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INTERNET, NEL RAGUSANO LA “SCUOLA” DI TIM

Modica, in provincia di Ragusa, ospita l’iniziativa “Operazione Risorgimento Digitale” di Tim, il progetto che ha l’obiettivo di dare a tutti la possibilità di diventare “cittadini di Internet” e accelerare in questo modo il processo di digitalizzazione del Paese.

In Piazza Giacomo Matteotti è arrivato il truck di Tim, una vera e propria scuola mobile che fino a venerdì 20 funzionerà da sportello digitale presso il quale i cittadini potranno chiedere informazioni, attivare i servizi che abilitano alla vita digitale e partecipare a brevi lezioni.

“TIM, dopo aver realizzato le infrastrutture, le cosiddette autostrade digitali, con Operazione Risorgimento Digitale fornisce conoscenze pratiche al fine di usufruire di tutte le opportunità che Internet offre per il miglioramento della vita quotidiana – sottolinea Marco Battisti, responsabile Operations Area Sud di Tim -. Riprendendo la metafora, con la formazione erogata sulla scuola mobile o durante i corsi in aula, TIM fornisce ai cittadini e ai dipendenti della Pubblica Amministrazione la patente di cittadino digitale”.

La “scuola mobile” anticiperà l’avvio dei corsi in aula, che si terranno in diverse location cittadine dal 13 al 31 gennaio, con attività didattiche articolate su diversi livelli e un team di formatori pronti a spiegare al pubblico come Internet possa migliorare concretamente la vita quotidiana. Il progetto a livello nazionale raggiungerà un milione di persone.


(ITALPRESS).

CONFAPI, PIAZZA NUOVO VICEPRESIDENTE VICARIO

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Ugo Piazza è il nuovo vicepresidente vicario di Confapi Sicilia. Su proposta del presidente Dhebora Mirabelli, la Confederazione nazionale della piccola e media industria ha inoltre affidato quattro mandati esplorativi di presidenza di filiera su tutto il territorio regionale, nei settori Trasporti, Chimica, Sanità e Rifiuti/Ambiente.
“La nomina del palermitano Ugo Piazza, noto professionista nel campo della comunicazione e nel marketing strategico quale vicepresidente, insieme al prestigioso ingresso nel direttivo di Miriam Pace, giovane imprenditrice di eccelse capacità manageriali, direttore generale di Plastica Alfa, azienda leader nel settore nella provincia di Catania, nonché dei nuovi presidenti di filiera, conferma come Confapi Sicilia stia continuando il proprio percorso di crescita per una rinnovata idea di associazionismo datoriale”, ha detto Mirabelli.

“Assumo il ruolo con grande responsabilità e ringraziando tutto il direttivo e il presidente Dhebora Mirabelli per la fiducia accordatami – ha commentato Piazza – in continuità nell’incessante lavoro di rappresentanza dei nostri associati, e verso una precisa azione a sostegno della modernizzazione e della crescita del tessuto imprenditoriale isolano. Vogliamo creare le condizioni affinché i nostri imprenditori, o aspiranti tali, possano pensare di svolgere al meglio la propria attività in Sicilia e non altrove”. I quattro mandati esplorativi di filiera sono stati conferiti al palermitano Salvo Ferranti, del Centro Ortopedico Ferranti, impostosi quest’anno tra le 10 migliori aziende siciliane per livelli di crescita secondo la classifica del sole 24ore, per la filiera Sanità; Emanuele Garrasi di Agriplast di Vittoria, azienda leader del settore con circa 85 milioni di fatturato registrato nel 2018, per la filiera Chimica. E ancora, Sebastiano Migliore, amministratore delegato di Mecogest di Gela per la filiera Rifiuti e Ambiente e, infine, Gianstefano Passalacqua di Passalacqua Trasporti azienda storica dal 1977 e leader nel settore, presente a Catania, Palermo, Ragusa, in tutta Italia e a Malta per la filiera Trasporti.
(ITALPRESS).

