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Si riparte anche in Sicilia, Musumeci “tornato il sorriso ma attenti”

PALERMO (ITALPRESS) – Tra dubbi e incertezze si riparte, anche in Sicilia. Riaprono i battenti e alzano le saracinesche le attività commerciali, dopo circa due mesi di chiusura a causa della diffusione del coronavirus. Anche se, avverte il presidente della Regione, Nello Musumeci, “sarà necessario rapportarci con il dato epidemiologico e se il dato dovesse subire variazioni si dovrà intervenire subito, senza aspettare Roma, ma oggi in Sicilia respiro un’aria nuova, è tornato il sorriso in bocca”.
“Noi – spiega Musumeci, intervenendo alla trasmissione Omnibus su La7 – abbiamo chiesto autonomia e questo vuol dire soprattuto responsabilità, significa capacità di assumere l’onere delle conseguenze, sia positive che negative. Il governo su questa tesi ha tergiversato, ha perso tempo e abbiamo perso una notte insonne nel confronto con Roma, ma alla fine le linee guida che noi regioni avevamo proposto al presidente del Consiglio sono diventate materia del premier”. “A parte un pò di teatralità – sottolinea Musumeci – la verità è che l’Italia non è un territorio omogeneo, anche dal punto di vista del dato epidemiologico e questo è sotto gli occhi di tutti. Il mezzogiorno se l’è passata meglio. La riapertura rappresenta una molla psicologica, qui siamo al deserto dell’economia, ognuno spera di poter guardare avanti con un minimo di prospettiva. Davanti abbiamo due domande: quanti posti di lavoro perdiamo? Quante vite umane perdiamo? Sono due facce della stessa medaglia e nessuno può dare una risposta certa, perchè non abbiamo esperienza, non abbiamo parametri con i quali rapportarci”.
“Per ora – aggiunge – non abbiamo posto alcuna sanzione per chi gira senza mascherina ma ho visto tante persone che girano senza e non escludo nei prossimi giorni di prevedere sanzioni”.
(ITALPRESS).

Miccichè “In Sicilia il partito gode di ottima salute”

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Forza Italia? Gode di ottima salute. Scoma? Irriconoscente. La Prestigiacomo? Con lei frattura profonda. Musumeci? Dovrebbe essere più autonomo rispetto a chi da’ cattivi consigli. In una lunga intervista all’Italpress il coordinatore di Forza Italia in Sicilia e presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gianfranco Micciché, commenta il recente addio al partito di Francesco Scoma (passato a Italia Viva) e del quasi certo abbandono di Nino Germanà. E lo fa riflettendo sulla vitalità del suo partito in Sicilia. “Sono sereno – afferma Micciché – lo stato di salute di Forza Italia è ottimo, i fatti politici mi danno ragione: abbiamo fatto una Finanziaria targata FI con una serie incredibile di misure. E’ un partito che dimostra di riuscire a lavorare su cose serie e non sulla spartizione di incarichi”.

Un partito però che ha dovuto registrare nelle ultime ore un addio eccellente: quello di Francesco Scoma. “Ma figuriamoci se lo stato di salute può dipendere dalla presenza di Scoma e Germanà – dice Micciche’ -. Scoma è stato gratificato da tempo, lo abbiamo candidato capolista a Palermo. Non so per quale ragione io possa essere accusato di egoismo. Forse sono stato egoista nell’essermi speso per lui. Se non fosse stato per me, Berlusconi non avrebbe mai saputo chi fosse Scoma. Purtroppo non è facile sorreggere il peso della riconoscenza, saperlo gestire è un grande successo. Un vero uomo sa dire grazie e chiedere scusa, io ho sempre detto grazie, ho saputo a chi dimostrare riconoscenza senza tentennamenti e so anche chiedere scusa”.

