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ARMAO “PIÙ CREDITO PER LE IMPRESE SICILIANE”

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La Regione Siciliana e l’Irfis firmano accordi con Artigiancassa, e Assoconfidi per agevolare il credito, in Sicilia, in favore delle micro e piccole imprese. Grazie a due distinte convenzioni, sottoscritte congiuntamente, da un lato dall’Assessorato all’Economia della Regione e da Irfis Finsicilia, e dall’altro, rispettivamente, con Artigiancassa, e con Assoconfidi Sicilia, sarà più semplice per le aziende siciliane accedere a nuove fonti di finanziamento.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione degli accordi, che si è svolta nella sede dell’Assessorato all’Economia, a Palermo, il vicepresidente della Regione, Gaetano Armao, ha spiegato: “Queste convenzioni serviranno a rendere più facile l’accesso al credito per le imprese che operano sul nostro territorio. Una delle priorità del Governo Musumeci è quella di far ripartire l’economia dell’isola, e per farlo abbiamo affiancato ad Irfis, due grandi protagonisti del credito, Artigiancassa e Assoconfidi, il primo specializzato nel finanziamento di imprese di piccolissime dimensioni, e il secondo capace di offrire quelle garanzie che oggi sono indispensabili per ottenere i finanziamenti”.

Il presidente dell’Irfis Finsicilia, Giacomo Gargano, ha sottolineato: “Da oggi, grazie alla rete capillare di Artigiancassa, e alle risorse messe in campo dalla Regione Siciliana e dall’Irfis, anche per mezzo del Fondo Sicilia, le piccolissime imprese siciliane hanno nuovi strumenti di accesso al credito. Inoltre, i Confidi aiuteranno le aziende sul fronte delle garanzie, un aspetto estremamente delicato”.

Il direttore generale di Artigiancassa, Francesco Simone, ha aggiunto: “La partnership appena siglata conferma la volontà di Artigiancassa di essere al fianco delle micro imprese e delle PMI siciliane, con il duplice obiettivo di offrire loro non solo prodotti dedicati ma anche servizi di accompagnamento e supporto per la crescita. L’impegno della Banca sarà quello di promuovere – in sinergia con le associazioni socie sul territorio – l’accesso a questi strumenti finanziari, garantendo alti livelli di assistenza e servizio. Apprezziamo la sensibilità di Irfis e della Regione Siciliana che hanno fortemente voluto la chiusura di questa operazione a favore delle micro e piccole imprese siciliane in un contesto di mercato complesso che ha bisogno di iniezioni di fiducia come questa”.

Il presidente di Assoconfidi Sicilia, Rosario Carlino, ha evidenziato come “questa convenzione sul Fondo Sicilia, frutto di un lungo confronto con l’Assessorato regionale dell’Economia e con Irfis, permetterà ai Confidi di essere elementi centrali nel sostegno alle imprese, garantendo circa 1.000 operazioni per una media di 50.000 euro, movimentando in questo modo circa 50 milioni di euro. L’effetto leva da un lato e l’ampliamento della garanzia permetterà di raggiungere una platea ancor più ampia di micro e piccole-medie imprese”.
(ITALPRESS).

PORTI, IN SICILIA OCCIDENTALE SBLOCCATI 45 CANTIERI

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Arriva dal porto di Palermo il più clamoroso esempio positivo di lotta e di vittoria sulla burocrazia. In poco più di un anno l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, presieduta da Pasqualino Monti, ha sbloccato 45 cantieri per la costruzione di nuove opere, avviando a conclusione lavori bloccati in taluni casi da oltre vent’anni, per un valore complessivo di 645 milioni di euro, di cui 387 nel solo porto di Palermo. E’ stato sottolineato nel corso del convegno, “Noi, il Mediterraneo”, che l’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Occidentale ha organizzato richiamando a Palermo alcuni fra i più importanti protagonisti dello shipping internazionale.