PALERMO, DANNI E DISAGI PER IL FORTE VENTO

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Notte di disagi per la pioggia e il vento forte a Palermo. Oltre un centinaio gli interventi dei vigili del fuoco per alberi spezzati, alcuni caduti sulle auto in sosta, ma anche pensiline, vasi e altri arredi urbani volati via. Non si segnalano feriti.
Problemi anche in provincia. A San Martino della Scale, frazione di Monreale, si è verificato un black out per la caduta di alcuni alberi sui cavi dell’elettricità.
Per oggi, proprio a causa dei forti venti, la Protezione Civile ha diramato allerta gialla per la Sicilia settentrionale.
(ITALPRESS).

CGIL “LAVORO SIA AL CENTRO POLITICHE PER IL SUD”

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Crollo dei consumi, gap nelle retribuzioni tra regioni del nord e sud Italia: si è incentrata sulla mancata ripartenza dell’economia e del lavoro, nell’isola come nel resto del mezzogiorno d’Italia, la riunione del direttivo regionale della Cgil Sicilia. Sono stati analizzati temi e motivi della crisi occupazionale in cui versa la regione.

“Il tema delle difficoltà economiche dell’isola sono le difficoltà dell’Italia – ha sottolineato il segretario confederale della Cgil nazionale, Ivana Galli -. Va messo al centro il lavoro, perché se non riparte il lavoro non riparte la Sicilia, il mezzogiorno ed il Paese. Una regione importante come la Sicilia deve vedere un protagonismo delle istituzioni. Le risorse che ci sono, spesso – ha aggiunto -, vengono spacchettate tra vari soggetti istituzionali. Il problema del mezzogiorno è che le risorse che sono state utilizzate non hanno creato occupazione”.

Al centro del dibattito le problematiche inerenti il differenziale nelle retribuzioni tra regioni del centro nord e sud Italia, come emerge dagli ultimi dati Istat. “Le buste paga sono leggere, c’è il crollo dei consumi – ha evidenziato Ivana Galli -. I consumi e l’economia ripartono se le buste paga e le pensioni diventano più pesanti. Per far questo bisogna fare una riforma fiscale, degli interventi come una detassazione dei futuri aumenti contrattuali, il taglio dei cuneo fiscale. Tutti interventi che rendono pesanti le buste paga e che fanno ripartire i consumi”.

Un richiamo poi all’azione del governo, definita fino ad oggi ‘carente’. “Il mezzogiorno è strategico – ha dichiarato la sindacalista -. Il ministro Provenzano ha lanciato una serie di proposte e iniziative per il rilancio. Noi ci aspettiamo una coerenza e una buona politica”.

“Abbiamo vertenze importanti che sono aperte, da Almaviva a tutto il problema relativo al petrolchimico di Gela e, più complessivamente, a tutti i poli industriali – ha poi aggiunto Alfio Mannino, segretario regionale Cgil Sicilia -. Abbiamo inoltre il problema di una regione siciliana che rischia di andare in default”, ha evidenziato il sindacalista alla luce del giudizio di parifica della Corte dei Conti, dicendosi preoccupato perchè si potrebbe determinare un ulteriore “taglio delle risorse. Quindi meno sanità e meno investimenti nei servizi socio-sanitari. Tagli sulla carne viva della nostra economia”.

(ITALPRESS).

ALL’ISMETT 6 TRAPIANTI DI RENE IN UNA SETTIMANA

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Due allerte trapianti nazionali e tre donatori da vivente hanno permesse a sei pazienti siciliani di tornare ad una buona qualità della vita grazie ad un trapianto. E’ successo presso l’Irccs Ismett, dove grazie a due donazioni che si sono rese disponibili a Roma e Firenze nel giro di poche ore, è stato possibile sottoporre a trapianto di rene tre pazienti – due uomini ed una donna – iscritti presso le liste di attesa del centro palermitano. Lo rende noto L’Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta specializzazione, che ha sede a Palermo, sottolineando in una nota che ai tre trapianti eseguiti grazie alla generosità delle famiglie dei donatori di Roma e Firenze se ne sono aggiunti altri tre da donatore vivente. A donare il rene in due casi è stata la moglie che ha permesso al marito di tornare ad una buona qualità della vita, mentre in un caso il padre ha evitato la dialisi alla figlia poco più che maggiorenne.