Miccichè comunque smentisce slavine ed emorragie di parlamentari: “Alla Camera i deputati siciliani erano cinque gia’ prima. Erano già pochi fin dall’inizio. Alla Regione, già in occasione delle elezioni sapevamo che un paio, come Genovese e Caronia, che non erano mai stati realmente dei forzisti e che erano stati scelti perché a noi servivano i voti e a loro cercare un posto ideale per essere eletti, avrebbero lasciato. Tant’è che sono andati via senza polemiche. L’unica che abbiamo realmente perso è la Cannata e ciò con grandissimo dispiacere. Ma non è andata via per colpa di Miccichè”. Ed parla di “ingressi eccellenti”, “che però – lamenta – non fanno notizia”: “e’ arrivato dalla lega Mario Caputo e questo non ha fatto rumore, ma si sa che fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. Allo stesso modo non si parla di tanti sindaci e consiglieri comunali entrati nel partito”. Ma chi sarebbe il “regista” della fuga di alcuni “azzurri” verso altre mete? Micciché non si esime dal fare nome e cognome: Stefania Prestigiacomo. “E’ nato questo gruppo a Roma pilotato della Prestigiacomo. Purtroppo con Stefania si è aperta una frattura profonda, nata perché dapprima pretendeva che al governo regionale venisse nominato un assessore di Siracusa, cosa che è stato fatto scegliendo Edy Bandiera, per poi dopo un mese chiedere di cambiarlo. Da quel momento è iniziata la guerra. Un partito serio non può occuparsi dei problemi locali, non può rimuovere un assessore solo perché è diventato il peggiore nemico della Prestigiacomo”.

Ma, dice Miccichè, nonostante l’acredine verso il vertice siciliano forzista non lascerà mai FI: “Lei vuole troppo bene a Berlusconi, per questo non andrà via”. Un rapporto, quello con la deputata siracusana, logorato irrimediabilmente. “Da tempo non ci sentiamo più, nemmeno per gli auguri, a Natale e a Pasqua. Non mi ha chiamato neppure quando è morto mio padre. Credo che ormai la rottura sia profonda. E pensare che sono stato pure suo testimone di nozze”. E ribadisce: “Il futuro di Forza Italia non dipende nè da Scoma né da Germanà. D’altronde non ricordo bene cosa abbiano fatto nella loro attività parlamentare. Quelli che lavorano sono quelli che stanno a contatto con me”.

Perché quindi lo strappo? Quali le ragioni dell’addio? “Non esiste un partito senza battaglia interna, ma mi sembra di capire che quando uno va via ha perso la battaglia interna. Poi c’è la delusione di chi non ha potuto ottenere subito quello che ha chiesto. Ma in politica è possibile non ottenere tutto subito. Io quando ero vice ministro per il Sud per ben due volte fui ad un passo dal diventare ministro. Comprai un vestito da indossare per la cerimonia al Quirinale, ma in entrambi i casi, nonostante fosse tutto pronto, non si fece nulla. Scherzando ne parlai con Berlusconi che mi ripagò l’abito. Poi quando ci furono le condizioni per la mia nomina a ministro restituii i soldi a Berlusconi. Da quella storia ne ho tratto un insegnamento: a volte una promessa non può essere immediatamente mantenuta, ma se uno ha la statura di diventare ministro prima o poi ci diventa, e non per raccomandazione. Alcuni invece di rischiare di impazzire dovrebbero avere l’intelligenza di aspettare, pensando che in politica si vive di progetti e non di poltrone”.

Peraltro “per Forza Italia i sondaggi danno percentuali a una cifra, ma il partito di Renzi non mi sembra messo meglio. Magari Renzi potesse crescere, sarebbe per noi un fantastico alleato. Comunque auguro a Scoma di prendere un terzo dei miei voti, per lui sarebbe un successo”. Gli scossoni interni al partito non impediscono, afferma Micciche’, di progettare il futuro di Forza Italia: “Sto lavorando fin da adesso perché il partito possa raggiungere in Sicilia, alle prossime elezioni nazionali, un importante risultato. Intanto ci concentriamo su quello che stiamo facendo a livello regionale”.

Ma Miccichè è pronto a sostenere un possibile bis di Musumeci? “Bisognerà capire quali saranno le condizioni, certamente aggiusterei il tiro su alcuni suoi atteggiamenti. Musumeci deve avere un suo peso autonomo, ci sono cose che vengono gestite da lui ma suggerite da altri. Ci sono una serie di errori fatti perché gli raccontano verità che non esistono, qualcuno gli da cattivi suggerimenti, non sempre chi gli sta vicino gli racconta la realtà”. La critica, per nulla velata, è all’assessore e vicepresidente della Regione Gaetano Armao. “Sul disegno di legge sulla sburocratizzazione l’assessore all’economia fa un post parlando di parolai e di chi sbraita. Il Parlamento non sbraita, il Parlamento fa leggi. C’è un atteggiamento sbagliato del Governo sul Parlamento; qui il responsabile non è Musumeci ma Musumeci deve prendere una decisione. Poi se il vicepresidente della Regione ha voglia dello scontro va bene, io nello scontro mi diverto”.

