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Coronavirus, striscione a Palermo “state a casa, teste di m…”

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Non poteva esserci altra frase più significativa ed eloquente per esprimere lo stato d’animo e la preoccupazione dei siciliani e dei palermitani a causa dell’emergenza coronavirus. “Dovete stare a casa, teste di minchia”. E’ quanto si legge in un lenzuolo apparso in una strada del capoluogo siciliano.

La foto sta facendo il giro del web ed è accompagnata da numerosi “mi piace”. L’invito a restare a casa è stato rivolto ripetutamente e con vigore dal premier Giuseppe Conte, da più esponenti politici, sindaci, amministratori, medici.

Altri striscioni con lo stesso invito compaiono giorno dopo giorno sui balconi delle città. Ma l’effetto di questo messaggio sembra che abbia sicuramente una maggiore presa.

Coronavirus, team ricerca di Unipa crea modello statistico

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Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Scienze, Economiche e Statistiche – dSEAS dell’Università di Palermo ha messo a punto un modello statistico che permette di quantificare le variazioni del tasso di crescita delle curve dei contagiati dovuti all’epidemia di Coronavirus. Con l’obiettivo di comunicare alla cittadinanza analisi e previsioni sull’evoluzione dell’epidemia COVID-19 il team ha realizzato un sito web in cui sono pubblicati stime e grafici, effettuati su base giornaliera a partire dal 24 febbraio scorso, che saranno aggiornati quotidianamente.

“Il parere ed i saperi degli esperti costituiscono un elemento di fondamentale importanza, a maggiore ragione in un momento come questo – dichiara il rettore dell’Università di Palermo, Fabrizio Micari -. Una grande istituzione come il nostro Ateneo, di cui sono orgoglioso, ha tra i suoi doveri il compito di informare in modo chiaro e preciso su quanto sta accadendo. Con il loro lavoro i ricercatori e gli studiosi di UniPa, che ringrazio sentitamente, mettono a disposizione di tutti conoscenze e competenze, confermando il nostro impegno nell’attività di disseminazione per affrontare le difficoltà di questi giorni con un’informazione puntuale, chiara e scientifica”.

“Come spiegato dagli esperti – commentano dal gruppo di ricerca – lo scopo primario delle misure di distanziamento sociale non è l’accelerazione dei tempi di raggiungimento del picco di contagi, bensì la riduzione del loro tasso di crescita. Il beneficio che deriva dalla dilatazione dei tempi permetterà alle strutture sanitarie la cura degli infetti senza saturare i posti disponibili per terapie intensive e semi-intensive. L’analisi è stata condotta utilizzando le serie giornaliere del numero complessivo dei contagiati e per la stima del modello si è fatto uso dei dati ufficiali forniti dalla Protezione Civile. Lo studio analizza i risultati per la Sicilia, la Sardegna, per la macroregione Sud Italia e per l’intero territorio nazionale. I tassi di crescita decrescenti mostrati sono attribuibili al successo delle politiche di contenimento dell’epidemia. I risultati possono anche essere interpretati in termini di ‘tempi di raddoppio’, ovvero il numero medio di giorni impiegati per ottenere il doppio dei contagi. Quest’ultimo dato è di fondamentale importanza per la stima dei posti letto. Infatti più alto è il tempo di raddoppio e minore sarà la pressione a cui sono sottoposte le strutture sanitarie nella cura dei contagiati, riducendo così il rischio di saturazione delle corsie e delle unità di terapia intensiva”.

Il team di ricerca è costituito dai professori Andrea Consiglio, Vito Muggeo, dai dottori Gianluca Sottile, Vincenzo Giuseppe Genova, Giorgio Bertolazzi del dSEAS di UniPa e dal professore Mariano Porcu dell’Università di Cagliari.
(ITALPRESS).

Coronavirus, Santabarbara Hospital “attenti a fake news”

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Notizie false si rincorrono a Gela, dopo che il sindaco Lucio Greco ha annunciato su Facebook il primo caso di contagio da coronavirus. Il primo cittadino ha invitato gli abitanti del comune del nisseno alla calma ed a rispettare le misure previste per contenere la diffusione del Covid 19. Ma le fake news non si arrestano e rimbalzano quartiere per quartiere: quelle sull’identità del paziente, sui contatti che avrebbe avuto, sulla sua attività professionale.