Questo ha consentito oggi di porre concretamente le basi per la realizzazione proprio in Sicilia di una delle più importanti basi operative del mercato delle crociere. Il primo passo è stato compiuto con la firma dell’accordo con due fra i più importanti colossi crocieristici del mondo, Costa Crociere (del Gruppo americano Carnival) e MSC Crociere (del Gruppo ginevrino che fa capo all’armatore Gianluigi Aponte) che gestiranno congiuntamente, in regime di concessione, il nuovo impianto portuale. E proprio sulle potenzialità e sulle ricadute che il mercato crocieristico, specie grazie alle supernavi di ultima generazione, garantisce al territorio, si è articolato il convegno.

“Per noi – ha sottolineato Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale – quella odierna è una data doppiamente importante. Da un lato, siamo in grado oggi di affermare di aver risvegliato il porto di Palermo e insieme quelli di Trapani, Termini Imerese e Porto Empedocle che, usciti dal letargo, sono stati capaci di tranciare le catene della burocrazia e riconquistare il ruolo di traino per l’economia e il turismo siciliano. Dall’altro, abbiamo riportato questa straordinaria e unica area al centro del Mediterraneo e degli interessi dei grandi gruppi del mercato delle crociere. Conquista riflessa anche dall’ipotesi che sta diventando realtà di fare del polo cantieristico di Fincantieri un centro non solo di riparazione e allungamento delle imbarcazioni, ma anche di costruzione delle grandi navi passeggeri di cui Fincantieri è leader mondiale”.

Complessivamente il progetto in atto nei porti della Sicilia occidentale ha già fatto impennare le entrate del sistema da 25 milioni del 2017 a oltre 153 milioni, è stato evidenziato nel corso del convegno. Notevole anche l’urto occupazionale riflesso da una crescita record delle giornate lavorate che ha tagliato drasticamente il ricorso alla cassa integrazione.

Il presidente Monti ha puntato il dito contro i danni da burocrazia derivati dall’equiparazione dei porti a componenti della pubblica amministrazione, che ha accentuato il difetto sistemico per cui si punta a contenere il debito piuttosto che a porre in atto le misure che consentano al Pil di svilupparsi.

“L’esperienza di Palermo – ha detto Monti – sta dimostrando che ‘si puó fare’ anche se ciò comporta per chi gestisce la cosa pubblica, e in particolare i porti, l’assunzione di rischi personali”. Nel ricordare i tempi biblici per l’inizio dei lavori di un’opera marittima sopra soglia, nonché la follia della normativa sui dragaggi, Monti ha rilanciato l’idea di un ordinamento speciale che consenta ai porti di rispondere nei tempi che il mercato richiede alle istanze dei grandi operatori, generando ricchezza per il territorio.

Rispondendo indirettamente anche alla provocazione positiva lanciata dal sindaco Leoluca Orlando, che aveva affermato come “Palermo per come si sta proponendo sul mercato possa svolgere il ruolo di Bruxelles del Mediterraneo”, il presidente dell’AdSP ha lanciato un doppio segnale: “Non arrendersi al muro invalicabile eretto dalla burocrazia e non aver paura. Come sta accadendo a Palermo, pronta a realizzare l’impossibile”.
(ITALPRESS).

DAZI E GUERRE COMMERCIALI, ISTRUZIONI PER L’USO

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Da un lato, la guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina, i dazi Airbus, il rischio recessione della Germania, la Brexit, le crisi politiche in Iran, Libia e Siria. Dall’altro, gli Accordi di Libero Scambio recentemente sottoscritti dall’Unione Europea con Canada, Giappone, Corea, Vietnam e America Latina. Sono solo alcuni degli aspetti della politica commerciale internazionale affrontati, a Palermo, in occasione dell’incontro “Trade policy Scenario – Opportunità e sfide per le imprese siciliane nell’era delle guerre commerciali”, organizzato da Sicindustria, partner di Enterprise Europe Network, in collaborazione con Confindustria.
I settori dell’export siciliano maggiormente interessati sono agroalimentare, edilizia, farmaceutica, ma anche automotive, energie rinnovabili, Ict.