Musumeci “Da lunedì fase2 con mascherina ma inflessibili”

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Anche la Sicilia si avvia da lunedì alla Fase 2 con l’apertura di Bar, ristoranti, negozi al dettaglio, parrucchieri ed estetisti, mentre per gli stabilimenti balneari dobbiamo aspettare ancora un paio di settimane. A tracciare le novità di questa nuova fase, in un’intervista all’agenzia Italpress, il presidente della Regione Nello Musumeci. “E’ una fase destinata a durare a lungo perchè non credo che ci sia una terza fase fin quando non sarà stato scoperto il vaccino. E’ la seconda fase nella quale le attività economiche devono necessariamente riprendere fiato e si deve tentare tutti una quasi normalizzazione, dico quasi perchè continueremo a non poterci abbracciare, stare con la mascherina fuori casa. Noi – continua il governatore siciliano – saremo assolutamente inflessibili, dobbiamo convincere i cittadini che finora si sono comportati in maniera esemplare che la battaglia non è assolutamente vinta, c’è solo una tregua. Il virus continua a vivere tra di noi, continua a muoversi con noi, è quindi necessario gestire la Fase 2 con grande senso di responsabilità ma con la voglia di guardare al futuro con ottimismo. E’ una fase da vivere con grande senso di responsabilità, per qualche settimana mi sono trovato al centro dei due grandi partiti dove è stata divisa la comunità siciliana, il partito del ‘presidente chiuda tutto’ e il partito del ‘presidente apra tutto’, non mi sono iscritto né a uno e né all’altro, bisogna trovare il giusto punto di equilibrio”. “Con il governo, nell’incontro con il premier Conte siamo riusciti a strappare la disponibilità a riconoscere alle regioni quel minimo di autonomia per potere adottare misure diverse rispetto a quelle generali indicate da Roma, in funzione delle specifiche esigenze del territorio. E’ confermato che lunedì apriranno i bar, ristoranti, servizi alla persona e commercio al dettaglio. Nei ristoranti – sottolinea – la gente si potrà sedere con le necessarie distanze che stiamo inserendo nella mia ordinanza che conto di poter firmare entro stanotte, ma dipende da quando arriveranno i documenti da Roma. Gli stabilimenti balneari stanno già organizzandosi in attività di manutenzione e pulizia degli arenili, prevediamo di poter autorizzare l’apertura tra qualche giorno, non immediatamente”. Aperti entro giugno? “Sì al massimo ai primi di giugno – afferma Musumeci -, in tempi di pace non è che sia stato diverso, di solito aprono ai primi di giugno. C’è poi l’esigenza di poter tenere aperti i fiorai la domenica, specie dove i cimiteri sono autorizzati a restare con i cancelli aperti. Nella nostra ordinanza stiamo lavorando sulle attività sportive, già dal 4 maggio sono autorizzati gli sport individuali, quelli di squadra ancora non si possono autorizzare ma pensiamo di farlo nei primi di giugno, anche qui servono indicazioni di carattere nazionale. Noi stiamo autorizzando alcune attività che Roma non autorizza, il documento è in corso di relazione e siamo in costante contatto con le autorità tecnico scientifiche”. Ci saranno aperture differenziati rispetto al Nord? “Già ci sono state, il passaggio alla seconda casa, ad esempio, non era autorizzato nelle direttive nazionali ma lo abbiamo fatto con una piccola forzatura che non significava uno sgarbo istituzionale verso lo stato ma la consapevolezza che il dato epidemiologico dell’Isola ci consentiva di spingerci un po’ oltre. Credo che entro la fine di maggio noi avremo normalizzato tutte le attività, si dovrà comunque mantenere la distanza interpersonale, i venditori ambulanti dovranno tenere la mascherina e i guanti, ne vedo pochi in giro con i guanti; i supermercati devono essere dotati di mascherina e guanti e anche il cliente deve poterli avere nei locali chiusi. La legge finanziaria proposta ed elaborata dal mio governo prevede interventi per tutti gli operatori economici, c’è la concreta possibilità di avere qualche boccata di ossigeno, a quelle regionali si aggiungono le provvidenze del governo nazionale. Abbiamo tutti la preoccupazione che i lacci e lacciuoli della burocrazia possano rallentare la definizione delle procedure, ma confido nel senso di responsabilità dei dirigenti affinchè ci si renda conto che in questa stagione serve celerità e un pizzico di coraggio’. Sui test sierologici ci sono due scuole di pensiero: chi vuole farle a tappeto, come il presidente del Veneto Luca Zaia, e chi invece pensa che vadano fatti con criteri diversi, come il governatore della Lombardia Attilio Fontana. “I test sierologici si fanno ormai da diverse settimane – dice Musumeci all’Italpress – ma la penso come Fontana, nella consapevolezza che sono un elemento, un indizio, ma non sono certamente