Notizie, molte delle quali infondate, che hanno indotto, tra gli altri, il Santabarbara Hospital a prendere posizione ed a diramare una nota di smentita. “Il sindaco di Gela, Lucio Greco – si legge nella nota -, ha annunciato che un nostro concittadino è risultato positivo al tampone per il coronavirus. Contestualmente alla diffusione di questa notizia, qualcuno ha messo in circolo una fake news legata alla nostra struttura”.

“Secondo questa voce – prosegue la nota del Santabarbara Hospital -, la persona contagiata (che è stata subito isolata) avrebbe avuto contatti con una dipendente del Santabarbara Hospital. Dopo avere eseguito le opportune verifiche smentiamo categoricamente e con assoluta certezza qualsiasi legame con il nostro ospedale. Invitiamo tutti a tranquillizzarsi ed a seguire scrupolosamente le indicazioni del Sindaco per il contenimento del contagio”.
(ITALPRESS).

Aumentano in Sicilia casi coronavirus, arriva l’esercito

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Aumentano i casi di coronavirus in Sicilia. Dall’inizio dei controlli, i tamponi validati dai laboratori regionali di riferimento (Policlinici di Palermo e Catania) sono 3.961 e sono stati trasmessi all’Istituto superiore di sanità, invece, 340 campioni (58 più di ieri). Risultano ricoverati 179 pazienti (24 a Palermo, 91 a Catania, 16 a Messina, 2 ad Agrigento, 9 a Caltanissetta, 11a Enna, 3 a Ragusa, 15 a Siracusa e 8 a Trapani) di cui 36 in terapia intensiva, mentre 142 sono in isolamento domiciliare, quindici sono guariti (nove a Palermo, due ad Agrigento e Messina, uno a Enna e Ragusa) e quattro deceduti. L’ultimo decesso, per insufficienza cardiorespiratoria, è avvenuto a Enna: si tratta di un uomo di 82 anni con altre patologie, risultato positivo al tampone.

Ed è questa, così come comunicato dalla Regione Siciliana alla Unità di crisi nazionale, la divisione nelle varie province: Agrigento, 27; Caltanissetta, 12; Catania, 151; Enna, 21; Messina, 16; Palermo, 52; Ragusa, 7; Siracusa, 33; Trapani, 21.
Il quadro è aggiornato ad oggi.

Intanto, mentre il sindaco di Messina vara un’ordinanza contro il passeggio, inasprendo le misure disposte per fronteggiare l’emergenza coronavirus, da domani nell’isola arriva l’esercito.

“Una parte dei militari dell’Esercito in servizio in Sicilia – rende noto la Presidenza della Regione – sarà da domani impiegata nelle pattuglie di vigilanza urbana e nei punti di arrivo dei passeggeri. Lo ha assicurato il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, in un colloquio con il presidente della Regione, Nello Musumeci. Il governatore dell’Isola – sottolinea la nota – aveva avanzato ieri un’ulteriore richiesta formale, in tal senso, al capo del Viminale, allarmato dalla crescita del tasso di contagio che da alcuni giorni si registra in Sicilia”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, 2 ventilatori polmonari per pazienti Gela

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Una raccolta fondi per l’acquisto di due ventilatori polmonari per i pazienti affetti da Covid-19 ricoverati in terapia intensiva, a Gela, nel Nisseno. L’iniziativa è stata lanciata dal Santabarbara Hospital.

“Grazie all’accordo siglato da questo ospedale con l’Asp di Caltanissetta, dentro la nostra struttura abbiamo predisposto 30 nuovi posti letto per i pazienti dell’ospedale Vittorio Emanuele – sottolinea una nota del Santabarbara Hospital -. Stiamo fornendo al Vittorio Emanuele anche le nostre attrezzature tecnologiche, ma in questa situazione di emergenza è necessario fare di più, soprattutto per i pazienti più gravi”.