“Il programma di trapianto da donatore vivente – spiega Salvatore Gruttadauria, direttore del Dipartimento per la Cura e lo studio delle patologie addominali e dei trapianti addominali – è stato avviato presso Ismett fin dall’inizio dell’attività ma quest’anno è stato potenziato ottenendo ottimi risultati”. Sono, infatti, già 15 gli interventi eseguiti presso la struttura palermitana, altri tre sono in programma nelle prossime settimane.

Il 2019 potrebbe chiudersi, quindi, con 18 trapianti di rene da vivente eseguiti: un risultato record per Ismett, che piazzerebbe il programma dell’Istituto Mediterraneo fra i primi tre programmi per volume d’attività di tutto il Paese.
“Il programma da donatore vivente – sottolinea Salvatore Piazza, responsabile del programma di trapianto di rene di Ismett – si avvia quest’anno a raggiungere un nuovo record. Solo pochi centri in tutta Italia possono vantare numeri così alti di intervento da donatore da vivente. Sono dati importanti che premiano gli sforzi fatti da Ismett in questi anni”.

Il trapianto da vivente, fanno sapere dall’Istituto, è una valida opzione terapeutica che consente di evitare le lunghe liste di attesa. Possono essere sottoposti a trapianto da vivente, tutti i pazienti affetti da insufficienza renale cronica già dializzati o in procinto di dialisi. E’ una delle principali attività chirurgiche praticate all’Ismett e si basa sul principio fondamentale che donare un rene, soprattutto ad una persona cara, può essere una delle esperienze più gratificanti della vita. All’Ismett il programma di trapianto di rene può vantare un équipe medico-chirurgica formata da ben otto professionisti. La squadra chirurgica è formata da Salvatore Piazza, responsabile del programma, Davide Cintorino che si occupa del prelievo del rene nei donatori, Duilio Pagano, Calogero Ricotta e Pasquale Bonsignore. La squadra dei nefrologi è formata da Paola Salis, Barbara Buscemi e Chiara Caccamo.

All’Ismett, sottolinea l’Istituto, sono oggi utilizzate le più moderne tecniche chirurgiche per garantire sia il donatore che il ricevente. Il prelievo del rene, ad esempio, avviene per via laparoscopica cioè si inseriscono gli strumenti chirurgici nell’addome attraverso dei piccoli fori mentre una telecamera permette di controllare l’operato del chirurgo, il rene viene così estratto attraverso un piccolo taglio nella parte bassa dell’addome. In questo modo, vengono ridotti i tempi di degenza per il donatore, sono migliori i risultati anche da un punto di vista estetico e più contenuti i rischi.

“Ismett – continua Piazza – partecipa inoltre alla realizzazione del progetto di trapianto di rene in modalità cross-over, si tratta di un programma che permette anche ai pazienti con un donatore con gruppo sanguigno incompatibile di poter ricevere l’organo. Abbiamo già selezionato la prima coppia di donatore-ricevente incompatibili ed inviato tutte le indicazioni al Centro Nazionale Trapianti che coordina il progetto per autorizzazione al trapianto”.
(ITALPRESS).

EXPORT IN SICILIA +11%, SIRACUSA IN VETTA

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L’export siciliano dopo una brusca frenata torna e crescere nel terzo trimestre 2019. Da gennaio a settembre scorso, infatti, il fatturato delle vendite all’estero si è attestato complessivamente su 6,8 miliardi di euro con un aumento del 11% rispetto al secondo trimestre del 2019.

A certificare i numeri delle esportazioni siciliane è l’Osservatorio economico di Unioncamere Sicilia, che ha rielaborato i dati regionali dell’Istat riguardanti l’export nei primi nove mesi del 2019. Tra le province con la migliore performance, Siracusa si conferma in cima alla classica con 3,9 miliardi di fatturato. Seguono Catania con 1,3 miliardi, Messina con 800 milioni e Ragusa.