il dato scientificamente accettato per validare la presenza del virus. Non dobbiamo creare illusione nella gente, in sede di prevenzione il test ha una sua dignità e noi l’abbiamo già applicato soprattutto sul personale sanitario”. Con l’estate alle porte, specialmente in Sicilia la gente vuol se potrà andare in spiaggia. ‘Ci andremo con la mascherina ed è giusto, dipende dalle distanze. Andiamo in spiaggia con la mascherina non al mare, sono due cose diverse. Dipende anche qui dalle norme comportamentali che ognuno di noi saprà adottare – spiega Musumeci -, è tutto anomalo ma non abbiamo mai avuto una epidemia di queste dimensioni, per noi ogni iniziativa è una novità e dobbiamo necessariamente conviverci. Non so ancora per quanto tempo”. Con la nuova Fase2 si riapriranno nuovi collegamenti fra la Sicilia e il resto della penisola. ‘Noi non abbiamo ancora autorizzato l’accesso in Sicilia, continuiamo a essere prudenti. Pensiamo di liberalizzarlo dal 3 giugno, è chiaro che fino ad ora ha potuto fare rientro chi aveva giustificati motivi. Noi abbiamo chiesto un nuovo treno da ora, ma può entrare chi ha giustificato motivo, fino al 3 giugno non cambia nulla, restano i controlli allo sbarco e l’autocertificazione, mentre non c’è più bisogno di autocertificazione nel movimento intraregionale. Dovessero arrivare flussi sostenuti in Sicilia verificheremo la opportunità di adottare altri provvedimenti. Lo abbiamo concordato anche ieri nell’incontro con il governo nazionale: autonomia ai governatori, ma se il tasso di contagio dovesse aumentare, lo Stato interverrà direttamente per adottare le necessarie misure. Quindi, ogni possibile passo avanti a partire da lunedì è legato alla responsabile condotta di ciascun cittadino”. Ovviamente si pensa anche a cosa può accadere con l’autunno e a un possibile ritorno del virus. Il Governatore è tranquillo e consapevole del lavoro svolto dalla sua squadra e dall’assessore alla Salute, Razza. “Abbiamo già lavorato per l’inverno, abbiamo gestito l’emergenza sanitaria con una programmazione assolutamente sana e realistica perchè avevamo le strutture pronte ad affrontare il peggio, avevamo già prenotato mille posti letto negli alberghi per le ospedalizzazioni, avevamo preparato 400 posti letto in più di terapia intensiva, creato sezioni destinate esclusivamente al Coronavirus in alcune strutture ospedaliere, quindi non si può dire che se fosse accaduto al Sud non saremmo stati ingrado di poterlo affrnotare. Noi eravamo assolutamente pronti a fare quello che il Nord ha fatto, e se la Lombardia che è ritenuta una regione all’avanguardia nel campo sanitario ha dovuto affrontare le difficoltà che tutti conosciamo, è perchè non si conoscevano le dimensioni di questa epidemia. Il sistema sanitario italiano non era tarato epr affrontare una epidemia dalle dimensioni universali che coinvolgevano tutti i Continenti. Noi abbiamo fatto lezione di quanto vissuto, stiamo dotando il sistema sanitario siciliano di appositi reparti destinati alle malattie infettive, a Palermo stiamo già attrezzato Istituto Malattie Infettive, lo stiamo già facendo in altre province dell’Isola, è chiaro che da questa triste esperienza abbiamo tratto insegnamento per poter fare meglio e di più. In autunno quando arriverà il virus, speriamo di no ma gli esperti dicono il contrario, e se dovesse arrivare in maniera virulenta noi siamo in condizione di poterlo affrontare perchè lo conosciamo meglio, siamo più attrezzati”.
Quanti posti ci saranno in terapia intensiva in autunno? ‘Quelli che servono, noi non abbiamo smantellato, abbiamo ridimensionato alcune situazioni ma è chiaro che alla fine o alla metà di settembre saremo nelle condizioni di poter riproporre lo stesso schema applicato ai primi di marzo. Non è stata la fata turchina a impedire che la Sicilia potesse diventare il Veneto o l’Emilia Romagna o Lombardia, è stato un sistema di prevenzione anticipato, una linea del rigore e fermezza imposta già il 27 febbraio quando ancora non c’era la proclamazione dell’emergenza nazionale e un sistema sanitario e un patos tra il personale mai registrato in passato, un pizzico di fortuna e il risultato è sotto gli occhi di tutti, la Sicilia è una delle regioni più sicure e più virtuose in Italia. Tutto è frutto di un gioco di squadra che ha visto impegnato il pubblico e il privato”. Un’ultima battuta di stretta attualità politica, con l’ingresso in giunta della Lega di Salvini, che ha creato un po’ di fibrillazioni nella squadra di Governo. ‘Parliamo di cose serie – conclude Musumeci all’Italpress – l’assessore lo nomino io e lo scelgo io, è chiaro che la forza politica, il segretario regionale propone una rosa di nomi ma è normale questo. Presto ci sarò anche il nuovo assessore che sarà sicilianissimo”.

