, noto a livello internazionale per i suoi importanti contributi scientifici nel capo della radiologia, nonché fondatore della scuola palermitana di tale disciplina medica.

“Il Museo – commenta Massimo Midiri, direttore del Museo della Radiologia – entra a fare parte della piattaforma internazionale di GoogleArts & Culture per promuovere la storia della Radiologia ed in particolare il contributo dei pionieri italiani e siciliani. L’utilizzo della tecnologia innovativa di Google Arts & Culture rende più accessibile il Museo e la sua straordinaria collezione, agevola la ricerca e la condivisione del sapere. Grazie al virtual tour di Google Street View chiunque potrà visitare il nostro Museo”.

“Attraverso il Museo della Radiologia il Sistema Museale dell’Università di Palermo amplia il suo contributo allo sviluppo della piattaforma internazionale di Google Arts & Culture, già avviato nel 2019 con il Museo Storico dei Motori e dei Meccanismi – aggiunge Paolo Inglese, direttore del Sistema Museale di Ateneo -. La partnership con il Google Cultural Institute rappresenta un’occasione importante per promuovere anche in ambito internazionale il vasto patrimonio dell’Ateneo e le molteplici iniziative volte alla sua tutela e valorizzazione”.

Inaugurato nel dicembre 1995, il museo costituisce l’unico nel suo genere in Italia e, insieme al Curie Musèe di Parigi, il Rontgen Museum di Remscheid e il Museo belga della Radiologia di Bruxelles, è uno dei quattro presenti in Europa. Il Museo nasce grazie alla volontà di Adelfio Elio Cardinale, allora Direttore dell’Istituto di Radiologia dell’Università di Palermo, al fine di preservare e rendere fruibile al pubblico il vasto patrimonio storico costituito da dispositivi, accessori e pubblicazioni scientifiche, provenienti da numerose istituzioni pubbliche e professionisti privati.

Nel 2012 la collezione scientifica del Museo è stata riordinata in un nuovo percorso espositivo diviso in sei sezioni tematiche e nel 2018 è stata oggetto di un ulteriore ampliamento, con il potenziamento dell’allestimento museale. Il Museo della Radiologia è parte del Sistema Museale d’Ateneo dell’Università degli Studi di Palermo e ha sede all’interno della Sezione di Scienze Radiologiche del Dipartimento di Biopatologia e Biotecnologie Mediche (Di.Bi.Med) della Facoltà di Medicina e Chirurgia, presso il Policlinico universitario “Paolo Giaccone” di Palermo.
(ITALPRESS).

Strage Capaci, le Università siciliane in campo contro le mafie

CATANIA (ITALPRESS) – La Conferenza dei Rettori delle Università Siciliane (Crus) di concerto con la Rappresentanza degli Studenti dei quattro Atenei siciliani e la Crui, convoca per sabato prossimo, alle 10.30, una seduta telematica aperta della sua assemblea in occasione della ricorrenza dell’anniversario della strage di Capaci, nella quale sono stati uccisi Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti della loro scorta. L’evento sarà trasmesso in streaming.
“Per la prima volta – si legge in una nota – l’assemblea istituzionale delle quattro università della Sicilia, pienamente rappresentate da studenti e docenti, si apre non solo ai territori di riferimento, alle famiglie, al mondo del lavoro, alla società civile, alla magistratura, alle forze dell’ordine, alle autorità, ai siciliani, ma al Paese intero. Ciò per testimoniare loro la ferma volontà del sistema universitario di ribadire una convinzione: ogni processo educativo e formativo deve puntare allo sviluppo di una coscienza critica delle giovani generazioni, determinata a sostenere ogni azione volta a combattere e sconfiggere qualunque attività o organizzazione mafiosa, senza riserve e senza tentennamenti”.
“Se la mafia, come sosteneva Falcone, è un’organizzazione criminale che, come qualunque altra, avrà prima o poi una fine – dichiara Giovanni Puglisi, presidente della Conferenza dei Rettori Siciliani e rettore di Enna – allora l’impegno dell’università siciliana, di tutta l’università italiana, è fare in modo che la sua fine sia quanto più vicina possibile, favorendo la crescita sempre più ampia e convinta della coscienza civile contro ogni forma di criminalità mafiosa”.
Per aiutare studenti e docenti universitari a fare sentire alta e forte la loro voce interverranno alla seduta e daranno una loro testimonianza molte personalità del mondo delle istituzioni.
Interverranno durante l’evento: Gaetano Manfredi (Ministro dell’Università e della Ricerca), Pietro Grasso (ex Presidente del Senato), Nello Musumeci (Presidente della Regione Siciliana), Giovanni Grasso (Portavoce del Presidente della Repubblica), Salvatore Gristina (Presidente della Conferenza Episcopale siciliana e Arcivescovo di Catania), Salvatore Di Vitale (Presidente del Tribunale di Palermo), Franco Lo Voi (Procuratore Capo di Palermo), Giusi Scaduto (Prefetto di Siracusa), Teo Luzi (Capo di Stato Maggiore dell’Arma dei Carabinieri), Massimo Bray (Direttore generale della Treccani ed ex Ministro dei Beni culturali), Renato Cortese (Questore di Palermo), Salvatore Cardinale (Presidente emerito della Corte di Appello di Caltanissetta), Ferruccio Resta (Presidente della CRUI e Rettore del Politecnico di Milano), Domenico Surdi (Sindaco di Alcamo), Maria Falcone (Presidente della Fondazione Giovanni Falcone), Marcello Sorgi (Editorialista La Stampa).
A loro si aggiungeranno esponenti della società civile che, insieme ai rettori Salvatore Cuzzocrea, Fabrizio Micari e Francesco Priolo, e ai rappresentanti degli studenti, daranno “una esemplare dimostrazione della forza della coralità delle donne e degli uomini liberi e onesti contro ogni organizzazione mafiosa”. Il dibattito partirà dal ricordo di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, e di tutti gli eroi che hanno dato la vita per tutelare e garantire le libertà fondamentali dei cittadini.
(ITALPRESS).

Musumeci “Pensiamo a una ‘patente sanitarià per i turisti in Sicilia”

ROMA (ITALPRESS) – Riaprire al turismo? “A decidere non sarà mai la politica in questi casi ma è il numero dei contagi e il dato epidemiologico. Se non aumentano i contagi abbiamo buone ragioni ad aprire ai primi di giugno alle altre regioni italiane, se dovesse continuare dopo un mese potremmo aprire a comitive di stranieri”. Lo dice il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, ospite a Cento Città su Radio Uno.
Per gli stranieri in arrivo Musumeci ha detto che si pensa “ad una sorta di patente sanitaria” studiata con le autorità sanitarie o ad un tampone. “Credo che bisognerà adottare una soluzione”, ha detto il governatore specificando come questa sia solo temporanea. Domani, intanto ci sarà l’incontro con il sindacato dei balneari. “Saranno loro a dirci se saranno pronti a partire ai primi di giugno o a metà giugno”. E le discoteche? “Se è un luogo dove ascoltare musica all’aperto siamo pronti a farlo. Se è un posto dove mettere in pochi metri quadrati cinquanta persone non pensiamo proprio”, ha concluso Musumeci.
(ITALPRESS).