“Secondo l’ultimo outlook del FMI – ha detto Nino Salerno, delegato per l’internazionalizzazione di Sicindustria/Een – nel 2019 oltre il 90% delle economie mondiali crescerà meno di quanto previsto qualche mese fa e anche il commercio globale, per anni principale motore dello sviluppo economico, rischia di contrarsi per la prima volta dopo la grande recessione del 2008. In quest’ottica, particolare rilevanza può assumere il continente africano, oggetto di una strategia ad hoc da parte dell’Unione”.

Ed è proprio per rafforzare le relazioni imprenditoriali italiane in Africa e favorire i partenariati industriali che Confindustria – in collaborazione con E4Impact e ITC (International Trade Center) e San Patrignano – ha lanciato un progetto per lo sviluppo economico-sociale del continente favorendo la creazione di partenariati privato-privato con le imprese africane per nuove attività di business.

“La Sicilia – ha sottolineato Frank Cinque, direttore generale della Fondazione E4Impact – è un ponte naturale tra Europa, Mediterraneo e Africa, hub naturale degli investimenti europei verso l’Africa. Ci sono molte opportunità per le imprese dell’Isola di avviare collaborazioni con operatori africani e il partenariato privato-privato rappresenta uno strumento concreto per mettere in contatto start up e pmi africane”.

RAGGIUNTA L’INTESA SUL PATTO PER LA SALUTE

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Raggiunta l’intesa sul Patto per la Salute. Le Regioni hanno negoziato con il Governo alcune modifiche.

“L’intesa raggiunta con il Governo sul Patto per la Salute, conferma il ruolo determinante delle Regioni. L’accordo è infatti il frutto di una complessa mediazione condotta dai rappresentanti dei territori nell’interesse esclusivo dei cittadini”, ha detto l’assessore regionale, Ruggero Razza.

“Si è di fatto definito l’assetto futuro delle politiche sanitarie del Paese tenendo conto innanzitutto delle necessità interpretate dalle Regioni che, facendo squadra, hanno salvaguardato l’erogazione di quei servizi fondamentali, che si temeva fossero a rischio”, spiega Razza.

MUSUMECI “MANCA UNA POLITICA PER IL SUD”

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“Sono convinto che sia il Mezzogiorno continui a soffrire perché manca una seria politica per il Sud. E se il Sud non va avanti e lo costringono ancora ad arrancare, è chiaro che il sistema Italia perderà la sfida”. Lo ha detto il governatore della Sicilia Nello Musumeci nel corso di un forum nella sede romana dell’agenzia Italpress.

“In Sicilia abbiamo bisogno di un piano di investimenti anticiclico e questo è competenza dello Stato che non può affidare risorse senza consentire strumenti procedurali e autorizzativi snelli, facili e agili. Abbiamo raddoppiato la spese per le opere pubbliche, ma abbiamo trovato una Regione priva di personale tecnico e di progetti. Lavoriamo dalla mattina alla sera per colmare questa distanza ma serve l’intervento concreto dello Stato che finora abbiamo visto assai distante” ha detto Musumeci che intanto sta lavorando sulla chiusura del bilancio regionale.

“Saranno anni difficili quelli che verranno – afferma – perché abbiamo il dovere di chiedere a tutti i siciliani e alle imprese una mobilitazione corale. Ognuno deve sentirsi partecipe di questa stagione di rinascita e rivincita della Sicilia. Il bilancio della Regione Siciliana soffre di 15 miliardi fra disavanzo e deficit: è questa l’eredità che abbiamo trovato 23 mesi fa. Noi quest’anno chiuderemo il bilancio tagliando alcune spese importanti, la Corte dei Conti ha preso atto che dal 1994 le finanze della Regione non sono assolutamente in regola, non sarà certo questo a disarmarci, andiamo avanti, abbiamo tanto denaro per gli investimenti. Se da Roma e da Bruxelles arrivano facilitazioni sul piano procedurale, noi possiamo investire 3-4 miliardi nei prossimi 3 anni e recuperare tantissimo divario”.