L’area geografica in cui il prodotto Made in Sicily è sempre più apprezzato è l’Europa, seguita da Africa settentrionale, Asia orientale e America settentrionale. La classifica dei Paesi destinatari dei prodotti dell’Isola nel terzo trimestre 2019 sono la Croazia con 657 milioni, gli Stati Uniti con 564 milioni, la Francia con 436 milioni, la Slovenia con 367 milioni, e poi seguono Spagna, Germania, Algeria e Paesi Bassi.

“I dati dell’export – commenta il presidente di Unioncamere Sicilia, Giuseppe Pace – confermano la ripresa nel terzo trimestre 2019 delle vendite all’estero e si apprezza sapere che i prodotti siciliani fanno gola principalmente ai paesi che appartengono all’area geografica europea, ma anche Africa, Asia e America”.

I settori che hanno spinto l’export della Sicilia nel terzo trimestre 2019, sono coke e prodotti petroliferi raffinati per 3,8 miliardi, prodotti chimici, computer e apparecchi elettronici, agroalimentare e bevande con 866 milioni circa di fatturato.

“A fare la parte del leone – aggiunge il segretario generale di Unioncamere Sicilia, Santa Vaccaro – sono come sempre ‘coke e prodotti petroliferi raffinati’ che rappresentano oltre la metà del totale delle esportazioni made in Sicily. Apprezzati all’estero, oltre ai prodotti chimici e apparecchi elettronici, i ‘prodotti agroalimentari e le bevande’ la qual cosa certifica che la cucina e i prodotti dell’Isola sono sempre più graditi”.
(ITALPRESS).

EFFETTO CLIMA, ISOLE EUROPEE A RISCHIO?

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“I cambiamenti climatici sono in atto, ormai non lo possiamo negare, ma va senza dubbio definita una strategia di intervento al fine di capire quali sono quelli a livello locale, non globale, nei singoli territori, in particolar modo nelle isole”. Lo ha affermato Paolo Figini, professore dell’Università di Bologna ed esperto di Economia del Turismo, nell’ambito della terza assemblea generale di SoClimPact, progetto cofinanziato dal programma di Ricerca e Innovazione Horizon 2020 dell’Unione Europea, tenuta a Palermo.

Tre giorni di lavori tra esperti, desiderosi di confrontarsi per sviluppare modelli volti a valutare gli impatti dei cambiamenti climatici e a ridurre le emissioni di carbonio in 12 isole e arcipelaghi europei in diverse aree: Cipro e Malta, Isole Baltiche, Isole Baleari, Sicilia, Sardegna, Corsica, Creta, Azzorre, Madera, Isole Canarie e Indie occidentali francesi.

“Da ora in poi – ha aggiunto Figini – il nostro lavoro sarà vedere l’impatto economico che tutto questo avrà in alcuni settori dell’economia regionale, tra cui il turismo, tra i più condizionati dai cambiamenti climatici. Uno degli obiettivi del progetto è definire in maniera più precisa e quantitativa aspetti interconnessi come gli arrivi, gli effetti in termini di prezzi, i comportamenti di spesa dei turisti. Bisogna, per esempio, valutare se la diminuzione di turisti a luglio e agosto verrà compensata da un probabile aumento nelle stagioni intermedie. Valutazione con un fronte temporale che guarda al 2.100”.

Focal Point per la Sicilia del progetto è l’Osservatorio sul Turismo delle Isole Europee (OTIE) – facente parte del consorzio del progetto Soclimpact – grazie al quale si è riusciti a mettere un gruppo di lavoro locale che possa raccogliere dati necessari a misurare i costi economici e non di mercato dei cambiamenti climatici.