In Sicilia 8 nuovi casi di Covid e 2 decessi

PALERMO (ITALPRESS) – Dall’inizio dei controlli in Sicilia, i tamponi effettuati sono stati 114.963 (+2.034 rispetto a ieri), su 103.103 persone: di queste sono risultate positive 3.382 (+8), mentre attualmente sono ancora contagiate 1.659 (-101), 1.458 sono guarite (+107) e 265 decedute (+2). Lo rende noto la Regione Siciliana, secondo quanto comunicato all’Unità di crisi nazionale.
Degli attuali 1.659 positivi, 171 pazienti (-38) sono ricoverati – di cui 12 in terapia intensiva (+1) – mentre 1.488 (-63) sono in isolamento domiciliare.
(ITALPRESS).

Barbieri e parrucchieri, si riparte tra dubbi e incertezze

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Lunedì si riparte, anche in Sicilia. Riaprono i battenti e alzano le saracinesche le attività commerciali, dopo circa due mesi di chiusura a causa della diffusione del coronavirus. “Questi mesi sono stati dolorosi per tutti quanti, in particolare per la Sicilia dove non abbiamo gli anticorpi dal punto di vista del sistema che possa reggere”, ha dichiarato all’ITALPRESS la presidente di Confcommercio Palermo, Patrizia Di Dio. “È in atto un vera e propria tragedia economica e sociale”.

Numerose le attività pronte a tornare ad operare tra dubbi e incertezze, legate non solo alle misure da attuare ma anche alla risposta che arriverà dai consumatori: “Abbiamo il dovere morale di fare in modo che ciò che spendiamo ritorni nelle nostre tasche – ha sottolineato Di Dio -, ognuno con il proprio sforzo ed ognuno con i propri consumi faccia una scelta sui prodotti italiani, siciliani”. L’invito della numero uno di Confcommercio è quello di “guardare verso chi indirizziamo i nostri consumi.

Guardiamo molto più al Made in Italy, al design, alla bellezza dei prodotti italiani e siciliani”.
Tra i punti di difficoltà quelli legati al distanziamento sociale che costringerà numerose attività a ridurre le loro possibilità: “Il nostro appello è al buonsenso – ha aggiunto Di Dio -. In alcuni casi le istituzioni e la politica non hanno agito di buonsenso. Il buonsenso significa gradualità, proporzionalità di applicare delle misure che abbiano un senso e che invece non vadano arbitrariamente oltre quello che è corretto e preventivo. Mi sembra che ci sia stato un abuso, cioè di farci procedere uguali. Due settimane fa il 4 maggio era assolutamente corretto che noi partissimo qui al sud con l’economia, il commercio ed i servizi e tutto quello che è il terziario anziché fare partite l’industria e lasciarci inchiodati anche se non ci sono stati i contagi del nord”.