Sull’autonomia differenziata di cui si parla e che è sollecitata soprattutto dalle Regioni del Nord, Musumeci avverte:”Non siamo gelosi dell’autonomia rivendicata dagli altri. Vorremmo capire se la infrastrutturazione economica, fiscale e il fondo di solidarietà possano subire delle alterazioni in caso di approvazione. Riteniamo che l’autonomia siciliana non sia stata concepita in un contesto di responsabilità, è stata quasi un privilegio per alcuni, un’opportunità soltanto per pochi. L’autonomia deve essere rilanciata, in un sereno dibattito e confronto con il Governo che è stato già avviato sul piano finanziario con un tavolo che inizia a dare i primi risultati, ma serve ancora tanto”.

Per bypassare il “caro voli”, che mette in difficoltà gli studenti e lavoratori fuori sede che vogliono tornare in Sicilia per Natale, la Regione ha messo in campo “un intervento provocatorio. Abbiamo messo a disposizione 8 pullman per portare gli studenti dal Nord e da Roma in Sicilia nelle festività. Ma serve anche un intervento serio del Governo perchè non è possibile che per andare a Roma o a Milano un siciliano debba spendere oltre 800 euro. Serve una nuova politica dei trasporti aerei che solo Roma e Bruxelles possono assicurare” ha aggiunto il governatore della Sicilia”.

Infine, sui recenti dati che vogliono la Sicilia in coda alle classifiche della qualità della vita, Musumeci ha concluso:”Dopo 40 anni di assenza di un progetto di sviluppo, di sperperi, di assistenzialiamo e clientelismo, serviranno almeno 10 anni per poter recuperare il terreno perduto. La Sicilia ha tutte le carte in regola per diventare la protagonista nel bacino euro-afro-asiatico, ma per farlo servono tempi, nuovi progetti ai quali noi stiamo dando respiro e concretezza. Dobbiamo saper coniugare le risorse disponibili con i tempi ristretti, ma soprattutto vorremmo più Stato in Sicilia”.

(ITALPRESS).

POSTE, SI RINNOVA LA TRADIZIONE DELLE LETTERINE A BABBO NATALE

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Anche quest’anno Poste Italiane ha voluto rinnovare la tradizione delle letterine a Babbo Natale, organizzando un evento presso l’Ufficio postale di Trapani Centro. Coinvolti 30 alunni delle classi I, II e III primaria del plesso ‘Leonardo da Vinci’. Erano presenti le massime cariche istituzionali della città e il vicario Don Alessandro Damiano.

Nel corso della manifestazione i bambini dell’Istituto “Bassi Catalano” hanno letto le letterine, imbucandole poi nella cassetta postale “natalizia” da dove sono state raccolte dai “postini di Babbo Natale” per consegnarle direttamente al loro speciale e generoso destinatario che risponderà personalmente a ciascuno di loro. La richiesta più tenera, quella di Margherita: “Fai guarire il mio cagnolino, è molto malato”.

Ogni anno, fa sapere Poste Italiane, “sono migliaia le missive indirizzate al vecchio panciuto con la barba bianca, alla Befana, a Gesù Bambino e ad altre destinazioni care a tutti i bambini e che i ‘postini di Babbo Natale’ intercettano nel circuito postale e alle quali Babbo Natale fa pervenire una risposta personalizzata con un piccolo dono”.

Anche in questa occasione, dunque, tutti i bambini della provincia di Trapani potranno ricevere la risposta di Babbo Natale semplicemente imbucando la letterina, che non ha bisogno di affrancatura e che può essere spedita utilizzando una qualsiasi delle classiche cassette di impostazione, ricordandosi di riportare il proprio indirizzo.