“Facciamo parte di questo progetto sul claime change – ha spiegato Giovanni Ruggeri, presidente dell’OTIE – insieme a 30 partner di altrettanti contesti insulari appartenenti all’Unione Europea. Capofila le isole Canarie, nostro modello di riferinento. L’obiettivo che ci ha dato la Commissione Europea è comprendere cosa accadrà nelle isole nei prossimi 30 anni in conseguenza del cambiamento climatico nel settore dell’economia del turismo. Questo vuol dire cercare di capire anche quali saranno le politiche che l’Unione Europea, prima la Commissione e poi il Parlamento, dovranno e vorranno mettere in campo per sostenere, aiutare e indicare un percorso diverso. Parliamo di imprese del settore turistico, balneare, agricolo, nautico. La Commissione Europea ha deciso di partire dalle isole perché sono territori più fragili rispetto ai cambiamenti climatici, per vedere come trasferire il know how e la conoscenza scientifica da e verso altri contesti non insulari”.

Presente e particolarmente attiva anche l’Enea. “Per il futuro ci si aspetta variazioni significative nell’Europa del Sud – ha sottolineato Giovanna Pisacane, esperta dell’Enea di climatologia ed evoluzione del clima -. Non si tratta di un progetto scientifico in se e per se, ma di una traduzione del dato scientifico in variabili che siano di uso per la comunità scientifica. I tre giorni sono un work in progress, infatti stiamo stabilendo una serie di contatti con accademici ma anche con chi, nel territorio, deve adottare politiche volte ad adattarsi ai cambiamenti climatici. L’Enea partecipa come laboratorio di modulistica climatica, opportunità di crescita personale in quanto come scienziati siano abituati a rimanere chiusi in una torre d’avorio. Occasioni del genere, invece, ci danno modo di imparare cosa si aspettano da noi gli economisti e coloro che hanno poi a che fare con la gestione del territorio. Ci si mette anche in discussione perché a volte la variabile scientifica, se non è significativa per noi, può non essere lo stesso per gli amministratori e chi per loro”.

Un progetto arrivato a metà percorso, che si avvale dei contributi di numerosi esperti del settore.
“Siamo a buon punto ma dobbiamo ancora lavorare – ha concluso Carmelo León, dell’Università di Las Palmas Gran Canaria, capofila del progetto -. Questo è un progetto che, lavorando nelle isole, ritengo darà risultati molto utili per tutti quegli ambiti previsti. Siamo nella fase intermedia. La risposta che mi sento di dare è che il cambiamento climatico c’è e si sente, ed è dovuto all’azione dell’uomo”.
(ITALPRESS).

BIOLOGICO, 170 MILIONI PER LE AZIENDE AGRICOLE

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Centosettanta milioni di euro a favore di 3.500 aziende siciliane per il mantenimento dell’agricoltura biologica per i prossimi 5 anni. Il finanziamento si è reso possibile grazie alla decisione del governo Musumeci di procedere alla rimodulazione finanziaria del Programma di sviluppo rurale 20141/2020. In particolare, si interverrà all’interno della focus area “Ambiente” e nello specifico a favore della Misura 11 “Pagamenti per il mantenimento dell’agricoltura biologica”.
«Con la nostra scelta – sottolinea il presidente Nello Musumeci – vogliamo premiare le aziende che hanno partecipato al bando dello scorso aprile con il quale erano già stati stanziati 35 milioni di euro, non sufficienti però a soddisfare tutte le richieste. Sostenere i risultati di successo, finora ottenuti attraverso la conversione dell’agricoltura convenzionale in biologica, per il miglioramento qualitativo e salutistico dei prodotti e la riduzione dell’impatto ambientale, è tra gli obiettivi del mio governo. Vogliamo, infatti, che la Sicilia possa continuare a mantenere il primato di regione a maggiore superficie biologica d’Italia».
La decisione adottata dal governo ha già ricevuto l’apprezzamento della direzione generale per l’Agricoltura e lo sviluppo rurale della Commissione europea. E proprio in questi giorni i beneficiari stanno già ricevendo i pagamenti. A essere soddisfatto dell’esito della trattativa l’assessore per l’Agricoltura, Edy Bandiera.
«In questo modo – evidenzia – andiamo ad assicurare il sostegno economico alle aziende siciliane che da tempo hanno scelto la strada della qualità e della produzione in armonia con l’ambiente, consentendo loro sempre di più di affermarsi nei mercati, nel segno della qualità made in Sicily».
(ITALPRESS).