“L’obiettivo di questa raccolta fondi – prosegue la nota – è l’acquisto di due ventilatori polmonari per i pazienti affetti da Covid-19 ricoverati in terapia intensiva. Rivolgiamo l’appello ai singoli, alla comunità, alle imprese e agli imprenditori che hanno la forza di mettere le proprie risorse al servizio del senso civico. Non c’è più tempo. La popolazione di Gela conta 75 mila abitanti. Se 5 mila cittadini donassero solo 10 euro a testa, in poche ore avremmo raggiunto l’obiettivo”.
(ITALPRESS).

Musumeci “In Sicilia ci stiamo preparando al peggio”

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“Stiamo preparandoci al peggio perchè l’escalation di questa epidemia può arrivare alla fine del mese o ai primi del mese di aprile”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, partecipando a Mattino 5. Musumeci ha spiegato lo sforzo messo in campo dalla Regione per aumentare i posti di terapia intensiva, per portarli almeno a 650 in tutta la regione. Il presidente ha parlato anche dei protocollo attuato nei confronti di quanti sono rientrati in Sicilia dal Nord. “Dopo il famoso allarme derivato dal provvedimento del governo sono arrivate oltre 31 mila persone, almeno queste quelle che si sono autocertifcate. Non solo dal Nord Italia. Non sappiamo se tutti hanno osservato i protocolli. Voglio sperare di sì. Per questo ho chiesto e ottenuto dai ministri Trasporti e Salute provvedimenti restrittivi per l’ingresso in Sicilia”.
(ITALPRESS).

Coronavirus, l’Ars adotta misure contro il contagio

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Misure di prevenzione del contagio anche all’Assemblea regionale siciliana. Lo scranno dai quali i deputati parlano viene disinfettato ad ogni intervento. Per mantenere le distanza di sicurezza di un metro tra i deputati allestita la Sala Gialla che sarà utilizzata anche per le votazioni e la discussione che si terrà per l’approvazione della finanziaria. Lo ha comunicato il presidente dell’Ars, Gianfranco Micciché, aprendo la seduta. In Aula alcuni deputati e funzionari indossano una mascherina.

Sono 650 i posti letto di terapia intensiva che la Regione siciliana deve attivare per fronteggiare un possibile picco di contagi del Coronavirus. Lo ha detto l’assessore alla Salute, Ruggero Razza, nel corso della sua relazione all’Ars. Attualmente la disponibilità è di 120 posti letto in tutta la Regione. A oggi sono impegnati 29 posti letto “ma oggi registriamo un lieve miglioramento”, ha detto Razza.
“Applicando il peggiore moltiplicatore possibile la dotazione di posti letto già disponibili oggi consente alla Regione di non trovarsi alla situazione di asfissia – spiega Razza -. L’11 marzo è partito dalla Regione siciliana la richiesta di fabbisogno aggiuntivo per raggiungere il livello di 650 posti letto di terapia intensiva”.

Coronavirus, Fiaip Palermo a sostegno ospedale Cervello

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Una raccolta fondi in favore di medici e infermieri presso l’Ospedale ‘Vincenzo Cervello’ è stata avviata dagli agenti immobiliari Fiaip Palermo, che sottolineano in una nota come “per il personale sanitario, che assiste pazienti positivi o sospetti tali al nuovo coronavirus, è di fondamentale importanza indossare e togliere in modo scrupoloso i dispositivi di protezione individuale (DPI) come precauzione per evitare di essere contagiati”.

“Fiaip Palermo – dichiara il presidente Antonino Matano – è da qualche tempo impegnata nel sostenere l’opera di medici, infermieri e personale dell’Ospedale Cervello. Anche in questi momenti di emergenza e di preoccupazione desideriamo essere presenti, con un nostro contributo atto a tutelare le condizioni di lavoro del personale sanitario, cui va il nostro ringraziamento per l’opera svolta con sacrificio e dedizione”, aggiunge Matano che ha attivato una procedura per la donazione volontaria tra gli associati della provincia, dopo avere appreso dai dirigenti del nosocomio, impegnato nella cura di pazienti affetti da Covid-19, che una delle criticità è data dall’insufficienza di tali attrezzature.
(ITALPRESS).