Diversi commercianti, laddove possibile hanno anche innovato il loro tipo di vendita, aprendosi al mondo dell’e-commerce: “Molte imprese hanno reagito non soltanto in senso tecnologico ma si sono innovate, abbiamo elaborato nuovi servizi per dare una serie di soluzioni non solo Covid ma che rappresentano un’evoluzione accompagnata rispetto a prima. Non dobbiamo più vendere prodotti ma dobbiamo vendere significati, è quello che deve accompagnare questa nuova era”.

Tra le riaperture anche quelle di barbieri e parrucchieri: “Siamo pronti, perché già da una settimana ci siamo già preparati a come dovevamo sistemare i locali in occasione delle riapertura”, ha spiegato all’ITALPRESS, Nunzio Reina, presidente dell’area Immagine e Benessere di Confesercenti Sicilia.

Per la riapertura, in alcuni casi è stato necessario anche un grande sforzo economico: “Una media che va dai 500 ai 2.000 euro”, ha sottolineato Reina. Con il rischio che questo investimento non abbia un ritorno: “Sicuramente c’è la paura, anche se ci sono molte prenotazioni per ricominciare a lavorare. Il problema è che il virus ancora è vivo, dobbiamo conviverci, quindi occorrerà fornire ai clienti tutta l’assistenza possibile sia all’interno del locale che su noi stessi”, ha concluso Reina.
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Nuovo sbarco di migranti a Lampedusa

LAMPEDUSA (AGRIGENTO) (ITALPRESS) – Nuovo sbarco di migranti a Lampedusa. Un’imbarcazione con circa 60 persone a bordo è giunta direttamente a Cala Madonna, intorno alle 15.
“Come era prevedibile – dice il sindaco Totò Martello – le buone condizioni del mare favoriscono gli sbarchi. E’ indispensabile che la nave Moby Zazà destinata alla quarantena dei migranti, che attualmente è ancora a Porto Empedocle in attesa di alcune verifiche tecniche, venga al più presto fatta arrivare a Lampedusa. Chiedo al Governo nazionale un intervento urgente e determinato in questo senso altrimenti non si comprende, anche gli occhi dell’opinione pubblica, a cosa serve aver fatto un bando per una nave per la quarantena se poi viene lasciata a Porto Empedolce e non a Lampedusa, dove i migranti arrivano”.
“L’utilità della Moby Zazà – aggiunge Martello – dovrebbe essere quella di far trascorrere la quarantena dei migranti a bordo evitando spostamenti verso altre località su motovedette della Guardia Costiera o sulla nave di linea, dal momento che a Lampedusa il Centro di accoglienza è pieno. Ma se la nave è lontana dall’isola, i migranti continueranno a sostare sul Molo Favaloro in attesa del trasferimento, e in pratica non avremmo risolto nulla. Bisogna predisporre il dislocamento della Moby Zazà di fronte l’isola, e bisogna farlo al più presto”.
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Etna, attività esplosiva dal cratere ‘Voraginè sul vulcano

CATANIA (ITALPRESS) – Continua l’attività esplosiva dal cratere ‘Voraginè dell’Etna. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo ha reso noto che a partire dalle 6.45 di questa mattina è cessata l’attività stromboliana, ma permane l’attività esplosiva.
Da un sopralluogo eseguito ieri dagli studiosi dell’Ingv di Catania risulta diminuita di intensità e frequenza. Dal punto di vista sismico i segnali registrati nelle ultime ore mostrano condizioni di sostanziale stabilità con assenza di importanti variazioni rispetto ai livelli medi.
(ITALPRESS).

In Sicilia 8 nuovi casi di coronavirus, aumentano i guariti

PALERMO (ITALPRESS) – Dall’inizio dei controlli in Sicilia, i tamponi effettuati sono stati 112.929 (+1.792 rispetto a ieri), su 101.487 persone: di queste sono risultate positive 3.374 (+8), mentre attualmente sono ancora contagiate 1.760 (-94), 1.351 sono guarite (+102) e 263 decedute (0). Per un errore, ieri, è stato comunicato un decesso in provincia di Palermo, mai avvenuto. Oggi, invece, l’unico morto è nella provincia di Siracusa, quindi il totale dall’inizio dell’epidemia è sempre di 263. Lo rende noto la Regione Siciliana alla luce dei dati comunicati all’Unità di crisi nazionale in merito all’emergenza Coronavirus.
Degli attuali 1.760 positivi, 209 pazienti (-6) sono ricoverati – di cui 11 in terapia intensiva (-1) – mentre 1.551 (-88) sono in isolamento domiciliare.
(ITALPRESS).