Oltre che alle parole di Babbo Natale, le lettere di risposta conterranno anche l’invito per tutti i bimbi che spediranno la cartolina a partecipare a una vera e propria “missione”: il villaggio di Santa Klaus è stato messo a soqquadro e solo con l’aiuto dei bimbi gli elfi saranno in grado di sistemarlo.

Questo sarà possibile scaricando l’app “I piccoli aiutanti del villaggio” (disponibile a breve su Google Play e Apple Store), attraverso la quale i più piccoli potranno divertirsi contribuendo al raggiungimento di questo obiettivo.
“Quest’anno Babbo Natale vuole sensibilizzare tutti i bambini sull’importanza del riciclo e del rispetto dell’ambiente facendoli allo stesso tempo divertire”, sottolineano da Poste Italiane.

La risposta di Babbo Natale può essere richiesta anche online compilando con i dati del bambino e quelli di uno dei genitori, il form online presente sul sito: www.lapostadibabbonatale.posteitaliane.it. Dal sito è possibile anche scaricare uno speciale foglio natalizio su cui scrivere la letterina.

“La capacità di esprimere idee ed emozioni scegliendo con cura le parole più adatte rappresenta una risorsa utile e preziosa anche nell’era del digitale – evidenziano da Poste Italiane -. Scrivere una lettera con carta e penna aiuta a sviluppare e migliorare la creatività, la fantasia e l’efficacia espressiva. L’iniziativa di Poste Italiane rivolta ai ‘nativi digitali’ rappresenta quindi anche un contributo al loro percorso formativo ricordando loro il valore della scrittura”.
(ITALPRESS).

PEGGIORA LA QUALITÀ DELLA VITA IN SICILIA

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Sicilia in coda e in complessivo peggioramento nella classifica della qualita’ della vita 2019 stilata dal Sole 24 Ore e pubblicata oggi sul quotidiano e sul sito. L’ultima in graduatoria e’ Caltanissetta (nel 2018 era Vibo Valentia), che lo scorso anno si era posizionata al 100esimo posto. La prima delle siciliane si conferma Ragusa, 80esima (era però 73esima nel 2018), seguita da Siracusa (90^, era 82^) e Catania (97^, era 84^).

Giù anche Palermo: il capoluogo è ora al 98esimo posto, l’anno scorso era 11 posizioni più su. Poi Messina (100), Trapani (101), Agrigento (102), Enna (104) e, fanalino di coda, Caltanissetta (107).

SICILIANI TECH-ADDICTED, ANCHE A NATALE

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Non ci sono dubbi: i siciliani adorano il Natale. Ma c’è un’altra cosa che amano, ovvero la tecnologia. E’ quanto emerge da una ricerca condotta da Groupon, che approfondisce il rapporto dei siciliani con la tecnologia il giorno di Natale, tra sentimenti contrastanti dei tech-addicted
e di chi desidera una festa digital-detox. Oltre la metà degli intervistati (il 52%) confessa di essere così tech-addicted che una delle prime azioni che compie la mattina di Natale, appena sveglio, è proprio controllare lo smartphone. C’è poi un altro 26% di siciliani che lo fa entro 1 ora dalla sveglia e solo l’1% riesce ad aspettare fino al pomeriggio. Si va facendo larga la consapevolezza che non riuscire a staccarsi dallo smartphone, nemmeno a Natale, abbia rovinato le festività dello scorso anno. Lo conferma il 57% dei siciliani e questa percentuale sale al 60% tra i genitori con figli diciottenni. C’è poi un importante 72% di siciliani che addirittura vorrebbe che il Natale fosse una giornata “mobile-free”, per dedicare più tempo di qualità alla famiglia e agli affetti senza le continue interruzioni del trillare dello smartphone.
(ITALPRESS) – (SEGUE).

Una delle tradizioni natalizie che i siciliani vorrebbero vedere più libera dalla tecnologia è il pranzo: il 31% dichiara di rinunciare di propria volontà al cellulare e il 29% ammette di avere il divieto di portare il cellulare a tavola. Tra i siciliani che si ostinano a utilizzare lo smartphone anche in questo momento, il 18% confessa di essere spesso rimproverato dagli altri commensali e il 12% di ricevere occhiate di disapprovazione per tutta la durata del pranzo.
Se da un lato lo smartphone permette di restare in connessione con chi amiamo e di condividere i momenti più belli di questa giornata anche con chi non festeggia con noi, ci sono degli aspetti digital che possono disturbare il Natale. In cima alla classifica (con il 52% dei voti) ci sono le fastidiose “catene di messaggi di auguri”, in seconda posizione (con il 37% delle preferenze) il dover rispondere a messaggi di auguri da parte di persone con cui non si hanno rapporti durante il resto dell’anno.

Seguono i messaggi di auguri in stile “copia-incolla” che dimostrano il poco interesse di chi li invia (votati dal 25%), le persone che si vantano del loro meraviglioso Natale postando foto con filtri al limite della realtà (segnalate dal 22% degli intervistati) e le pesantissime gif natalizie che “impallano” lo smartphone di chi le riceve (odiate dal 17%).
C’è anche una buona fetta di siciliani (il 47%) che a Natale usa lo smartphone per lavorare. Se il 16% è costretto a farlo per colpa del suo capo o dei clienti che continuano a inondarlo di email anche durante il cenone, c’è un 25% che sceglie di continuare a leggere le mail man mano che arrivano per essere sempre aggiornato e troviamo anche un 7% che utilizza il lavoro come scusa per avere un attimo di tregua dalle interminabili riunioni famigliari. A conferma, poi, della tendenza a voler provare a staccare la spina dalla tecnologia emerge anche un coraggioso 4% di siciliani che dichiara di prendere un impegno con sé stesso per il giorno di Natale: resistere alla tentazione di guardare il cellulare per tenere sotto controllo la situazione al lavoro.

Arginare l’uso dello smartphone, almeno a Natale, è una tematica sentita particolarmente dai genitori siciliani: il 73% dichiara che uno dei più bei regali di Natale sarebbe che questa fosse una giornata all’insegna del digital detox per tutta la famiglia.
Conferma questo desiderio anche il fatto che la grande maggioranza delle mamme e papà siciliani (81%) sia contrario a lasciare il cellulare in mano ai loro bambini, specialmente in questa giornata e che il 68% nota come i loro figli siano ben felici di passare più tempo a giocare o a stare con la famiglia piuttosto che davanti allo schermo.
Nonostante si noti una sorta di presa di coscienza che, soprattutto a Natale, sia importante dosare con moderazione l’uso dello smartphone, i sicilaini restano dei veri tecno-appassionati. Non a caso c’è un 65% che è convinta che la chat dedicate alle feste e i social network siano due elementi che possono contribuire a rendere migliore il Natale.

Le chat natalizie sono amate dal 65% dei siciliani; di questi, il 35% “messaggia” con gli amici, per definire i vari aperitivi e cene per salutarsi prima delle feste; la maggioranza (il 47%) “chatta” con i propri famigliari, più o meno stretti. Gli argomenti di discussione preferiti con la famiglia vanno dai classici auguri (49%), alle infinite discussioni sul menù natalizio (35%), seguiti dalla definizione della lista degli invitati a cena e a pranzo (28%).
Altro importante utilizzo dello smartphone a Natale è postare foto sui social network. Soggetto che riscuote il maggior successo è l’albero di Natale addobbato (postato dal 39%), seguono la tavola imbandita (preferita dal 38%) che testimonia la passione del nostro paese per il buon cibo e la classica foto di tutta la famiglia attorno al tavolo (proposta dal 34%). Non possono poi mancare quelli che non perdono occasione per appostarsi a fianco di chi apre i regali e immortalarne l’espressione di stupore (il 32%).
(ITALPRESS).